
Il momento è delicato, di quelli che necessitano di continue attenzioni.
Uno sbaglio e sei perduto per sempre. Un passo falso, una parola inappropriata o anche solo una smorfia non celata del viso possono vanificare mesi e mesi di duro lavoro.
“No, no, no”.
Le mie orecchie sentono decine di negazioni ogni giorno, a ogni ora. Siamo entrati nella fase dei no, quel momento che – pare – attraversano tutti i bambini. Delizia e croce di sconsolati genitori che vedono trasformarsi gli amati pargoli in dittatori in erba.
Il più delle volte, per la verità, quei no escono dalla bocca di minichef senza un’apparente ragione, slegati dal contesto e dal momento. Come se per affermare se stesso e la sua volontà avesse bisogno di ripetere incessantemente quella piccola magica parolina.
