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Visualizzazione post con etichetta uva passa. Mostra tutti i post
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giovedì 9 febbraio 2023

Halva di semola

Halva: semola dei migliori grani, abbrustolita, profumata e arricchita con frutta secca. Antica ricetta greca di un dolce che accomuna molti popoli.

Halva in arabo vuol dire "dolce" ma per una valanga di popoli si riferisce a dei dolci precisi, tradizionali e abbastanza antichi. Pensate che gli storici del cibo sostengono che risale al 3000 a.C.

Fa parte del bagaglio culinario di Grecia, India, Pakistan, Giordania, Tunisia, Turchia, Libano, Siria, Kosovo, Albania, Bulgaria, Armenia, Medio Oriente, Ucraina, Russia, Giorgia, Polonia, Romania. Una ricetta sopravvissuta per secoli e appartenente a mezzo mondo. Eppure la sua degustazione al primo approccio non è facile, lascia sconcertati, perché "bisogna farsi il palato" come si dice in Italia. Divenire intenditori per poterla apprezzare. Nel degustare il Halva di semola si va a valutare la qualità della semola, la delicatezza dell'olio, la giusta tostatura oltre che l'abbinamento dei profumi con la frutta secca. Nel nostro caso uva passa, arancia e cannella. 
In Grecia di Halva esistono tre tipi con mille variazioni sul tema:
Halva di semola (con olio extravergine o burro, con mandorle o uva passa, con o senza cannella)
Halva di Tahini (con mandore o nocciole, con vaniglia, cacao o misto, con cioccolato o senza)
Halva di Farsala (con amido di mais, burro o olio, con mandorle o senza)

Questo che vi presento oggi è il Halva di semola nella sua antica ricetta di 1-2-3-4. Per il dolce delle foto è stata usata una tazza da 250 ml di capienza, ma vi consiglio di provare a farlo con una tazzina da caffè É facile da fare anche se necessita di qualche attimo di concentrazione e attenzione. La semola grossa è stata un omaggio di un delizioso negozio di prodotti greci a Milano, "Hellinikon" ma potete trovare tutti i prodotti anche cliccando QUI e ordinando online. Ecco per esempio la semola grossa!

Halva: semola dei migliori grani, abbrustolita, profumata e arricchita con frutta secca. Antica ricetta greca di un dolce che accomuna molti popoli.

Ingredienti:

  • 1 tazza di olio d'oliva extravergine delicato o burro
  • 2 tazze di semola grossa
  • 3 tazze di zucchero
  • 4 tazze di acqua
  • buccia d'arancia
  • cannella stecca e polvere
  • 50 g di uva passa di Corinto

Halva: semola dei migliori grani, abbrustolita, profumata e arricchita con frutta secca. Antica ricetta greca di un dolce che accomuna molti popoli.


Procedimento:

In una pentola mettete a scaldare l'acqua con lo zucchero, la stecca di cannella e la buccia d'arancia, finché non si scioglie lo zucchero.

In un'altra pentola mettete l'olio e la semola e con un mestolo di legno girate fino a che prima non diventi più chiara e poi inizia ad abbrustolirsi, senza farla inscurire molto. A quel punto, con attenzione, versate lo sciroppo dal quale avrete tolto la cannella e la buccia d'arancia. Mescolate bene finché la semola non assorba tutto il liquido e una volta addensata aggiungete l'uva passa. Mettete in uno stampo da cake, pressate bene e lasciate raffreddare. Poi capovolgete su un piatto da portata e spolverate di cannella a piacere. È un dolce che si mantiene molti giorni e resta tranquillamente fuori dal frigo. 

Halva: semola dei migliori grani, abbrustolita, profumata e arricchita con frutta secca. Antica ricetta greca di un dolce che accomuna molti popoli.




martedì 25 febbraio 2020

Fritole di Paola


No, non sono fritole veneziane, né castagnole. Sicuramente sono delle frittelle di Carnevale ma Paola di Trieste le ha chiamate fritole e così passano nelle ricette di casa mia come "Fritole di Paola".
Mi hanno conquistata subito, leggendo solo gli ingredienti e l'assaggio poi ha confermato la validità della ricetta.
Paola è una amica virtuale. Una di quelle che, scorrendo sui social vedi un post che avresti potuto scrivere tu e invece l'ha scritto lei! Una che mi ha trovato suoi social e ha deciso che merito la sua benevolenza. Una mamma, una nonna (giovane), una donna che ha lavorato e a saputo far fronte alle avversità della vita. Una che stimo insomma.  Avrete capito ora mai che io le ricette le scelgo per trasporto affettivo... Le sue frittelle di Carnevale, o meglio "Fritole" come le ha chiamate, mi hanno ricordato un po' gli arrubiolus, frittelle al formaggio su ricetta sarda e un po' le fritole veneziane delle quali sono ghiotta. L'unica cosa che ho cambiato dalla ricetta di Paola è stata la farina, per venire incontro alle mie intolleranze alimentari e ottenere un dolcetto senza glutine.


