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Visualizzazione post con etichetta vegan. Mostra tutti i post
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giovedì 6 luglio 2023

Triangoli di Spanakopita


In cucina con Stuffer, creiamo croccanti triangoli di pasta fillo col ripieno di spanakopita

 
Senza ombra di dubbio i triangoli di pasta fillo sono il mio modo preferito per degustare la versione vegana della spanakopita! Gli ingredienti sono pochi, perciò nessuno va ommesso. Se avete difficoltà a trovare l'aneto secco o fresco, sostituitelo con finocchietto selvatico. Gli spinaci meglio freschi ma se proprio non li avete a disposizione utilizzate i surgelati, scongelandoli, salandoli e strizzandoli. Sulla stessa base, se preferite fare la versione più sostanziosa, aggiungete 1 uovo piccolo e 100 g di formaggio feta. Insomma, spanakopita = love for ever. Sfiziosissimi come antipasto, per una merenda salata, un buffet, una gita o per accompagnare un aperitivo. A voi la scelta!

In cucina con Stuffer, creiamo croccanti triangoli di pasta fillo col ripieno di spanakopita



Ingredienti:

  • 1 confezione di pasta fillo Stuffer
  • 250 g di spinaci freschi
  • 1 piccola cipolla bianca o 2 cipollotti freschi 
  • 50 g riso Originario
  • aneto fresco o secco
  • pepe nero
  • olio d'oliva extravergine

Preparazione:

Mettete in ammollo il riso per almeno 20 minuti. Lavate e asciugate bene gli spinaci. In una ciottola grattugiate la cipolla e aggiungete gli spinaci tritati finemente. Salate con mezzo cucchiaino di sale e impastate per estrarre il liquido di vegetazione. Mettete le verdure in un colino e strizzatele bene. Poi, nella ciotola mettete il riso scolato e con la mano frantumate i cicchi di riso. Basterà sfregarlo tra le dita. aggiungete gli spinaci e la cipolla strizzati bene, il pepe nero, 3 cucchiaiate di olio d'oliva extravergine e l'aneto secco. Se avete a disposizione aneto fresco aggiungetelo nel momento che preparate lo trito di spinaci. Mischiate bene il ripieno. Spiegate un foglio di pasta fillo e spennellatelo di olio extravergine d'oliva. Dividetelo in 4 strisce lunghe e all'inizio di ogni striscia mettete un cucchiaio di ripieno. Prendete l'angolo destro della striscia e piegatelo verso sinistra coprendo il ripieno, iniziando a formare il triangolo. Fate arrotolate il triangolo capovolgendolo sopra la striscia una volta verso destra e una volta verso sinistra. Posizionate in una teglia foderata da carta forno e proseguite così con tutte i fogli di pasta fillo, fino a esaurimento del ripieno. Lasciate cuocere a 160°C - 170°C massimo per circa 20 minuti o anche di più.
Ricordatevi che la pasta fillo che avere cottura croccantezza perfette, necessita di tempo e temperatura non molto elevata, altrimenti si colora subito il primo strato di pasta filo e gli altri, internamente, restano bianchi e appena raffreddati perdono anche la loro poca croccantezza.


In cucina con Stuffer, creiamo croccanti triangoli di pasta fillo col ripieno di spanakopita

  

lunedì 15 maggio 2023

Gyros pita con straccetti affumicati

Gyros pita con straccetti affumicati. Il famoso street food greco in versione vegana / vegetariana grazie alla Stuffer!

Non è una ricetta ma una proposta! Tra i nuovi prodotti Stuffer da provare e lasciarmi ispirare per creare nuovi piatti, sono arrivate anche due confezioni di straccetti affumicati vegani. Secondo voi, cosa potrebbe vedere una greca prima di pensare a qualsiasi altro modo possano essere degustati? Ovvio che me li sono visti subito avvolti da pane pita, intinti nello tzatziki, accompagnati da patatine fritte e profumati di origano e prezzemolo! (Vi metterò i link di tutte le ricette chiamate in causa, non preoccupatevi). Ho visto subito la possibilità di sostituire la carne allo street food più amato dei greci e veramente questi straccetti hanno sostituito la carne facendosi grande onore. E anche se assaggiandoli mi sono venute  mille altre idee di come potrei utilizzarli in cucina, gyros pita con straccetti affumicati resta il primo modo per gustargli mentre si pensa ai successivi piatti da preparare.

Essendo un alimento vegano può essere consumato da tutti. La mia proposta, per la presenza dello tzatziki (fatto con yogurt) è una proposta vegetariana. Se qualcuno vuole optare per la versione puramente vegana, basta sostituire lo tzatziki con una quantità maggiore di fette di pomodoro. O ancora meglio con una salsa di melenzane affumicate (melitzanosalata di Monte Athos). Una confezione di straccetti affumicati Stuffer basta per preparare due abbondanti gyros pita. 

Gyros pita con straccetti affumicati. Il famoso street food greco in versione vegana / vegetariana grazie alla Stuffer!

Ecco cosa vi servirà:

  • 1 confezione straccetti affumicati Stuffer
  • 2 cucchiaiate di olio d'oliva extravergine
  • 2 pane pita
  • 4 cucchiaiate di tzatziki (o melitzanosalata di monte Athos)
  • patatine fritte
  • 4 fette di pomodoro
  • 4 fette di cipolla da insalata
  • pizzico di origano e prezzemolo
Gyros pita con straccetti affumicati. Il famoso street food greco in versione vegana / vegetariana grazie alla Stuffer!

