24 settembre 2015

Riso e patate con TRE olive fritte (terzo giorno di dieta)

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Bè diciamo che anche 200 g al giorno vanno bene. 200 x 7 sono 1,400 a settimana. !,400 x 4 sono 5,600 al mese. Wow, di questo passo a Natale sarò una ‘sinuèt’ come dice mia madre. Però bisogna essere seri e fare le cose senza fregare. Io a dire il vero faccio degli sgarri calcolati, ma mi servono per pensare di aver fatto una furbata e perchè mi voglio bene. Allora vediamo se qualcuno ha da obiettare. Nel senso di qualche nutrizionista.

Consiglio n.1 di oggi: se a colazione sono previsti due biscotti o due fette biscottate integrali con un cucchiaino di marmellata, io dimezzo e mangio o un biscotto solo o una fetta sola e conservo l’altro per la sera tardi come dolce. E si, perchè io che faccio tardi verso mezzanotte ho già di nuovo fame e ho voglia di qualcosa di dolce. E così gabbo il vizio.

Consiglio n.2: quando è prevista una minestra, io cerco di allungarla quanto più possibile con il brodo, così mi sento ugualmente sazia e introduco liquidi che altrimenti stento a bere.

consiglio n.3: servire le pietanze in un piatto piccolo e non nelle ciotolone dell’ikea che ho comprato lo scorso Natale. In effetti la colpa del mio aumento repentino di peso è da attribuire ai piatti grandi che, si riempiono che poca roba pare brutto, si finisce tutto che lasciare nel piatto pare brutto, e si fa pure la scarpetta che anche se pare brutto chi se ne frega.

Per oggi basta così.

Oggi Riso e patate con verdure e gentile concessione di tre olive fritte.

Riso e patate

- un cucchiaio di olio extravergine di oliva

- una patata piccola

- una cipolla piccola

- mezzo peperone

- tre pomodorini

- una tazza piccola da caffè di riso

- prezzemolo

- pepe

Sbucciare e tagliare a cubetti la patata. Tagliare a pezzi il pomodoro, il peperone, e la cipolla e far rosolare dolcemente in una padella dove avrete versato l’olio.

Aggiungere l’acqua e portare a bollore. Versare il riso e aspettare che cuocia.

Servire caldo con prezzemolo fresco tritato e con un cucchiaio raso di parmigiano o cacioricotta  o pecorino.

Per le olive: ungete una padellina piccola piccola con olio, mettete le olive della varietà giusta, copritele e quando vedete che sono belle lucide spegnete il gas. Pochissimo sale e via…. Ma davvero dovete mangiarne SOLO tre eh!

riso e olive

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4 aprile 2014

Elogio della patata

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Da qualche giorno sul web impazza ‘la patata’, nel senso del tubero. E le strategie di comunicazione preferiscono pubblicità sfacciatamente ammiccanti che suscitano subito scalpore e attirano curiosità e attenzione. E, dietro la maschera, fioriscono sorrisetti e consensi perchè piacciono da morire. Io per esempio rido alla vista della faccia da schiaffi dell’’intenditore’ Rocco Siffredi. Pur non essendo assolutamente un’appassionata del ‘genere’, a me la sua capacità di ironia e autoironia mi porta a considerarlo un mito. Applausi a chi ha avuto il coraggio di scegliere lui e le parole che dice. Bravi.

Poi c’è l’altra patatina, pubblicizzata dal ‘giudice più duro e bruto del web’, fascino del'l’incazzato nero, che tanto piace alle donne (vedi l’altro perenne incazzato Mourinho). Categoria dell’uomo che non ho ancora capito se per piacere ha scelto la strategia del non sorriso o se proprio non gliene frega niente di piacere. Ma non credo, visto che continua a mietere sospiri e consensi. E persevera. La sua apparente rigidità, che si scioglie in un gioco di polso meraviglioso, nella preparazione della sua ‘omelette’, fa di lui un indiscusso sexsimbol della cucina. E li che tutte quelle che dicevano ‘antipatico ma piace’, sono rimaste esterrefatte e imbambolate e da allora in poi hanno rivisto migliaia di volte la ricetta con la scusa di impararla bene, ma in realtà solo per vederlo all’opera, con polso sicuro e volitivo, e hanno solo detto ‘piace’.

Ovviamente lui è bravissimo, strabravo, ed è per questo che lo hanno chiamato per ‘interpretare’ la patatina in cucina. E l’hanno fatto pure santo. Non mi interessa quanto gli hanno dato (e ha fatto bene ad accettare), non mi interessano i soliti giudizi degli invidiosi. Non so se e in quanti useranno il prodotto come consigliato da lui, ma di sicuro se ne parlerà e tanto. Intanto gli ammiratori sospireranno nel vedere ‘ancora e ancora’, il cuoco bistellato dal sorriso non facile.

Ieri quando impazzavano sul web hashtag e patatine, ho sorriso alla coincidenza (scema) del piatto che avevo preparato io. La patata lessa. A dire la verità mi è venuta in mente un’intera enciclopedia di doppi sensi e ridevo da sola come una scema. Erano tutte irripetibili, e della serie delle battute dei ‘fichi secchi’ ma detti nella variante femminile del dialetto locale….. e per questo, per parlarne,  dovrò aprire un blog assolutamente anonimo…. e chissà che già non l’abbia fatto.

