24 settembre 2015

Riso e patate con TRE olive fritte (terzo giorno di dieta)

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Bè diciamo che anche 200 g al giorno vanno bene. 200 x 7 sono 1,400 a settimana. !,400 x 4 sono 5,600 al mese. Wow, di questo passo a Natale sarò una ‘sinuèt’ come dice mia madre. Però bisogna essere seri e fare le cose senza fregare. Io a dire il vero faccio degli sgarri calcolati, ma mi servono per pensare di aver fatto una furbata e perchè mi voglio bene. Allora vediamo se qualcuno ha da obiettare. Nel senso di qualche nutrizionista.

Consiglio n.1 di oggi: se a colazione sono previsti due biscotti o due fette biscottate integrali con un cucchiaino di marmellata, io dimezzo e mangio o un biscotto solo o una fetta sola e conservo l’altro per la sera tardi come dolce. E si, perchè io che faccio tardi verso mezzanotte ho già di nuovo fame e ho voglia di qualcosa di dolce. E così gabbo il vizio.

Consiglio n.2: quando è prevista una minestra, io cerco di allungarla quanto più possibile con il brodo, così mi sento ugualmente sazia e introduco liquidi che altrimenti stento a bere.

consiglio n.3: servire le pietanze in un piatto piccolo e non nelle ciotolone dell’ikea che ho comprato lo scorso Natale. In effetti la colpa del mio aumento repentino di peso è da attribuire ai piatti grandi che, si riempiono che poca roba pare brutto, si finisce tutto che lasciare nel piatto pare brutto, e si fa pure la scarpetta che anche se pare brutto chi se ne frega.

Per oggi basta così.

Oggi Riso e patate con verdure e gentile concessione di tre olive fritte.

Riso e patate

- un cucchiaio di olio extravergine di oliva

- una patata piccola

- una cipolla piccola

- mezzo peperone

- tre pomodorini

- una tazza piccola da caffè di riso

- prezzemolo

- pepe

Sbucciare e tagliare a cubetti la patata. Tagliare a pezzi il pomodoro, il peperone, e la cipolla e far rosolare dolcemente in una padella dove avrete versato l’olio.

Aggiungere l’acqua e portare a bollore. Versare il riso e aspettare che cuocia.

Servire caldo con prezzemolo fresco tritato e con un cucchiaio raso di parmigiano o cacioricotta  o pecorino.

Per le olive: ungete una padellina piccola piccola con olio, mettete le olive della varietà giusta, copritele e quando vedete che sono belle lucide spegnete il gas. Pochissimo sale e via…. Ma davvero dovete mangiarne SOLO tre eh!

riso e olive

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22 settembre 2015

Cicerchie piccanti e fagiolini alla menta (primo giorno di dieta)

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Ci siamo. E’ ora di prendere una decisione. Questa volta seriamente. Basta giocare, provarci, per poi tornare indietro. Devo assolutamente perdere peso e anche velocemente. Ho un dolore strano al ginocchio, non localizzato in un unico punto che mi impedisce di camminare per lunghi tragitti e quindi anche di fare qualsiasi attività. Non che io sia una stacanovista del jogging, ma almeno facevo passare delle lunghe passeggiate per attività sportiva. Soprattutto a Roma, dove è facile fare 10 km guardandoti intorno tra le cose belle che ci sono, e dopo aver dato un’occhiata a Runtastic ti rendi conto che hai camminato forte e non te ne sei accorta (se non fosse per il dolore all’L4-L5-S1 che ti sta bloccando progressivamente, e che ti costringerà all’immobilità per almeno due giorni).

A parte l’età, a parte una certa predisposizione genetica ereditata dal papà (che se avessi ereditato dalla mamma ora avrei la preoccupazione opposta, quella di non poter prendere peso, ma almeno avrei potuto fare la foodblogger senza problemi) …. insomma io non so perchè non ci riesco a dimagrire. E non mi si dica ‘che tu cuciiiiini quelle cose buone e poi te le mangiiiiiii’ perchè non è vero. Io assaggio, e anche quantità ridicole, tanto che mia madre spesso si arrabbia, e mi dice ‘un giorno di questi ha cadè nderr (un giorno di questi sverrai!) ca debolèzz’.    Perchè sento un coro silenzioso e ammiccante di ‘se…se…’?