Procedimento:

In una padella mettete l'olio e saltate per 4 minuti a fuoco medio i straccetti affumicati.
Scaldate la pita, distribuite sopra lo tzatziki o la melitzanosalata, adagiate le patate, i pomodori, le fette di cipolla e gli straccetti affumicati appena spadellati. Una leggera pioggia di prezzemolo tritato e origano e buon appetito! Il vosto gyros pita vegano o vegetariano sarà pronto a sorprendervi!

Gyros pita con straccetti affumicati. Il famoso street food greco in versione vegana / vegetariana grazie alla Stuffer!



giovedì 9 febbraio 2023

Halva di semola

Halva: semola dei migliori grani, abbrustolita, profumata e arricchita con frutta secca. Antica ricetta greca di un dolce che accomuna molti popoli.

Halva in arabo vuol dire "dolce" ma per una valanga di popoli si riferisce a dei dolci precisi, tradizionali e abbastanza antichi. Pensate che gli storici del cibo sostengono che risale al 3000 a.C.

Fa parte del bagaglio culinario di Grecia, India, Pakistan, Giordania, Tunisia, Turchia, Libano, Siria, Kosovo, Albania, Bulgaria, Armenia, Medio Oriente, Ucraina, Russia, Giorgia, Polonia, Romania. Una ricetta sopravvissuta per secoli e appartenente a mezzo mondo. Eppure la sua degustazione al primo approccio non è facile, lascia sconcertati, perché "bisogna farsi il palato" come si dice in Italia. Divenire intenditori per poterla apprezzare. Nel degustare il Halva di semola si va a valutare la qualità della semola, la delicatezza dell'olio, la giusta tostatura oltre che l'abbinamento dei profumi con la frutta secca. Nel nostro caso uva passa, arancia e cannella. 
In Grecia di Halva esistono tre tipi con mille variazioni sul tema:
Halva di semola (con olio extravergine o burro, con mandorle o uva passa, con o senza cannella)
Halva di Tahini (con mandore o nocciole, con vaniglia, cacao o misto, con cioccolato o senza)
Halva di Farsala (con amido di mais, burro o olio, con mandorle o senza)

Questo che vi presento oggi è il Halva di semola nella sua antica ricetta di 1-2-3-4. Per il dolce delle foto è stata usata una tazza da 250 ml di capienza, ma vi consiglio di provare a farlo con una tazzina da caffè É facile da fare anche se necessita di qualche attimo di concentrazione e attenzione. La semola grossa è stata un omaggio di un delizioso negozio di prodotti greci a Milano, "Hellinikon" ma potete trovare tutti i prodotti anche cliccando QUI e ordinando online. Ecco per esempio la semola grossa!

Halva: semola dei migliori grani, abbrustolita, profumata e arricchita con frutta secca. Antica ricetta greca di un dolce che accomuna molti popoli.

Ingredienti:

  • 1 tazza di olio d'oliva extravergine delicato o burro
  • 2 tazze di semola grossa
  • 3 tazze di zucchero
  • 4 tazze di acqua
  • buccia d'arancia
  • cannella stecca e polvere
  • 50 g di uva passa di Corinto

Halva: semola dei migliori grani, abbrustolita, profumata e arricchita con frutta secca. Antica ricetta greca di un dolce che accomuna molti popoli.


Procedimento:

In una pentola mettete a scaldare l'acqua con lo zucchero, la stecca di cannella e la buccia d'arancia, finché non si scioglie lo zucchero.

In un'altra pentola mettete l'olio e la semola e con un mestolo di legno girate fino a che prima non diventi più chiara e poi inizia ad abbrustolirsi, senza farla inscurire molto. A quel punto, con attenzione, versate lo sciroppo dal quale avrete tolto la cannella e la buccia d'arancia. Mescolate bene finché la semola non assorba tutto il liquido e una volta addensata aggiungete l'uva passa. Mettete in uno stampo da cake, pressate bene e lasciate raffreddare. Poi capovolgete su un piatto da portata e spolverate di cannella a piacere. È un dolce che si mantiene molti giorni e resta tranquillamente fuori dal frigo. 

Halva: semola dei migliori grani, abbrustolita, profumata e arricchita con frutta secca. Antica ricetta greca di un dolce che accomuna molti popoli.




sabato 30 luglio 2022

Burger vegani con pesto al limone

Squisiti burger vegetali Stuffer, accompagnati con pesto al limone.

 
Avrete notato che ultimamente tutti i miei post sono dedicati alle preparazioni con prodotti Stuffer, vero? Eppure mai nella mia vita ho cucinato così tanto quanto in questo periodo. Prima o poi torneranno anche le ricette di cucina greca che intanto faccio assaggiare preparate da me e non più solo virtualmente, a chi mi raggiunge al mio home restaurant "Apriti Sesamo Cucina greca". Qui vi lascio proposte veramente valide per quando avete voglia di preparare qualcosa di buono giocando facile e utilizzando il grande aiuto che danno i prodotti Stuffer (pasta per pizza, per pinza, basi di frolle e brisée, pasta fillo e una vasta gamma di altri prodotti). Noi ci siamo innamorati dei burger vegani, e non me l'aspettavo devo dire! Non pensavo che avremo tradito l'amore per la base per pizza che abbiamo a casa, ma i burger vegani della Stuffer sono veramente buoni.

