
Berengo Gardin -Yvette, 1953

Naples, Photo by Gianni Berengo Gardin, 1958

Gianni Berengo Gardin. Man with Bird, India , 1977-79.

Gianni Berengo Gardin,Catania 2001

Gianni Berengo Gardin (1930-2025)
La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità. ( Albert Einstein )

Berengo Gardin -Yvette, 1953

Naples, Photo by Gianni Berengo Gardin, 1958

Gianni Berengo Gardin. Man with Bird, India , 1977-79.

Gianni Berengo Gardin,Catania 2001

Gianni Berengo Gardin (1930-2025)
Todd Webb (1905 – 2000) è stato un fotografo americano noto per aver documentato la vita quotidiana e l’architettura in città come New York , Parigi , vari luoghi della Spagna e l’ovest americano . Viaggiò molto durante la sua lunga vita ed ebbe importanti amicizie con artisti come Berenice Abbott , Walker Evans , Alfred Stieglitz , Georgia O’Keeffe , Ansel Adams , Dorothea Lange , Harry Callahan

Rive Gauche, Parigi (statua di Baudelaire), foto di Todd Webb, 1948

Todd Webb, Parigi, 1949, Rive gauche

Todd Webb, Rue de Chatillon, Parigi 1949.jpg

Todd Webb, Passaggio in Rue de Seine, Parigi, 1949

Todd Webb, Scarpe alla finestra, Parigi, Francia, 1950

Todd Webb, Nebbia di Parigi, 1950

Todd Webb, Parigi, Giardini del Lussemburgo


Todd Webb, Parigi, venditore di ciliegie, 1950

Todd Webb. Chiosco, Parigi, 1950
sito ufficiale: https://www.toddwebbarchive.com/

Per gli amanti della fotografia segnalo la retrospettiva dedicata al grande fiorentino Fosco Maraini (1912-2004) che occupa due piani di Villa Malpensata a Lugano dove ha sede il Museo della Cultura. È un omaggio che, inclusi quelli inediti,vanta più di duecento scatti datati fra il 1928 e il 1971. Ben 170 immagini ritraggono luoghi e genti dell’Italia e del Giappone, le due patrie di Maraini che visse parte della sua vita a Sapporo.
Il percorso dell’esposizione curata da Francesco Paolo Campione, direttore del MUSEC, evidenzia le sfaccettature della fotografia di Maraini sempre attratto e affascinato da uomini e culture, dalle aperture sull’infinito di certi paesaggi, dalla ricerca di dettagli, anche i più fugaci, attraverso un occhio attento e colto capace di sorprendere con una raffinata estetica. Egli stesso definiva certe sue opere con un simpatico suo neologismo “carpite all’empresente”, vale a dire raccolte in un preciso irripetibile istante.
alcune delle foto della mostra che ho già messo in scaletta entro fine anno:

© Fosco Maraini- il genio delle nuvole, Cefalù

© Fosco Maraini- Cielo a pecorelle, Trapani

© Fosco Maraini- Madre Lucente Sapere, Giappone, Kyoto, Tempio di Gioiji, 1954

© Fosco Maraini

© Fosco Maraini- il viso del Bodhisattva divorato dalla foresta. Angkor, Cambogia

Fosco Maraini in uno scatto alpinistico negli anni ’50. La Nave di Teseo ©
Tomáš Tisoň è un fotografo ceco specializzato nella rappresentazione della natura e dei paesaggi; la nota principale della sua opera è un bianco & nero accentuato per dare maggior incisività espressiva. Personalmente trovo che ognuna delle immagini che seguono siano di grande suggestione ed impatto emotivo , in ognuna si legge poesia e sicuramente entrerebbero a far parte di una narrazione senza tempo. Non aggiungo altro se non buona visione e per altre info: https://tomastison.com/

