L'iPad è il computer che tiro fuori quando non sto lavorando.
È il computer per vostro figlio o vostra nonna, il solo che possono comprendere e utilizzare.
Per parecchia gente di mia conoscenza, è qualcosa che non vale i soldi che costa (non pochi).
La sua diffusione non è pari a quella di uno smartphone, ma di fatto l’iPad ne è il padre e il fratello maggiore, l’ispiratore, la versione potenziata, l’anello di congiunzione tra i vecchi PC e i vecchi telefoni.
È significativo come i prodotti di Apple di oggi siano più complessi di una volta. Quindici anni fa, abbiamo avuto l’iPod: “1000 canzoni in tasca”, recitava lo slogan. Faceva una sola cosa, e la faceva benissimo.
L’iPad è qualcosa di estremamente diverso.
È il personal computer delle nuove generazioni, è il testamento di Jobs che voleva farlo uscire dagli uffici, dalle case, e renderlo un amico, azzerare la distanza tra l’uomo e la macchina.
Un mucchio di gente mi ha detto che, se sento il bisogno di un tablet, non ho bisogno necessariamente di un iPad.
Il fatto è che uso iPad fin dalla sua prima, imperfetta release e me ne sono innamorato fin dal primo giorno.
Prima ancora che ne possedessi uno.
Dopo cinque anni e due iPad (uno di prima e uno di seconda generazione), ho concluso che il suo difetto più grande, per me, erano le sue dimensioni e il suo peso.
L’iPad Air ha risolto entrambi i problemi con un modello solo.
Vi confesso che ero stato tentato dal Mini. Un ingombro ancor più contenuto, un peso ridicolo e un display dalla definizione iperbolica.
La discriminante, però, è stata proprio la grandezza dello schermo: avere un display di 8 pollici significa doverlo tenere più vicino agli occhi. Un nove pollici e mezzo fa esattamente quel tipo di differenza che mi serviva.
È della grandezza perfetta. Caso chiuso.
L’iPad Air è assurdamente sottile, e l’iPad 2, uscito lo scorso ottobre, lo è persino di più. Ma non avevo bisogno di tanta potenza, e comunque non avevo intenzione di spendere così tanto denaro in un tablet nuovo. Così, quando mi sono imbattuto in quest’esemplare ricondizionato, perfetto in ogni dettaglio, ho capito che avevo incontrato il mio terzo iPad. E io, A differenza di molti altri Apple user, cerco di tenermi il mio device più a lungo possibile.
A vederlo, sembra un oggetto estremamente semplice, in gran parte invariato rispetto l'iPad originale: un pezzo di vetro incollato su un unico pezzo di alluminio levigato. Solo, l’Air è molto, molto più sottile del primo iPad. Una roba che non ci si crede. Una specie di miracolo tecnologico.
Come tutti (o quasi) gli oggetti fabbricati da Apple, l’iPad Air aspira alla perfezione. È una cosa incredibile da tenere in mano. Senza soluzione di continuità, magicamente sottile e leggero, realizzato con precisione artigianale. Viene quasi da cercare, sul retro, la firma di chi l’ha scolpito.
Per coloro che se lo chiedono, la cornice – molto più sottile dei vecchi iPad – non dà problemi di usabilità. Anche se il vostro pollice tocca per sbaglio il display, l'iPad Air è abbastanza intelligente da ignorare gli input accidentali.
È difficile spiegare a parole l’effetto che fa l’Air. Ha davvero bisogno di essere tenuto in mano per capirlo. La progettazione hardware di Apple è tuttora molto più avanti rispetto alla concorrenza (che pure sta producendo oggetti interessanti, sia chiaro). Se Apple non impiega tecnologie aliene per realizzare i suoi prodotti, allora non ho idea di come riescano a infilare nelle scatole robe così belle.
In termini di design, l'iPad Air è molto simile all’iPad Mini e all’iPhone 6. Per quanto mi riguarda, il design dell’iPhone 6 è inferiore a quello dell’Air. Ad esempio, al nuovo iPhone manca quel bel bordo smussato che cattura e riflette la luce.
La parte posteriore dell’iPad Air è praticamente priva di dettagli superficiali come la maggior parte dei prodotti Apple. Non è cambiato molto rispetto i vecchi iPad, salvo che il microfono secondario è situato a destra della fotocamera.
