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sabato 14 aprile 2012

Amami, Alfredo

Alfredo di Lelio davanti al suo ristorante in Via della Scrofa a Roma.
Le fettuccine Alfredo.
Se pensate di avere nel piatto soltanto della pasta al burro e parmigiano, vi sbagliate. Perché le fettuccine Alfredo vengono da molto lontano, e parlano di due cose che sembrano molto lontane ma che troppo spesso si toccano: l'amore e la sofferenza.
L'amore è quello di Alfredo di Lelio per una moglie inappetente. La sofferenza è quella di entrambi: del corpo della signora di Lelio e del cuore di Alfredo nel vederla sfiorire.

Roma, 1914.
La signora Ines ha appena dato alla luce Armando (secondo altre versioni della storia, sarebbe incinta di Armando), e ha perso completamente l'appetito; è molto debole. Alfredo, proprietario di un bel ristorantino in Via della Scrofa, le prova tutte; ma nessuno dei suoi manicaretti riesce a sedurre la moglie. Preso dal più cupo sconforto, pensa di proporle un piatto semplice, ma potenziato; non delle semplici fettuccine al burro, ma delle fettuccine con molto burro (raddoppia la dose) e molto parmigiano, amalgamati in una sorta di crema. Un'idea semplice, ma evidentemente geniale: Ines finalmente ricomincia a mangiare; va matta per questo piatto, per la cremosità del condimento, per il sapore del burro e del formaggio, tanto da chiedere al marito di aggiungere le fettuccine al menu del ristorante.

Roma, 1927.
Douglas Fairbanks e Mary Pickford, star del cinema muto di Hollywood, sono in luna di miele a Roma. Si fermano a mangiare al ristorante di Alfredo e s'innamorano all'istante delle sue fettuccine, così come accade a George Rector, ristoratore di New York, che ne tesse le lodi nella sua rubrica sul Sunday Evening Post.

Alfredo doesn’t make fettuccine. He doesn’t cook it. He achieves it. […]Alfredo’s fettuccine is poetry. 
(Alfredo non fa le fettuccine. Non le cucina. Le ottiene. […] Le fettuccine di Alfredo sono poesia.)
È così che le fettuccine Alfredo sbarcano negli Stati Uniti e rendono il signor di Lelio famoso in tutto il mondo. 
Alfredo di Lelio

Amami quanto io amo le tue fettuccine...
Sono facili da preparare, il trucco è essere veloci.
Per 4 persone - Alfredo, Ines, Armando e noialtri.
200gr di burro
400gr di fettuccine all'uovo
200gr di Parmigiano grattugiato
3/4 di tazza di acqua di cottura della pasta

Mentre le fettuccine cuociono (attenzione, ci servono al dente), taglio il burro a tocchetti piccoli e lo metto in un grosso piatto, possibilmente caldo. Metto da parte l'acqua di cottura e, dopo aver scolato le fettuccine, le adagio sul burro, mettendoci su immediatamente anche il formaggio e un po' di acqua della pasta.
Continuo a girare, pensando a quanta speranza e quanto amore ci ha messo Alfredo la prima volta, per Ines, per suo figlio, perché - come diceva Elsa Morante - la frase d'amore più vera, l'unica, è "Hai mangiato?".
Intanto si è formata una crema profumatissima che abbraccia tutte le fettuccine. È pronto.
Una versione più veloce ancora prevede che si metta a scaldare in padella il burro insieme all'acqua della pasta e poi si facciano saltare le fettuccine nel liquido ottenuto, aggiungendo il formaggio e mantecando su fuoco medio-basso il tutto, finché non si forma la crema. Ci vogliono un paio di minuti. Il tempo di cantare un'aria d'opera.





 
 
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