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mercoledì 25 settembre 2013

London Design Festival 2013 - Design e cultura contemporanea nel centro di Londra



Dal 14 al 22 settembre, in varie location londinesi,  si è tenuto il London Design Festival 2013. 

La manifestazione, giunta alla sua undicesima edizione, intende promuovere Londra come capitale mondiale del design e punto d’incontro dei maggiori rappresentanti internazionali della progettazione.  
Numerosissime sono state le aziende impegnate in eventi, laboratori, incontri e allestimenti di forme e spazi originali. 
Il design è per tutti. - come ha spiegato Ben Evans, il direttore del London design Festival - Il LDF è stato pensato per soddisfare tutti gli utenti, con esposizioni per addetti ai lavori da affiancare a installazioni pubbliche.

E tra gli allestimenti nei diversi quartieri londinesi, 
-         a New Oxford Street: Designjunction con Lightjunction ha messo in scena l’illuminazione
-        100% Design: la creatività in mostra
-         Tent & Super Brands London: i talenti emergenti della progettazione

Da Londra, notizie e foto di S. L. F. per Righeblu. 

Lampada yo-yo



poltrone Cowrie




Foto di S.L.F.

domenica 12 febbraio 2012

Dimensioni del tempo e arte del viaggiare... scorci di Sud Est Asiatico

Vat Phu - Champasak - Laos
foto da http://blog.bittercoder.com


Un post scritto da tempo e lasciato lì, tra le bozze, in attesa...

L'arte del "Viaggiare" non è nella semplice ricerca e visita dei luoghi. E' nella visione personale della conoscenza, sostenuta dalle storie, dai riti e dalle esperienze, nell'interazione con il quotidiano di chi quei luoghi "vive".
Itinerari interiori, dove le dimensioni del tempo e dello spazio convivono, in armonia con i lenti ritmi del divenire...  Come in questi scorci di Sud Est Asiatico, raccontati da un'archeologa italiana, in questo datato ma interessante e sempre attuale
articolo di Massimo Morello. 

"Ascoltate le fiabe e cantate con i khmer"
da: la Repubblica web, settembre 2006

- VITE IN ALTRI MONDI/1 -  Il Sud Est Asiatico, la sua gente, la sua dolcezza e bellezza, raccontati da un'italiana che ha scelto di lavorare qui: Patrizia Zolese, archeologa consultant dell'Unesco. 
di Massimo Morello        Foto di Andrea Pistolesi

 -  Mi faccio raccontare le favole per capire l'immaginario locale.
Immancabilmente c'è una strega, o un principe, una bella ragazza. Solo che non finiscono per vivere assieme felici e contenti.
In Laos, per esempio, la ragazza muore e si trasforma: in un albero, un pesce.
Quando me le raccontavano, mi commuovevo.
"Peccato, non ha sposato il principe" dicevo. E loro si sorprendevano. "Ma come, pensa: si è trasformata in un pesce tutto colorato". Per loro era una cosa bellissima".

Patrizia Zolese , archeologa, è lei stessa una straordinaria affabulatrice.
Le sue storie si susseguono come le sigarette che continua ad accendere.
Sono scorci su mondi perduti e regioni arcane.
[...]
Scorrono scene di viaggio in Balucistan, persa al confine tra la frontiera pakistana e quella afghana, una zona di trafficanti d'armi, tè, oppio, clandestini e gli incontri coi Pathan, i guerrieri delle montagne dell'Afghanistan orientale:
"Ero amata e trattata come una principessa".
Ricorda Karachi trent'anni fa:
"Le mille e una notte. Feste a tema. E se il tema era il verde, per le signore era semplice: si coprivano di smeraldi".

L'arrivo in Laos, nel 1990:
"Non c'era luce, non c'erano strade, abitavo in una capanna sul Mekong con una collega francese".

Patrizia Zolese è responsabile archeologico-culturale per l'Asia della Fondazione Lerici, consultant dell'ufficio Unesco per l'area Asia-Pacifico, esperta d'architettura orientale al Politecnico di Milano. 

