Andiamo a incominciare

Basta fare un giro al mercato.
Già gli occhi si riempiono di colori, colori di pomodori e peperoni, caldi, rossi e carnosi come certe labbra che si offrono senza vergogna, ma anche caldi come il giallo di pani appena sfornati, sotto la cui crosta si indovina una tenerezza nuova.
E la verdura? ci offre tutte le tonalità dei verdi, che raccontano sommessamente di prati e di orti, innaffiati da uomini tranquilli in maniche di camicia, durante silenziosi tramonti.
Come si fa a non amare il cibo? Semplice, basta non amare gli umani.
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lunedì 12 febbraio 2018

Timballo di riso, carciofi e melenzane


Cara Mara, 
per una ciambella di diametro cm 27 (sei persone...) andrà bene mezzo chilo di riso Vialone Nano.

Fai il risotto allo zafferano come al solito: poca cipolla stufata a parte, tosti il riso con il burro, quando è tostato bene aggiungi un po' di vino bianco e la cipolla, fai evaporare l'odore di alcool e porti a cottura con il brodo che ti sarai fatta prima, con le verdurine fresche e l'estratto di carne Liebig, un paio di litri. Nel primo mestolo di brodo ci aggiungi lo zafferano.

Il risotto lo devi tenere al dente e quando è finito ci aggiungi un'altro po' di burro.

I carciofi contane uno a persona. Li affetti e li salti in padella per farli rosolare. Con l'aglio e l'olio. Li finisci di cuocere con un po' di acqua e un mezzo dado. E aggiungi il prezzemolo tritato.

La melanzana se vuoi mettercela ci sta bene. La grigli a fette, la tagli a quadretti e la condisci con olio e aglio. Se ti piace un briciolo di origano.

La mozzarella, la più buona che trovi, la fai a cubetti di un centimetro di lato.

Imburri bene la ciambella e ci metti il pangrattato.

N.B. la ricetta è buona anche per i celiaci: basta che sostituisci il pangrattato con la farina di riso.

Adesso hai tutto pronto per la composition:

metti un po' di riso nella ciambella e lo schiacci. poi aggiungi i tuoi carciofi al prezzemolo, le melanzane e i cubetti di mozzarella.

ricopri il tuo ripieno col restante riso.

La ciambella così finita andrà in forno a bagno maria per una mezzoretta, giusto per far sciogliere la mozzarella.

Giri e porti in tavola.

Bon appetit!


mercoledì 17 agosto 2016

Risotto fagiolini e salsiccia

Certamente, i fagiolini se vengono dall'orto del contadino, daranno al tuo risotto una fragranza che quelli surgelati hanno perso da mo'..... Ecco perché ho fatto questo risottino, perché avevo sotto mano "quei" fagiolini, che la sera prima avevo usato per una minestra carica di profumi.
Il risotto l'ho messo su come al solito, con un pezzettino di burro, lo scalogno perché è più delicato della cipolla, e il riso a tostare. Il brodo l'ho fatto nella saltiera dove avevo cucinato l'arrosto a mezzogiorno......
I fagiolini, tagliati a piccoli pezzi, rosolati con un filo di olio. Mi son fatto aiutare dal sale per far uscire la loro acqua, come sempre. Anche un  paio di pizzichi di erbe di Provenza, che sono un mio must (ma a non tutti piacciono...).
La salsiccia l'ho sgranata e l'ho fatta rosolare con una buccia di limone, poco olio e maggior quantità di vino bianco, fino a che prendesse un bel colore rugginoso, e a quel momento , in cui il suo grasso era colato, ho aggiunto una quindicina di centimetri di concentrato di pomodoro.
Intanto il riso andava. Ho buttato i fagiolini a meno dieci minuti, la salsiccia alla fine.
Il tocco finale è stata la mantecatura, per la quale non ho usato il burro ma la mia adorata prescinseua.
Con dosi adeguate potete considerarlo un buon piatto unico.

Ricettina da poco, certo, ma con una sua originalità. E' comunque un periodo che qualsiasi cosa io faccia mi riesce bene (in cucina, certo....) e chi la mangia è, per quei dieci minuti, un po' felice.

p.s.: la Scuola è finita. Sono passati cinque anni. Sono "maturo", scolasticamente e professionalmente parlando. Boh......




La foto è come sempre molto modesta ma comunque suscita una certa salivazione. 



martedì 15 luglio 2014

Risotto con i pomodori - Risotto avec les tomates - Risotto with tomatoes

Son già due o tre giorni che ci penso, oggi a pranzo è stato il momento giusto.
Non è niente di eccezionale, per carità, ma l'insieme dei sapori è stato azzeccato.

