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domenica 16 maggio 2021

Torta ricotta, miele e farina di ceci

Torta golosa, proteica e senza glutine per una colazione super. Preparata con ricotta, miele e farina di ceci.


Un'altra torta di ricotta, un'altra torta con farina di ceci, un'altra torta laccata con miele, un'altra con gocce di cioccolato. Come ben potete capire ho messo tutto quello che amo in una torta per fare colazione, ma anche spuntino e merenda. Le ricette le scrivo per voi ma le scrivo anche per me e questa è proprio così! Urge salvarla perché merita. Ovviamente la torta ricotta, miele e farina di ceci non poteva che essere senza glutine. Però ditemi, solo io faccio colazione con un calderone di tisane snellente e 4 fette di torta? Solo io, di Domenica, faccio colazione rigorosamente dopo le dieci e a mezzogiorno non ho ancora le idee chiare su cosa fare a pranzo?
Comunque, provatela questa che è super buona, ve la raccomando!

Torta golosa, proteica e senza glutine per una colazione super. Preparata con ricotta, miele e farina di ceci.


Ingredienti:

  • 350 g di ricotta (io di pecora)
  • 150 g di zucchero
  • scorza di un limone bio
  • un poco di cannella
  • 4 uova grandi
  • un pizzico di sale
  • 200 g di farina di ceci
  • 50 g fecola di patate
  • 8 g di lievito in polvere
  • 40 g di gocce di cioccolato fondente
  • miele a piacere
Torta golosa, proteica e senza glutine per una colazione super. Preparata con ricotta, miele e farina di ceci.


Procedimento:

Su 4 strati di carta da cucina appoggiate la ricotta per farla asciugare bene dallo siero. Dividete i tuorli dagli albumi. Aggiungete un pizzico di sale agli albumi e montateli a neve fermissima. In un altra ciotola più capiente, lavorate con le fruste elettriche la ricotta, lo zucchero, i tuorli, la scorza di limone e la cannella.
Aggiungete la farina di ceci setacciata assieme alla fecola di patate e il lievito in polvere.
Con un a spatola di silicone o un mestolo in legno incorporate piano piano gli albumi montati a neve, con movimenti lenti dal basso verso l'alto aggiungendo anche le gocce di cioccolato.
V
ersate in una tortiera da 24 cm (può andare bene anche una più piccola, così vi uscirà più alta) imburrata e infarinata o semplicemente, foderata da carta forno.
Cuocete per 35-40 minuti in forno statico preriscaldato a 180°C, posizionando la tortiera più in basso possibile.
Appena fuori dal forno, quindi ancora calda, capovolgete la torta su un piatto e spennellate il fondo con miele. Successivamente, capovolgete la torta sopra la griglia di raffreddamento e spennellatela con abbondante miele anche sopra e lasciatela raffreddare.


Torta golosa, proteica e senza glutine per una colazione super. Preparata con ricotta, miele e farina di ceci.




domenica 30 agosto 2020

Curcuma e miele

 

Super food alleato della nostra salute. Come prendersi cura della propria salute.