Ingredienti:

  • 2 uova
  • 60 g di zucchero
  • 250 g di ricotta (io di pecora)
  • pizzico di sale
  • scorza di limone
  • 1 fialetta di rum (io non ne avevo e ho messo 6 g di grappa)
  • mezza bustina di lievito in polvere
  • 100 g di farina 00 (io ho usato 100 g di farina di riso e 20 g di fecola di patate)
  • 50 g di uva passa
  • una tazzina di marsala 
  • olio per friggere
  • zucchero per rifinire

Procedimento:

Mettete l'uva passa in ammollo.
Mettete la ricotta su 4-5 strati di carta da cucina per asciugarla bene e poi passatela da un setaccio a maglie strette.
Con una frusta lavorate le uova, lo zucchero, il pizzico di sale e la scorza di limone. Aggiungete la grappa e la ricotta setacciata. Incorporate la farina e il lievito. (Se avete messo 6 g di grappa, aggiungete 20 g di fecola. Se invece avete optato per la fialetta di rum, vanno bene i 100 g di farina soltanto.)
Scolate l'uva passa, asciugatela tamponandola con carta da cucina e aggiungetela nel impasto che risulta morbido come un formaggio spalmabile.
Scaldate bene l'olio, senza portarlo al punto di fumo. Bagnatevi le mani e poche per volta formate le palline mettendole direttamente nel olio bollente facendo attenzione a non fare gocciolare acqua dentro. Fate cuocere a fuoco basso fino a doratura desiderata, aiutando le fritole a girarsi nel olio per dorarsi da tutte le parti. Lasciate per un minuto su carta da cucina e poi passatele allo zucchero semolato.





mercoledì 21 febbraio 2018

Biscotti senza, quadrotti ricchi di bontà


I biscotti quadrotti senza latte, uova e burro sono delle vere e proprie bombe di bontà! Ricchi di sapore, profumo e valori nutritivi sono ottimi per colazione o per spezzare la fame a metà mattina se si desidera un dolce. La cucina greca vanta un' infinita varietà di prodotti tradizionalmente vegan, ricchi di frutta secca, speziati, molto saporiti e anche se questa è ricetta di Apriti Sesamo credo che pure in Grecia piacerebbe molto.
Sono i "biscotti senza" per via della mia intolleranza al glutine ma senza anche per pura golosità! Sapete già dalle varie torte rigorosamente realizzate con farina di ceci, quanto mi piace usare questa farina per preparazioni dolci e i quadrotti sono facili da fare e sempre all'altezza di ogni situazione: che sia voglia di dolce, voglia di iniziare la giornata nel modo giusto, voglia di contrasto tra uva passa morbida e croccante pezzi di noci, insomma provateli ma state attenti che creano dipendenza, sono veramente ricchi di bontà! Noci, miele, cannella, suco d'arancia e una farina dal carattere forte ma senza glutine, la farina di ceci, ecco non aggiungo altro! A voi la ricetta:




Ingredienti:

  • 200g di farina di ceci
  • 100g di farina di riso
  • 50g di amido di mais
  • 50g di zucchero grezzo di canna
  • 50g di miele
  • 50g uva passa (la mia piccola, scura di Corinto)
  • 50g di noci
  • 140ml succo d'arancia
  • 10g di lievito in polvere
  • 100ml olio l'oliva extravergine


Esecuzione:
 
In una terrina mettete l'uva passa, lo zucchero, le noci trittate grossolanamente e le polveri setacciate (farina di ceci, farina di riso, amido di mais e lievito in polvere. Mischiate bene con una spatola in silicone. Aggiungete i liquidi (succo d'arancia e olio) e continuate ad amalgamare sempre girando con la spatola.

