La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità. ( Albert Einstein )
Tangibili estatiche tele vibranti che reggono cielo ( se immergi gli occhi non risalgono tristezze) Arianna è profeta di luce conduce a prati infiniti al sole gentile e generoso all'ara sacra di Natura. Il suo stile é volo libero e soave sfiora si posa osserva ripassa l'aria che sposa accende rinvigorisce, gioisce ogni traccia di pigmento per diventare rosa donata a Rumi a Buddha al dio Firmamento.
Arianna ha lanciato un bouquet ai miei occhi. L'hanno colto al volo.
Non basta la breve pausa a fermare rabbia e disgusto dunque arresto il sistema rinuncio a trasmissioni cerco aiuto nel vuoto mentale dopo l'orrore incessato di crimini compiuti. Ché gli aiuti umani e divini sono utopie, le vie della provvidenza saltate. Frantumate le pur minime ma sacrosante gioie d'esser parte del globo sorretto da Atlante di troppe croci restano braci negli occhi e spine nel cuore. Col retrogusto amaro d'impotenza mi nutro d'eremo disconnesso un gatto un fiore un colore un'ora al parco un calco in gesso Per non morire d'ipossia vade retro finto progresso.
Per esempio a me piace scrivere canzoni ad esempio mi capita perché sono loro che scrivono me: i ricordi sono fiori appassiti come petali in vecchi libri le tue pagine come rughe di espressioni un po’ disilluse e alla fine non hai più scuse.
Per esempio a me piace scrivere parole che somigliano al mare, che somigliano a poesie, che somigliano a te. Sotto un cuore di camomilla cerchi l’anima che s’impiglia in una rete di candelabri tutti accesi e tutti distanti dalla soglia che hai davanti.
Cos’è che ti trattiene che ci fa restare qui al centro di uno scacchiere per giocarci il lunedì facce serigrafate, scontrini di vita ed emozioni ammucchiate. Siamo stanchi di eroi, siamo stanchi di voi siamo come quei giorni in cui il cielo non lo guardi mai.
Per esempio a me piace vivere così fra un bicchiere di vino, una pioggia sottile e un incerto cammino. Apri gli occhi solo quando è vero il calore sotto al tuo seno, le mie tracce disegnate appena a riva della tua schiena dove ogni onda mi rasserena.
Cos’è che ti trattiene che ci fa restare qui al centro di uno scacchiere per fregarci il lunedì facce serigrafate, scontrini di vita ed emozioni ammucchiate Siamo stanchi di eroi, siamo stanchi di voi siamo come quei giorni in cui il cielo non lo guardi mai. (…) Siamo stanchi di eroi, siamo stanchi di voi siamo come quei giorni in cui il cielo non lo guardi mai.
Smuove angosce il verde che canta a cappella, fortuna di occhi pronti a sorrisi che diventa sinfonia quando i nontiscordardime sono seta azzurra che riflette cielo. Istanti in cui si riattivano movimenti di altalene capriole, ginocchia sbucciate, bolle di sapone... "Stai lontana dai fiori nelle ore delle api, non disturbare formicai e il riposo dei giusti " Da quanto tempo non odo la sua voce lontana però sento risuonare dentro la sua arpa pizzicata dolce. Dopo ventun anni il magone s'è fatto lieve, ora sorrido immaginandola affacciata al balcone dove stendo la tovaglia con le sue cifre. La rinfresco a pieno sole di tanto in tanto. Nelle ore delle api.
Siamo sul mercantile più imbarazzante condotto da incapaci che defilano regole di sovrana Carta. Si ostinano a seguire l'ammiraglia, scafo dubbio e delirio al timone. Il timore ha beretto da marinaio e blocca il tumulto unanime. L'acqua chiara è poca,la papera non galleggia. Da oblò disegnati a biro i più sognatori guardano le guance della luna mentre i demoni tentano di eclissare la Stella Polare. L'unico salvagente é una buona dose di coraggio, se non siamo ratti siam dotati di felino balzo. Del mare nostrum ricordiamo storie e rotte.
Ho mosso gli occhi e fotografato in pancromatico per cogliere anima, non veste, carpini roverelle vigne, un fitto che narra di speranze ben riposte sedimenti di passato che consigliano futuro. Il vecchio ponte, sella sul Bormida, porta a occhiate taciturne al borgo che mostra fiero anni di confluenze esimie. Nessuna tarabacola moderna tutto é resistenza e protegge la libertà d'esser segnalibro su tradizioni. Dalle finestre un dialetto senza ciadel e viole in sfoggio di primavera minuscole botteghe anche serrate vincono per fascino ipermercati di led in esubero. L'insegna stinta della biblioteca invita a una sosta su panchine a libro che recitano versi di Fenoglio intimi rintocchi sulla frontiera del mondo. Voglio essere non divenire dice la cassetta postale accanto a un invito in ferrobattuto, tutto è rimasto fermo e vivo anche la sferzata di morte sul ragazzo innocente tra i tanti che paralizza gli occhi sul tabernacolo laico. Sulla via del ritorno la variante verso Santo Stefano sinuosa come una biscia lenta a trovar fine e lì mi si è spalancato il cielo, un cielo sclinto come pochi ho immaginato Cesare accendere la pipa e fare una partita a ciance con Nuto.
Gradini sbeccati tra edera e caprifogli che promettono api, luce e ombra competono sul tappeto di tarassaco Tutto risponde al metro del tempo anche le violette sul gatto passato tra gli angeli anni fa. Saluto la farfalla bianca che scrive l'aria, potrebbe esser la sua anima a darmi certezze che tutto si trasforma, passa oltre. Dimostrando l'etimologia di Pasqua.
“What’s Up?” è un brano scritto da Linda Perry per l’album di esordio dei 4 Non Blonde del 1992, Bigger, Better, Faster, More! – Lady Gaga ha interpretato la canzone durante artRAVE: The ARTPOP Ball il 2 novembre a Vienna e l’8 novembre 2014 a Barcellona. Una forza!…compreso il calcio alla mimetica
“Ho venticinque anni e sto ancora cercando di arrivare in cima alla grande collina della speranza. Per un destino
Mi sono reso conto, quando ho dovuto farlo, che il mondo è fatto di questa “Fratellanza di uomini”, qualsiasi cosa significhi. Allora qualche volta,quando sono a letto, piango per capire cosa mi gira per la testa e allora mi sento un po’ strano. Mi sveglio la mattina ed esco di casa, faccio un lungo respiro e mi sento al massimo delle forze e allora urlo a squarciagola: “Cosa succede?” e dico: “Hey cosa succede”? E ce la metto tutta, oh mio Dio, ce la metto tutta, ce la metto tutta per stare in questa istituzione. E prego, o mio Dio, prego, prego ogni giorno per la rivoluzione. Allora…. Ho venticinque anni e sto ancora cercando di arrivare in cima alla grande collina della speranza, per un destino.”
Raccontarsi troppo a sconosciuti é un errore incancellabile Nessuno ha visto coi tuoi occhi afferrato con mano le orme dei tuoi giorni passati. Nessuno sa, eppure giudica critica, condanna dipingendoti per astratto. Te ne accorgi a cena ormai fredda, indigesta.
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