Leggo con fastidio la battuta di un signore che commentando la scelta di Guccini di partecipare alla manifestazione pro-Europa di domani a Roma lo irride scrivendo: “Cos’ha fatto mai Guccini nella vita a parte scrivere belle canzoni? Mica andava a salvare i feriti in guerra come Gino Strada”. Che è un commento stupido che ha preso più di cento di like. Purtroppo convivo da tutta la vita con questo pregiudizio, io come tutti coloro che pur non andando a salvare feriti in guerra provano a creare qualcosa di bello che dia gioia agli altri, i quali la danno troppo spesso per scontata. Si può essere o non essere d’accordo con le scelte politiche di Guccini, ma non gli si può dire con quella sottintesa sufficienza che nella vita ha scritto solo canzoni, come se scrivere canzoni fosse una cosa da poco. Perché, se davvero lo pensate, mi dovete anche giurare che quando state male, quando state bene, quando siete innamorati, o malinconici, quando siete sotto la doccia o andate a zonzo in auto, voi non cantate le vostre canzoni del cuore, no, voi che siete diversi non cantate niente, voi vi guardate sul telefono le foto dei feriti raccolti negli ospedali da campo di Emergency perché solo quando guardate quei feriti che vengono curati da qualcuno che non siete neanche voi vi sentite compresi, appagati e in pace con voi stessi e il mondo.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
venerdì 14 marzo 2025
domenica 3 aprile 2022
qualcuno doveva cantare
Stanotte ho sognato mio nonno che cantava Bella ciao in piazza e non si ricordava le parole. C'era una piccola folla che applaudiva ma non cantava con lui. E più lui sbagliava più loro applaudivano per incoraggiarlo. Io cercavo di portarmelo via perché sapevo che se lo avessero trovato a cantarla lo avrebbero arrestato ma quando mi avvicinavo gli altri mi gridavano contro e mi spingevano lontano perché lo volevano lì. Qualcuno doveva cantare la canzone, mi dicevano, ed era meglio che lo facesse lui che era vecchio e non aveva niente da perdere. E io non avevo abbastanza forza per difenderlo e mi mordevo le mani pieno di rabbia e lì guardavo uno per uno per ricordarmi le loro facce vuote.