Cliccando QUI trovate come prepararli con melanzane e cipolle caramellate, mentre qui sotto vi lascio un'altra proposta, ma non saprei a quale dare il titolo della migliore. Sicuramente i burger vincono a mani basse, ma anche i miei abbonamenti ne danno una spinta in più. Noi in casa siamo in  4, quindi vi do gli ingredienti per 4 burger col pesto al limone.

Squisiti burger vegetali Stuffer, accompagnati con pesto al limone.


Ingredienti:
  • 4 panini per burger
  • 4 burger vegetali Stuffer
  • 4 foglie di lattuga
  • 4 fette di pomodoro
  • 1 patata americana di 110 g circa
  • 20 g di noci
  • 4 gherigli di noci
  • mezzo spicchio d'aglio
  • 1 cucchiaiata di olio extravergine d'oliva
  • 2 cucchiaiate di acqua
  • 1 cucchiaiata di succo di limone
  • scorza di limone non trattato
  • 3 pizzichi di sale
Squisiti burger vegetali Stuffer, accompagnati con pesto al limone.


Procedimento:

Fate bollire la patata americana per 20 minuti circa. Lasciatela raffreddare e spellatela. Mettete nel trituratore le 20 g di noci, l'aglio e il sale e tritate. Poi aggiungete la patata tagliata a pezzi e i liquidi (limone, olio, acqua) Quando è tutto amalgamato, aggiungete la scorza di limone a piacere, assaggiate ed eventualmente aggiustate di sale, di limone e olio per la cremosità.
Mettete i burger vegetali su una tostiera a cuocere per 8 minuti circa, oppure cuoceteli in padella o al forno seguendo le istruzioni sulla confezione.
Componete i vostri burger come nella foto, mettendo il foglio di lattuga, la fetta di pomodoro condita con un filo d'olio e un pizzico di sale, il burger vegetali e sopra il pesto al limone e un gheriglio intero. Coprite, gustate e ditemi che ve ne pare!


Squisiti burger vegetali Stuffer, accompagnati con pesto al limone.

sabato 5 marzo 2022

Roxakia

Roxakia. Tipici dolci della cucina greca in versione vegan. Goloso ripieno di noci, cioccolato e cannella, avvolto da pasta sfoglia Stuffer


Questi deliziosi dolcetti si chiamano "Roxakia" (si legge roksàkia). Non chiedetemi perché, provenienza ecc. So solo dirvi che sono dei deliziosi dolcetti bicolore che fanno parte dei tanti dolci sciroppati che si trovano nella cucina greca (forse anche in altri paesi, non lo so). Ovviamente ci sono due versioni e due varianti: la versione che comprende latte e uova e quella vegana per il periodo della Quaresima e la variante con la pasta sfoglia esternamente o con impasto fatto a casa. La variante con la pasta sfoglia esternamente e la mia preferita. Avete mai assaggiato una pasta sfoglia sciroppata? Crea dipendenza! Per la rubrica di "In cucina con Stuffer" ho deciso di passarvi proprio questa ricetta!
Ho scelto di proporveli con la pasta sfoglia al farro Stuffer, un prodotto che mi piace molto, e con un ripieno che non comprende latte e uova, così possono usufruire della ricetta anche amici con intolleranza al lattosio o chi segue un'alimentazione vegan. Potete utilizzare anche la pasta sfoglia rettangolare di grano, o potete diminuire il ripieno così esternamente risultano più giri di pasta sfoglia. Insomma potete giocarci molto, creando i vostri roxakia che piaceranno a tutti. Mettete sul motore di ricerca immagini la parola "roxakia" e scoprirete che di roxakia è pieno il web! Troverete una miriade di foto che vi possono essere d'ispirazione. Sono facili da fare e sono praticamente una droga!

Roxakia. Tipici dolci della cucina greca in versione vegan. Goloso ripieno di noci, cioccolato e cannella, avvolto da pasta sfoglia Stuffer


Ingredienti:
  • 1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare 
  • 100 g di noci tritate finemente
  • 5 g di cannella
  • 1 g chiodi di garofano
  • 30 g di zucchero
  • 200 g di farina 00
  • 50 g di olio extravergine d'oliva gusto delicato
  • 10 g di lievito in polvere
  • 50 g di cognac
Per lo sciroppo:
  • 300 g di zucchero
  • 250 g di acqua
  • un pizzico di sale
  • una cucchiaiata di succo di limone
Roxakia. Tipici dolci della cucina greca in versione vegan. Goloso ripieno di noci, cioccolato e cannella, avvolto da pasta sfoglia Stuffer


Procedimento:

Roxakia. Tipici dolci della cucina greca in versione vegan. Goloso ripieno di noci, cioccolato e cannella, avvolto da pasta sfoglia Stuffer
In un pentolino portate a ebollizione lo zucchero e l'acqua e lasciate bollire per 5 minuti. Aggiungete il sale, il succo di limone e lasciate sfreddare completamente. 
Impastate tutti gli ingredienti, formate una palla e lasciatela riposare per 20 minuti. Poi, ungendovi le mani con un poco di olio,  formate un cordone lungo quanto il lato più lungo della vostra pasta sfoglia e posizionatelo sopra. Avvolgete il cordone con la pasta sfoglia e trasferitelo in frigger per qualche minuto, in modo che siate facilitati durante il taglio. Tagliate a fette dello spessore di un centimetro circa, mettete su una teglia foderata da carta da forno e cuocete a 170°C in forno ventilato (180°C se è statico) per una ventina di minuti.   
Quando saranno abbastanza dorati, sfornate, trasferite roxakia in una teglia più piccola e rovesciateci sopra lo sciroppo che sarà ormai freddo. Lasciate che lo assorbano tutto e all'occorrenza capovolgeteli per assorbire meglio da tutti i latti. Appena sono completamente freddi sono pronti per l'assalto!
Buon divertimento!


 
Roxakia. Tipici dolci della cucina greca in versione vegan. Goloso ripieno di noci, cioccolato e cannella, avvolto da pasta sfoglia Stuffer

lunedì 10 maggio 2021

Maghiritsa vegan - vegetarian

La zuppa maghiritsa, tradizionale piatto di Pasqua nelle sue versioni vegan e vegetarian. Squisita zuppa di funghi.

Maghiritsa è la zuppa pasquale greca per eccellenza preparata con le frattaglie di agnello. Nonostante la sua bontà, non tutti la amano, non tutti riescono a prepararla e non tutti scelgono di includere la carne nella propria alimentazione. Ecco allora che negli ultimi tempi che le scelte alimentari meat free (ovvero senza carne) sono moltiplicate, salta fuori la maghiritsa vegan - vegetarian preparata con funghi al posto della carne. Assomiglia, non lo si può negare. D'aspetto, un occhio non esperto può venire ingannato. Quindi se anche l'occhio vuole la sua parte in termini di tradizione, viene assolutamente accontentato. L'olfatto racconta di una buona zuppa di funghi e il gusto viene ampiamente soddisfatto. Ovvio che chi è affezionato al sapore originale la condisce con lacrime salate perché gli manca la Maghiritsa autentica, pur riconoscendo la bontà della nuova versione.

A chi comunque non è vegano o vegetariano ma non riesce nemmeno mangiare le frattaglie, consiglio di aggiungere in questa squisita zuppa di funghi qualche pezzettino di petto di pollo che fa decollare il sapore!

 

La zuppa maghiritsa, tradizionale piatto di Pasqua nelle sue versioni vegan e vegetarian. Squisita zuppa di funghi.

Ingredienti:
Per 4-5 porzioni

  • 100 ml di olio extravergine d'oliva
  • 600 g di funghi crema champignon
  • 6 cipollotti freschi
  • 1 cipolla secca piccola
  • 1 mazzetto di aneto fresco (sostituibile dal finocchietto selvatico o aneto secco)
  • 15 g di sale
  • 2-3 foglie di lattuga romana (facoltative)
  • 2-3 cucchiaiate di riso originario (facoltative)
  • 10 g di amido di mais, 50 g di acqua e succo di un limone - per la versione vegana
  • 1 uovo e succo di un limone - per la versione vegetariana
  • limone extra per chi vuole
  • pepe nero da macinare sul piatto


    La zuppa maghiritsa, tradizionale piatto di Pasqua nelle sue versioni vegan e vegetarian. Squisita zuppa di funghi.

Procedimento:
Tagliate la parte della radice dei funghi e con un panno umido puliteli da eventuali residui di terra.
Pulite i cipollotti privandoli delle foglie esterne e delle estremità, lasciando tuttavia un po' di parte verde. Pulite anche la cipolla secca. Poi tagliateli a tocchetti piccoli funghi, cipolla e cipollotti
Mettete l'olio a scaldare e rosolate prima le cipolle e poi i fughi. Aggiungete acqua calda (cerca 2 litri) fino ad avere la densità che volete e il sale e l'aneto tagliato fine. Se volete aggiungere anche qualche foglia di lattuga romana sminuzzato e riso, adesso è il momento.
Lasciate cuocere per 20 minuti a fuoco basso. Assaggiate di sale e aggiustate se serve. 
Per la versione vegana, in 50 g di acqua fredda sciogliete l'amido di mais, aggiungete il succo di limone, mettete il tutto nella pentola e mischiate finché non si addensi un pochino.
Per la versione vegetariana invece (che è quella che vedete in foto), fate la salsa avgolemono:in una ciotola sbattete bene un uovo fresco col succo di un limone. A filo versate due mestoli del brodo della zuppa bollente continuando a mischiare con la frusta a mano in modo che l'avgolemono prenda temperatura e non subisca lo sbalzo termico quando andiamo a metterlo in pentola. Aggiungete la salsa avgolemono nella zuppa mischiando continuamente e a fuoco spento. Accendete la fiamma e continuando a mischiare col mestolo portate ad un primo bollore. Spegnete e continuate a mischiare per aiutare ad abbassare un poco la temperatura e non fare cuocere l'uovo che tuttavia non sarà crudo. Servite calda col limone da aggiungere eventualmente e pepe nero macinato fresco.

