Andiamo a incominciare

Basta fare un giro al mercato.
Già gli occhi si riempiono di colori, colori di pomodori e peperoni, caldi, rossi e carnosi come certe labbra che si offrono senza vergogna, ma anche caldi come il giallo di pani appena sfornati, sotto la cui crosta si indovina una tenerezza nuova.
E la verdura? ci offre tutte le tonalità dei verdi, che raccontano sommessamente di prati e di orti, innaffiati da uomini tranquilli in maniche di camicia, durante silenziosi tramonti.
Come si fa a non amare il cibo? Semplice, basta non amare gli umani.
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mercoledì 2 novembre 2016

PETTO DI POLLO ALL'ARANCIA - CHICKENBREAST WITH ORANGE - POITRINE DE POULET A L'ORANGE

A Genova si usa dire che se i Santi sono senza "becco" il Natale sarà poveretto.
Non è vero ma ci credo.
Come è ormai noto nella dieta mediterranea la carne rossa si mangia una volta al mese per cui per il mese di novembre ho già programmato un bollito mitico. E basta.


La ricetta è rapida, comoda e di ottima figura. L'ho presa dall'enciclopedia della cucina italiana, volume "carni bianche". Non sia mai che mi prendo meriti non miei..... il merito se mai è averla tirata fuori.

Prendi due petti di pollo interi e fai un taglio longitudinale in ciascuna delle due metà: ti aiuterà a cuocerlo.
Nella tua teglia da forno metti uno strato di pancetta tagliata a fettine sottili (così resta bella morbida) e vi adagi sopra i due petti. Sopra di loro un altro strato di fettine di pancetta.
Naturalmente se preferisci puoi usare il bacon o lo speck: io ho usato quest'ultimo per finire un fondo di frigorifero.
Una spruzzata di vino bianco non gli farà male.
Metti la teglia in forno già a 180 °C per mezzora. Vedrai che lo cuocerai bene.
In questa mezz'ora ti spremi un paio di arance e le metti da parte.
Fai un roux con 100g di burro e cento di farina. Lo fai raffreddare. Invece che buttarci dentro latte bollente, come fai con la besciamella, ci butti sopra il brodo bollente. E cuoci un quarto d'ora girando con la frusta. Alla fine ci versi dentro il succo d'arancia.
Dài che hai finito.
Tiri fuori il pollo e lo tagli a fettine, parallele ai quattro tagli già fatti.  Ci metti vicino le fettine di pancetta. Irrori il tutto con la tua bella salsina. Ci metti a fianco una o due arance che hai pelato al vivo.
E che nessuno pensi che non è semplice.....




sabato 29 ottobre 2016

Lonza di maiale agli agrumi - Pork with citrus fruit - Porc aux agrumes

Continuo a divertirmi in cucina, e non è poco, di questi tempi.



Mi sono comperato un pezzo di lonza di maiale, intorno al kilo. Senza legarlo l'ho rosolato bene, nel solito olio di arachide che poi ho buttato via. A quel punto, quando ha preso quel bel colore marrone, l'avrei potuto lasciare lì per ore. E' un lavoro che si può fare la mattina per la sera..... che ti risparmi quella mezzora.
Una volta rosolato l'ho legato mettendo sotto al filo le zeste di limone, di lime e di arancio. Profumeranno il tuo arrostino, non essere parco. Per un kilo diciamo due lime, due limoni e tre o quattro aranci. 
Adesso la lonza deve finire di cuocere, con un po' di olio evo e la giusta quantità di vino bianco, e con gli agrumi a pezzetti. Oltre naturalmente a mezzo ananas e a una mela, ove possibile una mela Granny Smith.
La cottura dell'arrosto "morto", come è noto, deve avvenire a fuoco basso e con il coperchio, dimodoché il suo stesso vapore lo rende umido.
Ci vorrà un'oretta, più o meno. Occhio che il maiale non è manzo, la temperatura al cuore deve essere almeno 70 °C.
Arrivato alla fine di questo piccolo viaggio levi l'arrostino dalla saltiera e lo riponi. Levi dal sugo gli agrumi e ti restano l'olio, il vino, l'ananas, la mela e il sugo che la carne ha ceduto.
Frullalo con il minipimer: la mela ti aiuterà a dargli la giusta consistenza. Avrai così la salsa da versare sopra al tuo arrostino da portare in tavola la domenica.