Vabbè, meglio non badare agli scettici ironici.

Oggi ho la visita dall’ortopedico che segnerà una svolta nella mia vita. Dipenderà da quello che sentenzierà. Intanto da 15 giorni ho iniziato una dieta, grazie alla quale sono caduta in depressione, perchè…. non ho perso manco 100 grammi. Sarà sicuramente la bilancia. E così ieri sono andata a comprarne una nuova. E da oggi documento (in segreto ovviamente), il peso sulla bilancia nuova. E documento anche quello che mangio. Così vediamo se ottengo il sostegno morale da parte vostra.

Ieri il menù prevedeva legumi con pasta o senza e verdura. E io ho scelto le cicerchie e i fagiolini.

Ecco qui le ricette. (ma uèèè!)

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Cicerchie piccanti

- 50 g di cicerchie secche (o 190 gia cotte)

- una cipolla

- uno spicchio d’aglio

- una costa di sedano e un pò di prezzemolo

- due pomodorini

- mezzo cucchiaio di olio extravergine di oliva

- un peperoncino fresco da aggiungere al momento di servire

Mettere in ammollo dalla sera precedente le cicerchie. Quindi sciacquarle, coprirle di acqua e metterle a cuocere a fuoco lento. Schiumarle. Aggiungere il resto degli ingredienti ben lavati. Portare a cottura a fuoco lento. Al momento di servire aggiungere mezzo cucchiaio di olio extravergine di oliva e peperoncino fresco secondo i propri gusti.

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Fagiolini alla menta.

- fagiolini freschi

- menta fresca

-aglio (facoltativo)

- mezzo cucchiaio di olio extravergine di oliva

Spuntare le estremità dei fagiolini, lavarli bene e lessarli.

Condirli con aglio, olio e menta.

 

#annatheniceadieta

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20 luglio 2015

Cos’è #FoodcampPuglia.

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18 luglio, ore 13,30

Bari, una fornace, in questa torrida estate, mi accoglie sorprendendomi con mille parcheggi a disposizione, tutti per me. E’ la prima volta in vita mia che mi capita. E allora scelgo il posto proprio di fronte a Frulez, un luogo magico, dove fra un pò, sono sicura, sognerò cose belle, assaggiando cose buone e fresche.

Ho qui un appuntamento, con Paola Sucato (la mitica Ci_polla), Francesca Singerfood D’Agnano, Flavia di Cucina Mancina e tante, tante altre persone speciali che ormai ‘da mò’ che vivono sul web, e popolano, animandola, una vita parallela in cui tutte si conoscono  e parlano la stessa lingua.

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Paola, milanese nell’aspetto, nei modi e nei ritmi, ma dal cuore pugliese (che si vede ad ogni languida inquadratura che fa della nostra/sua Monopoli, e delle friselle che mangia), ha fortemente voluto un incontro fra Foodblogger pugliesi, qui a Bari. Dopo un primo stupore e tra un’incertezza e l’altra (chiamato anche ‘tiremmolla’), si è formato il gruppo. Da una parte i ‘relatori’ (parola troppo seria, considerata la professionalità molto gioiosa ed entusiasta dell’evento, ma non me ne viene un’altra ora), e i foodblogger venuti li, apposta apposta per ascoltare. Ma fino alla fine c’è stato uno splendido interscambio e tutti sono diventati relatori, tanto tutti foodblogger lo eravamo già prima.

Devo elencare i punti dell’incontro in sequenza perchè è stato bello tutto e non voglio dimenticare niente e nessuno.

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1) ‘Foodstorytelling aziendale: persone, luoghi e vendita. Una narrazione online’, di Francesca D’Agnano, la nostra bellissima Singerfood che ci ha spiegato come si ‘racconta’ un prodotto attraverso la sua storia e le persone che l’hanno creato.

