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mercoledì 6 marzo 2013

Hi-hat cupcake


No, non ho saputo resistere.
Ci sono capitata per caso. Cercavo tutt'altro quando l'ho visto. Lì sul sito di Martha Stewart.
Del resto chi mi conosce lo sa. Io al cioccolato (soprattutto a quello fondente) non dico di no.

Non so se il suo nome derivi dal cappello di lana con tanto di cuffie che gli adolescenti (e non solo loro!) si calano sulla testa, però già lo trovo buffo e intrigante. 
Leggo la ricetta e mi accorgo che la base è una devil's food cake. La torta cibo del diavolo, una delle mie torte preferite (che tra l'altro è l'antenata della più nota Red Velvet Cake, che qui trovate nella versione gluten-free).

Proseguo nella lettura e scopro che il frosting è in realtà una quasi-meringa, il tutto coperto da uno strato compatto di cioccolato fondente.
Ecco solo a descriverla mi viene voglia di scappare di là in cucina e mettermi a rifarli.
Però questa volta mi trattengo, giusto per dirvi: provateli! Non sono così difficili come sembrano.

Potete anche preparare la base il giorno prima e poi dedicarvi al frosting e alla copertura il giorno seguente.
Tirateli fuori dal frigorifero ameno un quarto d'ora prima di servirli, riacquisteranno tutto il loro splendido colore.
Hi-Hat Cupcake
ricetta da Martha Stewart
Ingredienti per 20 cupcakes
Per la base
180 g burro a temperatura ambiente
90 g cacao
90 g acqua calda
90 g latticello
360 g farina
1 cucchiaino di bicarbonato di soda
1/2 cucchiaino di sale
160 g zucchero
2 uova
1 cucchiaino di vaniglia

Per il frosting
600 g zucchero
6 bianchi d'uovo a temperatura ambiente
120 g acqua
1/2 cucchiaino di cremor tartaro
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Per la copertura di cioccolata
700 g cioccolato fondente al 50%
6 cucchiai di olio di girasole

Base
Per prima cosa scaldo il forno a 180° e preparo i pirottini negli stampi da muffin.
In una ciotola mescolo il cacao con l'acqua calda fino ad ottenere un composto morbido. Aggiungo il il latticello, mescolo e lascio da parte.

In una seconda ciotola mescolo la farina setacciata, il sale e il bicarbonato di soda, mescolo e lascio da parte.

Nel frattempo, con l'aiuto della frusta elettrica, mescolo, in un'altra ciotola, il burro e lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Raggiunto questo stadio mescolo ancora per 3-4 minuti e quindi aggiungo le uova una alla volta continuando a mescolare.
Aggiungo quindi la vaniglia.

A questo punto aggiungo il composto a base di farina alternandolo con l'impasto a base di cacao. Faccio attenzione di iniziare e terminare con il composto a base di farina.
Continuo a utilizzare le fruste finché non ottengo un composto omogeneo.

Verso l'impasto nei pirottini di carta e faccio cuocere nel forno caldo (sempre a 180°) per circa 15 minuti. Controllo che i cupcakes sono cotti infilando uno stuzzicadenti nell'impasto. Se ne esce pulito il cupcake è pronto!

Spengo il forno, tolgo gli stampi dal forno e lascio riposare per circa un quarto d'ora.
Tolgo i cupcakes dagli stampi e lascio raffreddare su una graticola per dolci.
Frosting
In una pentola, o in una ciotola di metallo, (attenzione poi dovrò mettere questo contenitore a cuocere a bagnomaria), metto lo zucchero, i bianchi d'uovo, l'acqua e il cremor tartaro.
Con l'aiuto di una frusta elettrica mescolo finché non ottengo un composto spumoso.

Nel frattempo preparo il bagnomaria facendo scaldare un poco d'acqua in una pentola sufficientemente capiente e appena l'acqua comincia a bollire vi trasferisco la pentola con i bianchi d'uovo montati.
Continuo a utilizzare le fruste per circa 5 minuti, finché, toccando i bianchi montati a neve, questi non risultino tiepidi.
Aggiungo la vaniglia, tolgo dal fuoco e continuo a utilizzare le fruste per altri 15 minuti.

A questo punto trasferisco il frosting in un sac a poche con punta tonda.
Partendo dal centro del cupcake disegno una spirale che va verso l'esterno. Arrivata al bordo torno inidietro e formo un "secondo piano".

Sono stata un po' avara con il frosting, ma devo dire che mentre preparavo mi sono spaventata, pensavo di avere esagerato e mi sono fermata troppo presto.
Risultato ho avanzato tantissimo frosting e una volta assaggiati i cupcake mi sono pentita. Vi esagerate, ne vale la pena!.

Mentre preparo la copertura di cioccolato lascio riposare i cupcakes in frigorifero.


Copertura al cioccolato
Spezzetto il cioccolato in una pentola e aggiungo l'olio di girasole. Metto il cioccolato a cuocere a bagnomaria e lo lascio sciogliere mescolando.

Una volta sciolto lo trasferisco in un contenitore piccolo ma profondo (ad esempio il bricco del latte).
Lascio raffreddare per un quarto d'ora

Assemblaggio
Appoggio due graticole da dolci su un foglio di cara da forno (così eviterò di sporcare il tavolo con il cioccolato che sgocciolerà dai cupcakes).
Prendendo il cupcake per la base lo immergo rapidamente nella copertura. Lo estraggo e lo lascio asciugare sulla gratella. Procedo così per tutti i cupcakes.
Al termine con un cucchiaino prelevo un poco di copertura che faccio colare su eventuali "buchi".

Mettere in frigorifero per 2 ore prima di servire.

 Martha dice che questi cupcakes si conservano per due giorni. Io proprio non ve lo posso dire. Peccato.




mercoledì 28 novembre 2012

Arancine di riso al ragù e al maiale in agrodolce - Arancine with meat sauce and with sweet and sour pork




Uff ecco arrivo davvero all'ultimo minuto.
E sì questo mese l'MTChallange è stato un pochino complicato. 
Primo perchè per me questa era davvero una sfida personale.
Secondo perchè le arancine di riso richiedono tempo e organizzazione. Cose terribilmente difficili per me.
Ora se avete voglia di sapere perchè per me questa non è stata proprio una passeggiata, continuata a leggere. 
Se invece non vi importa nulla dei fatti miei e vi interessa solo sapere come ho fatto ad ottenere queste magnifiche sfere dorate, beh.... allora saltate subito alla ricetta, ma sappiate che vi considero davvero dei grandi antipatici. Ma come, io ci ho messo una settimana a realizzare questo piccolo gioiello e voi andate subito alla conclusione?
Scommetto che nei libri gialle andate subito a leggere le ultime pagine. Beh non si fa'!

Dunque dicevo la sfida era molto personale. Amo la buona cucina e cerco di educare il palato dei miei figli ai piaceri del buon cibo. 
Ma forse ho esagerato. 
La mia piccola adoooooora gli arancini (oppps con l'MTChallange ho imparato che femmine sono!) LE arancinE, soprattutto dopo un nostro viaggio in Sicilia.
"Ma tu gli arancini non li sai fare?"
"Non li ho mai fatti, ma potrei provare".
"Meglio di no che buoni come in Sicilia non ci riesci".
La piccola serpe..... 
Quando ho letto della sfida da una parte mi sono detta "evvai Ora si che posso dimostrare a mia figlia che so fare LE arancinE! E che essere figlia di foodblogger ha qualche vantaggio. Forse.

