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martedì 9 dicembre 2025

Zootropolis 2 (2025)

Mercoledì scorso sono andata a vedere Zootropolis 2 (Zootopia 2), co-diretto dai registi Byron Howard e Jared Bush, anche sceneggiatore.


Trama: dopo aver risolto il caso dei predatori impazziti ed essere entrati entrambi in polizia, la coniglietta Judy e la volpe Nick rischiano di venire separati. Cercano così un nuovo caso per dimostrare il loro valore...


Nove anni sono passati dal primo Zootropolis, che ci aveva conquistati non solo grazie alla storia della strana amicizia tra la coniglietta Judy e la volpe Nick, ma anche per l'idea di un luogo dove animali di ogni specie potessero vivere in armonia, uniti benché separati da zone climatiche ben precise ma tranquillamente attraversabili da chiunque. In realtà, non è propriamente vero che Zootropolis avesse mostrato ogni specie animale. Mancavano sicuramente i rettili, per esempio, e il nuovo capitolo di quella che promette di diventare una saga composta da almeno tre film risponde alla domanda che forse qualcuno si era fatto, raccontando perché a Zootropolis si vedessero solo mammiferi. Zootropolis 2 racconta anche il periodo successivo all'apparente coronamento dei sogni di Judy e Nick. Avevamo lasciato i due protagonisti nel momento di maggior trionfo, ma non è tutto oro quello che luccica. Nonostante sia riuscita a farsi un nome all'interno del dipartimento di polizia, Judy è sempre alla ricerca di qualcosa che dimostri il suo valore agli occhi di colleghi tosti e rudi che continuano a sottovalutarla, mentre pare che a Nick non freghi nulla di nulla e si limiti a farsi trascinare svogliatamente dall'esagitata coniglietta. La coppia vincente del primo film si scopre assai male assortita, e il comandante Bogo minaccia di "scoppiarla"; l'anniversario della fondazione di Zootropolis, con conseguente esposizione di un antico libro contenente i progetti dei macchinari per mantenere le diverse zone climatiche, è la scusa, per Judy e Nick, per scoprire chi abbia intenzione di rubarlo e dimostrare nuovamente il loro valore. Il progetto, sulla carta semplice, andrà malissimo e il sodalizio di ferro verrà messo duramente alla prova, in primis dal carattere dei due protagonisti e dalla loro incapacità di essere sinceri l'uno con l'altro. Come già succedeva in Zootropolis, anche nel secondo capitolo si sfruttano i topoi del buddy cop movie per affrontare temi più profondi, in primis il razzismo e l'incapacità di andare oltre i preconcetti radicati; qui, inoltre, si cerca di mandare un messaggio positivo agli spettatori, sottolineando l'importanza dell'impegno e della perseveranza nel realizzare i propri obiettivi ma, anche, del "lasciare andare", se necessario, valutando di volta in volta ciò che è davvero importante. Zootropolis 2 è, infatti, una celebrazione dell'amicizia e della famiglia in senso lato; quella in cui nasciamo è importante, ma non tanto quella che ci creiamo con chi è in grado di farci stare bene e ci sprona, con la sua sola presenza, ad essere delle persone migliori. E' vero che il web impietoso è pieno di fanfiction che coronano una storia d'amore fittizia tra Judy e Nick (ammetto che animali antropomorfi così carismatici farebbero capitolare anche chi rabbrividisce all'idea del furry) ma la bellezza del rapporto tra i due protagonisti è proprio l'incanalare la tensione romantica in un'amicizia sempre più grande e profonda, che sul finale smuove lacrime di commozione.


