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25.8.17

(mini)Recensioni di "High Rise" - "Circle" (2015) - Due al prezzo di uno

Uno, a mio parere, è il film per adesso più debole di Wheatley. Ma forse è colpa di un testo letterario originario quasi impossibile da render film.
L'altro è un film particolarissimo, molto originale nell'idea, quasi assurdo.
50 persone in una stanza, ferme, impossibilitate a muoversi.
Ottime premesse, svolgimento un pelo sotto le aspettative



HIGH RISE

E, come quasi sempre accade, ecco che il primo film "grande" di uno dei tuoi registi preferiti si rivela alla fine il film meno... grande.
Non credo di far parte di quel tipo di "critici" che quasi per principio considera più belli i film minori di un dato regista, anzi, è una cosa che non sopporto quella. Ma c'è poco da fare, a mio parere High Rise è un mezzo passo falso di quel fenomeno di Wheatley.
Il problema, però, credo sia a monte. Non ho letto il libro originario di Ballard (dice sia bellissimo) ma più il film andava avanti più mi rendevo conto di come la "materia" fosse straordinaria ma, al tempo stesso, di quanto difficile potesse essere stato "farla film", come avviene ad esempio con Saramago.
Del resto completamente saramaghiana è la vicenda. Un grattacielo, grigio e sghembo, dove vive una comunità in scala gerarchica, le persone "normali" ai piani terra fino all'Architetto sull'attico (quasi uno Snowpiercer verticale).
Perchè Saramago? perchè avviene una cosa surreale ma che verrà trattata come verosimile. Il grattacielo ha un black out, si spengono le luci. E niente, invece che cercare di risolvere o di andare fuori tutti i condomini continuano a vivere là dentro, anche quando le condizioni di vita iniziano a diventare al limite dell''umano. 
Ci saranno lotte di classe, il film è quasi esplicitamente un film politico.
Piano piano arriveremo ad un grandissimo degrado sia strutturale (la spazzatura che comincia ad ammassarsi, un casino ovunque) che morale. Tanto che, credo, proprio dell'abbrutimento cui in certe condizioni arriva l'uomo parli il film. Insomma, se ci pensate bene i punti di contatto con Cecità sono altissimi. Lì la cecità, qui la luce ce non c'è più. E gli uomini diventano animali. 
Grande soggetto da un gran libro. 
Eppure tutto sto potere metaforico che molto probabilmente nelle pagine sarà stato fortissimo io ho faticato a trovarlo nel film. Un film confusissimo, quasi una scena completamente slegata dall'altra, un senso di incoerenza e di irrealtà pazzesco (ripeto, sarà così anche nel libro ma nel film per me non funziona). Di scene bellissime ce ne sono un sacco, la mano di Wheatley è superba (la lite al supermercato, il suicidio, l'ascensore con la mise en abyme, la piscina) ma c'è poco da fare, tutte le tematiche che mi venivano in mente erano mille volte più forti delle immagini che le raccontavano.
Mi sono trovato ad esclamare 15 volte "perchè?".
Non so, magari è un film troppo alto, magari è l'ennesima perla del nostro.
In ogni caso una cosa è sicura, viene una voglia pazzesca di leggere il libro.

6.5

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CIRCLE (2015)