No stop un attimo....non posso rifare le arancine. La sfida è sul ripieno e io sapevo benissimo come avrei voluto riempirle... e non era esattamente con il ragù come invece piace tanto a mia figlia. 
Quindi? Beh quindi ho iniziato una luuunga opera di persuasione.
"Sai che per la mia sfida mensile devo fare le arancine?"
"Bello! Mi piacciono da morire! Le fai con i piselli?"
"Ehmm no pensavo di farle un po' diverse. Sai la sfida è proprio questa: farle diverse".
"Ah.....ma con il ragù?"
"Ehmm ci sarà la carne.....Magari, pensavo.....Hai presente il maiale in agrodolce? Sai volevo fare delle arancine da esportazione. Arancine internazionali insomma. E pensavo che il maiale in agrodolce è un piatto che quasi tutti conoscono. Un piatto internazionale. Quindi arancine che possono piacere in tutto il mondo".
".........."
"E poi a te il maiale in agrodolce piace. ... E lo mangi con il riso".
"....Si .... ma NON DENTRO al riso"
"Ma pensa che bello poter andare in giro per la casa mangiando un'arancina con dentro il maiale in agrodolce."
"Perchè non posso andare in giro per la casa mangiandone una con il ragù?"

"Ok vabbè. Facciamo una così e una cosà?"
"Ci sto".
"Però senza i piselli e con il mio ragù"
"Grande mamma!"

Ecco quindi che delle 20 arancine 10 le ho farcite con il ragù "della mia mamma". Il ragù come mi ha insegnato a farlo lei, e l'altra metà con un ripieno più esotico.

Questo è stato il primo scoglio.
A seguire poi ci sono stati:
 - la scomparse del riso. Utilizzato impropriamente da terzi come contorno
- la scomparsa in notturna del maiale in agrodolce preparato impropriamente la sera per il giorno dopo e lasciato incustodito in frigorifero
- la scomparsa del ragù. Finito sul piatto di tagliatelle dell'adolescente "Ma mammaaaa! Non puoi propinarmi le tagliatelle al sugo quando prepari il ragù! Io ho bisogno di energie e tu pensi al blog!".

Dunque queste arancine in realtà sono state iniziate più e più volte. Fino ad ieri. Ieri ho dato l'ultimatum.
"Le volete le arancine?"
"Siiii"
"Bene allora PIANTATELA DI SACCHEGGIARMI IL FRIGORIFERO CAPITO?"
"Miaoooo"
"Vale anche per te gatto!"




Per il ragù
Non è il solito ragù. E' quello che mi ha insegnato la mia mamma. 
I fegatini di pollo danno un leggero tocco amarognolo che non guasta e la mortadella arricchisce il sapore.

Per il maiale in agrodolce
Leggendo la lista degli ingredienti può venire un attimo di scoramento. Eppure è un preparazione semplicissima. Il segreto sta nel preparare tutto gli ingredienti e tenerli a portata di mano al momento della cottura. 
E si perché la cottura è davvero rapidissima e gli ingredienti vanno aggiunti in pentola uno dietro l'altro a pochi minuti di differenza.
E a proposito di cottura vi consiglio vivamente l'utilizzo del wok. Nel caso in cui non lo conosciate sappiate che si tratta di una specie di padella concava dai bordi molto alti. La particolare struttura permette di utilizzare pochissimi grassi. 
E' una pentola davvero straordinaria e molto versatile. Normalmente è utilizzata per friggere ma nulla vieta di riempirla d'acqua e usarla per far bollire gli alimenti. Si può davvero usare solo il wok per preparare una cena completa.

Infine piccolo particolare che ha sorpreso anche me. La panatura con paprika è stata una meraviglia. A parte la piccola puntinatura rossa sulla superficie di queste magnifiche sfere che sono le arancine, la paprika ha dato una marcia in più alle mie "arancine mondiali".

Per la cronaca: le arancine al maiale in agrodolce hanno riscosso un successo pari alle arancine al ragù.
Anche se il realizzarle non è stata proprio una passeggiata! :-D



Arancine di riso 
(english version below)
Per il riso
1 kg riso originario
2,5 l brodo vegetale preparato con una cipolla, sedano e una carota
una bustina di zafferano
50 g burro 
50 g parmigiano grattugiato 
Una cipolla media
olio extravergine di oliva 
sale

Per la lega
400 g farina
800 ml acqua
sale

Per la panatura
Pane secco necessario per ottenere circa 800g di pane grattugiato
2 cucchiai di paprika forte

Per la frittura
1l olio semi di mais

Arancine di riso al ragù
1 carota
1 gambo di sedano
1 piccola cipolla rossa
100 g fegatini di pollo
100 g mortadella tagliata a dadini piccolissimi
200 g carne di manzo tritata
200 g carne di maiale tritata
400 g passata di pomodoro
Olio di oliva extravergine di oliva
Sale e pepe

Arancine di riso al maiale in agrodolce
400 g lonza di maiale tagliata a pezzettini piccolissimi
140 g di ananas sciroppato (220 g con lo sciroppo)
2 spicchi d'aglio
un pezzo di zenzero fresco grande circa 3 cm
4 cucchiai di maizena (amido di mais)
1 peperoncino rosso piccante (io ho usato un peperoncino thailandese)
2 cipollotti
1 peperone grande rosso (io ho usato 5 peperoni mini)
Olio extravergine di oliva
Sale

Per la marinatura della carne
Una bella presa di sale
2 cucchiai aceto di riso
Il succo dell'ananas in scatola

Per la salsa
2 cucchiai zucchero
2 cucchiai aceto di riso
1 cucchiaio salsa di soia preferibilmente non salata

Per prima cosa ho preparato il brodo lasciando bollire cipolla, sedano e carota per un'ora e mezza. Ho tolto le verdure dal brodo, ho insaporito con un poco di sale e quindi ho aggiunto la bustina di zafferano.
In una pentola abbastanza grande ho versato l'olio extravergine di oliva e ho quindi fatto imbiondire una cipolla tagliata a pezzettini piccolissimi.
Ho aggiunto il riso e l'ho lasciato tostare. 
A questo punto ho aggiunto il brodo. Non tutto però. Giusto il quantitativo per coprire il riso per almeno due dita. Ho lasciato cuocere, aggiungendo il brodo quando ritenevo che la preparazione stesse asciugandosi troppo.

Quando il riso è al dente fermo la cottura immergendo il tegame nel lavandino pieno d'acqua fredda (faccio attenzione a non fare entrare l'acqua nella pentola).
Aggiungo burro e parmigiano e mescolo.
Verso quindi il riso in una teglia e lo stendo per farlo raffreddare.

Nel frattempo preparo i miei ripieni.