Curcuma e miele. Un'accoppiata vincente. E se mettessimo insieme anche lo zenzero? Partiamo dall'inizio però di questa storia mia col miele...
Dopo anni e anni di prediche da parte di mio padre sulle proprietà benefiche del miele che io detestavo (l'unica risposta al suono di "latte e miele" era "Bleah!"), all'improvviso ho cominciato a cercarlo. Una tazza di latte e miele che da piccola era solo un fastidioso vociferare di mio papà contro il latte con cacao e zucchero che a me piaceva, è diventata una coccola quando volevo il suo conforto. Quando avevo voglia di andare al letto con il sottofondo rassicurante del suo russare dalla stanza a fianco ma ormai ero grande ed ero a casa mia, bastava un po' di latte caldo e miele dei millefiori di monte Pelio e lui c'era. Quando dopo trent'anni ha visto in due vasi da 1 kg, comprati per le provviste invernali, che la sua opera di conversione al consumo di miele aveva dato i suoi frutti ne fu felice, anzi, felicissimo. Il giorno dopo mi si presentò con un baratollo di curcuma in polvere! "Da mettere nel miele e consumare un cucchiaino al giorno!" disse con l'aria di prescrizione medica.
La verità è che nella mia famiglia abbiamo lunga tradizione della automedicazione che consiste in una serie d misure preventive dei quali erbe officinali e alimenti mirati ne fanno parte. La capostipite era la bis nonna che gestì il suo stato di salute fino a 97 anni in modo eccellente, ma anche nonna non era da meno.
Sapete qual'è uno dei mali della nostra epoca? L'espropriazione della salute. La tua salute è affare dei medici, dei ricercatori, delle case farmaceutiche, del ministro della Sanità, dei farmacisti, dei nutrizionisti! Di tutti fuorché di te che sei considerato incompetente, ignorante e pericoloso. L'espropriazione della salute è il primo passo perché la tua salute vacilli. Ma non temere saranno altri che la dovranno gestire. Non dico che gli strumenti non servano, per carità. Dico solo che dovrebbero rimanere tali.
Mai come quest'anno, aspettiamo con l'ansia dell'incognita un autunno di influenze, senza tuttavia fare nulla per essere parte attiva. Vax, NoVax, iperangosciati contro negazionisti, coscienti e incoscienti, destra e sinistra (come contraposizione, non come schieramenti politici.) E in mezzo? In mezzo il nostro stato di salute che non ci appartiene più. Come pecore stipate fuori dal mattatoio del tempo, aspettiamo quel che succederà.
L'estate e specialmente Agosto era un tempo il mese di preparazione per l'inverno a 360°. Non solo conserve di pomodoro, raccolte ed essiccazioni e verdure sottolio,  ma tutta una serie di meccanismi messi in atto per rafforzare il sistema immunitario, quello sconosciuto... Momento di grande ricarica di vitamine ed energie oltre che provviste. Ad Agosto si parla di mietitura, di trebbiatura e ci dimentichiamo che anche gli apicoltori hanno raccolto tantissime varietà di miele da mettere a disposizione della nostra salute, perché proprio di questo si tratta! Ma anche a Settembre siamo in tempo di prenderci cura di noi ed essere parte attiva.
Curcuma e miele sono ottimi alleati del sistema immunitario, del nostro sistema immunitario, ricordiamocelo che è nostro. Non sto ad elencarvi le proprietà antibiotiche, antiossidanti e antinfiammatorie ecc della curcumina e del miele né a darvi posologia e tempi di guarigione dai raffreddori. Curcuma e miele ve lo propongo esattamente così come è stato proposto a me, ovvero come un super food da aggiungere ad un atteggiamento di vita: io mi prendo cura di me.
Il miele cercatelo di agricoltura bio e in diretto rapporto con l'apicoltore. La curcuma la trovate in polvere (e lo zenzero pure, anche se io ho voluto utilizzarlo fresco). Le dosi della miscela possono essere variabili e a seconda dei gusti. Il consumo dettato sempre dal buon senso (anche quello perso per strada in molti casi, ma lo si può sempre ricercare, riconquistare ad affinare). La natura ci propone la stagionalità. Cogliamo il suggerimento. Di tutto fate un uso stagionale, a cicli. Così anche con la curcuma e il miele. A periodi inseriteli nella vostra alimentazione e ascoltando sempre le risposte del vostro corpo.

Super food alleato della nostra salute. Come prendersi cura della propria salute.

Ingredienti:
  • 500 g di miele
  • 15 g di curcuma in polvere (2 cucchiaiate)
  • 5 g di zenzero fresco grattugiato (oppure secco in polvere)
Super food alleato della nostra salute. Come prendersi cura della propria salute.

Procedimento:

Spelate un pezzettino di zenzero e grattugiate una piccola quantità fino a quanto il vostro palato regge la sua piccantezza. Io metto circa 5 grammi ma voi potete mettere anche di più o di meno. Mischiate energicamente miele curcuma e zenzero con una forchetta asciutta, (non tuffate mai nel miele cucchiai, coltelli o forchette con acqua perché si guasta). Lasciate riposare. In superficie si formerà una leggera schiuma è lo zenzero grattugiato che affiora. Mischiate prima dell'uso.

Super food alleato della nostra salute. Come prendersi cura della propria salute.

Proposte di usi:

  • a colazione con pane tostato e fettine di avocado
  • con yogurt greco e noci
  • in una tazza di latte o tè verde
  • da aggiungere in insalate fresche agrodolci  assieme a olio e aceto
  • per marinature di carne
  • per condire verdure grigliate sempre con olio e aceto
  • per addolcire la macedonia di frutta
  • per glassare e lucidare una torta appena sfornata

Super food alleato della nostra salute. Come prendersi cura della propria salute.



giovedì 20 febbraio 2020

Fritti di Carnevale


- Mamma, ci fai i fritti di Carnevale? Non li abbiamo mangiati...
- Ma se è da un mese e mezzo che mangiate le zeppole che nonna vi compra a quintali ogni Domenica!
- Ma i fritti di Carnevale non li abbiamo mangiati oggi che è Giovedì Grasso!
E già! La tradizione esige una dolce frittura che fa a botte con le mie esigenze del momento che sarebbero di ozio creativo. Vediamo se riesco a conciliare entrambi le cose... 
In frigo custodisco gelosamente tre basi per fritto della fornitura Stuffer,  in attesa dell'ispirazione divina che le porta a trasformarsi in deliziosi bocconcini. Ma se sono già di per se deliziosi bocconcini, di che trasformazione hanno bisogno? Ho avuto l'occasione di assaggiare questa nuova base, durante l'ultimo evento "In Cucina con Stuffer" il 3 Ottobre scorso, in una squisita ricetta preparata da Misya che trovate QUI. Un prodotto veramente buono, per preparazioni sia dolci che salate. E niente, una l'ho sacrificata per accontentare i miei "piccoli", ma ho voluto viziarmi proprio e usarla in purezza. Quando una ricetta ha pochissimi ingredienti è fondamentale che la qualità sia eccellente, e dato che con la base ci siamo, non potevo che aggiungere miele greco di agricoltura biologica che producono le api del mio vicino di casa in Grecia. Profumo di cera pura, di timo e fiori di montagna. Profumi che mi inebriano dopo ogni pioggia estiva sulla montagna dei Centauri. Andiamo a friggere che oggi è Giovedì grasso!


