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domenica 21 luglio 2013

Miss Charity

Miss Charity
di: Marie-Aude Murail casa editrice: Giunti collana:  Extra pag: 480 titolo originale: Miss Charity



Charity Tiddler è una bambina tanto fantasiosa quanto solitaria. La sua vita si svolge nella Nursery affidata alle cure della bambinaia Tabitha dalla strana personalità. A farle compagnia oltre alla tata solo i suoi animaletti, topolini, ricci, rane e ben presto un coniglio che diverrà fonte di ispirazione per le sue doti di attenta osservatrice e naturalista. Ben presto si aggiunge alla Nursery Mademoiselle Legros, giovane governante francese con il compito di istruirla nelle arti che ogni giovane perbene deve padroneggiare: pianoforte, francese, canto e disegno. Solo nel disegno Charity scoprirà la vera se stessa, in una vita che si svolge fra le sempre più soffocanti mura della Nursery e gli amati paesaggi della residenza estiva a Dingley Bell, con la campagna e la possibilità di interagire con i cugini della vicina Bertram Manor ( Lydia, Ann e Philipp) e l'amico di famiglia dei Bertram, lo squattrinato Kenneth Ashely.

Miss Charity è un romanzo in prima persona, narrato dalla protagonista, che utilizza il "testo teatrale" per riportare i discorsi diretti fra i personaggi. Charity è un'attenta osservatrice e un'anima indipendente, che soffre per la sua condizione di isolamento, ma non si arrende di fronte al destino di essere nella vita solo "una moglie", come accadeva all'epoca alla maggioranza delle giovani benestanti. Fra le cure di una tata dai contorni sempre più inquietanti (e cui però Charity ugualmente si affeziona) e l'attenzione di una madre egoista e soffocante, Charity sviluppa un'amore incondizionato per la natura e gli animali che diventeranno fonte di ispirazione per  le sue doti di disegnatrice e unica valvola di sfogo alle sue paure e oppressioni. Attraverso la sua fantasia Charity sfugge ad una realtà che ben presto la sfibra anche fisicamente, ma che non lesina anche momenti di ilarità  e non le nasconde l'amore. Marie-Maude Audail tratteggia un'opera narrativa che mischia teatro, romanzo ottocentesco  e ribellione alle convenzioni. Il teatro farà la sua parte attraverso i discorsi diretti, ma anche attraverso il personaggio di Kenneth e la partecipazione straordinaria di Oscar Wilde e George Bernard Shaw (presenti come veri e propri personaggi nel libro). Anche Beatrix Potter (sebbene mai presente come personaggio nella storia) vivrà una seconda vita proprio nel personaggio di Charity e nelle sue doti di illustratrice. Charity  cercherà per tutto il libro la sua vera strada, interagendo con i personaggi spesso in maniera passiva, subendo gli eventi, ma più volte prendendo le redini della situazione e buttandosi a capofitto in situazioni talvolta pericolose e (per citare la madre) sconvenienti. Nella seconda di copertina l'editore definisce questo romanzo un omaggio a Jane Austen. Non so se l'autrice abbia inteso sviluppare l'intera opera  ispirandosi all'immortale scrittrice, ma personalmente, a parte l'ambientazione ottocentesca (che comunque si svolge a oltre mezzo secolo di distanza da quella di Jane Austen) non mi sento di avvallare questa affermazione. Il romanzo ha sicuramente un linguaggio che tenta di richiamare quello dei romanzi dell'epoca, ma va per la sua strada, con un suo stile e un suo modo di svilupparsi che di Jane Austen ha ben poco. Charity ha dei momenti di ilarità, ma questi non eguagliano mai la sottile ironia austeniana, né lo fanno le parti sentimentali, che qui, inevitabilmente, risultano più moderne e meno coinvolgenti, sebbene svolgano comunque il loro ruolo. Quello che forse potrebbe maggiormente accomunare questo libro ad un libro di Jane Austen è la ricerca della protagonista di una dimensione che gli appartenga davvero, un percorso di crescita di un personaggio forte (sebbene i numerosi mancamenti!) che non si arrende agli eventi. Volendo necessariamente trovare somiglianze con autrici d'epoca, trovo che sarebbe più adatto riferirsi a Charlottë Bronte e a Jane Eyre, i cui personaggi secondari ispirano il personaggio di Tabitha (e qui non aggiungo alto per non rovinare la sorpresa) e M.lle Legros e le sue peripezie.  Miss Charity è  nel complesso una lettura godibile, scorrevole nonostante le cinquecento pagine, ma che in certi momenti mi ha fatto  fermare chiedendomi dove l'autrice volesse portarmi. La storia nel complesso è carina, sicuramente adatta a lettori giovani, e che non tralascia neanche l'aspetto romantico per la felicità delle appassionate del genere. Consigliato a lettori di tutte le età e alle lettrici di Romance (specificando che questo non è minimamente un romance, ma potrebbe soddisfare comunque le appassionate). Voto:  7+

