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mercoledì 27 marzo 2019

Buon compleanno Club del 27! La mia torta Baciocca


Ed eccoci arrivati a festeggiare ben due anni di Club del 27! Come vola il tempo :-)
Abbiamo scelto di celebrare questo compleanno a modo nostro, naturalmente cucinando. Io ho scelto una torta salata ligure che non avevo mai provato ma che vi consiglio.
E passate a vedere quante altre ricette fatte, c'è l'imbarazzo della scelta.
La ricetta la trovate qui, ma a sua volta viene da qui, e da qui (la ricetta che ho utilizzato, quella di Giulietta).

Torta Baciocca (ricetta di Giulietta)

per la sfoglia:
200 g di farina 0 o Manitoba,
90 g di acqua,
2 cucchiai di olio,
sale.

Creata la fontana all'interno della farina precedentemente setacciata, versatevi, poco a poco e continuando a mescolare, l'acqua e l'olio. Unite anche un pizzico di sale.
Lavorate sino al raggiungimento di un impasto morbido ed elastico.
Lasciate riposare per un'ora o anche due.


per il ripieno:
500 g di patate bianche quarantine (se le trovate),
150 g di cipolla rossa di Zerli,
50 g di lardo,
50 g di farina 00,
2 uova,
2 o 3 cucchiai di latte,
rosmarino e maggiorana,
sale fino, 
sale grosso,
pepe, 
olio, 
parmigiano grattugiato.

Pelate le patate e dopo averle tagliate con l'aiuto di una mandolina, salatele con poco sale grosso. Raccogliete le patate in uno scolapasta, coprendole con uno strofinaccio e ponete sopra un peso per permettere la perdita della loro acqua.
Mettete sul fuoco una padella senza nulla all'interno.
Pulite la cipolla, affettatela sottilmente. Una volta che la padella è calda, versatevi un filo d'olio e la cipolla affettata, cuocete a fuco basso sino a renderla morbida. Salate con parsimonia in considerazione del sale già utilizzato per le patate. Spegnete il fuoco e mettete da parte.
Componete una pastella non troppo liquida con le uova, la farina 00 ed il latte.
In un'ampia scodella unite le patate precedentemente asciugate, la cipolla stufata, la pastella oltre ad un trito di rosmarino, maggiorana lardo e pepe;  aggiungete una spolverata di parmigiano ed un goccio di olio. Rimestate il ripieno.
Ungete e spolverizzare con  la farina una teglia 20 cm x 20 cm.
A questo punto, stesa la sfoglia il più sottilmente possibile, in una dimensione maggiore rispetto a quelle della teglia, rivestite quest'ultima lasciando abbondante margine esterno. Riempite l'involucro con il ripieno e copritelo con la sfoglia.
Preriscaldato il forno a 180° C, cuocet
e per circa 40 min. 



venerdì 23 febbraio 2018

Tortelli di zucca affumicata


E siamo arrivati all'MTChallenge n. 70! Incredibile, e siamo ancora qua, come diceva qualcuno :-)
Questo mese si sperimenta alla grande con la ricetta di Greta che ci propone l'affumicatura casalinga, paura, eh? Io sì, ma dopo aver letto e riletto la ricetta, i consigli e aver visto che molti si erano buttati con soddisfazione ho deciso di provare anche io questa tecnica. 
Sono andata sul basico e ho affumicato a freddo con tè e riso basmati. Il sapore non è molto intenso ma si percepisce nettamente e smorza la naturale dolcezza della zucca rendendola più bilanciata e intrigante, insomma il risultato è un piatto semplice ma inusuale che è stato promosso.
Ed ora la ricetta.

Tortelli di zucca affumicata:
(per circa due persone)

per il ripieno:
150 g di zucca cruda,
100 g di patata cruda,
1/2 uovo,
due o tre cucchiai di parmigiano grattugiato,
sale e pepe.
tè al bergamotto e riso basmati per affumicare.