Per il ragù. 
Taglio a pezzettini piccolissimi la carota, il sedano e la cipolla. 
Metto un poco d'olio in una pentola e lascio appassire le verdure tritate. 
Nel frattempo pulisco i fegatini di pollo e li taglio a piccoli pezzetti. 
Appena la cipolla diventa trasparente aggiungo la mortadella a pezzettini e sempre mescolando aggiungo anche i due tipi di carne trita. 
Appena la carne comincia a cuocere aggiungo anche i fegatini di pollo.
Mescolo e lascio cuocere le carni per qualche minuto. 
Aggiungo la passata di pomodoro. Insaporisco con sale e pepe e lascio cuocere, a pentola coperta per almeno una ventina di minuti.

Per il maiale in agrodolce
Per prima cosa metto la carne a marinare.
In una ciotola verso la carne a la insaporisco con un poco di sale. Massaggio bene e quindi aggiungo due cucchiai di aceto di riso e lo sciroppo dell'ananas in scatola.

Lascio marinare per una mezz'ora circa. Scolo la carne (ma non butto via i liquidi, mi serviranno per la salsa) e la cospargo con la maizena. Faccio attenzione a coprire bene tutta la carne, stacco i pezzettini che si attaccano tra di loro.
Taglio a pezzetti il peperone e l'anans.
Preparo la salsa mescolando 2 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di aceto di riso, 1 cucchiaio di salsa di soia e il "sughetto" della marinatura
Taglio a pezzi sottilissimi i cipollotti e il peperoncino piccante
Quindi metto nel wok un poco di olio extravergine di oliva. Scaldo e aggiungo l'aglio schiacciato,  lo zenzero grattugiato, il peperoncino rosso piccante (se lo volete meno piccante, come ho scelto di prepararlo io, togliete i semi e usate solo la buccia) tagliato a pezzettini e i cipollotti tagliati sottili. 
Lascio prendere calore e sprigionare profumi per pochi minuti.

Aggiungo il peperone tagliato a pezzetti. Salto per qualche minuto e aggiungo la carne che lascio cuocere mescolando. La panatura con la maizena renderà i pezzetti di carne croccanti, mentre la marinatura ne avrà reso ancora più morbido il cuore.
Alla fine aggiungo l'ananas. 
Attenzione all'ordine in cui si aggiungono gli ingredienti nella pentola. L'ananas va messo per ultimo altrimenti scioglierebbe la panatura di maizena rendendo il tutto troppo liquido e la carne non risulterebbe più croccante.
Lascio cuocere per pochi secondi e quindi aggiungo la salsa. Ora annusate il profumo. E allora? Che ne dite non è una meraviglia? 
E guardate la carne. E' brillante. La salsa di soia ha lucidato tutti gli ingredienti.
Spengo il fuoco e lascio raffreddare.

Ora procedo a preparare le arancine.
Preparo la lega mescolando farina e acqua con una frusta e aggiungo una bella presa di sale. 
Prendo il riso e con le mani formo delle palline poco più grandi di una clementina. Con un dito scavo l'interno per potervi mettere poi il ripieno.
Farcisco metà delle arancine con il ragù e l'altra metà con il maiale in agrodolce. 
Ogni volta che riempio un'arancina la richiudo spingendo il ripieno verso il basso e "tirando i bordi" verso l'alto.

Tuffo poi le arancine, una alla volta, nella lega, e le lascio riposare su un foglio di alluminio.
Grattugio il pane secco necessario per avere circa 800 g di pane grattugiato che divido a metà. In una metà aggiungo due cucchiai belli colmi di paprika.

Impano le arancine con il ragù passandole nel pane grattugiato e premendo la panatura con le mani. Arrotondo bene le arancine e le lascio da parte.
Faccio la stessa cosa anche per le arancine ripiene di maiale in agrodolce, ma le impano nel pane grattugiato profumato con la paprika.

In una pentola piccola con i bordi alti verso l'olio di semi di mais che lascio scaldare. Appena l'olio diventa bollente tuffo un paio di arancine alla volta che cuocio per pochi minuti rigirandole.

Le servo e nessuno aspetta che si raffreddino prima di mangiarle. 
Spazzolate in pochissimi minuti!


Con questa ricetta partecipo all'MTChallange di novembre










Arancine
For rice
1 kg rice
2.5 l vegetable broth prepared with onion, celery and carrot
a sachet of saffron
50 g butter
50 g grated Parmesan cheese
A medium onion
extra virgin olive oil
salt

For the alloy
400 g flour
800 ml water
salt

For the breading
Dry bread need to get about 800g of breadcrumbs
2 tablespoons paprika strong

For frying
1l oil corn

Arancine with meat sauce
1 carrot
1 stalk of celery
1 small red onion
100 g chicken livers
100 g mortadella, cut into tiny cubes
200 g minced beef
200 g minced pork
400 g tomato puree
Olive oil extra virgin olive oil
Salt and pepper

Arancine sweet and sour pork
400 g pork loin, cut into small pieces
140 g of pineapple (220 g with syrup)
2 cloves of garlic
a piece of fresh ginger about the size of 3 cm
4 tablespoons of cornflour (cornstarch)
1 hot pepper (I used a Thai chili)
2 spring onions
1 large red bell pepper (I used 5 mini peppers)
Extra virgin olive oil
salt

For marinating the meat
A good pinch of salt
2 tablespoons rice vinegar
Canned pineapple juice

For the sauce
2 tablespoons sugar
2 tablespoons rice vinegar
1 tablespoon soy sauce preferably unsalted

First I prepared the broth boil leaving onion, celery and carrot for an hour and a half. I removed the vegetables from the broth, I seasoned with a little salt and then I added the saffron.
In a pot large enough I poured the extra virgin olive oil and then I browned an onion cut into small pieces.
I added the rice and I let it cook for a few minutes.
At this point I added the broth. Not all stock though. The right amount to cover the rice for at least two fingers. I let it cook, adding broth as I felt that the preparation was becoming too dry.

When the rice is al dente I stop cooking by soaking the pan in the sink full of cold water (make sure not to enter the water in the pot).
I add butter and parmesan and stir.
I pour the rice in a pan and stretch out to cool.

Arancine rice with meat sauce
I cut into small pieces the carrot, celery and onion.
I put a little oil in a saucepan and let soften the chopped vegetables.
In the meantime, I clean the chicken livers and cut them into small pieces.
As soon as the onion becomes transparent add the mortadella into small pieces and stirring I add the two types of ground meat.
As soon as the meat starts to cook also add the chicken livers.
Stir and let cook the meat for a few minutes.
Add the tomato puree. I increase the flavor with salt and pepper and let cook in a covered pot for at least twenty minutes.

Arancini rice sweet and sour pork
First I put the meat to marinate.
In a bowl, I pour the meat and a little salt. Massage well and then add two tablespoons of rice vinegar and syrup canned pineapple.

I leave to marinate for about half an hour. Drain the meat (but do not throw away the liquid, I'll need for the sauce) and cover them with cornstarch. I make sure to cover all the meat well.
Cut the pepper into small pieces, and even anans.
Prepare the sauce by mixing 2 tablespoons sugar, 2 tablespoons rice vinegar, 1 tablespoon of soy sauce and "sauce" marinade
Cut to pieces onions and hot peppers
Then put it in the wok a little extra virgin olive oil. Warm it and add the crushed garlic, grated ginger, chili pepper (if you want it less spicy, as I have chosen to prepare myself, remove the seeds and use only the peel) cut into small pieces and thinly sliced ​​onions.
I leave to take heat and release scents for a few minutes.

