Visualizzazione post con etichetta Imperdibile. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Imperdibile. Mostra tutti i post

mercoledì 1 maggio 2024

Il gusto delle cose

  • Mercoledì 24 aprile 2024
  • Anteprima mattutina al Cinema Quattro Fontane dell'omonima via.

 

 

Il gusto delle cose, titolo così così de La passion de Dodin Bouffant, spodesta senza indugio Il pranzo di Babette dall'Olimpo dei film sull'arte e il piacere del cibo e del vino.
Per te, lettore pigro e che raggungi il massimo godimento con l'hamburger di MacDOnald's, ti anticipo che puoi anche risparmiarti le prossime righe...
Proceda solo chi ama il buon bere e il buon mangiare, proceda senza indugio!
Vai al cinema che una tale visione merita un grande schermo (no, non il grosso televisore di casa),
Forse non ti interesserà la splendida storia tra i due protagonisti, Juliette Binoche e Benoit Magimel, un tempo insieme anche nella vita, ma non potrai fare a meno di restare sbalordito dalla magnificienza e lo splendore delle preparazioni. Ogni sfrigolio è pura poesia... E pure se pensi di frequentare buoni ristoranti, uscirai dalla sala con la sensazione che ciò che hai mangiato fino a ieri sia una sbobba da carcerato, del terzo mondo.

Se poi invece sei avvezzo a cotante prelibatezze, buon per te,  non potrai che gioire dei dettagli e della cura di ogni particolare.
Per tutta la vita banalmente hai pensato che la perfezione non esistesse e dopo questa visione potresti perfino ricrederti.

Trần Anh Hùng, il regista vietnamita de Il profumo della papaya verde, dipinge un quadro di Dodin Bouffant talmente vero (magia del cinema) da lasciarci pensare che sia esistito veramente... Invece è solo il personaggio di una novella, ispirato a Brillat-Savarin.
Il film si svolge principalmente tra una splendida cucina di campagna e una sala da pranzo da togliere il fiato. Ogni inquadratura è appunto un quadro di rara bellezza.
Se hai occhi per vedere, ogni particolare ti riserverà un'emozione, la decorazione dei piatti, le pentole di rame, i fiori di campo ovunque, l'abbigliamento discreto ma dai materiali eccezionali.

Penseresti che Dodin Bouffant sia un cuoco e che abbia un ristorante, invece no è solo  decisamente molto ricco e passa la sua vita ad organizzare pranzi e cene con un cenacolo di intenditori come lui. Ogni sorso di un vino pregiato racconta loro una storia meglio di un buon libro, ogni boccone di cibo li rapisce e li porta lontano. Principale artefice di tutto questo ben di Dio è Eugénie, la sempre intensa Juliette Binoche che già si era prestata con delicatezza al più commerciale Chocolat.
Da molti anni è non solo la cuoca ma anche l'amante del padrone di casa e non ha nessuna intenzione di rinunciare alla sua libertà, finché una cena memorabile preparata solo per lei da Dodin Bouffant in persona non la convincerà a sposarlo. Ma Il gusto delle cose è un film di altri tempi, in cui sguardi e non detti sovrastano i pochi dialoghi, facendoci riassaporare un'epoca in cui l'acqua si prendeva alla fonte e non esisteva Instagram.

Un inno straordinario alla cultura francese, con immagini capaci di risvegliare autentici  piaceri, un atto d'amore nei confronti di una cucina che è vera e propria arte, capace di trascendere la materia, per restituire ai sensi un'esperienza che ti mette in contatto con mondi altri.

Piccola curiosità... La consulenza per la preparazione dei piatti è stata affidata a Pierre Gragnaire, celebre chef francese, che ha avuto anche una piccola parte nel film.

Il gusto delle cose esce il 9 maggio. Non perdetevelo!

Abbinamento con il bel vivaio D'Antoni Garden, in via delle Vigne Nuove, 246.
Un tripudio di colori e una varietà di piante veramente strepitosa in ogni stagione!

 


domenica 16 gennaio 2022

Matrix Resurrection

  • 9 gennaio 2022, Cinema Uci Porta di Roma, spettacolo delle 18.15, però inizia dopo circa venti minuti di esasperante pubblicità.
  • Sala Imax, in fondo a sinistra

 

OK, Matrix Resurrection. E iniziamo bene questo 2022, cazzo!

Scegliere di vederlo in una sala Imax, vuol dire non solo che si vede bene, ma che si vede bene bene bene e si sente anche meglio.
Per soli 2 euro e 50 in più si è di fronte a un vero spettacolo e alla certezza che il cinema come luogo fisico abbia ancora qualcosa da offrire.

Come scrivevo in una recensione misteriosamente scomparsa del primo episodio, Matrix è il film perfetto e hanno dovuto concepire ben due sequel per rovinarlo.
Arriva però un nuovo capitolo che si spinge ancora più in là nel cercare di solleticare la coscienza, per chi la percepisce ancora.

Neo (che tragedia gli anni che passano) è un creatore di videogames, sotto psicofarmaci, semi imbalsamato e con lo sguardo assente, insomma sta una merda.
Ha inventato Matrix, un gioco pazzesco e amato da tuti. Si capisce che la trilogia del gioco è praticamente la trilogia dei film.

Lì per lì resto un po' male... Ma come?
Me la vogliono buttare sul videogame, con un Neo dalle pupille vitree? E invece no, i minuti passano in una sequela di ironia, di citazioni, di denuncia sociale, di grande presa per il culo. Il tutto è sovrastato da i soliti combattimenti e scariche di proiettili eppure questa volta Miss Wachowsky si spinge abbastanza in là nel mostrare la sua teoria sull'universo in cui viviamo e su come stiamo messi (male).
Dico subito che ci sono alcuni punti oscuri... Primo su tutti, perché Neo è di nuovo nella sua capsula, intubato e parassitato dalla matrix?
Avevo il progetto di riguardarmi i due sequel ma dopo dieci minuti mi sono addormentata in preda alla noia, quindi tant'è, decido che la Resurrection deve stare in piedi da sola con le sue gambe e, dai sì, ci riesce!

La domanda che mi hano fatto in molti è: "Ma vale la pena andarlo a vedere?".

La mia risposta è sì, senza dubbio.
E si potrà scegliere se guardare un film di fantascienza, realizzato con profusione di mezzi o se vedere la metafora delle nostre vite allo sbaraglio.
Sicuramente non si uscirà dalla sala con una necessità di cambiare qualcosa di sé ma, dio santissimo, quando mai un film ha cambiato qualcosa nelle nostre vite?

Ci sono comunque un sacco di momenti gustosi, il gatto deja-vu, gli esseri umani proiettili, l'amore che vince sull'oblio, i vestiti stupendamente sgargianti del "nuovo" Morpheus e i deliziosi programmi senzienti. Nel panorama di consueta nullità, anche solo questo vale la visione, quindi fare voi!

Abbinamento con un bel vivaio in via Topino, dove spesso la domenica organizzano anche un mercatino sfiziosissimo: Bambusa Garden, appunto in Via Topino, 13/A, tel. 068554955. Fateci un salto, anche solo per rinfrascare lo spirito!

PS Ho trovato la recensione perduta di Matrix e quindi la includo qui a futura memoria.

Matrix è un capolavoro e come tale va visto più volte, comunque a scadenze regolari.
Cinematograficamente è uno spartiacque così come per la musica fu "Video killed the radio stars", che ci traghettò senza che nemmeno ce ne rendessimo conto negli anni Ottanta.
Ma la grandezza di Matrix non è solo cinematografica bensì nella sua visione sociologica, di inquietante sovrapponibilità a quella attuale. Il tutto con una costruzione concentrica, come di gironi infernali, che ne consentono diverse leggibilità a seconda di quanto si voglia vedere o capire.
In matrix non ci sono sbavature, il prodotto è talmente perfetto che hanno dovuto concepire ben due orribili sequel per cercare di offuscare il valore di quest'opera.
E purtroppo ci sono riusciti, perché per la maggioranza è difficilmente scindere l'uno dagli altri.

