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mercoledì 3 dicembre 2025

Recensione Il linguaggio degli organi

 



Il linguaggio degli organi
di Giulia Enders
Illustrazioni di Jill Enders

Traduzione dal tedesco di Valeria Raimondi
Prezzo cartaceo: € 18.90
Pagine: 308

In una società frenetica come quella in cui viviamo, possiamo continuare a considerare il corpo come se fosse una macchina? Se invece provassimo a guardarlo dall’interno, ad ascoltarlo davvero, forse capiremmo che si tratta di un sistema che ogni giorno si trasforma, affronta sfide e ci offre soluzioni ai problemi più disparati. Ma nel concreto, cosa possiamo imparare dall’organismo? Cosa può insegnarci su noi stessi e sulla nostra vita? Partendo da questa domanda, Giulia Enders – che con L’intestino felice ha fatto conoscere la bellezza della scienza a milioni di lettori – ci accompagna in un viaggio nel nostro mondo interiore, che diventa una finestra inaspettata per esplorare i grandi temi dell’esistenza: la pelle ci parla del bisogno di contatto, il sistema immunitario ci aiuta a distinguere tra ciò che ci fa male e ciò che è semplicemente diverso da noi, i polmoni ci ricordano la nostra origine di creature acquatiche. E ancora: dai muscoli apprendiamo la differenza tra flessibilità e forza, mentre il cervello lotta per mantenere un equilibrio tra i nostri sentimenti e la realtà. Accompagnata dalle illustrazioni di Jill Enders, in queste pagine l’autrice unisce le sue esperienze personali e le ricerche scientifiche più recenti al talento narrativo che la contraddistingue, rendendo Il linguaggio degli organi una lettura che si inizia con curiosità e si conclude con stupore – perché solo scoprendo l’intelligenza nascosta del corpo possiamo comprendere e ritrovare noi stessi.



Il linguaggio degli organi Ã¨ stato per me una vera scoperta: non avevo letto L’intestino felice, quindi questo è stato il mio primo incontro con lo stile fresco e vivace di Giulia Enders. E devo dire che mi ha conquistata.

Il libro è un viaggio curioso e luminoso dentro il nostro corpo, non limitato a un singolo organo (come nel primo libro di Enders) ma esteso a un intero sistema vivente che ogni giorno parla attraverso segnali spesso ignorati. Polmoni, cervello, pelle, muscoli, sistema immunitario: Enders li presenta uno a uno, raccontando come ognuno di essi sia legato non solo a funzioni biologiche, ma anche alle emozioni e ai momenti significativi della sua vita. Ne nasce un percorso che va oltre la semplice divulgazione scientifica e acquista una dimensione più intima, quasi narrativa.

Uno dei punti più interessanti è la capacità dell’autrice di smontare l’idea, molto diffusa, del corpo come “macchina”. Una macchina da far funzionare, da controllare, da rifornire. Qui il corpo diventa invece un interlocutore: qualcosa che si trasforma, che si adatta, che prova a comunicarci come sta e di cosa ha bisogno. Enders ci invita ad ascoltare questi messaggi sottili, a tradurre questo linguaggio silenzioso ma sempre presente, e a riconoscere che ciò che viviamo a livello emotivo e ciò che accade nei nostri organi non sono mondi separati.

L’opera è arricchita dalle illustrazioni, a colori e in bianco e nero, della sorella Jill Enders, che aggiungono un tocco di leggerezza e aiutano a visualizzare meccanismi e concetti complessi. Il risultato è un libro che si presta sia a una lettura continuativa, sia a una consultazione a salti quando si ha curiosità su un tema specifico.

Il linguaggio degli organi Ã¨ un invito gentile e potente a diventare più “organici”, a prestare attenzione al corpo e ai suoi ritmi, e a riconoscere che nelle sue reazioni c’è spesso molto più di quanto immaginiamo. È una lettura che educa, incuriosisce e, soprattutto, aiuta a guardare il proprio corpo con occhi nuovi: più consapevoli, più gentili, più rispettosi. Lo consiglio a chi ama la divulgazione scientifica, il benessere e i libri che sanno unire conoscenza e sensibilità.