Nella pentola a rosolare è finita una mezza cipolla di Tropea, un piccolo cuore di sedano e qualche foglia di salvia tritata.
Intanto mi sono tagliato i pomodori a pezzettini, San Marzano belli maturi e morbidi.
A soffritto pronto ho buttato il riso e poi, al momento giusto il vino bianco, scaldato un minutino nel microonde, per non far scendere la temperatura.
Appena evapora l'odore alcoolico aggiungo il brodo e incomincio a cuocere, buttando il pomodoro fresco a pezzettini. E tre dita di concentrato, per il colore.
Tosto qualche pinolo nel padellino. Affetto qualche oliva verde, non tante.
Le olive le posso buttare subito tranquillamente. I pinoli tostati magari verso la fine.
Quando abbiamo finito aggiungo il parmigiano e un poco di burro.
Tutto qui, e che nessuno mi venga a dire che sono ricette difficili, ah ah ah








domenica 22 settembre 2013

Risotto con le patate - Risotto avec les pommes de terre - Risotto with potatoes

Dato che mi sono arrivate le quarantine ho deciso, come primo utilizzo, di metterle dentro un risottino. Mi incuriosiva l'idea di aggiungere amido all'amido.....
Sono partito da questa ricetta, che, come potrete vedere, è in un sito molto carino.....
Per noi tre ho fatto a cubetti 4 patate - le quarantine non sono grosse - e le ho buttate nel soffritto di scalogno. Mentre rosolavano ho aggiunto l'origano, la salvia e il concentrato. Poi un po' di vino.
La mia idea è che, se le patate hanno bisogno di 20 minuti per essere pronte, basta cuocerle, con il vino e le cose sopraddette, solo per quattro minuti. Non voglio patate disfatte, non voglio verdura molle. Voglio verdura e patate che abbiano la loro consistenza e croccantezza (ma queste sono le mie idee....). Il vino mi aiuta a non farle attaccare. Passati quaindi questi quattro fatidici minuti butto il Carnaroli e cerco di tostarlo, a scuola mi hanno insegnato che puoi prendere un chicco in mano, deve essere bello lucente. Perfect, adesso si incomincia col brodo, che più buono l'hai fatto e più buono sarà il tuo risotto.
Ma se, ovviamente, incominci a cucinare alle 19.30 è giocoforza aiutarsi col dado......
I funghi porcini li ho in casa quindi due teste affettate ci vanno benissimo. A questo proposito vorrei precisare una cosa: storicamente (cioè nella storia del mio blog) ho sempre detto che il porcino affettato sottile puoi aggiungerlo solo un minuto prima che il riso finisca di cuocere: non mi contraddico ma aggiungo una considerazione. Cotto così è buonissimo, però può darsi (e si è dato) che la digeribilità sia minore che se lo fai cuocere un po' di più, per cui ognuno si può regolare come meglio gli comanda il suo fegato.....
Non essendo partito col burro non ne ho messo alla fine, ma solo un filo d'olio.
Non voglio entrare nella polemica sul parmigiano e i funghi perché mi sembra sterile: se vi piace mettetecelo.
Bon appetit


p.s. ultimamente ho un po' trascurato il blog...... excuse-moi

















mercoledì 28 agosto 2013

Finalità del cucinare - Purpose of cooking - But de la cuisine: RISOTTI

Talvolta non solo ti prende una voglia irresistibile di cucinare (e meno male!) ma ti domandi anche perché cucini e cosa cerchi nella cucina. Domande difficili...... proviamo a dare qualche rispostina, che magari domani le idee cambiano:
1 - cucino per vedere brillare gli occhi dei miei commensali (se no il blog perché si chiamerebbe cucinare per amore?)
2 - cucino per sfidare me stesso
3 - cucino per la presunzione di inventare qualcosa di buono.

I punti 2 e 3 stasera sono stati verificati sul campo.
On va, direbbe il mio prof. di francese, al supermercato, con la nuda idea di fare un risotto con quello che la fantasia mi suggerirà vedendo la roba. La sfida sono gli accostamenti......, saranno buoni o solo folli? Nella incertezza (cosa ne posso sapere come verrà!) provo le cose più strane.

Il risottino è presto detto:
soffriggi il porro con il burro e intanto ti prepari il brodo con quel dado di verdure che usi solitamente, non è granché, MA CI BUTTI DENTRO DUE LIME SPREMUTI e un po' della loro scorza.

In padella salti 5 o 6 funghi champignon (fra un mese i porcini!!!), li rosoli bene e li fai a fette.

Fai a cubetti DUE BELLE PESCHE BIANCHE, un po' dure.

Quando il riso è tostato butti il vino come al solito e incominci a cuocerlo col brodo al lime.
A metà cottura (8 minuti) butti i funghetti affettati e i cubetti di pesca.

Penultima cosa: triti tanta bella maggiorana e la aggiungi quando spegni.

Ultima cosa: mantechi con una noce di burro e il reggiano.

Ultimissima: aspetta questi 5 minuti!!!!

Eccolo qua:


Voto dei commensali, entrambi: non meno di 8/10 e la lady è come al solito severa ed esigente.....


