Andiamo a incominciare

Basta fare un giro al mercato.
Già gli occhi si riempiono di colori, colori di pomodori e peperoni, caldi, rossi e carnosi come certe labbra che si offrono senza vergogna, ma anche caldi come il giallo di pani appena sfornati, sotto la cui crosta si indovina una tenerezza nuova.
E la verdura? ci offre tutte le tonalità dei verdi, che raccontano sommessamente di prati e di orti, innaffiati da uomini tranquilli in maniche di camicia, durante silenziosi tramonti.
Come si fa a non amare il cibo? Semplice, basta non amare gli umani.
Visualizzazione post con etichetta Paste asciutte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paste asciutte. Mostra tutti i post

domenica 30 ottobre 2016

RAVIOLI DI SOPPRESSATA CON SALSA ALLO ZAFFERANO

Posto oggi due ricette che tempo fa ho inviato a una rivista per la pubblicazione ma che sono state miseramente cestinate. Sic transit gloria mundi. Eppure a mio modo di vedere erano carine...

Le ricopio come le ho mandate, nella forma classica della ricetta che io aborrisco.
(Tanto per far veder che son capace a scriverla anche io, ah ah ah).
Le foto, come sempre, sono orrende. Ma, a mio modesto modo di vedere, non sono la cosa più importante.

Ingredienti
Per la pasta: farina di grano tenero 00 g. 200, uova medie 2, sale q.b., vino bianco q.b.
Per il ripieno dei ravioli: soppressata calabrese g. 200, ricotta vaccina g.200, pomodoro crudo privato dell'acqua di vegetazione g. 200, parmigiano q.b.
Per la salsa: burro g. 50, porro g. 200, patate g. 200, panna cc. 200, una bustina di zafferano. Brodo vegetale q.b., sale e pepe bianco q.b., pangrattato q.b.

Procedimento
Confezionare la pasta fresca con il metodo tradizionale facendo la fontana e riporla in frigo per un'ora.
Tagliare con il coltello a piccoli pezzi la soppressata calabrese, a piacere piccante o dolce, aggiungervi il pomodoro crudo e frullarla con il mixer. Aggiungere la ricotta e eventualmente un cucchiaio di parmigiano. La ricotta potrà essere sostituita dalla cagliata genovese (prescinseua). L'impasto deve risultare abbastanza denso, tale da poter essere spremuto con la sac à poche.

Tirare la pasta con la sfogliatrice e confezionare i ravioli, in alternativa confezionare delle mezzelune con il coppapasta, con maggiore quantità di ripieno.

Tagliare il porro e le patate a fettine sottili e rosolarle in padella con il burro. Quando avranno preso il colore aggiungere il brodo e lo zafferano e portare a cottura finché le patate non saranno ammorbidite. Frullare il tutto con il minipimer e aggiungere 200 cc di panna.

Buttare i ravioli nell'acqua bollente salata per due minuti e scolarli.

Riempire una pirofila con metà della salsa, versarvi i ravioli su cui spargere la restante salsa. Spolverare di pangrattato e mettere in forno con il grill acceso fino a che non prendano il colore.









mercoledì 22 luglio 2015

Pastasciutta "presto e bene" - Pastasciutta "quickly and well" - Pastasciutta "vite et bien".

Altra ricetta partorita dal desiderio di mangiare rapidamente. Mi rendo conto che non è bello arrivare la sera a casa in queste condizioni di spirito ma mi si richiederebbe tale sforzo di volontà che, oggi come oggi, non riesco a produrre.
Altre cose produco invece, come questa pastasciuttina......




Nella padella metto il sedano e poi il porro, affettati a julienne e con l'olio evo. Li lascio colorare (il fuoco lo metto a stecca: fa prima e non succede niente, a patto di averlo sempre a mente) e poi aggiungerò il pomodoro fresco, e maturo, naturalmente. Quando il pomodoro sarà quasi disfatto aggiungo, ad ulteriore insaporimento, qualche pomodoro secco tirato fuori dall'olio. I miei.














Mezza ricetta è fatta.
L'altra mezza la faccio nell'altra padella, dove metto l'olio, l'aglio e due o tre acciughe, a disfare. Quando è il momento levo l'aglio e tosto il pangrattato, sempre il mio. Qualche bella cucchiaiata. E lo tosto bene bene.
Dopo aver spento sotto questa padella aspetto un poco e aggiungo la pasta di olive, mescolandola delicatamente.