E ora non mi resta che recuperare anche L’intestino felice!


Durata totale della lettura: una settimana
Bevanda consigliata: Golden Milk
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: a partire 15 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Il cervello che sogna di Rahul Jandial





«Capire il corpo non serve solo a prevenire le malattie. I nostri organi svolgono un ruolo importante anche nel determinare ciò che siamo, e ci aiutano a rispondere a domande fondamentali tipo: di cosa abbiamo davvero bisogno? Come affrontiamo i pericoli? In che modo vogliamo trattarci l’un l’altro? O anche: cosa possiamo realizzare e come? Conoscere le risposte del corpo ci aiuta a vivere in modo piu armonioso.»


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 27 ottobre 2025

Recensione: Il labirinto di seta



  Il labirinto di seta

 di Anna Samueli

 Editore: Sonzogno
 Prezzo: €19
 Pagine: 464 

 Un’aggressione violenta a Granada, e Luz in una notte perde tutto. Unico, misterioso lascito della madre: una scatola bianca con un logo a forma di labirinto, una lettera di presentazione fasulla e un biglietto per Venezia. È così che la ragazza, sedici anni e muta per scelta, si ritrova a lavorare per Mariano Fortuny, l’alchimista delle stoffe. Nel suo palazzo di campo San Beneto, già si stampano con tecniche segrete gli scialli knossos, ambiti dalla buona società di tutta Europa, ma il suo genio instancabile è ossessionato dalla creazione di un abito senza tempo, la cui piega perfetta possa disegnare il corpo e l’anima di chi lo indossa. Da questa visione e dalle intuizioni della compagna, l’affascinante Henriette, nascerà il delphos, un vestito destinato a entrare nella storia della moda. Testimone e poi artefice di questo mondo di tessuti e colori, Luz dovrà scavare tra i meandri del passato e affrontare le incertezze del primo amore e del futuro, per dare finalmente forma alla sua vera identità. A fare i conti con i propri fantasmi è anche Mariano, che vive da sempre sotto l’ala protettrice della madre e oscurato dall’ombra del padre – il famoso pittore Marià Fortuny y Marsal, ufficialmente morto di malaria ma con i sintomi di un avvelenamento da piombo. E tra le pieghe della seta, di una città, di una storia, sia Luz che Mariano dovranno scoprire chi sono davvero. Nella chiassosa vivacità della Venezia di inizio Novecento – in cui si muovono Gabriele D’Annunzio e Giovanni Stucky, Luisa Casati e Marcel Proust, ma anche operaie e impiraresse dalla saggezza spiccia – Anna Samueli unisce la finzione alla realtà per restituirci il ritratto di un artista poliedrico, un inventore eclettico e insaziabile che ha segnato un’epoca.




Preparatevi, perché qui c’è davvero tantissimo da scoprire!

La storia ruota attorno a Mariano Fortuny, inventore del celebre Delphos e vero mago dei colori e dei tessuti. Mariano condivide la sua vita con Henrietta, una donna elegante e di classe, ma con un passato pieno di segreti che nessuno conosce. I due vivono nel suggestivo Palazzo Orfei, dove hanno anche il loro laboratorio, animato da lavoranti molto particolari, dedite alla creazione di stoffe straordinarie. Un giorno, però, qualcosa cambia: al palazzo arriva una ragazzina muta, Luz, con una lettera. Sua madre l’aveva preparata a questa eventualità nel caso fosse morta. 

Anche Luz ha molti segreti, ma il suo silenzio e la sua intelligenza la rendono subito preziosa. Inizia a lavorare in cucina, ma ben presto le sue mansioni si evolvono, segno che qualcosa in lei colpisce profondamente chi la incontra. 

    “La sua muta presenza si rivelava potente, capace di osservare, comprendere e trasformare. 

Il suo percorso era quello di una rinascita, in cui la parola non era necessaria per 

affermare la propria identità.”