Musica per festeggiare il NUOVO ACCOSTAMENTO:



domenica 30 giugno 2013

Risotto con le verdurine e i gamberi - Risotto avec les petits legumes et les crevettes - Risotto with little vegetables and shrimps

A distanza di quasi tre anni pubblico un altro risotto con le verdurine, che iersera mi ha dato ottima soddisfazione.
Certo fare la brunoise di verdure occupa un po' di tempo, ma può essere motivo di relax anche tagliare microcubetti di verdurine, ah ah ah.
Il segreto (di Pulcinella) è quello di usare solo roba fresca e di stagione. Da cose buone e fresche non può venire un piatto cattivo.
Per cui per quattro umani ci ho messo: un pugno di fagiolini, due pugni di piselli, quattro zucchine piccole, due carotine le più tenere che ho visto, tre pezzi del cuore di un sedano, tre san marzano maturi, una cipolla bianca.
Incominci tagliando, col sistema che ti è più consono, la verdura. La metti a cuocere a fuoco molto basso con adeguata quantità di burro. Carota e sedano, i più duri, da subito. Poi aggiungi i fagiolini, i piselli e per ultimi gli zucchini. Aggiusti con un po' di sale.
Il tuo risotto incomincia con la cipolla, e il burro, ovviamente. A scuola ho capito che soffriggere la cipolla a parte è solo un lavoro in più: certo, ci devi stare dietro, questo è ovvio. Per quattro ho buttato mezzo chilo ma è troppo, quattro etti sono più che bastevoli.
Per inciso: se hai tempo (ma perché io non ne ho mai??) ti fai un bel brodo di verdure (e perché non potresti usare una bella caffettierona ad hoc?) che usi per portare a cottura il riso.
Non dimenticare il vino bianco, non freddo.
A metà cottura del riso butti i pomodori che avrai sbucciato e fatto a cubetti, infine cinque minuti prima che finisca butti le verdurine. Mantecare con l'ultimo pezzo di burro è necessario....
Io, che iersera volevo strafare, ci ho avvicinato due gamberi a testa, sbollentati un attimo, il cui delicato sapore non è certo stato sovrastato dalle verdure.
Tutto qui, e che nessuno pensi che è difficile. In questa stagione è ottimo.
Bon appetit....





sabato 20 aprile 2013

Risotto pomodoro/asparagi - Risotto tomatoes/asparaguses - Risotto tomates/asperges

Che poi dovrebbe essere chiamato il risottino "dell'altra sera", ah ah ah

Gli è che arrivo a casa con la voglia di cucinare e di scaricarmi, no, con la voglia di scaricarmi e cucinare......

pertanto: incominci a frati il tuo soffrittino con la cipolla, ma ci aggiungi anche il sedano e la carota. in realtà non li devi aggiungere, anzi, li devi mettere prima, perché ci impiegano un po' di più della cipolla a soffriggere.
Ti sei comperato in un accesso di buonumore qualche bel pomodoro, stramaturo, che taglierai a pezzettini e, volendo, sbucciato.
A questo punto è tutto pronto per buttare il riso. Noi siamo in tre ma mi avvicino sempre di più ai quattro etti ;-)
Quando è tostato il vino bianco a temperatura ambiente, ci mancherebbe. Incominci quindi a cuocere con il brodo (ma è ovvio, in cucina c'è sempre una pentola piena di buon brodo!!) e insieme ad esso butti i pomodori. Ma in quei sedici minuti non devi oziare: ti devi cuocere al vapore gli asparagi. Se hai l'asparagiera la usi

altrimenti ti puoi aggiustare con la lattiera e lo spago. E' importante che i turioni non si bagnino.








Quando il tuo risotto al pomodoro fresco è pronto butti gli asparagi.
Io ho mantecato con una noce di burro e una certa ricotta pecorina salata sarda che ho trovato nei miei giri.
Bon appetit!!!




















POST SCRIPTUM:
da certe mie riflessioni ho scoperto che l'asparago sta bene con le mandorle a filetti tostate.
Ho provato e ho creduto, eccolo:



lunedì 1 aprile 2013

Risotto con ananas e radici amare - Risotto avec ananas et salsifis - Risotto with pineapple and white salsify


Eccolo, il nuovo risottino di euge, risottino del lunedì di Pasquetta che ha riscosso ottimi consensi da parte degli astanti. E devo dire che anche io, un po' dubbioso sull'esito finale, mi sono ricreduto.

Mi sono ritrovato due belle radici amare, che, in virtù di questo gusto amarognolo tanto intrigante, mi avevano già a suo tempo stimolato a studiare una qualche ricetta per utilizzarle. Con l'amaro ci voleva il dolce, perciò l'ananas è stato il giusto matrimonio. Tutto qui.

Trattasi pertanto di sbucciare questi carotoni bianchi, meglio detti radici amare, ottimamente coltivati a Soncino, di tagliarli in quattro e, dato che l'anima è veramente dura, di levarla con lo spelucchino. Dopodiché si tagliano a pezzettini e si mettono a bollire, curando che non diventino molli. Croccanti, devono restare. Assaggiateli pure con fiducia. Saranno amari finché volete ma è comunque un "bel" gusto. Quando sono pronti li raffreddate, ché sennò continuano a cuocere. L'ananas lo fate a cubetti e ce lo mescolate insieme.