Vat Phu - Champasak - Laos
foto da http://blog.bittercoder.com
Trascorre sei mesi l'anno in Italia e gli altri sul campo, tra il sito di Vat Phu (nelle foto di queste pagine), nel sud del Laos, definito "la culla della civiltà khmer", e quello di My Son, sulla costa centrale del Vietnam, uno dei più importanti centri dell'antico regno dei Champa.
Entrambi
consacrati dall'Unesco Patrimonio culturale dell'umanità, proprio per il lavoro delle missioni archeologiche di cui Patrizia è direttore tecnico.
Stava progettando un'altra missione in Birmania - non usa il nome "ufficiale" di Myanmar - ma è stata bloccata dall'embargo nei confronti di questa nazione, accusata di violazione dei diritti umani.

"Secondo questo principio dovrebbe essere nella lista nera mezzo mondo", obietta. "Personalmente, consiglio a tutti di andare in Birmania. Il turista sensibile, che entra in contatto con la gente, è un narratore, un veicolo d'idee. E le idee non si fermano. Le idee capovolgono le situazioni".

Le esperienze di una persona così diventano inevitabilmente lezioni di vita e di viaggio.

"Non viaggio per viaggiare, se non ho motivo di conoscenza. Il viaggio è un mezzo di comprensione. Capire che cosa ha condotto qualcuno a lavorare in cima a una montagna: questo ti fa capire i meccanismi della storia. La ricerca di me stessa passa anche attraverso questo studio, l'osservazione, il contatto con le persone".

In questa ricerca Patrizia ha sempre seguito la via più difficile, a volte politicamente scorretta.

"Non dobbiamo andare nei Paesi facili. Più i posti sono "diversi", lontani dal nostro modo di pensare, più possiamo acquisire conoscenza, siamo costretti a entrare in contatto con la realtà locale. Bisogna arrangiarsi, saper inventare".
È una regola esistenziale.
"Può capitare di trovarsi in situazioni in cui non si sa che fare, ma poi ti rendi conto che è una scuola esistenziale. Il viaggio è bello perché è una prova di resistenza alle proprie solitudini".

Alcuni ricordi, però, sembrano turbarla.
"Non tutto si può raccontare. Mi sembrerebbe un'offesa violare certe sensazioni, la solitudine. Entri in un vortice di solitudine cui non puoi opporti, devi farne parte, saperlo sfruttare".
Forse è proprio per la sofferenza che può accompagnare il viaggio, o forse per la sua formazione professionale, che Patrizia mantiene un atteggiamento di rigore.

[edizione 2009]
immagine da http://www.library.ohiou.edu
"Come educatrice mi stupisco delle giustificazioni alla "stupidità". Perché devo abbandonare i miei allievi al concetto della stupidità? Devo guidare i miei allievi a vedere il bello".
Il che vale per chiunque.
"Le persone che viaggiano devono essere motivate con onestà intellettuale, pronte a capire, con un minimo di preparazione. Leggere qualcosa della storia, guardare una mappa: questo è categorico. Bisogna viaggiare con coscienza, tanto più oggi. Il viaggio è talmente facilitato che può svilirsi. Anche a chi ha poco tempo, consiglio di evitare i percorsi canonici. Il viaggio come riproduzione delle cose che hai nel tuo Paese è totalmente inutile".

Secondo l'archeologa l'esperienza del viaggio dovrebbe seguire quella del viandante d'una volta, colui che passava dal caravanserraglio alla casa, sperimentando sempre una differente accoglienza psicologica.

"Ricordo ancora la morbidezza dei cuscini delle case anatoliche dove mi fermavo a dormire nei miei primi viaggi. Ricordo l'odore della cucina al mattino, un odore di yogurt, di miele. Ricordo l'affetto delle persone che mi ospitavano. Sono le persone che fanno i Paesi. E le persone saranno i nostri ricordi. Il ricordo dei panorami è destinato a sfumare, i visi resteranno vivi. Sono loro che ci faranno compagnia quando non potremo più viaggiare".