I add the bell pepper, cut into small pieces. I do cook for a few minutes and add the meat and let cook, stirring. The breading with cornstarch will make the crispy bits of meat, and the marinade will make it even softer heart.
At the end add the pineapple.
Attention to the order in which you add the ingredients in the wok. The pineapple must be added last otherwise dissolve the cornstarch breading making it all too liquid and the meat is no longer crisp.
Let cook for a few seconds and then add the sauce. Now smell the perfume. So what? What do you think is not a wonder?
And look at the meat. It 'brilliant. Soy sauce has polished all the ingredients.
I turn off the heat and leave to cool.

I now proceed to prepare arancine.
Prepare the alloy by mixing flour and water with a whisk and add a good pinch of salt.
I take the rice and I form some balls slightly larger than a clementine. With one finger digging inside to be able to then put the filling.
I fill half of arancine with the sauce and the other half with the sweet and sour pork.
Whenever I fill a arancina I close pushing the filling downward and "pulling the edges" upwards.

Then dip the arancine, one at a time, in the alloy, and let stand on a sheet of aluminum.
Divide in half the breadcrumbs. In one half I add two heaping tablespoons of paprika.

I cover it arancine passing them in the bread crumbs and pressing the breading with my hands.
I do the same thing for the arancine stuffed with sweet and sour pork, but I use the breadcrumbs flavored with paprika.

In a small saucepan with high sides, I pour the oil of corn seeds that let it warm up. As soon as the oil gets hot, I dip a pair of arancine at a time that bake for a few minutes turning them.

I put them on the table and no one expects them to cool before eating.

lunedì 15 ottobre 2012

Agrumi in gelatina di Sauternes - Citrus fruit in a Sauternes jelly

Agrumi in gelatina di Sauterne. Assolutamente da provare!


Non è un dolce, non è un aperitivo. Ma è terribilmente buona ed è magnifica bella da vedere.
Possiamo definirla un "trou normand", cioè quel bicchierino che si serve a metà cena per "far digerire e ridare l'appetito ai commensali" o, come dicono ora i grandi chef per "pulire la bocca" dopo piatti particolarmente grassi e rendere le papille gustative di nuovo "sveglie" e attente a nuovi sapori.

Insomma è una piccola sorpresa per gli ospiti.

L'ho scovata nel libro "Dessert" di Miche Roux.. Si sempre lui, le sue ricette non mi hanno mai deluso e i suoi libri hanno il posto d'onore sullo scaffale in cucina.

Di questo libro ho l'edizione inglese ma, visto che l'editore Guido Tommasi sta traducendo tutti i libri di questa serie (Frolla&Sfoglia, Salse e Uova), credo che di questo libro presto comparirà anche la versione italiana.

Per la realizzazione di questa ricetta utilizzate solo limoni biologici, visto che dovrete mangiarne la buccia.

Agrumi in gelatina di Sauternes
(english version below)

Ingredienti per 4

  • 1 arancia media
  • 1/2 pompelmo rosa tagliato a meta per la lunghezza di modo da lasciare gli spicchi interi
  • 1 limone biologico 
  • 50 g zucchero
  • 2 fogli di gelatina (io ne ho usati 5 per un totale di 25 g)
  • 375 ml di Sauternes
Divido il pompelmo e l'arancia in spicchi e con l'aiuto di un coltellino tolgo la membrana bianca che ricopre ogni spicchio.
Taglio gli spicchi di arancia in pezzettini che metto in frigorifero chiusi in un contenitore.
Eseguo la stessa operazione con gli spicchi di pompelmo che metto in frigorifero in un altro contenitore. Non mischio gli agrumi per non confonderli e per lasciare inalterati i profumi originali.

Metto i bicchierini che userò per servire la gelatina in frigorifero (meglio ancora in freezer) 

Con l'aiuto di un coltellino sbuccio un limone prelevando solo la parte gialla. Taglio la buccia alla "julienne" cioè in tante striscioline sottili,
In una casseruola metto lo zucchero e 50 ml di acqua e porto a bollore. Riduco il fuoco e aggiungo le striscioline di limone.
Lascio cuocere per circa 6 - 8 minuti.
Trascorso questo tempo, facendo molta attenzione perché il caramello è veramente ustionante,  elimino il liquido di cottura e con una forchetta, raccolgo i pezzettini di limone caramellati che distendo su un foglio di carta da forno ad asciugare, cercando di distaccarle una dall'altra (si lo so non è un'operazione facilissima, magari con un paio di stuzzicadenti vi possono aiutare) . Attenzione,  anche qui, non toccateli con le mani, rischiate di bruciarvi seriamente.

Ora sciolgo i fogli di gelatina coprendoli di acqua fredda per circa 5 minuti.

Nel frattempo scaldo 50 ml di Sauternes,  non lo porto a bollore, semplicemente lo scaldo e basta.
Tolgo la gelatina dall'acqua, la strizzo e l'aggiungo al Sauternes caldo. Mescolo delicatamente finché la gelatina non si sia disciolta e quindi lascio riposare per 10 minuti.

In una ciotola mescolo la gelatina preparata e il resto del Sauternes. Per raffreddare più velocemente la gelatina immergo la ciotola in una ciotola più grande in cui ho messo acqua e cubetti di ghiaccio. Mescolo ogni 2-3 minuti per consentire alla gelatina di solidificarsi uniformemente. 
Questo Michel Roux non lo dice, ma ve lo suggerisco io: se volete ottenere delle bollicine nella gelatina (come nel mio caso) usate una frusta per mescolare e mescolate con un poco di energia (non esagerate però) altrimenti utilizzate un mestolo di legno e mescolate con delicatezza.

Appena la gelatina comincia a solidificarsi la verso nei bicchierini belli freddi. Aggiungo qualche pezzettino di arancia e di pompelmo e con l'aiuto di uno stuzzicadenti li spingo a varie altezze all'interno dei bicchierini.
Metto in frigorifero fino al momento di servire. Quindi decoro con le bucce di limone candite (che devono essere fredde! Altrimenti la gelatina si scioglie) e servo.

Allora che ne dite? Non è semplicemente fantastico?


Con questa ricetta partecipo al contest L’Autunno in un Boccone ideato da About Food e Cassandra.it - vendita di prodotti tipici di Alta Gastronomia




Citrus fruit in a Sauternes jelly. A must try!

Citrus fruit in a Sauternes jelly

Ingredients for 4

  • 1 medium orange
  • 1/2 pink grapefruit cut in half for the length so as to leave the whole cloves
  • 1 lemon
  • 50 g sugar
  • 2 sheets of gelatine (I used 5 for a total of 25 g)
  • 375 ml of sauterne
I divide the grapefruit and orange segments and with the help of a knife I remove the white membrane that covers each segment.
Cut the orange segments into small pieces that I put in the refrigerator in a closed container.
I perform the same operation with the grapefruit segments that I put in the refrigerator in another container. I do not mix citrus not to confuse them and to leave intact the original perfumes.