Ma noi stasera ci accontentiamo del primo e unico Matrix, ci nutriamo dalla fonte e non da chi ha vinto l'appalto per l'imbottigliamento delle acque, beviamo dalla sorgente avidamente, il film l'abbiamo visto svariate volte ma stasera non ci lasciamo sfuggire una battuta e ogni cosa sembra diversa, come se finalmente avesse fatto effetto la pillola del colore giusto.
E quante belle situazioni, quante verità... come quando, buttato lì nel dialogo, Morpheus spiega a Neo che alcuni sono talmente legati a Matrix che anche sapendo cosa è realmente si batterebbero per difenderla.
E quale interessante spunto il fatto che, se sei schiavo di qualcuno o di qualcosa senza saperlo, non ci pensi nemmeno a ribellarti.
E poi l'oracolo che ti dice solo ed esclusivamente quello che ti vuoi sentire dire, perché sei solo tu che puoi trovare in te stesso la verità e la volontà, perché "l'importante non è conoscere il sentiero giusto, l'importante è percorrerlo".
Piccole grandi squisitezze disseminate qua e là come se già non fosse abbastanza epocale l'impresa di rinnovare l'immaginario cinematografico attraverso un'iconografia destinata a sostituirsi per sempre a quella passata e, per il momento, a quella futura.
Di fronte a ciò non importa se Keanu Reeves è sempre un po' smorto o sottotono rispetto al cinico gay di "My own private Idaho" (che mi rifiuto di chiamare con l'orribile titolo italiano di Belli e Dannati), se Carrie-Ann Moss è pure lei un po' freddina, quando del resto c'è Lawrence Fishburne a compensare il tutto.
Insomma a 8 anni dalla sua uscita Matrix rimane un caposaldo della fantascienza e del cinema e non ci si crede che sia nato dalla mente dei frateli Wachowski. Voglio dire... Sono gli stessi Bound, torbido inganno, un filmaccio che ha l'unico pregio di avere come protagonista Gina Gershon.
Ma come è possibile?
L'unica spiegazione è quella di un'illuminazione divina, che tre l'altro, tristemente, non si è più ripetuta...


sabato 16 ottobre 2021

007 No time to die


ATTENZIONE SPOILER

SE NON HAI VISTO IL FILM,
EVITA DI LEGGERE,
PERCHE' RACCONTO
COME FINISCE!


IL CINEFILANTE NON E' RESPONSABILE
PER GLI ATTI DI MASOCHISMO
DEI SUOI LETTORI


  • Cinema Odeon di Piazza Jacini, Sala 1
    Domenica 10 ottobre 2021, spettacolo delle 19
  • Biglietti acquistati on-line "che costano di meno" invece costano uguale!


In quella che sembra essere la prima giornata di questo inverno siamo qui riuniti per salutare Daniel Craig, perché sì, James Bond tornerà ma non sarà più lui ad impersonarlo...

La grande novità di questo episodio della saga è che Bond, James Bond è immune alle bombe.
Gli scoppiano in faccia le granate e lui si scansa la polvere dal bavero della giacca, pronto per entrar a far parte degli Avengers.

Scopriamo anche che Bond, James Bond è un malfidato e ha sfanculato la giovane fidanzata francese perché pensava gli stesse mentendo.
Col cuore spezzato quindi è andato in pensione, realizzando il sogno di tutti coloro che vivono in paesi dove il cielo è perlopiù sempre grigio, andare a vivere ai Caraibi, dove la temperatura è accettabile e l'erba è sempre disponibile.
Ma niente, dicono che nessuno è insostituibile invece a lui non lo riescono a sostituire.
Quindi eddai, e su e torna, se non ci pensi tu il mondo è in pericolo, e su, e dai, che ti costa!


Che ti costa? E' evidente che Bond si è sfracellato gli zebedei (aveva appena visto Dune, extended version, director's cut, con uno speciale inedito sui martellatori di 50 minuti e un docufilm sulle variabili della capigliatura di Timothée Chalamet)!
Dicevamo... Zebedei sfracellati, tra l'altro cosa realmente avvenuta in Casino Royale, quindi per lui va bene tutto, purché lo lascino in pace ai Caraibi.
Va bene tutto, va anche bene che il prossimo 007 sia una donna, va anche bene che il prossimo 007 sia di colore ma non potete capire come ci resta di stucco quando scopre che, invece di passare lo scettro a Idris Elba, si trova di fronte a una 007 donna, di colore che fa pure la stronza.
Cioè hai capito? A lui lo richiamano dalla pensione perché è l'unico che può salvare il mondo e lei si mette in competizione!
Vabbè ovviamente dopo qualche scaramuccia, riconosceranno il valore reciproco, in nome di rispetto, onore e ci mancava solo boia chi molla, è il grido di battaglia!
Va bene... James va a Cuba, dove si trova in una situazione tipo la festa di Eyes Wide Shut, si salva grazie all'aiuto di un graziosa agentessa, con un vestito dotato dello stesso dispositivo di quello di Kylie Minogue in Can't get you out of my head.


Ricordo un amico che diceva: "Lo so che è un video ma non posso fare a meno di guardarlo ogni volta sperando che possa fuoriuscirne qualcosa...".
E invece no, cari miei, non fuoriesce nulla nemmeno qui, nonostante acrobazie che manco il Cirque du Soleil.

Più o meno a questo punto del film ci guardiamo e il commento all'unanimità è "Non è che ci si capisce molto... Però è bello!".
Ad aggiungere altri interrogativi arriva anche Christopher Walz in versione Hannibal Lecter.
Poi scopriamo il cattivo di turno, un Freddie Mercury butterato che vuole sterminare il mondo con qualcosa di molto simile al vaccino del Coronavirus. Solo che lui ha perfezionato la cosa e invece di metterci lo stesso microchip di Alexa, l'ha tipo "tailored" e ti fa un su misura, che ti uccide solo se riconosce il tuo DNA.

Nel frattempo James ha ritrovato la ragazza, ha capito che ha fatto male a non fidarsi e qui c'è il primo scoop della summa di tuti gli zerozerosetti mai esistiti nella mente di Ian Fleming e di Phoebe Waller-Bridge... Pronti?
Bond ha una figlioletta con i suoi stessi occhi azzurri e marò, come ci rimane!

Ma Bond nonostante l'abilità di essere immune alle bombe e di essere l'unico a poter salvare il mondo, è gravato da una tara degna di una tragedia greca: è sfigato.
Quindi come avevo esattamente previsto, non appena viene descritta l'arma batteriologica messa a punto da Freddie Mercury, viene contaminato con un preparato contenente il DNA della ragazza e della figlia.
Dunque decide di perire sotto le bombe che distruggono la base di Freddie Mercury.

Adieu Daniel Craig, adieu manovale romeno del mio cuor!
Si sapeva che sarebbe stato un addio ma limortacci sua e de tra quarti della palazzina sua, non che sarebbe stato un addio così definitivo.

Oddio a pensarci bene, in effetti lui è immune alle bombe, potrebbe essere stata tutta una messa in scena per sfuggire alle sue responsabilità e tornarsene ai Caraibi in santa pace.

Oddio a pensarci bene ancora non ho capito quale sia stato l'apporto creativo di Phoebe Waller-Bridge...
La immagino seduta al tavolo delle riunioni che propone situazioni assurde  e gli altri sceneggiatori che la guardano con suffciienza, perché è stata messa lì solo come quota rosa.

Oddio a pensarci bene... No time to die, un cazzo!

Abbinamento con un posto di cui ho solo sentito parlare ma dalle immagini sembra molto bello, molto Bond. Ozio in via Orazio. Ti ho accontentato Lampur! Vai e dammi conferma!



lunedì 11 marzo 2019

Border - Creature di confine

  • Giovedì 7 marzo 2019
  • Anteprima c/o Anica
  • IMDB gli da 7,1 il Cinefilante di più.



Border esce il 28 marzo e se fossi in voi lo andrei a vedere, ci sono tante cose dentro, una bella storia fuori dall'ordinario, una regia ammaliante, interpreti eccezionali, ricchi premi e cotillons, in forma di soprese sconcertanti.