Di Marie-Aude Murail ho già recensito Oh Boy!

Di fianco la copertina originale francese del libro che nella sua versione originale ha anche diverse illustrazioni

domenica 30 giugno 2013

Obsidian

Obsidian
di: Jennifer Armentrout  casa editrice: Giunti collana: Y pag: 336 titolo originale: Obsidian



In seguito alla prematura scomparsa del padre, Katy si è appena trasferita dalla Florida al West Virginia insieme a sua madre. A poche settimane dall'inizio della scuola, ancora immersa fra scatoloni da disimballare e un bookblog da aggiornare, Katy, spinta dalla madre, bussa alla porta dei giovani vicini di casa. L'accoglienza del bellissimo Daemon non sarà delle più amichevoli, a differenza della sorella Dee molto felice di conoscere la nuova vicina. Prima che l'introversa Katy riesca ad accorgersi di cosa stia succedendo sarà risucchiata in un vortice di mistero.

Katy è una bookblogger, adora leggere e tiene molto a suoi fedeli seguaci lettori. Se non fosse per questo suo amore per la lettura non si potrebbe mai immaginare che, proprio come qualunque protagonista di sesso femminile di ogni YA mai sfornato sul pianeta Terra, si invaghirà del bellizzimo, muscolosizzimo e misteriosizzimo protagonista maschile. Il sogno di qualunque adolescente introversa in muscolacci e ossa ad un passo da casa, ad un tiro di schioppo, ad un metro dal portico con veranda. DLIN DLON. Sì chi è? Sono la sfigatissima protagonista che suona al tuo campanello figaccione di turno! Ma, fermi tutti! Il figaccione ha risposto ed è pieno giorno! Depennate dalla lista del "potrebbe essere" la voce vampiro. In compenso spuntate pure la voce "senza t-shirt". Caro vicino, sapresti dirmi dove si trova la più vicina rivendita di generi di qualunque tipo? Vedi sono la tua sfigatissima co-protagonista e anche se ho cambiato stato in cui vivere, il pensiero "prova al centro del paese" è troppo complicato per  i miei neuroni. Come ogni flessuoso, virile e occhio-verde-munito adone di turno Daemon tratterà la poverina come un insetto molesto, prendendosi gioco di lei e insultandola neanche troppo velatamente. Il resto è storia. Tira e molla fra i due, nel mezzo di un mistero misteriosissimo che prevederà botte da orbi per lei (più volte in pericolo a causa di nemici mortali) e qualche graffio per lui e il suo segreto. Lui è BELLO, ha un carattere da far prudere le mani per il desiderio di violenza estrema, ma bisogna dire che Katy non ci starà a prenderle tutto il tempo. Si insomma, ogni tanto, in un momento di estrema emancipazione, alzerà anche il dito medio verso quella canaglia ammantata di splendore. 1-0 per Katy bel fusto! Se vi state chiedendo il perché di tanta acrimonia nei confronti del canovaccio satandard dei romance, non preoccupatevi, la mia non è un vibrante assalto al genere letterario in generale (che riserva anche bei libri), ma a questo libro in particolare. Lo stile di Obsidian è piatto, ridotto all'osso, prevedibile, scontato e fortemente ispirato ad altre storie (come il telefilm Roswell) e, per non farsi mancare nulla, pieno di cliché fino all'estremo. Nel panorama dei Romance e soprattutto degli YA questo libro non aggiunge un bel niente, si lascia trascinare sulla superficie della mediocrità del genere. Si trova una stilla di novità solo nel finale che, per quanto prevedibile, non sarà di quelli tutti cuoricini. In definitiva il libro non richiede un grande sforzo per leggerlo, ma non lascia assolutamente niente, non emoziona e non coinvolge. Consigliato solo a chi adora il genere YA e ci farebbe il bagno, a chi cerca una lettura da ombrellone (ed in particolare per giornate con 40° gradi all'ombra che non consentono la riflessione profonda) e a chi non ha proprio di meglio da leggere. Voto: 5

domenica 17 febbraio 2013

Oh, boy!