I put the glasses that I will use to serve the gelatin in the fridge (even better in the freezer).

With the help of a knife I remove the lemon zest taking only the yellow part. Cut the peel to "julienne", which means I cut into many thin strips
In a saucepan I put sugar and 50 ml of water and I boil. I reduce the heat and add the strips of lemon.
Let cook for about 6-8 minutes.
After this time, being very careful as the caramel is really scorching, delete the cooking liquid, and with a fork, I pick up the pieces of candied lemon that lie down on a sheet of baking paper to dry, trying to distaccarle each other (yes, I know it is not a very simple thing, maybe a couple of toothpicks can help you). Attention, here too, do not touch them with your hands, you might burn yourself seriously.

Now dissolve the gelatin covering them with cold water for about 5 minutes.

In the meantime I warm 50 ml of Sauternes, I do not boil, simply warm it and that's it.
I remove the gelatin from the water, I squeeze and add to hot Sauternes. Mix gently until the gelatin has not been dissolved and then let stand for 10 mi
In a bowl mix the gelatin prepared and the rest of the sauterne. To cool faster gelatin, I immerse the bowl in a larger bowl in which I put water and ice cubes. Mescolo every 2-3 minutes to allow the gelatin to solidify uniformly.
Michel Roux does not say this, but I'll I suggest: If you want to get the bubbles in the jelly (as in my case) use a whisk to stir and mix with a little bit of energy (do not overdo it) otherwise, use a wooden spoon and stir gently.

As the jelly begins to solidify I put it in cold glasses. Add a few pieces of orange and grapefruit, and with the help of a toothpick, I push them at various heights inside the glasses.
I put in the refrigerator until ready to serve. So decorated with candied lemon peel (which must be cold! Otherwise the gelatin dissolves) and I put on the table.

So what do you think? It is not just amazing?



lunedì 24 settembre 2012

Torta pasqualina mini e destrutturata - Pasqualina cake in mini shape and destructured

Torta pasqualina destrutturata: un piccolissimo finger food. 

L' MTChallange di settembre mi ha provocato non poche perplessità e dubbi amletici. 
La proposta è stupenda: la ricetta della torta pasqualina, Ma non una torta pasqualina qualsiasi, no, la ricetta di famiglia di Vitto della Cucina piccolina
Eh, hai detto niente!
Modificare o non modificare una ricetta secolare nonché di famiglia?
Nutro il più grande rispetto per questi piccoli tesori tramandati di generazione in generazione e quando mi è  capitato di "inciampare" in uno di essi non me ne sono mai pentita.

Da ognuna di esse ho imparato qualcosa.

Quindi... mi sono ritrovata in cucina con la mia palla di pasta in mano, a guardarla negli occhi e a dirle "Modificare la ricetta di Vitto o non modificare, questo è il dilemma" (si, si lo so non è in questo punto , con il teschio in mano, che Amleto cita la fatidica frase, però io non sono Amleto, non ho un teschio in mano e sto parlando alla pasta della Vitto! Per favore non andiamo troppo per il sottile che di sottile qui c'è solo la sfoglia!)

Ho deciso con il cuore. NON modifico la ricetta, modifico il formato. E lo modifico pure due volte, facendo diventare la torta pasqualina prima piccola e poi ancora più piccola, piccolissima. Monoporzione da tagliare e ancora più piccola da mangiare e basta.

Perché un tempo si apprezzavano i "grandi formati". Oggi si tende forse ad assaggiare di più ma a mangiare di meno. Piccole dosi ma tanto sapore. Come i finger food tanto di moda.

E quindi al lavoro. 
Prima tappa le materie prime. Sono partita con le telefonate ad amici e parenti in zona ligure per trovare la prescinseua, che mi dicono chiamarsi cagliata in italiano. Ma, ahimè è cosa difficilissima. E' più facile trovare caviale Russo o tartufi d'Alba. I Genovesi si tengono ben stretto questo formaggio e a me è rimasta una voglia matta di assaggiarlo. 
E quindi niente prescinseua (che non riesco nemmeno a pronunciare) e ripiego sulla ricotta.
Altra piccola differenza ho preso un misto di biete e spinaci, perché qui a casa mia diventano pazzi per gli spinaci e non amano troppo le erbette.

Alla fine le uova.
Avendo deciso per una presentazione mini mi servivano uova piccolissime, Uova di quaglia.

Da monoporzione la torta pasqualina si è poi trasformata in finger food e quindi in questo post non c'è una sola ricetta, bensì due.

Torta pasqaulina monoporzione come antipasto



Torta pasqualina in formato mini
(english version below)
Ingredienti per 4 persone

Per la sfoglia

  • 300 g farina tipo 0
  • 30 g olio
  • 60 g vino bianco
  • 60 g acqua
  • 1 pizzico di sale
Per il ripieno

  • 1 kg di biete e spinaci
  • 50 g parmigiano
  • un bel pizzico di maggiorana
  • 2 cipolle rosse
  • 250 g ricotta
  • 8 uova di quaglia
  • olio extravergine di oliva
  • sale
Comincio dalla testa, e cioè le uova di quaglia. Per sbucciare meglio le uova soda è meglio che siano fredde, quindi inizio proprio da qui.
Metto le uova di quaglia in una pentola con acqua fredda, porto a bollore. Dato che sono più piccoline rispetto alle uova di gallina ci mettono meno tempo per cuocere: in 4 minuti sono pronte. Tolgo dal fuoco e lascio raffreddare.

Passo poi alla preparazione dell'impasto che richiede almeno un'ora di riposo. Mescolo il sale con la farina e aggiungo i liquidi e lavoro il composto fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico ma non appiccicoso. Divido in 5 palline che metto a riposare coperte per più di un'ora.

Mentre la pasta riposa preparo il ripieno. Pulisco bietole e spinaci. Metto le verdure ancora umide in una pentola con un pizzico di sale e le faccio cuocere per pochi minuti, giusto il tempo di ammorbidirle. Durante la cottura le verdure avranno rilasciato un poco di acqua che elimino scolando le verdure e strizzandole bene bene.
Taglio le cipolle a pezzettini piccolissimi che metto a rosolare in padella con un poco di olio. Aggiungo le biete e gli spinaci e insaporisco con il sale. Spengo il fuoco e lascio raffreddare e quindi trito a pezzettini piccolissimi

E ora il momento della ricotta. La mescolo con il parmigiano e la maggiorana fresca. Aggiungo le verdure e mescolo.

Accendo il forno a 180°

Ungo due piccole teglie da 14 cm facendo attenzione a ungere anche i bordi
Prendo la prima pallina di impasto e la stendo con il mattarello poi la tiro bene facendola ruotare sui pugni infarinati. La stendo sulla tortiera facendo uscire la pasta dai bordi. Ungo la superficie e stendo la seconda sfoglia che metto sulla prima.
Aggiungo il ripieno e con la punta delle dita formo 4 incavi e verso un uovo di quaglia per ogni incavo.