2) ‘Ci SEO o ci fai? Quando farsi trovare sui motori di ricerca non è un gioco da ragazzi’, rocambolesca lezione via skype con la grande Valentina Novembre che, nonostante un piccolo malore è stata con noi, per insegnarci a capire i meccanismi della ricerca sul web. Cose a noi sconosciute di cui avevamo davvero sete.

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3) ‘Una cucina che si sente. Dalle ricette alla voce. Dalla voce al podcast’ di Marileda Maggi, che ci ha aperto un mondo nuovo. Mille spunti per ricette raccontate, con la nostra voce, senza l’ausilio delle immagini. Parole che fanno desiderare il cibo…. Il tutto raccontato da lei, bellissima voce e personalità travolgente.

4) ‘Strumenti di analisi per foodblogger’ di Daniele Rutigliano. E chi lo sapeva che c’era tutto un mondo di analisi per capire come si muove la ricerca in rete? Google analitycs, ha meno segreti ora. Spero che organizzi un bel corso il nostro Daniele, perchè il suo aiuto e le sue conoscenze sarebbero di grande aiuto per ‘muoversi’ meglio con i nostri blog. Se ce la facciamo ad organizzarlo, vi faccio sapere.

5) ‘Chi se la piglia sta Puglia?’ di Nick di Fino. Un’arrabbiata analisi su quello che offriamo della nostra Puglia, condizionati più dall’idea che hanno ‘gli altri’ di noi, che sta lentamente trasformando la nostra terra. Durante questo intervento, che in realtà si è dovuto quasi fermare all’inizio, si è scatenata una fervida discussione, sostenuta dall’orgoglio pugliese che è venuto fuori in maniera prepotente. Ed è stata creata e issata la bandiera del ‘trullo senza piscina’, di cui sicuramente un giorno vi parlerò.

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6) ‘Dressing mania: il segreto dietro un piatto’ Showcooking di Francesco Gravina, cuoco creativo di Frulez, che ci ha preparato in diretta, facendolo sembrare semplice, due piatti fantastici, ‘Filetto di salmone marinato e arance’, Hamburger vegano con verdure e maionese veg’, di cui vi riporto le immagini che ho scattato e pubblicato senza alcun filtro. Presentazione meravigliosa di Flavia Giordano di Cucina Mancina.

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7) ‘Instamood: percorsi per immagini. Raccontare e raccontarsi in cucina’. di Anna Gentile, la sottoscritta. Mi sono divertita a raccontare come nascono le mie foto di food, privilegiando set imperfetti, attimi rubati alla preparazione, confidando nella comunicazione delle mie emozioni attraverso le immagini, senza l’ausilio delle parole.

Tanti gli amici presenti, da Spezio, alla mia principessa Roberta Longo, a Marina di Amula Cucina Creativa’, e tante amiche foodblogger che sono venute anche da lontano per condividere questo incontro che tanto ci ha dato.

Nasceranno sicuramente grandi cose, tra cui la voglia di imparare e crescere e sapersi muovere meglio con il nostro blog. Questa è la sensazione che mi è rimasta dentro.

Peccato per chi non ha potuto/saputo cogliere l’occasione. Ma questo è solo il primo …. Ce ne saranno altri e vi avviserò!

Grazie Paola, grazie a tutte.

