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martedì 6 marzo 2012

Lazise e l'antica dogana Veneta del Garda



Lazise è un piccolo borgo, molto grazioso, situato sulla sponda veneta del lago di Garda e vanta una storia piuttosto movimentata. 
Tra gli eventi che la videro protagonista nel corso dei secoli, la cittadina è ricordata come il primo libero Comune d’Italia. Tale concessione pare le sia derivata da Ottone II di Sassonia in persona, imperatore del Sacro Romano Impero, nel 983.
In seguito, sotto il dominio degli Scaligeri, Lazise fu racchiusa da una cinta muraria e vi fu edificato il castello


Agli Scaligeri seguirono poi i Visconti, i Carraresi, i Gonzaga, Venezia…  E fu solo con la terza guerra d’Indipendenza che Lazise poté entrare a far parte del regno d’Italia.
Di questa travagliata storia, alla città restano alcune testimonianze ben conservate: innanzitutto il castello e le mura con le tre porte d’ingresso: porta san Zeno, porta Lion e porta nuova, 

e poi la chiesa di san Nicolò, in stile romanico, situata in prossimità della darsena del vecchio porto.

Accanto al vecchio porto sorge l’antica Dogana veneta, un massiccio edificio risalente al 1300. 
Fu utilizzato dapprima come arsenale, poi come centro per la produzione della polvere da sparo e, infine, come dogana per le merci.

Attualmente la Dogana veneta è un  centro congressi, usata per ospitare servizi e organizzare eventi.
Vi segnalo, tra le idee weekend da organizzare proprio nel prossimo fine settimana, un appuntamento enogastronomico alla Dogana veneta di Lazise: "il Banco d’assaggio del Bardolino e del Chiaretto"  degustazione di vini rossi e rosati, che si svolgerà l’11 marzo 2012, dalle 10 alle 18, con ingresso gratuito.
Una buona occasione per conoscere e apprezzare la bellezza e i sapori del lago.


 Anna - Righeblu - Ideeweekend

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mercoledì 15 dicembre 2010

Un po' di Cortina: Corso Italia

Corso Italia è il salotto all'aperto di Cortina, il luogo dove in periodo di alta stagione turistica si svolge la rituale passeggiata dei vacanzieri, per gli acquisti o, più semplicemente, per un aperitivo o un caffè.
In origine, la frequentatissima area pedonale del Corso era uno dei tratti della strada d'Alemagna, importante via di collegamento tra la Val Pusteria e la città di Venezia.


Nella dimensione attuale, gli allestimenti delle lussuose boutique rendono il Corso simile alle più note vie dei centri dello shopping milanese...
Poco o nulla sembra rimasto di quelle vetrine, pur sempre lussuose, che tanti anni fa proponevano, con tocco elegante e raffinato, lo stile tipico delle montagne dolomitiche più spettacolari.

Fiancheggiando gli edifici storici della città, per lo più prestigiose strutture ricettive, si giunge alla parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo, di origine duecentesca ma ricostruita nel settecento, secondo lo stile barocco pusterese.


L'edificio, a una sola navata con l'interno elegantemente decorato, è affiancato all'esterno da un alto campanile che, aperto nel periodo estivo, consente di ammirare dall'alto i magnifici panorami dolomitici.
Lungo il Corso si trova la Casa delle Regole, sede della storica amministrazione ampezzana, basata sullo spirito associativo delle famiglie proprietarie dei terreni della valle.

Attualmente l'edificio ospita il Museo delle Regole, con le sezioni di paleontologia, etnografia e arte moderna.
Il centro di Cortina è, in ogni stagione, animato da una vivace alternanza di eventi e tra gli altri, in Dicembre se ne segnalano alcuni:
  • la festa di San Nicola con sfilata per le vie cittadine
  • il tradizionale mercatino di Natale, durante tutto i periodo dell'Avvento
  • l'edizione invernale della manifestazione culturale, musicale e politica "Cortina InConTra".
... Buon week end!