Mi sono avanzate 3 palline di impasto. Stendo la prima sottilissima e ricopro delicatamente la torta. Spennello con olio. Stendo anche la seconda pallina e spennello con olio. Prendo una cannuccia e, facendo attenzione a non bucare l'impasto, infilo la cannuccia tra i due strati e soffio. Magnifico! La pasta si solleva.
Faccio un terzo strato. lo ungo e via ancora con la cannuccia e la mia torta sembra una mongolfiera.

Ritaglio i bordi in eccesso con una forbice e poi ripiego verso l'alto formando un cordoncino.
Metto nel forno e lascio cuocere per circa 40 minuti

La ricetta è antica, il formato è attuale


Pasqualina destrutturata
(english version below)
Ingredienti per 4 persone

Per la sfoglia

  • 150 g farina tipo 0
  • 15 g olio
  • 30 g vino bianco
  • 30 g acqua
  • 1 pizzico di sale
Per il ripieno
  • 200 g  spinaci già puliti
  • 30 g parmigiano
  • un bel pizzico di maggiorana
  • 1/2 cipolla rosse
  • 100 g ricotta
  • 2 uova di quaglia
  • olio extravergine di oliva
  • sale

Anche qui comincio dalle uova che metto in acqua fredda e lascio bollire per 4 minuti. Tolgo dall'acqua e lascio raffreddare.
Per l'impasto: mescolo gli ingredienti, divido in 5 palline e lascio riposare per un paio d'ore.

Cuocio gli spinaci nella loro acqua e un pizzico di sale per pochi minuti. Lascio raffreddare nello scolapasta. Quindi strizzo e taglio a pezzettini.

Taglio la mezza cipolla a pezzettini finissimi. La rosolo nell'olio finché non diventa tenera. Aggiungo un pizzico di sale e la maggiorana.

A parte mescolo la ricotta con il parmigiano grattugiato, se necessario aggiungo un pochino di sale.

Accendo il forno a 180°. Ricopro una teglia con carta da forno che ungo con un velo d'olio.

Stendo la prima pallina di pasta e la "tiro" con i pugni ma non la rendo sottilissima come nella preparazione della mini torta pasqualina.
Con un coppapasta ritaglio 4 dischi di pasta (io utilizzato un coppapasta di 6 cm di diametro, è il mio preferito. I dischetti  di questa misura stanno alla perfezione nei piattini da caffè^^).
Metto i dischetti sulla teglia.
Proseguo così anche per le restanti 4 palline.
Perché ho diviso per 5 l'impasto? Per praticità. E' più facile  tirare sfoglie piccole, inoltre nella teglia ho fatto una "riga" per ogni sfoglia così ho potuto procedere con ordine al momento dell'assemblaggio.

Ho messo in forno e ho fatto cuocere per circa 20 minuti (o il tempo necessario perchè le sfoglie diventino di un bel colore dorato).

Assemblaggio: in ogni piattino ho messo una sfoglietta, un cucchiaino di ricotta,




una sfoglietta, un cucchiaino di  spinaci,



una sfoglietta, un cucchiaino di cipolle, una sfoglietta, mezzo uovo sodo di quaglia e quindi una sfoglietta a fianco della mia torretta. Carino no?


Con queste ricette partecipo all'MTChallenge di settembre







Pasqualina cake in mini fomat

Pasqualina cake in mini shape
Ingredients for 4 people

For the pastry

  • 300 g flour type 0
  • 30 g oil
  • 60 g white wine
  • 60 g water
  • 1 pinch of salt

For the filling

  • 1 kg of beets and spinach
  • 50 g parmesan
  • a pinch of marjoram
  • 2 red onions
  • 250 g ricotta cheese
  • 8 quail eggs
  • extra virgin olive oil
  • salt

I start from the head, that is: the quail eggs. In order to better peel boiled eggs is better that they are cold, so I start from here.
I put the quail eggs in a pot with cold water and I do boil. Since they are more tiny compared to chicken eggs they put us less time to cook. In 4 minutes they are ready. Take off the heat and leave to cool.

I then prepare the dough that requires at least one hour of rest. I mix the salt with the flour and add the liquid and work the mixture until the dough is smooth and elastic but not sticky. I divide into 5 balls that I put to rest covered for more than an hour.

While the dough rests I prepare the filling. I clean beets and spinach. I put the still wet vegetables in a pot with a pinch of salt and I cook for a few minutes, just long enough to soften them. During cooking the vegetables will release some water that I delete draining vegetables and squeezing them well.
I cut the onions into small pieces that I put to fry in a pan with a little oil. Add the vegetables and put salt. I turn off the heat and leave to cool, and then chopped into small pieces

And now the moment of ricotta. I mix it with Parmesan and fresh marjoram. Add the vegetables and stir.

I turn on the oven to 180 °

I anoint two small pans of 14 cm making sure to grease the edges
I take the first ball of dough and stretch out with a rolling pin then roll turning it on floured fists. I lay it on the pan, letting out the dough from the edges. I anoint the surface and stretch out the second sheet of dough that put on the first.
I add the filling, and with the tip of my fingers, I form four notches and I put a quail egg for each hole.

I advanced 3 balls of dough. I put out my first very thin, and I cover the cake gently. I anoint you with oil. Lie also the second ball and still anoint with oil. I take a straw and, being careful not to puncture the dough, I put the straw between the two layers and blow. Magnificent! The dough rises.
I do a third layer. and anoint him away again with a straw and my cake looks like a balloon.

Trimming the edges in excess with scissors and then fall back upward to form a cord.
I put in the oven and let cook for about 40 minutes


Pasqualina cake unstructured


Pasqualina cake destructured
Ingredients for 4 people

For the pastry

  • 300 g flour type 0
  • 30 g oil
  • 60 g white wine
  • 60 g water
  • 1 pinch of salt 

For the filling

  • 200 g spinach already cleaned
  • 30 g parmesan
  • a pinch of marjoram
  • 1/2 red onion
  • 100 g ricotta cheese
  • 2 quail eggs
  • extra virgin olive oil
  • salt

Even here I start from the eggs that put in cold water and leave to boil for 4 minutes. Take off from the water and let cool.
For the dough: mix the ingredients, divide into 5 balls and let stand for a couple of hours.

I cook the spinach in their water and a pinch of salt for a few minutes. Leave to cool in the colander. Then squeeze and cut into small pieces.

Cut the onion into small pieces fine. I fry the onion in the oil until it becomes tender. Add a pinch of salt and marjoram.

In the meantime, I mix the ricotta with the Parmesan cheese, if necessary add a little salt.

I turn on the oven to 180 degrees. I cover a baking pan with parchment paper that anointed with a film of oil.

I lay the first ball of the dough and the "shot" with my fists, but I make it less thin in the preparation of the mini Pasqualina cake.
With a pastry rings cut 4 circles of dough (I used a pastry rings of 6 cm in diameter, is my favorite. The measure of these discs of dough to fit perfectly inside the coffee plates ^ ^).
I put the discs on the baking sheet.
I continue so for the remaining 4 balls.
Because I divided the dough for 5? For my convenience. It 's easier to pull small sheets, also in the pan I made a "row" for each ball of dough so I could proceed in an orderly, at the time of assembly.

I put it in the oven and cook for about 20 minutes (or the time it takes the sheets become a beautiful golden color).