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29 gennaio 2015

E si ricomincia

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Troppo, troppo tempo senza passare di qui. Sto facendo solo una lista di cose da portare con me. Piano piano la nuova vita si sdoppia, e piano piano prenderà ancora una forma e un posto nuovi. Mi chiedevo, quali sono le cose da portare con se per ricominciare? un libro già letto o tutti quelli che non hai mai ancora iniziato? il tuo accappatoio o due asciugamani grandi nuovi? La macchinetta del caffè di casa o una nuova teiera per iniziare finalmente a bere thè? e così via. Potrebbe essere finalmente l’occasione di ricominciare dall’essenziale, senza le zavorre del quotidiano. Però qui ora, tra macchina fotografica e computer da portar via, le valigie, il cuscino su cui dormi bene,  il cibo per il viaggio, e la bottiglietta di acqua di casa mia, mi accorgo che non si possono tenere separate le mille case della propria vita. Ci sono sempre e ovunque fili che le legano.
Non sono ancora li, ma sto lasciando qui… MI sento come una foto che non riesco ancora a mettere a fuoco. E viene fuori uno stato d’animo privo di equilibrio. Quasi in balia di un’onda che non so ancora dove mi porterà…
E rifletto anche sulla facilità o difficoltà che abbiamo quando scegliamo di cambiare. Sicuramente ad ogni età risponde ad una esigenza. Subito dopo il liceo, come per la patente, andare a vivere fuori per l’università o per il primo lavoro, sicuramente ha il sapore della libertà, ricco di aspettative e occhi e cuori aperti al cambiamento e al nuovo. Il mondo è il nuovo palcoscenico allora, dove buttarsi e cominciare a vivere davvero. Poi, verso i 30/40, a metà percorso rappresenta la necessità sottomessa alla carriera. Ti sposti per andare avanti e avanti, migliorando posizione e qualità di vita. Non ci pensi, ti adegui, anche perchè sei sempre al lavoro e hai poco tempo per badare a quello che intorno è vita vera. Nel frattempo anche la famiglia cresce, i figli partono per la loro strada e si decide di continuare da un altra parte sempre perchè è sempre il lavoro che comanda e decide per te. Ed è allora che devi ritrovare dentro di te nuova energia ed entusiasmo, e occhi nuovi per guardare. Devi ri-oliare il cuore che credeva di essersi sistemato e credeva di poter godere di quanto costruito. E devi ricominciare. Ma se ti liberi dalla malinconia, scopri che c’è tanta gente intorno a te, tante cose da vedere e fare, luoghi da godere. E valige sempre pronte per continuare a viaggiare.
Aspettatemi.
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19 dicembre 2014

Corsi, corsi e corsi…… e se ve ne regalaste uno?

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E’ tempo di corsi. E la cosa mi piace. Tutti vogliono imparare a cucinare. Molti stanno riscoprendo il piacere di mettere ‘le mani in pasta’. La sensazione piacevole di sguazzare in una nuvola di farina, e di assorbire i profumi buoni dei pani cucinati nel proprio forno, mentre si sorseggia un buon vino e si ascolta la propria canzone preferita…. E così succede che mi chiedano di organizzare corsi per imparare a fare i dolci antichi di Natale, e di raccontare le storie ad essi legate. E poi ancora di parlare dei pani che arricchiscono la tavola del pranzo delle feste. E io con loro organizzo, spiego, mostro, cuciniamo insieme… e la cosa mi piace sempre di più.

E poi succede anche che mi invitino a cucinare in altre cucine, magari a Milano dove, dal fermento di una città sempre in movimento nascono delle idee davvero interessanti. Chi mi segue su Fb e vive con me quasi in diretta tutte le cose che faccio durante le mie giornate, mi ha visto preparare in compagnia di alcune amiche foodblogger, gnocchi di farina di castagne, creme di funghi profumati, cialde al parmigiano, con grande divertimento nostro, del pubblico che ha assaggiato, della giuria che ha giudicato, del bravo cuoco che ci ha guidato molto abilmente, nonostante i nostri caratteri ‘abbastanza’ esuberanti e anche delle responsabili della Smartbox che ci hanno invitato per lanciare questa nuova, interessantissima idea regalo. Qui potete vedere il video realizzato, dove si respira la stessa aria allegra che abbiamo respirato noi. Smartbox ha ideato dei pacchetti regalo davvero interessanti che possono soddisfare i desideri di tutti, per chi vuole regalare Soggiorni, Soggiorni e Benessere, Soggiorni e Sapori, Benessere, Gourmet, Sport e Svago.

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Il pacchetto che hanno regalato a noi prevedeva questa gustosa #smartboxexperience in compagnia dello chef Gualtiero Villa che nella scuola Cucina In a Milano, ci ha insegnato tre ricette da sballo. Quella che abbiamo preparato noi E CHE CI HA FATTO VINCERE IL PRIMO PREMIOOOOOO. ve la riporto di seguito. assaggiatela e vedete se non ne vale la pena venire qui ad imparare.

