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giovedì 12 dicembre 2013

10 Idee regalo per i papà

"Papà, ma tu l'hai scritta la letterina a Babbo Natale?"
"Non ancora, ma adesso mi sa che ne scrivo una anche io".
"E cosa chiedi?"
"Faccio un elenco di tutte le cose che vorrebbe avere un papà come regalo".
"E quali sono?"
"Guarda queste foto e capirai".

Regalo n° 1
Una volta, durante una delle mie immersioni subacquee, ho incontrato, al largo di Capri, questa splendida imbarcazione Apreamare. Si chiama Maestro 82' e questo apostrofo sta per piedi che poi sarebbero 24 metri, così non esagero.

giovedì 28 novembre 2013

Il seggiolino auto e l'ultimo desiderio

"Papà, dove andiamo?"
"Dai nonni".
"Non mi voglio sedere nel seggiolino, tanto è vicino".
"Guarda che dopo tutta la fatica che ho fatto per montarli non solo ti devi sedere, ma ci devi restare pure il più a lungo possibile".
"Ma non mi piace".
"Guarda che sei seduto più in alto e puoi vedere molte più cose".
"Ma è stretto".
"No, è sicuro".
"E io mi tolgo le cinture".
"E io ti tolgo il calcetto".
"Vaaa beeene".

domenica 28 luglio 2013

Il trauma della partenza per le vacanze

"Papà, ma quando tu eri piccolo andavi al mare?"
"Certo, il nonno ci portava sempre e stavamo in vacanza tutto il mese".
"E andavi nella casa dove andiamo noi?"
"No, cambiavamo quasi ogni anno, ma non mi far pensare".
"A che cosa?"
"Al giorno del viaggio per andare in vacanza".
"Perché che faceva il nonno?"
"Partivamo molto presto, a volte anche durante la notte, per andare in posti molto lontani dove il mare era pulito e si poteva pescare molto. Viaggiavamo carichi di roba, stretti tra le valige e con le bici sul tettuccio. Mi addormentavo con la testa nel finestrino guardando la strada e mi svegliavo nello stesso modo e con la stessa scena come se fossimo rimasti immobili".
"A me però piace stare a casa al mare".
"Pure a me piaceva. Ricordo gli amici di tutti i luoghi che abbiamo cambiato, ricordo tutte le case dove siamo stati e tutti gli odori di quel tempo. La cosa che però mi faceva paura era il fatto che non sapevamo in quale casa saremmo andati perché c'era l'usanza di trovarla al momento".
"Non ho capito, che faceva il nonno?"
"Partivamo pure con le pentole e arrivati in un paesino prestabilito il nonno cominciava a chiedere informazioni su case in affitto. Noi restavamo in macchina mentre lui contrattava con i proprietari. Ricordo quell'ansia mentre lui parlava, ricordo quel terrore quando lo vedevo tornare sconfitto dalla trattativa".
"Papà, ma siete mai tornati a casa perché il nonno non aveva trovato niente?"
"Mai. A quei tempi era praticamente impossibile che fosse successa una cosa del genere, ma io ero piccolo e questa cosa mi spaventava. Mi è rimasto il trauma di quel gesto".
"Papà, ma pure noi partiamo la notte?"
"Amore di papà non mi venire a dire, quando sarai grande, che hai pure tu il trauma della partenza per le vacanze perché è una cosa che può avere solo chi oggi ha tra i 35 e i 45 anni".
"Io ho 6 anni".
"Infatti partiamo con molta molta calma, abbiamo l'area condizionata, gli autogrill sono confortevoli e la casa la prendiamo a Pasqua".
"Papà pure io quando mi faccio grande parto con l'area condizionata".
"Io invece non vedo l'ora che ti fai grande per scoprire quale trauma avrai da tutto questo..."...perché il trauma non prenota e un giorno te lo trovi fuori la porta che vuole contrattare! 

lunedì 13 giugno 2011

Mo ti spiego a papà come si fanno i bambini

L'Apetta Giulia e la signora Vita è un film d'animazione italiano davvero bello perchè spiega i diversi momenti della vita di ciascuno come la nascita, la crescita, l'adolescenza, la vita degli adulti e la morte.
E' da giorni che vediamo di continuo questo film e non perchè non lo capiamo, ma per quella cosa che ai bambini gli piace rivedere sempre le stesse cose (Per dettagli chiedere ad un laureato in Scienze dell'Educazione che si trova ovunque).
La sorpresa è stata quando DA1 ha chiesto, mentre eravamo tutti sul divano, come si facessero i bambini.
MPS ha fatto finta di non sentire, assumendo l’aria di chi delega con fiducia. Ho preso tempo come quando i bambini richiedono la tabellina che gli è stata già chiesta e ho detto: “Vuoi sapere come è nata l’Apetta Giulia?” E lui, sicuro di se, ha risposto: “No papà. Come nascono i bambini come me?
Nel frattempo DA2 ripeteva poche e precise parole come bini, me, ascono e non ho avuto più scusanti per non poter rispondere.
Mo te lo spiego io a papà come nascono i bambini” gli ho detto alzandomi le maniche della camicia come se dovessi lavare i piatti, dopodiché ho continuato: “Un giorno papà ha incontrato mamma e ha visto che i suoi occhi erano bellissimi, come oscuri profondi dell’anima, così insieme sono saliti sulla moto e hanno cominciato un viaggio lunghissimo. Andavamo velocissimi e ci davamo tanti baci. Poi è finita la benzina, ma ne abbiamo messa dell’altra e siamo ripartiti. Qualche volta abbiamo bucato la ruota, ma per fortuna non siamo caduti. La mano di papà era poggiata sempre su quelle belle gambe della mamma mentre viaggiavamo. Poi è arrivata la sera, così abbiamo trovato una casa bella e colorata proprio come la volevamo noi, con un letto grande e comodo. Ci siamo abbracciati tutta la notte perché nelle mamme c’è un uovo piccolo piccolo che ha bisogno di un semino che solo i papà hanno. Piano piano anche tu sei cresciuto da quel piccolo ovetto nella pancia della mamma e dopo un po’ di tempo sei uscito da quel buchino che serve per fare la pipì. Ma non ti preoccupare perché quando nascono i bambini il rubinetto della pipì si chiude e così non può uscire.”
Mi sentivo soddisfatto e mi sembrava di essermela cavata egregiamente, ma forse avevo omesso qualcosa perché DA2 ha cominciato a dare testate sulle gambe di MPS per entrare nuovamente. DA1, da attento osservatore, mi ha continuato a chiedere: “Ma Papà, se si rompe la moto come si fa?” “Bello di papà o si aggiusta o te la fai a piedi” gli ho risposto senza pensare. E lui mi ha controbattuto: “Papà, allora, perché tu l’hai venduta?”
Non sapevo se era un avvocato nel corpo di un bambino, un inviato speciale dalle ovaie di MPS o il pensiero teleguidato della mamma, ma ho risposto nel miglior modo possibile: “L’ho venduta perché vi amo e tutti insieme non possiamo andarci. Ma ora abbiamo una macchina grande, comoda e affidabile.”
DA2 continua a voler entrare nonostante gli ripeta, da giorni, di non avere fretta che prima o poi ci riuscirà.
P.S. Spero che anche per Francesca ora sia tutto più chiaro.


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