Se proprio vuoi strafare puoi accompagnare l'arrostino con qualche carota glassata: fai mezzo kilo di carote a pezzetti, come più ti piacciono ma circa tutti uguali di dimensione, e li metti a bollire in mezzo litro di acqua, 60 grammi di burro, tre cucchiaini di zucchero e uno di sale.
Quando hanno preso il bollo abbassi il fuoco e le fai cuocere per una mezzoretta, fino a quando saranno belle lucide.

Ecco la foto della prima prova di quest'arrostino, senza la salsa frullata e con pezzi di agrumi bruciaticci.... ma che buono!



Quindi tutto è migliorabile, almeno in cucina. Forse solo in cucina......





martedì 30 agosto 2016

Carne bianca, oramai solo quella.....

Ma non è detto che debba essere il solito petto di pollo grigliato che sa di gesso.....
Certo, polli e tacchini se uno potesse andarseli a comperare in aziende dove vengono allevati a terra e non in batteria, magari mangiando il mais... ma sono solo sogni  di cuoco....
Ragion per cui mi devo industriare con quello che ho, che poi è quello della Coop.

Incominciamo affettandoci tre o quattro cipolle rosse: le rosoliamo in padella, aiutandoci con un po' di vino. E le mettiamo da parte.
Adesso prendiamo le nostre fette di petto di tacchino e ce le tagliamo a striscioline sottili, tipo uccelletto tanto per intenderci. Le infariniamo e le buttiamo a rosolare nella padella in cui abbiamo rosolato le cipolle, aggiungiamoci un po' di olio, per favore. Ci mettiamo assieme: un peperoncino, un pugno di olive (o capperi), una gratuggiata di buccia di limone, un pugno di frutta secca mista tritata grossolanamente. Quando tutto questo ben di dio sarà rosolato aggiungi le cipolle e porti il tutto a cottura con un filo di brodo. Ma poco, giusto per sciogliervi quel cucchiaino di curry che darà un pizzico di esotico al tuo piatto.
Assaggiala, questa carne!
Alla fine una generosa spruzzata di superalcoolico e una flambata saranno il tocco dello Chef.
Bon appetit!


 


mercoledì 25 giugno 2014

Porco all'alentejana


Altra ricetta che mi porto in cartella da mesi, che il diploma mi ha in un certo senso spronato a provare.
Di questa ricetta esistono in rete innumerevoli lezioni, anche sul come debba essere fatta la massa de pimentao, che è una crema di peperoni rossi.
Dato che non puoi leggerle, e studiarle, tutte ho finito per regolarmi secondo la mia sensibilità, che in questi tre anni di scuola debbo dire che è cresciuta.
Per cui forse più che all'Alentejana questo porcellino sarà alla euge, ma comunque è buono, non dubitate....

La massa de pimentao l'ho fatta così: ho messo i peperoni a bollire in acqua salata. Qualcuno dice che devono asciugare due giorni ma io non ho né tempo né pazienza. Mi sono aiutato con il torchon, il forno a 60 °C, il microonde, insomma non volevano asciugare, maladetti loro....
Alla fine li ho sbattuti nel mixer aggiungendo olio evo, sale, qualche goccia di tabasco e qualche goccia di aceto “cosiddetto” balsamico.
La crema che ne è risultata ha un gusto molto particolare, ad assaggiarla così, e poi nel maiale migliora.

Adesso dedichiamoci al porco. Mi trovavo nel frigo una lonza di circa un kilo. Dopo averla tagliata a cubetti l'ho messo a marinare qualche ora con alloro, aglio schiacciato, una bottiglia di est est est (c'era quella in casa), sale e pepe e la massa de pimentao. 



