Arianna

Tangibili estatiche
tele vibranti che reggono cielo
( se immergi gli occhi non risalgono tristezze)
Arianna è profeta di luce
conduce a prati infiniti
al sole gentile e generoso
all'ara sacra di Natura.
Il suo stile
é volo libero e soave
sfiora si posa osserva
ripassa l'aria che sposa
accende rinvigorisce,
gioisce ogni traccia di pigmento per diventare rosa donata a Rumi a Buddha al dio Firmamento.

Arianna ha lanciato un bouquet
ai miei occhi.
L'hanno colto al volo.

Daniela Cerrato
© Arianna Caroli, Bouquet sontuoso, dettaglio

ossigeno

Non basta la breve pausa 
a fermare rabbia e disgusto
dunque arresto il sistema
rinuncio a trasmissioni
cerco aiuto nel vuoto mentale
dopo l'orrore incessato di crimini compiuti. Ché gli aiuti umani e divini sono utopie,
le vie della provvidenza saltate.
Frantumate le pur minime ma sacrosante gioie d'esser parte del globo sorretto da Atlante
di troppe croci
restano braci negli occhi
e spine nel cuore.
Col retrogusto amaro d'impotenza
mi nutro d'eremo disconnesso
un gatto un fiore un colore
un'ora al parco un calco in gesso
Per non morire d'ipossia
vade retro finto progresso.








Scacco matto, Alessandro Serra

Notevole il testo, bellissimo il video

Per esempio a me piace scrivere canzoni
ad esempio mi capita perché sono loro che scrivono me:
i ricordi sono fiori appassiti   come petali in vecchi libri
le tue pagine come rughe   di espressioni un po’ disilluse
e alla fine non hai più scuse.

Per esempio a me piace scrivere parole
che somigliano al mare, che somigliano a poesie, che somigliano a te.
Sotto un cuore di camomilla    cerchi l’anima che s’impiglia
in una rete di candelabri    tutti accesi e tutti distanti  
dalla soglia che hai davanti.

Cos’è che ti trattiene che ci fa restare qui
al centro di uno scacchiere per giocarci il lunedì
facce serigrafate, scontrini di vita ed emozioni ammucchiate.
Siamo stanchi di eroi, siamo stanchi di voi
siamo come quei giorni in cui il cielo non lo guardi mai.

Per esempio a me piace vivere così
fra un bicchiere di vino, una pioggia sottile e un incerto cammino.
Apri gli occhi solo quando è vero il calore sotto al tuo seno,
le mie tracce disegnate appena           
a riva della tua schiena dove ogni onda mi rasserena.

Cos’è che ti trattiene che ci fa restare qui
al centro di uno scacchiere per fregarci il lunedì
facce serigrafate, scontrini di vita ed emozioni ammucchiate
Siamo stanchi di eroi, siamo stanchi di voi
siamo come quei giorni in cui il cielo non lo guardi mai.
(…)
Siamo stanchi di eroi, siamo stanchi di voi
siamo come quei giorni in cui il cielo non lo guardi mai.


Testo e musica: Alessandro Serra

© Alessandro Serra (2025)

senza aspettare maggio

(a mia madre)

Smuove angosce 
il verde che canta a cappella,
fortuna di occhi pronti a sorrisi
che diventa sinfonia quando
i nontiscordardime sono seta
azzurra che riflette cielo.
Istanti in cui si riattivano movimenti di altalene
capriole, ginocchia sbucciate, bolle di sapone...
"Stai lontana dai fiori nelle ore delle api, non disturbare
formicai e il riposo dei giusti "
Da quanto tempo non odo la sua voce lontana però sento risuonare dentro la sua arpa pizzicata dolce. Dopo ventun anni il magone s'è fatto lieve, ora sorrido immaginandola affacciata al balcone dove stendo la tovaglia con le sue cifre. La rinfresco a pieno sole di tanto in tanto. Nelle ore delle api.