Anna Righeblu - idee weekend

martedì 8 maggio 2007

Tre giorni a Venezia – 3

18 Aprile 2007 - Mi sveglio alle 6 e, mentre aspetto l’ora della colazione, vado in veranda a gustarmi il caffé e a leggere. Anche i ragazzi sono svegli e, dopo aver sistemato i bagagli, facciamo colazione e ci prepariamo subito per la partenza con il vaporetto delle 9.00. Vogliamo recuperare la visita saltata il giorno dell’arrivo, all’interno della Basilica di S. Marco. Ringraziamo Emanuele per gli utili consigli e la disponibilità dimostrata e ci avviamo all’imbarcadero; strada facendo i ragazzi manifestano il loro dispiacere per la partenza: sarebbero rimasti volentieri ancora due giorni! In effetti, un giorno in più avrebbe consentito anche una visita a Burano e Torcello ma nell’organizzazione si è dovuto tener conto dei costi, considerando anche gli spostamenti in treno e in vaporetto e la visita guidata a Palazzo ducale.
A Venezia lasciamo i bagagli in campo S. Maria Nova, in una casa collegata alla struttura di S. Erasmo, e ci avviamo verso Piazza S. Marco dove dobbiamo depositare gli zaini per entrare in basilica. Stupenda! I mosaici, i marmi, le statue catturano l’attenzione e l’ammirazione di tutti. I ragazzi, che si sono preparati a fare da guida approfondendo ciascuno un tema diverso, sono molto bravi e riescono a ricordare tutto, aiutati anche dalla prof. Te. Purtroppo la gran quantità di visitatori non rende sempre facile l’ascolto. Verso le 11.00, con la guida, iniziamo il tour degli itinerari segreti di Palazzo Ducale, attraverso ambienti ricchi di storia e di fascino: il sottotetto che sovrasta il grande salone, gli archivi segreti, la sala della tortura, la prigione di Casanova e, infine, attraversiamo il ponte dei sospiri. I ragazzi sono molto interessati e pongono domande alla guida che si congratula per l’interesse dimostrato. Terminata la visita ci dirigiamo verso i giardini per consumare il pranzo al sacco. Difficile trovare panchine vuote, è pieno di scolaresche!... in ogni caso riusciamo a sistemarci e a mangiare i nostri panini. Ripartiamo per recuperare i bagagli e prendere il vaporetto per la stazione di S. Lucia.
A bordo del vaporetto un nostro allievo si accorge di aver dimenticato lo zaino sul sedile dell’imbarcadero, ci sono merendine e regalini che aveva acquistato… è molto dispiaciuto! Con Te chiediamo di avvisare il personale dell’imbarcadero per recuperare lo zaino e farcelo avere alla Stazione ferroviaria col prossimo vaporetto. Ci sono problemi di comunicazione, ma otteniamo il numero telefonico dell’addetto e, appena arrivati telefoniamo e…. insomma, con la suspence da mission impossible, saliamo sul treno e MG, la nostra AEC, più giovane e agile, scende per andare a recuperare lo zaino dal vaporetto che arriva alle 15.24 e poi salire di corsa sul treno che partirà, in perfetto orario, alle 15,32. Missione compiuta! Zaino recuperato, partiamo tutti più sereni. Il viaggio si svolge in modo tranquillo e il treno arriva in perfetto orario. Consegna dei ragazzi ai genitori: il lavoro è finito!…sì, perché anche se l’etichetta del post è “vacanze”, in realtà si è trattato di lavoro ma, poiché tutto è andato per il meglio e io vedo le cose in senso positivo, posso usare, a cose finite, il termine “vacanza”!
© Anna - righeblu ideeweekend

mercoledì 2 maggio 2007

Tre giorni a Venezia – 2

17 Aprile 2007 – Senza un caffè è dura arrivare fino alle 8.00, ora della colazione. Decido di andare in veranda a leggere e godermi questo spazio, prima di iniziare la giornata di lavoro con i ragazzi. Mi accorgo che all’ingresso, sul ripiano di un piccolo frigo c’è tutto l’occorrente e le istruzioni per prepararsi un caffè espresso: basta mettere 80 Cent. in una scatola, accendere la macchinetta, inserire la cialda e attendere l’erogazione. Musica per la mente addormentata! Con l’agognato aroma sotto il naso mi siedo in veranda, sorseggio caffè e mi godo il panorama, bellissimo!Inizio a leggere “Tre camere a Manhattan” di Simenon e, poco dopo, sento le voci di alcuni ragazzi che, con la collega Te, armati di macchinetta fotografica, sono già da un po’ in giro alla scoperta del posto. Alcuni di loro sono entusiasti per essere riusciti a vedere l’alba! Chi l’avrebbe mai detto? Quando anche gli altri ragazzi sono pronti, facciamo una breve passeggiata lungo la strada che costeggia il mare poi, puntuali, alle 8.10 siamo a colazione e alle 9.00 prendiamo il vaporetto diretto a Murano:
bellissima isola con angoli davvero affascinanti, più tranquilla e meno affollata rispetto a Venezia.
Visitiamo la fornace Formia dove possiamo osservare dall’esterno, attraverso grandi finestre aperte, il lavoro dei maestri vetrai. Il primo vetraio crea degli elementi per un lampadario e modella, ruota, soffia in maniera magistrale. Da un’altra finestra osserviamo la creazione di un cigno: sono modellati il corpo, la coda, le ali e, infine, il collo e il becco, con sicurezza. Passiamo poi ad ammirare gli oggetti esposti nella sala attigua dove i ragazzi cominciano a fare acquisti. Proseguiamo la visita dell’isola e arriviamo nel negozio-laboratorio di un maestro vetraio che crea oggetti meravigliosi, diversi da quelli che abbiamo visto finora: conchiglie, rametti di corallo, stelle marine, pulcini, partendo da bacchette di vetro colorate che modella a tavolino, fondendole su una fiamma. Torniamo a S. Erasmo per il pranzo. Nel pomeriggio abbiamo l’attività di educazione ambientale sulla laguna di Venezia. Un esperto introduce il tema con delle diapositive e, nonostante la lezione sia molto interessante, qualche ragazza ne approfitta per recuperare il sonno perduto. Segue un’escursione nell’isola, con lo stesso esperto che ci illustra la situazione ambientale della laguna riguardo alle acque, alla flora, alla fauna. Sulla spiaggia, in bassa marea, i ragazzi cercano e trovano diverse conchiglie che analizzano poi insieme all’esperto. Sono tutti molto interessati, anche se speravano di effettuare l’uscita con le biciclette che, però, non sono state ancora controllate dopo l’inverno e, a detta di Emanuele, non sono affidabili.
Al rientro i ragazzi sono soddisfatti, ma un po’ stanchi; basta però solo una doccia per tornare in forma. Dopo cena abbiamo programmato un’uscita serale per recarci in Piazza S. Marco.
L’esperienza serale in piazza è veramente inenarrabile per l’emozione che tutti noi proviamo di fronte a tanto splendore: la basilica e le luci intorno alla piazza, la musica delle orchestre che suonano davanti ai bar, creano un’atmosfera che è difficile descrivere con le parole.Giriamo, osserviamo, i ragazzi chiedono, spiegano ciò che hanno appreso, sono elettrizzati, rapiti da tanta bellezza. Al ritorno, sull’ultimo vaporetto, le luci della laguna li entusiasmano. Torniamo stanchi ma soddisfatti e, dopo aver sistemato sommariamente le valige, andiamo tutti a dormire.
© Anna - righeblu ideeweekend