Ingredienti:



Procedimento:

Mettete l'olio a scaldare. Srotolate la base per fritti. Tagliate strisce di 1 centimetro, verticali al lato più lungo del rettangolo. Arrotolatele senza stringerle troppo.
Friggete in olio abbondante, a temperatura medio bassa fino a doratura desiderata. La base è talmente fatta bene che non servirà quasi lasciarla scolare su carta da cucina, come si fa di solito per le fritture. Giusto per l'olio che tirerete su col la schiumarola...
Condite subito con miele e le perline colorate, oppure miele e cannella, o miele e trito di noci, come più vi piace insomma.



domenica 16 dicembre 2018

Melomakarona


Melomakarona, nella cucina greca sono i dolci Natalizi per eccellenza! Quelli che si fanno solo ed esclusivamente a Natale. Mentre kourabiedes, baklava ed altri dolci li trovate di diritto tutto l'anno e per più occasioni, diples e melomakarona solo a Natale! Profumo inconfondibile di ogni Dicembre, non sono biscotti, bensì dolci da offrire agli ospiti, da portare in regalo, dolci coi quali strafogarsi con la scusa di colazione o merenda, prima che i Kalikantzari (qui vi racconto chi sono) li facciano fuori tutti! Tra i dolci di Natale sono decisamente i miei preferiti!
La ricetta che vi lascio è quella tradizionale, anche se anni fa li preparavo con una ricetta ancora più antica preparando pure il lievito ma il resto degli ingredienti erano gli stessi. Un tempo li si riempiva anche con un trito grossolano di noci, pangrattato e cannella (lo stesso coi quali li si cosparge dopo averli messi nello sciroppo), ma a me sono sempre piaciuti semplici.




Ingredienti:
  • 250ml di olio d'oliva extravergine
  • 125ml succo d'arancia 
  • 60ml cognac (brandy o rum scuro)
  • scorza di una arancia bio (2 se piccole)
  • mezzo cucchiaino di cannella
  • una punta di cucchiaino chiodi di garofano
  • 1 bustina di lievito in polvere per dolci
  • 10g di zucchero
  • 450g di farina 00
  • 80g di semola fine

Per lo sciroppo:


  • 250ml di acqua
  • 500g di zucchero
  • 3-4 abbondanti cucchiaiate di miele (millefiori dalla Grecia, per me)
  • una stecca di cannella
  • un pizzico di sale
  • 20ml di succo di limone
Per la copertura
  • 100g di noci
  • 20g di pangrattato
  • 20g di zucchero
  • mezzo cucchiaino di cannella

Esecuzione:

In una bacinella mettete l'olio, lo zucchero, il succo, il cognac o brandy, la scorza, la cannella e la polvere dei chiodi di garofano. Aggiungete la farina setacciata insieme alla semola e il lievito e impastate. Lasciate riposare 30 minuti. Riprendete l'impasto per incorporare nuovamente l'olio che sarà fuoriuscito. Formate i melomakarona dando una forma affusolata come nella foto (alcuni li fanno anche tondi...), posizionateli su una teglia foderata da carta da forno e bucateli 3-4 volte con i denti di una forchetta.



Infornate in forno già caldo 
a 180°C se statico, a 170°C se ventilato fino a doratura desiderata.
Preparate lo sciroppo facendo bollire per 5 minuti lo zucchero con l'acqua, la stecca di cannella, il miele e il pizzico di zucchero. All'ultimo aggiungete il limone. 
Tenete lo sciroppo a temperatura alta mantenendo un minimo di fiamma sotto e pochi per volta immergete i vostri melomakarona, che nel frattempo si saranno sfreddati, per 3-4 minuti circa girandoli da entrambi i lati. Con una schiumarola tirateli fuori dallo sciroppo e poggiateli su un vassoio spolverato con in misto di noci tritate grossolanamente, pangrattato, zucchero e cannella e con lo stesso misto spolverateli subito anche sopra e Natale sia!

Buone e serene feste!

Un abbraccio al profumo di miele, noci, arancia e cannella!

