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venerdì 7 ottobre 2011

L'intramontabile fascino di Jane Eyre: film del weekend

JANE EYRE,
di Cary Joyi Fukunaga,
UK, 2011

Dal 7 ottobre al cinema
Se ti piace guarda anche: Orgoglio e Pregiudizo, Jane Eyre (1996)

Jane Eyre è una bambina sfortunata, cacciata di casa dalla ricca zia e cresciuta in un collegio in cui vige una disciplina ferrea. Una volta adulta, colta ma non molto aggraziata nell’aspetto, incontra solo due uomini, ma entrambi si innamorano di lei.


Si tratta del 24°esimo adattamento del celeberrimo romanzo di Charlotte Brontë datato 1847 Jane Eyre, che a quanto pare non ha ancora esaurito la sua linfa vitale. A 14 anni dal fortunato film di Zeffirelli che vedeva Charlotte Gainsbourg nei panni dell’eroina, questa nuova versione vede alla regia il quasi esordiente Cary Joyi Fukunaga, americano ma di origini nippo-svedesi alle prese con una produzione britannica.

Ancora una volta viene raccontato un amore che trionfa in un mondo di convenzioni, ancora una volta un’eroina femminista anti-litteram.

Un po’ come era successo con Orgoglio e Pregiudizio qualche anno fa, i classici della letteratura inglese “femminile” dimostrano di avere ancora oggi grande appeal e ben vengano nuove versioni se a disposizione ci sono talenti del genere.
Innanzitutto quello del regista, al quale si sono schiuse le porte del mercato internazionale, della sceneggiatrice Moira Buffini, del direttore della fotografia Adriano Goldman e di un supercast dei migliori attori emergenti del momento: la protagonista Mia Wasikowska,
al cinema anche col nuovo attesissimo film di Gus Van Sant, L’amore che resta, Michael Fassbender, fresco di Coppa Volpi e al cinema anche con A Dangerous Method di David Cronenberg, Jamie Bell al cinema anche con The Eagle, ma pure la veterana Judi Dench, naturalmente impeccabile e una partecipazione della sempre ottima Sally Hawkins. Valentina Cervi appare brevemente nei panni della folle moglie di Rochester che nella versione di Zeffirelli furono di Maria Schneider.
Un romanzo come questo è sempre difficile da adattare, ma la sceneggiatura si rivela fedelissima e accurata, capace di condensare in due ore la marea di emozioni provate dall’eroina, pur risentendo, soprattutto nella seconda parte, del poco tempo a disposizione.

Le atmosfere conducono in modo mirabile nell’universo ottocentesco di Jane Eyre, grazie a un valido montaggio e soprattutto a una fotografia ottima che segue la lezione di Barry Lyndon inseguendo solo luci  naturali e creando così degli effetti pittorici notevoli. E poi c’è una straordinaria protagonista, capace di infondere forti emozioni ad ogni inquadratura.

VOTO: 7,5









domenica 25 settembre 2011

The Eagle: una riuscita avventura epica

THE EAGLE
(THE EAGLE OF THE NINTH)
DI KEVIN MACDONALD,
UK, 2011
con Channing Tatum, Jamie Bell, Donald Sutherland

Ora nei cinema
Se ti piace guarda anche: L'ultima legione, Centurion, Braveheart

Nella Britannia del secondo secolo, un soldato romano di nome Marco Aquila, (Channing Tatum) vuole riconquistare l’onore che il padre ha perso in una disastrosa e famigerata impresa che ha portato l’imperatore a costruire il celebre Vallo di Adriano.

Congedato con onore, il valoroso soldato non si da per vinto e decide di attraversare il vallo con l’aiuto del suo servo, nonostante lo zio (Donald Sutherland) e altri romani cerchino di dissuaderlo.

Il giovane che lo accompagna, Esca (Jamie Bell) è un britanno che gli può essere di aiuto perché parla perfettamente anche la lingua dei romani: ma ci si può fidare di uno straniero che è per di più anche schiavo?

Dopo Centurion, film dell’anno scorso di Neil Marshall con Michael Fassbender e L’ultima Legione, film con Colin Firth tratto da Valerio Massimo Manfredi, la Nona Legione Romana continua a ispirare il cinema

Ci voleva un regista scozzese per dare vita a questo racconto epico a sua volta tratto da un romanzo: Kevin MacDonald, già premio Oscar nel 2000 per il documentario Un giorno a settembre, rende questo peplum bellico ad alto rischio polpettone un film personale, in cui si sente l’impronta del regista, evidentemente coinvolto da questi avvenimenti storico-leggendari che riguardano la sua terra.

Così, la parte bellica, ben girata, si alterna a quella della suspense e dell’action, che riescono a a coinvolgere lo spettatore fino alla fine. Ma c’è anche una breve ma piacevole parentesi sull’amicizia virile e sul senso di lealtà, nonché un curioso intermezzo ipnotico-tribale. Peccato per la scena finale da buddy-movie, ma è una pecca che si può perdonare.
Inoltre MacDonald, che già fece vincere l’Oscar a Forest Whitaker nel 2006 per L’ultimo Re di Scozia, riesce a far recitare l’ex modello Channing Tatum, mentre Jamie Bell conferma il suo talento ma è ancora lontano dal ruolo che lo faccia emancipare da Billy Elliott.

Infine, l’elemento di maggior interesse della pellicola è la fotografia, che si adatta allo stato d’animo del protagonista.

Più di un ordinario film epico per appassionati, che potrebbe insomma trasformarsi in una piacevole sorpresa per i più scettici.

VOTO: 6,5