Presenti spoiler nella seconda parte

Ecco, questi sono i film che di solito cerco, quelli con idee folli, divertenti, originali.
Se poi sono ambientati in una sola stanza ancora meglio, adoro il sottogenere.
E che dire, Circle st'idea folle e divertente dietro ce l'ha, eccome.
50 persone si ritrovano in una piccola stanza. Sono in piedi, in un piccolissimo spazio delimitato da un cerchio rosso.
Se provano ad uscire dal cerchio vengono fatti fuori, se provano a toccare la persona a fianco lo stesso.
Al centro di questo cerchio c'è uno strano macchinario-occhio. E' da questo che partono le scariche elettriche assassine. Il problema è che tali scariche elettriche partono comunque ogni due minuti, non solo se provi a uscire dal cerchio. I 50 scoprono che sono loro stessi a "votare" chi sarà il prossimo ad esser fatto fuori.
Insomma, un mors tua vita mea terribile.
Ne resterà, forse, solo uno.
Provate a mettere 50 persone in una stanza, provate a fargli capire che alla fine ne può restare vivo solo uno e, insomma, vedrete tirare fuori il peggio di ognuno.
Circle diventa così un film sui pregiudizi, sugli stereotipi, sulle lotte di razza, classe, virtù e vizi. Persone che vorrebbero far vincere la donna incinta o la bambina e altre, al contrario, che vorrebbero farle fuori subito per non avere alla fine il dilemma morale se ucciderle o no.
Ne viene fuori un film potenzialmente interessantissimo ma che ha due difetti enormi.
Il primo di essere prevedibile come pochi. Dopo 5 minuti si parla di alieni e, alla fine, alieni saranno. Ma quasi tutte le dinamiche sono prevedibili in un soggetto che poteva campare di colpi di scena a iosa.
Il secondo difetto è di essere terribilmente sempre uguale a sè stesso. Io me ne stavo lì, convinto che ogni 5 minuti i 50 avrebbero scoperto qualcosa di nuovo, un trucco, un procedimento diverso, un modo di fregare la macchina. E niente, invece avremo un count down 50 - 49 -45 - 20 - etc... sempre identico, quasi snervante.
Incredibile che in un soggetto così non si siano poi trovati modi per cambiare le carte in tavola, per sorprendere lo spettatore.
Penso ad Exam, lì ogni 5 minuti c'era un'idea diversa.
Ma tutto questo perchè alla fine quello che interessava al regista non era la parte ludica, ma quella di analisi dell'essere umano.
E, in qualche modo, anche se stereotipatissimo (ma del resto stereotipi sono tutti i personaggi) ,il film funziona.
Ma si poteva fare molto molto meglio

6/6.5

27.3.17

Recensione "Victoria"




Un film bellissimo che, per quanto mi riguarda, va diritto nella storia del cinema.
E lo fa grazie al piano-sequenza più lungo e pazzesco di sempre.
Due ore e un quarto in tempo reale.
Due ore e un quarto di vita reale in cui ti ritroverai dal ballare di notte in discoteca senza alcun pensiero ad una camera d'albergo in un'alba lorda di sangue.
Straordinario.

presenti spoiler sempre più grandi più la rece va avanti

se potete cercatelo al cinema

Sturla Brandt Grøvlen
Norvegese.
Nome che non dirà niente a nessuno e che, scommetto, nessuno ricorderà i prossimi anni.
Eppure per quanto mi riguarda questo direttore della fotografia e operatore va diritto nella storia del cinema.
Ripeto, nella storia del cinema.
Perchè, checchè ne dicano gli haters dei piano-sequenza (questione che ho già affrontato su Pvc-1 e altrove) quello realizzato da Grovlen è, per quanto ne sappia, il più lungo e grande (per livello unito alla durata) piano-sequenza della storia.
Due ore e un quarto, pazzesco.
E sì cazzo, Victoria è un film grandissimo perchè è in piano-sequenza, c'è qualcosa di male in questo?
No, se fosse stato girato in maniera classica ci saremmo trovati davanti ad un bel film sì, ma nemmeno paragonabile a quello che è venuto fuori usando questa pazzesca tecnica.
Ecco, una meraviglia. E bisogna saperla sta cosa, bisogna vivere il film sapendo e accorgendosi della mancanza di stacchi, perchè è come se così assistessimo ad un doppio film, quello nella diegesi e quello dell'impresa di questo operatore.
Esaltante.

Victoria è una giovane spagnola a Berlino.

15.3.17

Recensione: "Train to Busan"

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Probabilmente una delle meglio cose in genere zombie viste in questi anni.
Ma quello che rende grande Train to Busan (film tremendamente ripetitivo a volte) è da cercare altrove.
E quell'altrove è un rapporto padre-figlia raccontato in maniera straordinaria.
Fino ad un finale struggente, da pelle d'oca

presenti spoiler dopo terza immagine

Non ho mai visto un solo episodio di The Walking Dead.
Già con le serie non ce la faccio, figuriamoci quelle così lunghe.
Ho sentito parlarne benissimo e malissimo.
Ma poco importa.
Questa piccolissima prefazione per dire che nel sottogenere zombie Train to Busan è per me, senza ombra di dubbio, una delle meglio cose che grande schermo e piccolo schermo ci hanno dato nell'ultimo decennio.
Se proprio devo sparare un nome al primo posto probabilmente citerei Dead Set.
Resta il fatto che questo sottogenere di capolavori non ne porta ormai più. 
E, a mio parere, non lo è nemmeno questo Train to Busan, film osannatissimo da tanti "colleghi" (mi è parso).
Li capisco eh, il film è davvero bello ed emozionalmente è quasi una perla.