La zuppa maghiritsa, tradizionale piatto di Pasqua nelle sue versioni vegan e vegetarian. Squisita zuppa di funghi.


mercoledì 7 aprile 2021

Spanakoriso

Spanakoriso, ovvero spinaci e riso è una ricetta della cucina greca facile, veloce, saporita e salutare. Piatto unico tradizionalmente vegano.

Un piatto, un incubo. Nella mia infanzia non c'era cosa più brutta che mi si poteva dire dal "oggi ho preparato spanakoriso". Il mio incubo verde. Tanto che ai miei figli lo preparavo con più riso e meno spinaci, esattamente come vi spiego
QUI. Tuttavia, dovevo prima o poi rendere giustizia ad una ricetta tradizionale greca e riabilitarla dentro di me. L'ho proposto allora ai miei figli preparato nella sua versione più pura, non come un risotto agli spinaci, ma piuttosto come una minestra di spinaci e riso. Quel che esattamente è. Chi l'avrebbe mai detto! È piaciuto moltissimo e hanno chiesto esplicitamente di prepararlo più spesso. Quale gioia maggiore, dato che si prepara in pochissimo tempo. Ammetto  di averlo apprezzato anche io e di averlo gustato tutte le volte che l'ho preparato ultimamente. È un piatto vegano che se accompagnato da formaggio feta diventa vegetariano. Necessita da una presenza di olio extravergine importante, per dare il giusto apporto calorico e di ottimo pane per essere accompagnato. La presenza del limone e dei sali minerali delle verdure fanno sì che non abbia bisogno di una grossa aggiunta di sale marino. Saporitissimo, salutare, veloce e facile. Tutto a suo favore insomma. Provatelo! 

Spanakoriso, ovvero spinaci e riso è una ricetta della cucina greca facile, veloce, saporita e salutare. Piatto unico tradizionalmente vegano.

Ingredienti:

  • 100 g di olio d'oliva extravergine
  • 4 cipollotti freschi
  • 1 ceppo di bietole
  • 1 kg di spinaci puliti
  • 1 cucchiaiata di concentrato di pomodoro (facoltativa)
  • 450 g di acqua calda
  • succo di mezzo limone o anche di più
  • 7 g di sale
  • 200 - 240 g di riso vialone nano
  • aneto o finocchietto selvatico.
  • pepe nero
Spanakoriso, ovvero spinaci e riso è una ricetta della cucina greca facile, veloce, saporita e salutare. Piatto unico tradizionalmente vegano.

Procedimento:

Lavate le verdure, lasciatele scolare bene e tagliatele a pezzi di 2 - 3 cm.
In una pentola dotata di coperchio mettete l'olio a scaldare, aggiungete i cipollotti e rosolateli leggermente. Se le vostre bietole, sono bietole da costa, aggiungete le coste, tagliate a pezzetti sempre, insieme ai cipollotti. Poi aggiungete la parte verde delle bietole e gli spinaci, l'acqua, dove eventualmente avrete sciolto una cucchiaiata di concentrato di pomodoro (tutte e due versioni, sia bianca che rossa sono tradizionali. Quello che non deve mai mancare è il succo di limone.) e il riso, distribuendolo sopra le verdure. Irrorate col succo del limone, coprite, abbassate la fiamma e lasciatelo cuocere per 18, massimo 20 minuti. 
Servite caldo, con del buon pane, pepe nero da aggiungere a piacere, limone extra per chi lo vuole più limonoso, ed eventualmente formaggio feta.

Spanakoriso, ovvero spinaci e riso è una ricetta della cucina greca facile, veloce, saporita e salutare. Piatto unico tradizionalmente vegano.


venerdì 19 marzo 2021

Lagana con lievito madre

Lagana è un pane speciale che si prepara una volta all'anno per festeggiare l'entrata in Quaresima. Gustoso e saporitissimo.


Della lagana, il pane speciale con la quale si apre il periodo di astensione dal consumo di carne e derivati che ci porta a festeggiare la Pasqua, vi ho già parlato QUI, riportandovi una ricetta che pur essendo molto buona, non era in linea con i principi della Quaresima e precisamente del Lunedì Pulito, che esige anche l'astensione dal vino e dall'olio extravergine d'oliva. Dall'anno scorso ho aggiustato il tiro, per il gusto di conservare usi e costumi più che osservare precetti religiosi, e la lagana con lievito madre, fatta con questa ricetta, ci è piaciuta moltissimo. Sarà sicuramente quella che, preparerò sempre.

Lagana è un pane speciale che si prepara una volta all'anno per festeggiare l'entrata in Quaresima. Gustoso e saporitissimo.

Ingredienti:
  • 200 g di lievito madre appena rinfrescato
  • 200 g di farina W 260
  • 400 g di farina W 350
  • 400 g di acqua tiepida
  • 15 g di sale
  • 20 g di tahini (sesamo macinato)
  • 20 g di zucchero e 50 g di acqua
Lagana è un pane speciale che si prepara una volta all'anno per festeggiare l'entrata in Quaresima. Gustoso e saporitissimo.