Cuocere la zucca tagliata a pezzi abbastanza piccoli al forno o al microonde. Lessare la patata.
Adagiare la zucca e la patata in un cestello per il vapore.
Foderare il fondo di una pentola dal fondo spesso con due fogli di alluminio, sopra versare tre cucchiai di tè e tre di riso basmati, scaldare la pentola sul fuoco fino al comparire di un filo di fumo, chiudere con un coperchio fino a riempire la pentola di fumo poi spegnere il fuoco e inserire all'interno della pentola il cestello con la verdura, chiudere con il coperchio e lasciare affumicare per circa un'ora.
Schiacciare la zucca e la patata con una forchetta e unire il formaggio grattugiato e il mezzo uovo, aggiustare con poco sale e pepe, mescolare e tenere da parte.

per la pasta:
150 g di farina,
1 uovo e 1/2.
Impastare sulla spianatoia la farina con le uova e lavorare bene l'impasto fino a renderlo liscio ed omogeneo, coprire con una ciotola e lasciare riposare una mezz'ora. Tirare la sfoglia con il mattarello o con la macchina per la pasta in una sfoglia non troppo sottile.

Sistemare il ripieno a mucchietti sopra la pasta, coprire con una seconda sfoglia e chiudere con le dita lungo i bordi (se serve bagnare leggermente la pasta per saldare bene i bordi). Con una rotella dentata tagliare i bordi e formare i tortelli quadrati, conservare al fresco.
Lessare in acqua salata e saltare in una padella in cui è stato fuso del burro e volendo, sono stati appassiti dei piccoli dadini di zucca con delle erbe aromatiche, servire con formaggio grattugiato.




giovedì 22 settembre 2016

Gnocchi ripieni con salsiccia e radicchio


Finalmente, dopo la lunga pausa estiva, ricomincia l'MTChallenge! E fedele al detto "giovedì gnocchi" mi unisco alla valangata di ricette di oggi , non ho resistito  :-D
La sfida di settembre parte da Annarita che ci propone diversi tipi di gnocchi, ripieni, semplici e con farine diverse, io ho scelto quelli ripieni perché non li avevo mai fatti e sono molto soddisfatta del risultato, sono semplicissimi e veloci, vi consiglio di provarli.
Ho apprezzato anche l'attenzione data alle diverse cotture delle patate, molto interessante, ho adottato la cottura al microonde che è davvero comoda e veloce, come al solito, non si smette mai di imparare, leggete il suo post perhé è bellissimo e accurato.
E ora passiamo alla ricetta.



Gnocchi ripieni con salsiccia e radicchio:

600 g di patate per gnocchi,
130 g di farina 00,
1 uovo,
2 salsicce di suino,
1 scalogno,
sale.

per il condimento:
un cespo di radicchio rosso tondo,
uno scalogno,
sale.

Togliere la pelle alle salsicce, sbriciolarle con le dita e cuocerle in una padellina antiaderente senza aggiungere grassi, rosolare e unire lo scalogno pulito e tritato per farlo appassire, a cottura ultimata tritare a coltello per ottenere pezzi piccolini.

Per gli gnocchi cuocere la patate, io ho usato il metodo descritto da Annarita per il microonde:
"Lavate bene le patate ma non asciugatele servirà a non farle seccare eccessivamente in cottura. Bucare la buccia e disponete in un contenitore adatto al microonde meglio se con coperchio (io uso quelli dell’Ikea con il tappo rosso) oppure, coprire con carta da forno. Cuocete a 900W per circa 10 minuti. Ogni 3 minuti circa fermare e girare le patate. Verificare la cottura con una forchetta poi sbucciarle e passarle allo schiaccia patate. Allargatele per far uscire il vapore residuo"

Inserire poco per volta la farina e l'uovo, unire un pizzico di sale, compattare l'impasto e formare dei salsicciotti.  Prelevare una porzione di circa 20 g, appiattirla e inserire un po' di salsiccia, richiudere intorno al ripieno sigillando e formando una pallina roteando le mani. Per non fare appiccicare l'impasto al ripiano e alle mani usare farina di riso.

Per il condimento lavare e asciugare il radicchio, tagliarlo a striscioline sottili, tagliare lo scalogno a dadini. Scaldare poco olio di oliva extravergine in una padella, appassire lo scalogno, unire il radicchio e cuocere per qualche minuto, aggiungere poca acqua di tanto in tanto. Spegnere e volendo frullare una parte del condimento per formare un composto cremoso. 