Allora incominci come al solito a farti il tuo risottino, con il burro e la cipolla affettata, i più buoni che riesci a trovare. Butti il tuo riso e a tostatura aggiungi il solito mezzo bicchiere di vino bianco. Io oggi avevo a portata di mano il Sauternes e non me lo sono lasciato scappare!
Sfumato il vino aggiungi il brodo fino a cottura.
L'esperienza di oggi è stata che la scorzobianca perde un po' di amaro durante la cottura, per cui va bene aggiungere i cubetti bianchi e gialli a metà cottura del riso, del resto è anche giusto che i gusti si amalgamino.
Non è finito!!!
Quando spegni aggiungi tanta bella maggiorana tritata. Mantechi con formaggio e burro.
E la tua Pasquetta, priva di sole, si illuminerà comunque del sorriso dei tuoi ospiti.








domenica 17 febbraio 2013

Risotto bacon e trevigiana tradiva - Risotto with bacon and late radicchio - Risotto avec le bacon et le radicchio tardif

Risotto del mezzogiorno della domenica.
Ho come l'idea che a spulciare il blog ci possa essere qualcosa di simile, se non addirittura eguale, ma non ho la benché minima intenzione di farlo. Prendetela così, ricetta del 17 febbraio.

Rosoli la cipolla col bacon tagliato a cubetti e poi versi il riso. Le solite cose, quando è tostato ci metti il vino scaldato col microonde, aspetti che vada via l'odore alcoolico e lo porti a cottura con il brodo. Nel frattempo metti sulla griglia due cespi di trevigiana tardiva e la fai appassire e nel padellino piccolo metti una manciata di chicchi di sesamo.



Quando la trevigiana è appassita la tagli a pezzettini e la butti nel risotto due minuti prima che sia pronto. Il sesamo tostato lo puoi buttare anche prima.
Finito ma....
il tocco della chef: mantechi con il Castelmagno, e poi ce ne metti qualche scheggia sopra.



Non sarà questo gran piatto ma non è neanche un cesso.

A domani a tutti, ci sono ancora un paio di ricettine.... stay tuned






domenica 6 gennaio 2013

Risotto alla siciliana - Risotto à la Sicilienne - Risotto by the Sicilian way

Forse peccherò di poca fantasia ma anche oggi pesco dall'enciclopedia della cucina di Repubblica. E trovo qualcosa di comunque carino e meritevole di essere condiviso.
L'idea di base era quella di fare un risottino con i carciofi, (anche perché c'era un litro di brodo di carne fatto ieri, alla bisogna) ma volevo aggiungere qualche altro ingrediente, per capire come poteva stare insieme ai carciofi. Le acciughe mi hanno convinto.
Nella pentola sono finiti, con l'olio evo, una cipolla e uno spicchio d'aglio, tritati, assieme a qualche acciuga - la ricetta le vorrebbe sottosale ma io mi sono arrangiato con quelle sott'olio, forse ne ho messo qualcuna di più - e ho fatto rosolare fino a che le acciughe si sono sfatte. A questo punto sono arrivati quattro carciofi affettati a fettine sottili. Pochi minuti di rosolatura. Infine il riso, che in quel bailamme è comunque riuscito a tostare. Il solito vino bianco. E poi parti col brodo, i canonici sedici minuti del vialone, sufficienti anche ad ammorbidire i carciofi. Assaggia comunque e aggiusta di sale. Mantechi infine con un filo d'olio e il parmigiano.
Molto più carino e gustoso di quello che avevo immaginato leggendolo, per questo ve lo consiglio.

Bon appetit!













lunedì 13 agosto 2012

Risotto al Sanstè

Questo risottino difficilmente lo leggerete da qualche parte sulla rete, perchè me lo sono sognato io. E sono tanto contento di averlo fatto.

Ciò che forse lo caratterizza di più è l'accoppiata Sanstè (leggermente stagionato) e Sauternes.

Quindi ti fai il tuo risottino come al solito e quando è il momento di metterci il vino usi il Sauternes: ricorda, il suo profumo resterà nel piatto! Vai avanti a cuocere il risotto con brodo che ti sei fatto con le verdurine fresche.






Intanto tagli il formaggio a cubetti e lo stemperi con un po' di latte, a fuoco basso.










Come noto il Sauternes si beve con formaggi tipo Blue Stilton, o comunque erborinati. Ecco perchè ho usato un Sanstè un po' più stagionato, e un po' più pizzichino.
Solo verso la fine della cottura del risotto ho versato la miscela latte e formaggio sciolto.