Procedimento:

Dopo aver rinfrescato il vostro lievito madre, prelevate 200 g circa (può essere anche un po' meno) e scioglietelo in 400 g di acqua tiepida dove avrete messo anche il tahini (il sesamo macinato). Aggiungete le farine setacciate e impastate fino ad ottenere un impasto omogeneo che si stacca dalle pareti della ciotola. Aggiungete il sale e continuate a impastare fino a che non venga assorbito.
Raccogliete l'impasto formando una palla e lasciatelo lievitare in una ciotola leggermente infarinata, coperta con pellicola alimentare, vicino ad una fonte di calore, per 2 ore.

Lagana è un pane speciale che si prepara una volta all'anno per festeggiare l'entrata in Quaresima. Gustoso e saporitissimo.

Riprendete l'impasto, rovesciatelo su una superficie leggermente oleata e dividetelo in due parti. Se il vostro piano di lavoro è freddo, scaldatelo con un phone per capelli, in modo che non vi rubi tutta la temperatura dell'impasto, bloccando la sua lievitazione. Con le mani stendete una parte per volta e poi piegate i lembi verso il centro. Fate quindi le famose pieghe delle quali trovate molti video su YouTube. Capovolgete le due parti di impasto in modo che la chiusura delle pieghe risulti sotto, coprite con pellicola e una coperta calda e lasciate che si riprenda per altri 40 minuti. 
Foderate due teglie con carta forno, cospargetele di sesamo e trasferite sopra l'impasto che avrete steso in forma ovale. Spennellate le lagane con l'acqua zuccherata, cospargetele di sesamo e con i polpastrelli imprimetele bene. Copritele con pellicola e lasciatele per un'ora e mezza o due in luogo caldo, fino al raddoppio.
Infornate per 30 minuti circa, in forno ventilato, preriscaldato a 200°C , posizionando la teglia nel fondo del forno.

Lagana è un pane speciale che si prepara una volta all'anno per festeggiare l'entrata in Quaresima. Gustoso e saporitissimo.


 






domenica 7 febbraio 2021

Horta vrastà - erbe selvatiche bollite

Insalata di erbe selvatiche e patate bollite. Ricetta antica, a basso costo.


Piove. Sapete cosa significa? La terra si disseta, l'aria di colma del profumo della natura, gli uccellini aspettano trepidanti che le pozzanghere si riempiono per bere e lavarsi  e fra un paio di giorni io potrò raccogliere nuovamente cicoria, ortiche, dente di leone preparare nuovamente questo piatto che sa di antica saggezza nel nutrirsi. Horta, plurale di horto che vuol dire erba. In greco antico "hortos" (vi ricorda una parola che si usa in italiano? Orto) indicava inizialmente il recinto usato per pascolo degli animali e in seguito il termine si estese anche all'erba che nutre (sia animali che uomini). Questa parola scelgono gli antichi greci per esprimere il senso di pienezza di chi si è nutrito e non ha fame. Di chi è sazio. "Ηortazo" (χορτάζω) dicevano gli antichi per dire "nutro a sazietà, sfamo". "Horteno" (χορταίνω) dicono i greci di oggi per lo stesso concetto. Horta quindi, dalla antichità fino ad ora, perché per molti elementi culturali che ci appartengono, l'antichità è un periodo svolto proprio l'altro ieri.

Quali erbe selvatiche però sono commestibili e dove si possono raccogliere? Per prima vi dico che se fate una passeggiata in campagna, in cerca di erbe selvatiche dovete osservare alcune regole: Non ci si avventura in terreni coltivati e/o recintati, si raccoglie lontano dai bordi delle strade dove di depositano i metalli pesanti degli scarichi delle macchine, non si raccoglie sotto alberi da frutta se non avete certezza che non siano stati trattati con pesticidi, e soprattutto,  non si sradica nulla! Si tagliano sempre le foglie affondando il coltello e tagliando subito dopo l'attaccatura delle foglie, lasciando così che la radice germogli nuovamente più volte in modo da poter concludere il suo ciclo vitale.
Le erbe selvatiche commestibili sono tante, ma per questo piatto si possono raccogliere: la cicoria, il tarassaco o dente di leone, i germogli dei papaveri, carote selvatiche, la ruchetta e l'ortica, le bietole selvatiche.
Fondamentale che le patate che accompagneranno le erbe siano di ottima qualità, possibilmente coltivate in montagna e che vengano bollite con la buccia, nella stessa acqua di bollitura delle erbe.

Insalata di erbe selvatiche e patate bollite. Ricetta antica, a basso costo.

Ingredienti:
  • erbe selvatiche (cicoria, tarassaco, ortica, bietole selvatiche ecc)
  • patate
  • sale
  • limone
  • olio extravergine d'oliva delicato
Insalata di erbe selvatiche e patate bollite. Ricetta antica, a basso costo

Preparazione:

Prendete le erbe in mano una ad una e togliete con la mano impurità, foglie gialle o secche, fili d'erba non commestibili che possono essere finiti in mezzo al raccolto.
Mettete tutte le erbe in una bacinella piena d'acqua e lavatele. Lasciate che i residui di terra essendo pesanti si depositano sul fondo. Trasferite le erbe in un scolapasta e rovesciate l'acqua. Sciacquate la bacinella, riempitela nuovamente d'acqua e tuffate ancora le erbe selvatiche. Ripetete fino a che nell'acqua non ci saranno più residui.
Mettete in una pentola abbondante acqua leggermente salata e tuffate le erbe. Lavate bene anche le patate e posizionatele sopra le ebre, in modo che le aiutino a restare dentro l'acqua. Fate bollire a fuoco basso per una ventina di minuti. Controllate la cottura delle patate e delle erbe e scollate, togliendo con un forchettone prima le erbe e poi le patate, posizionandole sopra le erbe sempre in modo da far peso e farle perdere l'acqua di cottura.
Appena la temperatura lo permette, spellate le patate e tagliatele a cubetti. Aggiungete nel piatto di portata le erbe e condite il tutto con abbondante succo di limone e olio d'oliva extravergine ed eventualmente sale. Servite come insalata calda, invernale, che precede un piatto di carne arrosto, ma anche come piatto unico.
Una ricetta antica, a basso costo ma ed elevato valore nutritivo e culturale, perché necessita di conoscenze che ormai sono dominio di pochi.

Insalata di erbe selvatiche e patate bollite. Ricetta antica, a basso costo.


domenica 31 gennaio 2021

Crauti

Cavolo cappuccio bianco, tagliato a listarelle e sottoposto a fermentazione lattica. Un alimento ricco di vitamine e sali minerali.

 Crauti. Cosa sono i crauti e come si preparano? Un contorno della cucina tedesca, ottenuto della fermentazione lattica del cavolo cappuccio bianco. Viene associato principalmente alla Germania ma la verità è che vengono preparati in molti altri paesi, compresi la Grecia dove li troverete col nome "toursì".  Io come crauti, li ho assaggiati per prima volta preparati da una amica ungherese, sua mamma e sua zia, dato che fanno parte anche della cucina ungherese. Ed è stata lei a insegnarmi come si preparano i crauti, quindi questa è la ricetta della versione ungherese.

Cavolo cappuccio bianco, tagliato a listarelle e sottoposto a fermentazione lattica. Un alimento ricco di vitamine e sali minerali.

Il cavolo cappuccio bianco che in Grecia è molto amato ed apprezzato come ortaggio, viene consumato in insalata (QUI e QUI), come involtini che si chiamano dolmades, come risotto o toursì che diventa antipasto per accompagnare aperitivi.
Vi metterò anche le due versioni greche che comunque coincidono con le insalate. Intanto vi lascio quella ungherese, che non so se coincide o meno a quella tedesca, ma è molto buona.

Cavolo cappuccio bianco, tagliato a listarelle e sottoposto a fermentazione lattica. Un alimento ricco di vitamine e sali minerali.

Ingredienti:

  • 1 kg circa di cavolo cappuccio bianco
  • 2 foglie di alloro
  • 20 g di sale
  • 5 g di zucchero
  • 1 cucchiaino di cumino
  • pepe in grani
  • 100 ml di acqua
  • fette di pane
Cavolo cappuccio bianco, tagliato a listarelle e sottoposto a fermentazione lattica. Un alimento ricco di vitamine e sali minerali.

Esecuzione:

Togliete le foglie esterne di un cavolo cappuccio bianco, tenero, compatto e fresco di taglio. Lavatelo e grattugiatelo. Aggiungete al cavolo il sale, lo zucchero, le foglie di alloro lavate e spezzettate, il cumino, i grani di pepe, l'acqua e trasferitelo in un vaso di vetro col coperchio ma non a chiusura ermetica. Premete il cavolo che inizierà a buttare anche la sua acqua di vegetazione e posizionate sulla superficie delle fette di pane per coprirlo. L' amica Agnes che mi ha insegnato come preparare i crauti, mi ha spiegato che il pane va tolto dopo due giorni e buttato via. Serve per tenere il cavolo leggermente premuto e per raccogliere la schiuma che si produce i primi giorni di fermentazione.
Tenete il barattolo fuori dal frigo ma anche lontano da fonti di calore e senza sole diretto.
Dopo una settimana, dieci giorni, sono pronti per essere consumati, anche se la fermentazione può essere prolungata per un mese intero.
Una volta pronti toglieteli dalla salamoia, conditeli con olio d'oliva extravergine e utilizzateli come contorno di carni arrosto, saltati in padella, oppure per preparare questi squisiti involtini ungheresi di cavolo verza: 
Töltött kàposzt 

Cavolo cappuccio bianco, tagliato a listarelle e sottoposto a fermentazione lattica. Un alimento ricco di vitamine e sali minerali.



domenica 10 gennaio 2021

Pasta con pesto al limone

Pesto al limone su base di patate dolci, aglio e noci per condire la pasta. Ricetta vegan, cucina vegetariana

Pesto è quel che vien pestato. Non avrete mica pensato che con "pesto al limone" intendessi un pesto genovese umiliato e ammazzato con il succo di un limone? Ma no! Esiste il pesto genovese, il pesto siciliano, il pesto toscano, e tutto quel che viene pestato. Anche la cucina greca ha una grande varietà di pesti: taramosalata, melitzanosalata, skordalia, patzarosalata, tirokafteri sono pietanze che un tempo si preparavano nel mortaio di legno pestando e aggiungendo ingredienti. Hanno una base di pane o patate bollite, l'ingrediente caratterizzante, un agro che può essere aceto o limone, alcune aglio, altre cipolla e del buon olio d'oliva extravergine.