Lessare gli gnocchi in acqua bollente salata, appena vengono a galla  scolarli e saltarli nella padella del condimento caldo. 




martedì 3 febbraio 2015

Tartiflette veloce


Capita, ospiti a sorpresa, saluti, abbracci, sorrisi ma poi le nostre menti pratiche di padrone di casa si mettono all'opera: "e ora cosa preparo in poco tempo"? Questa era la sfida di Camoscio d'Oro e io ho pensato alla tartiflette, un piatto molto gustoso che ho mangiato in Francia e che mi sembra l'ideale in queste fredde giornate, il classico comfort food. Con pochi accorgimenti, come lessare le patate nella pentola a pressione, i tempi si velocizzano e tra una chiacchiera e l'atra la cena è pronta!

Tartiflette:
(per 4 persone)

1 kg circa di patate,
100 g di pancetta affumicata,
1 grossa cipolla bianca,
1 confezione di Camoscio d'Oro (200 g),
un pizzico di sale,
burro e olio.

Lessare le patate nella pentola a pressione (per dimensioni medie circa 15 minuti dal fischio). Sbucciarle e tagliarle a fette, tenere da parte.
Accendere il forno a 220°C.
In una padella antiaderente scaldare la pancetta a cubetti, togliere la pancetta lasciando il grasso nella padella, aggiungere poco olio evo e versarvi la cipolla tagliata fine, versare poco vino bianco o acqua e portare a a cottura. Unire nella padella la pancetta e le patate, un pizzico di sale e insaporire il tutto.
Imburrare delle pirofile monoporzione e sistemarvi le patate condite inframezzate da fettine di formaggio, terminare gli strati con una fettina di formaggio con la crosta bianca verso l'alto, infornare per circa 20 minuti o fino a doratura. Lasciare riposare 5 minuti e servire.




martedì 4 novembre 2014

Involtini di verza con verdure e formaggio


Anche quest'anno ho il piacere di partecipare al contest dei formaggi svizzeri #noiCHEESEamo in collaborazione col blog Peperoni e Patate. Il tema comune per tutti è declinare le proprie ricette del cuore con i due formaggi svizzeri più famosi: l'Emmentaler DOP e le Gruyère DOP. Il primo non ha bisogno di presentazioni, è il formaggio coi buchi per eccellenza, ne vado matta fin da bambina sia per i buchi che per il gusto dolce ma saporito insieme. Il secondo, invece, privo di buchi, forse ancora più antico, è l'ingrediente base della fondue di formaggio e ha un sapore più deciso e aromatico.
Comincio dall'Emmentaler che ho usato dentro involtini di verza che mi ricordano le mie, ormai lontane, origini lombarde che mi riportano all'infanzia e ai pranzi dalla nonna, e che trovo deliziosi anche nella versione vegetariana con formaggio filante e salsina al pomodoro, per completare pane integrale al lievito madre leggermente tostato.

Involtini di verza con verdure e formaggio Emmentaler DOP:

(per 8 involtini circa)
un cavolo verza (le foglie esterne più grandi),
2 patate,
lo stesso volume di zucca,
100 g circa di Emmentaler DOP,
1 scalogno,
1/2 bicchiere di polpa di pomodoro in pezzi o passata,
olio evo,
sale,
pepe.

Sbollentare le foglie di verza lavate per 3 o 4 minuti, si devono ammorbidire ma rimanere sode e intere, buttarle in acqua ghiacciata per fermare la cottura e conservare il colore. Scolarle su un telo pulito e tagliare la parte più dura della costola centrale ma lasciandole quasi intere.
Pulire le patate e la zucca, tagliarle a dadini, lessarle per pochi minuti insieme a due o tre foglie di verza tagliate a stricioline, scolarle e saltarle in una padella con un filo d'olio su fuoco medio, regolare di sale e pepe e spegnere il fuoco. Intanto in un'altra padella versare un filo d'olio e fare appassire lo scalogno tagliato a rondelle sottili, versarvi il pomodoro e cuocere pochi minuti. Tagliare il formaggio a dadini e amalgamarlo alle verdure, riempire le foglie di verza con il composto e chiuderle formando gli involtini, sistemarli nella padella con il pomodoro, coprire con un coperchio e cuocere per qualche minuto facendo sciogliere il formaggio. Spegnere e servire con pane integrale leggermente tostato (tipo questo ma con farina integrale al posto dell'avena).



giovedì 7 novembre 2013

Crescione alla zucca con Sbrinz e Gruyère per la Swiss Cheese Parade


Il tema del contest dei Formaggi Svizzeri è lo street food e qua in Romagna lo street food è sinonimo di piadina e di crescione, la sua versione ripiena. Ho scelto il crescione perché in questa stagione non faccio a meno della zucca e con i formaggi che si fondono nel ripieno caldo e cremoso questo cibo non mi sembra povero ma ricco di sapore e colore! Inoltre il profumo del rosmarino appaga anche l'olfatto  :-)
Con questa ricetta partecipo al contest Sweet Cheese Parade di Peperoni e Patate.