Dalla visione emerge immediatamente un'atmosfera che passa dal denso al rarefatto, dal disagio della diversità alla piena accettazione di sé, da ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Tra tutte queste cose ci sono i "confini", e si passa continuamente da una parte all'altra.
L'aspetto visivo gioca decisamente un ruolo importante per la grazia con cui vengono accarezzati i volti, per la connessione con la Natura, per la capacità di scendere nel profondo dell'animo dei personaggi.

Guardavo Tina e, fra me e me, non potevo fare a meno di pensare "Certo poveretta questa! La Natura è stata veramente spietata con lei! E poi... Chiederle di girare un film del genere, dove si mettono a nudo tutte le sue diversità, ma come si fa?".
E invece no, era il trucco.
Un trucco da Oscar, per il quale il film era stato giustamente candidato, vinto però da un film meno provocatorio. Un trucco che Carlo Rambaldi (R.I.P.) step back! Perché so' tutti bravi a fare il pupazzetto di E.T. ma concepire le "maschere"  di Tina e Vore, capaci di sfumature emotive sottilissime, va oltre ogni immaginazione.

Temevo fosse un horror e invece mi sono trovata di fronte a quasi due ore di quelle che trasportano in un mondo altro e sconosciuto, grazie ad una regia dal tocco lieve, laddove poteva essere essere di una pesantezza indigesta.
Bella la visione in lingua originale svedese, che restituisce questi suoni gutturali, quasi come ci fosse una fatica ad emettere la parola. Un caso più unico che raro in un panorama piatto, preconfezionato, che non rischia nulla.
E infatti non si può che condividere l'appassionata introduzione dei distributori italiani, ai quali, dopo averlo visto a Cannes, tutto il resto sembrava insipido.

Sì, direte voi, ma di che parla???
Il minimo riferimento sarebbe ad altissimo rischio spoiler, quindi rinnovo l'invito di andare a vederlo e poi, magari, ne parliamo...


Abbinamento mangereccio con un ristorante pizzeria in via Bergamo, 18 tel. 068414136 Proloco Pinciano. Devo dire tutto estremamente buono e curato, di soddisfazione. Premotare perché è sempre pieno!




domenica 9 dicembre 2018

Bohemian Rapsody

  • Sabato 8 dicembre 2018
  • Cinema Moderno The Space in piazza della Repubblica
  • Spettacolo delle 21,10 (iniziato almeno 40 minuti dopo), sala (non mi ricordo che numero) piena.

C'erano veramente mille motivi per avere qualche dubbio su Bohemian Rapsody, ne esprimo solo uno...
No dico, ma come fai a trovare un attore capace di interpretare Freddie Mercury?
Ebbene l'hanno trovato.
Quando seppi che avevano scelto la faccia spiritata di Mr. Robot Rami Malek mi ha preso un accidente pari a quando annunciarono Daniel Craig nella parte di James Bond.
Su Daniel Craig mi sono ricreduta e pure su Rami Malek.

L'inizio è travolgente, senza tanti preamboli ci troviamo a seguire Freddie Mercury che sta per entrare in scena sul palco di Wembley per il Live Aid.
E forse solo chi ha vissuto quell'evento con la passione e l'entusiasmo di quegli anni riesce a cogliere un David Bowie abilmente celato dietro un microfono e  un giovane Bono Vox che scende le scale.

Tra questo momento e l'esibizione vera e propria ripercorriamo i momenti salienti della vita di Freddie Mercury, in un tripudio di parrucche, baffi, velluti, broccati, gatti e tutine di lycra attillate.

Si resta a bocca aperta per la ricostruzione degli ambienti, per la somiglianza degli attori con i membri della band, si rivivono i tempi andati, i loro e i nostri.

La storia dei Queen la conosciamo, è stato detto tutto e tutto è documentato anche e soprattutto nello splendido documentario BBC in due parti Days of our lives, ma non è questo il punto.
Il punto è che non ci è ancora andato giù che Freddie ci abbia lasciato soli su questo pianeta, senza la sua arte e la sua libertà spavalda e irriverente.
E dunque durante la visione si crea una strana situazione, pur conoscendo la Storia, si vorrebbe che le cose andassero diversamente, che finisse in maniera diversa.

E alla fine, anche se quei venti minuti di Live Aid, sai che sono attori, che è tutto una messa in scena, resta comunque uno spettacolo meraviglioso.

Ti chiedi quant'è strana la mente degli esseri umani che si commuovono e piangono per la finzione di fatti del passato in un film, ma poi la visione ti trascina in modo tale che non ti interessa nemmeno più chi è a cantare quei vecchi brani in uno stadio.

Il momento è magnifico, a leggenda rivive e emoziona il pubblico. Impossibile avere anche una minima idea di cosa abbia provato chi si è trovato veramente lì, in quel momento.

E nel frattempo ti chiedi se piangi per lui, per te o per la musica, capace di trascendere il tempo e lo spazio.

Infine ti dispiace anche un po' per chi ascolta musica di merda e sticazzi che i gusti non si discutono, perché lasciatemelo dire, basta accendere una radio per sentire musica di merda.

Va bene, il film è da vedere, da godere, da non perdere, come ovviamente la discografia completa della band.


Sarebbe logico abbinare ad un brano dei Queen ma sempre restando in tema di Live Aid vi propongo questa splendisa versione di Against all odds in cui Phil Collins prende anche una stupenda stecca col pianoforte (circa al minuto 1,04), immenso.






lunedì 5 novembre 2018

Penultima data del tour mondiale di Valerio Lundini

  • Sabato 3 novembre 2018
  • Parioli Theathre Club in via Giosuè Borsi, 20
  • Posti in piedi. 


C’era una volta un blog di recensioni cinematografiche folli, divertenti e intelligenti, era il blog di Valerioexist.
Un brutto giorno però uno pseudoregista italiano s’incazzò terribilmente per una recensione sul suo filmaccio e lo minacciò con cose del tipo “Te vengo a cerca’ sotto casa!, “Te faccio un culo così!” e così via, in crescendo.
E niente… Valerio fu costretto a chiudere i battenti e io a chiedergli l’amicizia su Facebook.

Già all’epoca per me era chiaro che sarebbe emerso dall’inutile massa di pomposi e arroganti scribacchini del web, che aveva il quid, insomma che era un’Artista.
Ogni tanto ci provavo ad andare a vedere uno dei suoi reading o dei suoi concerti con i Vazzanikki ma Roma, lo sappiamo, sa essere impietosa per distanze e traffico, poi magari un altro impegno, la pioggia, una tremenda inondazione, le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! 

Questa volta però non potevo mancare “Penultima data del Tour mondiale”, il 3 novembre al Parioli Theathre Club, il fu Teatro Parioli.

Decido di andare, a qualunque costo.
Guadagno il Parioli in pochi minuti e parcheggio in via Fauro, ma non via Fauro vicino al teatro, via Fauro lontano lontano.
Cammina cammina, fnalmente arrivo e trovo una lunga fila fuori.
Mi incolonno diligentemente, cullata da un bell’effluvio di Maria, pure di una certa qualità.
Dietro a me due ragazzi parlano di un certo Stephan, forse finlandese, un vero matto pare.
Finalmente è il mio turno e la cassiera al botteghino e mi da l'agghiacciante notizia: “Spiacente, solo standing!”.
A qualunque costo avevo detto.
OK vada per il posto in piedi.

Entro e ritrovo tanti ricordi, le serate a vedere le registrazioni del Maurizio Costanzo Show, la Premiata Ditta, David Riondino, la prima volta che ho visto Antonio Rezza…
Scopro che la platea non ha più le file di poltrone rosse ma tante sedie recuperate tra rigattieri e mercatini. Il teatro è pieno zeppo e mentre origlio senza volere, scopro due cose: una è che Valerio è seguitissimo e la seconda è che forse, se Dio vuole, questa orrida moda delle barbe lunghe del cazzo sta scemando.

Lo spettacolo inizia, gli sketch si susseguono e sono uno più divertente dell’altro, tra invenzioni continue, interazioni con sé stesso in video, soluzioni surreali, momenti di pura genialità e risate. Valerio si muove sul palco con consumata disinvoltura, scrive, dirige e interpreta, canta e accenna passi di danza tra paradossi temporali e umorismo che piacerebbe pure a Italo Calvino.
Strepitoso il finale con la reinterpretazione di un personaggio minore di Grease, che a raccontarlo veramente non saprei come fare ma è stato esilarante!