I pesti, sono stati la mia prima lezione in cucina con l'intento proprio di insegnarmeli. Certo, da piccolina la nonna mi rendeva partecipe di molte attività sue che andavano dal fare il sapone, al cucinare, mungere, piantare, potare, innestare, curare con erbe e unguenti, raccogliere erbe e frutti selvatici, accendere fuoco e camminare in montagna senza incappare a dei pericoli, al filare la lana di pecora! Ma era tutto un gioco. La cucina invece era una cosa seria. Una competenza che ti poteva cambiare la qualità della vita e quella di chi ti stava intorno. Lei mi insegnò a fare i pesti greci con la stessa sacralità che un mio amico zeneise mi svelò i segreti del pesto genovese che trovate QUI.
Non mi dilungo oltre, però. Passo alla ricetta del pesto al limone che creata per caso, per non buttare due patate americane che avevo bollito non so perché, ha condito la nostra pasta parecchie volte ultimamente ed entra a fare parte delle ricette che replicherò per amici, appena sarà possibile.
Le quantità sono indicative per 4 porzioni da piatto unico, come abitudine di casa mia.

Pesto al limone su base di patate dolci, aglio e noci per condire la pasta. Ricetta vegan, cucina vegetariana
Ingredienti:

  • 500 g di patate americane pesate a crudo
  • 7 g di sale
  • 60 g olio
  • succo di limone grande
  • scorza di un limone grande non trattato
  • 1 spicchio piccolo d'aglio (o mezzo)
  • 10- 12 noci
  • 500 g di pasta
  • parmigiano a piacere
Pesto al limone su base di patate dolci, aglio e noci per condire la pasta. Ricetta vegan, cucina vegetariana

Procedimento:

Fate bollire le patate americane, lasciatele raffreddare e spelatele. In un mortaio grande (o nel bicchiere le frullatore) mettete uno spicchio d'aglio piccolo, privato dal eventuale germoglio centrale, il sale, la scorza grattugiata di un limone grande e le noci e pestate. Aggiungete il limone e continuate a pestare. Aggiungete le patate tagliate a cubetti, pestatele un attimo perché si disfino e poi continuate a lavorate mischiando con movimento circolare e incorporando a filo l'olio d'oliva extra vergine. Se serve, aggiungete un poco di acqua fredda per farlo più fluido.
Fate bollire la pasta in acqua salata per il tempo indicato per il formato che avete scelto. Scolate e conditela col pesto al limone. Servitela con parmigiano a piacere.

Pesto al limone su base di patate dolci, aglio e noci per condire la pasta. Ricetta vegan, cucina vegetariana



martedì 5 gennaio 2021

Contorno di piselli ricetta greca

La ricetta greca per il contorno di piselli è semplice ma molto particolare grazie alla presenza di aneto e cipollotti freschi. Da provare!

Uno dei contorni più amati e onnipresente nelle tavole in festa è il contorno di piselli. Nella cucina greca, guarnisce, come dicono i piatti di carne nelle occasioni importanti, insieme al riso pilaf, ai funghi trifolati e alle patate fritte se ci sono bambini. Se avete la possibilità, quando i piselli sono in stagione, comprateli freschi e conservateli in freezer. Se invece non li trovate freschi, preferite i surgelati da quelli in scatola, avendo sempre un occhio di riguardo per il luogo di coltivazione che dovrebbe essere italiano o per lo meno europeo, dove sono in vigore normative che regolano l'uso dei pesticidi.
In Grecia ci sono due erbe aromatiche fresche che si vendono e si usano con pari frequenza; il prezzemolo e l'aneto. Ci sono ricette che necessitano di prezzemolo e altre che chiudono l'aneto (e delle altre ancora con il trio prezzemolo - aneto - menta). Il contorno di piselli per i greci si prepara con cipollotti freschi e aneto. In bianco (come lo preparo io) o in rosso, aggiungendo un po' di concentrato di pomodoro.
Comunque sia fatto il contorno di piselli è sempre delizioso. Se vi avanzano, mischiateli con un po' di riso basmati bollito e sbriciolate sopra un  poco di formaggio feta. Oppure aggiungete in padella un paio di uova e fatene una frittata!

La ricetta greca per il contorno di piselli è semplice ma molto particolare grazie alla presenza di aneto e cipollotti freschi. Da provare!

Ingredienti:

  • 2 cucchiaiate di olio extravergine d'oliva
  • 4 cipollotti freschi
  • 400 g di piselli freschi o surgelati
  • 5 g di sale
  • 10 g di burro di capra (se non ce l'avete o non volete, aggiungete un cucchiaio di olio extravergine in più e ommettete il burro)
  • 2 tazzine da caffè di acqua
  • 1 cucchiaiata di aneto essiccato oppure 2-3 di aneto fresco
La ricetta greca per il contorno di piselli è semplice ma molto particolare grazie alla presenza di aneto e cipollotti freschi. Da provare!


Procedura:

Mettete a scaldare l'olio e rosolate un poco le cipolle tagliate a rondelle. Aggiungete i piselli e le due tazzine di acqua, preferibilmente calda. Salate, aggiungete l'aneto, abbassate la fiamma, coprite e lasciate cuocere per 10 minuti circa, fino a che saranno rimasti solo con l'olio.

La ricetta greca per il contorno di piselli è semplice ma molto particolare grazie alla presenza di aneto e cipollotti freschi. Da provare!