Questi due rapidissimi sughi li puoi fare mentre bollono l'acqua e la pasta, 
Quando la pasta è pronta la scoli e la salti nella salsa di pomodori. Mescoli infine con il pangrattato alle olive. Un filissimo d'olio, naturalmente......

Eccolo:










giovedì 2 luglio 2015

Pasta con verdure grigliate e feta

Non è una mia ricetta originale ma l'ho assaggiata in una casa non mia.... e  la rimando volentieri nella rete.
La pasta, stasera di tre tipi diversi,  l'ho cotta a risotto e aggiunta di una bustina di zafferano.
Il condimento è molto presto detto: un vasetto di melenzane grigliate, uno di peperoni grigliati, una porzione di feta greca. Tanto timo profumato.....
Penso che, vista anche la stagione, sia forse meglio farne una pasta fredda, anche se lavandola perdiamo la cremina fatta dall'amido. ...



giovedì 26 febbraio 2015

Tortelli con crema di carciofi, con sugo di zucchini - Tortelli with artichoke cream and summer squashes sauce - Tortelli avec crème d'artichaut et courgettes sauce

Ricettina che porta con sé una curiosa delicatezza......

La crema di carciofi ce la facciamo in casa, che è più buona......rosoliamo una cipolla affettata, mettiamo uno spicchio d'aglio vestito e poi i carciofi puliti con tanto amore e affettati. Dopo una bella rosolata li portiamo, come al solito, a cottura con poca acqua e un pizzico di estratto di carne. Una volta ammorbiditi ci mettiamo il prezzemolo, leviamo l'aglio e li frulliamo con il minipimer. La crema deve essere piuttosto densa, quindi tutt'al più aggiungi un filo di olio evo. Assaggi e aggiusti di sale.
E una cosa l'hai fatta. La userai per riempire i tuoi tortelli, fatti come al solito con mezza farina 00 e mezza semola, e un goccio di vino bianco. Usa la sac a poche, per favore.....

Per il sughetto ho deciso di fare un soffrittino con il porro e la carota, in abbondanza di quest'ultima. Tritati finemente. Dentro vi ho messo un paio di zucchine tagliate a giardiniera e le ho portate a cottura.
Intanto l'acqua bolliva e i tortelli sono stati messi a cuocere.

Ecco come ho voluto portarli in tavola:




E sentitevi tutti questa meraviglia.......




giovedì 19 febbraio 2015

Taglierini con salsiccia e mele - Taglierini avec le pommes et la saucisse - Taglierini with sausage and apple

Riprendo, dopo non piccola assenza, le pubblicazioni delle mie ricette.

Che nel frattempo si sono modificate..... ultimamente, forse per un pizzico di follia autocelebrativa, le ricette me le invento (e non voglio dire "le creo".... ah ah ah).

Stamattina alle sette ho aperto il frigo e l'occhio mi è caduto su un avanzo di pasta di semola dell'altro giorno.... l'ho un po' reimpastata e l'ho rimessa in frigo, fino all'ora del pranzo.
Arrivato quel benedetto momento ho srotolato un po' di salsiccia e l'ho messa a rosolare con un goccetto di olio evo. Sfumata con il vino bianco e aggiunto una mela croccante (Stark) tagliata a pezzettini. Intanto i miei taglierini cuociono allegramente, come il mio umore di oggi, che ha svariati motivi di contentezza.
Ultimo tocco: qualche noce sbriciolata. Ultimissimo tocco: un giro di pepe nero.

E anche oggi la nostra piccola festa a tavola l'abbiamo fatta. Certo, la pennichella è stata un po' faticosa.....


Eccoli, i miei taglierini




Mi scuso, ma non riesco proprio a farne a meno: questo è il regalo che a novembre mi è piovuto dal cielo e io lo condivido nel blog. Poi non è detto che lo si debba vedere tutto, ah ah ah




venerdì 24 ottobre 2014

Orecchiette con le verdurine - Orecchiette avec les petit lègumes - Orecchiette with small vegetables

Due volte ho fatto questa ricetta, e tutte e due grande successo. Io ho in casa una signora che ha fatto a sè stessa la promessa di dirmi sempre, brutalmente, se quello che preparo è buono o no. Certo, talvolta mi fa un po' inca...., però da questo punto di vista è una garanzia.

Bisogna svuotare il frigorifero di tutte le verdurine,magari un po' appassite.
Due mezzi porri? Perfetti. Una gamba di sedano, due carote, una mezza melenzana, due o tre pomodori maturi. Qualche fagiolino tagliato a pezzettini. Anche tanti colori diversi sono una bella cosa, specie per la salute. C'è chi dice che ogni giorno bisogna mangiare quattro colori diversi, come dargli torto....