La mia idea di questo risottino sarebbe finita qua, volevo metterci qualcos'altro ma non riuscivo a immaginare cosa.
La Lady che abita in casa mia mi ha suggerito, con un volo pindarico difficilmente ripetibile, la rucola. 
Ecco che quindi, naturalmente a risotto spento, ho messo un po' di rucola dentro e qualche foglia nel piatto, per guarnire.
Very good, delicato e aromatico.





lunedì 30 luglio 2012

Risotto con le nocciole

E non solo....
Oggi è stata giornata di prove. Mi giravano in testa i cinque gusti...
E allora nel mio risottino ho messo:

- amaro: il radicchio rosso, passato sulla griglia e tagliato a fettine



- salato: il bacon



- dolce: le nocciole, tritate


n.b.: per la prossima volta comperare e tostare le nocciole intere, poi tritarle.


n.b.b.: nel piatto mi sono anche provato di aggiungere un po' di salsa di soya, per l'umami.
Aggiungere un po' di lime per l'aspro non ce l'ho fatta, ah ah ah



Il risottino l'ho fatto come al solito, con una cipolla rossa, un bicchiere di vino bianco a temperatura ambiente e un litrozzo di brodo, avevo quello di pollo, sgrassato, in frigo. Un pezzetto di burro per mantecare. Eccolo, non è stato proprio niente male!






giovedì 26 aprile 2012

Risotto aux fruits de mer

Ah, ah, ah, dovrò ben far vedere che a scuola studio anche il francese......

Mi sono accorto che nel blog manca questo risotto, di recente rifacimento, e devo pertanto mettercelo.
Sarà soltanto una delle innumerevolissime ricette: non mi importa poi granchè, ma è come lo faccio io e ai miei commensali dà sempre grande contentezza. Tanto mi basta.

Oltretutto è una delle ricette imparate alla mia prima scuola, svariati anni fa.

Per quattro.
I frutti di mare che devi comperare potrebbero essere: un calamaro, tre etti di gamberi (o mazzancolle), tre etti di vongole e mezzo chilo di muscoli: è ovvio che qui la scelta è legata alla disponibilità del giorno del tuo fornitore. Penso che le cozze e le vongole non  debbano però mancare.
Intanto puliamo queste. Per le vongole è opportuno il "metodo dello Chef", che non mi ha mai tradito. Gli unici che non lo potranno usare sono i miei lettori ipoacusici.  Se fai cadere nella plonge le tue vongole, da un'altezza di circa 50 centimetri, becchi subito quella (o quelle) con la sabbia dentro: fa un rumore ben diverso. Per le cozze basterà una spazzolata e lo strappo della barba tirandola verso l'alto.
Io le metto in due pentole con due dita di vino bianco, non vedo perchè debba essere vino da poco. E un po' di gambi di prezzemolo. Si accende il fuoco e si incoperchia. Si apriranno tutte rapidamente. Si leva da entrambe il frutto e SI CONSERVA IL LIQUIDO DELLA LORO COTTURA, FILTRANDOLO COL VECCHIO FAZZOLETTO DA NASO DI COTONE. E' IL MARE, ed è il sapore del tuo risotto.
Il calamaro lo pulisci e lo tagli a pezzetti. Lo rosoli con un cucchiaio di olio evo, gli regali anche a lui due dita dello stesso vino bianco e uno spicchio d'aglio incamiciato. Lo finisci di cuocere con un pomodoro San Marzano, bello maturo. Non ha bisogno di diventare stramollo, finirà di cuocere nel riso.
Le mazzancolle (o i gamberi) hanno bisogno soltanto di un tuffo, in abbondante acqua bollente salata, pochi secondi. Poi li tiri su e li raffreddi. 

Ricordati anche che hai bisogno di un po' di brodo vegetale: sii un gran Signore, fattelo la sera prima con le verdurine fresche.......... altrimenti usa il maledetto dado.

Ecco che puoi partire col riso.
Carnaroli o Vialone è un eterno dilemma che ognuno decide di risolvere a modo suo. 
Tre etti per quattro sono comunque veramente pochi.
Lo tosti con l'olio e lo bagni col vino. Quando non senti più l'odore alcoolico inizi a cuocerlo con il brodo, e fai partire il contaminuti. Dopo la prima mestolata di brodo potrai aggiungere il mare, come sopra detto.
A metà cottura  butti nel risotto i gamberi e il calamaro e anche uno o due altri San Marzano, schiacciati forte nel pugno così da sprizzare il loro sugo rosso sulle pareti della cucina e sulla tua Lacoste bianca, se non sarai così accorto da mettere la mano dentro la pentola.
Vongole e muscoli entreranno nella pentola solo a due minutini dalla fine.
Spegni, ma non è finito.
Prezzemolo tritato, tanto.
Un filo d'olio, il più buono che hai.
Tre minuti di silenziosa attesa, piena di speranza.

Se sei stato previdente ti sei tenuto un gambero a piatto, per decoro.


sabato 31 marzo 2012

Risotto con i topinambur

Scrivo da scuola, mentre i miei compagni finiscono la verifica di francese. Io l'ho appena consegnata. Chissa' se l'ho fatta bene come al solito. Essendo il più vecchio ho questa (auto)condanna, non posso prendere sei. Vabbè, un'oretta ho studiato.
Intanto incomincio a scrivere. Il tempo è sempre meno, e bisogna ottimizzarlo.

