Uno, a mio parere, è il film per adesso più debole di Wheatley. Ma forse è colpa di un testo letterario originario quasi impossibile da render film.
L'altro è un film particolarissimo, molto originale nell'idea, quasi assurdo.
50 persone in una stanza, ferme, impossibilitate a muoversi.
Ottime premesse, svolgimento un pelo sotto le aspettative
HIGH RISE
E, come quasi sempre accade, ecco che il primo film "grande" di uno dei tuoi registi preferiti si rivela alla fine il film meno... grande.
Non credo di far parte di quel tipo di "critici" che quasi per principio considera più belli i film minori di un dato regista, anzi, è una cosa che non sopporto quella. Ma c'è poco da fare, a mio parere High Rise è un mezzo passo falso di quel fenomeno di Wheatley.
Il problema, però, credo sia a monte. Non ho letto il libro originario di Ballard (dice sia bellissimo) ma più il film andava avanti più mi rendevo conto di come la "materia" fosse straordinaria ma, al tempo stesso, di quanto difficile potesse essere stato "farla film", come avviene ad esempio con Saramago.
Del resto completamente saramaghiana è la vicenda. Un grattacielo, grigio e sghembo, dove vive una comunità in scala gerarchica, le persone "normali" ai piani terra fino all'Architetto sull'attico (quasi uno Snowpiercer verticale).
Perchè Saramago? perchè avviene una cosa surreale ma che verrà trattata come verosimile. Il grattacielo ha un black out, si spengono le luci. E niente, invece che cercare di risolvere o di andare fuori tutti i condomini continuano a vivere là dentro, anche quando le condizioni di vita iniziano a diventare al limite dell''umano.
Ci saranno lotte di classe, il film è quasi esplicitamente un film politico.
Piano piano arriveremo ad un grandissimo degrado sia strutturale (la spazzatura che comincia ad ammassarsi, un casino ovunque) che morale. Tanto che, credo, proprio dell'abbrutimento cui in certe condizioni arriva l'uomo parli il film. Insomma, se ci pensate bene i punti di contatto con Cecità sono altissimi. Lì la cecità, qui la luce ce non c'è più. E gli uomini diventano animali.
Grande soggetto da un gran libro.
Eppure tutto sto potere metaforico che molto probabilmente nelle pagine sarà stato fortissimo io ho faticato a trovarlo nel film. Un film confusissimo, quasi una scena completamente slegata dall'altra, un senso di incoerenza e di irrealtà pazzesco (ripeto, sarà così anche nel libro ma nel film per me non funziona). Di scene bellissime ce ne sono un sacco, la mano di Wheatley è superba (la lite al supermercato, il suicidio, l'ascensore con la mise en abyme, la piscina) ma c'è poco da fare, tutte le tematiche che mi venivano in mente erano mille volte più forti delle immagini che le raccontavano.
Mi sono trovato ad esclamare 15 volte "perchè?".
Non so, magari è un film troppo alto, magari è l'ennesima perla del nostro.
In ogni caso una cosa è sicura, viene una voglia pazzesca di leggere il libro.
6.5

CIRCLE (2015)
Presenti spoiler nella seconda parte
Ecco, questi sono i film che di solito cerco, quelli con idee folli, divertenti, originali.
Se poi sono ambientati in una sola stanza ancora meglio, adoro il sottogenere.
E che dire, Circle st'idea folle e divertente dietro ce l'ha, eccome.
50 persone si ritrovano in una piccola stanza. Sono in piedi, in un piccolissimo spazio delimitato da un cerchio rosso.
Se provano ad uscire dal cerchio vengono fatti fuori, se provano a toccare la persona a fianco lo stesso.
Al centro di questo cerchio c'è uno strano macchinario-occhio. E' da questo che partono le scariche elettriche assassine. Il problema è che tali scariche elettriche partono comunque ogni due minuti, non solo se provi a uscire dal cerchio. I 50 scoprono che sono loro stessi a "votare" chi sarà il prossimo ad esser fatto fuori.
Insomma, un mors tua vita mea terribile.
Ne resterà, forse, solo uno.
Provate a mettere 50 persone in una stanza, provate a fargli capire che alla fine ne può restare vivo solo uno e, insomma, vedrete tirare fuori il peggio di ognuno.
Circle diventa così un film sui pregiudizi, sugli stereotipi, sulle lotte di razza, classe, virtù e vizi. Persone che vorrebbero far vincere la donna incinta o la bambina e altre, al contrario, che vorrebbero farle fuori subito per non avere alla fine il dilemma morale se ucciderle o no.
Ne viene fuori un film potenzialmente interessantissimo ma che ha due difetti enormi.
Il primo di essere prevedibile come pochi. Dopo 5 minuti si parla di alieni e, alla fine, alieni saranno. Ma quasi tutte le dinamiche sono prevedibili in un soggetto che poteva campare di colpi di scena a iosa.
Il secondo difetto è di essere terribilmente sempre uguale a sè stesso. Io me ne stavo lì, convinto che ogni 5 minuti i 50 avrebbero scoperto qualcosa di nuovo, un trucco, un procedimento diverso, un modo di fregare la macchina. E niente, invece avremo un count down 50 - 49 -45 - 20 - etc... sempre identico, quasi snervante.
Incredibile che in un soggetto così non si siano poi trovati modi per cambiare le carte in tavola, per sorprendere lo spettatore.
Penso ad Exam, lì ogni 5 minuti c'era un'idea diversa.
Ma tutto questo perchè alla fine quello che interessava al regista non era la parte ludica, ma quella di analisi dell'essere umano.
E, in qualche modo, anche se stereotipatissimo (ma del resto stereotipi sono tutti i personaggi) ,il film funziona.
Ma si poteva fare molto molto meglio
6/6.5










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