Oh, boy!
di: Marie-Aude Murail casa editrice: Giunti collana: Extra  pag: 192 titolo originale: Oh, boy!



I tre fratelli Morlevent, Siméon, Morgan e Venise, sono appena diventati orfani. Il padre li ha abbandonati molti anni fa e la madre si è suicidata. Al grido di "Morlevent o morte" i tre giurano che non verrano separati. Nonostante i suoi quattordici anni Simèon sta per prendere la maturità, è infatti un superdotato e anche la piccola Morgan di otto sembra seguire le sue orme. La piccola Venise di cinque anni è l'incarnazione di un angioletto biondo. Per non essere separati l'uno dall'altro i tre chiedono alla giudice tutelare Laurence Deschamps di rintracciare i fratellastri avuti dal padre in un matrimonio precedente. Così la giudice convoca  Josiane e Barthélemy Morlevent.

Oh boy è un romanzo particolare, stravagante, che tratta temi complessi con un'ironia cinica tutta francese. Lo stile di Marie Aude Murail è uno di quelli che può solo o conquistare o essere odiato. Quando infatti Bart e Josiane vengono messi difronte alla realtà di doversi occupare dei tre fratellini, essi non si fanno scrupolo di mostrare tutto quello che pensano sull'argomento, ne ci risparmiano dei monologhi interiori tutto fuorché candidi. Se vi è mai capitato di vedere una commedia francese non potrete che ritrovarne lo stile anche in questo romanzo, con i dialoghi un po' matti e le interazioni dei personaggi al limite del brusco, lanciando però sempre una strizzatina d'occhio a chi assiste alla storia. Quando poi si presentano ulteriori problemi a complicare le cose, entra in gioco la parte sentimentale e si osserva un'evoluzione dei protagonisti da un lato un po' prevedibile e dall'altro quasi necessaria per apprezzare la storia. Barthèlemy viene descritto come un soggetto in grado di accattivarsi sempre tutte le simpatie, nonostante il temperamento eccessivo, e anche il lettore alla fine ne viene un pò conquistato. Il tema della sua omosessualità poi,  viene trattato in maniera dissacrante, sempre in bilico fra il luogo comune e il colpo di genio.   Data la brevità del libro, la storia risulta alla fine piacevole, un piccolo scorcio francese tutto sommato simpatico nella sua eccentricità. Consigliato a lettori adolescenti e oh boy! ad adulti dotati di ironia. Voto: 7+

mercoledì 23 gennaio 2013

Dentro Jenna

Dentro Jenna
di: Mary E. Pearson casa editrice: Giunti pag: 346 titolo originale: The Adoration of Jenna Fox




Jenna Fox non ricorda più nulla dei suoi diciassette anni. Non conosce il suo passato e non capisce il presente. Cosa è successo ai suoi ricordi? Perché i suoi genitori sono così iperprotettivi con lei? Perché sua nonna Lily sembra odiarla? Cosa è accaduto a Jenna Fox?