Daniela Cerrato

rotte e ratti

Siamo sul mercantile più imbarazzante condotto da incapaci che defilano regole di sovrana Carta. Si ostinano a seguire l'ammiraglia, scafo dubbio e delirio al timone. Il timore ha beretto da marinaio e blocca il tumulto unanime.  L'acqua chiara è poca,la papera non galleggia. Da oblò disegnati a biro i più sognatori guardano le guance della luna mentre i demoni tentano di eclissare la Stella Polare. L'unico salvagente é una buona dose di coraggio, se non siamo ratti siam dotati di felino  balzo. Del mare nostrum ricordiamo storie e rotte. 

poi ho mosso gli occhi


Ho mosso gli occhi e fotografato in pancromatico
per cogliere anima, non veste,
carpini roverelle vigne,
un fitto che narra di speranze ben riposte
sedimenti di passato che consigliano futuro.
Il vecchio ponte, sella sul Bormida,
porta a occhiate taciturne
al borgo che mostra fiero anni di confluenze esimie.
Nessuna tarabacola moderna
tutto é resistenza e protegge
la libertà d'esser segnalibro su tradizioni.
Dalle finestre un dialetto senza ciadel
e viole in sfoggio di primavera
minuscole botteghe anche serrate vincono per fascino
ipermercati di led in esubero.
L'insegna stinta della biblioteca invita a una sosta
su panchine a libro che recitano versi di Fenoglio
intimi rintocchi sulla frontiera del mondo.
Voglio essere non divenire dice la cassetta postale
accanto a un invito in ferrobattuto, tutto è rimasto fermo e vivo
anche la sferzata di morte sul ragazzo innocente tra i tanti
che paralizza gli occhi sul tabernacolo laico.
Sulla via del ritorno la variante verso Santo Stefano
sinuosa come una biscia lenta a trovar fine
e lì mi si è spalancato il cielo, un cielo sclinto come pochi
ho immaginato Cesare accendere la pipa e fare una partita a ciance con Nuto.

Daniela Cerrato

SEQUENZA DI FOTO PERSONALI. APRILE 2026

Etimologie

Gradini sbeccati tra edera
e caprifogli che promettono api,
luce e ombra competono
sul tappeto di tarassaco
Tutto risponde al metro del tempo
anche le violette sul gatto
passato tra gli angeli anni fa. Saluto la farfalla bianca che scrive l'aria, potrebbe esser la sua anima a darmi certezze che tutto si trasforma, passa oltre.
Dimostrando l'etimologia di Pasqua.

Daniela Cerrato

What’s up – Lady Gaga

“What’s Up?” è un brano scritto da Linda Perry per l’album di esordio dei 4 Non Blonde del 1992, Bigger, Better, Faster, More! – Lady Gaga ha interpretato la canzone durante artRAVE: The ARTPOP Ball il 2 novembre a Vienna e l’8 novembre 2014 a Barcellona. Una forza!…compreso il calcio alla mimetica

“Ho venticinque anni e sto ancora
cercando di arrivare in cima alla grande collina della speranza.
Per un destino

Mi sono reso conto,
quando ho dovuto farlo,
che il mondo è fatto di questa
“Fratellanza di uomini”,
qualsiasi cosa significhi.
Allora qualche volta,quando sono a
letto,
piango per capire cosa mi gira per la testa
e allora mi sento un po’ strano.
Mi sveglio la mattina ed esco di casa,
faccio un lungo respiro e mi sento al
massimo delle forze e allora urlo a
squarciagola: “Cosa succede?”
e dico: “Hey cosa succede”?
E ce la metto tutta, oh mio Dio,
ce la metto tutta, ce la metto tutta
per stare in questa istituzione.
E prego, o mio Dio, prego,
prego ogni giorno per la rivoluzione.
Allora….
Ho venticinque anni e sto ancora
cercando di arrivare in cima
alla grande collina
della speranza, per un destino.”

tra gli scivoloni

Raccontarsi troppo a sconosciuti
é un errore incancellabile
Nessuno ha visto coi tuoi occhi
afferrato con mano
le orme dei tuoi giorni passati.
Nessuno sa, eppure giudica
critica, condanna
dipingendoti per astratto.
Te ne accorgi a
cena ormai fredda, indigesta.

Daniela Cerrato
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