 Il mondo che circonda questi personaggi è sfavillante: siamo nella Venezia dei primi del Novecento, tra serate mondane, abiti favolosi e ospiti illustri come Proust e d’Annunzio. Un intrigo di trame, letteratura e bellezza, dove persino i ghepardi al guinzaglio fanno parte del quadro. 

Mariano è un genio inquieto, sempre alla ricerca di qualcosa di più. Ogni sua invenzione sembra solo un passo verso un’idea migliore, che però non riesce mai a realizzare. Vive nel ricordo del padre, un pittore rinomato, la cui morte per malaria non ha mai accettato del tutto. I personaggi che si susseguono sono numerosi e complessi, anche se non sempre si integrano perfettamente nella trama. 

Il romanzo, come le stoffe che descrive, intreccia le insicurezze dei protagonisti: Mariano e il peso del suo talento, Luz e la sua voce da ritrovare, Henrietta e la sua genialità nascosta, insieme alle intricate vicende della famiglia Fortuny. Pur avendo apprezzato la storia, ho trovato il ritmo del romanzo piuttosto lento. La presenza di così tanti personaggi e sottotrame rischia di distogliere l’attenzione dalla narrazione principale. Personalmente, avrei preferito un maggiore approfondimento su Luz, Henrietta, o anche sulle figure di Dele e Piera. 

Consigliato a chi ama i romanzi impegnativi, basati su eventi reali, con un forte focus sulla storia della moda e, più in generale, sulla bellezza in tutte le sue forme.

Durata totale della lettura: Dieci giorni
Bevanda consigliata: Cappuccino
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni




"Quell'uomo pensava come un pittore, lavorava come un artigiano e disponeva dei poteri di un alchimistaSolo silenzioe e rancore per nascondere la vergogna di dover ammettere che un futuro, per loro, lì non c’era più . " 
 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 19 marzo 2025

Recensione: Una questione di soldi



  Una questione di soldi

 di Gabriella Genisi

 Editore: Sonzogno
 Prezzo: € 16
 Pagine: 192
 
  16 marzo, Bari. In una delle strade del quartiere murattiano viene rinvenuto il cadavere di una donna, che pare essersi gettata dal balcone del suo appartamento. Quando Lolita Lobosco arriva sul posto, però, capisce subito che non si tratta di un gesto avventato, bensì di un omicidio. La vittima è Margherita Colonna, direttrice della filiale di un istituto di credito, recentemente separata e in una nuova relazione, eppure priva di grandi affetti. Ma c’è dell’altro: la donna è spaventosamente simile a Lolita. La commissaria Lobosco – ancora intenta, dopo un fugace capodanno a Torino, a superare la rottura con Caruso – si ritrova così a dover fare luce sulla vita di una donna sola, giudicata da colleghi e parenti come avida e priva di empatia, ossessionata dai soldi e dall’ostentazione del lusso. Con la tenacia che la contraddistingue, Lolita inizia a seguire molteplici piste, sulla scia di un passato oscuro e burrascoso che smuoverà insospettabili fili nascosti. Accanto a Lobosco tornano Esposito e Forte, le immancabili spalle che l’affiancano ormai da anni nelle sue inchieste, l’amica Marietta – con una stramba proposta a cui la commissaria non riesce a smettere di pensare –, e un nuovo amore, passionale quanto inaspettato.




Torna la tanto amata Lolita Lobosco, che questa volta, oltre al consueto fascino e alla sua inconfondibile bravura, ci svela un lato più sensibile di sé. 

 Caruso si è trasferito, e la storia, che ormai non avrebbe più avuto motivo di esistere così com'era, ha dato vita a un legame ancora più forte. Marietta, anche stavolta, si conferma l'amica che tutti dovremmo avere: una sorta di seconda madre, che, sebbene un po' invasiva, si preoccupa sinceramente per Lolita e la sua vita. 