© Tomáš Tisoň

© Tomáš Tisoň

© Tomáš Tisoň

© Tomáš Tisoň
Il Bianco & nero, che personalmente prediligo, trova un’ espressione originale e di alto valore nel sodalizio fotografico tra Anna Hayat (nata nel 1974) e Slava Pirsky (nata nel 1965) ormai collaudato da anni di stretta collaborazione; le due artiste di origine russa immigrate in Israele negli anni ’90, quando si sono incontrate hanno immediatamente compreso di avere un legame particolare proprio attraverso la fotografia. Il caso le ha portate per strade diverse sino a Gerusalemme, dove hanno vissuto per oltre vent’ anni e ora risedono in una piccola città vicina.
Anna Hayat ha studiato fotografia all’Hadassah College di Gerusalemme (1997-2001) e Slava Pirsky ha completato la sua formazione artistica in numerose istituzioni russe.

La loro creatività si basa sulla fotografia analogica, utilizzando una grande fotocamera da studio e fotocamere Polaroid di piccolo campo unitamente a vecchie lastre negative in bianco e nero, di grande formato Polaroid fuori produzione da anni. Tramite le pellicole scadute riescono a creare opere d’arte uniche ed emozionanti in quanto le sostanze chimiche lasciate sulla faccia del negativo al termine del processo di sviluppo, lasciano una mappa di macchie e segni che cambia da un negativo all’altro. In questo modo le macchie sempre diverse e casuali donano un’aura pittoresca all’opera. Questo processo toglie ovviamente nitidezza all’immagine ma conserva la proprietà della fotografia analogica andando oltre la sua magia.

Giocano sull’imprevedibilità dei vecchi negativi, che conferiscono alle fotografie un carattere distinto, un tocco di poesia e una percezione senza tempo che sono divenute la specifica del loro lavoro. Presentano fotografie uniche, stampate su tessuto, alcune cucite a mano che evocano dolore. Ispirati al Kintsugi, dove le ferite diventano preziose, i pezzi cuciti dalle artiste enfatizzano le articolazioni, facendo eco a un senso di urgenza nel corso della guerra ucraina.

I lavori di Pirsky & Hayat hanno vinto numerosi premi, tra cui il Polaroid International Photography Award e l’IPA Award per la fotografia di ritratto dalla mostra annuale World Press Photo in Israele.


L’acqua i minerali ma anche funghi, muschi e muffe possono essere molto più che fotogenici e rivelare un mondo fantastico. Barry Webb con le sue macro ne dà conferma, andando alla ricerca di luoghi dove questi organismi prosperano, nei pressi della sua casa nel Buckinghamshire, una contea sud orientale inglese. È un lavoro paziente di attesa e ricerca, approfittando del momento giusto che può durare anche pochissimo tempo. Il suo obbiettivo rende merito ingigantendo, alle protuberanze, stravaganze e complessità di un mondo che sfugge ad occhio nudo e che è straordinariamente curioso. I suoi scatti mostrano una bellezza particolare e raccontano angoli di natura mozzafiato, dove piccoli particolari diventano quasi attrazioni da parco giochi, e ci si ritrova a fantasticare e immaginare come in una favola avvincente che ci viene raccontata per la prima volta.

©Barry Webb

©Barry Webb

©Barry Webb
Biologia e fotografia possono essere un bel connubio; altre meraviglie le potete trovare sul suo sito https://www.barrywebbimages.co.uk/

©Barry Webb
Kenro Izu è nato nel 1949 a Osaka e vive negli Stati Uniti. Parallelamente alla fotografia è molto impegnato nel sociale, e nel 1996 ha fondato Amici Senza Frontiere , un’organizzazione dedicata alla raccolta di fondi per gli ospedali dei bambini in Cambogia . Parte dei profitti ricavati dalla vendita di stampe e dalla vendita del suo libro, Luce Su Antiche di Angkor, sono stati devoluti a questa causa.

Nel 2007, gli è stato assegnato il Premio Pacesetter da New York Hospital Queens, il più alto riconoscimento presentato dal centro medico. Kenro è stato premiato al NYHQ”, Una Notte di Primavera di Gala” per la sua leadership e l’impegno umanitario per curare, nutrire e proteggere la vita innocente in Cambogia.