Impasto della piadina e del crescione:

500 g di farina per piadina o 00,
100 g di strutto,
due cucchiaini di sale,
200 ml di latte tiepido,
una bustina di lievito per torte salate,
acqua (poca),
un rametto di rosmarino.


Ripieno alla zucca, patate e formaggi:

250 g di zucca (peso da cotta),
200 g di patate lessate,
50 g di Sbrinz,
50 g di Gruyère,
sale,
pepe,
olio evo,
rosmarino.

Pulire il rosmarino e tritare le foglie. Versare la farina in una capiente ciotola o direttamente sulla spianatoia di legno, aggiungere lo strutto a fiocchetti, il sale, il lievito, il rosmarino tritato e il latte. Amalgamare bene e aggiungere  acqua quanto basta (poca) per ottenere un impasto morbido ma sodo e non appiccicoso. Lavorare un po' sulla spianatoia e lasciare riposare due o tre ore avvolto nella pellicola trasparente.
(Per fare le piadine formare delle palline di circa 150 g circa e stenderle in dischi da cuocere sul tipico testo o, in mancanza, su una padella antiaderente dal fondo piatto scaldata sul fuoco. Girare la piadina con una forchetta e rivoltarla per completare la cottura su entrambi i lati, sorvegliare per non bruciare o seccare l'impasto).

Per il ripieno dei crescioni cuocere la zucca tagliata a dadini con olio evo e rosmarino in forno caldo a 200°C per circa 40 minuti. Una volta cotta lasciare raffreddare, eliminare i liquidi di cottura e asciugare leggermente con carta assorbente, unire le patate e schiacciare con una forchetta, aggiustare con sale e pepe e aggiungere i formaggi grattugiati con i fori grossi della grattugia.
Per i crescioni dividere l'impasto in palline di circa 150-180 g, stendere la pasta in dischi abbastanza sottili, versare un po' di ripieno su metà disco, richiudere a mezzaluna e sigillare i bordi premendo con una forchetta. Cuocere entrambi i lati e infine anche il fondo tenendo il crescione in verticale sulla padella. Servire caldi.





venerdì 27 settembre 2013

Raviole del plin con patate, zucchine e menta


Ragazze, ho plinnato ancora! Non ho resistito. L'idea nella mia testa era molto più carina del risultato, ma mi accontento, non posso fare altrimenti, ho trovato delle patate viola e il mio animo da foodblogger non ha resistiro all'acquisto. Già mi immaginavo la pasta all'uovo colorata di rosso con concentrato di pomodoro che rivela un ripieno viola acceso dato dalle patate su un letto di crema di zucchine verde acceso, un bel gioco cromatico. Ma le patate, ahimè, dopo lessatura al taglio rivelano un colorino lilla chiaro che si è perso completamente, la sfoglia è arancione chiaro ma almeno il gusto non mi ha deluso, grazie al tocco di brio della menta nel condimento. Grazie ad Elisa per questa bella e versatile ricetta per l'MTC!

Raviole del plin al pomodoro con patate viola, zucchine e menta

(per due persone)

per la pasta:
100 g di farina 00,
1 uovo,
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro.
per il ripieno:
3 piccole patate viola lessate,
20 g di parmigiano grattugiato,
1/2 uovo sbattuto,
un pizzico di sale.
per condire:
la parte verde di due zucchine,
2 cucchiai di olio evo,
sale,
un rametto di menta fresca.

Preparare la pasta sfoglia, impastare bene la farina con l'uovo e il pomodoro concentrato, se serve aggiungere altra farina, formare una palla e lasciare riposare circa mezz'ora coperta da una scodella rovesciata. Intanto preparare il ripieno schiacciando le patate e amalgamando tutti gli ingredienti. Tirare la pasta in una sfoglia sottile, tagliare delle lunghe strisce e sistemare delle palline di ripieno grandi come delle nocciole lungo la striscia, ricoprire con un lembo e fare dei pizzicotti con le dita tra le palline di impasto, chiudere anche sul davanti e con la rotellina formare i ravioli, devono essere di circa due cm.