Per capire le persone e i loro Paesi ci vuole tempo. Non in senso lineare, bensì interiore.

"Devi prendere il viaggio come una pausa dal tempo. Abbandonare la velocità, di comunicazione, d'immagine, di pensiero. Sederti su un sasso e parlare con un pellegrino. Osservare il gesto elegante del pescatore che getta una rete. Scambiare esperienze, gioie e dolori con un altro simile che vive a longitudini estreme".
Patrizia ricorda quello che le diceva il suo maestro, Giuseppe Tucci, il più grande orientalista italiano del Novecento.
"Potrai trovarti in cima a una montagna. Potrai parlare con un pastore. Attenzione a come gli parli, potrebbe essere un filosofo".

Il Sud Est Asiatico secondo Patrizia è una sorta di metafora delle diversità.

"È un mondo: all'interno delle stesse nazioni ci sono usi, costumi, etnie diverse. Hai diverse facce, costumi, metodi di porsi. Va tenuto presente. Noi siamo abituati a essere monoculturali e monoreligiosi".

È in questo mondo che si può affinare l'arte del viaggio.

"Devi esercitarti alla comprensione, selezionare le immagini, i volti, i gusti, per avere la percezione delle differenze tra i popoli, i cibi, gli accostamenti cromatici delle architetture, i concetti estetici".

I compiti che Patrizia pone all'aspirante viaggiatore sembrano abbastanza difficili, e forse se ne rende conto anche lei. Ma non fa sconti.

"Sono Paesi complessi. Proprio per questo dobbiamo studiarne la storia, almeno dal periodo coloniale. Sapere a che cosa ha portato e di cui ancora vediamo i segni. Il viet, appena ti diventa amico, la prima cosa che ti racconta è che cosa ha fatto negli anni '70. Questa storia bisogna conoscerla. Viaggiare deve essere anche un atto politico, di una politica con la P maiuscola".

Sono questa storia e questa politica, secondo Patrizia, che rendono il Sud Est Asiatico un posto sicuro.
[...]
Il livello successivo di conoscenza è quello dell'identità culturale:
"In Sud Est Asiatico è l'armonia ciò che governa l'essere civile. L'uomo è civile se riesce a stabilire armonia tra sé e l'altro, non turbare l'armonia dell'altro. Quindi, alla domanda "come stai?" la risposta è sempre "bene". Si vede moltissimo in Laos. Dove chiunque ti saluta con un sorriso. Dove la gente non urla. Perché la voce alta può turbare la tua tranquillità. Anche in momenti gravi, in discussioni accese, la voce non si alza perché chi alza la voce è un animale".

In quest'ottica armonica rientrano altre semplici regole.
"Essere modesti, non fare prediche. Ascoltare gli altri. Non toccare i capelli dei bambini perché la testa è il luogo della mente. Non fissare le donne, anche se sono libere, perché si imbarazzano. Non rifiutare il cibo che ti offrono. Non andarsene in giro seminudi perché è un'offesa all'etica e al pudore. Tutti comportamenti per i quali non dovrebbe esserci bisogno di una ricerca antropologica. E poi ricordiamoci sempre che in questa parte del mondo conoscono il nostro passato d'arte e cultura: cerchiamo di non disilluderli".

Il galateo è importante per Patrizia soprattutto come codice di partecipazione e condivisione.

"Ora che si è sviluppato il turismo interno è interessante dare un'occhiata a dove vanno i locali. Basta rivolgersi alle agenzie del posto. Così è possibile partecipare a riti, matrimoni, feste, tanto più che gli ospiti stranieri sono considerati un segno di status.
L'importante è porsi in maniera costruttiva e curiosa. E allora fatevi tradurre i testi delle loro canzoni: capirete com'è visto l'amore, qual è la percezione del corteggiamento. E poi cantate con loro: è una forma di comunicazione, di condivisione della felicità".

Per lei, però, il modo migliore per godersi questa parte del mondo è ancora più semplice.