Questi topinambur sono una cosa molto carina e molto buona, credo che li chiamino anche patate francesi. A questo proposito condivido un cartello trovato da uno dei miei fornitori, troppo simpatico.

Il link su Wikipedia è questo: topinambur.
Quindi me li sono puliti e li ho affettati sottili, dopodichè li ho saltati in padella con aglio e rosmarino, non tanto, solo per rosolarli e fargli perdere un po' di acqua.

A questo punto mi sono messo a fare il mio risottino come al solito, come l'ho scritto qui tante e tante volte. I topini li ho messi un attimo dopo che ho incominciato a versare il brodo.
La cosa bella dei topini è che in bocca ricordano un po' i carciofi.

Eccolo qui, sembrano funghi.....


















p.s.: se vuoi fare un piatto unico la salsiccia non ci starà certo male.......

sabato 14 gennaio 2012

Risotto con la salsiccia

Il sabato è un giorno più rilassato, puoi pensare alle cose da fare con più distacco, e fra queste c'è anche il cucinare, che non diventa la solita corsa contro il tempo.
Motivo per cui, oltre a riflettere alle ricette già promesse, mi è balzata agli occhi l'immagine di un risottino che avrei potuto tranquillamente produrre, senza bisogno di tante ricerche, sia sullo stampato sia sull'informatico.
Un paio di etti di salsiccia sgranata sono finiti in un padellino, a rosolare e a cedere un po' di grasso, dopodichè un mezzo bicchiere di vino bianco li ha portati a cottura.


Ho deciso che con la salsiccia ci sarebbe stata bene la trevigiana tardiva, un cespo. Una cipolla di Montoro, come al solito soffritta a parte. Il Vialone nano che mi era rimasto in casa l'ho finito. Non dico il peso perchè ho vergogna.
La trevigiana l'ho tagliata trasversalmente in tre parti, perché sono, dal basso verso l'alto, di durezza diversa. Per cui saltarle in padella con un filo d'olio tutte e tre insieme mi è parso poco furbo. Ecco come ho tagliato la trevigiana e i relativi tempi di cottura:




Naturalmente il tempo totale, cioè quello della parte più dura, che viene messa in padella subito, è solo di cinque minuti.

















Ed ecco come mi è venuta:







A questo punto ho potuto incomiciare la cottura, al solito modo che non sto a ripetere, del risotto.
Nota bene: avevo in freezer un certo contenitore con un litro e mezzo circa di buon brodo, ma non ricordo più di cosa..... sbattendolo nel microonde a scongelare la parte grassa affiora molto agevolmente e levarla è stato del tutto semplice. Levi grasso ma non sapore.

E allora il mio risottino è andato, con la salsiccia buttata dentro a metà cottura e la trevigiana a due minuti dalla fine. Un po' di burro per mantecare. Due minuti di attesa, quelli che ti servono per apparecchiare.
Dato che l'imperativo del risotto era: "sgrassare", ci ho bevuto sopra un po' di bollicine, Berlucchi Franciacorta '61, rosè, regalo di chi mi vuole bene.

Voto della famiglia (richiesto ma non indotto): 9/10 e 9/10. Tanto mi può bastare.


sabato 8 ottobre 2011

Risotti

Amo la cucina di Fabio perchè riesce sempre a stupirmi ed esco di lì con qualche dritta di grande qualità.
L'altra sera c'erano i risotti.
Il risotto lo so fare anche io, ne ho fatti tanti, ma di novità tecniche, e soprattutto di accostamenti, ne ho imparati, tanto è vero che la mattina dopo sono scappato a casa a farli provare ai miei due commensali preferiti. Ne ho fatti ben tre, e questi tre ve li propongo stasera.

Nota tecnica:
1 - Fabio usa Carnaroli, un superfino che rilascia pochissimo amido e quindi con chicchi che rimangono ben sgranati. Sedici minuti, col timer;
2 - il riso viene portato a cottura con acqua, circa un litro per tre etti;
3 - la rosolatura iniziale viene fatta con olio e non con burro, che contiene anche acqua;
4 - la mantecatura viene fatta con burro freddo di frigo.


Primo risotto: come gli spaghetti aglio e olio!
Dopo la seconda acqua aggiungi l'aglio schiacciato e, se ce la fai, il peperoncino sbriciolato, e lo porti a cottura.
Mantechi con olio evo, parmigiano (!) e prezzemolo tritato al coltello e al momento.
Ci sbatti sopra, come se il piccante non fosse abbastanza, una o due acciughine in salsa piccante, Rizzoli ad esempio, e un filo della loro salsina.
E' questo:
N.B. se vuoi potrai anche sostituire le acciughe con la bottarga, che vedrai che sarà libidinosissimo!



