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| Wonky Cake realizzata al Workshop a Milano per il CDIF |
E' terminato il Cake Design Italian Festival edizione 2012 di Milano.
Per me che era la prima volta, il festival è stato emozionante come gli esami di maturità e divertente come una sessione di lavori forzati a Sing Sing. Non avevo mai fatto un workshop sulle Wonky Cakes prima del festival, non avevo preparato una scaletta ma curiosamente non ero particolarmente agitata.
Se l'avessi percepita, potrei dire che la tensione ha cominciato a scemare in aeroporto prima di tornare a casa. Al baretto prospiciente gli imbarchi, abbiamo ordinato due Negroni che un'allegra e ingenua barista ci ha preparato e servito in dose quadrupla in due bicchieri di carta della coca cola formato big size.
E ho finalmente ricominciato a vedere le cose nella giusta prospettiva.
Ho raggiunto la scaletta dell'aereo saltellando a piè pari a 20 centimetri da terra. Mr. K si è giustificato col personale di bordo dicendo che era l'unico rimedio per la mia fobia di volare... Hic!
Degno di nota: ho rivisto qualche cara amica. Incontrarsi per due giorni a Milano nello stesso albergo e passare più tempo a salutarsi via cellulare piuttosto che a vedersi causa gli orari inconcilianti delle nostre attività ha del ridicolo. Per tutto il resto, per fortuna, c'è Skype.
In controtendenza col governo che a fronte delle ultime tragedie (di stato e non) non brilla certo in sobrietà, il resoconto del festival si chiude qui. Dopo tutto quello che è successo, c'è poco da festeggiare e parlare di frizzi e lazzi non c'ho proprio voglia.
Ora mi prendo una vacanza, m'è venuta a noia tutta questa dilagante esasperazione sul cake design, 'ste torte ultimamente, fatto salvo rare eccezioni, diciamocelo pure, sono un pò tutte uguali, e nemmeno le mie si sottraggono...
Ma sarei anche stanca di sentire le insofferenze di insospettabili pulzelle d'orleans che, con impeti di peroniana memoria in difesa della pasticceria tradizionale italiana (manco fosse un animale in via d'estinzione), ci informano con malcelato disgusto che sotto i chili di pasta di zucchero ci stanno impasti gnucchi, stoppacciosi, pieni di trigliceridi, grassi animali e quant'altro che solo nelle torte decorate s'è vista tanta schifezza tutta insieme...
Che poi dietro al fenomeno di tendenza ci sia evasione fiscale e norme igienico-sanitarie disattese, siam tutti d'accordo ed è assolutamente comprensibile il risentimento di chi gestisce una regolare attività del settore.
Ma suvvia, ormai lo sappiamo bene tutti, è la moda di massa del momento, la pasticceria tradizionale è un'altra cosa, abbiate pazienza e sopportate ancora un pò, prima o poi passa. Come fu per le palline clic-clac tormentone dei primi anni 70, vere e proprie armi di distruzione di ossa, tendini e timpani, così divertenti che le fecero sparire dopo poco con buona pace di genitori e centri traumatologici.
Attendiamo tutti con serenità che anche il cake design diventi vintage.
Nel frattempo, le critiche vanno benissimo ma quando queste assumono i modi e i toni di una crociata epocale, a pensarci bene, viene il dubbio che tanto genuina non sia neppure la fonte da cui esse provengono. Se tutta questa energia impiegata a scagliarsi contro il cake design fosse convogliata per mandare a casa i nostri governanti avremmo già fatto la rivoluzione. Take it easy, girls...
Anyway... mi fermo con i corsi e con i workshop, se ne riparla semmai a settembre, niente pubblicazioni su riviste (ma perchè devo faticare gratis?) o comparsate varie. Mi voglio dedicare alle torte in famiglia e a rilassarmi un pò, per modo di dire... l'ufficio mi assorbe tutta la settimana, l'adolescente reclama i suoi mammaefigliaday (che poi si traducono in pomeriggi interminabili in cui mi trascina per i corridoi dei centri commerciali all'insegna dello shopping ossessivo-compulsivo), Mr. K che, ormai rassegnato, si auspica da mesi un weekend romantico e rilassante senza pasta di gomma e attrezzini al seguito.... Ce la posso anche fare....
Altra nota positiva. Sono tornata ai dolci tradizionali con una cheese cake newyorchese, ricetta della Martha Stewart di casa nostra che non ho immortalato né vi ho dato conto... A volte è bello anche tenere per sé certi momenti, mi son goduta la torta senza pensare alla fetta da salvare per la foto, al flash, allo sfondo, a cosa scrivere su questa ricetta....
Adesso che il caldo è arrivato è adattissima come tutte le torte da servire fredde di frigo, davvero una gran ricetta, semplicissima da fare e da replicare senza modificare un grammo.