Se Zootropolis 2 è un seguito con tanto cuore, gli animatori non si sono dimenticati di appagare anche l'occhio. Visto sul grande schermo il film è uno spettacolo dettagliatissimo, zeppo di animali talmente ben realizzati e caratterizzati che persino quelli sullo sfondo catturano l'attenzione, tra piccole gag riuscite e miriadi di citazioni. La più bella, quella che mi ha portata ad urlare in sala, è l'omaggio inquadratura per inquadratura ad una delle sequenze più iconiche di Shining, però qui parliamo di qualcosa di macroscopico (non che l'omaggio al "silenzio degli agnelli" sia meno geniale, ma è più breve e sottile). Dietro a Zootropolis 2 c'è un lavoro enorme soprattutto per quanto riguarda gli sfondi, le luci e i colori, le minuzie che rendono viva sia la città titolare che gli ambienti che la circondano, realizzati in modo da essere realistici e "cartooneschi" in egual misura, con un gusto estetico che esplode nel momento in cui si scopre un intero quartiere perduto in cui andrei a vivere anche domani. Molto bello anche il character design dei nuovi personaggi. Le linci sono perfette e il goffo Pawbert mi ha ricordato, nei suoi momenti migliori, la tenerezza del PJ di Ecco Pippo!; il serpente Gary, che lì per lì sembrerebbe il personaggio più ordinario, buca lo schermo nei momenti in cui ai toni freddi viene sostituito il scintillante calore del fuoco e, in generale, i rettili e tutti gli abitanti del quartiere paludoso regalano delle gioie, con un picco supremo raggiunto da un branco di trichechi che farebbero un figurone appaiati ai gabbiani de Alla ricerca di Nemo. Alla colonna sonora ritroviamo Michael Giacchino, che riprende un paio di melodie dal capitolo precedente e poi si sbizzarrisce creando suoni nuovi che accompagnano alla perfezione il ritmo e le situazioni del film. Torna anche la scatenata Shakira, con quella Zoo davanti alla quale non sono riuscita a rimanere ferma in poltrona, ad aprire e chiudere Zootropolis 2 nel migliore dei modi. Zootropolis 2 è uno di quei rari casi in cui un sequel è bello quanto il film che lo ha preceduto e, soprattutto, non ne ripropone pedissequamente le situazioni. Certo, il film è pieno di omaggi a Zootropolis, tornano personaggi amatissimi e anche un paio di gag, ma tutto sommato non c'è quel senso di dejà vu e noia che è poi il rischio di questo genere di operazioni e, per quanto mi riguarda, qualora dovesse uscire un terzo capitolo mi fionderò al cinema senza pensarci due volte, sperando che la qualità della saga continui a rimanere così alta!


Dei due registi Jared Bush (anche sceneggiatore) e Byron Howard ho già parlato QUI QUAGinnifer Goodwin (voce originale di Judy Hopps), Jason Bateman (Nick Wilde), Ke Huy Quan (Gary De'Snake), Andy Samberg (Pawbert Lynxley), David Strathairn (Milton Lynxley), Idris Elba (Comandante Bogo), Patrick Warburton (Sindaco Winddancer), Danny Trejo (Jesús), Bonnie Hunt (Bonnie Hopps), Jean Reno (Bûcheron/Chèvre), Alan Tudyk (Duke Weaselton/Chef francese/Molt Kahl/Reporter), Macaulay Culkin (Cattrick Lynxley), John Leguizamo (Antony Snootley), Jenny Slate (Bellwether), Tommy Chong (Yax), Michael J. Fox (Michael J. The Fox), Josh Gad (Paul Moledebrandt) e Dwayne Johnson (Zeke, il dik-dik incastrato nella tuba) li trovate invece ai rispettivi link.


Il marito di Ginnifer Goodwin, l'attore Josh Dallas, continua a prestare la voce al "maiale agitato", la bellissima Michelle Gomez, che interpretava Mary Wardwell ne Le terrificanti avventure di Sabrina, è la voce originale del Capitano Hoggbottom, Brenda Song doppia Kitty Lynxley e l'attrice Tig Notaro interpreta Big Tig, uno degli animali nel carcere; Ed Sheeran, che ha scritto la canzone Zoo, cantata da Shakira/Gazelle sul finale, è invece il doppiatore di una delle pecore dal barbiere. Il film è il seguito di Zootropolis, che vi conviene guardare prima di gettarvi su questo! ENJOY!

mercoledì 15 giugno 2016

Zootropolis (2016)

Finalmente anche io sono riuscita a vedere l'ultimo lungometraggio targato Disney ovvero Zootropolis (Zootopia), diretto dai registi Byron Howard, Rich Moore e Jared Bush!