Il microonde gli ha dato una botta di calore.
Assieme al porco ci vogliono le vongole. E' questo accostamento che ha colpito la mia fantasia, terra e mare. Purtroppo, e lo dico davvero con cognizione di causa, quel pomeriggio al mercato le vongole non c'erano più, ed è stato giocoforza usare quelle surgelate, Oceano Pacifico, Vietnam, circa 9 euro pro kilo. Certo, sono stracomode ma il gusto è grandemente scemato, e soprattutto non puoi usare la loro acqua di cottura, che nel sughetto non gli dava certo male!
Comunque sia sono finite in padella, dopo scongelate, con olio e aglio, ma per poco poco. Alla fine il prezzemolo tritato.

Dai che siamo quasi alla fine.
Si tratterà di scolare la carne dalla marinata e di rosolarla in padella. Quando è rosolata si aggiunge poco poco per volta la marinata, aggiungendo, se sembra troppo liquida, il solito cucchiaio di maizena sciolto in acqua. Le vongole alle fine, due minuti assieme e poi spengi.
I tuoi ospiti (i miei, almeno) resteranno un po' interdetti ma se lo papperanno tutto.

Da riprovare con le vongole fresche.

p.s. Alentejo è una regione del Portogallo, grosso modo la terza parte meridionale.





Consolarsi con la musica (qualcosa unisce questo pezzo, splendido, a un'opera di Mozart):



lunedì 26 maggio 2014

Sottovuoto 2: cipolle di Tropea con filetto di maiale - Vacuum 2: Tropea onions with pork fillet - Sous vide 2: oignons de Tropea avec le filet de porc

Seconda ricettina del tour del sottovuoto.

Questa volta non è mia ma le cipolle in agrodolce son prese da qui: la ricetta, fatta più volte, è pressoché perfetta, e veloce. Un kilo e duecento di cipolle tagliate a pezzettoni, la scorza di un'arancia, 15 grammi di sale e 25 di zucchero, 30 cc di aceto bianco e 30 cc di olio evo.
Metti nella tua mitica busta, sigilli e fai cuocere mezzora facendo pippiare la pentola.

Io di mio ci ho aggiunto il filetto di maiale in cottura prolungata. Che vorrebbe dire: rosoli il filetto bene bene nell'olio di arachide e poi lo sbatti nella busta con un rametto di rosmarino. Visto che la cottura è veramente lunga (sette ore!) dovrai armarti di un termometro a sonda così da avere 70 °C precisi.

Servi il filetto affettato insieme alle cipolle.

N.B. Mi piacerebbe che, non avendo potuto fare foto per ovvi motivi quel giorno, il mio pubblico, che ringrazio ancora tanto per la partecipazione entusiasta, mi mandasse qualcuna delle tante foto fatte, o magari tutti mi  mandassero tutte le foto che hanno fatto......
                       
Oggi ho tempo e la musica la metto:


mercoledì 4 dicembre 2013

Filetto di maiale al miele con mele e cipolle in agrodolce - Filet de porc avec les pommes et miel et les oignons dans une sauce aigre-douce - Pork tenderloin with honey, apples and onions in sweet and sour honey

Sabato sera mi sono applicato a questa ricettina, già fatta a scuola ma che non ho seguito in prima persona, anche se ho preso gli appunti. Poi ho trovato una sua “sorella” nella rete, questa......
E soprattutto venerdì mi è arrivato il filetto di maiale buono....

Prima cosa: le cipolle in agrodolce. Niente di più semplice, ovvio, stufi le cipolle, bianche o rosse a tuo piacere – perfette le Montoro - a fuoco più che basso e quando sono una morbida poltiglia ci aggiungi lo zucchero e l'aceto bianco, ancora meglio quello di mele. Di entrambi ne metti tanto quanto il palato ti dice che va bene.







Poi fai i medaglioni di filetto di maiale e li fai rosolare bene nella padella di alluminio, con olio o burro a tuo piacere e un rametto di rosmarino: solo così resterà uno splendido fondo marrone, il mitico prodotto della reazione di Maillard!!, cioè questo



Li metti da parte al caldo.

Ti concentri sulla padella, non prima di avere tagliato a fettine più che sottili una mezza mela, adesso girano le Fuji.....

In padella butti un paio di cucchiai di miele, non di castagno, è troppo forte, di acacia o millefiori, e il marsala secco, e li fai cuocere raschiando col cucchiaio di legno il fondo lasciato dal filetto, indi aggiungi le mele e le fai disfare. 




