   

mercoledì 5 dicembre 2018

Tahinopita


Ingredienti pochi e preparazione semplice che racchiude in sé gesti di tradizioni antiche. Tahinopita è una torta cipriota insaporita con pasta di sesamo, tahini appunto, addolcita con miele e profumata di cannella. I ciprioti hanno messo l'arte, la Stuffer S.p.A  ha messo la base (quella per pizza va benissimo), quindi qualcosa dovevo mettere pure io! Ho optato per le gocce di cioccolato che hanno portato il gusto all'ennesima potenza. Altre volte avevo provato a fare tahinopita senza risultati soddisfacenti. Si vede che tra me e i lievitati non c'è il giusto feeling, quindi quando ho avuto tra le mani una base pronta non ho potuto che provare ancora. Se la tahinopita resiste nei secoli e accomuna più popoli, qualche motivo ci sarà! Provate e lo capirete.


Ingredienti:

  • 1 base per pizza Stuffer
  • 100g di tahini
  • 120g di miele (per me millefiori BIO dalla Grecia)
  • cannella in polvere
  • gocce di cioccolato fondente
  • pochissima farina


Esecuzione:

Mettete una ciotola sulla bilancia e versate 100g di pasta di sesamo e 120gr di miele. Con una forchetta mescolate energicamente.
Srotolate la base per pizza, capovolgetela su un pezzo di carta da forno spolverato leggermente di farina e staccate la carta da forno in dotazione (operazione che faciliterà l'arrotolamento successivo).
Spalmate il composto di miele e tahini, spolverate di cannella e cospargete le gocce di cioccolato.

Arrotolate per la lunghezza, spolverate con pochissima farina e tagliate a rondelle spesse 2 cm circa.
Poggiatele sulla teglia foderata con la carta da forno in dotazione, copritele con l'altra carta da forno e con la mano schiacciate ogni rondella.
Cuocete in forno prescaldato a 170°C se ventilato, a 180°C se statico per 12 - 15 minuti circa.




mercoledì 21 febbraio 2018

Biscotti senza, quadrotti ricchi di bontà


I biscotti quadrotti senza latte, uova e burro sono delle vere e proprie bombe di bontà! Ricchi di sapore, profumo e valori nutritivi sono ottimi per colazione o per spezzare la fame a metà mattina se si desidera un dolce. La cucina greca vanta un' infinita varietà di prodotti tradizionalmente vegan, ricchi di frutta secca, speziati, molto saporiti e anche se questa è ricetta di Apriti Sesamo credo che pure in Grecia piacerebbe molto.
Sono i "biscotti senza" per via della mia intolleranza al glutine ma senza anche per pura golosità! Sapete già dalle varie torte rigorosamente realizzate con farina di ceci, quanto mi piace usare questa farina per preparazioni dolci e i quadrotti sono facili da fare e sempre all'altezza di ogni situazione: che sia voglia di dolce, voglia di iniziare la giornata nel modo giusto, voglia di contrasto tra uva passa morbida e croccante pezzi di noci, insomma provateli ma state attenti che creano dipendenza, sono veramente ricchi di bontà! Noci, miele, cannella, suco d'arancia e una farina dal carattere forte ma senza glutine, la farina di ceci, ecco non aggiungo altro! A voi la ricetta:




Ingredienti:

  • 200g di farina di ceci
  • 100g di farina di riso
  • 50g di amido di mais
  • 50g di zucchero grezzo di canna
  • 50g di miele
  • 50g uva passa (la mia piccola, scura di Corinto)
  • 50g di noci
  • 140ml succo d'arancia
  • 10g di lievito in polvere
  • 100ml olio l'oliva extravergine


Esecuzione:
 
In una terrina mettete l'uva passa, lo zucchero, le noci trittate grossolanamente e le polveri setacciate (farina di ceci, farina di riso, amido di mais e lievito in polvere. Mischiate bene con una spatola in silicone. Aggiungete i liquidi (succo d'arancia e olio) e continuate ad amalgamare sempre girando con la spatola.

E' un impasto appiccicoso che non si presta ad essere lavorato con le mani. Roveschiate il vostro impasto su carta forno, oleate un pochino la superficie dell'impasto e posizionate sopra un ulteriore pezzo di carta forno. Con l'aiuto di un mattarello appiattite l'impasto, "fatelo pita" come si direbbe in greco! Lo spessore lo scegliete voi! A me piace molto sottile, a mio marito i quadrotti piacciono un po' più alti...
Togliete la carta forno e mettete a cuocere per 18-20 minuti massimo a 180°C in forno statico preriscaldato.
Lasciate sfreddare e tagliate i biscotti senza a quadrotti veramente ricchi di bontà! Se volete potete rimetterli al forno a 130°C per il tempo che serve per perdere ulteriormente l'umidità. Noi non riusciamo mai perché facciamo subito l'assalto e spariscono in fretta.