Il suo problema sta nel fatto di essere talmente ben realizzato, talmente adrenalinico, talmente perfetto nel tratteggiare i rapporti che c'è il rischio di non "accorgersi" di un aspetto quasi inquietante.
Il film è la ripetizione quasi ad libitum di una stessa scena.
Ora capisco farla una volta, capisco due, capisco tre, ma qui stiamo parlando di almeno una decina di sequenze una uguale all'altra.
Mi riferisco ovviamente alle corse in treno per scappare dagli zombie e alle porte chiuse in faccia a questi.
Credo che almeno un'ora e venti delle quasi due di durata raccontino questo, tanto che potremmo montare il film anche in maniera completamente diversa senza quasi accorgercene.

20.2.17

Recensione: "Darling"

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Pieno di clichè, tutto visto e rivisto.
Ma con un grande stile, un uso del sonoro pazzesco, un montaggio superbo e un'attrice perfetta.
Tutto quello che può rendere, anche senza plot, un film veramente grande.
Pazzia? Demoni mentali o non mentali?
Tra Shining e Polanski un piccolo grande film

questo film fa parte de La Promessa (2 su 15)

presenti spoiler dopo la metà

Può un film senza la minima originalità di trama, pieno di clichè, senza alcun snodo narrativo interessante essere un gran film?
Darling è la dimostrazione di come il cinema possa essere tante cose e di come anche solo alcune di queste tante cose possano sopperire alla mancanza di altre.
Appena finito di vedere mi sono fiondato subito nella filmografia del regista, tale Mickey Keating, rendendomi conto che o questo l'ha girato suo fratello oppure il contrario, è suo fratello (che non so nemmeno se ha) ad aver girato gli altri.
Fa specie infatti che un regista capace di tirar fuori Darling abbia fatto quell'altra robaccia.

23.1.17

Recensione "The Room" - Gli Abomini di serie Z - 26 -


Definito come "Il Quarto Potere dei film Brutti" "The Room", in effetti, può tranquillamente ambire a tale primato.
Con un attore/regista/sceneggiatore insopportabile ed orrendo, un mix mal riuscito tra Dafoe e Povia.
E con sole due scene ripetute all'infinito, lei che tromba con qualcuno e lei che dopo se confida con qualcun altro.
Una perla lucentissima per gli amanti dell'abominio

Questo film fa parte della Promessa 2017  (1/15)

"Mezza pancetta affumicata canadese con ananas, mezzo carciofo con pesto, e poco formaggio"

ordina al telefono, in una scena, ad un certo punto, il puttanone del film, Lisa.
Di solito in un film si ricercano le scene madri, anzi, La Scena Madre (e qui di scene madri, anzi, con la madre, ce ne sono 25) ma invece questa volta siamo davanti ad un raro esempio di Frase Madre, ovvero della frase che, estrapolata dalla non sceneggiatura del film, può tranquillamente simboleggiare l'opera stessa

"Mezza pancetta affumicata canadese con ananas, mezzo carciofo con pesto e poco formaggio"

Questo è l'Abominio "The Room", un qualcosa di improponibile, un qualcosa senza senso, un qualcosa che fa vomitare solo al pensiero, un pasticciaccio brutto senza capo nè coda.
Definito dalla critica come il "Quarto Potere dei film Brutti" "The Room", in realtà, non è il film più brutto che abbia mai visto in vita mia, che qui se ne è visti di peggio, ma probabilmente è, tra i film "normali" o con ambizioni, quello sì, quello peggio de tutti, il Ground Zero.


E di meriti in tal senso, di prove da addurre per formulare questo giudizio, The Room ne offre tante ma, diciamoce la verità, The Room è The Room perchè dentro c'è quello che, da oggi in poi, diventerà una specie di punto di riferimento dell'orrido per me, ovvero Tommy Wiesau, un uomo bruttissimo che è la crasi vivente perfetta, ma proprio perfetta, tra Willem Dafoe e Povia, il viso de uno, i capelli (anche se molto più unti) dell'altro.
Un uomo orribile, un attore orribile, uno che quando lo vedi invaderesti la Polonia il giorno dopo, e mai battuta fu più centrata visto che, a quanto pare, proprio dalla Polonia sembra arrivare questo strano essere che, però, del suo passato nulla dice tanto da risultare, probabilmente, come l'unico attore presente nei database senza data di nascita.
The Room è un film privo di sceneggiatura che ripete all'infinito per la pantagruelica durata di un'oraequaranta le stesse due scene.
E queste due scene sono

