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venerdì 21 maggio 2010

Ansedonia – L’antica “Cosa”


“Cosa” è il nome di un’antica colonia romana fondata nel 273 a.C. sul promontorio di Ansedonia, in posizione dominante rispetto al territorio etrusco circostante, allora appena sottomesso.
L’area urbana, articolata in piccole aree private e più ampie zone pubbliche, era percorsa da una fitta rete di strade ad angolo retto.  Nella fascia perimetrale la funzione difensiva era assicurata da una possente cinta muraria esterna, costruita secondo tecniche mutuate dagli etruschi. 
Alla base del promontorio, il problema del drenaggio della zona costiera era risolto con l’utilizzazione di alcune fenditure della roccia, come quella naturale detta “Spacco della Regina” o artificiali, come la “Tagliata”, assieme a una fitta rete di canali  artificiali. 
La loro funzione era quella di consentire il deflusso delle acque dal vicino lago di Burano, ed evitare l’insabbiamento del “Portus Cosanus”, l’antico porto della città.
I resti di “Cosa” con museo annesso, si trovano nel sito archeologico cui si accede passando attraverso la Porta Fiorentina, dopo aver lasciato l’auto nello spazio antistante.
L’area, poco nota, è scarsamente frequentata ed è raggiungibile solo a piedi, con scarpe comode, percorrendo un sentiero poco impegnativo, in lieve pendio, tra ulivi ed erbe spontanee.   
I ruderi sono i resti visibili degli antichi edifici pubblici come il foro,  i templi e, sull’acropoli, il “capitolium”, il tempio principale. 
Da qui, nelle giornate terse e soleggiate, la vista può spaziare su orizzonti magnifici… il mare, l’Argentario, la costa, la laguna…

Terminata l’escursione si può visitare il piccolo Museo Nazionale magari con una “guida” esperta e sorridente… se si è fortunati… come nella passata domenica, 16 Maggio.

Se non conoscete questo sito, inseritelo tra quelli possibili, magari nel vostro prossimo weekend ad Ansedonia (comune di Orbetello - Prov. Grosseto) - Toscana. 

domenica 11 aprile 2010

Weekend in Toscana: Volterra

Un'idea per un weekend in Toscana, in un territorio dove resti etruschi, romani e medievali sono mirabilmente concentrati alla sommità di un colle affacciato sull'incantevole paesaggio della val d'Era.
La grandezza e la potenza di Volterra sono documentati dalla sua storia, contrassegnata dall'alternanza di periodi di grande prosperità e potere e periodi di turbolenza e dispute per la sua conquista.
E' una città con tre anime i cui resti sono presenti ovunque, sebbene, prevalente su tutte, appaia l'impronta medievale degli edifici del nucleo centrale.

Entrando da Porta di San Francesco, a sinistra si trova la Chiesa di San Francesco che sarebbe stata edificata quando il santo era ancora in vita. 


Continuando lungo Via di San Lino si giunge nell'ampia Piazza dei Priori, sulla quale si affacciano antichi e prestigiosi palazzi, come il Palazzo dei Priori, il più antico della Toscana, antecedente anche al più illustre Palazzo Vecchio di Firenze.

Sulla facciata, ornata dagli stemmi policromi in maiolica invetriata, si aprono le eleganti bifore disposte su tre diversi ordini.

All'interno, nell'atrio, gli stemmi dei Priori  ricoprono quasi totalmente le pareti mentre al primo piano, nella sala del Maggior Consiglio, si può ammirare l'Annunciazione, opera dell'Orcagna e, nelle sale attigue, altri pregevoli dipinti.

Di fronte si trova il Palazzo Pretorio, sede storica del Capitano del Popolo, formato da più edifici affiancati, sormontati dalla Torre del Porcellino, così chiamata per la figura posta su una mensola nella parte alta della torre.
Ancora, a chiudere la piazza, si trova il Palazzo Incontri, un tempo sede del seminario e ora sede di una banca.

Poco distante, nella bella Piazza San Giovanni, si trova il Duomo con la torre campanaria e la facciata, attribuita a Nicola Pisano, il cui portale marmoreo ingloba resti di origine romana. L'interno, in tre navate, è in stile rinascimentale e custodisce opere di artisti come Benozzo Gozzoli, Giovanni della Robbia, il Domenichino...


Di fronte si trova il Battistero ottagonale con la bella facciata in marmo bianco e verde e la cupola attribuita al Brunelleschi.
Da sottolineare, una visita alle sale del museo Guarnacci, tra i più antichi d'Europa, con reperti di grandissimo valore, risalenti per lo più al periodo etrusco.
Tra i reperti, in particolare, colpisce il realismo espressivo delle figure di due anziani coniugi raffigurati sul "coperchio degli sposi"  e la  particolarissima forma e leggerezza dell'esile statuetta bronzea votiva, nota come "l'ombra della sera".