venerdì 9 febbraio 2018

Arrubiolus, frittelle al formaggio ricetta sarda


Per Carnevale i dolci fritti vanno forte! Ogni regione sfodera le sue migliori fritture locali ed è forse il più grande momento di convergenza culinaria dal nord al sud dell'Italia. Ricette identiche con nomi diversi, ricette che si diversificano per uno o due ingredienti! Giovedì grasso non ho potuto fare a meno che attenermi alla tradizione e quindi presentare ai miei piccoli  gli Arrubiolus! Ricetta sarda di frittelle al formaggio molto meno conosciute e amate delle famose zippulas. Diciamoci la verità, mentre il mondo sardo carnevalesco è pieno di zippulas,  fatti o frati fritti e chiacchiere (che a distanza di 5 metri cambiano nome), di arrubiolus neanche l'ombra! Quando però chiesi a mia suocera (83 anni) una ricetta di carnevale tipica sarda oltre le zippulas mi ha risposto subito Arrubiolus e mi diede il fogliettino dove aveva segnato gli ingredienti dettati dalla sorella ma in modo molto approssimativo. Allora tirai fuori il libro "Cucina di Sardegna" di Itala Testa , pubblicato nel 1982 ed ecco qua la sua ricetta!
Itala Testa (nata a Serramanna nel 1917) presenta così il suo libro: "ho passato i miei esami più volte e spesso sono stata gratificata con la lode dai famigliari (giudici severissimi) e dagli amici sardi e non. Dopo quarant'anni di militanza in cucina, ho creduto di essere in grado di scrivere quello che ho imparato." Fosse una donna dei nostri giorni si sarebbe creduta pronta a scrivere ricette e dispensare consigli in concomitanza col suo primo ingresso in cucina che magari coinciderebbe per puro caso con l'apertura di un blog!  La sua profonda conoscenza della cucina regionale invece deriva oltre che da consolidate tradizioni famigliari anche da un profondo amore per la cucina sarda che la porta, nel corso degli anni, a fare "ricerca sul campo" per verificare e integrare le proprie esperienze, in tutta l'isola.
Torniamo però alla ricetta dei nostri arrubiolus, che si chiamano così per via del loro colore tendente al rosso,  "arrubiu" in sardo. Ovviamente le piccole variazioni sul tema esistono da una cucina all'altra anche della stessa regione e così li troviamo con ricotta o altro formaggio fresco, addolciti con zucchero o miele, a seconda delle preferenze. Tuttavia credo ci sia una linea guida per non confonderle con le frittelle di ricotta di altre regioni. Le ricette sarde hanno un occhio di riguardo per la semola e abbinano speso profumo d' agrumi allo zafferano i dolci quelli più antichi spesso non prevedono lievitazione e meno che mai con lievito chimico. I sardi amano usare i formaggi, presenti nell'isola in grande varietà e alta qualità, anche per i dolci tradizionali  e vi assicuro che ne escono dolci sublimi come le sebadas ma anche come gli arrubiolus, ricetta forse caduta in disuso a scapito di altre prelibatezze.
Vi metterò la ricetta per come l'ho sperimentata io e in seguito la ricetta come viene riportata nel libro di Itala Testa. Così potete scegliere come meglio sperimemtare. Io ho avuto difficoltà ad ottenere la consistenza delle tagliatelle, come dice l'autrice, e credo che se avessi insistito con l'aggiunta di semola i dolci mi sarebbero usciti troppi compatti e meno buoni. Sperimentate voi! Ho preferito poi addolcirli col modo più antico di dolcificazione, quindi al posto dello zucchero ho scelto il miele, leggermente scaldato e diluito con qualche goccia d'acqua. Ma si può usare anche lo zucchero o ancora meglio la sapa!





Ingredienti:

  • 150g di formaggio fresco (ho scelto "Dolce Sardo", un formaggio a pasta molle)
  • 200g di semola a grana fina
  • 3 uova medie 
  • 30g di zucchero a velo
  • la buccia grattugiata di 1 limone (bio)
  • la buccia grattugiata di 2 arance (bio)
  • 1 bustina di zafferano
  • olio d'arachidi per friggere
  • 100g di miele
  • 1 cucchiaiata di acqua
  • amido di mais per lavorare senza che l'impasto si appiccichi nelle mani

Esecuzione:

Grattugiate il formaggio fresco e mischiatelo con la semola. Aggiungete le uova, lo zucchero e i profumi.
Impastate il tutto, aiutandovi con un cucchiaio liberatevi le mani dall'impasto e lasciatelo riposare per un ora, fino a che la semola non abbia assorbito parte dell'umidità. 

Spolverate bene il piano di lavoro e le vostre mani con amido di mais, formate dei cordoncini del diamentro di 2-3 centimetri e ritagliate dei pezzi lunghi altrettanto, praticando il taglio diagonalmente.
Foggiare delicatamente con le mani queste porzioni di pasta, dando la forma di un rombo bombato e friggeteli in olio caldo a temperatura bassa!
Una volta ultimata la frittura lasciateli sopra la carta da cucina, ma vi accorgrete che non hanno assorbito per niente l'olio.
Scadate una cucchiaiata di acqua e 100g di miele e colatelo sopra i vostri arrubiolus!