"Stare seduti sui seggiolini dei bar e fumarsi una sigaretta in pace con i locali. Godendo di quell'istante come loro, che sono pochi anni che hanno questo lusso. Viet, lao, cambogiani, birmani sono pieni di storie che vale la pena ascoltare".  -


**********

venerdì 13 gennaio 2012

Thailand vs Cambodia. Viaggio in Sud-Est asiatico



 [Caricato da in data 13/gen/2012
Just a personal video diary of an amazing trip
Shot with a compact camera (aka motion stabilizing wasn't an option)]
per guardare tutto il video:  CLICK QUI

È un mio desiderio, da anni, un viaggio in Sud-Est asiatico…. Thailandia e Cambogia.
Tutto è iniziato con la lettura di una monografia della Electa Gallimard: “Angkor. La foresta di pietra”.
Ricordo d'averlo letto tutto d’un fiato, ammaliata dalle immagini di Angkor Wat, il tempio dei templi.
Il video, insolito, recente, particolarmente emozionante, mi ha subito conquistata, mi ha portata lì, in viaggio…

lunedì 28 settembre 2009

Il ponte di Combo


Con la sua unica e ampia arcata a schiena d’asino sovrasta le acque del Frodolfo, il torrente che attraversa Bormio scendendo dalla Valfurva.

Di origini antichissime, all’epoca della Repubblica veneta rappresentava l’unica via in ingresso e in uscita dalla città e, per i mercanti provenienti dal passo Gavia, era punto di sosta obbligata: la vecchia dogana si trovava proprio qui, in prossimità del ponte.

La sua origine sembra risalire al XIV secolo anche se, in seguito ad una rovinosa alluvione, fu ricostruito circa due secoli dopo.

Nella sua parte centrale si trovano due edicole votive nelle quali sono raffigurati San Giovanni Nepomuceno e la Santa Croce.


E’ tuttora aperto al traffico e conduce nella storica contrada di Combo, sui cui vicoli si affacciano le antiche case rurali con le finestre traboccanti di fiori.

Su una delle piazzette si trova la trecentesca chiesa di S. Antonio che, all’interno, custodisce il Santo Crocifisso e diversi affreschi.


Le varie leggende sul Santo Crocifisso di Combo evidenziano la natura miracolosa della sua origine affiancandola ad eventi eccezionali legati alle tradizioni locali.

La devozione popolare, nel tempo, l’ha reso protagonista dei cosiddetti “trasporti”: solenni processioni indette in occasione di calamità naturali, con passaggio sotto monumentali archi in legno, allestiti appositamente per l’evento, e adornati con rami di pino.


Anna Righeblu Ideeweekend


Itinerari: Bormio, centro storico - il ponte di Combo - ex chiesa di Santo Spirito, affreschi recuperati -


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lunedì 31 agosto 2009

Il lago di Anterselva e la leggenda


In fondo alla valle, incuneato tra morbidi pendii boscosi, il lago di Anterselva mostra tutto il suo naturale splendore.

Il paesaggio è incantevole e si specchia nell’acqua, con gradevoli effetti di simmetria.

In basso, vette e nubi sembrano rincorrersi, pigramente, nel lento movimento della superficie appena increspata dalla brezza.

Questa gemma della natura si trova incastonata a un’altitudine di 1640 metri, tra le cime del parco naturale delle Vedrette di Ries - Aurina, territorio di Rasun-Anterselva, Alto Adige, provincia di Bolzano.

Il percorso naturalistico che si snoda attorno al lago non presenta particolari livelli di difficoltà, è pressoché pianeggiante e può essere affrontato con scarpe da trekking leggero e bastoncini.

La lunghezza è di circa 3 chilometri … di quiete, boschi, morbidi pendii, orizzonti, colori, verdi, azzurri, fiori, scorci bellissimi, natura incontaminata…

Al termine del percorso (o all’inizio, dipende…) ci si può soffermare ad ammirare i cigni o ad intenerirsi allo sguardo dei cavallini nani.

