non giudico diversità
anzi, ben venga se offre
con umiltà nuovi orizzonti,
questa é un'eccezione
poiché offende e provoca
Dice "non sono io che sono Troppo
Siete voi ad esser Pochezza"
Con daltonismo ed autostima
ostenta il suo barocco in oversize per viale Ceccarini.
Ho chiesto all'algoritmo
di rimuoverlo dalle proposte
Nemmeno a carnevale reggerei
il suo snobismo da frustrato
sia pure un bite, un ammicco
per strappare una risata,
l'eccentricità esasperata
é gas compresso, svalvola in rutto. Il Brutto per antonomasia.
L'algoritmo ne ha convenuto
dirottandolo in Magnesia.
(dedicata a un patetico aspirante influencer)
rotte e ratti
Siamo sul mercantile più imbarazzante condotto da incapaci che defilano regole di sovrana Carta. Si ostinano a seguire l'ammiraglia, scafo dubbio e delirio al timone. Il timore ha beretto da marinaio e blocca il tumulto unanime. L'acqua chiara è poca,la papera non galleggia. Da oblò disegnati a biro i più sognatori guardano le guance della luna mentre i demoni tentano di eclissare la Stella Polare. L'unico salvagente é una buona dose di coraggio, se non siamo ratti siam dotati di felino balzo. Del mare nostrum ricordiamo storie e rotte.
Poesie di Tiziano Scarpa
tratte da Le Nuvole e i soldi -Einaudi, 2018
La Terra
1.
La foto della Terra da Plutone
fa il punto della nostra situazione.
Un puntolino blu.
E quello lí sei tu
che cerchi di aggiustare lo sciacquone.
2.
La geologia a congresso ha inaugurato
l’Antropocene. Il mondo è umanizzato.
La Terra siamo noi.
I nostri cacatoi
riempiono di noi tutto il creato.
3.
La crosta della Terra è solo un velo.
Sotto c’è il magma. Sopra, anossia e gelo.
Non si può andare giú
né evadere all’insú.
Non resta che accudire lo sfacelo.
La mia dirimpettaia
la mia dirimpettaia è uscita sul balcone
ha afferrato le piantine una dopo l’altra
facendo forza le ha tirate fuori dal terriccio
le ha capovolte, le ha ficcate nei vasi
ha interrato pistilli petali foglie rametti
ha lasciato fuori all’aria le radici
sporche di terra, allucinate
le ha innaffiate premurosamente
dicono che sia depressa
ma forse conosce un segreto
intravede un’altra possibilità
Nel cimitero della mia città (3)
Nel cimitero della mia città
vengo a rubare i fiori.
Non li darò a una donna.
Non sono per nessuno.
Con gli occhi bassi, li offro
alla parola amore
che ho imparato dai morti.
Mia madre
Se esisto è grazie a lei, è colpa sua.
Perciò mia madre avrà
sempre ragione-torto
contemporaneamente.
È la mia insofferenza.
Io sono il suo creditore insolvente,
l’esoso debitore.
Stelle che state in cielo
stelle che state in cielo
e nella mia corteccia cerebrale
stelle che presidiate
gli estremi del visibile
lontane cosí intime
fosfeni delle palpebre
collirio glitterato
stelle del firmamento
stelle del pavimento
del mio confinamento
su un terrazzino cosmico
senza pretese, al buio
ma non per questo meno planetario
al sesto piano di via tolentino
stelline aruspicine oroscopine
rispondetemi stelle
sarò un brav’uomo? mi farò valere?
mi farò voler bene?
scoperò tutte quelle
che era giusto conoscere?
avrò dei figli? capirò mio padre?
getterò un ponte? brillerò una bomba?
morirò nel mio letto
o sulle barricate
o al tavolo da gioco?
scriverò una poesia?
ucciderò qualcuno
per giustizia o vendetta o distrazione?
stelle sterline sterili
stelline sternutite
stecchite sterminate
stereotipate stelle
sempre le stesse stelle
belle lo stesso, stelle sempre quelle
belle di essere sempre
belle di rimanere
belle di ritornare
stelle che state in terra
e nella mia corteccia celestiale.