Nella padella (ormai ne uso solo una, quella di alluminio, che mi permette di rosolare a perfezione, a differenza dell'antiaderente, anche quello di ceramica) metto le cose più dure, il sedano e la carota, e incomincio a rosolarle. A seguire le melenzane a cubetti, il porro, i fagiolini. I pomodori per ultimi, No, ultimi qualche olivetta taggiasca e qualche cappero di Pantelleria, assieme a un po' di sale. Se non vuoi mettere i pomodori usa tranquillamente il concentrato. Dopo questa bella rosolata ti servirà un po' di liquido proprio per finire di cuocere le verdure: userai il brodo ovvero acqua bollente più il miglior dado che troverai.

Le orecchiette fresche del supermercato cuociono in circa otto minuti. Per il tuo sugo ce ne vuole qualcuno di più, motivo per cui metti su l'acqua e incominci a pulire le verdurine.

Non dimenticare di saltare le orecchiette col loro sugo, perché ottima sia la compenetrazione.

Vedrai che ne è valsa la pena.

Ecco il sugo:



Ecco la pasta:



Ed ecco la musica....



sabato 18 ottobre 2014

Ancora pasta! - Encore des pâtes! - Once pasta!

Lo so, sono pastaio.....
Tanto mi è facile, e divertente, fare un piatto di pasta, anche con un sugo inventato di sana pianta, tanto mi è più difficile immaginare e realizzare un secondo di carne. Bah, attitudini.

Stasera ho visto un film che a tutti consiglio calorosamente, "La Moglie del Cuoco" (il titolo originale sarebbe "Non sono riuscite ad essere amiche"), film francese, pieno di qualità e con nove spettatori in sala. Un film onesto, senza pretese ma raccontato con grande delicatezza. Un cuoco strepitoso. Un ristorante fiabesco.
Ovvio che arrivi a casa che sei un po' eccitato.....

Eccola,la ricetta delle 22. Onesta e senza pretese. Giocata sulla delicatezza ma anche sulla forza.

La pasta, le mie adorate caserecce, l'ho cotta "a risotto", con un po' di dado. Riesce leggermente più dolce e più saporita.
Una salsa di pomodoro leggera, cotta solo con cipolla, rosmarino e una foglia di alloro.
Alla salsa ho aggiunto lo yoghurt greco, 50 e 50.
Qualche cappero di Pantelleria, non solo salato ma "forte" in tutto il suo gusto.
Qualche costa di radicchio saltata un attimo in padella.
Tutto qui.

No, veramente c'era anche un bicchiere di Morellino.....


Eccola, nella solita pessima foto, utile solo a dimostrare che almeno la ricetta l'ho fatta.....





mercoledì 25 giugno 2014

Destrutturare? - To deconstruct? - Déconstruire?

Gli spaghetti con la pommarola.........., pomodoro e basilico....., quanto di più buono, ma al contempo di “usuale” e “solito” sulle nostre tavole?

Qualcosa di nuovo me la dovevo inventare, sennò che cuoco sarei? Oddio, “Cuoco” è una parola grossa, ed è anche marginale alle mie intenzioni, che sono solo quelle di cucinare per amore.

Buttiamoci a bomba sul mio piattino e lasciamo, titoli e filosofia a che desidera passare il suo tempo così.
Come sempre mi ha soccorso il frigorifero, benedetto sia sempre chi l'ha inventato. In frigo, appunto, v'era un contenitore con scritto sopra “basilico e parmigiano tritati”, ed era qualche giorno che soggiornava lì. “E se ci facessi la pasta? Magari quando la butto nell'acqua si scioglie tutto, mah.....” Però mi è venuto in mente che i passatelli, ricetta marchigiana, si fanno con il parmigiano.
Vabbè, dài, ce provo.
Sei etti di semola rimacinata di grano duro, sei uova, questo frullato di basilico e parmigiano che sarà stato poco più di un etto. Dentro nella planetaria. E i miei taglierini in un battibaleno erano pronti, per la cottura, e non si sono disfatti!!

Nel frigorifero, mitico, c'era anche la mia salsa di pomodoro, quella che ho fatto l'altro giorno, che ho fatto cuocere più o meno quattro ore, quella "buona".
E' bastata quella, e un filo di olio. E qualche capperino di Pantelleria, che spunta nella foto.....
Bon appetit



Finalmente l'ho trovata!!! Mi ricorda la mia infanzia, ed è bello....





lunedì 26 maggio 2014

Pasta verde con patè di olive e nocciole - Pâtes avec de la pâte de olive vert et les noisettes - Pasta with green olive paste and hazelnuts

Momenti di accostamenti azzardati.....