Si può scoprire così (tavola segnaletica) che sull’origine del lago è stata tramandata una leggenda…

“ Tanto tempo fa nella zona dove oggi c’è il lago di Anterselva, si trovavano tre masi, i cui abitanti erano molto duri di cuore…” Dopo aver donato pane ammuffito a un vecchio mendicante giunto nel paese, questi, per la rabbia, avrebbe lanciato una maledizione, profetizzando la nascita di una sorgente dietro ogni maso. Le sorgenti si sarebbero ingrossate colmando d’acqua la valle, fino a sommergere le case. Il quarto giorno la profezia si sarebbe avverata, per la giusta punizione degli avari contadini, facendo nascere il bellissimo lago.

In realtà l’origine sarebbe avvenuta in seguito alla chiusura della valle causata da ripetute frane.


Anna righeblu ideeweekend

martedì 25 agosto 2009

Vacanze in montagna: Bormio

Piazza Cavour

Il centro storico.

Una breve vacanza progettata all’ultimo momento… per sottrarsi alla morsa dell’afa romana e con il pretesto dell’avvicinamento alla definitiva méta delle vacanze!

Bormio

Bormio si è rivelata un concentrato di piacevoli ed interessanti proposte… a condizione di riuscire a scoprirle tutte… impresa ardua in soli quattro giorni!

centro storico

Per cominciare, nel delizioso ed animato centro storico è possibile ritrovare molte testimonianze delle trascorse vicende e della ricchezza culturale di questo territorio, oggi noto prevalentemente come stazione termale e sciistica.

La storia di Bormio è legata alla Valtellina e alla sua posizione strategica, prossima ai valichi alpini verso l’Europa.

Furono proprio le dispute sul territorio a consentirle l’acquisizione di importanti privilegi sui dazi delle merci in transito e una crescente autonomia e ricchezza.

Ancora oggi è possibile “respirare” lo splendore della cultura e del passato di questa antica Contea alpina, a partire dal “cuore” di Bormio, la Piazza Cavour o del “Kuerc”.

Nella piazza, leggermente in salita, si trovano i monumenti più significativi della cittadina:

il “Kuerc” (coperchio, in dialetto bormino, utilizzato per le adunanze e l’amministrazione della giustizia), la Torre delle ore,

la Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio e, sui lati opposti, si possono ammirare antichi palazzi nobiliari con notevoli portali in legno e facciate decorate da affreschi simbolici.

Sul retro della piazza, in alto, si trova il “Quadrilatero degli Alberti”, un gruppo di antichi edifici appartenuti agli Alberti, nobili e potenti signori di Bormio.

Della stessa famiglia è l’omonima torre (del XIII secolo) in pietra grigia, posta lungo l’arteria pedonale di Via Roma.

Sulla stessa via si trova la trecentesca Chiesa di San Vitale, in stile romanico, con facciata a capanna e resti di affreschi trecenteschi all’interno e in parte delle pareti esterne.

Anna Righeblu Ideeweekend

Itinerari: Bormio: centro storico - il ponte di Combo - ex chiesa di Santo Spirito, affreschi recuperati

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giovedì 6 agosto 2009

Una sera a Lecco...


Entrare a Lecco, ieri sera, dopo diversi chilometri alle spalle e altri ancora da fare… è stato risolutivo!
E “quel ramo del lago di Como” si è rivelato come la visione più gradevole che mi potessi aspettare di trovare, a quell’ora…

Anna Righeblu Ideeweekend

giovedì 30 aprile 2009

Catania, il fiume nascosto


Si può visitare Catania nell'arco di 3-4 ore? Non proprio... ma, nell'attesa dell'imbarco si può parcheggiare all'interno del porto e dirigersi verso il centro, per un primo approccio con il salotto cittadino, la bellissima piazza del Duomo.
Gli edifici più importanti sono qui, in questo grande spazio che gravita intorno alla fontana dell'Elefante, ispirata a quella della Minerva a Roma.


