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venerdì 14 marzo 2025

ha scritto solo canzoni

Leggo con fastidio la battuta di un signore che commentando la scelta di Guccini di partecipare alla manifestazione pro-Europa di domani a Roma lo irride scrivendo: “Cos’ha fatto mai Guccini nella vita a parte scrivere belle canzoni? Mica andava a salvare i feriti in guerra come Gino Strada”. Che è un commento stupido che ha preso più di cento di like. Purtroppo convivo da tutta la vita con questo pregiudizio, io come tutti coloro che pur non andando a salvare feriti in guerra provano a creare qualcosa di bello che dia gioia agli altri, i quali la danno troppo spesso per scontata. Si può essere o non essere d’accordo con le scelte politiche di Guccini, ma non gli si può dire con quella sottintesa sufficienza che nella vita ha scritto solo canzoni, come se scrivere canzoni fosse una cosa da poco. Perché, se davvero lo pensate, mi dovete anche giurare che quando state male, quando state bene, quando siete innamorati, o malinconici, quando siete sotto la doccia o andate a zonzo in auto, voi non cantate le vostre canzoni del cuore, no, voi che siete diversi non cantate niente, voi vi guardate sul telefono le foto dei feriti raccolti negli ospedali da campo di Emergency perché solo quando guardate quei feriti che vengono curati da qualcuno che non siete neanche voi vi sentite compresi, appagati e in pace con voi stessi e il mondo.

sabato 11 maggio 2024

viva l'italia

Questo mi sa è un viaggio per coppie. Dopo gli inglesi di ieri, oggi divido il posto con due siciliani diretti come me al Salone. È la prima volta che vengono in Piemonte e si incantano per ogni cosa. Poco prima di Vercelli si alzano attaccandosi al vetro per guardare le risaie che come lame si accendono nel riflesso di un cielo freddo e luminoso nel primo mattino. – Che meraviglia, fa lei, sembra che ci camminiamo sopra, è proprio come a Venezia! – Qui ci avranno delle zanzare da un chilo, risponde lui altrettanto ammirato, altro che le nostre! – Da lontano un contadino che passa con gli stivali di gomma e la vanga sulle spalle gli fa ciao con la mano e loro rispondono contenti. – Viva l'Italia e quant'è bella!, dice lui pieno di spirito patriottico. – Io mi sento calato in pieno Risorgimento.

lunedì 19 febbraio 2024

da zia

Giardini pubblici. Entra una ragazza assai avvenente coi jeans attillatissimi. Quando gli passa accanto, un ragazzo seduto alla panchina con una bambina vicino si piega in avanti, facendo finta di sistemare il laccio delle scarpe, per guardarle meglio il culo. La bambina allora si allunga verso di lui e gli mena uno schiaffo a dita aperte nell'occhio. Il ragazzo si tira indietro lamentandosi a voce alta e chiede che c'è. – Da zia! – risponde la bambina. Si vede che il ragazzo è recidivo.

mercoledì 14 febbraio 2024

agendina

Una bella poesia non fa certo un poeta, però se è bella lo è indipendentemente da chi l’ha scritta. Così funziona o dovrebbe funzionare per i libri. Un bel libro non fa certo uno scrittore, ma persino nel suo essere un singolo caso, se funziona funziona. Invece mi pare che valga sempre più il discorso che le colpe dei padri debbano ricadere sui loro figli, anche alla faccia dell’onestà intellettuale. A un altro livello vale anche per me come editore, quando mi accorgo che si fa finta di non vedere un mio autore, anche se è bravo, per il semplice fatto che se l’editore è piccolo non fa blasone. Piccolo autore + piccolo editore (in questo tempo piccolo) non fa nessun clamore. E a chi importa la bellezza di un pensiero, di una immagine o di un verso, se non puoi infilarla tra i contatti utili nell’agendina di Minà?

giovedì 28 dicembre 2023

bellezza

Oggi mentre compravo l’ultimo libro dell’anno, un piccolo saggio su Walter Benjamin e il suo angelo (la cui immagine è ispirata a un acquerello di Paul Klee del 1920), mi è venuto da pensare che in fondo il noto adagio “La bellezza salverà il mondo” è una sana cazzata, e lo dimostra praticamente proprio il fatto che alcune delle opere d’arte più meravigliose del 900, in ogni campo (dalla pittura alla poesia alla filosofia al cinema all’architettura), siano state prodotte in Germania fra le due guerre mondiali, in risposta a un periodo di gravissima crisi economica e sociale, e nonostante questo non solo la bellezza in esse contenuta non ha salvato proprio niente e nessuno, ma tale arte è stata disprezzata come “degenerata”, censurata, bruciata e spazzata via dal male del secolo. Unica consolazione, almeno per noi, questo male chiamato nazismo non era che un marchio copiato e perfezionato industrialmente all’artigianale fascismo italiano. Insomma, ancora una volta il Made in Italy ha dettato lo stile del tempo.