Tutto è partito dagli spinaci freschi: meritavano qualcosa di più che essere banalmente mangiati con olio e limone..... del resto cosa ci vuole a farsi un po' di pasta fresca? La farina, le uova, un pizzico di sale (e l'impastatrice....)  Un po' degli spinaci li ho strizzati al massimo e tritati. Poi li ho sbattuti nell'impastatrice e ho aggiunto la farina, e le uova, fino a ottenere la consistenza che volevo. Grosso modo: 4 etti di farina e tre uova. E  una manciata di spinaci.
Belli, i miei taglierini.

Ho scelto una pasta di olive verdi calabresi che non avevo mai assaggiato e non ho fatto male, perché ha sapori e profumi completamente diversi da quella nera ligure. Le nocciole hanno dato al mio piatto un po' di croccantezza.
Un filo d'olio alla fine...

eccola:



E la musica?
eccola, ovviamente





venerdì 7 marzo 2014

Ma il tonno sta bene con l'arancia? - Mais le thon est bon à l'orange? - But tuna is fine with the orange?

Ebbene, io direi di sì.... oggi mi sono sentito il re degli accostamenti azzardati, con una punta di orgoglio perché tanti amici mi dicono che dovrei andare a master chef, mah, sono lusingato ma perplesso, curioso, timoroso, forse potrei essere davvero un personaggio, o forse mi prendono tutti in giro......

Fatto sta che oggi sono arrivata a casina (nuova) presto e mi sono messo ai fornelli per fare - è tanto che non ne mangio - un pastasciuttina super, ma ovviamente nuovissima...

Nella mia padella di rame sono finiti l'olio, l'aglio e il peperoncino, levati non appena l'aglio ha preso una sfumatura di colore.
A quel punto ho aggiunto una scatoletta di tonno al naturale, le zeste di un'arancia siciliana e un cucchiaio del mitico "Astrattu di pumedoru 2013" che mi viene direttamente da Butera, che con il classico "tubetto" ha veramente poco da spartire.























Un pugno di olive non potevano non starci bene...
 
Ma ci voleva qualcosa di ancora più profumato, questo



naturalmente per coloro a cui piace il finocchio selvatico.....oltre al pepe rosa, al cardamomo e al sedano

e alla fine una spruzzata di aceto cosiddetto balsamico, quello del commercio, non quello vero....


























Allora, fermo restando che la pasta l'ho tirata su troppo al dente (tanta era la voglia...., non la fame) saltarla in questo sugo, nuovo, simpatico e profumatissimo, per quel poco che può valere mi ha migliorato l'umore, che comunque col sole di oggi, a Genova  è già primavera, era già piuttosto buono.
Manca solo un filo d'olio...

Eccola la mia pastasciuttina, accozzaglia di sapori ma soprattutto di odori..... vicni fra loro come il buio e la luce della mia fotografia......
A chi avrà il coraggio di provarla auguro, con tutto il cuore, Bon Appetit!!!































martedì 31 dicembre 2013

Pasta ripiena di pesto - Pâtes farcies de pesto (pistou) - Pasta stuffed with pesto (typical Genoese sauce)

Ricetta nuova, consistente in una destrutturazione della "solita" pasta al pesto.

Si tratterà di farsi il pesto, o di farselo fare, o di comperarne il miglior vasetto che si trovi in circolazione in quel momento nel posto dove voi siete. Nel mio blog c'è anche la ricetta, qui.
Comunque ottenuto dovrete farne delle piccole palline, poggiarle su un foglio di carta forno e metterle a congelare, così


Adesso ti devi fare la pasta fresca, con le farina che vuoi, con la quantità di uova che vuoi, insomma come ti pare. Poi te la stenderai e con un coppapasta farai dei bei cerchi.
Dentro ognuno ci sbatti con delicatezza la pallina congelata, lo bagni, lo chiudi e il gioco è fatto!

Non è vero: io sono negato in queste operazioni per le quali la manualità è importante, per cui non ho avuto il coraggio di chiamare i miei manufatti in un modo diverso da "pasta". Voi che siete bravi li potrete chiamare, "pansoti", "tortelli" e quant'altro.

Però il gioco è fatto ma non finito: dovrai a questo punto preparare per ogni piatto un letto di purè di patate che sarà la salsa della tua pasta, assieme, se te lo puoi permettere da un punto di vista della salute, un filo di burro fuso.