Nel frattempo, la commissaria è impegnata nelle indagini sulla morte di Margherita, una donna che le somiglia incredibilmente. Il suo cadavere è stato ritrovato ai piedi del palazzo in cui abitava. La possibilità che si tratti di un suicidio viene scartata quasi subito, dato che Margherita non sembrava avere alcuna intenzione di lasciare questo mondo. Questa donna poco amata da chi la circondava, direttrice di una banca, sembra avesse dei giri loschi legati agi uomini e al suo costante bisogno di oggetti di lusso.

 Lolita, però, è distratta dalla straordinaria somiglianza con la vittima e dalle pressioni del questore, che sembra convinto che la sua distrazione sia legata al fascino del bel avvocato che la commissaria ha appena conosciuto. Questa volta, conosciamo un lato inedito di Lolita: perde parte della sua consueta durezza, mostrando vulnerabilità e, in alcune situazioni, perde addirittura le staffe. La famiglia che si è scelta, tuttavia, la sostiene in ogni momento, non solo nel presente, ma anche guardando al futuro.

Un romanzo in cui Lolita scopre una parte di sé che non conosceva e tantomeno si aspettava, una voglia di ricambiare ciò che è stato dato a lei e che ora può donare ad altri. Un cambiamento che la porta a scoprire il suo lato più umano e, forse, anche più felice. 

Un libro consigliato a chi cerca una lettura intrigante e al tempo stesso veloce, capace di coinvolgere sia cuore che mente.Come sempre, a fare da cornice a questa trama avvincente c'è il profumo di una ricetta tipica: i famosi "spaghetti all'assassina", che colorano di rosso l'intero romanzo. 


Durata totale della lettura: Quattro giorni
Bevanda consigliata: Aranciata fresca
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 14 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: Terrarossa di Gabriella Genisi



«Siamo adulte e negli anni abbiamo smussato le insicurezze e certe asperità, e compreso anche che l’amore da dare e ricevere non riguarda sempre e soltanto il principe azzurro.». 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 2 aprile 2024

Recensione: La leggenda del filo d'amore

 


La leggenda del filo d'amore
di Maria Chiara Gritti

Editore: Sonzogno

Prezzo cartaceo: € 17
Pagine: 192

Narra la leggenda che ogni bambino nasce con un vuoto nel cuore. Saranno i genitori a colmarlo, tessendo il filo d’amore, attraverso cui lo nutriranno con gli alimenti giusti per farlo crescere sano e resiliente. I cibi affettivi più nutrienti stimoleranno la sua naturale capacità di amarsi e di amare e rafforzeranno il filo. Invece una dieta squilibrata o addirittura tossica darà vita a legami fragili e bloccherà lo sviluppo del suo cuore.

È quello che capita ai protagonisti di questa storia:

  • Eric, il figlio perfetto, si nutre solo di dolce ammirazione e non conosce i sapori autentici;
  • Mia, la figlia tanto attesa, ha mangiato attenzioni in abbondanza e non sa staccarsi dai genitori;
  • Sofia, la figlia trascurata, si prodiga a trasmettere il nutrimento che invece dovrebbe ricevere;
  • Diego, il figlio adottato, il cui filo è bloccato dal dolore e continua ad aspettare il cibo che un tempo gli è stato negato.

È solo quando sul loro cammino incontrano Arianna, la «Scioglinodi», che impareranno a riconoscere e districare i grovigli che li intrappolano, scoprendosi finalmente capaci di empatia e amore.

Attraverso questa delicata favola metaforica, la psicoterapeuta Maria Chiara Gritti ci guida a capire come le emozioni che ci hanno forgiato da piccoli possano generare dei disagi che si ripercuotono sui nostri rapporti affettivi. Al termine del racconto ci regala il Diario della sana alimentazione emotiva, uno strumento pratico da compilare per riflettere sulla qualità del nutrimento che abbiamo ricevuto, comprendere i veri appetiti del cuore e scoprire come soddisfarli.




Questo è uno di quei libri che consiglierei di leggere a tutti, amanti o meno della letteratura di stampo psicologico come me. L'ho letto tutto d'un fiato in una sera, ho pianto - non mi vergogno ad ammetterlo - svariate volte...e mi ha toccata profondamente.

