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martedì 21 gennaio 2025

versi diversi

Non voglio essere cattivo, ma a una cosa più originale di Versi Diversi come titolo non riuscite a trovarla? Giuro mi arrivano le raccolte con questo titolo, ma fossero solo quelle glielo cambi, lo usano per le rassegne di poesia a cui ti invitano e che non vuoi mettere nel curriculum perché ti vergogni, oppure per i titoli dei giornali in cui dei benintenzionati provano a dire qualcosa di buono, e invece ti infilano in questa sorta di omogeneizzato kitsch che dice sullo stato della poesia più di quanto non vogliano. La poesia è ricerca della parola esatta, non è stravaganza a tutti i costi e nemmeno il pedissequo ripetersi di queste formule stereotipate. Versi Diversi, lo sento fin da quando andavo all'Uni, fra un po' mi aspetto di ritrovarlo nei bagni pubblici fra i numeri di telefono a prestazione occasionale e le poesie del primo Antonio Veneziani. E i più intelligenti ci metteranno il trattino in mezzo per distinguersi dagli altri, perché loro non sono Diversi, sono Di-Versi. Oltre che diversi, anche dissociati.


domenica 8 dicembre 2024

titoli di coda

GLI AUTORI RINGRAZIANO: Re Salomone - Aristofane - Esopo - Apuleio - Il Novellino - Le Mille e una notte - Giovanni Boccaccio - Geoffrey Chaucer - Pietro l’Aretino - Franco Sacchetti - Lo Straparola - Niccolò Machiavelli - Il Ruzante - Francesco De Quevedo - Francois Rabelais - G.B. Basile - I fratelli Grimm - H.C. Andersen - Anonimo Toscano - Pasquino - G.G. Belli - C. De Coster (Till Eulenspigel) - A. Petito - Neri Tanfucio - Pellegrino Artusi

(I meravigliosi titoli di coda di “Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno” di Mario Monicelli, 1984, dal racconto di Giulio Cesare Croce)

giovedì 11 maggio 2023

dottore

L'impiegata di un ufficio per tutta la mattina, mentre sbrigavamo una pratica, continuava a chiamarmi dottore. E io che non ci sono abituato, ogni volta che diceva dottore mi giravo per vedere chi fosse arrivato alle mie spalle.

sabato 7 novembre 2015

titoli

Stavo pensando che ci sono dei titoli che spesso, da soli, valgono l’intero libro. Lo arricchiscono, lo completano o, addirittura, in certi casi sono un’opera a parte. Dei titoli capolavoro che ti bastano quelli per sentirti sazio, o stimolato (e a volte ci sono solo quelli, nel senso che il libro non vale il suo titolo). Di quest’ultima categoria di titoli, ho fatto un piccolo elenco dei miei preferiti, aggiungendone alcuni che man mano che li raccoglievo mi suggerivano gli amici. E a voi, ne vengono in mente altri?

Che tu sia per me il coltello; 
L’insostenibile leggerezza dell’essere; 
La solitudine dei numeri primi; 
Va dove ti porta il cuore; 
La incredibile e triste storia della candida Eréndira e della sua nonna snaturata; 
Il senso di Smilla per la neve; 
Quel che resta del giorno; 
Sputerò sulle vostre tombe; 
Questo non è un paese per vecchi; 
Ogni cosa è illuminata; 
Il silenzio degli innocenti; 
Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano; 
Igiene dell’assassino; 
Il passato è una terra straniera; 
Il nome della rosa; 
Chiedi alla polvere; 
Ingannevole è il cuore più di ogni cosa; 
Figli di un Dio minore; 
L’oceano in fondo al sentiero; 
Tenera è la notte; 
La cognizione del dolore; 
Perturbamento.