A fine dicembre ci sarà un nuovo spettacolo.
Io, se fossi a Roma e fossi in voi, non me lo perderei.


venerdì 31 agosto 2018

Bedlam Club

Oggi il Cinefilante consiglia, consiglia e racconta.



Alcuni anni fa, nel mondo delle recensioni cinematografiche del web, apparve improvvisamente e come per vero miracolo, un utente che si firmava Bedlam.
In un'epoca dove sono più quelli che scrivono di quelli che leggono, fidatevi che Bedlam era decisamente da leggere.

In ogni intervento c'erano fuochi d'artificio, intelligenza, follia, metodo, cultura e divertimento allo stato puro. E mi si perdoni se non sono all'altezza di definirlo come meriterebbe, però giuro che lo sto facendo dal profondo del cuore perché di Davide Conti ce n'è uno ed è un essere unico e speciale e bisogna avere cura di lui, come direbbe il Maestro.

Ogni sua recensione era uno spunto per entrare in universo à la guerra lampo dei fratelli Marx, che per il tempo della lettura era come se ti facessero un balletto nella testa, lasciandoti solo la voglia di leggerne ancora.

Ad un certo punto però Bedlam cancellò tutti i suoi post pubblici (anche se in alcuni commenti su questo blog ancora si trova qualcosa) per evitare problemi di copyright, in vista di mettere insieme il materiale per la sua opera prima, e ci lasciò orfani del suo genio.

E' passato un po' di tempo e finalmente adesso abbiamo l'occasione di gustare l'opera compiuta.
Soprattutto abbiamo l'opportunità di sostenere Davide Conti nella pubblicazione del suo primo libro Bedlam Club che si può preordinare a questo link:

https://bookabook.it/libri/bedlam-club/

Ora... Voi lo sapete, io non sono una che fa petizioni o invita ogni due secondi a perorare una causa ma se vi dico che ordinando questo libro fate una cosa bella, per voi prima ancora che per lui, potete credermi.

E sapete bene che in questo mondo c'è un grande bisogno di fare cose belle.

Dunque, miei affezionati Lettori, voi che mi conoscete, che sapete bene come non mi sia mai prodotta in marchette internettiane, questo è il momento di credere in qualcosa e di dare la possibilità al Bedlam Club di vedere la luce attraverso il vostro contributo e realizzare un piccolo passo per l'uomo ma un gigantesco balzo per l'umanità!









martedì 22 maggio 2018

Loro 1 e Loro 2

  • Entrambi visti al Moderno The Space di Piazza della Repubblica, in date diverse.
  • Loro 1, sabato 5 maggio 2018, spettacolo delle 20 circa
  • Loro 2 sabato 19 maggio 2018 , spettacolo delle 16.50
  • Entrambi visti con Il Ballestrero, che ha anche sponsorizzato la visione.
  • Prima un caffè da Eataly, sempre in Piazza della Repubblica.



Un'opera che mastica storia e realtà per risputarla Arte, se qualcosa resterà di questo Cinema, Loro resteranno sicuramente.
Regia impeccabile, con più di un momento da gridare al Miracolo, per l'intelligenza della scrittura (da Dio).
Un mix geniale di verità sofferta e volgarità gratuita, un puzzle di circa sessanta milioni di tessere rivestite di uno specchio in cui non è facile guardarsi.
Sorrentino riesce a mantenersi sul filo di molteplici generi, contenendo il registro pur ammantandosi di una patina spavalda e debordante. Emozioni sulle montagne russe, ci si indigna e un secondo dopo si ride amaro, poi ci sente spiazzati e infine, unicamente, la sofferenza.
Quello che colpisce più forte non è tanto il ritratto di Berlusconi ma il Loro, un teatrino dei poveretti disposti al macello (carne da). Gente disposta a svendere qualsiasi valore per pochi o molti euro euro.
Il surreale intessuto nella trama restituisce ritratti agghiaccianti, al limite del grottesco, piacerebbe pensare che sia fiction, piacerebbe.
Mentre il primo film si concentra su tutta una serie di arrampicatori sociali di varia estrazione, il secondo entra più nel contesto berlusconiamo, regalando scene capaci stare in piedi anche da sole, su tutte la telefonata per vendere l'appartamento.
E in effetti alla fine B. non esce nemmeno troppo male, fa quasi tenerezza questo guitto cresciuto a pane e prima repubblica, convinto veramente di poter fare qualunque cosa.
Comunque bravo Scamarcio nella parte del viscido, intensa la sofferta  Kasia Smutniak in quella della maitresse, eccezonale Servillo, con un doppio ruolo per di più.
Splendida la villa in Sardegna e menzione speciale alla pecora, il cui simbolismo mi è rimasto osuro, almeno quanto il comprendere chi sia veramente Berlusconi. E chi è Dio.

Abbinamento con il giardino della Landriana. 
Un posto magnifico che nasce dalla volonta di una persona di portare bellezza in un territorio che prima del suo arrivo era spoglio e arido. Una natura meravigliosa che riconcilia lo Spirito e con la possibilità di fare le cose al meglio.








venerdì 20 gennaio 2017

Miss Peregrine e la casa dei ragazzi speciali e Passangers

Venerdì 13 gennaio 2017, Cinema Lux, sala 8 oppure 9 non mi ricordo...



Miss Peregrine è il secondo film al cinema di questo 2017. Il primo è stato Passangers che è pure un prodotto di intrattenimento decente ma non abbastanza interessante per dirne qualcosa...
Come uno di quei ristoranti dove vai a mangiare, ringrazi il cielo che almeno non ti senti male il giorno dopo ma non ti ha colpito nulla, lasciandoti quella sensazioni che tua madre cucini meglio. Anzi più ci pensi e più capisci che è propio così, tua madre cucina meglio quindi non pensi proprio di tornarci.
Passano poche ore e te ne dimentichi. Forse l'unico vago ricordo sarà lo sguardo non proprio rassicurante di Jennifer Lawrence.

In realtà noi eravamo andati a vedere Miss Peregrine ma era tutto esaurito.
...Va bene proviamo Star Wars?
Spiacente posti esauriti pure per Star Wars...
Oh che palle... vabbè vogliamo provare Passangers?
OK qui c'è ancora qualche poltrona disponibile!
Vabbè qualche gioro dopo ci riproviamo ma incocciamo il temibile secondo mercoledì del mese in cui c'è il cinema a 2 euro.
Oh che palle di nuovo!
Orde di barbari calano a valle e vanno al cinema senza un vero perché. Miss Peregrine di nuovo tutto esaurito, non c'è nessun posto per nessun film.
Si arriva a venerdì... sta diventando un lavoro... biglietti acquistati con ore di anticipo e finalmente ci siamo.

Nonostante l'avessi già visto in anteprima a settembre torno volentieri a vedere quello che per me è un piccolo capolavoro di fantasia tratto dal primo libro (sono tre quelli dedicati a Miss Peregrine) di Ransom Riggs ragazzo prodigio in ambito di una certa letteratura fantastica.

Interpreti perfetti iniziando dalla sempre splendida Eva Green che ancora una volta da vita ad un personaggio intriso di fascino e magia. Di Terence Stamp invece posso solo dire che è sempre più migliore (e non rompete i coglioni perché ho richiesto un permesso speciale all'Accademia della Crusca che mi ha concesso una deroga speciale per questo caso).

Splendidi poi tutti i ragazzi speciali, nessuno escluso, nemmeno i gemelli incappucciati. L'unica delusione è un Rupert Everett incolore, reso fantoccio irriconoscibile da una paura di invecchiare chirurgicamente mal gestita.

La storia si sviluppa sotto una miriade di aspetti dal romanzo di formazione, alle vicende familiari per arrivare agli aspetti più propriamente fantastici con la bolla temporale e la realtà invisibile, con tutto il suo substrato magico.
Tim Burton, chi altri meglio di lui, riesce a dirigire magistralmente il tutto con il consueto registro di ampio respiro. Belle le scene in cui lo spazio ampio e luminoso sembrano essere un invito all'apertura della mente, meravigliosa la ricostruzione della casa dei bambini speciali con tutte le sue peculiarità così come la realizzazione dell'onirico ambiente sottomarino.