E se prima e/o dopo il corso volete riposare in un hotel dalla magica atmosfera charmante, vi consiglio di prenotare qui

E ora la ricetta:

Gnocchi di patate e castagne in salsa di funghi e cialda di parmigiano

PATATE PER GNOCCHI g 1000

FARINA BIANCA g 150

FARINA DI CASTAGNE g 200

PARMIGIANO E MIX DURO g 50

FUNGHI DI STAGIONE g 150

CASTAGNE COTTE g 100

OLIO EXTRAVERGINE, SALVIA, PREZZEMOLO, SALE, PEPE, NOCE MOSCATA O

ALTRA SPEZIA A PIACERE, BURRO, AGLIO, CIPOLLA

Lessare le patate con la pelle in abbondante acqua fredda e sale.

Pelarle e passarle fintanto che sono calde, aprirle su un tavolo e lasciarle

freddare poi cospargere le due farine, il giusto sale pepe e spezia prescelta.

Amalgamare prima tutti gli ingredienti formando de grossi blocchi poi iniziare

ad impastate in modo veloce ma completo.

Dall’impasto ottenuto ricavare dei cilindri che spezzetteremo in piccoli pezzi

arrotolandoli poi sui rebbi di una forchetta.

Bollire gli gnocchi per pochi minuti e condirli spadellandoli con la salsa ai funghi.

Servire sulla cialda di parmigiano.

Cialda di parmigiano: su carta da forno stendere una cucchiaiata di parmigiano o

grana grattugiato ( volendo con spezie ) infornare a 200° per circa 5 minuti o

fino a quando risultino leggermente dorate. Togliere e dare la forma desiserata.

Salsa funghi: mondare i funghi e nel caso, lavarli e scolarli.

Fare un fondo di cipolla e aglio tritati, rosolare a fuoco vivace in olio

extravergine, unire salvia, castagne cotte e sminuzzate e funghi. Sempre a fuoco

vivace rosolare, aggiustare di sale pepe ed aggiungere un trito di prezzemolo.

Bagnare con poco brodo ed unire una noce di burro. Fermare la cottura.

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5 settembre 2014

Il viaggio tra i colli Euganei continua (seconda e ultima parte)

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Vi ho lasciato riposare un paio di giorni, per poter far decantare le sensazione e affrettarsi per il secondo giro di racconti.

Il viaggio continua da Arquà Petrarca, un piccolo, delizioso paesino, dove abbiamo visitato la dimora in cui ha vissuto i suoi ultimi anni il Sommo Poeta. Non vi farò la descrizione del luogo come se fossi una guida turistica, ma vi dirò cosa ho provato entrando in quel cortile.

Amo immaginare, attraverso gli occhi del Petrarca, le sue sensazioni, mentre attraversava quel cortile, saliva quelle scale ed entrava in quella bellissima casa, dai soffitti di legno bassi e intarsiati, in quelle stanze decorate ricche di luce calda. Vorrei darvi la piantina di quel luogo… entri e c’è una stanza che ti accoglie con una finestra da cui, come un quadro, si vede il verde di un albero. Ai lati, sia destro che sinistro, altre due, tre stanze anch’esse con luce soffusa da finestre affacciate sempre sul verde. Una luce discreta e calda, che illumina le foto che fai, i fogli che vorresti riempire di parole, che riscalderebbe le giornate di racconti con gli amici, davanti al fuoco di inverni antichi. Bè scusate, ma a me le case parlano, mi emozionano, sento le vibrazioni di chi ci è passato. E di questo volevo parlarvi. Se capitate da quelle parti, andateci e poi mi direte. Purtroppo non è permesso pubblicare le foto fatte agli interni, quindi rispetto le regole.

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Subito dopo abbiamo fatto tappa a ‘Il Pianzo’, produttori di vino e olio a Galzignano Terme, dove era prevista una degustazione con light lunch, e dove invece abbiamo trovato un mondo di sapori incredibili. Fatta una degustazione di tre tipi di oli profumatissimi, assaggiati salumi e formaggi d’altri tempi, e bevuti vini inebrianti. E ve lo dice una che si professa astemia, ma che da un pò di tempo ha imparato ad apprezzare questo nettare, tanto da riuscire a riconoscere le ciofeche e a storcere il naso, e a sorridere ad occhi chiusi quando invece  capita di gustarne uno buono davvero. E poi come non rimanere ammaliati dalla presentazione di tutti questi prodotti fatta dalla voce pacata e morbida della sig.ra Maria Grazia? Troppo bello!