Assembly: in every dish, I put a disc, then I put a teaspoon of ricotta, a disc, a teaspoon of spinach,a disc of dough, a teaspoon of onion, even a disc of dough, half a quail egg, and then the last disk of dough I put next to my little tower. They do not seem delicious?


mercoledì 18 luglio 2012

Pere con il formaggio - Pears with cheese

Pere con il formaggio: pochi ingredienti ma di qualità

Spesso sono le cose più semplici a destare maggiore interesse.
Nei caso poi delle ricette se le materie prime  sono di ottima qualità preferisco non elaborarle più di tanto.
E' così difficile trovare cibo buono e genuino che trovo sia bellissimo lasciarsi stupire da sapori "veri".

Ho avuto ospiti degli amici francesi e come aperitivo ho servito pere e formaggio.
Le pere sono del signor Giovanni, e quindi sulla loro bontà non si discute. Sono piccolissime. Pochi centimetri, ma sono un concentrato di sapore, un'esplosione di gusto. E il pecorino....beh qui ho solo l'imbarazzo della scelta. E ho scelto un pecorino bello stagionato.

I miei ospiti francesi si sono leccati i baffi. :-)

Pere con il formaggio 
(english version below)
Ingredienti per 4 persone 
  • 8 piccole pere coscia
  • 1 confezione di formaggio tipo Philadelphia (80 g)
  • 3 cucchiai di pecorino grattugiato
  • Il succo di mezzo limone


Lavo le pere e le taglio a metà. Con un cucchiaino elimino la parte centrale più legnosa e con i semi.
Tuffo le pere appena tagliate e pulite in una bacinella piena di acqua a cui ho a giunto il succo di limone.
Il succo di limone impedirà alle pere di "diventare nere", cioè di ossidarsi a contatto con l'aria.

Mia figlia sta mescolando, in un'altra ciotola, i due formaggi (philadelphia e pecorino).

Aiutandoci con un cucchiaino riempiamo le mezze pere con la crema di formaggio e le disponiamo su un piatto da portata. 
Copriamo il piatto con la pellicola trasparente e mettiamo in frigorifero per almeno un paio d'ore.
Serviamo accompagnate da un vino bianco freschissimo


Pears with cheese: few ingredients but high quality


Pears with cheese
Ingredients for 4 persons
  • 8 small pears like "thigh"
  • 1 package of Philadelphia type cheese (80 g)
  • 3 tablespoons grated pecorino
  • The juice of half a lemon
I wash the pears and cut in half. With a teaspoon delete the central part more woody and the seeds.
I dip the pears in a bowl full of water to which I added the lemon juice.
The lemon juice will prevent the pears from becoming "black", ie to oxidize on contact with air.

My daughter is stirring in another bowl the two cheeses (pecorino and Philadelphia).

Help out with a spoon, we fill the half pears, cream cheese, and put them on a serving platter.
We cover the dish with plastic wrap and put in refrigerator for at least a couple of hours.
Serve accompanied by a fresh white wine

Un piccolo aiuto in cucina - A little help in the kitchen


lunedì 2 luglio 2012

Crescentine

Le crescentine nella versione classica: salumi, squaquerone e cipolle rosse .


Quando ero piccola passavo le mie vacanze estive vicino a Bologna, nella casa di campagna di mia nonna, insieme a zii, prozii, cugini e chi ne ha più ne metta.

Eravamo tantissimi in quella casa e tra i mille ricordi di infanzia c'è quello delle enormi tavolate piene di gioia e confusione.

E questo era uno dei piatti che noi "piccoli" amavamo (e devo dire amo ancora!) di più. Perché si mangia con le mani, perché si può mangiare in piedi, seduti oppure sdraiati nel prato, perché anche se la ricetta prevede che la crescentina si mangi con lo squaquerone e gli affettati nessuno vieta di mangiarla anche con il cioccolato o con quello che più piace (mio figlio "chiude" sempre con una crescentina alla nutella).

Mi raccomando! Fondamentale la presenza dello strutto sia nell'impasto (solo un cucchiaino però, dosi maggiori renderebbero l'impasto pesante) che rende la crescentina morbida e soffice e sia nella frittura. La frittura con lo strutto (allungato con olio altrimenti da troppo sapore) è meno "grassa", l'impasto assorbe minori quantitativi di grasso in cottura restando bello croccante e leggero. Se non lo avete mai provato fatelo, e poi mi direte!

Con questa ricetta sono stata ospite nel blog di Pola, un'italiana che vive negli Stati Uniti. Vi consiglio di farci un giro.
Tra le altre cose ha creato, insieme ad altre blogger sparse per il mondo, un "cucina virtuale" dove, più o meno una volta al mese, si incontrano e preparano la stessa ricetta, ma ognuna nella versione del suo Paese.

Ho voluto far conoscere anche là, dall'altra parte del mondo, una ricetta che proviene da quella terra che mi ha dato tanto e non chiede niente, perché non è nelle sue corde chiedere, nemmeno ora che ha sofferto e soffre ancora per i recenti terremoti.

Ora, con la stessa ricetta partecipo al contest di un'altra amica. E gliela dedico con tutto il cuore.






Crescentine
(english version below)

Ingredienti per 4 persone

  • 400 g farina
  • 1 bustina di lievito istantaneo
  • 1 cucchiaino di strutto
  • 1 pizzico di sale
  • 200 ml di acqua

Per friggere:

  • olio di semi
  • strutto

Metto in una ciotola la farina, il sale, il lievito, il cucchiaino di strutto e l'acqua.
Impasto velocemente.
Infarino il piano di lavoro e con l'aiuto del mattarello stendo la pasta fino a farla diventare alta 3-4 mm.
Ritaglio nella pasta dei rombi lunghi circa 7 cm.

In una padella bella ampia (devo permettere alle crescentine di gonfiarsi) scaldo una parte di olio con una parte di strutto. Quando l'olio è ben caldo friggo 2 - 3 crescentine per volta. Le cuocio per qualche minuto su un lato e poi le giro.

Se volete delle crescentine "piatte" come quella a destra nella fotografia, mettete al crescentina nell'olio caldo e durante la cottura, con l'aiuto di un cucchiaio versate dell'olio bollente sulla superficie. Se invece vi piacciono le crescentine con le "bolle" (come quella a sinistra nella foto) fate scivolare la crescentina nell'olio e fate in modo che la superficie non venga a contatto con l'olio. Appena si formano le bolle giratela.

Servo accompagnate da affettati vari, prosciutto crudo, mortadella, formaggio squaquerone, cipolle rosse sott'aceto


Crescentine in the classic version: mortadella, squaquerone and red onions

Crescentine
Ingredients for 4 people
  • 400 g flour
  • 1 packet of instant yeast
  • 1 teaspoon of lard
  • 1 pinch of salt
  • 200 ml of water
For frying:

  • seed oil
  • lard
I put in a bowl the flour, salt, baking powder, lard and a teaspoon of water. I mix quickly.
I put the flour on work surface, and with the help of rolling pin, I lay out the dough until it becomes 3-4 mm high.
I cut the dough into diamond shapes about 7 cm long.