Miss Peregrine è uno spettacolo fantastico e lo consiglio vivamente anche se eviterei di portarci bambini troppo piccoli per le scene più crude e gotiche ma soprattutto per immagini e situazioni orrorifiche, evocative di paure ancestrali che andrebbero, secondo la mia opinione, dispensate a chi ha già un immaginario ben determinato.

Abbinamento mangereccio obbligatorio con Santi Sebastiano e Valentino in Via Tirso, 107, tel 06 87568048, panetteria con caffetteria e cucina dall'ambiente elegantemente informale, ben distribuito tra legno e marmo. Non perdetevi il pane ai 5 semi, tantomeno tutto cià che è cornetteria e affini, i biscottini e le tortine alle mele e mandorle. Fatemi sapere....


mercoledì 18 gennaio 2017

Ritals


  • Ritals. webserie distribuita su youtube. Episodi di lunghezza variabile.

Conosciuti non più di qualche mese fa grazie alla segnalazione dell'amico Ballestrero, I ritals sono stati un vero e proprio coup de foudre.
"Guarda ti faccio vedere un episodio...!" e in due giorni li ho visti e apprezzati tutti.
No, non è cinema, c'est pas même la telè.... Ce dovete da sta'... è il web!

Ritals, web serie distribuita su youtube, in pochissimo tempo si è creata una schiera di fans fedelissimi in costante e vorace attesa di nuovi episodi.
Due amici, Svevo, irriducibile romano e Federico, abruzzese, compaesano di Rocco Siffredi, raccontano la loro esperienza di italiani a Parigi.

Il progetto nasce da un'idea dell'eclettico Svevo Moltrasio che ha ideato, scritto, diretto e pure montato le due stagioni uscite fino ad ora, con mano consumata e piglio di un certo livello....
Non vi pensiate che la scelta web implichi una qualità inferiore perché non è così, la scrittura si accompagna con un uso della macchina da presa intellegente e creativo (la maggior parte degli episodi è girata in un appartamento), e pure il montaggio, sul quale sono solita dispensare critiche con una certa generosità, è perfetto.

L'idea alla base poi funziona alla grande, gli episodi sono molto divertenti e si barcamenano tra un coté culturale e uno decisamente più greve ma irresistibile, tutto condito da una grande (auto)ironia.
Ce n'è per tutti i gusti, i temi passano dal cibo alla nostalgia, le donne, lo sport e ancora le donne... e le differenze di approccio tra l'essere italiano e l'essere francese.
Idiosincrasie e incompresnsioni che vengono esasperate dall'ulteriore differenza tra i due protagonisti.

La distribuzione web e il rapporto diretto con il pubblico permettono di calibrare attentamente il prodotto, che in ogni caso resta fedele alle esigenze artistico/creative dell'autore.

Nonostante la grande naturalezza dei dialoghi nei ritals non c'è nulla di improvvisato ed è forse proprio questo uno dei motivi di successo, il talento e il professionismo di questi due ragazzi.

Vi consiglio la visione in ordine cronologico della serie, iniziando da "Il bidet" per godere pienamente dello sviluppo dei personaggi, ai quali vi affezionerete certamente.
Io li ho adorati tutti anche se devo dire che Il chimico e l'ultimo uscito, La madeleine, li ho adorati un po' di più. Certo poi c'è La rèntrèe... e dove lo vuoi mettere Tinder? Insomma a me piacciono tutti.

Se siete su Facebook potete seguirli e magari avrete anche visto l'extra dell'episodio La festa, in cui si spiegano le differenze tra Roma e Parigi e che letteralmente sta facendo il giro del web!


Personalmente mi auguro ancora tanti episodi e aspetto un lungometraggio di successo!


Abbinamento con il forno/pasticceria Da Boccione, al Ghetto, in Via Portico d'Ottavia numero 1.
La pizza ebraica è divina, così come la torta di ricotta....
Il numero di telefono non lo trovo, sospetto pure che non lo abbiano. Ma del resto a cosa serve telefonare? Andare, bisogna andare....



mercoledì 25 maggio 2016

Gli ultimi 10 minuti di Games of thrones - ep.5 sea.6




SPOILER IN AGGUATO!!!
SE NON HAI VISTO L'EPISODIO (O PEGGIO ANCORA LA SERIE DAL SUO INIZIO)
NON PROCEDERE NELLA LETTURA


E niente... Questo quinto episodio della sesta stagione di Game of Thrones racchiude nei suoi ultimi dieci minuti una delle più belle storie mai scritte nella serie, la storia di Hodor.

Hodor ci ha tenuto compagnia, se non erro, fin dalla prima stagione, risolutivo con la sua forza fisica, con la sua fedeltà ma onestamente anche un po' monotono nel suo ripetere esclusivamente ed ossessivamente il suo nome, come unica forma di comunicazione col mondo esterno.

Quando ormai pensi che un personaggio possa averti detto tutto il cerchio si chiude e in un intenso ausseguirsi di presente, passato e futuro, ci si sgancia totalmente dal giogo della cronologia lineare al quale siamo legati noi esseri umani. Ci troviamo fuori dalle dimensioni conosciute e senza nessun preavviso facciamo una di quelle esperienze che da vivi si fanno solo grazie ad un buon allucinogeno.
Ed è forse per questo che il pubblico resta così sbigottito, così intristito... Non per la morte di un personaggio, che GoT ci ha abituato a molto peggio, che lo sappiamo bene che non dobbiamo affezionarci a nessuno perché sicuramente farà una brutta fine....
Ciò che ha colpito l'immaginario del pubblico è l'aver visto racchiuso in pochi fotogrammi un intreccio che racchiude il senso di una vita, il suo scopo e la sua fine.
E meraviglioso pensare che nella mente dell'autore Hodor fin dall'inizio portasse su di sé il peso di un  destino che sarebbe stato scritto solamente nel futuro...



Hold the door, hold the door.... Hodor












Stay tuned...

martedì 15 aprile 2014

Gran Hotel Budapest

  • Domenica  13 qprile 2014 ore 20.25, cinema King di Via Fogliano. Sala piena zeppa.



Wes Anderson ha la capacità di creare universi perfetti, può essere una casa, oppure una barca, un'isola o un treno, questa volta è un albergo, il Grand Hotel Budapest, che è tutto racchiuso in un libro e in qualcuno che lo legge. Piccole scatole cinesi che si schiudono con la delicatezza di boccioli.
Lo so è una metafora sdolcinata ma sono ancora in visibilio per la visione, per aver assaporato ogni piccolo particolare funzionale alla storia.
Non si può restare indifferenti ai personaggi, tutti talmente caratterizzati da sembrare personaggi di una serie di fumetti, disegnati prima ancora di essere diretti e messi in scena.
Funzionano tutti e si fanno adorare, anche i cattivi incalliti come Jopling/Willem Dafoe con i suoi assurdi stivaletti.
Le consuete inquadrature simmetriche, i colori protagonisti tanto quanto gli attori, il senso del surreale, la malinconia, il fine umorismo ancora una volta sono elementi orchestrati alla perfezione.
Il tutto si fonde in un bellissimo spettacolo per gli occhi, solletico per la mente e soddisfazione per l'anima.
Le scene dell'inseguimento sulla neve, la catena umana tra i concièrge, la fuga dal carcere e l'hotel stesso sono divertentissime e  disseminate di belle storie di amicizia, onore, amore e le cose importanti per le quali vale la pena lottare.
Per me sicuramente uno dei film dell'anno e, nonostante la mia passione per Le avventure acquatiche di Steve Zissou e Il treno per Darjeeling (con il quale ho inaugurato nel lontano 2008 questo blog), forse per ora il miglior film di questo fantastico regista.
Da non perdere e, se non vi dovesse piacere, è vero che i gusti non si discutono, ma fatevi qualche domanda!
La risposta invece, se volete saperla, ve la posso dare io.