Lisa che tromba

Lisa che se confida

La prima scena paradigma, Lisa che tromba, è ripetuta 6 volte.
In due casi è Wiesau che tromba con Lisa.
In altri due casi è l'amico Mark che tromba con Lisa.
In un caso sono due amici de Lisa che, forse per osmosi, trombano tra loro.
La sesta scena è una trombata interrotta secondo me volutamente dal regista Wiesau (che lui fa tutto, dal nonsoggetto alla nonsceneggiatura alla nonregia alla nonrecitazione) che mai avrebbe permesso che il personaggio di Mark trombasse una volta più de lui.
Quindi gli concede cavallerescamente un 2 1/2 a 2, ma non più.
Ma, c'è da dire, quando ci sono le scene in cui tromba Wiesau la suddetta trombata è ben più profonda ed esplicita anche se è quasi comico come Wiesau si metta sempre storto e sghembo per permettere all'inquadratura di cogliere (l'ottimo) seno di Lisa.
In ogni caso, birillo o baralla, Lisa tromba sempre.
Sì, Lisa che Johnny (il nome de Tommy, de Wiesau insomma) dovrebbe sposarlo di lì a breve.


E quindi il film affronta una grande crisi de coscienza, crisi de coscienza che è esaltata nella seconda scena paradigma del film, ricordiamo

Lisa che se confida

che avverrà anch'essa, forse con qualche diabolico e demoniaco significato sotto, 6 volte, nella fattispecie

4 volte in cui Lisa se confida con la mamma (le eventuali piccole scene madri di cui sopra)
2 volte in cui se confida con la sua amica, discreta topa

Posso affermare senza paura di poter essere smentito che almeno 4 scene su 6 contengano gli stessi dialoghi, ovvero la madre, o l'amica topa, che glie dicono che Johnny (o Tommy? già me so dimenticato) è un bravissimo uomo, che la mantiene, che non può fargli questo, che, insomma, ha da smette de fa la zoccola.
Ma lei se ne fotte (fotte tutto insomma) e pensa solo al bellimbusto Mark, effettivamente un bel ragazzo, anche perchè in paragone a Dafoe/Povia in milioni lo sarebbero.
The Room è un film della stessa efficacia che potrebbe avere una scoreggia fatta nell'oceano per provocare uno tsunami.
Un film inutile, morto dentro, inesistente, inqualificabile, un cortometraggio di 4 minuti moltiplicato a ennesime ed ennesime potenze.
Un film in cui per 4 volte fanno passare la palla da football americano tra le mani di protagonisti semplicemente con la logica del "non sapevamo che cazzo girà".
Un film in cui c'è una scena gangsta de "soldi da ridà e pistole" risolta come se risolvono gli applausi a fine spettacolo teatrale, andate tutti in scena, via, de corsa, tutti dentro!
C'è sto tetto, sto regazzino uguale a Shannon da giovane e sto criminale, e niente, ad un certo punto irrompono tutti gli altri personaggi.
Su sto tetto con un effetto sfondo ridicolo che è la seconda location presente nel film, dopo la casa dove Lisa tromba e se confida (ma del resto il film si chiama The Room!").

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Ed è così radicale la presenza di sole queste due location che quando abbiamo la sequenza della caffetteria lo spettatore ha un effetto tipo fantascienza d'antan, quella di vedere nuovi mondi non ancora conosciuti.
C'è poi l'indimenticabile Racconto della Mutanda, un racconto talmente triste e innocuo che in confronto i vecchietti che a Capodanno hanno il cappellino rosa in testa e la stella filante in mano sembrano più vivi ed incisivi.
E a proposito di tristezza, che dire del famigerato Party, una festa che nel film aspettano come l'impatto del pianeta in Melancholia e che invece se rivela un piatto de salatini e una torta del Lidl.
Lisa tenta anche la settima trombata ma questa è talmente solo accennata che ho preferito non metterla in conto.
Ma la tristezza infinita che questo film genera non finisce qui, no, abbiamo ancora il tempo di assistere alla rissa più improbabile vista al cinema, Johnny e Mark che fanno a botte come farebbero Signorini e Malgioglio dopo 8 lattine de Red Bull.
E ancora non basta perchè c'è la sequenza della cassetta registrata, una sequenza che il grande sceneggiatore Wiesau ci aveva preparato a metà film (chi diceva che se nel film vedi una pistola alla fine quella pistola sparerà? Hitchcock?).
Anche qui siamo alla pena infinita.
Ma alla fine proprio con una pistola (quella della scena gangsta) il film finirà, dando ragione a Hitchcock o Chiperlui.
E Povia, recitando una disperazione fantozziana e distruggendo, probabilmente con molto suo scorno, l'unica location del film, esclama