Il piccolo elefante di lava, detto "u liotru", poggia su un basamento con le statue dei fiumi Simeto e Amenano e sorregge, a sua volta, un obelisco egizio con segni del culto di Iside.
Al di sopra di esso, si trova una sfera con le insegne di Sant'Agata, protettrice della città.


Il Duomo (purtroppo chiuso nel pomeriggio di Sabato...) fu dedicato alla Santa e costruito sulle antiche terme Achilliane.
Al suo interno si trovano reliquie, tombe e tesori di notevole interesse.
Su un lato della piazza sorge un'altra fontana, la fontana dell'Amenano, il fiume sotterraneo che sbocca nello Ionio, proprio nei pressi del porto.
Anticamente il fiume, ora "nascosto", scorreva in superficie e alimentava un lago, il lago di Nicito.
La lava dell'Etna del 1669 coprì gran parte della città compreso il lago di Nicito e i numerosi canali in cui si divideva il fiume Amenano che, però, continua a scorrere nel sottosuolo, fino ad emergere nella fontana omonima, per poi scendere verso la pittoresca "Pescheria" e gettarsi nello Jonio.


Anna righeblu ideeweekend

lunedì 20 aprile 2009

Le vie del mare, verso la Sicilia

Un viaggio in Sicilia è sempre piacevole, specie quando si è invitati al matrimonio di una persona cara!
Decidere il percorso è meno piacevole: andare in macchina, sulla Salerno-Reggio Calabria potrebbe essere troppo impegnativo, con l’incognita del traffico del lunedì di Pasqua!
L’aereo? Sarebbe la soluzione migliore ma, pur di portare la propria auto, alla fine si decide per il traghetto, da Napoli a Catania…. Si parte alle 21 dal porto di Napoli, con TTT Lines, e occorre essere lì, per l’imbarco, circa due ore prima. Il porto esercita sempre un certo fascino, e la città di Napoli, vista dal mare, appare sotto un’altra luce… le navi da crociera,

i traghetti, i portacontainer, le piccole imbarcazioni, sembrano essere lì, per farsi ammirare, con i fianchi smaltati di bianco e blu e le luci della sera. Il traghetto è una buona soluzione per raggiungere la Sicilia: non troppo costoso se prenotato con largo anticipo, permette di cenare, riposarsi in cabina con servizi, o in poltrona, fare colazione, e portare la propria auto al seguito.
...La nostra traversata durerà circa undici ore, con mare abbastanza mosso ma, anche all’arrivo, sarà piacevole seguire il profilo della costa di Sicilia,
fino a scorgere l’Etna che vigila, coperto di neve e nubi, sul porto di Catania. Anna righeblu ideeweekend

mercoledì 3 dicembre 2008

Gouda - Olanda

[foto di Oijulia da Flickr]

È una graziosa cittadina il cui nome, piuttosto che le particolari bellezze del tipico centro olandese, ricorda immediatamente l’omonimo prodotto caseario.
Oltre al formaggio, le cui enormi forme sono esposte nella grande piazza del mercato (il giovedì), sono assolutamente da vedere tutti i caratteristici angoli del centro: il grandioso Municipio gotico, i canali sormontati da piccoli ponti adorni di fiori in ogni stagione, i negozi di stoffe, ceramiche, oggettistica…
Da non mancare una visita alla St Janskerk , la Cattedrale famosa per le ampie, bellissime vetrate policrome (chiusa la domenica).

[foto di pim78 da Flickr]
Nel periodo natalizio, la cittadina diventa particolarmente accogliente e affascinante, con una serie di iniziative che, quest’anno, dovrebbero cominciare il 16 Dicembre.