Abbinamento mangereccio di una certa classe con la prima pasticceria crudista al mondo Grezzo, in via Urbana, 130 in pieno quartiere Monti. Non avete idea di cosa si tratti? Ecco una buona occasione per fare un giro in centro e provarla!

venerdì 4 aprile 2014

L'uomo che aveva picchiato la testa


  • Giovedì 3 aprile 2014
  • Comodamente a casa in poltrona tramite Mymovieslive

Bobo Rondelli è l'uomo che aveva picchiato la testa e Paolo Virzì ce lo racconta insieme a una Livorno/entità che sembra possedere le anime dei suoi abitanti, in un documentario del 2009 che sembra girato col filtro 1970 di Instagram.
Avevo sentito parlare della storia di Bobo Rondelli di cui ricordavo perfettamente l'esordio con gli Ottavo Padiglione e ho colto l'occasione di conoscere la sua storia.
L'indiscussa genialità del Bobo musicista e artista va di pari passo con la sua incapacità di rappottarsi a tutto ciò che è socialmente strutturato.
Capace di stregare sul palco con melodie e testi capaci di far risuonare le corde della malinconia e della vita stessa ma soprattutto di vivire/rivivere personaggi, situazioni, vecchie storie alla stregua di un cantastorie dei nostri tempi. Voce notevole che canta a carne viva
Non si può non rimanere affascinati dall'universo Rondelli che decide di gravitare esclusivamente nella sua Livorno che diventa al contempo gabbia e valvola di sfogo.
E se il business della musica non gli perdona la sua totale anarchia almeno i suoi concittadini lo adorano e giustamente si godono le sue performance ammalianti.
Non c'è risposta al perché di una scelta che lo stesso Bobo confessa difficile e con momenti bui.
Virzì, esule livornese ma con la sua città sempre nel cuore, con simpatia e grande affetto dipinge un ritratto genuino e disarmante di questo suo coetaneo non allineato.
Agli spettatori resta l'amaro in bocca per la quasi certezza che sarà difficile vederlo un giorno al Sistina oppure in una sala dell'Auditorium e questo è un vero peccato perché non solo un tale artista meriterebbe un pubblico molto più vasto ma perché la poesia, quando trova una voce tanto ispirata, non andrebbe sprecata o confinata.




lunedì 10 marzo 2014

La grande bellezza





Dicono che La grande bellezza non abbia una trama. E questo sarebbe anche accettabile se la critica à la page non avesse aggiunto l’abusato “felliniano” per liquidarne l’aspetto onirico/grottesco.
Io vi ricordo che i nani li usa anche David Lynch e se con un fucile puntato alla testa mi obbligassero a dover fare un confronto penserei più a lui, per le molte sequenze che finiscono in un’oscurità di cui non si vede la fine.
Jep/Sorrentino scrittore privo di ispirazione, giornalista ma per lo più animatore di vuoti salotti romani osserva rassegnato lo scorrere di una vita emblema di un’apparenza che svela il nulla.
La percezione di un qualcosa che continua a sfuggirgli e che potrebbe rivelargli un mondo da guardare con occhi diversi, da quelli cinici e disillusi che si ritrova, è frustrata da relazioni e incontri privi di significato. Il tutto avviene sotto la luce di una Roma, perenne simbolo di un equilibrio precario tra grandezza e decadenza.  Tirerà i fili di tutta un’esistenza esorcizzando la morte e magnificando la kermesse di cui è al contempo attore e spettatore in un nuovo romanzo: la grande bellezza.
Non so se si è capito ma il film mi è piaciuto molto, ma molto davvero.
Critica aspra e aperta del mondo che rappresenta ed in cui è perfettamente integrata La grande bellezza  è una creatura mitologica che si nutre di sé stessa in un continuo rinascere dai propri rifiuti. Cinema, vita e decadenza si ritrovano in un disperato tentativo di autocelebrarsi.
Va benissimo che non sia piaciuto a molti, in particolare a coloro ancora legati ad una sinistra ideologica che forse non è nemmeno mai esistita e che si sentono traditi, umiliati e offesi da una classe dirigente che vive di aria fritta. Tutti gli altri si potranno godere un film forse non semplice ma che si avvicina pericolosamente e altrettanto tristemente al capolavoro.

Ecco, voi che mi leggete un po’ mi conoscete, potete immaginare come mi manca il gusto di tirare fuori una di quelle stroncature che tipo mi trovavo Sorrentino sotto casa ad insultarmi con gli stramuorti.
Praticamente mi è rimasto questo disagio per non aver potuto dissacrare come mi sarebbe piaciuto. Ho allora trovato questo espediente e vi regalo la Fanta Grande Bellezza:

Prendi la sceneggiatura de La Grande Bellezza e affidala ai fratelli Vanzina.
Carlo Verdone, la Ferilli, Bucciroso, Serena Grandi e pure Lillo puoi tenerli, vanno bene.
Servillo invece no, bisogna dare al parte a Christian de Sica.
La Santa, in una citazione che è più un doveroso omaggio, è Anna Mazzamauro.
Abbassa l’età delle invasate in discoteca e non far mancare un cameo di Belen ma attenzione mettici pure un’altra zoccola del momento, possibilmente bionda.
No musica house, no Carmina Burana, sì il tormentone dell’estate e i rumori come alle comiche.
Bene la craniata della performer ma seguita da una gara di rutti.
Christian è un paparazzo, celebre per aver scoperto in pieni anni 80 la tresca tra un noto politico e una soubrette del Drive-In, da allora non è più riuscito rifare il colpaccio.
Il suo obiettivo, da quando è arrivato a Roma dalla Ciociaria è quello di essere il re delle feste e almeno questo sogno l’ha realizzato.
Carlo Vanzina, essendo un genio, disegna il protagonista come un mix perfetto tra Don Buro e Cristiano Gardini (nell’insuperato episodio  di Fratelli d’Italia).
Malimortaccitua, ah fijo de na mignotta e stocazzo devono piovere come nemmo all’arrivo di un Monsone.
Esorcizza la morte con ripetute grattate di cojoni, corna a due mani e scongiuri.
Fai che almeno una delle conquiste di Gep de Sica sia un transessuale provvisto di travone.
Gran finale con il record di vendite del settimanale di gossip, per l’ultimo scoop del nostro paparazzo.
Si aggiunga pure un tocco alla Animal house con le didascalie che fanno luce sul futuro dei personaggi.
Cinepanettone? Sì, ma the best ever.
Si proceda come descritto e verrà completamente ad esaurirsi la carica rabbiosa e l’odio scomposto per la grande bellezza e il suo oscar.

I commenti all’uscita del cinema saranno i seguenti:
Divertentissimo, esilarante! Christian resta sempre un mito, peccato però che non ci fosse Boldi…
Cristina, 35 anni bibliotecaria

Da questi film non ti aspetti altro che svago e devo dire che mi sono molto divertita! Ce ne fossero di più e tutto l’anno!"
Ludovica 17 anni, studentessa Magistrali

“La solita boiata ma non posso fare a meno di andare a vederlo”
Francino, 45 anni, lattoniere

“Meno peggio di quel che credevo, mi sono fatta quattro risate”
Ada, 37 anni, Infermiera

“Ci sono venuta solo perché mi ci ha portato il mio ragazzo… ora lo odio”
Sabrina, 23 anni, studentessa Lettere e Filosofia

“La ragazza mia non ce capisce ‘n cazzo… So’ fenomenali, de Sica me fa’ scompiscia’”
Maurizio, 24 anni, padroncino


“Perfetto, non ho altro dire… Perfetto!”
Aldo, 54 anni, ingegnere edile


mercoledì 8 gennaio 2014

Il capitale umano

 
  • Mercoledì 8 gennaio 2014, ore 21.00
  • Anteprima Cinema Moderno The Space, sala 3 in Piazza della Repubblica sotto ai portici
  • In sala presente il regista e buona parte del cast
 


