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domenica 15 dicembre 2013

Facciamola finita

FACCIAMOLA FINITA
(This is the end, USA, 2013)
di Seth Rogen e Evan Goldberg
con Seth Rogen, Jay Bucharel, James Franco, Jonah Hill, Danny McBride, Craig Robinson, Emma Watson, Rihanna.
SE TI PIACE GUARDA ANCHE: Una notte da leoni, Strafumati, 40 anni vergine, Suxbad
TRAMA
Jay Baruchel va a a Los Angeles per trovare Seth Rogen che lo trascina controvoglia a un party a casa di James Franco. Fuori però inizia l'Apocalisse e la maggior parte degli invitati muoiono...
RECENSIONE
Trasformando il corto Jay and Seth versus the Apocalypse in lungometraggio Seth Rogen debutta alla regia al fianco dell'amico d'infanzia Evan Goldberg, col quale ha anche scritto la sceneggiatura. I due hanno dato vita un film senza freni in cui coinvolgono loro amici che si prestano al gioco interpretando semplicemente loro stessi. Lunga la lista di volti noti dotati di autoironia che si susseguono sullo schermo: i fatti e strafatti protagonisti, la cocainomane Rihanna, il posato Jonah Hill preso in giro per la propria nomination agli Oscar, Channing Tatum schiavo sessuale, il padrone di casa James Franco su cui si sprecano battuttine sulla sua sessualità e le sue manie artistiche.  E per finire i Backstreet Boys che ripropongono il balletto di Everybody nel finale paradisiaco.
Il gioco all'inizio diverte, il mix tra reale e finzione affascina, convince il fondersi di che si fondono in continuazione (bud comedy, horror, apocalittico) ma il suo degenerarsi in pura demenzialità potrebbe irritare qualche spettatore. 
In ogni caso, con grande sorpresa, il film si è rivelato un grandissimo successo di pubblico negli USA, mentre è passato in sordina da noi
Consigliabile comunque ai fan di Goldberg e agli amanti del genere comico-demenziali alla Judd Apatow..
VOTO: 6+.