"Perchè sta succedendo a me?"

buffo, la stessa cosa che stavo urlando io

lo invidio, lui almeno ha una pistola per farla finita

9.1.17

La Promessa 2017, ovvero i 15 film che dovrò vedere, per forza, durante l'anno


E così eccoci arrivati ancora una volta ad uno dei post, non ho mai capito perchè, più attesi.
Nata per caso due anni fa (e la persi anche, e chi se lo scorda Twilight...?) La Promessa è adesso diventato un brand talmente famoso che pure parecchi amici, ormai, vi si cimentano.
Poi però sti stronzi mica sono onesti come me eh. Se non ce la fanno a completarla te non li vedi più, le penitenze se le dimenticano e finisce tutto a tarallucci e vino.
Io, in ogni caso, sono riuscito a completare quella 2016 proprio l'ultimo giorno, il 31 Dicembre.
E ho sfanculato Moccia.
Ma vediamo che film mi sono prefissato di vedere nel 2017...

LA MOGLIE DEL POLIZIOTTO

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Perchè so essere tremendamente nelle mie corde. E' dalla sua uscita al cinema (ormai due anni fa e passa credo) che ci penso...

I SAW THE DEVIL


Perchè, malato di cinema coreano come sono, è incredibile non l'abbia ancora visto...

VICTORIA

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Non so chi me lo nominò per primo/a (forse E.L.E.N.A).
Ma la cosa dell'unico piano sequenza per me è un richiamo troppo forte.
E pare che il film sia ANCHE bello ;)

EVOLUTION

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Lo beccai una sera, mi ispirava moltissimo.
Ma poi non riuscii a vederlo.
Trama e ambientazione minimale, mi ci butto

CEMETERY OF SPLENDOUR

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Perchè è l'header di Nuovo Cinema Locatelli e perchè, mi pare, gli diede 9.
Un motivo ci sarà

THE NEON DEMON


Il perchè mi persi al cinema il recentissimo secondo classificato del nostro torneo del 2016 non lo so.
Film a rischio con me dopo Solo Dio Perdona.
Ma Refn è anche il regista di Drive e Valhalla Rising, quindi obbligatorio provarci

HIGH RISE

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Perchè al cinema, alla fine, non è uscito.
E io più di un altro anno ad aspettare l'ultimo film di uno dei miei registi preferiti non ce la faccio

LOVE


Perchè al cinema, alla fine, non è uscito.
E io più di un altro anno ad aspettare l'ultimo film di uno dei miei registi preferiti non ce la faccio

THE ROOM

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E' stato definito il Quarto Potere dei film brutti.
Posso perdermelo?

THE EYES OF MY MOTHER o DARLING

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Mi attirano entrambi.
Li ho accomunati per il genere (credo entrambi sul thriller) e l'uso del B/N
Almeno uno lo vedrò

SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO

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Perchè deve essere bellissimo. Punto

LA GRANDE ABBUFFATA

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Perchè saranno quasi 20 anni che voglio rivedere uno dei più grandi capolavori della storia (semi)recente del nostro cinema

FOUND

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Perchè Rachele Tommaso ha fatto un lavoro di "messa a posto" del blog impressionante.
Se adesso trovate tutti e 1000 i film recensiti con locandine nuove, immagini interne e altro, è perchè lei l'ha fatto a mano, una per una.
E quindi il suo Visti per voi, per ringraziare, diventa un film obbligatorio

TRAIN TO BUSAN

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Perchè ne parlano, e benissimo, tutti i miei "amici".
E perchè finalmente abbiamo, forse, un gran prodotto nel sottogenere zombie

THE HANDMAIDEN

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Perchè è l'ultimo di Park Chan-Wook
Direi che basta

se non dovessi vedere uno o più di questo film mi guarderò uno o più della saga





E la vostra???