Maria Chiara Gritti è riuscita attraverso una semplicissima metafora, quella dell'alimentazione, ad arrivare al fulcro delle ferite viscerali di molti di noi, esperienze di natura apparentemente molto diversa eppure con una grande, comunitaria base di fondo: cibo emotivo sbagliato. L'allegoria che fa da guida al libro è questa: come le scelte alimentari fatte dai nostri genitori durante la nostra infanzia influenzano e modellano il nostro stile di alimentazione nell'età adulta, così anche la qualità, quantità e frequenza del cibo emotivo con cui siamo stati nutriti influisce ed influenza la nostra capacità di sostenere uno corretto regime alimentare emotivo nell'età adulta.

Una premessa elementare ma non scontata, attraverso la quale l'autrice delinea quattro principali tipologie di "alimentazione scorretta" ed i relativi comportamenti sociali ed emotivi malsani che possiamo sviluppare, percorrendo l'intero excursus di un individuo dall'infanzia all'età adulta. L'idea è che fin dal concepimento e dall'esistenza all'interno del grembo materno - di cui nelle prime pagine fa una descrizione toccante ed estremamente perspicace - siamo uniti cuore-a-cuore con la nostra mamma (e per estensione, ad entrambi i genitori), in un ambiente protetto, sano, in cui ci arriva tutto il nutrimento di cui abbiamo bisogno. Al momento del parto veniamo però catapultati nel mondo reale, in cui riconosciamo solo le due persone che ci hanno finora nutrito e amato, ed è a loro che continuiamo a chiedere sia il cibo materiale che quello emotivo, incapaci ancora di sopravvivere autonomamente. E' in questa fase che iniziano i problemi per tanti di noi, con genitori dalle buone intenzioni ma incapaci di darci da mangiare "cibi emotivi" nutrienti. C'è allora chi sviluppa un cuore freddo, chi un cuore pesante, chi un cuore stanco e chi invece un cuore spezzato. L'obiettivo? Quello di sviluppare un'alimentazione corretta e tornare ad avere un "cuore sano". 

Non vi anticipo di più, perché credo che approfondire questi quattro archetipi sia un'esperienza intima e personale, che deve toccarci qualcosa dentro e sorprenderci. Vi dico solo che è correlato con un'eccellente appendice, il "diario della sana alimentazione emotiva - esercizi per imparare a nutrire il cuore", scritta come il resto del libro con acume psicologico, comprensione e molta compassione e gentilezza, un valido aiuto all'analisi interiore che conto di compilare io stessa!

Personalmente posso dire che questa semplice ma estremamente efficace metafora mi ha aiutata a comprendere più approfonditamente alcuni aspetti della mia stessa esperienza emotiva infantile ed adulta, non vi svelo quale dei quattro personaggi mi rappresenta perché...un po' di mistero ci vuole! Ma non vedo l'ora che questo libro tocchi anche il vostro animo e spero possa insegnarvi una dieta migliore.


Durata totale della lettura: 5 giorni
Età consigliata: 15 anni 
Bevanda consigliata: Rooibos alla cannella 
Formato consigliato: Cartaceo
Consigliato a chi ha apprezzato:  La principessa che voleva amare Narciso; Mi dicevano che ero troppo sensibile



« Se ti affiderai al cuore e ti metterai in suo ascolto, lui saprà sempre come portarti in salvo ».


    Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 15 marzo 2024

Recensione: Atalanta



 Atalanta

 di Jennifer Saint

 Editore: Sonzogno
 Prezzo: €19,90
 Pagine: 368
Traduzione a cura di: Alessandra De Vizzi
 
Quando il sovrano di Arcadia vede nascere una figlia femmina, anziché l’erede maschio che tanto desiderava, la sua decisione è immediata: la bambina sarà abbandonata a morire sulle pendici di una montagna. Ma il destino ha in serbo ben altro per la piccola Atalanta, che prima viene salvata e allevata da un’orsa e poi, una volta cresciuta, viene scelta dalla dea Artemide per vivere nella foresta insieme alle sue ninfe. La giovane diventa così un’abilissima cacciatrice, forte e veloce quasi quanto Artemide stessa. Scoprendo che un equipaggio di eroi, gli Argonauti, sta per imbarcarsi in una missione impossibile alla ricerca del vello d’oro, la dea decide di inviare Atalanta in suo nome, con un unico avvertimento: se si sposerà, condannerà la sua esistenza alla rovina. Ma la ragazza non teme alcuna sfida, ed è pronta a lottare contro il disprezzo dei suoi compagni di viaggio e del loro capo, Giasone, per dimostrare che anche le donne meritano di diventare leggenda. Dopo il grande successo di Arianna ed Elettra, Jennifer Saint ci regala un’eroina intensa, tenace e profondamente attuale, portandola per la prima volta alla ribalta con le sue paure e contraddizioni, il coraggio e la passione, la volontà di essere fedele alla dea che l’ha protetta e il desiderio di essere fedele a sé stessa e al proprio cuore. 




Atalanta è un personaggio della mitologia greca che conoscevo pochissimo e che in generale penso venga nominato molto poco. Artemide trova la piccola Atalanta da sola nella foresta di Arcadia dove era stata cresciuta da un orsa e dopo qualche anno l'affida alle ninfee perché la istruiscano. La bambina è un portento, impara a cacciare, sopravvivere, difendere ma ha soprattutto un talento incredibile nella corsa. 
La sua vita nella foresta circondata dalle ninfe si interrompe, però, quando Artemide le assegna il compito di partecipare alla spedizione di Giasone per rubare il vello d'oro e diventare la sua eroina. Atalanta che farebbe tutto per la sua dea, si unisce con grosse difficoltà alla spedizione, gli uomini non vogliono viaggiare con una donna e ovviamente non la ritengono all'altezza. 
Da parte sua Atalanta non ha alcuna esperienza di vita, gli unici simil-uomini che ha conosciuto sono i due centauri che han cercato di vioentarla e che ha ucciso con l'aiuto di Ippomene. 
Gli argonauti proseguono nel loro percorso cosparso di pericoli ma quello che più rende difficile il viaggio per Atalanta sono sia le occhiatacce dei compagni come Peleo che ancora non l'accettano a bordo, sia il fatto che questo squadrone di uomini semi divini si lascerebbe convincere da qualunque donna ad abbandonare la missione. 
 Da parte sua Artemide aveva solo dato una profezia alla sua pupilla, di non sposarsi per evitare di perdere se stessa. Meleagro però accompagna Atalanta durante tutto il viaggio, è un eroe forte e buono e il loro avvicinamento è inevitabile, nonostante lui sia sposato. Sia nel viaggio di andata che di ritorno, il romanzo ci racconta di tutte le avventure, magie e incontri incredibili in cui il gruppo si imbatte, il fascino della mitologia greca non si perde nonostante la scrittura sia leggera e semplice da leggere. Seguiamo Atalanta fino alla fine del suo viaggio di ritorno e alla sua rinascita personale. 
 Un epopea rivisitata in chiave moderna, Atalanta parla come un personaggio recente, è una donna forte, brillante indipendente e che, senza saperlo, perora la causa femminista lottando per avere il suo valore riconosciuto. Gli uomini non ci fanno una bellissima figura a parte un paio di casi speciali, tantomeno le dee Artemide e Afrodite, invidiose, rissose e incapaci di perdonare. 
Un romanzo che mi è piaciuto nella sua leggerezza, che consiglio a chi piace la mitologia e non ha voglia di un mattonazzo elaborato. 