E Volterra non è tutta qui...

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari: Casciana Terme - Volterra - "l'ombra della sera"

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giovedì 12 marzo 2009

Sovana - Alla scoperta del tufo

Da Saturnia (alla scoperta dell’acqua calda), attraverso strade tortuose tra i boschi affacciati sulla valle del Fiora, arriviamo a Sovana, la bellissima città del tufo.
Sorge in un territorio - considerato strategico in epoca etrusco-romana, per la sua vicinanza al monte Amiata - inciso da profonde gole, le “cave”, dove si trovano diverse necropoli e tombe etrusche.
All’ingresso nel borgo ci si trova nella piccola piazza del Pretorio, lastricata in cotto a mattoncini e circondata da graziose costruzioni medioevali: il palazzo Pretorio, con la facciata decorata da stemmi, e il palazzo dell’Archivio, con l’antico orologio.
La romanica chiesa di santa Maria Maggiore, da non perdere, presenta un interno particolarmente affascinante: tre navate separate da massicci e bassi pilastri ottagonali con, alle pareti, affreschi cinquecenteschi di Andrea di Niccolò. All’estremità del borgo si trova il Duomo. Ricostruito e modificato in epoche successive, presenta sul fianco sinistro un portale ricavato assemblando antichi rilievi scultorei d’età romana.
L’interno, molto austero, è diviso in tre ampie navate e custodisce la tomba di San Mamiliano mentre, sotto l’abside, è presente un’antica cripta a cinque navate.

Nei dintorni di Sovana, a circa 2 chilometri dall’abitato, sulla strada che porta al borgo, si trova una necropoli con diverse tombe, tra le quali la grandiosa tomba Ildebranda, del II secolo a.C.
La sua importanza sta nella struttura monumentale, a tempio, con due scalinate ai lati e una serie di colonne a emiciclo, nella parte alta esterna.
Particolarmente interessante è la vicina strada etrusca scavata nel tufo [foto 1], con altissime pareti laterali convergenti, indicata come Via Cava Poggio Prisca.


Anna
Righeblu Ideeweekend

Itinerari: Saturnia 1 - Saturnia 2 - Sovana - Pitigliano

martedì 25 novembre 2008

Siracusa – il teatro greco


Quello di Siracusa è uno dei teatri più antichi e grandiosi della Sicilia: risale al V secolo a.C. e rappresentava un punto d’incontro importante nella vita sociale della Città.
Dopo alterne vicende fu riedificato da Gerone II, con la grandiosa struttura i cui resti sono giunti fino a noi.
Subì devastazioni e rovine, ricostruzioni, riadattamenti e oblio, fino alla fine del 700, quando iniziarono le campagne di scavo, sostenute da alcune famiglie nobili locali.
L’interesse degli archeologi ha contribuito, infine, a riportare alla luce l’antico teatro, scolpito direttamente nella roccia del pendio del colle Temenite.
Riportato alla luce in tutta la sua magnificenza, è utilizzato per le rappresentazioni classiche teatrali, sin dal 1914.
Ogni anno l’Istituto Nazionale del Dramma Antico organizza, produce e mette in scena, in questo scenario magnifico, le più emozionanti rappresentazioni dei grandi classici del teatro antico.
Per chi fosse interessato, (…finora non sono mai riuscita ad andare, ma chissà…) la prossima stagione teatrale 2009 è programmata dal 9 Maggio al 21 Giugno.

Le foto risalgono a qualche anno fa…

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari di Sicilia: Taormina - Gole dell'Alcantara - Siracusa, Ortigia - Siracusa, fonte aretusa - Siracusa, teatro greco - Fontane bianche - Il val di Noto - castello di Mussomeli - castelli Chiaramontani

mercoledì 29 ottobre 2008

Arpino – L’Acropoli di Civitas Vetus


Dopo aver superato l’abitato di Arpino, la nobile cittadina del Frusinate nota per aver dato i natali a Cicerone, Caio Mario e Marco Vipsanio Agrippa, seguendo le indicazioni per l’Acropoli, a circa 3 chilometri, si arriva alla Civitas Vetus.
Il piccolo centro è chiuso da un’imponente cinta di mura poligonali, risalenti al VI secolo a.C. e in gran parte ancora integre.
La porta principale d’ingresso all’Acropoli è lo splendido e famoso “arco a sesto acuto”.
E’ molto particolare: alto più di 4 metri, è formato da una serie di blocchi tagliati obliquamente verso l’interno, monoliti connessi a secco, sovrapposti e convergenti verso l’alto, a seguire un profilo ogivale.
A breve distanza dall’ingresso si trova una chiesetta del settecento, la chiesa della SS Trinità e, poco oltre, la cosiddetta Torre di Cicerone.
In realtà l’attribuzione di alcuni resti alle proprietà della famiglia dell’oratore Arpinate, non ha trovato conferma.
Il piccolo centro, che manca di un punto di ristoro, è scarsamente abitato ed è molto gradevole da visitare, inoltre, con una passeggiata panoramica sulla cinta muraria, si possono osservare le torrette e i vari resti che ne testimoniano la storia e la leggenda.