E se la tinta argento mi piaceva di più, è vero anche che preferivo la cornice nera, che è la parte che avrei visto più a lungo. Così il mio ipad Air ha una finitura definita “grigio siderale”. Potreste chiamarla anche “canna di fucile”.
Una cosa non mi piace del nuovo design è il bordo attorno l’obiettivo della videocamera.
È un dettaglio privo di qualsiasi funzionalità, e poco coerente col resto dell’iPad, anche se di fatto è appena percettibile.
Apple naturalmente propone una cover a protezione dello schermo dell’iPad Air, chiamata Smart Cover. La Smart Cover è disponibile in una versione economica in poliuretano e in una premium in pelle. Nel prezzo del mio iPad era compresa una smart cover in poliuretano, di certo funzionale per sorreggere l’iPad in posizioni diverse a seconda se si vuole usarlo come word processor o visore di film… ma è parecchio, parecchio scomoda se si vuole tenerlo sollevato con una sola mano. Sto cercando una nuova soluzione.
Ho
già parlato della mia antipatia verso gli iOS posteriori al 6. iOS8 ha sistemato alcuni dei casini di iOS7, ma penso ancora che iOS6 fosse un capolavoro di usabilità. I fanboy ovviamente usano solo e soltanto l’ultimissima versione rilasciata, ma credo che Apple si sia forzata la mano da sola creando un prodotto meno “onesto” rispetto al loro tradizionale approccio scheumorfico.
iOS8 fa una magra figura su uno schermo grande come quello dell’iPad. Magrissima.
Mentre sugli iPhone sembra funzionare abbastanza bene, sull’iPad sembra tutto “diluito”, galleggiante, elementare. C’è così tanto spazio disponibile e nessuno sforzo visibile per usarlo intelligentemente. Apple pone la sua priorità negli iPhone, e si vede.
Come per ogni altro prodotto, hardware o software che sia, iOS7 doveva nascere da una reale volontà di creare qualcosa di meglio di iOS6. Ma nulla è venuto davvero meglio… semmai, solo peggio. Guardate il passaggio da Google Maps alle Apple Maps. Si è trattato di un cambiamento puramente politico. È quello che accade, immagino, quando qualcosa arriva alla piena maturità tecnologica ed è molto più facile che peggiori piuttosto che migliorare.
In conclusione, l'iPad Air è un magnifico tablet da usare, come lo sono stati prima di lui tutti suoi predecessori.
Nonostante le pecche di iOS7/8 è ancora la migliore esperienza mobile possibile. Con l'adozione del processore A7, i lag sono inesistenti e le applicazioni si caricano istantaneamente. L’impressione che ne ho ricevuto, ad ogni modo, è che l’iPad Air sia un esempio di come l’hardware sia un passo più avanti rispetto il suo software.
Cosa fare se si possiede già un iPad? Vale la pena cambiarlo con un Air o un Air 2?
Se ne avete la possibilità e il vostro iPad o tablet è più vecchio di un paio d’anni, penso che valga la pena considerare il salto. L’ipad Air 2 offre un processore più veloce e una videocamera più performante, ma non un miglioramento percettibile come quello tra un iPad di quarta generazione e l’Air.
A mio parere, l'iPad Air è una macchina perfetta.
Più compatto che mai, super leggero, e con un grande, ultradefinito display.
Se non volete svenarvi acquistando un Air 2, l’Air è tutt’altro che la “scelta povera”.
Questo è il miglior iPad mai costruito, che è quello che dice Apple ogni volta che ne presenta uno nuovo. E, sì, l’Air 2, più sottile, più veloce eccetera, è persino meglio.
L'Air è la miglior dimostrazione della strategia di prodotto di Apple: creare modifiche incrementali ogni anno per diventare sempre più raffinati sotto il profilo del design e della funzionalità. È una metodologia che condivide, ad esempio, con le grandi case automobilistiche come Porsche o Mercedes. E proprio come loro, Apple si è dimostrata vincente verso la concorrenza, sorpassandola in ogni aspetto, anno dopo anno.
La perfezione non esiste, ma l’iPad ci si avvicina parecchio.