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_MG_0702 La magia continua sul colle dove sorge la cantina Maeli, dove l’affascinante Elisa ci accoglie con estrema professionalità e precisione e ci spiega tutto quello che succede tra viti che nascono e crescono su terre bianche salate che lasciano il loro segno sul gusto originale del prodotto finale e dove si respira volutamente un’atmosfera Zen. Visitate il sito per entrare nella magia e capirne di più.

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Distrutti da tanto piacere decidiamo di distruggerci ancora un pò tra i trattamenti del Grand Hotel Terme di Montegrotto. E li giù di idromassaggi, grotta di sale, docce emozionali, bagni in acqua termale, in un’atmosfera di grande raffinatezza. Insomma una fatica incredibile da blogger, ragazzi……

Pensavate fosse finita? La cena è un’appuntamento ancora più magico perchè prevede un salto nel tempo. Quasi a piedi nudi su un prato morbido e fresco che circonda antichi scavi romani, ci accolgono le Tavole Tauriliane, dove i sensi sono accarezzati da suadenti musiche che con discrezione accompagnano un percorso fatto di parole recitate, spiegazioni accurate e ricette dell’antica Roma preparate e presentate nella penombra da bravi ristoratori (tra cui anche Trattoria Ballotta)

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E’ stato difficile salutare tutto questo il giorno dopo, a bordo piscina, dove la malinconia continuava a mescolarsi alla colazione a bordo piscina con tutti gli altri partecipanti.

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Incredibile esperienza da consigliare vivamente. E sapete che potete fidarvi!

Alla prossima!

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1 settembre 2014

Viaggio tra i colli euganei: le Terme di Montegrotto e Food Blogger in Corte Ballotta (prima parte)

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Eccomi qua, son tornata, rigenerata nel corpo e nello spirito. Ma d’altro canto non poteva che essere così, dopo un’esperienza che mi ha regalato una full immersion in cose belle e buone, vissuta con persone belle e speciali, in posti fino a me sconosciuti, ma che ora saranno una meta di riferimento per sempre.

Sapete che mi piace farvi viaggiare con me, almeno qui, e con le mie millemila fotografie, farvi sognare un pò quello che io ho sognato e vissuto  in giro per il mondo. Ed è per questo che, per non lasciarmi prendere dalla foga e dall’entusiasmo, sono costretta a seguire un filo cronologico e a rimandarvi agli album di facebook, pubblici, per avere ancora più e più foto.

Questa avventura comincia con un annuncio dell’AIFB (Associazione Italiana Food Blogger) di cui faccio parte, che annuncia ‘Solo 10 foodblogger potranno partecipare attivamente ad un evento importante che si svolgerà a Montegrotto Terme, nell’ambito della manifestazione Feel Good Festival…. Quindi correte ad iscrivervi’. Io per poco inciampavo pur di arrivare prima, perchè avevo sempre desiderato vivere con curiosità l’esperienza delle Terme di Abano e Montegrotto e di visitare quel pezzo di Italia che mi mancava, ma non mi era mai capitata l’occasione.

Quindi rischiando di farmi intrecciare le dita ho scritto subito e, grande è stata la sorpresa quando ho scoperto di essere stata scelta.

Partiamo dall’arrivo in aeroporto. Primo incontro: Juri e Daniela, due giovani architetti innamorati, pieni di luce e idee, vengono a prendermi (gentilissimissimi) e subito parte la logorrea a tre in macchina, per la foga di conoscerci, tanto da rischiare di sbagliare anche strada per le mille cose che ci siam detti…. Quindi, arrivo in albergo, seee albergo….. era il Grand Hotel Terme di Montegrotto, valigie in camera, ci riprendiamo dallo shock per la maestosità della struttura e la sua eleganza (e della mia stanza che, in realtà, era quanto casa mia!!!), manco tocchiamo il bellissimo piatto con la frutta e nemmeno l’accappatoio che resta li paziente ad attendere il nostro ritorno e…. andiamo a mangiar qualcosina aspettando gli altri. Ci sediamo in una piazzetta di Montegrotto in preda all’euforia tipica dei nostri incontri di foodblogger. Ciao chi sei? e li tac, il nome del blog, mica della persona, altrimenti non ci si riconosce.