Visita nel precedente weekend, con itinerario: Casamari - Isola del Liri - Arpino, Acropoli

© Anna righeblu ideeweekend

Itinerari Lazio: Veroli - Abbazia Casamari - Chiostro Casamari - Isola del Liri, la cascata grande - Civitas vetus di Arpino

giovedì 7 agosto 2008

Weekend al Castello

Se volete programmare un weekend o una vacanza, in un territorio ricco di testimonianze storiche, archeologiche, mistiche, leggendarie e naturalistiche, vi suggerisco di partire dal Castello, piccolo borgo medievale nel comune di Roccasecca, in provincia di Frosinone.
Anch’io sono tornata qui con la voglia di rilassarmi, e di riscoprire gli itinerari dei luoghi della memoria, poco alla volta.
Ho scelto come base il ristorante relais “La locanda del castello” di Carla, mia carissima amica sin dall’adolescenza.L’antica struttura in pietra, ampliata di recente, si affaccia sul magnifico panorama della valle del Liri e offre ambienti accoglienti ed eleganti, dal tono rustico e ben inserito nel contesto storico del luogo. Si trova in un punto nodale, in buona posizione per spostarsi in diverse direzioni, secondo vari itinerari tematici.Per le notizie e altre immagini, vi rimando al simpatico link-immagine nella barra laterale.
Il mio primo itinerario nel tranquillo borgo, mi ha portata sulla via del castello dei conti d’Aquino, posto in cima al monte Asprano e sempre aperto alle visite.
La rocca dei conti d’Aquino, dai quali nacque San Tommaso nel 1224, è una delle aree laziali più importanti dal punto di vista storico e archeologico.I ruderi, con l’altissima torre di avvistamento, sono in fase di restauro avanzato, nell’ambito di un progetto di musealizzazione, che dovrebbe consentire un accesso più agevole anche ai diversabili.
Per ora sono raggiungibili con una piacevole ma impegnativa salita…
Visto il caldo degli ultimi giorni, ho rimandato la visita al castello a giornate più fresche. Mi sono invece fermata alla deliziosa chiesetta di San Tommaso, con il campanile e gli interni restaurati, con conservazione di alcuni affreschi già frammentari.
Molto interessante e caratteristico è anche il borgo di Colle San Magno, nelle vicinanze, con la frazione di Cantalupo: un luogo fuori del tempo…

Ristorante Relais Hotel
"La locanda del Castello"
Via San Tommaso, 9
03038 Roccasecca (FR) Italy
tel: 0776 567354 - 335 7202500
www.lalocandadelcastello.org

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© Anna righeblu ideeweekend

giovedì 22 novembre 2007

La Riviera di Ulisse e l’Odissea di marmo




Le ragioni del nome, che lega questa terra al mitico Ulisse, sono racchiuse nelle leggende che hanno come protagonisti gli eroi omerici.
In questi lidi l’eroe avrebbe ormeggiato le sue navi, per vivere poi la sua storia d’amore con la maga Circe.
Alla fama leggendaria di Ulisse si sarebbe ispirato l’imperatore Tiberio, per abbellire la sua villa e, in particolare, la grotta che porta il suo nome.
Proprio da qui provengono i reperti conservati nel museo archeologico di Sperlonga.
Aggiornamento: L'interno della spelonca era stato decorato con grande abbondanza di marmi e mosaici. I monumentali gruppi scultorei raffiguravano alcuni episodi delle imprese di Ulisse: l'assalto di Scilla alla nave, l'accecamento di Polifemo... una vera e propria Odissea di marmo, per la celebrazione dell'eroe omerico.
Si ritiene siano stati realizzati da tre famosi scultori rodii, Atenodoro, Agesandro e Polidoro, autori anche del famoso gruppo marmoreo del Laocoonte che si trova in Vaticano.
Nel museo sono esposti anche altri reperti provenienti dalla villa, i cui resti è possibile ammirare a Sperlonga, lungo la splendida spiaggia di levante.