Tagliate la parte esterna di due zucchine scure a circa un cm di spessore, tagliare a fettine e cuocere in una padella antiaderente con l'olio evo, salare e una volta cotte frullare assieme alla menta e a due cucchiai di acqua di cottura della pasta.
Cuocere le raviole in acqua bollente salata, scolare, servire sulla crema di zucchine e menta con un filo d'olio evo e un rametto di menta.


martedì 26 marzo 2013

Fideuà porri e patate con salsa al pecorino


Volete viaggiare con pochi soldi e provare gusti nuovi e insoliti? Viaggiate con noi dell'MTChallenge! Questo mese Mai ci porta al largo delle coste catalane, su un peschereccio di inizio secolo scorso, più precisamente nella cambusa, che si fa per pranzo? La fideuà! Piatto povero a base di pesce o verdure simile alla paella ma a base di pasta. La mia versione è vegetariana e molto semplice ma ci è piaciuta molto, l'ho arricchita con una salsina al pecorino molto saporita. Partite con me?   :-)

Fideuà porri e patate con salsa al pecorino

250 g di spaghetti,
una grossa patata,
un porro,
olio evo,

per il brodo:
una costa di sedano,
una cipolla,
una carota,
un po' di sale,
un po' della parte verde del porro,

per la salsa:
mezzo bicchiere di latte,
una noce di burro,
abbondante pecorino romano grattugiato.


Preparare il brodo vegetale facendo bollire la verdura un'oretta. Spezzare gli spaghetti in pezzetti di circa tre cm, scaldare un po' d'olio evo in una larga padella piatta (quella per la paella va benissimo), tostare per pochi minuti gli spaghetti, toglierli e tenerli da parte, pulire il porro e tagliarlo a rondelle sottili circa mezzo cm, sbucciare la patata e tagliarla a cubetti abbastanza piccoli, saltare la verdura nella padella con un filo d'olio, aggiungere poco per volta il brodo, a circa metà cottura unire gli spaghetti e continuare ad aggiungere il brodo poco per volta, le patate si ammorbidiscono e il porro praticamente si disfa. Preparare la salsa scaldando gli ingredienti su fuoco basso, tenere da parte. Finire la cottura della pasta e servire nei piatti versando sopra la salsa, sevire caldo.



venerdì 19 ottobre 2012

Gnocchi viola con fonduta di Gruyère DOP


Ed ecco la seconda proposta per il concorso "La Svizzera nel piatto" organizzato da Peperoni e Patate in collaborazione con  Formaggi dalla Svizzera.
Questa volta avevo voglia di provare la fonduta, piatto che mi è subito entrato in testa come un tarlo non appena ho messo gli occhi sul bel pezzo di Gruyère che ho ricevuto. La fonduta è uno di quei riti da fare in compagnia, tutti attorno al fornelletto acceso a intingere nel formaggio filante, molto invernale e divertente!
Ma volevo provare anche la mia prima "carota nera", ebbene sì, finalmente l'ho trovata, proprio non me l'aspettavo ma eccole lì in una normalissima cassettina di fianco alle carote arancioni e ormai "normali". Dopo averla vista in tanti blog non credevo ai miei occhi, l'ho lessata, frullata ed eccola colorare questi classici gnocchi di patate, ne basta veramente pochissima per dare un bel tono lilla!!!
Dopotutto basta poco per fare felice una foodblogger, no?  :-D



Gnocchi di patate con carota nera su fonduta di Gruyère svizzero DOP:

(per 4 persone)

600 g di patate,
un pezzo di carota nera (metà o un terzo, dipende dalla dimensione),
200 g di farina più un po' per lavorare gli gnocchi,
200 g di Gruyère,
100 ml di vino bianco,
un bicchierino di liquore alla frutta,
un cucchiaino di amido di mais o fecola di patate,
mezzo spicchio di aglio,
sale.

Lessare a lungo la carota (dev'essere molto morbida, nei miei gnocchi si vedono dei pezzetti che non sono riuscita a frullare). Preparare gli gnocchi con le papate lessate, schiacciate e lasciate intiepidire, lavorare insieme alla farina e alla carota nera lessata e frullata, aggiungere del sale. Se serve aggiungere altra farina e infarinare bene il piano di lavoro durante la formatura degli gnocchetti.