Trama: la coniglietta Judy ha un sogno, quello di diventare poliziotta. Dopo mille difficoltà Judy riesce a diplomarsi e viene assegnata al dipartimento di Zootropolis, città dove i casi di rapimento si moltiplicano a vista d'occhio...


Zootropolis, che pur mi aveva conquistata fin dai primi, esilaranti trailer, era stato sacrificato all'epoca della sua uscita per pellicola come The Hateful Eight, Lo chiamavano Jeeg Robot e Deadpool, tanto che alla fine lo avevano tolto senza che io potessi andare a vederlo. Peccato, perché Zootropolis è davvero un film d'animazione bellissimo, con una trama coinvolgente e dei personaggi talmente umani che spesso ci si dimentica di avere davanti degli animali antropomorfi. La storia affonda le radici nel buddy movie poliziesco anni '80, con un pizzico di innovazione poiché la protagonista è una femmina, per di più coniglietta (inizialmente il protagonista avrebbe dovuto essere la volpe Nick ma pare che nelle proiezioni "di prova" il pubblico non riuscisse a relazionarsi al personaggio, sentendosi più portato a simpatizzare per Judy): in un Paese dove prede e predatori convivono, "ognuno può essere quello che vuole" ma sarebbe meglio che restasse nei limiti di ciò che gli compete secondo natura. Judy, infatti, sogna fin da piccola di fare la poliziotta ma l'Utopia del titolo originale parrebbe non calzare al suo morbido e tenero corpicino di coniglietto ed è solo la sua grande forza d'animo a farle superare tutti gli ostacoli fino a farle raggiungere il sospirato obiettivo di stringere tra le zampe un distintivo da agente di polizia; in realtà, Zootropolis, o Zootopia che dir si voglia, è una città dove le discriminazioni sono all'ordine del giorno e dove non è così facile veder superati pregiudizi ancestrali ed inimicizie tra "razze" sedimentate nel tempo. E' proprio in questo clima disfattista, costretta a fare da ausiliaria del traffico da un capo che la odia, che Judy incontra Nick, una volpe che da tempo ha rinunciato a perseguire i suoi sogni e ha scelto di vivere assecondando i pregiudizi altrui, vivendo di bugie e piccoli espedienti come ci si aspetterebbe da una volpe. Il rapporto tra i due, nato all'insegna della diffidenza e dell'odio, evolve dal momento in cui Judy e Nick sono costretti a collaborare per far fronte ad un caso che prevede la scomparsa di molti mammiferi, dando così vita alle dinamiche da buddy movie di cui si diceva sopra in cui i due protagonisti, che non potrebbero essere più diversi per indole, sesso ed aspetto fisico, si palleggiano scaramucce, dispetti, complimenti a denti stretti e infine incredula ammirazione fino a cementare l'inevitabile e duratura amicizia che porterà entrambi ad aprire gli occhi su loro stessi e la realtà che li circonda.