Torna il grande cinema italiano, quello vero, ed è firmato Virzì.
Esco ora dall'anteprima de Il capitale umano con la straordfinaria e rara sensazione di aver visto un film grandioso, dalla messa in scena italiana ma di un respiro così internazionale che non bisogna essere Andrè Bazin per presagire un successo tale da ottenere la candidatura all'oscar come miglior film straniero.
Interpreti perfetti e, se di Bentivoglio, Gifuni e Lo Cascio lo sapevamo un po' tutti e da sempre, diventa una sorpresa l'esordiente Matilde Gioi, nel ruolo di Serena, bravissima e con gli occhi dolenti di una giovane Romy Schneider. Valeria Bruni Tedeschi con una bellissima parte che sembra scritta per lei, ad incarnare fragilità e insicurezze su cui poggiano sogni e speranze, con tutte le emozioni contenute nel ruolo di moglie perfetta del magnate.
Grande regia e grandi attori sostenuti da una storia (liberamente ispirato ad un romanzo americano del 2004 dallo stesso titolo) e da una sceneggiatura di sostanza che contribuisce a far funzionare il meccanismo ad incastro e a illuminare o mettere in ombra le sfaccettature della vicenda
Una visione con un epilogo che lascia senza alcuna pietà nel disagio, un disagio epocale che induce ad una riflessione senza risposta. E queste sono cose che riconciliano con un cinema senza inutili orpelli ma di grande eleganza, classico e moderno al contempo... ma dai basta, quando le cose stanno così non è che si debba dire molto altro, solo che Il capitale umano è da non perdere.
Andate senza remore.


Abbinamento mangereccio che segnalo con grande piacere anche perché penso che così come il film sia una bella anteprima Saporiti in Viale Gottardo 62/64 tel. 0696036182 Sala da tè, caffetteria, vineria biologica e libreria come tranquillamente potreste trovare al Marais a Parigi invece siamo a Montesacro nella via in cui la mattina c'è il mercato. Con tanto di divano stile Friends e tutta una serie di decorazioni di "recupero", in un ambiente eterogeneo e decisamente molto accogliente è possibile gustare varie proposte. Un posticino da tenere a mente e da visitare spesso!


mercoledì 30 ottobre 2013

Questione di tempo

  • Martedì 9 ottobre 2013
  • Anteprima Universal, versione originale con sottotitoli





Chi mi conosce sa che per nessun motivo mi perdo un film sui viaggi nel tempo, Questione di tempo lo aspettavo con una certa curiosità ma senza grosse aspettative e invece senza tanti giri di parole vi dirò che è un film splendido, nella mia classifica personale film dell'anno.

Una famiglia ai limite del wesandersoniano vive in una casa meravigliosa sulle coste della Cornovaglia, per un attimo ci si chiede se non sia l'incipit di una storia leziosa seppur piacevole, poi a poco a poco, tra sorrisi e qualche risata, i dialoghi si rivelano perle di scrittura arguta decisamente british ma con respiro universale, snodandosi con ritmo brillante.

I viaggi nel tempo si tramandano di padre in figlio in linea maschile e non necessitano di macchinari o effetti speciali ma solo di indirizzare la mente nel punto giusto.
Seconde, terze, quarte possibilità si susseguono per costruire un presente che sia giusto per tutti in marmottiana memoria fino alla grande lezione, al momento che nessuno di noi può sfuggire.
E allora bisogna guardare/riguardare tutto con occhi diversi.
La sceneggiatura scorre con grazia sul filo della commedia ma è costellata di momenti teneri, delicati, decisamente commoventi con punte drammatiche che donano uno spessore del tutto inaspettato alla storia.

Attori tutti in parti con un grande Bill Nighy a capeggiare un cast variegato pur senza grossi nomi a fare da traino. La fin troppo deliziosa Rachel MacAdams che a quanto pare predilige il tema del viaggio temporale (La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo ma pure Midnight in Paris) fa da contraltare a Domhnall Gleeson, che per essere figlio di papà Brendam, mantiene alto l'onore di famiglia. Non è un George Clooney ma simpatia e bravura non gli mancano.

Arrivo al regista, Richard Curtis, molto attivo come sceneggiatore, si riconosce il suo tratto distintivo, quello di introdurre nella storia un personaggio bizzarro, eccessivo, fuori dagli schemi.
In quattro matrimoni e un funerale era Charlotte Coleman (Scarlett, l'amica semi punk), in Nothing Hill l'indimenticabile Rhys Ifans nei panni dell'amico di Hugh Grant, qui c'è Kit Kat sorella problematica ma irresistibile del protagonista.
Questo sceneggiatore/regista con la faccia da hobbit ha scritto anche uno degli episodi più belli della nuova serie del Dottor Who "Vincent and the Doctor". Se non l'avete vista recuperate tutta la serie dal 2005 in poi.

In conclusione Questioni di tempo è un gran bel film che vi farà passare una bella serata, vi resterà nel cuore e sarà anche di ispirazione per vivere la vita di tutti giorni. Non avendo il potere di viaggiare a ritroso nel tempo, suggerirei di non perdere l'occasione, potrebbe non ricapitare...
 

Abbinamento mangereccio con Fa-Bio in via Germanico, 43 tel 06 64525810, un posticino piccolo ma pieno di sorprese vegetariane e vegane. da tener presente!



lunedì 26 agosto 2013

Breaking bad





Tra gli appassionati di serie Breaking bad lo conoscevano tutti tranne me.
Non mi attiravano né la storia, né l'ambientazione, men che mai la  locandina col protagonista  seduto a gambe larghe con una tuta gialla.
Più volte avevo letto la trama e ogni volta mi aveva respinto, il tumore, la droga e sopra a tutto Albuquerke, una città che poco mi piaceva come sfondo della vicenda.
Però Breaking bad continuava a girarmi intorno con un'impertinenza tutta sua, amici che inneggiavano al capolavoro, sguardi fino ad ora lanciati solo da neogenitori relativamente alla maternità/paternità, il famoso "tu non puoi capire...",  IMDB che gli assegna un punteggio equiparabile all'inarrivabile Game of Thrones.
Arriva finalmente il giorno che cedo alle sue insistenze.
Solo qualche mese fa inzio la visione e ne resto folgorata, tanto da insistere con mio fratello (serialmente molto più selettivo di me): lo devi vedere assolutamente è fichissimo! e, yo, mi raccomando in lingua originale!
Diffidente, sospettoso, non particolarmente amante delle versioni originali, procrastina la visione, anche lui probabilmente non attratto dall'argomento e dalla tuta gialla.
Poi in tre giorni di influenza si spara senza soluzione di continuità le prime 3 stagioni superandomi senza pietà nello stato di avanzamento della  serie. E' colpo di fulmine yo!
Gli stanno simpatici Hank e MIke, io adoro Jessy Pinkman e Gus Fring.
Si aggiunge al fan club familiare nostra madre alla quale cediamo il pacchetto completo delle prime quattro stagioni. Ne esce fuori che la sorella di Skyler sta sulle palle a tutti indistintamente.
L'indice di gradimento materno supera anche Lost e Sherlock e in men che non si dica anche lei resta vittima di Jesse Pinkman "è tanto buono, è tanto carino... mica come Walt che è un fetente!".
La cosa bella di iniziare avedere una serie che sta giungendo a conclusione è che l'attesa si riduce.
In questo caso si riduce a fine settembre quando si concluderà definitivamente lasciandoci orfani dei personaggi più veri che si siano mai visti e di una sceneggiatura degna di Shakespeare.
Cosa ne sarà dopo del mondo delle serie nessuno lo sa con esatezza, un po' come dopo la vita stessa.
Per chi non fosse ancora Breaking bad addicted riduco la trame a poche righe.
Professore di chimica cinquantenne dalla vita grigia scopre di avere un tumore ai polmoni. Avvierà una produzione e un commercio di metamfetamine per garantire un futuro economico alla sua famiglia. Peccato che suo cognato sia un poliziotto coinvolto nella lotta alla droga.
L'evoluzione del personaggio e degli ingranaggi riserveranno non poche sorprese. Tensione a livelli altissimi, ironia a secchiate, momenti surreali ma sempre con i piedi ben piantati a terra, chicche elargite con parsimonia ma indimenticabili. Aspettiamo finale col botto.
Ci rivediamo su queste pagine per la conclusione. Nel frattempo si accettano ipotesi sull'ultimo episodio! Yo!