Fare bollire l'acqua e intanto preparare la fonduta, tagliare il formaggio a dadini piccoli o grattugiarlo con una grattugia a fori grandi, scaldare il vino in un piccolo pentolino antiaderente insieme al mezzo spicchio di aglio, sciogliere l'amido nel liquore e unirlo al vino, versare il formaggio e mescolare bene fino a farlo sciogliere completamente, togliere l'aglio. Cuocere gli gnocchi in acqua salata e scolarli con un mestolo forato appena vengono a galla, rosolare insieme alla fonduta oppure versare la fonduta nei piatti e sopra sistemare gli gnocchi, servire caldissimo.
Buon appetito!



lunedì 25 giugno 2012

Scaloppine di maiale alle ciliegie


Forse ho un problema con i titoli o è il caldo che manda in vacanza anche la fantasia ma ultimamente non brillo in originalità nell'iniziare i miei post, il lato positivo è che si va subito al sodo e potete anche evitare di leggere se non vi interessa!
Ma non potevo mancare all'appuntamento con l'MT Challenge di giugno, la bravissima Elisa ha proposto le scaloppine e ci ha fatto un piccolo trattato di cucina di base, di quelli da stampare! Ammetto che i secondi non sono il mio forte, mio marito non ama la carne (veramente non la mangia mai) e così anch'io ne mangio poca e quelle poche volte mi limito a preparazioni molto semplici. 
Ormai sono abituata a pranzetti solitari ma raffinati per merito dell'MTC e anche questa volta le mie belle scaloppine in agrodolce non me le sono fatta mancare.
L'idea giusta si è fatta attendere parecchio ma durante un concerto di jazz ecco l'illuminazione (non era noioso, è che l'illuminazione arriva quando vuole lei, magari stimolata dalla creatività dei musicisti, chissà...), non sarà la ricetta del secolo ma me medesima ha apprezzato!  :-D




scaloppine di lonza di maiale con salsa di ciliegie e quenelle di purè di patate con pistacchi

(ricetta a occhio)

due fettine di lonza di maiale,
qualche ciliegia,
farina,
liquore alla frutta (per me prugnolo ma alle ciliegie ancora meglio),
infuso di frutti misti (fra cui ibisco, mela, foglie di mora, rosa canina, ecc.),
burro,
olio evo,
sale,
patate,
latte,
pistacchi.

Coprire le fettine con pellicola alimentare e appiattire leggermente con un batticarne o col dorso di un cucchiaio.
Preparare l'infuso di frutta (il nostro fondo di cucina) con mezzo bicchiere di acqua bollente lasciando in infusione alcuni minuti.
Infarinare le fettine e cuocerle in padella con olio evo e burro. Rosolare da entrambe le parti, a fine cottura salare e togliere dalla padella conservandole al caldo tra due piatti. Deglassare il fondo di cottura nella padella sul fuoco con un poco di liquore alla frutta, lasciare evaporare e aggiungere il fondo di cucina (l'infuso). Aggiungere alcune ciliegie denocciolate e tagliate a pezzetti e lasciare addensare, alla fine unire una noce di burro e frullare il tutto, passare al setaccio e versare sulle scaloppine.
Insieme servire un purè di patate fatto con patate lessate, schiacciate e passate in un pentolino con un poco di latte bollente e un fiocchetto di burro, formare delle quenelle con due cucchiai (delle quenelle hanno solo la forma) e sistemare nel piatto vicino alle scaloppine, decorare con pistacchi tritati.

giovedì 23 febbraio 2012

Giovedì: gnocchi con Puzzone di Moena

Ho scoperto che in più di due anni di blog non ho mai postato la ricetta degli gnocchi di patate. So che l'umanità sopravviverà comunque, ma, nel mio piccolo, voglio rimediare  :-D
Il tempo migliora rapidamente e la primavera arriverà all'improvviso e questi piatti ricchi e calorici non ci faranno più molta gola. Invece qualche sera fa ce lo siamo proprio gustato... e ho finito un bel pezzo di Puzzone di Moena che faceva sentire la sua presenza anche fuori dal frigo e che inquietava non poco mio marito... sì, perché il nome del formaggio è davvero azzeccato! Ma quanto è buono, e in più ha il potere di riportarmi ai bei giorni dell'infanzia e alle vacanze in Val di Fassa, magia dei "profumi"!
Quando si assaggiano i veri gnocchi fatti in casa non si scordano più, mi piacciono moltissimo, ci vuole un po' di pazienza ma tutto sommato, in poco tempo sono pronti, volendo si può saltare la classica rigatura e lasciarli semplici, oppure aggiungere ogni tipo di ingrediente all'impasto e creare ricette sempre nuove, il mio condimento preferito è una semplice passata di pomodoro. E allora gnocchi!

