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domenica 10 gennaio 2010

Weekend nel Lazio: Abbazia di Montecassino


Un itinerario in basso Lazio non può non comprendere uno dei luoghi mistici più prestigiosi e rappresentativi della storia del monachesimo occidentale: l'Abbazia di Montecassino.
Quasi l'Araba Fenice delle Abbazie:
magnificamente riedificata dalle rovine di ben quattro distruzioni!
Dal 529, quando San Benedetto da Norcia vi pose le basi della sua "regola", il Monastero fu più volte distrutto: da Longobardi, Saraceni, un terremoto e, infine, lo spaventoso
bombardamento del 15 Febbraio 1944 quando, sotto le bombe degli alleati, fu ridotta ad un cumulo di macerie.....

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Anna righeblu ideeweekend

mercoledì 22 ottobre 2008

L’Abbazia di Casamari


Durante lo scorso weekend ho fatto di nuovo un giro nella zona del frusinate e, nella giornata di domenica, mi sono recata all’Abbazia di Casamari.
Il complesso, situato nel territorio di Veroli, in provincia di Frosinone, fu eretto sulle rovine di Cereatae Marianae, antico municipio dedicato alla dea Cerere e al console Caio Mario, che qui nacque e visse nella sua giovinezza (Casamari sta per “casa di Mario”).
L’Abbazia fu edificata da monaci benedettini, nel secolo XI e, in seguito, fu incorporata all’Ordine Cistercense.
Dopo varie vicissitudini, attualmente in essa vive una comunità di circa 20 monaci cistercensi. Il complesso è formato da una serie di edifici, stilisticamente molto semplici e austeri, privi di decorazioni e ornamenti.
L’ingresso è costituito da un ampio arco, sormontato da un loggiato con quattro bifore. Dall’androne interno si inquadrano due archi che immettono nell’ampio cortile dove, a sinistra si trova l’elegante, austera facciata della chiesa e, a destra, un vialetto che conduce al giardino.
A destra si trova l’antica farmacia, aperta solo nei giorni feriali come la biblioteca.
Dal giardino, attraverso una elegante scalinata, si arriva al magnifico chiostro, vero centro della vita monastica e di tutto l’edificio. Qui i monaci trascorrono il tempo della meditazione, nella lettura e nel silenzio.
E’ circondato, sui quattro lati, da portici e, su ciascuno di essi, si aprono quattro bifore con colonnine diverse.

Nel lato sud, in uno dei capitelli, sono rappresentati i volti di Federico II, Pier delle Vigne e dell’allora abate di Casamari.
Molto belle sono l’aula Capitolare e la Chiesa, a croce latina, in tre navate.
L’ambiente, grandioso e austero, è illuminato dall’effetto della luce naturale che filtra attraverso le lastre di alabastro delle finestre. L’altare è sormontato da una tribuna in marmi policromi, in contrasto con lo stile severo della chiesa, e che fu donata da Papa Clemente XI. Nelle vecchie sale di lavoro dei monaci, è stato allestito un museo, piccolo ma con reperti interessanti, che vale la pena visitare: ingresso 1 euro.
E’ mia intenzione tornare, in un giorno non festivo, per visitare la biblioteca e la farmacia e per rivedere con calma particolari che mi sono sfuggiti.


Anna righeblu ideeweekend

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