P.S.: le foto sono mie e si vede!.....

venerdì 27 aprile 2007

Tre giorni a Venezia - 1

16 Aprile 2007 - “Alle 8.15 raduno dei partecipanti alla stazione Termini, binario 5….” Cominciano così i nostri tre giorni a Venezia.
Partiamo alle 8.50 con l’Eurostar e, senza tanti problemi, arriviamo a Rovigo. L’annuncio che, a causa di un blocco sulla linea, il treno partirà con 50 minuti di ritardo, ci fa letteralmente sobbalzare sui sedili…, il timore che salti la visita, prevista nel pomeriggio, alla Basilica di S Marco, diventa purtroppo realtà, quando il ritardo lievita e arriva alle 3 ore. Non ci resta che “pensare positivo”: per fortuna non siamo coinvolti nell’incidente che si è verificato più avanti, per fortuna siamo in stazione e possiamo scendere per un rapido ristoro al bar. I nostri 19 alunni di 12 anni, tutto sommato, non la prendono male, complice un gelato gratuito per tutti! Dopo quasi 4 ore ripartiamo e arriviamo a Venezia S. Lucia alle 17 circa. Con le colleghe decidiamo di entrare a Venezia con il vaporetto n. 82, dal Canal Grande. Mentre Te prende i biglietti, MG spedisce la richiesta di rimborso a trenitalia ed io controllo i ragazzi, arriva Emanuele, il responsabile del centro in cui dovremo alloggiare. Entrare a Venezia dal Canal grande è davvero emozionante, i ragazzi, che sono stati ben preparati a questa visita, cercano i palazzi, gli stili, gli angoli più affascinanti da fotografare e le barche, le gondole…. Tutto li emoziona.
Abbiamo fatto la scelta giusta: è bello vederli così entusiasti. La presenza di Emanuele ci facilita, poi, negli spostamenti con bagagli da Rialto a Fondamente Nuove: non siamo pratici e le diverse calli, piuttosto strette, sembrano tutte uguali; anche le indicazioni, al primo impatto, sono poco chiare. Comunque arriviamo a prendere il nostro vaporetto, il n.13. Superiamo l’isola di S. Michele sulla quale sorge il cimitero della città, facciamo una sosta a Murano e poi arriviamo alla nostra isola: S. Erasmo. Percorse poche centinaia di metri, arriviamo alla nostra residenza “Il Lato azzurro”, una bella struttura in stile coloniale, a pochi metri dal mare, circondata da un giardino all’inglese, con ambienti nuovi, curati e puliti, organizzati in modo essenziale. Ci sistemiamo su due piani, io al superiore nella stanza accanto a quelle occupate dalle ragazze e dai ragazzi e, al piano inferiore, Te e MG con altri due gruppi. La cena è buona con ottimo tiramisù per dessert e per noi in più un ottimo tè alla menta; i ragazzi sono entusiasti, dopo cena possono giocare un po’ all’esterno poi, non essendoci televisore, alcuni si cimentano con noi a carte, si gioca a Machiavelli. Alle 11.30 si va a dormire….si fa per dire. Le ragazze del mio piano hanno “santificato” la prima notte nella maniera “migliore per loro”, “peggiore per me”: dopo aver pazientato, aver finito l’ultimo libro di Camilleri, aver bussato alla parete, alla porta (vibrava il pavimento e altri ospiti della struttura molto garbatamente avevano protestato) etc. etc…. Alla fine, ore 3 circa, finalmente si sono “apparentemente zittite”. Sono riuscita a dormire un sonno leggero fino alle 5. Non ho visto l’alba, ma le luci della laguna ancora addormentata sì e, nonostante la notte quasi insonne, è stato un risveglio piacevole, che ricorderò a lungo.
© Anna - righeblu ideeweekend

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