La ricetta di Itala Testa:
"150gr. di formaggio fresco; 150gr. di semola a grana fine; 3 uova; 30gr. di zucchero a velo; la buccia grattugiata di 1 limone e di 2 arance; un pizzico di zafferano; olio e strutto per friggere.



  Grattugiare il formaggio fresco e mischiarlo con la semola. Disporre la mistura a fontana sul tavolo di cucina, gettarvi al centro le uova intere, una cucchiaiata di zucchero la buccia grattugiata del limone, delle arance e in pizzico di zafferano.
  Impastare il tutto come una comune pasta per tagliatelle di cui deve avere anche la consistenza; se l'impasto risultasse troppo spesso lo si inumidisca con qualche cucchiaiata di sugo d'arancia o se al contrario fosse troppo morbido bisognerà aggiungere un poco di farina.
  Ottenuta la consistenza desiderata ridurre la pasta in cilindretti del diametro di 3 o 4 centimentri; ritagliarli in pezzi lunghi altrettanto, praticando il taglio diagonalmente.
  Foggiare con le mani queste porzioni di pasta, dargli la forma di un rombo bombato e friggerli in olio e strutto caldo, miscelato in parti uguali.
  Estrarli dal grasso appena dorati e inzuccherarli subito con zucchero semolato. Disporli su un piatto di portata e velarli di zucchero in polvere vanigliato, poco prima di mandarli in tavola."

 

mercoledì 20 dicembre 2017

Diples e Kalikantzari



Diples, ovvero pieghe! Odore di Natale, sapore di Natale! Miele e noci, piccole delizie da gustare alla greca! Voi le fate a Carnevale e senza le miele e noci, ma nella cucina greca sono dolci di Natale. Dolci tentazioni da lasciare su vassoi pieni, sparsi in giro per la casa, in modo che quando gli gnomi cattivi del Natale che si chiamano Kalikàntzari, entrano in casa di notte, trovano sempre diples da mangiare e desistono dal combinare guai come spargere la cenere del cammino, la farina o lo zucchero, fare sparire oggetti di uso quotidiano ecc. I Kalikantzari escono di notte per 12 giorni consecutivi dal 25 Dicembre al 6 Gennaio. Sono gnomi, folletti, cattivi che tutto il resto dell'anno stanno nelle viscere della Terra e cercano di segare il tronco che tiene il mondo per farlo crollare. Sono essere cattivi e viscidi e chi li incontra rischia la vita. Mia bisnonna credeva fermamente alla loro presenza natalizia. Non raccontava le storie per divertire noi i più piccoli ma perché per lei era così e punto! Erano cose vere! Mai uscire di casa dopo il calar del sole per i 12 giorni tra Natale e Epifania! "Se trovano un uomo gli saltano in testa, sulle spalle, lo tirato e lo strattonano, cantano e suonano (in modo disarmonico) e lo obbligano a ballare finché non cade a terra esausto o morto. Se trovano una ragazza le fanno la festa!!! Se la vogliono sposare tutti insieme!" diceva. Poi ci narrava di una che si salvò con l'astuzia, chiedendo ai Kalikantzari di portarle scarpe da sposa di non so quale fattura, e poi vestiti di non so quale stoffa e gioielli portati da posti impossibili e andò avanti così finchè si fece alba, il gallo cantò e i Kalikantzari scapparono via per nascondersi.
Facciamo un po' di diples allora che non si sa mai! Cruccio e delizia  natalizia durante il mio apprendistato di cuoca affianco a nonna Marigoula che sosteneva invece  che i Kalikantzari e i loro guai altro non erano che l'espressione della stanchezza delle casalinghe, che in quel periodo avevano un gran da fare! Inutile dirvi che ora come allora ho preparato le diples con la voce di nonna che mi ripeteva "si chiamano diples perché devono uscire piegate e non dritte. Fai un fiocchietto, girale un po', falle arricciare un poco, altrimenti che diples sono! Fai qualche fiocchietto se non riesci a darle una piega e non bruciarle! Non devono colorarsi molto che l'uovo colorato così diventa pesante per il fegato! Ecco, questa l'hai bruciata... toglila!" Ecco nonna, metto il campionario delle mie diples non ancora inzuppate, così presento a tutti, partendo da sinistra: la dipla perfetta, quella dritta, la leggermente arricciata, il fiocchetto e la bruciata! 



Ma sai che ti dico nonna, io le inzuppo tutte quante, le cospargo di noci tritate e aggiungo pure un pizzico di libera interpretazione aggiungendo nel trito di noci un po' di scorza d'arancia abbrustolita che ci sta divinamente.