"Museo archeologico e grotta di Tiberio"
Via Flacca km 16,600
tel. 0771.548028
Aperto tutti i giorni 8,30 - 19,30
tranne 1° Gennaio, 1° Maggio, 25 Dicembre


© Anna - righeblu ideeweekend

Itinerari: Ninfa - Sermoneta - Abbazia di Valvisciolo - Sperlonga - Gaeta - Riviera di Ulisse

lunedì 16 luglio 2007

Il fascino discreto della Toscana – Val di Chiana

Sarteano 6 - 7 - 8 Luglio 2007

6 Luglio 2007 – Partiamo nel pomeriggio e, in meno di due ore, arriviamo al centro di Sarteano. Parcheggiamo e andiamo su a piedi, fino a casa dei nostri amici che ci ospitano. Grande è l'emozione nel rivedere X dopo mesi di assenza dall'Italia: la trovo in perfetta forma.
Accolti festosamente anche dai loro due simpatici cagnoloni, riusciamo a fatica ad arrivare in giardino… uno spazio aperto su un panorama fantastico.
Il Giardino! Per me è “il tetto di Sarteano” e, come il Castello, si trova in uno dei punti più alti del paese e offre una meravigliosa vista sulla Val di Chiana, a 270°!!
Sì, le immagini sono imperfette, ma danno un’idea della bellezza del posto.
Si possono vedere in lontananza i laghi di Montepulciano, di Chiusi e il Trasimeno e... che dire dei fiori che colorano il giardino ?
Tra racconti e preparativi per la cena, assistiamo ad un tramonto spettacolare, con tutte le sfumature cromatiche possibili, cose che in città non è facile vedere!
Il clima di questo posto, inoltre, in estate è perfetto: caldo di giorno, fresco di sera; è piacevole fare tardi in buona compagnia.

7 Luglio 2007 – Dopo colazione, con X andiamo a fare una passeggiata e un po’ di spese (e anche dalla parrucchiera). Percorriamo strade in discesa, intersecate da caratteristici vicoli o scalinate, spesso ripidi, che costeggiano gli edifici in pietra e mattoni rossi del centro storico, d'impronta medioevale come il castello-fortezza che, dalla rocca, domina tutto l’abitato.Il paese, situato tra la Val d’Orcia e la Valdichiana, si trova in una zona ricchissima di testimonianze etrusche, con tombe nelle quali sono stati scoperti, anche di recente, interessanti reperti, in parte conservati nel Museo Civico Archeologico. Le sale di questo museo si trovano nel palazzo Gabrielli, uno degli edifici storici della cittadina, poco distante dalla Piazza principale.
Mentre si va in giro con X, è normale fermarsi a chiacchierare con conoscenti, locali e non, i quali hanno scelto Sarteano come rifugio per vivere, quando possibile, lontano dalla città, in un’altra dimensione a misura d’uomo. Dopo le spese ci fermiamo a prendere un aperitivo, al bar in piazza, insieme a M e N. Torniamo su per il pranzo e poi dedichiamo il pomeriggio al riposo, alla lettura e alle chiacchiere. Più tardi andiamo tutti a fare una passeggiata con i cani, nella zona del castello e poi lungo Via della Rocca.Verso sera scendiamo in piazzetta, dove è stata organizzata la cena della contrada di S. Martino. L’occasione è data dalla preparazione alla “Giostra del Saracino” che si corre il 15 Agosto di ogni anno. Prendiamo pici all’aglione, polenta martina, salsicce con fagioli, dolci e vino. Tutto molto buono e con un servizio curato, nel migliore dei modi, da un “gruppo di contradaioli” garbati, gentili, simpatici e motivati!
La serata trascorre piacevolmente e continua più tardi al Museo. In questo periodo, infatti, tra le varie iniziative che contribuiscono a vivacizzare le serate estive, c'è quella delle “Notti dell’archeologia”. Vengono proposti, per ora solo il sabato, visite guidate diurne su prenotazione, alla tomba della “Quadriga Infernale” e, a seguire, apertura notturna del museo fino alle 24, con ingresso gratuito e concerti. Tra le varie sale, sono particolarmente interessanti quelle in cui si trovano esposti gli ultimi reperti, provenienti proprio dalla tomba detta della “Quadriga Infernale”. In essa è stato rinvenuto un affresco, raffigurante una quadriga trainata da due leoni e due grifoni, guidata da un demone rosso identificato come Charun, corrispettivo del greco Caronte.
Gli oggetti e i pannelli espositivi sono affiancati da una attenta e accurata ricostruzione con utilizzazione di un efficace documentario archeologico. 8 Luglio – Risveglio gradevole con giornata bellissima e panorama splendido. Così la mattinata trascorre piacevolmente e, nel pomeriggio, anche se a malincuore, partiamo diretti a Roma in orario adatto ad evitare il traffico.

© Anna - righeblu ideeweekend

Itinerari in Toscana: S. Casciano dei bagni - Celle sul Rigo - Radicofani - Sarteano - Chianciano - S. Quirico d'Orcia - Montalcino - Pienza - Bagno Vignoni1 - Bagno Vignoni 2 -Siena1 -Siena 2 -Siena 3
- Video: Immagini di Siena
Arezzo: la leggenda della vera Croce - casa Vasari


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