martedì 19 dicembre 2023

louise prima di lulù

Mi è capitato ieri di vedere due film, entrambi girati nel 1928, in cui emerge per la prima volta sullo schermo la figura di Louise Brooks, icona del cinema muto che divenne un modello di stile e di sensualità moderna, anticonformista, incestuosa e androgina insieme, stregando almeno due generazioni di spettatori, non ultimo Guido Crepax che a lei si ispirò per la sua Valentina. Il primo di questi film è A Girl in Every Port, commedia di Howard Hawks in cui la Brooks è già femme fatale, ma terza incomoda (e infedele) fra due amici che se la contendono nel classico triangolo amoroso; il secondo è l’assai più bello e interessante Beggars of Life, di William A. Wellman, che crea una strana mistura fra il Chaplin di The Kid e L’opera da tre soldi di Brecht. Nel film una ragazza ricercata dalla polizia per l’omicidio del suo stupratore (la Brooks, qui coprotagonista) si traveste da uomo (sembra un ragazzo in realtà, con tutte le ambiguità del caso), e si unisce a un hobo (Richard Arlen) che la adotta e se la porta dietro in viaggio sui treni merci o nei campi notturni improvvisati dai barboni intorno a un fuoco. Il film, considerati anche il genere e l’epoca, è abbastanza realistico, crudo e diretto, per quanto non scada mai nel dramma: comincia, ad esempio, mostrando un uomo a cui hanno sparato alla testa; in un flashback si allude allo stupro subito dalla ragazza; ancora, uno dei barboni si accorge che “il ragazzo” è una ragazza quando lei si piega in avanti e lui le guarda il culo; in un’altra scena i vari barboni la fissano immaginando di farle violenza di gruppo e organizzano un processo fittizio per decretare chi debba averla per primo; e fra gli altri c’è persino un nero! La pellicola ha buon ritmo e scorre con molto piacere perdendo qualcosa nel finale. Restano bellissime, in un bianco e nero pieno di luce, le scene di vagabondaggio o in corsa intorno ai treni, che rimandano tutte a una tradizione letteraria che va da John Steinbeck fino a Woody Guthrie. La Brooks, che per essere stata una vera star della sua epoca, ha girato pochissimi film, sbagliando clamorosamente quasi tutte le sue scelte artistiche (ad esempio rifiutando qualsiasi partecipazione all’avvento del cinema sonoro e così bruciandosi la carriera in patria), dopo questo girerà un altro film negli Usa, il noir La canarina assassinata del 1929 (ancora un ruolo minore in cui fa l’assassinata), poi volerà in Germania per legare il suo nome al regista George W. Pabst che le cucirà addosso il conturbante personaggio di Lulù in tre film splendidi su cui è stata costruita tutta la sua gloria postuma: Il vaso di Pandora e Diario di una donna perduta, entrambi girati da Pabst nel 1929; e Prix de beauté, produzione francese del 1930, scritto da Pabst con René Clair e diretto da Augusto Genina, in una vera e propria lavorazione internazionale che avrebbe dovuto spalancarle ogni porta del successo. Eppure nel 1931 la carriera della Brooks era già finita.






Fine modul

martedì 1 agosto 2023

la bellezza della poesia

Siccome l’altro giorno si parlava con un altro editore della bellezza della poesia come cosa perfettamente “inutile”, mi stavo oggi chiedendo a cosa paragonarla. Sarebbe troppo facile, e volgare, pensare alla defecazione, tanto più che la defecazione è cosa perfettamente utile alla funzionalità del corpo, utilissima anzi, quindi si può tranquillamente dire che scrivere poesie è qualcosa di ancora meno significativo che andare di corpo. L’immagine migliore che mi è venuta in mente l’ho avuta oggi, mentre ero bloccato in fila in posta per spedire un libro. Ecco, scrivere poesie oggi in quanto attività perfettamente “inutile” è come farsi un paio d’ore di fila in posta coi pensionati, mentre cerchi di consegnare il tuo messaggio a qualcuno – chi te lo ha ordinato non si sa, non il medico, non l’imperatore – senza sapere se chi lo riceverà lo leggerà, e comunque pagando le spese di spedizione, e immaginando il giorno in cui sarai nell’altra fila, fra i vecchietti che aspettano di percepire un magro risarcimento prima che sia tardi. Ecco la bellezza della poesia sta tutta lì, nell’immaginare di arrivare fino allo sportello e invece di pagare tu una somma per spedire il libro, pretendere di essere pagato per essergli sopravvissuto.