(n.b.: anche sul purè ci sarebbero da fare tanti discorsi: ad esempio Artusi non ci mette il formaggio parmigiano.....)


Eccola, la mia pasta ripiena, che nell'orrida foto ricorda certe cavità umane.....
ma è tutto buonissimo, ve lo giuro.

Buon 2014!!!



Finiamo l'anno con un po' di musica, quella che rilassa ed eccita, quella famosa, quella che "come sarebbe bello suonarla insieme (se fossimo capaci)"....





martedì 24 dicembre 2013

Pappardelle col sugo di zucca - Fresh pasta with pumpkin sauce - Pâtes fraîches à la sauce de potiron

Troppo bello, troppo facile, troppo buono!!!!
Fatto a scuola in una sera che non dimenticherò facilmente (ma questa è un'altra storia...)

Un etto di semola rimacinata di grano duro e un uovo a persona, un pizzico di sale, l'acqua che serve. Con l'impastatrice fai presto, prestissimo.
La metti a riposare e ti dedichi al sugo.

La zucca, circa un kilo, la fai a cubetti, piccolini, perché vanno in padella assieme alla cipolla e a una manciata di olive buone e snocciolate. Prima la rosoli e poi la finisci di cuocere col brodo. E quando è morbida la frulli. Deve diventare una dolce crema.
Un altro po' di olive, ovviamente snocciolate, le frulli col minipimer fino ad ottenere una pasta di olive della giusta consistenza, magari aiutandoti con un po' di acqua della pasta.

Giusto, la pasta. La tiri fuori dal frigo e incominci a sfogliartela, e quando lo spessore è giusto (un filino di più, è grano duro...) ti fai le pappardelle o i maltagliati, come ti suggerisce l'umore del momento, no, l'amore del momento......

Le butti nell'acqua, unisci il sugo e una bella mozzarella tagliata a dadini

Tutto qui.
Ma io la servo a Natale.....


p.s. per chi mi legge e sa le avventure della settimana scorsa il presente post dimostra che ci sono, e continuerò a cucinare, a scrivere di cucina e ad andare a scuola ancora per parecchio....











































Post post scriptum: 
dubito che domani scriverò qualcosa.
Quindi mi porto avanti con gli auguri di Buon Natale a chiunque, per abitudine o per caso, mi leggerà.
Voglio ricopiare un'intervista a Enzo Bianchi, il Priore di Bose.

D.: Per Lei il cibo è davvero un grande piacere?
R.: Non posso negarlo, ma il piacere più grande sta nel condividerlo con qualcuno. Il modo migliore per dire a una persona "ti voglio bene" è fargli da mangiare bene. Il cibo può essere così un mezzo di incontro e di relazione profonda.
D.: Soprattutto se annaffiato da buon vino, immagino.
R.: Beh, io sono monferrino. Da noi si dice che il vino è quello che ci dà la postura.










venerdì 29 novembre 2013

Pasta con catalogna e pecorino di Butera - Pâtes à la chicorée et fromage Pecorino di Butera - Pasta with winter chicory and Pecorino di Butera cheese

Quando ti prende la scimmia di cucinare..... scappi, ovunque tu sia, ed è una scimmia che ti fa stare bene, nel senso che per quella mezzora la tua testa è concentrata solo su quello che stai cucinando, e tutte le menate della tua piccola vita per mezzora sono cacciate in un angolino buio e silenzioso.
[e se prepari un pranzo per venti crani è ancora meglio...]

Oggi mi hanno portato la catalogna ma soprattutto il pecorino fresco di Butera. E la fantasia ha incominciato a galoppare.....

Come già più volte detto la ricetta è scritta solo dopo averla fatta, e dopo averla fatta c'è sempre qualcosa da migliorare, ah ah ah, quindi la foto che vi metto non è proprio come vi consiglio di farla!
Per cui voi fatela così: nella saltiera metti l'aglio e l'olio e un pugno di capperi, poi i gambi della catalogna, un po' più duri, e, dopo cinque minuti, le foglie, proprio perché più saporite meritevoli di essere cotte un po' meno: gli resterà quel saporino amarognolo così gradevole.....