Una trama che più classica non si può quindi ma perché cambiare quello che funziona? I buddy movies, se fatti bene (come dimostra il recente The Nice Guys) sono quelli che rimangono nel cuore fin da bambini e in questo caso la morale di Zootropolis è delle più necessarie a soprattutto al passo coi tempi, l'ideale per bambini che si ritroveranno a crescere in una società sempre più multietnica e schiava del pregiudizio. Il film, tra l'altro, veicola il messaggio in modo leggero ed ironico, pur senza lesinare momenti di introspezione e confronto più seri e commoventi, inserendo il tutto all'interno di una storia interessante basata su un caso capace di tenere desta l'attenzione dello spettatore: alla fine, guardando Zootropolis non solo ci si ritrova legati a Judy e Nick ma si impara ad amare tutti gli altri abitanti della Città e, soprattutto, si arriva a chiedersi chi si nasconda dietro i rapimenti che la stanno gettando nel caos. Possiamo parlare quindi di un Robin Hood poliziesco? Assolutamente sì! I personaggi hanno lo stesso carisma di quelli del mio adorato Classico Disney e il character design a mio avviso omaggia moltissimo quello di Milt Kahl, soprattutto per quel che riguarda i due protagonisti principali, con ovvi aggiornamenti al gusto odierno della computer graphic, mai così discreta e funzionale. Di fatto, Zootropolis è anche e soprattutto una gioia per gli occhi, con un sacco di invenzioni visive legate alle diverse dimensioni degli abitanti della città e ai quattro diversi habitat naturali che la dividono in altrettanti settori distinti, per non parlare di tutte le comodità "moderne" tipiche di una grande metropoli, riprodotte e spesso parodiate alla perfezione. Un altro punto forte di Zootropolis è la colonna sonora, composta da Michael Giacchino. Lungi dall'essere il trionfo di canzoni atte ad esprimere i pensieri dei personaggi, tipico dei musical in generale e dei cartoni Disney in particolare (la cosa viene presa in giro anche nei dialoghi), lo score della pellicola è interamente scritto per assecondare l'atmosfera di ogni momento del film, da quelli più allegri a quelli più "thrilling", con l'unica concessione a Shakira e alla sua Try Everything, un motivetto che entra in testa con una facilità esorbitante, finché non resta che ballare o agitarsi a tempo come succede ai personaggi sul finale. Insomma, la Disney ne ha azzeccata un'altra quindi se, come me, non avete ancora recuperato Zootropolis, vi consiglio di farlo al più presto!!


Del regista e co-sceneggiatore Byron Howard ho già parlato QUI. Jason Bateman (voce originale di Nick Wilde), Idris Elba (Capo Bogo), Bonnie Hunt (Bonnie Hopps), J.K. Simmons (Sindaco Lionheart), Octavia Spencer (Mrs. Otterton), Alan Tudyk (Duke Weaselton) e Kristen Bell (Priscilla) li trovate invece ai rispettivi link.

Rich Moore è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Ralph Spaccatutto ed episodi di serie come I Simpson, Futurama e Drawn Together. Anche produttore, animatore e doppiatore, ha 53 anni.


Ginnifer Goodwin (vero nome Jennifer Michelle Goodwin) è la voce originale di Judy Hopps. Americana, conosciuta principalmente per il ruolo di Biancaneve nella serie C'era una volta, la ricordo anche per film come Mona Lisa Smile, Quando l'amore brucia l'anima e La verità è che non gli piaci abbastanza; inoltre, ha prestato la voce per episodi di Spongebob Squarepants e Robot Chicken. Ha 38 anni.


Il co-sceneggiatore e co-regista Jared Bush è alla sua prima esperienza come regista ma come sceneggiatore tornerà a dicembre col nuovo film Disney Moana, da noi ribattezzato Oceania. Per quanto riguarda i doppiatori originali, segnalo la presenza di Shakira come Gazelle, di Don Lake, storico collaboratore di Bonnie Hunt, nei panni di Stu Hopps, del marito di Ginnifer Goodwin Josh Dallas come "maiale agitato" (dovrebbe essere il fruttivendolo che viene derubato dalla donnola) e di Tommy Chong, parte del duo comico Cheech (Marin) & Chong, in quelli dello sballone Yax; quest'ultimo in Italia è stato doppiato da Paolo Ruffini, affiancato da altri personaggi famosi come Massimo Lopez (Sindaco Lionheart), Nicola Savino (Flash), Diego Abatantuono (Finnick) e Leo Gullotta (Mr. Big). Detto questo, se Zootropolis vi fosse piaciuto recuperate Chi ha incastrato Roger Rabbit?, Alla ricerca di Nemo e ovviamente Robin Hood. ENJOY!

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