Gnocchi di patate (per due buone forchette o 4 a dieta!):

700 g di patate,
200 g di farina 00 (circa),
sale,
noce moscata
(1 uovo, ma io non lo metto).
Lessare le patate intere con la buccia in abbondante acqua leggermente salata. Meglio usare patate di dimensioni simili, quando saranno cotte (infilare una forchetta o un coltello per saggiare la cottura), scolare e sbucciare. Lasciare intiepidire e schiacciare con lo schiacciapatate sulla spianatoia infarinata, aggiungere la farina e tenerne un po' da parte per la formatura, aggiungere una grattugiata di noce moscata, regolare di sale e amalgamare il tutto (c'è chi aggiunge un tuorlo o un uovo intero ma io non lo metto). Formare dei bastoncini delle dimensioni di un grosso dito e tagliare a tocchetti regolari, passare con il pollice ogni tocchetto sui rebbi di una forchetta o sul retro di una grattugia per formare la tipica rigatura, non premere troppo per non disfarli. Lasciarli distanziati e infarinati per non farli appiccicare tra di loro.

Condimento e preparazione:

150 g di Puzzone di Moena,
una fetta di emmenthal,
oilo evo,
burro.
Far bollire abbondante acqua in una pentola sul fuoco, intanto tagliare il formaggio a dadini, scaldare l'olio evo e una bella noce di burro in una grande padella, aggiungere il formaggio e lasciare fondere lentamente, aggiungere un po' di acqua bollente e mescolare bene, quando l'acqua bolle salare e versare gli gnocchi, appena vengono a galla (ci vuole pochissimo tempo) raccoglierli con un mestolo forato e versarli nella padella col formaggio, amalgamare bene e servire.


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Vi segnalo che è possibile prenotare il libro curato da Patrizia in collaborazione con 250 bloggers per la casa famiglia di Rocchetta Vara, qui tutti i dettagli

lunedì 13 febbraio 2012

Freddo? Facciamo il pieno di carboidrati!


Il termometro è ampiamente sotto zero, durante il fine settimana c'è stata un'altra ventosa e copiosa nevicata, che fare dopo una veloce uscita a spalare la neve e liberare le auto?
Un bel piatto calorico e caldo, buono e confortante, che alla dieta ci pensiamo tra un po'... (potrei aggiungere: "come al solito!")  :-D
E allora la pasta e patate di Anna Luisa e Fabio, la mia non è proprio bella ma buona sì!
Da oggi, a parte le temperature siberiane, il tempo dovrebbe migliorare, da voi come va?

Pasta e patate (da Assaggi di viaggio):


300 g di mafalde corte (per me pasta mista Voiello),
400 g di patate,
150 g di provola (per me affumicata),
50-100 g di scorza di parmigiano reggiano,
1 cipolla,
olio evo,
sale e pepe.
 
Pelare le patate, ridurle a tocchetti e metterle in acqua fredda. In una pentola dal fondo spesso fare soffriggere la cipolla tritata con l'olio. Quando si sarà imbiondita, unirvi le patate, lasciarle insaporire per un paio di minuti mescolando ed aggiungere circa 1 litro di acqua che avremo precedentemente riscaldato. Con un pelapatate pelare la parte esterna della scorza del parmigiano e ridurla a pezzetti. Unirla alle patate e lasciare cuocere per circa mezz'ora, cioè fino a quando le patate saranno tenere e la scorza di parmigiano avrà rilasciato tutto il suo sapore, diventando anch'essa morbida, ma restando allo stesso tempo abbastanza consistente. A questo punto regolare di sale e buttare la pasta, mescolando spesso ed aggiungendo altra acqua calda se necessario. Grattugiare la provola con la grattugia a fori larghi o farla semplicemente a pezzetti ed unirla alla pasta a fine cottura. Lasciare assestare un paio di minuti la pasta e servirla con un pizzico di pepe.
 