Ingredienti:
  • 350g farina 00
  • 4 uova
  • 45ml acqua
  • 1 bustina di lievito in polvere
  • pizzico di sale
  • 2 tazze di noci tritate finissime
  • olio di arachidi per friggere
  • ulteriore farina per stendere la pasta
per lo sciroppo
  • 250ml di acqua
  • 250g di miele
  • 250g di zucchero
  • un cucchiaino di succo di limone


Esecuzione:

Setacciate il lievito con la farina. Sbattete le uova con l'acqua e il pizzico di sale (ma pizzico proprio!), incorporate la metà della farina e amalgamate bene. Continuando a impastare aggiungente il resto della farina, formate un panetto, copritelo con pellicola trasparente e lasciatelo riposare per 20 minuti.
Dividete l'impasto in 8 pezzi e uno per volta, infarinatelo e stendetelo il più sottile possibile, infarinando ogni tanto in modo che non si attacchi. Tagliate a listarelle, piegatele come meglio vi viene e friggetele poche per volta in olio ben caldo ma a temperatura bassissima. Togliete appena diventano dorate ma non troppo, (che altrimenti nonna ha da dire che sono bruciate e fanno male se mangiate spensieratamente, invece se cotte bene, dorate al punto giusto potete fare fuori tutto il vassoio e per i Kalikantzari  pazienza...)
Lasciatele sfreddare sopra la carta da cucina e preparate lo sciroppo, facendo bollire per 2 minuti, acqua, zucchero, miele, aggiungendo anche un cucchiaino di succo di limone.
Allo sciroppo caldo (bollente) inzuppate per mezzo minuto la diples poche per volta e quando le tirate fuori le adagiate su un vassoio e le cospargete con noci tritate finemente. Io ho voluto aggiungere alla polvere di noci, la scorza d'arancia abbrustolita e un anno con nonna avevamo mischiato anche cioccolato fondente tritato... Fate un po' voi, personalizzate come più vi piace. Anche se fondamentalmente il sapore e la personalizzazione si fa sulla scelta del miele da abbinare alle noci. Ottimo il miele di timo! Provatelo!





martedì 14 marzo 2017

Torta di miele e ricotta



Melòpita Sifnou! Un ricetta che arriva dall'isola di Sifnos! Nella cucina greca, isolana per lo più ma anche continentale, l'accostamento di formaggio e miele ha radici antichissime e vasta diffusione tra le isole del Mediterraneo. A Sifnos si prepara questa torta di miele e anthotiro fresco non salato, un formaggio che assomiglia molto alla ricotta. Il periodo migliore per preparare e gustare una torta di miele e ricotta è quello di Pasqua, durante il quale la produzione di latte è elevata e di alta qualità anche se ormai Melopita si trova nell'isola di Sifnos quasi tutto l'anno!    

Ingredienti:
  • 450g di ricotta di pecora (mista capra/pecora, oppure vaccina)
  • 50g di zucchero
  • 100g di miele (io misto di millefiori e abete)
  • pocchissima buccia di limone non trattato
  • 4 uova
  • 35g di farina 00
facoltativo:
  • 1 noce di burro
  • 2 fogli di pasta fillo


Esecuzione:

Con le fruste elletriche montate a neve fermissima i bianchi dell'uovo e teneteli da parte.
Lavorate bene i tuori con lo zucchero, aggiungete la ricotta, il miele, pocchissima buccia di limone e la farina. Infine, con una spatola in silicone, con movimenti delicati dal basso verso in alto, incorporate i bianchi montate a neve.
Imburate e infarinate una teglia (io ho usato una rettangolare  da 6 porzioni) e rovesciate il composto. In alternativa potete imburrare la teglia stendere una foglia di pasta fillo, imburarla con burro sfuso e poggiare una seconda foglia sopra. Così avrete pradicamente foderato la vostra teglia con una carta da forno comestibile, croccante e fragrante! La pasta fillo sotto non è presente nella ricetta  tradizionale ma è un espediente al quale ricorreva spesso mia nonna!
Cuocete in forno statico prescaldato a 180°C per 40-45 minuti. Nel modo tradizionale si serve condita ulteriormente con miele e spolverata di cannella, ma io la trovo squisita anche con cioccolato fondente fuso con rum e sopra  la cannella!



Con questa ricetta partecipo al contest: MEAT FREE CONTEST ideato da "una mamma che cucina" ed ospitato dal blog "Sabrinaincucina









domenica 12 febbraio 2017

Tiropita dolce in chiocciole



La tiropita in chiocciole è una prelibatezza salata, tipica dell'isola di Skopelos, tant'è che si chiama "tiròpita skopelìtiki". Si tratta di un foglio di pasta rustico, con feta sbricciolata, arrotolato e fritto in olio extravergine d'oliva o messo al forno. Nella cucina greca e specialmente a Creta e nelle altre isole del mar Egeo, si abbina spesso il miele con i formaggi freschi ovini ed ecco allora che nasce la mia tiropita dolce in chiocciole, con ripieno di ricotta di pecora e addolcita col miele sopra la croccante sfoglia di pasta fillo rustica!
Sicuramente si farà da qualche parte nelle isole greche, anche se io ho incontrato finora solo la versione salata, ma il mio maestro delle elementari (unico in tutti i sensi) diceva che non esiste pensiero che qualcun altro non abbia fatto prima di te, quindi non rivendico la paternità (o maternità) dell'idea ma senz'altro si tratta ancora di cucina greca!