“Kenro Izu” – affermano Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, curatori di una mostra a lui dedicata – “ha la straordinaria capacità di abbattere i muri del tempo, creando immagini sublimi che ci accomunano nello spirito agli uomini di altre epoche, luoghi e civiltà”.
Esemplari le immagini che ha dedicato alla storia di Pompei, una serie in bianco e nero altamente suggestiva che fa riflettere e soprattutto ricordare un tragico destino che parla attraverso i reperti.


Kenro Izu-Casa degli Amorini Dorati-Pompei, 2016
con alcuni scatti originali, divertenti e stravaganti di JOHN DRYSDALE , fotografo ugandese







George Hurrell è stato un fotografo che ha contribuito a immortalare i volti degli attori degli anni ’30-’40, e fu soprannominato «il grande signore del ritratto hollywoodiano».

George Hurrell
Nato il 1 giugno 1904, a Walnut Hills zona di Cincinnati, nell’Ohio. Studiò arte e inizialmente non aveva alcun interesse per la fotografia che usava esclusivamente come supporto per i suoi dipinti.
Nel 1925 si trasferì a Chicago sempre continuando a dipingere e uno degli artisti con cui venne in contatto gli consigliò di prendere più sul serio la fotografia.
Iniziò così a dedicarle più tempo finchè decise di aprire uno studio fotografico a Los Angeles.

Ramon Navarro
Alla fine del 1920 fece alcuni scatti a una delle migliori stelle del cinema muto, Ramon Navarro che rimase affascinato dalle immagini e le mostrò all’attrice Norma Shearer, moglie di un potente produttore cinematografico. Lei divenne presto sua modella,la ritrasse in pose molto sensuali esaltandone la bellezza; da lì fu un’ascesa di successi, iniziando dal contratto con lo studio Metro-Goldwyn-Mayer, con la carica di capo del dipartimento di fotografia.

Norma Shearer
Nel 1932, George Hurrell lasciò la MGM Studios e fino al 1938 ha lavorato nel suo studio al 8706 di Sunset boulevard. In questo arco di tempo ha fotografato stelle del cinema della Warner Bros, e più tardi con quelle della Columbia Pictures.

Clark Gable

Katherine Hepburn
Davanti al suo obiettivo hanno sfilato nomi come Dorothy Jordan, Greta Garbo, Myrna Loy, Robert Montgomery, Joan Crawford, Clark Gable, Carole Lombard, Rosalind Russell, Jean Наrlow

Bette Davis

Gloria Swanson

Bogart, 1939

Veronica Lake, 1941
Nel dopoguerra, George Hurrell lasciò temporaneamente Hollywood per fare un film didattico sull’Air Force americana. A metà degli anni ’50 si trasferì a New York, dove cambiando genere lavorò per diversi anni nel campo della moda e fotografia pubblicitaria.
Nei primi anni ’60 tornò a Hollywood e nel 1965 a New York si è svolta una mostra delle sue opere fotografiche , al museo d’arte contemporanea, che lo ha riportato alla sua popolarità di ritrattista. Ancora una volta famoso e popolare nell’ambiente degli studi cinematografici, ha fotografato la nuova generazione di attori, come Raquel Welch, John Travolta, Sharon Stone e Brooke Shields.

Sharon Stone

Brooke Shields by George Hurrell
Nel 1976 decise di andare in pensione lavorando saltuariamente per copertine di dischi Queen (1984), Paul Mccartney (1986), Fleetwood Mac ecc…

Fleetwood Mac, by George Hurrell -Mirage- Album Cover Photograph

Paul Mccartney

Nel 1992 ha girato un documentario sulla sua carriera ed è morto il 17 maggio 1992, poco dopo averlo terminato. I suoi lavori continuano ad essere apprezzati e si trovano nelle collezioni permanenti di numerosi musei e collezioni private di tutto il mondo.
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