Quando la tua pasta, grossa direi, è quasi pronta la butti nella saltiera e la mescoli alla verdura.
Solo quando sarà nel piatto, e non è appunto il caso della mia foto, potrai grattugiare tante belle fette del tuo pecorino, e portarlo in tavola spolverato infine di pepe nero assieme a un filo d'olio evo, e leggere negli occhi dei tuoi ospiti gioia grande.
Bon appetit


N.B. piatto unico, naturalmente, e ben bilanciato: gli zuccheri della pasta, i grassi e le proteine del formaggio, le vitamine e le fibre della catalogna



Come musica stasera una clip pubblicitaria (rara avis!) molto carina: raccontare una storia in 2 minuti solo con le immagini, senza dire una parola e facendosi aiutare da Čajkovskij.....




martedì 26 novembre 2013

Pastasciutta con i calamari e i pomodori secchi - Pasta with squid and dried tomatoes - Pâtes aux tomates séchées et de calmars

Si tratterà di prendere  un avanzo di calamaro presente nel frigorifero, residuo degli esperimenti non riusciti del mezzogiorno. Comunque era un calamaro da un kilo, e l'avanzo erano circa sette etti.
Le mie ricette sono sempre scritte col senno di poi, motivo per cui sarà più che opportuno tagliarlo in pezzettini veramente piccoli.

Nella saltiera metti l'olio e l'aglio, che leverai quando incomincia a colorare, e il peperoncino (che ce lo lasci....).
Butti i frammenti di calamaro e incominci a farli sfrigolare. Chebbello, schizzi d'olio dappertutto, anche sugli avambracci e sotto le unghie...., le erbe di Provenza non contribuiscono a diminuire gli spruzzi: un sorso di vino sarà allora a questo momento perfetto.
Aggiungiamo olive, capperi e i mitici pomodori secchi, assieme a una più che generosa spruzzata di concentrato di pomodoro.

Quanto dovrà ancora cuocere? Poco, poco, assaggia il calamaro e fallo cuocere secondo il tuo gusto. Non dovrà essere un pezzo di gomma, ma neanche una patata bollita.

Dai, è pronto. Butti la tua pasta, il prezzemolo, un filo d'olio.
E ti abboffi....


































Musica, messa la mattina dopo. La notte porta consiglio.....


sabato 16 novembre 2013

Pasta con crema di cavolfiore e nocciole - Pâtes à la crème de chou-fleur et noisettes - Pasta with cauliflower cream and hazelnuts

Ricetta del tutto minimalista, come ultimamente devo fare perché il tempo è tiranno, ma non per questo meno gustosa.

Si tratterà di cuocere il cavolfiore al vapore. Sono assolutamente fautore di questo modo di cucinare le verdure, così posso verificare con precisione il punto di cottura che desidero. Croccanti. Certo, mi direte, se poi il cavolfiore lo frulli..... ok, ok. Questa volta si potrebbe anche bollire.
Un volta scolato (e usiamolo questo meraviglioso cavolfiore verde a punta)

lo mettiamo nel bicchierone del minipimer con qualche filetto di acciuga, un cucchiaio di olio calabrese, il tabasco o affini, la salsa worchester, due o tre cucchiai della sua acqua di cottura, un briciolo di erbe di provenza, un po' di aceto bianco. Non dimentichiamo il sale!
Frullando si tratterà di aggiungere e assaggiare continuamente, fino a che la consistenza e il gusto non corrisponderanno a quell'idea personalissima che tu, affezionato lettore (Grazie Maria!) hai nella testa di come debba essere la tua salsa, come sempre cucinata con amore.

Dopodiché ti comperi le nocciole Piemonte IGP, gli dai una sbriciolata, ma non polverizzarle.....
e le mescoli alla crema di cavolfiore.
Comunque tu la faccia la tua salsa solleverà grandi lodi, e, come dico sempre, de hoc satis, e non è poco....
 adesso si tratta di scegliere la pasta giusta....io ho usato le troffie di Recco.

Eccola la mia nuova pastasciuttina, morbida, cremosa, come solo certi baci sanno essere.....










mercoledì 2 ottobre 2013

Orecchiette con broccoli e melenzane - Orecchiette avec brocolis et aubergines - Orecchiette with broccolis and eggplants

Dalle stelle alle stalle.....
Ma non è vero, anzi. Oltre alla cucina "creativa" c'è anche la cucina da fare quando "hai fretta" o quando "arrivi a casa tardi", che non è una cucina di secondo rango, anzi, è una cucina che ti aguzza l'ingegno e ti permette di mangiare altrettanto "bene" di quando fai i megapranzi.... ovvio che devi pescare nella cucina regionale italiana, la più buona del mondo!

Una melenzana lunga te la affetti e la grigli (e così non la devi friggere, ah ah ah), un broccolo da cuocere al vapore. La nuova saltiera di ceramica, dove butti aglio, olio evo (meno del solito), due acciughine sott'olio, un mezzo peperoncino e quelle olivette taggiasche snocciolate così buone......