Ingredienti:
(per 8 piccole chiocciole)

  • 250gr farina
  • 2 cucchiaiate di olioextravergine di oliva
  • 1 cucchiaino di aceto
  • 2 gr di sale
  • 125ml acqua
  • amido di mais
  • 400gr di ricotta di pecora
  • miele
  • olio per friggere

Esecuzione:
Mettete la farina in un recipiente, formate il cratere e versate l'olio, l'aceto, il sale  e l'acqua. Impastate, preparando praticamente un panetto di pasta fillo rustica. Una volta formato l'impasto raccoglietelo in una palla e sbattetelo energicamente una decina di volte sul tavolo.

Dividete a metà, poi a metà di nuovo e di nuovo fino ad otttenere 8 pezzi. Oleateli bene, copriteli con un pezzo di pellicola senza avvolgerli e lasciateli ripoosare per 1 ora.

Prendete una pallina, schiacciatela non le mani e infarinatela con amido di mais. Infarinate con un po' di amido di mais anche il piano di lavoro. Con un mattarello grosso aprite una sfoglia  e infarinando sempre con amido di mais procedete usando il matterello più sottile che avete. Nelle foto vedete un mattarello tradizionale che si usa per la pasta fillo rustica, da non confondere con la pasta fillo che si tira SENZA mattarello!



Una volta ottenuto il foglio di pasta più sottile possibile, mettete sul bordo, da una parte, 50gr di ricotta (può andare bene anche la robiola), piegate il bordo, arrotolate il foglio di pasta, non troppo stretto e una volta ottenuto un rotolo lungo come un cordone, formate la chiocciola.



 Friggete in abbondante olio caldo (meglio se olio d'oliva), tenendo la temperatura costante ma non troppo alta, altrimenti si brucia da fuori senza essere cotto dentro. A doratura desiderata togliete e pogiate  su carta forno per togliere l'olio in eccesso. Condite con miele e  servite le vostre chiocciole di tiropita dolce ancora calde!





sabato 11 febbraio 2017

Mini merendine per San Valentino



L'amore va rinnovato ogni giorno, compreso il giorno di San Valentino. Va festeggiato ad ogni occasione e quale migliore di quella proprio del giorno di San Valentino? Che sia appena nato, di vecchia data, superstite di tante burrasche, eterno o con data di scadenza incisa sul fondo, va festeggiato e viziato! Importante che sia sempre un amore bilanciato bene tra l'amar se stessi e amare l'altro!
Prepariamo delle mini merendine in men che non si dica! Sono una piacevole sorpresa per il palato e per gli occhi! Il grado di difficoltà è pari a zero, ma esprimono tutta la voglia di essere tra le schiere di innamorati che per un giorno vogliono far sentire il loro amato o amata ancora più coccolati e viziati!
Non sono cioccolatini anche se sembrano! Sono mini merendine per ricordare che oltre amanti, coniugi, conviventi, importante è anche essere un po' compagni di merende!
Vi do la versione che ho fotografato, fatta con la mia crema spalmabile, ma voi potete fare anche molte altre, usando gli ingredienti più amati dalla vostra dolce metà! Ah! A proposito della metà... mia nonna (Marigula, ho conosciuto solo quella) diceva: "Vai, prepara 500 uova sode, tagliale a metà, mischiale e poi cerca di trovare la metà giusta per ciascuna..." Ma certe coppie non sono come le due metà di un uovo sodo! Inutile cercare! Certe coppie sono come il pane col cioccolato! Vanno semplicemente bene insieme. Quindi uovo sodo o pane e cioccolato non ha importanza, mettiamoci all'opera!
 




Ingredienti:
(per circa 20 cuoricini piccoli)
  • 2 fette di pane per tramezzini
  • 1 cucchiaiata di tahini (sesamo macinato)
  • 1 cucchiaiata di miele
  • 1 cucchiaiata di rum
  • 80gr di cioccolato fondente (io 75%)


Esecuzione:
 

Scaldate leggermente il miele, mischiate bene il tahini e il rum.
Spalmate una fetta e posizionate la seconda sopra.
Tagliate con lo stampino a forma di cuoricino o a dadini con un coltello.
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria, senza alzare molto la temperatura!
Tuffate i cuocicini uno per volta e con l'aiuto di due forchette toglieteli e posizionateli sopra la carta forno fino a che non si asciugano completamente. 

Vi propongo inoltre di provare a  farcire le mini merendine mischiando un po' di mascarpone con Baileys e pochissimo zucchero a velo, oppure con mascarpone e confetura alle fragole!