Abbino con quella che al momento per i miei gusti personali è la migliore gelateria a Roma: Strawberry fields in via di Tor de' Schiavi 287a tel 6496 2777.
A parte che in una gelateria che si chiama così ci si va per principio... :-) e ci si va for ever! ma il gelato al tè Earl grey è una di quelle esperienze di cui potrete solo esser grati. Eccezionale anche il cacao pure e la crema Zeman un raffinatissimo connubio di assenzio e anice, aromi elegenti che fanno viaggiare....

mercoledì 28 novembre 2012

Hungarian Rhapsody: Queen Live in Budapest '86


  • Martedì 20 novembre 2012 Cinema broadway di Via dei Narcisi a Centocelle



12 anni fa Freddie Mercury annunciò ufficialmente di avere l'AIDS.
Mi ricordo ancora l'annuncio, sentito alla radio, lo presi sotto gamba, convinta che sarebbe comunque vissuto ancora tantissimi anni.
Tanti anni un cazzo. Dopo pochi giorni la notizia sconvolgente della sua morte mi colse di sorpresa, lasciando vuoto e smarrimento.
I Queen li avevo scoperti da piccola.. Somebody to love fu il primo loro brano che sentii e mi piacque da impazzire... Freddie con le sue tutine attillate mi sembrava bellissimo e fichissimo.
E ogni disco che usciva era un evento... Bycicle... Another one bites the dust a palla, la colonna sonora di Flash Gordon, Radio gaga e così via fino alla colonna sonora di Highlander e o The show must go on e These are the days of our lives, due brani che difficilmente riesco ad ascoltare senza versare qualche lacrima, col senno di poi.
Ebbene ieri sera 20 novembre 2012 c'è stata la possibilità di vedere al cinema il concerto di Budapest del 1986... Spettacolare, grandioso e meraviglioso... con l'esecuzione magistrale di alcuni brani in cui i virtuosismi di Freddie incantano letteralmente.
Più di tutto lo spettacolo però, l'energia straripante, la presenza di Freddie Mercury sul palco, istrionico, barocco, divertente, meraviglioso. Indimenticabile.
Al cinema un po' di tutto... una coppia anziana che forse nemmeno sapeva cosa andava a vedere, giovani, meno giovani.. si battono le mani, si canta, ci si emoziona, si sarebbe voluto essere a Budapest all'epoca o meglio ancora... si sarebbe voluto che Freddie non ci avesse lasciato...

Abbinamento cinematografico? Musicale? Boh.. va bene uguale.... Prima del concerto di Budapest il trailer del prossimo evento musicale al cinema. Trattasi di un intero concerto dei Doors, Live at the Hollywood Bowl del '68.
uscirà a gennaio. Io non vedo l'ora....




mercoledì 10 ottobre 2012

Game of thrones - Il trono di spade






Ho mal sopportato il Signore degli anelli e sono letteralmente insofferente agli hobbit, è stata quindi una grande sorpresa appassionarsi senza riserve a Game of Thrones,  alla magnificenza della sua storia e ai suoi personaggi.
Tratto dalla serie romanzi di George R. R. Martins, Le Cronache dal ghiaccio e dal fuoco stanno sbancando ovunque... Libri, videogiochi e, appunto, la splendida serie prodotta dalla HBO in coproduzione con l'Inghilterra.
IMDB ha sommato addirittura un punteggio di 9.4 per le prime due stagioni ed è in arrivo la terza  (marzo 2013, sempre che sti cazzo dei Maya...)

In un mondo immaginario dove le stagioni durano anni e barriere insormontabili dividono il nord dal sud, si svolgono le vicende di un reame che racchiude sette regni governati da altrettanti Lord.
Guerre pregresse, soprusi, intrighi di potere alle prese con onore, promesse, rivalse e senso della famiglia, mentre è in arrivo un pericolo ancora più oscuro e distruttivo.
Con un taglio piuttosto spregiudicato che non risparmia scene di nudo e sesso declinato in molteplici delle sue opzioni, dalla prostituzione all'incesto, Game of throne è un capolavoro di cinema confinato in televisione.
Geniali le ambientazioni che si snodano tra Irlanda, Malta e la mia adorata Dubrovnick, dove gli ambienti naturale e/o esistenti si trasformano in luoghi esotici e affascinanti...
La storia è avvincente ma quello che veramente crea la dipendenza è la caratterizzazione dei personaggi e l'intreccio narrativo sempre pronto a sorprendere.
Purtroppo basandosi su una sceneggiatura non originale questi personaggi ce li vediamo schiattare uno ad uno senza nessuna pietà.
Non ce n'è per nessuno.... La morte è una delle protagoniste principali in Game of thrones, insieme all'intrigo, all'onore e al senso della famglia e bisogna farci la bocca per non rimanere sotto shock, episodio dopo episodio...

Insomma io ne consiglio la visione ad ogni costo, poi voi fate un po' come volete!
Magari ci risentiamo quando lo vedete anche voi e poi parliamo dei personaggi preferiti o di come siamo rimasti male quando....

Abbinamento letterario con la serie di libri da cui è tratta la serie Game of thrones (in italiano Trono di spade)  Le Cronache dal ghiaccio e dal fuoco George R. R. Martins. Siamo arrivati a 5 libri e va ancora avanti. Lunga vita a George R. R. Martins!!

mercoledì 30 maggio 2012

Il dittatore


  • Lunedì 29 maggio 2012, Anteprima Cinema Barberini nell'omonima piazza



Intelligente e divertente, ironico fino al sarcasmo e senza nessuna traccia dell'odioso politically correct, il dittatore non lascia tregua allo spettatore per la valanga di battute al vetriolo e di situazioni che spaziano dal surreale al greve spinto, praticamente dai Monty Python ai Soliti Idioti passando per Zoolander.
Sacha Baron Cohen, talentuoso show-man di  matrice televisiva, finalmente riesce a fare cinema degno di questo nome, dopo Borat e Bruno, che erano nient'altro che una serie di sketch strampalati assemblati alla meno peggio, scrive una sceneggiatura assolutamente geniale in cui, facendo credere di parodiare un dittatore mediorientale, si prende la libertà di farsi beffe degli Stati Uniti e delle falsità del suo sistema politico.
Nessuno viene risparmiato in questo bailamme di personaggi pensati per dare ognuno il peggio di sé.
Alcuni momenti sono francamente irresistibili e destinati a entrare nella storia della comicità.
Direi da non perdere, senza indugio!

Abbinamento commovente per la scoperta di una pizzeria del tutto sconosciuta ma a livelli altissimi che merita una recensione a parte. Usciti dal cinema e facendo i primi commenti a caldo, il prode Ballestrero oltre ad aver partorito una delle sue sentenze più vere "la falsa modestia è la forma più subdola di orgoglio" ci consiglia di mangiare al ristorante attiguo al cinema. Si poteva pensare ad un posto acchiappa turisti ma il Ballestrero è una garanzia assoluta. Vera pizza napoletana e quando dico vera... dico vera... patatine fritte NON surgelate e tutta una serie di sfizioserie come la mozzarella in carrozza e napoletanità varie ed eventuali. Inoltre da segnalare, oltre i prezzi da pizzeria di quartiere, un servizio di una cortesia e di una professionalità raramente riscontrabili (purtroppo) nella nostra città.
Rimasta quasi scioccata dalla scoperta chiedo al cameriere "Quando avete aperto?"
Risponde "Sono undici anni signora...."
Ribatto "Con questa gestione?"
E devo dire che speravo mi rispondesse che in realtà la gestione era cambiata da soli 6 mesi, perché è incomprensibile come un posto del genere, in pieno centro e con una tale qualità, sia rimasto nascosto tutto questo tempo... invece la risposta è stata "Sì con questa gestione...".
Ecco a questo punto mi sento veramente di consigliare Terrazza Barberini, in via Barberini 16A tel 0642014596. Si entra dal bar/pasticceria sottostante, salite al primo piano e oltre ad una splendida pizza vi potrete pure godere il mangiare all'aria aperta con vista sulla fontana del Tritone....
E mi raccomando... fatemi sapere....