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Dopo la nevicata:
un parcheggio in centro
 

martedì 15 novembre 2011

Baccalà alla livornese... o quasi


Questo mese sono subito pronta per l'MTChallenge


Non è merito mio... ma del supermercato! Passavo davanti al reparto pescheria e mi sono trovata davanti a del baccalà già pronto e ammollato in offerta, un segno del destino! Già mi vedevo in cerca per giorni e giorni dell'ingrediente insolito... evidentemente insolito solo per me; sì, perché, come ripetono spesso i concorrenti di Masterchef: "è la prima volta che lo cucino"!  :-)
E allora andiamo sul sicuro, voglio provare la ricetta originale di Cristina, ho aggiunto solo delle olive taggiasche, che ci stanno proprio bene, per me, e un letto di patate al forno, mi è piaciuto parecchio, gustato da sola e in tutta tranquillità (mio marito, manco a dirlo, non mangià baccalà), magari lasciandomi ispirare da Imma potrei intitolarlo "sole che sorge dal mare"... ma a Livorno il sole tramonta nel mare... vabbè lasciamo stare...


Baccalà alla livornese... o quasi:

1 filetto di baccalà già ammollato,
polpa di pomodoro,
1 spicchio d'aglio,
farina,
olio evo,
sale,
prezzemolo,
olive taggiasche denocciolate in olio evo,
patate.

Ricavare dal filetto dei grossi pezzi di pesce senza togliere la pelle, spinarli bene, asciugarli e infarinarli.
Insaporire un po' d'olio evo in una padella antiaderente con uno spicchio d'aglio, togliere l'aglio e rosolare il pesce infarinato nella padella, girare i pezzi per rosolarli bene  e aggiungere la polpa di pomodoro e l'aglio tenuto da parte, coprire e continuare la cottura per 15 o 20 minuti, se necessario aggiungere acqua o brodo vegetale. A metà cottura aggiungere le olive taggiasche e alla fine il prezzemolo.
Servire su un letto di patate tagliate sottili e cotte in forno a 200°C fino a doratura e salate.

mercoledì 19 gennaio 2011

Jacket potatoes from London!


Eccomi di ritorno! Dal grigio di Londra alle nebbie padane... eh sì, il tempo non è stato di migliori ma questi pochi giorni nella metropoli hanno comunque avuto un effetto rigenerante su di me (a parte il male ai piedi...). Adoro le grandi città e Londra è enorme!!!
A proposito, vi piace il mio nuovo vestitino? Non ho cambiato molto ma mi piace di più, che ne dite?
Ho potuto visitare il negozio di Jane Asher, scoperto grazie a Carolina, ci sarei rimasta per ore a contemplare tutti quegli attrezzi per la decorazione, e poi coloranti, glitter, scatoline di tutti i tipi e colori.
E poi le serate al pub, finalmente seduti, con una bella jacket potato e una birra London Pride alla spina. Ci è piaciuta tanto sia a me che al marito che appena tornati ho cercato di replicarla, buona! ...beh, per la birra dovremo aspettare il prossimo viaggetto...

Jacket potatoes:

lavare molto bene le patate (meglio grandi), asciugarle, forarle con uno stecchino o una forchetta. Per velocizzare i tempi le ho cotte 5 minuti al microonde alla massima potenza, poi le ho unte con olio evo e salate, chiuse dentro carta stagnola e cotte in forno a 200°C fino a cottura (inserire uno stecchino).
A questo punto le ho tolte dal forno, aperto la stagnola e formato un taglio a croce, aperto un po' la buccia e schiacciato con una forchetta un po' di polpa.
Ho condito con un fiocchetto di burro e un pizzico di sale e pepe.


 A scelta il condimento, per me pancetta e formaggio (toma piemontese per un matrimonio Italia-Inghilterra!), per mio marito fagioli cannellini lessati e passati in padella con un piccolo scalogno e salsa di pomodoro leggermente piccante, coperto di formaggio.
Ho rimesso tutto in forno per sciogliere bene il formaggio e servito con insalata di stagione. Buon appetito!

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Ora vi lascio con qualche foto, naturalmente, da bravi turisti preparati, la macchina fotografica si è scaricata quasi subito e anche il telefono presto mi ha abbandonato, comunque queste ve le beccate lo stesso!  :-D
Abbiamo visto alberi di Natale abbandonati per strada (sigh):



Siamo stati a Greenwich:


a trovare gli scoiattoli:


a spasso per la città:


in metro:



e fino "alla fine del mondo" (world's end):


basta! Adesso devo mangiare qualcosa ;-P
...così va meglio...

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