Le "parole" ( titoli dei  capitoli) guidano Jenna alla scoperta di se stessa, parole di cui  dovrebbe conoscere il significato, ma che non riesce a ricordare. Così Jenna inizia un tortuoso percorso di ricerca, che le svelerà qualcosa sulla ragazza che non ricorda di essere e ancora di più su ciò che lei ha realmente bisogno di diventare. La vera Jenna, che attraverso vecchi filmati, tenta di ricordare, sembra non appartenergli completamente. I ricordi si affacciano man mano nella memoria e si scontrano con nuove consapevolezze e nuovi idee. Jenna Fox, ragazzina perfetta, adorata dai suoi genitori, esiste veramente? Appartiene ancora alla ragazza bionda che si riflette nello specchio? Mary Pearson narra attraverso la voce della stessa Jenna una storia che riflette, nella sua futuristico-distopica interpretazione, una realtà che appartiene ad ogni adolescente che si affaccia all'età adulta: la ricerca del proprio Io. Il percorso di Jenna ha brusche svolte, ma attraverso un crescendo ritmato conduce il lettore attraverso il libro in maniera fluida, con una prosa semplice , ma efficace. Inutile dire, date le premesse, che Jenna è ,  e resta, l'unico vero personaggio della storia, muovendosi fra interpreti utili alla ricostruzione della vicenda, ma che rimangono però sempre sullo sfondo, senza brillare, ne essere realmente approfonditi. Si può forse avere un'idea un po' più definita del personaggio della nonna Lily, e un pò della madre, ma inevitabilmente, in modo sicuramente voluto, si resta "dentro jenna". Anche il personaggio del tenebroso Ethan, o dell'inquietante Dane non sono che degli specchi in cui Jenna si riflette per trovare qualcosa di se. In questo senso sicuramente il titolo scelto da Giunti ("Dentro Jenna") azzecca in parte il senso del romanzo, sebbene poi il titolo originale "l'adorazione di Jenna Fox" faccia comprendere il punto cruciale di tutto il libro. Ho apprezzato la lettura di questo romanzo, molta rapida, facile, sicuramente abbordabile da tutti i tipi di lettore. Consigliato quindi agli amanti dei Distopici, ai lettori giovani e a chi cerca una lettura gradevole, ma non troppo impegnativa. Voto: 7 e mezzo.

In Italia è già stato pubblicato il seguito di Dentro Jenna dal titolo "L'Eredità di Jenna"

lunedì 21 novembre 2011

Le emozioni difettose

Le emozione difettose
di: Laurie Halse Anderson editore: Giunti pag: 299 
titolo originale: Catalyst




Kate, studentessa dell'ultimo anno di liceo alla Merryweather High, ha fatto domanda di ammisione al MIT (Massachusetts Institute of Technology ), prestigiosa università per talenti scientifici, e attende con ansia la lettera di ammissione. L'attesa di Kate si intreccia con la vita dell'adolescente problematica Teri e con le mille sfaccettature del passaggio fra adolescenza ed età adulta.

Le emozioni difettose è un libro che tratta temi non facili e lo fa con il consueto stile coinvolgente ed emozionante di Laurie Halse Henderson. Il libro si apre con Kate che corre nella notte, così veloce da sentirsi galleggiare. La corsa di Kate è la metafora del cambiamento, fuga dai problemi e allo stesso tempo disperato tentativo di raggiungere una soluzione. Altra metafora è poi rappresentata dalle regole chimiche e di laboratorio riportate in apice al titolo dei capitoli. In chimica tutto è riconducibile a interazioni rigorose e quantificabili fra molecole, con un significato ed una logica precisi a differenza di quanto accade nelle interazioni sfuggenti e impevedibili nella vita reale. Il bisogno di Kate è quello della formula che possa quantificare e rendere misurabile ogni cosa, la necessità di una spiegazione logica e categorica. Questo bisogno si scontra però con eventi emotivamente  imponderabili,  privi di logica o di giustificazione:  un errore di valutazione, una morte ingiusta e l'orrore di una crudeltà troppo grande. Il lettore va avanti nella lettura aspettandosi, proprio come Kate, che tutto possa tornare su binari comprensibili,  che si possa trovare alla fine una giustificazione ed una soluzione, ma è proprio qui che l'autrice invece di fornire una risposta ci lascia con un nuovo quesito che è allo stesso tempo l'unica spiegazione possibile. Come affrontare cose veramente difficili?

 
Giunti alla fine del romanzo si potrebbe avere la sensazione di non aver avuto le risposte necessarie, ma credo invece che questa sia stata una scelta consapevole dell'autrice per far capire al lettore che queste possono essere trovate solo costruendole personalmente. Non ci sono teoremi e formule validi per tutti,  ognuno di noi deve trovare l'equazione giusta per se stesso.  Consiglio questo romanzo a chi già conosce lo stile dell'autrice e a tutti quelli che cercano un libro ben scritto ma non facile. 

Voto: 8.
 
Qui il sito ufficiale dell'autrice