E' un impasto appiccicoso che non si presta ad essere lavorato con le mani. Roveschiate il vostro impasto su carta forno, oleate un pochino la superficie dell'impasto e posizionate sopra un ulteriore pezzo di carta forno. Con l'aiuto di un mattarello appiattite l'impasto, "fatelo pita" come si direbbe in greco! Lo spessore lo scegliete voi! A me piace molto sottile, a mio marito i quadrotti piacciono un po' più alti...
Togliete la carta forno e mettete a cuocere per 18-20 minuti massimo a 180°C in forno statico preriscaldato.
Lasciate sfreddare e tagliate i biscotti senza a quadrotti veramente ricchi di bontà! Se volete potete rimetterli al forno a 130°C per il tempo che serve per perdere ulteriormente l'umidità. Noi non riusciamo mai perché facciamo subito l'assalto e spariscono in fretta.






lunedì 27 novembre 2017

Panini all'uva passa

 

I panini all'uva passa li troverete in tutte le panetterie greche e in varie versioni, esattamente come nella cucina greca casalinga: come pan brioche, come muffin o come panini vegan che è la versione che ho preparato questa volta. Ogni panettiere ha la sua versione preferita ma in ogni caso si trata sempre di "stafidopsoma" panini all'uva passa appunto che troverete anche distribuiti tra i presenti in occasioni sociali speciali come le messe commemorative, ad addolcire i ricordi e ringraziare per la presenza. I panini all'uva passa sono quindi indisolubilmente legati agli usi e costumi della tradizione greca e chi ama l'uva passa non può che adorarli!



Ingredienti:
per 16 panini
  • 500g farina manitoba
  • 8g lievito fresco
  • 240ml acqua tiepida
  • 80g zucchero
  • 40ml cognac o brandy
  • mezzo cucchiaino di sale
  • 60ml olio extravergine d'oliva
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 200g di uva passa
  • zucchero di canna integrale per decorare (facoltativo)




Esecuzione:
 
Mettete in una bacinella la farina e formate un cratere. In mezzo mettete il lievito sbriciolato, un po' dello zucchero, pochissima acqua tiepida e lasciate per una decina di minuti in modo che il lievito cominci ad azionarsi.  Aggiungete il resto dello zucchero e dell'acqua, il cognac o brandy e cominciate a impastare. Per ultimo aggiungete il sale, la cannella e l'olio che vi aiuterà a liberare la mano che stava impastando. A questo punto potete se volete aggiungere l'uva passa ammollata in acqua tiepita per 20-30 minuti, scolata e asciugata (io ho aggiungo uvetta di Corinto ma va bene anche la sultanina) e continuare ad impastare per qualche minuto per distribuirla bene in tutto l'impasto. Lasciate lievitare l'impasto coperto da pellicola, in ambiente caldo fino al raddoppio. Dividete in 16 panetti, posizionateli su due teglie foderate da carta forno e lasciateli lievitare nuovamente prima di infornare.

 Se invece avete voglia di giocare dividete l'impasto in panetti prima di aggiungere l'uvetta apriteli col mattarello in spianatine ovali, mettete un poco di uvetta su tutta la superficie, arrotolate e formate delle chioccioline. Trasferite sulle teglie, coprite con un pezzo di pellicola e lasciate nuovamente lievitare in luogo caldo. Prima di infornare spuzzate di acqua e spolverate con zucchero di canna integrale.
Infornate a 200°C in forno prescaldato per 15 minuti circa. Quelli che non dovete consumare subito, conservateli in freezer! Una volta scaldati tornano come appena sfornati!
In casa piacciono molto inzuppati nel latte o nel tè, ma anche mangiati da soli sono niente male!



martedì 10 gennaio 2017

Torta Angelica


Eccovi ricetta e breve storia della torta Angelica, come avevo promesso insieme ai miei auguri per il nuovo anno! Questa ricetta di Apriti Sesamo viene concepita, tanti mesi fa, durante un amplesso mattutino tra l'ispirazione greca e l'aria di questa città sarda. Nasce dunque a Quartu Sant'Elena e con la pretesa di essere considerata tra i dolci sardi e precisamente tra i dolci quartesi! Rivendica insomma un riconoscimento dalla sua terra natia! Figlia illegitima di fatt'e cottu e nipote, sempre illegitima, del famoso pan'e saba (antica nobiltà dolciaria della Sardegna) fa la sua prima apparizione pubblica durante il Capodanno del 2017. Diventa una torta inaugurale perché ripiena di sapori, profumi e significati! Sotto la sua veste  angelica di cioccolato bianco nasconde ingredienti usati per addolcire la vita  sin dall'antichità: sapa o saba, uva passa, noci e mandorle. I suoi profumi, cannella, buccia d'arancia  abbrustolita, saporita, rum, si amalgamano bene per crearne uno tutto suo, unico, quello di una torta angelica, appunto! 