giovedì 2 marzo 2023

comunicazione

Ragazza carinissima che seguo su IG. Le faccio spudoratamente i complimenti per provarci, ma dev’esserci qualche problema di comunicazione fra di noi. Ad esempio oggi le scrivo, sbavando con eleganza su una sua posa in lingerie, che mi piacciono le sue foto perché fa sempre bene un po’ di sana bellezza. Lei mi risponde: Ti ringrazio, finora nessuno mi ha mai detto che sono sana.

martedì 14 febbraio 2023

peggio non poteva andare

Ragazza che pubblica su IG la foto di un film e ci scrive sotto: "Stupendooo!" (con tre ooo). Tu allora, da bravo provolone, siccome è carina, vai alla ventura e le scrivi per farle un complimento: "Allora ti assomiglia". Ma quella ti scrive in privato e ti attacca il pippone di tutte le donne che vogliono saperne di più: "Come fai a dirlo?" Nononstante il campanello di allarme che ti suona in testa, approfitti della neonata confidenza e da scemo, restando sul vago, improvvisi a farle l'elenco minuzioso degli elementi cinematograficamente più intensi di ogni film che hai visto applicabili a lei. Il punto è che tu quel suo film in particolare lo hai visto sì ma trent'anni fa, manco più te lo ricordi, ti arrampichi sugli specchi come puoi, senza accorgerti che parla di una inesauribile maniaca sessuale che fra orge e prostituzione alla fine si fa violentare da un superdotato fino a farsi lasciare dal marito perché è pure emotivamente anaffettiva. Insomma, peggio di così non mi poteva andare.

giovedì 2 febbraio 2023

amore

Attrice televisiva strabellissima e con più di vent'anni meno di me mi manda le sue malinconiche poesie d'amore, frutto di una relazione finita a schiaffi, e nella email di presentazione mi dice: Ora come ora ho bisogno di sincerità e di essere amata per ciò che sono. Le scrivo: Sinceramente le tue poesie non mi sono piaciute, però sento di poterti amare. Nel caso questo è il mio numero. Chiamami.

sabato 1 ottobre 2022

un sacco bello

Nipote che mi chiama perché legga le poesie di uno che le piace. – Guarda che se non lo leggi, ti tolgo il saluto. – Ma almeno è bravo? Vale la pena? – Che ne so se è bravo, quello lo devi dire tu, è bello. – E io dovrei leggere uno solo perché è bello? – Lo volevo leggere io, ma di me si vergogna… – E di me non si vergogna, invece? – Di te no, anzi ci tiene. – Ma non è che ti sta usando per arrivare a me? – Ma magari mi usasse! Che secondo te, io che ti sto chiamando a fare? Su, dammi una mano! Daaai! – E c’è chi lo chiama ancora il “sesso debole”.

venerdì 26 agosto 2022

essere interessanti

 Leggevo un paio di giorni fa una ricerca dove dicevano che chi legge libri scrive post in media più interessanti, per contenuto e forma, di chi legge esclusivamente contenuti social, che è pur sempre attività di lettura. Quindi, quando mi dicono che io scrivo post interessanti, la verità non è che io sono interessante, anzi in realtà sono una persona abbastanza noiosa, ma che leggo libri. Io per questo dico sempre a tutti i miei contatti: leggete libri anche voi, così scrivere post interessanti, e visto che siete anche più belli di me, sarete belli e interessanti, che poi è il massimo che si possa chiedere sui social.

martedì 22 marzo 2022

la famiglia

 Mia zia che vede la mia ultima foto su IG e mi porta la focaccia a casa. Mangia che sei fatto così brutto che non ti vogliono più manco i cani.