E intanto le orecchiette cuocciono.....

Quando il sughetto è a tiro butti le melenzane e il broccolo e gli dai qualche minutino.
E alla fine ci sbatti dentro le orecchiette, saltandole con ardore.....
E le foglioline di basilico strappate con le mani? Anche

E mangi, et de hoc satis...........


e mangiando ascolti un po' di buona musica




della quale, amico mio, ti consiglio di andarti a leggere il testo......

venerdì 31 maggio 2013

Fusilli alla provenzale - Pâtes provençale - Pasta Provencal

Lo so bene. Non dovrei lasciare il blog per due settimane!
Ma, credetemi, tante cose si sono inframmezzate, belle tutte, alcune bellissime. Un viaggio letterario a Varsavia, una splendida compagna, la cucina polacca....
E quindi sono rimasto un po' preso in contropiede, e il blog ne ha sofferto.
Ho comunque quattro o cinque ricettine carine, le prime delle quali farò in questo fine settimana a venire.
Per cui: stay tuned!

Veniamo alla ricetta di oggi. L'ho fatta a pranzo e a cena con qualche modifica dettatami dall'averci pensato sopra nel pomeriggio.

Lavoro meno di quel che dovrei, ultimamente, e presto incomincerò lo stage in un prestigioso ristorante genovese, questo! L'entusiasmo è tanto, la paura di intraprendere questa nuova esperienza è veramente considerevole: è difficile entrare in una cucina nuova, nuove abitudini, nuove persone, sicuramente sarò molto meno bravo e capace di quello che penso di essere.... in verità sono terrorizzato....

Allora: metti l'acqua della pasta sul fuoco, così il primo lavoro è fatto. Tagli una melanzana piccola a cubetti e la friggi, a sguazzo naturalmente, in un pentolino a parte: per cubetti di un centimetro di lato ci vorranno solo pochi minuti. Intanto affetti la cipolla e la fai rosolare delicatamente con poco olio e uno spicchio d'aglio diviso a metà. Dato che sei un bravo piccolo cuoco ti sei comperato i pomodori più maturi che hai trovato: li lavi e li schiacci con violenza fra le dita, facendoti schizzare il sugo sul maglione pulito: potenza della cucina! Assieme a loro in padella ci metterai quattro dita di concentrato, un pizzico di erbe di Provenza, qualche oliva taggiasca e le melenzane prefritte. Non dimenticare il sale. Sono dell'idea che sotto questa padella il fuoco debba essere più che vivace: naturalmente le devi stare dietro  ;-)
In un altro padellino a parte, con un goccio dell'olio residuo delle melenzane, disfi un'acciughina e ci metti due o tre cucchiaiate di pangrattato, e lo fai tostare.

Bene, hai quasi tutto fatto. Non fare asciugare troppo il contenuto del padellone! Ci versi il pangrattato tostato e ci salti i tuoi fusilli lunghi.
Non dimenticare, se non stai facendo la dieta dimagrante, un filo d'olio nel piatto.
Non è nulla di nuovo, ovvio, però in mezzora fai una pasta asciutta che i tuoi commensali si leccheranno i peli delle orecchie. Garantito.
Bon appetit!!!



e, come al solito, grande musica.... o almeno quella che piace a me.....




lunedì 13 maggio 2013

I ravioli di stoccafisso

Altro cimento del fine settimana.
L'ho mangiati a scuola e lì li rifarò domani. Purtroppo quelli della scuola erano migliori ma ciò che conta è l'impegno!!!
Due ore di lavoro sabato e due domenica: non piccolo divertimento!!!

Per un kilo di stock bagnato ci vorranno tre etti di patate, 20 g di funghi secchi. Una cipolla, uno spicchio d'aglio, una carota, una gamba di sedano. Tre acciughine sotto sale. Un cucchiaio di pinoli. Una manciata di olive taggiasche. Olio evo. Sale e pepe. Venti centimetri di concentrato di pomodoro. Tanta bella maggiorana tritata.

Per i ravioli (per sei persone) fai 750 grammi di farina 00, sei uova, un pizzico di sale, un goccio di vino bianco. Ti prepari l'impasto, con la solita fontana (a scuola) o con il robot (a casa) e lo metti in frigo.