Intanto ho preparato la patata come Dio comanda, con mille sapori. Perchè essa, si sa,  è versatile e si presta a tutte le esigenze. E, parafrasando Rocco, semplice, bianca, rossa, viola, come la volti e la giri, da sola o con altri ingredienti è sempre un delirio.

Cracco se ci sei, comincia a prepararmi un’omelette per favore, che arrivo. Ti ho scritto pure un post, dai….

Non sono abbastanza creativa da dare un nome strafigo alla ricetta, ma ci proverò…

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Letto di patata lessa con Tonno del Mediterraneo al pepe nero e altre  erbette.

- Patate farinose

- Tonno sott’olio fatto in casa (vedi qui) oppure uno buono buono

- pomodorini ciliegino

- pepe nero in grani

- una costa di sedano

- battuto di olive leccino

- origano fresco, timo fresco e prezzemolo

- olio extravergine buono buono

- sale

Lessate le patate in abbondante acqua, fino a quando i rebbi della forchetta entreranno con facilità. Nel frattempo preparate i condimenti. Estraete dal barattolo i filetti del tonno e sfaldateli grossolanamente. Lavate la costa di sedano, eliminare i filamenti e tagliarlo julienne. Schiacciare grossolanamente i grani di pepe nero. Sminuzzare il prezzemolo, l’origano e il timo.

Sbucciare velocemente le patate, che devono rimanere calde per essere gustate al meglio (che fredde non le vuole nessuno).  Schiacciarle con i rebbi di una forchetta. Condirle con sale, pepe e olio extravergine (abbondare perchè ne assorbe tanto e ne ha bisogno per insaporirsi e diventare morbida). Assemblare il piatto nel seguente modo: letto di patate, erbette, tonno, julienne di sedano, battuto di olive leccino (preparato con olive leccino, acciughe e capperi) distribuito qua e la. Pomodorino centrale. Ancora un filo d’olio versato anche sul pomodorino e ancora pepe.

Voilà.

Ciao Cracco!

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9 febbraio 2014

Fusilli con ricotta calda e sugo di pomodoro e porro fritto

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Dlin dlon. Apri la porta e trovi una cara amica con suo marito che vivono in campagna. Passando passando, si son fermati a casa mia per portarmi un pò di cose del loro orto: broccoli, cime di rapa (già pulite e lavate), cicoria, qualche cavolo. Visto che hanno anche ‘quagliato’ e fatto formaggio e caciocavalli, mi hanno portato due fuscelli di ricotta ancora calda che ‘devo tenere a scorrazzare per far uscire il siero’.

Mannaggia è calda davvero e mi ci vorrei proprio tuffare in tutta quella ricotta, ma dicono che può far venire il mal di pancia all’istante. Vabbè, l’assaggio, poco poco, piena di burro e ancora qualche pezzo di formaggio molle. Vabbè oggi si mangia presto e metto su l’acqua per la pasta. Le chiedo ‘volete mangiare qui'?’, e lei ‘ no, no, dobbiamo ancora fare il giro per le verdure sai, siamo solo di passaggio, ma magari un’altra volta dai. Ma che farai della ricotta?’ E io, la faccio con la pasta e il sugo di ‘spunzèl’. Poi mi accorgo che non ho gli sponzali e deciso di sostituirli con i porri che giacciono in paziente attesa di qualche vellutata, li nel cesto.

Questo fantastico sugo che mi fa tornare in mente quello che faceva mia nonna, che alla fine del piatto faceva una scarpetta saporita con ‘coppole e spunzel’ sul pane.

Però non resisto e mi preparo anche un antipastino veloce. Bruschetta calda e croccante con ricotta, pomodorini e capperi. Filo d’olio buono e qualche verdurina cruda per accompagnare.

Beata me!

Fusilli con ricotta calda e sugo di pomodoro e porro fritto (english version below)

per 2 persone

- 1 porro

- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva

- un barattolo di pelati

- 200 g di fusilli (o altro tipo di pasta a piacere)

- 300 g di ricotta freschissima

Versare l’olio in una pentola. Pulire il porro e ricavare delle rondelle dalla parte bianca. Farlo rosolare velocemente nell’olio e versare i pelati, che schiaccerete con una forchetta. Salare quanto basta e far cuocere per circa 10 minuti.

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Quando mancano un paio di minuti per scolarla, in un’altra pentola versare mezzo bicchiere dell’acqua di cottura della pasta e la ricotta. Far sciogliere la ricotta e farla riscaldare. Scolare la pasta e versarla nella pentola con la ricotta. Amalgamare il tutto. Servire con il sugo caldo.

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Fusilli with warm ricotta and tomato sauce and fried leeks

for 2 people

- 1 leek

- 4 tablespoons of extra virgin olive oil

- 1 can of peeled tomatoes

- 200 g fusilli (or other type of pasta to taste)

- 300 g of fresh ricotta

Pour the oil into a pot. Clean the leek and cut only the white part. Quickly pour in the oil and sauté the tomatoes.  Add salt to taste and cook for about 10 minutes.

Cook the pasta in  salted water. When missing a couple of minutes to drain it,  into another pot, pour half a glass of water from the pasta and ricotta. Melt the cheese and let it heat up. Drain the pasta and pour into the pan with the ricotta. Mix all together. Serve with the tomato sauce warm.

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