Durata totale della lettura: 6 giorni
Bevanda consigliata: Succo d'arancia
Formato consigliato: Cartaceo
Website dell'autrice: Jennifer Saint
Consigliato a chi ha apprezzato: Elettra di Jennifer Saint



"Era così fiera e selvaggia, e io ero emozionata al pensiero che avesse scelto proprio me per ottenere la gloria che sarebbe derivata da quell’impresa. 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 22 novembre 2023

Recensione: Frankie



 Frankie

 di Jochen Gutsch + Maxim Leo

 Editore: Sonzogno
 Prezzo: €16
 Pagine: 192
 Traduzione: Valeria Raimondi

 Che fatica essere un gatto, quando hai a che fare con gli esseri umani! Instabili, irrazionali, irrisolti, sono una specie da osservare con attenzione e diffidenza. Richard Gold non fa eccezione: ha tutto ciò che si possa desiderare, eppure passa il tempo sul divano in accappatoio, a bere mentre guarda tornei di freccette – oppure ogni tanto si mette in piedi su una sedia, a giocare con una corda appesa al soffitto. Ma è proprio così che conosce Frankie – un gatto randagio che parla e, soprattutto, pensa – e la veterinaria Anna Komarowa, ed è così chela sua vita inizia a cambiare. Nonostante il carattere tutt’altro che affabile, per qualche motivo Frankie lo sceglie: Gold sarà il suo umano. Potrebbe essere perché ha un televisore enorme, un letto morbidissimo e un sacco di cibo per gatti. O forse perché entrambi hanno bisogno di un amico e sono accomunati da qualcosa di profondo e straordinario, anche se ancora non lo sanno. Tra dialoghi filosofici, gite a Hollywood, scoiattoli muscolosi, bassotti con tre zampe, procioni arrabbiati e poesie d’amore, Jochen Gutsch e Maxim Leo intrecciano i fili di un legame commovente e inaspettato, raccontandoci con tenera ironia la storia dell’incontro tra due modi opposti di vedere il mondo – che forse poi tanto opposti non sono. 




Siete pront* a conoscere un gatto con un caratterino tosto tosto, un modo di fare sfuggente e un linguaggio ben poco elegante? 
Ecco la breve descrizione di Frankie il nostro protagonista, un gatto di strada, il capo dell'immondizia, come si definisce lui stesso, che siccome non è uno scrittore ci racconta le storie partendo non proprio dall'inizio. Come sia arrivato ad avere solo mezzo orecchio, per esempio, lo scopriamo solo a metà romanzo, ma che parla con gli umani lo veniamo a sapere subito. 
 Non è una cosa che rivela a tutti ma qualcosa lo spinge a parlare con Richard Gold quando gli entra in casa. Richard è un uomo, solo, sporco, in un accappatoio rovinato che non sa niente di gatti, passa le sue giornate a bere e a guardare la TV parlando della moglie Linda. 
I due hanno subito un rapporto di amore e odio. Frankie capisce che Gold può procurargli il cibo e si mostra super tenero. Gold vorrebbe liberarsi del gatto ma qualcosa lo tiene legato a lui.
Per fortuna Frankie non Ã¨ solo nei suoi piani di riparazione dell'umano, ci si ritrova impigliata anche la veterinaria Anna Komarova, il suo accento divertente e la sua  
Sappiamo tutti che non siamo noi a scegliere i gatti ma loro a scegliere noi, anche in questo caso è così. Frankie è proprio quello che a Gold serviva nella sua vita. 
La delicatezza con cui i due fanno dei passetti invisibili l'uno verso l'altro, è adorabile. 

Il gatto che involontariamente ci insegna che la vita Ã¨ semplice, sono gli umani con i loro dubbi e oggetti non necessari a renderla complessa. Gli autori che affrontano depressione e suicidio con una 
  • sensibilità toccante. Tutti piccoli pezzettini di un romanzo che sono sicura vi rimarrà nel cuore.
  • Un romanzo che davvero si legge in due giorni e allo stesso tempo è simpatico e profondo ma senza provarci troppo. 

Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Latte e cannella
Formato consigliato: Cartaceo
Consigliato a chi ha apprezzatoAlla fine di una caramella al limone di Rachel Linden



"Come nelle salsicce. 
Senza un inizio e una fine, una salsiccia non sarebbe una salsiccia. 
E la vita non sarebbe vita. Lo capite? 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

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