Vi racconto il secondo incontro con i Servizi..
E' incominciato "male", nel senso che, quando la dr.ssa che si occupa di adozioni ha chiesto se ci fossero domande sull'incontro precedente, ho espresso un pensiero, ossia che avevo considerato sempre maternità biologica ed adozione come due cose in qualche modo quasi sovrapponibili, e lei ha detto di no,perchè un figlio biologico non ha la ferita dell'abbandono, quindi non sarà mai come un bambino che diventa figlio adottivo.
Ha chiesto anche quando pensiamo di dire dell'adozione a nostro figlio, io ho detto "subito", e lei ha chiesto "quando? a che età?" ed io ho risposto. "se fosse piccolissimo, anche a 2 o 3 anni, magari attraverso il gioco, con delle bambole, per esempio" e lei ha detto "sono contraria a dirlo attraverso il gioco, e subito significa SUBITO perchè l'adozione va raccontata, magari attraverso le foto di quando partirete per andare a prendere il bambino, dell'arrivo, di voi con lui, dell'istituto, delle persone che ci vivono, della partenza per il rientro etc. Questo perchè non potete fondare la relazione con il bambino che diventerà vostro figlio su una bugia. "
Ancora, ha fatto una domanda a noi donne:"che rapporto hai con la madre di quello che un giorno diventerà tuo figlio?". Ho risposto, impulsivamente" prima di tutto, riconoscenza, perchè non ci sarebbe il bambino che diventerà mio figlio, se non ci fosse stata lei" Però lei, dopo, ha detto che proveremo, oltre alla gratitudine, rabbia, a volte la detesteremo, perchè quando vedremo i segn dell'abbandono sapremo che è per via di chi ha abbamdonato il bambino.
Un'altra cosa che mi fa tremare un po' è che quando ha chiesto: "come vi comporterete quando vedrete i segni dell'abbandono nel bambino che diventerà vostro figlio?" io ho risposto" cercherei di capire, di fargli sentire il mio amore, mi avvicinerei e cercherei di parlargli e di tranquillizzarlo" lei mi ha detto "signora, ma lei non deve salvare questo bambino, lei deve esserne la madre adottiva, c'è bisogno di azioni dettate dalla pancia, dal cuore, ci deve essere coinvolgimento emotivo. La cosa che bisognerà fare è abbracciarlo, fargli sentire che prendete la sua sofferenza" Io ho risposto che non ce la faccio a coinvolgermi emotivamente con un bambino che non è qui, che non è mio figlio ora e adesso.. ma non so se l'abbia ritenuta una risposta accettabile..
Insomma, ho paura di pregiudicare l'iter adottivo.. Qualcuna di voi che abbia già adottato mi potrebbe tranquillizzare, per favore, o, anche, spiattellarmi in faccia se obiettivamente ho pregiudicato le cose?
Ah, un'ultima cosa, ma qui non c'entra l'assistente sociale: la mia amica più cara, quando le ho raccontato queste cose, ad un certo punto mi ha detto"Lu, ma perchè ogni volta che parliamo mi dici solo cose brutte, e non mi racconti i progetti che hai per quando il vostro piccino arriverà a casa?"
... io mi sono sentita risponderle con una cosa che non sapevo di provare, ed infatti ho pianto tantissimo.. perchè ha parlato il subconscio.. la pancia.. ovvero "Pina, non è vero che non faccio progetti, li faccio nella mia mente, ma non li dico a nessuno perchè ho puara che poi il decreto sarà negativo, e non voglio vivere un altro lutto come quando ho saputo di non avere altri figli!"
P.S.: il prossimo incontro, il terzo, è stato fissato per il 30 ottobre alle 16,30
Elena...
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Il tempo si ferma, il tuo corpo riparte, la tua vita sembra iniziare in
quel momento. Tutti i ricordi passati sembrano vuoti senza di lei e tutto
il tuo mo...
8 anni fa