Secondo risotto: barbabietola e salsa al gorgonzola (dello Chef Enrico Bartolini)
Ti prenderai un paio di barbabietole, le tagli in piccoli pezzi e le frulli con poca acqua, in modo di ottenere una salsa abbastanza fluida.
Un etto di gorgonzola lo stemperi con poco latte.
Ti fai il tuo risotto col sistema solito e a cottura ultimata mantechi col parmigiano, il burro e aggiungi la purea di barbabietola. Servi con sopra la salsa al gorgonzola.
Eccolo:










Terzo risotto: capperi e caffè (dello Chef Massimiliano Alaimo)
Io questo accostamento l'ho trovato grandioso, sarà che mi piace fare lo strano, non so che farci.
Nel tuo risotto cotto come al solito e finito fai la mantecatura col burro e aggiungi i capperi più buoni del mondo o comunque i migliori che riuscirai a trovare, tagliati al coltello, e un filino di polvere di caffè.

La foto non fa giustizia al piatto: pazienza, fatevene una ragione.



Io penso che se servirete questi tre risottini i vostri commensali incominceranno a pensare che, qualunque mestiere voi facciate, siete sprecati........

mercoledì 13 luglio 2011

Ho comperato il riso rosso.......

e ho imparato qualcosa: non va bene per i risotti.
Non sarà questo grande concetto ma per iniziare può bastare.

L'altro giorno, prima di partire, al mercatino che c'è vicino a casa, ho visto questo meraviglioso riso rosso, che ha colpito duramente la mia fantasia perversa. Ho deciso di comperarlo, più che altro per la curiosità di sapere se manteneva il colore dopo la cottura......
Il riso rosso  è una qualità di riso integrale originario della Francia del sud: riz rouge della Camargue. E' coltivato anche in Italia dopo aver subito diverse selezioni. Il suo ambiente ideale e’ la bassa Baraggia Vercellese, negli umidi terreni argillosi e ricchi di ferro (sennò il colore dove lo prenderebbe?)

Relata refero: deve bollire 40 minuti.
ADR (a domanda risponde): se fai il risotto deve cuocere prima 20 minuti.
Come sempre detto e fatto, ho fatto i miei primi venti minuti di cottura in acqua abbondante salata.

Il risottino l'ho fatto come avevo l'ispirazione del momento.
La base è stata l'echalot, come al solito cotto a parte con la classica candelina.
Poi mi sono fatto (fare) una melenzana a funghetto, con ilprezzemolo tritato solo alla fine. Guardate che bella!
Ho quindi provato a tostare il riso con un po' di burro, poi, come sempre, uno spruzzo di Frascati scaldato e ho iniziato a farlo cuocere con il brodo. Dentro l'echalot, che tanto non brucia più.

Poi ci ho messo dentro uno o due (non me lo ricordo, cosa devo fare, non sono perfetto!) pomodori a pezzi



e verso la fine dei venti minuti (20+20, vedi sopra) le melenzane.

Ci voleva soltanto la mantecatura e ho pensato, in un attimo di scemenza (uno dei tanti delle mie giornate) che i cubettini piccoli piccoli di mozzarella andassero bene (mozzarella/melenzane, vedi ieri, buon accostamento). Ho usato mozzarella vaccina, non marca c., ma mi ha mollato dentro il mio risottino troppo liquido. Per cui chi lo rifarà ci metta o caprino o crescenza.
Eccolo, bellissimo:


Questo cazzone di riso dopo ben 40 minuti di cottura, chè poi ce lo siamo aspirato comunque, aveva ancora un'anima vetrosa che levati!

Per cui se, cara/o Amica/o, ti piacciono i miei ingredienti ti fai il risottino col tuo Vialone che godrai.

Se ti vuoi comperare il riso rosso, che mantiene il colore anche dopo la cottura, ti fai una bella insalata di riso per dieci crani con cetriolini affettati, capperini, olive buone e la giardiniera. Il tutto mantecato con la maionese alla senape che ti sei fatto.
Very coloured!

lunedì 2 maggio 2011

Risotto con gli avanzi

Trascrivo e ricopio una ricetta che quasi un anno fa avevo pubblicato su Facebook, quando ancora non avevo il "mio" blog. Rileggendola per caso oggi l'ho reimmaginata carina, e domani la farò.
Eccola, virgolettata.

"Come è noto, la domenica, ultimamente tutte le domeniche, devo cucinare, prescindendo dalla voglia o dal divertimento. Non voglio dire che preferirei lavorare ma dover fare qualcosa non scelto da me non è proprio il massimo.
Il riso si presta meglio di altro a questo stato d'animo per cui anche oggi, cara/o amica/o di fb, ti troverai il risottino.
Non ha fatto la spesa per il risotto e ho dovuto “saccheggiare” il frigorifero: come chi ha il mio libro già saprà, la cucina “di ricupero” è uno dei miei pallini.
Non ci sono le dosi, non ce n'è bisogno.