Tiziano Scarpa nasce a Venezia nel 1963. La sua ampia produzione artistica comprende testi poetici, romanzi, programmi radiofonici e sceneggiature. Il suo esordio in narrativa avviene nel 1996 con il romanzo Occhi sulla graticola, seguito dalla raccolta di racconti Amore® (1998) e da Kamikaze d’occidente (2003). Nel 2009 con il romanzo Stabat Mater (qui presentato) vince i Premi Strega e SuperMondello. Collabora con diversi quotidiani e riviste, è tra i fondatori del blog collettivo «Nazione Indiana» e successivamente della rivista on-line «Il primo amore». Tra gli scritti più recenti si ricordano: il poema in versi Groppi d’amore nella scuraglia (Einaudi, 2005), Le cose fondamentali (2010), Il brevetto del geco (2016), nel 2018 il romanzo Il cipiglio del gufo e le raccolte di versi Le nuvole e i soldi e Una libellula di città e altre storie in rima, e La penultima magia (2020) Negli anni Ottanta ha sceneggiato fumetti per Frigidaire e nel corso della sua carriera ha collaborato con numerosi quotidiani e riviste. È tra i fondatori e collaboratori del magazine online Il primo amore, pubblicato anche in edizione cartacea dalle edizioni Effigie. Ha scritto saggi e testi creativi dedicati a importanti artisti dell’arte contemporanea, tra cui Socìetas Raffaello Sanzio, Giorgio De Chirico, Mimmo Rotella, Alberto Savinio, Anish Kapoor, Magnus, Tino Sehgal, David Claerbout, Massimo Giacon e molti altri. Nel 2013 ha tradotto per Einaudi La caduta dello scrittore brasiliano Diogo Mainardi e l’ultima sua traduzione (2026) è per le edizioni Sur Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere di Charles Bukowski che include dieci poesie inedite.
poi ho mosso gli occhi
Ho mosso gli occhi e fotografato in pancromatico
per cogliere anima, non veste,
carpini roverelle vigne,
un fitto che narra di speranze ben riposte
sedimenti di passato che consigliano futuro.
Il vecchio ponte, sella sul Bormida,
porta a occhiate taciturne
al borgo che mostra fiero anni di confluenze esimie.
Nessuna tarabacola moderna
tutto é resistenza e protegge
la libertà d'esser segnalibro su tradizioni.
Dalle finestre un dialetto senza ciadel
e viole in sfoggio di primavera
minuscole botteghe anche serrate vincono per fascino
ipermercati di led in esubero.
L'insegna stinta della biblioteca invita a una sosta
su panchine a libro che recitano versi di Fenoglio
intimi rintocchi sulla frontiera del mondo.
Voglio essere non divenire dice la cassetta postale
accanto a un invito in ferrobattuto, tutto è rimasto fermo e vivo
anche la sferzata di morte sul ragazzo innocente tra i tanti
che paralizza gli occhi sul tabernacolo laico.
Sulla via del ritorno la variante verso Santo Stefano
sinuosa come una biscia lenta a trovar fine
e lì mi si è spalancato il cielo, un cielo sclinto come pochi
ho immaginato Cesare accendere la pipa e fare una partita a ciance con Nuto.
Daniela Cerrato










SEQUENZA DI FOTO PERSONALI. APRILE 2026
Etimologie
Gradini sbeccati tra edera
e caprifogli che promettono api,
luce e ombra competono
sul tappeto di tarassaco
Tutto risponde al metro del tempo
anche le violette sul gatto
passato tra gli angeli anni fa. Saluto la farfalla bianca che scrive l'aria, potrebbe esser la sua anima a darmi certezze che tutto si trasforma, passa oltre.
Dimostrando l'etimologia di Pasqua.
Daniela Cerrato
… Vamos a mover la colita
What’s up – Lady Gaga
“What’s Up?” è un brano scritto da Linda Perry per l’album di esordio dei 4 Non Blonde del 1992, Bigger, Better, Faster, More! – Lady Gaga ha interpretato la canzone durante artRAVE: The ARTPOP Ball il 2 novembre a Vienna e l’8 novembre 2014 a Barcellona. Una forza!…compreso il calcio alla mimetica
“Ho venticinque anni e sto ancora
cercando di arrivare in cima alla grande collina della speranza.
Per un destino
Mi sono reso conto,
quando ho dovuto farlo,
che il mondo è fatto di questa
“Fratellanza di uomini”,
qualsiasi cosa significhi.
Allora qualche volta,quando sono a
letto,
piango per capire cosa mi gira per la testa
e allora mi sento un po’ strano.
Mi sveglio la mattina ed esco di casa,
faccio un lungo respiro e mi sento al
massimo delle forze e allora urlo a
squarciagola: “Cosa succede?”
e dico: “Hey cosa succede”?
E ce la metto tutta, oh mio Dio,
ce la metto tutta, ce la metto tutta
per stare in questa istituzione.
E prego, o mio Dio, prego,
prego ogni giorno per la rivoluzione.
Allora….
Ho venticinque anni e sto ancora
cercando di arrivare in cima
alla grande collina
della speranza, per un destino.”
tra gli scivoloni
Raccontarsi troppo a sconosciuti
é un errore incancellabile
Nessuno ha visto coi tuoi occhi
afferrato con mano
le orme dei tuoi giorni passati.
Nessuno sa, eppure giudica
critica, condanna
dipingendoti per astratto.
Te ne accorgi a
cena ormai fredda, indigesta.
Daniela Cerrato
Giga – Sonata No.34 – Sylvius Leopold Weiss
folate insistenti
Non trovo memoria locale
di quanto le raffiche d'Eolo
abbiano sfiancato tanto.
Nei giorni scorsi
hanno inspessito stanchezza
innervosito quieti feline
strappato drappi di sogni.
... Troppa grazia supporre
che sia risorto l'Olimpo
a riordinare correnti...
Daniela Cerrato
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