Sapevatelo.
Postilla. pare che circolino ancora dei miei vecchi biglietti da visita. Non ve lo vorrei di' ma sopra c'è scritto Cake Designer. Fatemi un favore... bruciateli.
O fateci i filtri.
Se l'avessi percepita, potrei dire che la tensione ha cominciato a scemare in aeroporto prima di tornare a casa. Al baretto prospiciente gli imbarchi, abbiamo ordinato due Negroni che un'allegra e ingenua barista ci ha preparato e servito in dose quadrupla in due bicchieri di carta della coca cola formato big size.
E ho finalmente ricominciato a vedere le cose nella giusta prospettiva.
| Milano da bere - Giusta prospettiva a metà del ristoro |
Degno di nota: ho rivisto qualche cara amica. Incontrarsi per due giorni a Milano nello stesso albergo e passare più tempo a salutarsi via cellulare piuttosto che a vedersi causa gli orari inconcilianti delle nostre attività ha del ridicolo. Per tutto il resto, per fortuna, c'è Skype.
In controtendenza col governo che a fronte delle ultime tragedie (di stato e non) non brilla certo in sobrietà, il resoconto del festival si chiude qui. Dopo tutto quello che è successo, c'è poco da festeggiare e parlare di frizzi e lazzi non c'ho proprio voglia.
Ora mi prendo una vacanza, m'è venuta a noia tutta questa dilagante esasperazione sul cake design, 'ste torte ultimamente, fatto salvo rare eccezioni, diciamocelo pure, sono un pò tutte uguali, e nemmeno le mie si sottraggono...
Ma sarei anche stanca di sentire le insofferenze di insospettabili pulzelle d'orleans che, con impeti di peroniana memoria in difesa della pasticceria tradizionale italiana (manco fosse un animale in via d'estinzione), ci informano con malcelato disgusto che sotto i chili di pasta di zucchero ci stanno impasti gnucchi, stoppacciosi, pieni di trigliceridi, grassi animali e quant'altro che solo nelle torte decorate s'è vista tanta schifezza tutta insieme...
Che poi dietro al fenomeno di tendenza ci sia evasione fiscale e norme igienico-sanitarie disattese, siam tutti d'accordo ed è assolutamente comprensibile il risentimento di chi gestisce una regolare attività del settore.
Ma suvvia, ormai lo sappiamo bene tutti, è la moda di massa del momento, la pasticceria tradizionale è un'altra cosa, abbiate pazienza e sopportate ancora un pò, prima o poi passa. Come fu per le palline clic-clac tormentone dei primi anni 70, vere e proprie armi di distruzione di ossa, tendini e timpani, così divertenti che le fecero sparire dopo poco con buona pace di genitori e centri traumatologici.
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| Palline sfasciapolsi credit: novantanoviani.it |
Nel frattempo, le critiche vanno benissimo ma quando queste assumono i modi e i toni di una crociata epocale, a pensarci bene, viene il dubbio che tanto genuina non sia neppure la fonte da cui esse provengono. Se tutta questa energia impiegata a scagliarsi contro il cake design fosse convogliata per mandare a casa i nostri governanti avremmo già fatto la rivoluzione. Take it easy, girls...
Anyway... mi fermo con i corsi e con i workshop, se ne riparla semmai a settembre, niente pubblicazioni su riviste (ma perchè devo faticare gratis?) o comparsate varie. Mi voglio dedicare alle torte in famiglia e a rilassarmi un pò, per modo di dire... l'ufficio mi assorbe tutta la settimana, l'adolescente reclama i suoi mammaefigliaday (che poi si traducono in pomeriggi interminabili in cui mi trascina per i corridoi dei centri commerciali all'insegna dello shopping ossessivo-compulsivo), Mr. K che, ormai rassegnato, si auspica da mesi un weekend romantico e rilassante senza pasta di gomma e attrezzini al seguito.... Ce la posso anche fare....
Altra nota positiva. Sono tornata ai dolci tradizionali con una cheese cake newyorchese, ricetta della Martha Stewart di casa nostra che non ho immortalato né vi ho dato conto... A volte è bello anche tenere per sé certi momenti, mi son goduta la torta senza pensare alla fetta da salvare per la foto, al flash, allo sfondo, a cosa scrivere su questa ricetta....
Adesso che il caldo è arrivato è adattissima come tutte le torte da servire fredde di frigo, davvero una gran ricetta, semplicissima da fare e da replicare senza modificare un grammo.
Sapevatelo.
Postilla. pare che circolino ancora dei miei vecchi biglietti da visita. Non ve lo vorrei di' ma sopra c'è scritto Cake Designer. Fatemi un favore... bruciateli.
O fateci i filtri.