Per pulire bene lo stock (ragno, se lo troverai) lo sbollenti tre minuti, e lo potrai fare a pezzettoni.
Non buttare via tutta l'acqua in cui lo hai sbollentato!!!
Intanto metti i tuoi funghi secchi nell'acqua tiepida, anche questa la conserverai.
Nella pentola metti l'olio e fai disfare le acciughe. Aggiungi il trito aromatico e lo fai soffriggere. Intanto ti triti i funghi e li butti. Quando il soffritto è pronto ci butti lo stock e lo fai insaporire. Sale e pepe bianco. Abbassi il fuoco e lo fai andare una mezzoretta, nella quale ti tosti i pinoli e snoccioli le olive. Se ti si asciuga ci butti dentro un po' di quell'acqua. Adesso ci metti il concentrato. Cuocilo ancora un po'. Lo stock non deve proprio disfarsi, deve essere leggermente indietro. Perché adesso, con la pinza ogni pezzo lo tiri su e lo metti in una scodella a parte.

Il tuo sugo è finito,



ci devi solo aggiungere le patate a pezzettini e farle cuocere, un'altra mezzoretta, anche il giorno dopo. E se ti si asciuga usa sempre quell'acqua, o anche quella dei funghi.
Lo stock lo mescoli con un po' di ricotta e con la maggiorana. E lo frulli col minipimer: sarà il ripieno dei tuoi ravioli. Un pochino di parmigiano, tanto per aggiustare la consistenza. Assaggialo, può darsi che ci sia bisogno anche di un pizzico di sale.

Dopo dichè ti metti a fare i ravioli. Qui c'è poco da raccontare.
Tiri la sfoglia, la ritagli e ti metti di buzzo buono. Se sei fortunato qualcuno ti aiuta.




Intanto che lavori inizia a mettere sul fuoco il pentolone dell'acqua!

Quando sono pronti li butti e, a cottura ultimata, li mescoli con il sugo che ha appena finito di ammorbidire le patate.





Si siedono, mangiano e ti riempiono di lodi.
Ne è valsa la pena.





sabato 11 maggio 2013

Parola d'ordine: sperimentare - New experiments: the password - Nouvelles expériences: le mot de passe

E' tardi, non proprio tardissimo, ma sai che prima delle venti non potresti essere pronto. Anche se farai solo una pastasciutta.
Entri dalla Cinzia e ti guardi intorno. Cerchi idee, colori, fantasie, e, soprattutto, accostamenti "strani".....

I broccoli, mi piacciono tanto. Il porro, poi,  non può mancare, la mozzarella vaccina, arrivata oggi fresca. E poi un frutto, dài, la pesca noce. Son le prime, devo assaggiarle. vengono dalla Spagna.


Ho tutto. Parto.
I broccoli li mondo e li salto con l'olio e basta. Devono sapere solo di broccoli. No sale, no peperoncino, no aglio. Certo, li flambo col cognac  ;-). E li faccio ammorbidire con un po' di brodo.
La crema di broccoli sarà base del mio sugo. Poi soffriggo i porri, bene, li faccio colorare e ci butto i cubetti di pesca noce.  Che si insaporiscano, diamine!

Finito: no. Taglio la mozzarella a cubetti e metto insieme il mio piccolo pasticcio.
E va bene così. E' piaciuto, di più di quello che mi sarei ragionevolmente aspettato.


Dimenticavo la pasta: fusilli integrali.

E adesso musica!






giovedì 9 maggio 2013

Nuovo sugo di tonno - New tunafish sauce - Nouvelle sauce au thon

Stasera avevo voglia di pastaasciutta....., è parecchio che non me ne faccio. Il problema di chi cucina per amore, anzi il mio problema, è che se devo cucinare per me stesso finisce che cucino per disperazione, o che  non cucino per disperazione. Mi manca l'amore per me stesso.....

Bando alle ciance.
Questa sera ho usato fusilli lunghi bucati marchio coop, questi



intanto che cuocevano, 13 minuti, io mi sono fatto l'aglio e l'olio e il peperoncino nel padellino, col fuoco basso basso basso.....
Il tonno è stato scolato il più possibile: forse usare tonno di buona qualità al naturale è un'idea buonissima. Poi è finito nel bicchierone del minipimer assieme a 3 filetti di acciuga. Un pizzico di erbe di Provenza, ma va benissimo anche solo l'origano. Due dita di Chablis, ce l'avevo lì..... e l'olio privato dell'aglio e del peperoncino.
Ecco il bicchierone pronto per il frullatore a immersione:


Ed ecco la mia pastasciuttina finita







Voto del commensale, giovane virgulto di ben 23 anni: 9/10. Commento:"Il 10/10 non lo dò mai perché la perfezione non esiste". Parole sante.

E ora un pochino di musica, una grande voce...