Intanto si parte con la cipolla, affettata e messa ad ammorbidire nel giusto burro, per conto proprio, con calma, ma con la coda dell'occhio sempre vigile.
Dal freezer è saltato fuori un sacchetto di funghi secchi: a mollo in acqua tiepida.
Parte anche il brodo, su un altro fornello, con il miglior dado che ho trovato in casa.
Il burro in padella e si parte a tostare il riso. Un attimo prima che sia a tiro ci rovescio le cipolle, e aspetto un altro attimo, dopodiché parte la cottura con il brodo.
Si ha un paio di minuti per ulteriori ricerche.
Saltano fuori dal frigo le croste del parmigiano: ce le metto? Si, male non faranno. Ancora qualche mestolo di brodo.
Perché non dare un po' di colore? Un cucchiaio di concentrato di pomodoro non può certo rovinare tutto.
C'è della bresaola: 50 grammi a striscioline, la posso mettere subito.
Giunto verso la fine, diciamo 15 minuti di cottura, ci butto i funghi strizzati.
A sedici minuti spengo.
Mantecatura burro e formaggio.
A 18 minuti porto in tavola.

Non voglio e non devo farmi i complimenti, però non ne è avanzato.
Per ultimo: ci stava bene secondo me qualche fogliolina di erba salvia.
Bon appetit!"

giovedì 21 aprile 2011

Risotto con il cavolfiore verde

Ieri è arrivato a casa un bel cavolfiore romano, quelli verdi e appuntiti, e io, rovistando fra i neuroni residui, cercavo una ricetta di un risottino che avevo fatto una volta a Bologna, direi nel 2005, ma né lì né, più semplicemente, fra le mie tante carte malriposte, è saltata fuori.
Ma il cavolfiore era comunque sul tavolo, e mi chiamava con impeto.
Allora ho cercato sulla rete, dove c'è tutto per definizione, ma "quella" ricettina non l'ho più trovata.
Ho ripiegato su questa, del sito www.bioexpress.it, che cito e quindi ringrazio.
La mia non è proprio eguale, ma da essa prende l'aire.

Gli ingredienti per quattro saranno il riso, diciamo quattro etti, mezzo chilo di cavolfiore verde come sopra citato, 150 g di formaggio fresco di capra, bello morbido e cremoso, uno spicchietto d'aglio, due foglie di alloro, la buccia e il succo di un'arancia, olio evo, sale, pepe. Un litro  e mezzo di brodo.

Io ho dato una botta di vapore alle cimette del cavolfiore, non mi sentivo di sbatterle in padella così, ma un minimo, solo per ammorbidirle leggermente. Poi sono volate in padella con l'olio, l'aglio e l'alloro e le ho fatte finire di insaporire.
Il riso: come al solito. L'ho raccontato tante volte che ho quasi vergogna. Tostare con il burro, il vino bianco a temperatura ambiente e la cottura con il brodo, un poco per volta. I minuti sono sempre sedici. A dieci aggiungi il cavolfiore. A dodici il succo e la buccia dell'arancia grattugiata. A quattordici il caprino. A sedici spegni.
Due o tre minuti di riposino. Nel piatto un filo d'olio e una grattata di pepe nero sul momento.
Semplice, carino, gustoso.
Bon appetit!



mercoledì 13 aprile 2011

Risotto con pollo e carotine

Ed eccoci qui.
Finalmente, dopo lunga pausa (di negatività) ricomincio a scrivere qualcosa nel blog.
Non posso dire che sia una ricetta che resterà negli annali della cucina ma per me vale molto.
Non solo perchè me la ha raccontata il mio amico Maurizio, chirurgo raffinato, ma perchè, raccontandomela, mi ha fatto rispuntare la voglia di scriverla qui.
Comunque bando alle ciance.
Io l'ho un po' modificata da come me la ha detta lui, perchè ho certe mie idee, che non sono la verità, ovviamente, ma a cui tengo.
E'un risottino con carne, quindi un piatto unico.
Ho tagliato due o tre carotine a listelli e le ho fatte ammorbidire col vapore.

















Poi una bella cipolla di Tropea l'ho fatta appassire come al solito, con la fiamma uguale a quella della candela.
Diciamo 250 grammi di petto di pollo l'ho tagliato a piccoli pezzi e li ho saltati in padella con pochissimo olio evo e un po' di rosmarino, e, dopo qualche minuto, li ho spruzzati con un po' di Frascati.


La ricetta l'ho preparata ieri, al pasto di mezzodì, e ho deciso che era giusto buttare quattro etti di riso, avevo in casa del Carnaroli, non passato attraverso i soliti canali commerciali.

Ho fatto infine tostare il riso nel burro, l'ho spruzzato fuori fuoco con il resto del Frascati e ho incominciato a farlo cuocere con circa un litro e mezzo di brodo vegetale (la carne ce la avevo già nel piatto). Le cipolle appassite le ho buttate subito, la carne a dieci minuti, le carotine a quattordici. A sedici minuti il riso era pronto. Una spruzzatina di parmigiano.



Semplice, gustosa.
Grazie Mauri, anche questa volta la tua amicizia mi è stata preziosa.