In a pan warm up some oil with a little lard. When the oil is hot I fry 2 to 3 crescentine every time.

I will bake for a few minutes on one side and then I will turn.
If you want crescentine "flat" like the one on the right in the photograph, you put the crescentina in hot oil, and during cooking, with the help of a spoon, you pour boiling oil on the surface. However, if you like crescentine with "bubbles" (like the one pictured on the left) you slide the crescentina in oil, and make sure that the surface does not come into contact with the oil. When bubbles form turn it.

I serve accompanied by prosciutto, mortadella, squaquerone cheese, pickled red onions and a nice glass of red wine

venerdì 18 maggio 2012

Gelatina di ciliegie con rhum - Cherry jelly with rum

Gelatine di ciliegie al rhum con pepe e menta. Una passione rossa e fresca
.
Sono alcuni mesi che partecipo al contest color and food ideato da Cinzia di Essenza in cucina e  Valentina di My taste for food  e ogni volta mi diverto un sacco a fare cose inaspettate.
Ho l'impressione che dall'altra parte dello schermo loro due ridano e, se così è,  mi fa un grande piacere. Perchè la cucina è un piacere da condividere, è (o almeno dovrebbe essere) un momento di gioia.

E posso dire che mi diverto e mi diverto tantissimo in cucina.
Soprattutto mi diverto a sfidarmi. Poi mi dico che non sono molto normale. 
Non ci credete? Beh leggete un po' cosa mi succede di solito, e ditemi ..... confortatemi...anche a voi succede la stessa cosa?
Vi prego ditemi di si.

Detto ciò questo mese il tema era "rosso passione".
Facile? E sì  la nostra cucia è piena di rosso. Pensate solo a quante cose si possono fare con il pomodoro. 
E allora cosa si sono inventate questa volta per complicarci la vita?
Oltre al rosso ci deve essere:
1. la passione (e vabbè)
2. la freschezza (ah....)

Hai detto poco.
Da qui inizia il mio delirio

Il mio neurone lette le regole mi ha detto " e poi??? magari bisogna preparare la ricetta stando su un piede solo e fischeittando la Marsigliese". 
"No grazie, non suggerire che già stanno pensando a giugno quelle due. Intanto dai dammi una mano e cerchiamo di fare un "neurone-storming" (nelle aziende creative fanno i brainstorming, letteralmente "tempeste di cervelli" dove più persone dicono cose strampalate nella ricerca di una genialata, io sono sola e con un neurone in disuso, quindi mi adeguo).

Allora rosso cosa ti viene in mente? Pomodoro
Evviva che fantasia! Sforzati dai
Fragola? 
Uffff guarda l'archivio delle ricette di aprile ... le fragole mi hanno stufato, dai dai su. Se fai il bravo ti potrei premiare con un poco di cioccolata
Ciliegie! Una tira l'altra più passione di così.
Bravo bello mio. Toh ecco un quadratino di 70% (si io "dopo" il mio neurone con cioccolato fondente)

Bene: passione?
Caldo
E no, qui nelle regole dicono freschezza
Sei mi dai due quadratini ti do' una dritta
Due 70%?
Ok
Vai
Allora ciliegie  + rhum . Ti ricorda mica un "cioccolatino amoroso"? 
Wooow bravo si due pezzettini al 70% per te,
Grazie...... e il fresco? 
Accidenti.
Due pezzettini all'80% e uno di 70% e te lo dico
Vai vai vai
Allora abbiamo detto rhum. Con il rhum tu che fai per ehmm.. diciamo "rinfrescarti"? 
Dunque menta. Però aggiungiamo un pochino di "hot" in più. 
Peperoncino?
No no più raffinato mia cara. Direi piccante, legnoso, esotico.. sexy. Tipo... pepe del Bengala!
Bello
Ah le ciliegie me  le fai quadrate ok?
Si capo
Ora dammi il cioccolato e vai in cucina io poi controllo il risultato.
Ok capo, cioè no scusa ok neurone!

Il mio neurone ha approvato il risultato finale

:-D

Gelatina di ciliegie al rhum
(english version below)

Per  circa 20 gelatine ù
Ingredienti

  • 250 g ciliegie
  • 50 ml rhum
  • 30 g zucchero
  • 100 ml acqua
  • 1 g agar agar in polvere
  • Qualche rametto di menta fresca
  • 1 bacca di pepe del Bengala



Per prima cosa lavo le ciliegie, tolgo il nocciolo, e tengo a parte qualche gambo, quindi frullo la polpa.
Tolgo 1 cucchiaio di acqua dai 100 ml e mescolo con l'agar agar.
E' importante mescolare l'agar agar con acqua prima di metterlo sul fuoco altrimenti, in cottura, si potrebbero formare grumi che, oltre a essere antiestetici e poco gradevoli al gusto, potrebbero compromettere il buon esito della gelatina.

Metto quindi l'acqua restante in un pentolino con lo zucchero, la bacca di pepe e la menta e porto a bollore. Spengo e lascio riposare due minuti. Tolgo la menta e il pepe e aggiungo il rhum,  Porto nuovamente a bollore e aggiungo l'agar agar. Lascio bollire due minuti e quindi spengo
Aggiungo lo sciroppo ottenuto alla polpa di ciliegie frullate e verso il composto nelle vaschette per il ghiaccio.
L'agar agar solidifica anche a temperatura ambiente, ma io metto in frigorifero perché voglio che le mie gelatine siano ben fredde e compatte.

Dopo un paio d'ore immergo rapidamente il fondo della vaschetta in acqua bollente. Questa operazione mi permetterà di estrarre facilmente le gelatine.
Dispongo le mie "ciliegie rettangolari" sul piatto e decoro con i gambi di ciliegia che avevo tenuto da parte.

Ecco pronte delle ciliegie da mangiare con passione. 

Jellies Cherry with rum and mint. A red and fresh passion


Cherry jelly with rum

For twenty jellies 
Ingredients 
  • 250 g cherries
  • 50 ml rum
  • 30 g sugar
  • 100 ml water
  • 1 g agar agar powder
  • Few sprigs of fresh mint
  • 1 pepper berry Bengal 

First I wash the cherries, I remove the core, and I keep aside some of the stalks, then whir to the pulp.
I am taking off 1 tablespoon of water by 100 ml, and mix with agar agar.
It 'important to mix the agar agar with water before cooking otherwise, incooking, you might form lumps that are unsightly and unpleasant to taste, and are damaging the success of the gelatin.

So I put the remaining water in a saucepan with sugar, pepper berry and mint and bring to boil. I turn off and let stand for two minutes. I take off the mint andpepper and add the rum, I bring back to boil and add the agar agar. Let boil two minutes and then turn off

I add this syrup to the pureed pulp of cherries, and I pour the mixture into icetrays.
The agar agar solidifies at room temperature, but I put in the fridge because I want my jellies well cooled and compact.

After a couple of hours I quickly immerse the bottom of the tray in boiling water. This will allow me to easily extract jellies.
Do I have my "cherry rectangular" on the plate, I decorated with stems of cherry that had kept them apart.

That's ready to eat cherries with passion.

Con questa ricetta partecipo al Red Passion Color and Food di maggio