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Quindi ordiniamo taglieri di salumi e formaggi, (io fingo di volere un’insalata e poi mi fiondo sul resto), beviamo birra, ridiamo, scherziamo, siamo curiosi per quello che accadrà e poi, torniamo in albergo. Conosciamo il resto del gruppo, sorprendendoci della giovane età e della bellezza di alcune fanciulle e della luce porta sempre con se la nostra presidente, Annamaria Pellegrino, che io a dir poco adoro (ma non si può far altro che amarla, appena la si conosce, prima ci si perde nei suoi occhi e poi nelle sue parole e poi nei suoi gesti e tra i suoi foulard portati con eleganza).

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Quindi briefing per conoscere meglio la struttura che ci ospita e tutto quello che offre, e per coordinarsi sull’incontro del giorno dopo, l’evento ‘Food Blogger in Corte da Ballotta’. Subito dopo cena raffinatissima al sesto piano del Grand Hotel.

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Il giorno dopo era quello del grande evento. E hanno pensato bene di farci prima rilassare con  i benefici fanghi termali, nelle piscine calde, con idromassaggi di tanti tipi sparsi qua e la, interni ed esterni, con massaggi decontratturanti o drenanti o ayurvedici, o… o… insomma infiniti massaggi meravigliosi che, fatti da mani esperte, ci hanno regalato un relax indimenticabile. E io mi chiedevo in continuazione…. ‘Io pensavo che qui dovesse venire solo un pubblico ageè, per curare malanni articolari, e invece mi ritrovo in un posto dove lasciar andare le proprie tensioni di tutti i tipi, coccolarsi, farsi massaggiare, chiudere gli occhi e farsi abbracciare dall’acqua tiepida, respirare salute nella stanza rosa del sale, passeggiare sotto le docce emozionali, colorate e profumate, restare a chiacchierare o in silenzio nella bellissima sauna’…. insomma è un luogo speciale che io consiglio a tutti, giovani e meno giovani, per farsi un regalo davvero unico.

Pranzo leggero e raffinato nel ristorante sulla piscina e alle tre tutti insieme alla Trattoria Ballotta dove ci aspettavano Cristina e Fabio, con i fuochi della loco cucina a disposizione tutti per noi.

collage1 collage2 collage4 E li sono iniziate le danze. Abbiamo preparato i nostri piatti che sarebbero stati assaggiati alle 19 dai severi giudici Fausto Arrighi (direttore emerito della Guida Michelin), Marco Colognese (della guida L’Espresso), Daniele Gaudioso (del Gambero Rosso), Lamberto Mazzotti (direttore di Gustando) e cioè (elenco preso in prestito da Acqua&Menta):

  • (Cinzia e Francesca) mieli, salsa agli agrumi e gelatina di cabernet per accompagnare i formaggi e salumi del Veneto;
  • (Anna e Solema): fiori di zucca ripieni di mozzarella e acciughe in pittula,  con marmellata di cipolle di tropea;
  • (Antonella E. e Aurelia): Pappardelle Con Faraona All’uva
  • (Pensacuoca e Fotomangio): crostatina “Tollerante” con fichi e lemon curd
  • (Antonella M. e Aurora): cantucci all’olio evo con fiocchi di sale

A questo punto le nostre ricette sono state preparate ed inserite nel menu ufficiale del ristorante per tutti gli ospiti che sono giunti verso le 20.

La ricetta vincitrice è stata quella di Antonella e Aurora, I cantucci all’olio extravergine di oliva con fiocchi di sale serviti con vinsanto. Gli ospiti hanno molto apprezzato e noi ci siamo davvero divertiti….

Incredibile serata, bellissima esperienza….

Seguirà la seconda parte, perchè ora è un pò tardi----

Alla prossima…

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