[foto di Darek da Flickr]
In tale data, nella cattedrale, nel Municipio e negli storici edifici del centro, saranno accese migliaia di candele, in contemporanea con l’illuminazione dell’albero natalizio nella grandiosa piazza. [Photo © Netherlands Board of Tourism & Conventions]
Cori, musiche e concerti, contribuiranno a rendere ancora più magica l’atmosfera già deliziosa di quest’angolo d’Olanda.

mercoledì 22 ottobre 2008

Il chiostro dell’Abbazia di Casamari


Il complesso dell'Abbazia, che si trova nel territorio di Veroli, in provincia di Frosinone, è costituito da una serie di edifici, stilisticamente molto semplici e austeri, privi di decorazioni e ornamenti.
Dal giardino, situato tra le due ali del Monastero, attraverso una elegante scalinata, si arriva al magnifico chiostro, vero centro della vita monastica e di tutto l’edificio.
Qui i monaci passeggiano e trascorrono il tempo nella meditazione, nella lettura e nel silenzio.
Ha una struttura quadrangolare, legata al significato simbolico del numero quattro che rappresenta l'espressione dell'Universo.
Il giardino interno riproduce l'armonia e la bellezza del cosmo, con la rappresentazione dei quattro elementi: la terra coltivata, l'acqua del pozzo, l'aria che lo avvolge, la luce che lo illumina.

E’ circondato, sui quattro lati, da portici e, su ciascuno di essi, si aprono quattro bifore con colonnine diverse.
Nel lato sud, in uno dei capitelli, sono rappresentati i volti di Federico II, Pier delle Vigne e dell’allora abate di Casamari.

..."Il chiostro dell'anima è la contemplazione..."

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari Lazio: Veroli - Abbazia Casamari - Chiostro Casamari - Isola del Liri, la cascata grande - Civitas vetus di Arpino

lunedì 13 ottobre 2008

La baia di Ieranto

[baia di Ieranto]

Pare che il nome derivi dal greco ierax (falco) e che, ancora oggi, nella zona nidifichino vari falchi, fra i quali alcuni esemplari di falco pellegrino.
Si trova di fronte all’isola di Capri, nella riserva marina di punta Campanella, ed è un luogo incantevole, per la magnifica vista sulla costa amalfitana e sull’isola di Capri con i faraglioni.
Alcuni anni fa rimasi colpita dal fascino selvaggio di questi luoghi, che conservano inalterato tutto lo splendore dell’ambiente marino mediterraneo, con coste alte e rocciose, ricche di vegetazione tipica.
Si raggiunge con un percorso pedonale, per uno stretto sentiero che, partendo da Nerano, con una impegnativa passeggiata sulla punta Campanella, porta alla baia.
Dal 1986 appartiene al FAI che, oltre ad una serie di iniziative per promuovere la conoscenza dei luoghi, ha avviato anche una difficile opera di restauro conservativo ambientale.

[marina di Crapolla]

Non lontano, ma seguendo un altro itinerario che parte da S. Agata sui due golfi, è possibile visitare il fiordo di Crapolla, con un antico, splendido borgo di pescatori.

Informazioni dettagliate QUI E QUI.

N.B.: percorsi pedonali impegnativi.

Foto 1 di Gennaro Cera – Foto 2 di tecnocoli, da Flickr

Anna righeblu ideeweekend

martedì 2 settembre 2008

Berlino – la città in divenire

Divisa tra legami con il passato e smania di futuro, Berlino è la città dei contrasti architettonici.
In essa, antico e moderno convivono in straordinaria contrapposizione.
Le grandi piazze e i viali spaziosi, i parchi percorsi dai canali, la rete efficientissima di trasporti pubblici e le piste ciclabili la rendono piacevole e vivace, adatta al turismo per tutte le età.
I giovani sono particolarmente attratti dai nuovi scenari e dai divertimenti, offerti da una città moderna, e vivibile a costi più contenuti che in altre grandi città europee.
Le foto, scattate da mio figlio, sono scelte tra quelle di una sua breve vacanza dall’11 al 18 Agosto 2008.

Alexanderplatz tower

Reichstadt: la sede dell’Impero germanico. Con la sua cupola, rappresenta il nuovo simbolo della città.
Checkpoint Charlie: valico di frontiera tra settore americano e sovietico, nella Berlino divisa dal muro.

Il monumento alle vittime dell'Olocausto
Potsdamer Platz e Sony center
© Anna – righeblu ideeweekend

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