lunedì 25 marzo 2013

Rendiamo grazie a Sam Raimi per averci regalato Michelle Williams in 3D

IL GRANDE E POTENTE OZ
di Sam Raimi,
USA, 2013
con James Franco, Michelle Williams, Rachel Weisz, Mila Kunis, Zach Braff
Se ti piace guarda anche: Hugo Cabret, Parnassus-L'uomo che voleva ingannare il diavolo, Alice in wonderland, Shrek, Il mago di Oz.
TRAMA
Il grande e potente Oz è un mago da quattro soldi che si ritrova per caso nel mondo di Oz per salvarlo dal suo crudele destino: una malefica strega minaccia infatti la sua serenità e il suo trono.
Per fortuna che ci sono due streghe buone che lo aiutano e gli indicano come sconfiggere la strega cattiva.
Peccato che la strega cattiva in verità sia quella buona, le streghe buone siano cattive, ed esistono due regni di cui nessuno è minacciato ma lui dovrà lo stesso salvarli.. Un po’ confusi? Non preoccupatevi, il 3D e i fiori giganti risolveranno i vostri dubbi.
Ma soprattutto c’è Michelle Williams
E Allora poca importa la trama. Poi c’è un bel 3D che rende tridimensionali le forme di Michelle Williams e dei magnifici effetti speciali. Ma l’effetto più speciale è Michelle Williams. E poi c’è Mila Kunis, ma quando vede Michelle Williams diventa verde dall’invidia perché Michelle Williams è proprio la principessa-fatina più bella, buona e saggia del mondo.
E poco importa che Michelle non sia mai stata così inespressiva, perché non è mai stata così bella in un film che non sia uno dei suoi soliti film indipendenti d'autore che nessuno vede. E fra tutti gli ottimi attori sprecati, a trarne maggiori profitti è proprio lei, che con questo ruolo si porterà a casa il titolo di bellissima fatina, nonché un sacco di soldini e popolarità.
RECENSIONE
Il grande e potente Oz è soprattutto un grande spettacolo per gli occhi.
E se Il mago di Oz, pietra miliare del cinema uscita circa 70 anni fa, ha segnato più di una generazione, questo nuovo film Disney diventerà un classico almeno per una generazione, il che mi sembra già un ottimo traguardo.
Perché questa spettacolare fiaba ha tutte le carte in regole per soddisfare il suo pubblico, basta non voler mettere i puntini sulle "i".
Nonostante il grande budget a disposizione, la produzione infatti pare aver risparmiato sugli stipendi degli sceneggiatori e investito tutto sull’aspetto visivo, probabilmente pensando che al pubblico infantile della fiaba potesse bastare, il che è anche il motto di un film in cui più volte viene ripetuto che ciò che conta è l’apparenza e non la verità. Ma chi risponderà alle domande dei bambini che continueranno a chiedere perché, perché e perché una volta che avranno digerito l’effetto ammaliante del 3D e dei colori?
E che dire degli attori, scelti tra i più bravi in circolazione e costretti a interpretare personaggi monodimensionali? 
Ma gli enormi, gravi buchi di sceneggiatura e i personaggi tagliati con l'accetta sono compensati da un aspetto visivo affascinante, davvero magico e potente, con un 3D convincente e con un’esplosione di colori e trovate visive azzeccate, nonché ammiccamenti cinefili che soddisferanno i critici e i cinefili delusi della trama: perché l’inizio in bianco e nero in 4:3 è una trovata arguta squisitamente artistica che non ha nulla a che vedere con la trama, mentre diegetico appare l’omaggio al primo vero inventore del cinema: Thomas Edison. Senza di lui e la sua pellicola infatti non ci sarebbero stati i fratelli Lumière e Meliès. Quindi almeno per questo dobbiamo complimentarci a Sam Raimi che è riuscito ad inserire una lezione di storia del cinema in un blockbuster per famiglie.
VOTO: 7-

domenica 8 febbraio 2009

Recensione di MILK di Gus Van Sant

Storia dell'attivista omosessaule Harvey Milk, freddato da un politico rivale nella San Francisco degli '70.
Non è un brutto film e come biografia è ben fatta, ma Da Gus Van Sant mi aspettavo qualcosa di meno convenzionale. La telefonata di Emile Hirsch è l’unica nota originale in un film altrimenti troppo inamidato. 
Un po’ troppo hollywoodiano nello stile e per questo le 8 nomination agli Oscar non sono una sorpresa, nonostante il tema trattato. Bravissimi gli interpreti, da James Franco a Emile Hirsch, oltre che il protagonista Sean Penn. Quest'ultimo infatti compie quella metamorfosi che piace tanto all’Academy e si trasforma in Harvey Milk, copiandone ogni mossa, smorfia, tic proprio come Marion Cotillard fece l’anno scorso con Edith Piaf, vincendo l’ambitissima statuetta, o l’anno prima Helen Mirren e Forest Whitaker, oppure Reese Witherspoon e Philip Seymour Hoffmann, Jamie Foxx, Charlize Theron, Cate Blanchett. L’Academy premia chi meglio si immedesima nei panni di un altro! Per questo Penn ha tutte le carte in regole per vincere, perché a Hollywood preferiscono chi copia meglio piuttosto di chi inventa. L’originalità è spesso punita e l’America non è un paese per tipi originali. L’America del cinema mainstream ovviamente. Ma cosa vuol dire recitare? Creare un personaggio, dare vita ad un uomo esistente solo su carta oppure riportare in vita un personaggio già esistito? Sicuramente nella prima ipotesi c’è maggior inventiva ma anche maggior libertà, nella seconda l’attore compie un percorso di mimesi, a volte più faticoso, ma in qualche modo più falso e meccanico. E la falsità e la ripetitività trionfano spesso. Per fortuna Van Sant ha messo verità e sincerità nel suo lavoro.
VOTO : 7