domenica 5 dicembre 2021

torso

Ragazzo molto sveglio, molto bello, mi manda la sua foto a torso nudo e una scelta di dieci poesie “tanto per farti un'idea”. Mi chiede se ho posto per lui nella casa editrice. In che senso? e nel dubbio gli domando se ha capito di cosa ci occupiamo. Certo, di poesia. E la foto a torso nudo, allora? Quella serve per vendere i libri. Io alzo le mani e mi arrendo.

martedì 9 marzo 2021

oppure no

 Parlando di bellezza, quella vera, mi contatta una donna bellissima che scrive anche poesie. E mi dice: «Ho già deciso che tu sarai il mio editore». Io, soggiogato dalla sua bellezza, ma cercando di darmi un minimo di contegno editoriale, le rispondo: «Certo, vediamo». Intendendo: fammi giusto vedere che ci sono due frasi scarabocchiate sul quaderno, ma poi ti dico sì lo stesso. Lei mi risponde: «A me non si dice vediamo. Si dice sì». «Oppure no» le dico io, scherzando. Non mi scrive più.

venerdì 15 gennaio 2021

il lupo

I tempi sono proprio cambiati. Adesso le ragazze bellissime che tu contatti in chat con le peggiori intenzioni (posso farti una proposta?) subito ne approfittano per rigirare la frittata a loro vantaggio (mi pubblichi un libro?) e così, tu che dovresti essere il lupo cattivo della situazione, subito ti impaperi. Altro che giovani indifese, quelle te se magnano! E a te, sempre a parlare di libri e di lavoro, passa pure la voglia di stalkerare le fanciulle. Che mondo!

domenica 10 gennaio 2021

frine (appendice al post precedente)

Io certi giorni vorrei tanto significare solo per la mia apparenza e non per quello che faccio o dico, essere uno che gli dicono madò è bellissimo (cosa che non sono) invece di madò che bravo, uno che semplicemente mostra il décolleté (che non ho) e subito gli danno le chiavi della città...

martedì 1 settembre 2020

sottigliezze

 Il body shaming è una cosa orribile che non ci riguarda, ma ieri ho detto a una mia amica, con le migliori intenzioni, che un po' assomiglia ad Armine, e ancora non mi parla, non risponde manco al telefono... Un'altra amica mi spiega: non è perché Armine è brutta che fa così, ma se devi dire a una donna che assomiglia a un'altra donna, questa donna deve essere indiscutibilmente meglio di tutte le altre, se no taci. Le sottigliezze dell'animo femminile a cui non arrivo.

lunedì 20 gennaio 2020

assaporare

Mi telefona una donna per chiedermi informazioni su come pubblicare con noi. Ha una voce talmente luminosa, talmente leggera, che sembra una risata, una fonte, un gorgoglio. Ne resto affascinato. Parliamo per una ventina di minuti. Vuole propormi un libro. Ma le dico che anche a piacermi la proposta sono pieno, se ne parlerebbe per il prossimo anno. Lei mi risponde: "Antonio no, cerca di capirmi, sono nata nel 1937, per me un anno fa la differenza." Resto di stucco, però non cedo e del libro non se ne fa nulla. Ma prima di salutarci, le dico: "Guarda, non so nulla di te, ma dalla voce devi essere una donna bellissima." Lei ride con un pizzico di civetteria e mi risponde: "Antonio, alla mia età i complimenti galanti sono rari, ma proprio per questo quando arrivano li assapori il doppio".

venerdì 11 ottobre 2019

poesie in cerca del buono

Leggevo stamattina una recensione del 2011 di Alessio Brandolini ai Costruttori di vulcani di Carlo Bordini (Sossella, 2010) e mi ha colpito in particolare un passaggio in cui Brandolini dice che la poesia di Bordini è "in cerca del buono più che del bello" delle cose. Mi ha colpito perché nel continuo dilemma keatsiano fra verità e bellezza della poesia, la ricerca del buono (che potrebbe ma non necessariamente è verità) mi era del tutto sfuggita e forse, anche per questo, le poesie che leggo di continuo mi sembrano il più delle volte tutte uguali, poesie che cercano di arrivare a un ideale, di bellezza o verità, e si scordano del buono, che è qualcosa che sta più in basso, dunque il più delle volte sono molto belle e molte vere, ma guardano il mondo dall'alto, non scendono più giù del terzo piano (perché soltanto attraverso la distanza riesci a cogliere l'intero). Mentre le poesie in cerca del buono magari non colgono l'intero, anzi, magari sono pure sbagliate, ma camminano per strada, ti prendono per mano.