 

Ingredienti:
per il "pan di Spagna"
  • 5 uova piccole
  • 100gr di farina di riso (o farina 00 se non si hanno problemi col glutine)
  • 20gr amido di mais
  • 50gr di zucchero
  • 1 cucchiaino di lievito per  dolci
per la farcitura
  • 250gr di marcarpone
  • 200ml di panna
  • 10gr di zucchero
  • bucia abbrustolita di 2-3 arancie
  • 50gr di uva passa
  • 25gr di noci
  • 25gr di mandorle
  • 25ml rum
  • mezzo cucchiaino di cannela
  • 1/3 della bustina di saporita
per la bagna
  • 300ml di sapa o saba (mosto d'uva cotto)
per la copertura
  • 250gr di cioccolato bianco
  • 80ml di latte
  • 5-6 cilegine candite 

Esecuzione:

Prepariamo il "pan di Spagna" (e lo metto tra virgolette perché la ricetta tradizionale del pan di Spagna è senza lievito e prevede un altro procedimento di quello che vi descrivo qui.)
In una terrina mettete le uova con lo zucchero semolato e con le fruste elettriche lavorate bene finchè diventi una crema chiara, spumosa e voluminosa.


 Aggiungete la farina (io di riso), l'amido di mais e il lievito (quello consentito nel caso di senza glutine) e continuate per pochi minuti fino ad avere una cremina omogenea.
Mettete la carta forno sulla teglia del forno, quella più larga che avete, e con delicatezza trasferite il composto e fatte in modo che sia spalmato in modo uniforme su tutta la teglia.
Cuocete in forno prescaldato e statico a 180°C per 15 minuti circa.

Lasciate sfreddare e il vostro "pan di Spagna" è pronto per essere usato!
 

Prepariamo la farcitura:
Con un coltello grande, meglio s'è la mezzaluna, sminuzzate l'uva passa, mettetela in ammollo nei 25ml di rum e coprite con pellicola trasparente.
Tuffate le mandorle in acqua bollente per un minuto per poter togliere la buccia. Assiugatele e tostatele per qualche minuto in una padella antiaderente, a fuoco medio basso.
Prelevate la buccia di 2-3 arancie non trattate, facendo attenzione per prendere solo la parte arancione e non quella bianca. Con la mezzaluna trittatela finemente e mettetela nella padella antiaderente, su fuoco medio basso, per abbrustolirla.
Infine mettete nel trittattuto mandorle, noci e buccia d'arancia e riducete tutto in polvere.
Montate la panna e in un altra terrina lavorate sempre con le fruste eletriche il mascarpone con 10gr di zucchero. Una volta che il mascarpone si sarà ammorbidito e lavorato, con una spatola di silicone, incorporate la panna montata mescolando delicatamente. Aggiungete il tritto di mandorle - noci - buccia d'arancia, l'uva passa con il rum, la cannela e la saporita.

Costruiamo la nostra torta Angelica:
Tagliate il "pan di Spagna" in tre striscie, servendovi di un righello se necessario.

Baghate la prima striscia con la sapa o saba. Vi servirano circa 100ml di sapa per stratto o se volete anche qualche ml in più. La sapa se molto dolce e densa può essere diluita con dell'acqua. Importante avere 300ml di liquido. (La mia sapa per esempio, fatta da me ad Agosto, era densissima come il miele, quindi ho diluito con acqua al 50%).
Mettete quasi la metà della farcitura (durante la preparazione mi è andata via una mezza tazza di crema, assaggiata dai maschietti di casa che non potevano aspettare la composizione finale).
Proseguite con un altro strato di pan di Spagna bagnato, poi il resto della crema e l'ultimo pezzo di pan di Spagna.
Mettete a bagnomaria una terrina con il latte e quando si scalda intorno ai 40°C  mettete il cioccolato bianco spezzettato, alzate di pocchissimo la temperatura, poi spegnete e aspettate che inizi a sciogliersi. Amalgamate con una frusta a mano il composto fino a che non sarà omogeneo. Lasciate sfreddare in modo che si adensi un po'. Mettete la torta Angelica sopra una grata e copritela con il cioccolato. Decorate con le ciligine tagliate a metà, lasciate ferma la torta in frigo per qualche ora e la vostra Angelica è pronta per essere trasferita  sul vassoio di portata!

Provatela, vi delizierà! Una torta morbida ma con tanto carattere che riporta ai sapori e ai profumi di fatt'e cottu e di pan'e saba, antichi dolci sardi. A voi rinnovo i miei auguri per l'anno appena iniziato e a donna L. che mi ha iniziato ai dolci sardi mando un abbraccio che le giunga di ringraziamento!