E poi aggiungi la cipolla in agrodolce. E poi aggiungi il filetto di maiale.




Ecco come l'ho servito:























dimenticavo di dirvi, per farvi morire di invidia, che il primo è stato le trenette al pesto.....






Stasera la musica è questa, che tutti conoscono ma di cui nessuno sa l'autore..... neanche io....fino a ieri




domenica 17 novembre 2013

Petto di pollo con le verdure, ma non solo - Chicken breast with vegetables, not only - Poitrine de poulet avec des légumes, non seulement

Il petto di pollo non mi piace granché. Sarà perché in città è difficile trovarne qualcuno che sappia di qualcosa diverso dal gesso (al limite cartone), sarà perché comunque lo trovo troppo asciutto.
Fatto sta che soggiorna sempre in frigo, anche se nel cassetto a 0 °C, un giorno di più del dovuto, e allora bisogna smaltirlo rapidamente.
Quindi la ricetta è, anzi diventa: "Metodi originali per smaltire il petto di pollo".
Poi magari ai miei lettori piace da morire e se lo mangiano così, nudo e crudo.

Il pollo era già fatto a fette, che sono state grigliate accuratamente, e poi tagliate a striscioline.
Una melenzana a cubetti l'ho fritta nell'olio di semi di arachide, a parte.
Nella saltiera ho messo l'aglio, l'olio evo, tre o quattro acciughe sott'olio e un peperoncino, e quando le acciughe si sono disfatte ho buttato circa metà di un cavolo verza di media grandezza, affettato a striscioline. Dopo un quarto d'ora che rosolava bene vi ho aggiunto una ventina di Piccadilly tagliati a metà e il concentrato di pomodoro (l'immancabile). E i cubetti di melanzana, già fritti. Ho incoperchiato e ho aspettato quel quarto d'ora, in modo che ogni ingrediente desse il sapore agli altri.
Dopodiché ho aggiustato il sale e ho buttato dentro le striscioline di petto di pollo, che, questa volta sì, avevano proprio un buon sapore.....
p.s.: non dimentichiamo il prezzemolo!

Eccola, la mia piccola creazione:




Musica, dei nostri tempi....


venerdì 17 maggio 2013

Insalata di pollo con le pesche noci - Chicken salad with nectarines - Salade de poulet avec les nectarines

Stasera una ricettina di recente gustata, ricettina che conoscevo già da lungo tempo, perchè presente in questo splendido blog, Pan con l'olio.

Dolce e salato: che accostamento delizioso!
Spero che nessuno dei miei lettori si privi di questi sapori: difatti il sottotittolo del blog recita: ricette collaudate dolci e salate (ma insieme, dico io).

Pertanto si tratterà, molto semplicemente, per ciascuna persona che siederà al tuo desco, di grigliare bene 150 grammi di petto di pollo, di scalopparlo e di affettare una bella pesca-noce, ovvero una pesca, bisogna però che sia proprio matura al punto giusto, naturalmente dolce (adesso al mercato incominciano a fare capolino).
Poi aggiungerai un po' di insalatina, verde e rossa, e una vinagrette fatta con l'aceto di mele e un olio non poi così forte, del Garda, ad esempio. Mescoli bene e nei piatti aggiungi una spolverata di semi di papavero.

Come ho scritto in un raccontino del mio blog di scrittura creativa: "Lo so, avvicinare pollo e pesche la farà trasalire, anche se non avrà il coraggio di lamentarsi, i semi di papavero poi...., riuscirò a sorprenderla".

Eccola! La brutta foto non le rende giustizia, sorry!!




sabato 4 maggio 2013

Petto di pollo al mojito - Mojito chicken breast - Blanc de poulet au mojito

Eccola, la nuova ricetta della settimana, la "nueva receta de cocina", considerando che c'è il rum, ah ah ah.

Me la ha raccontata un mio nuovo amico, Tommaso, cuoco raffinato e barista sopraffino, a cui sono davvero debitore.
Minimalista anche lei, come tutte le ultime.

Allora: ti fai fare dal pollivendolo un po' di petto di pollo a cubettini piccoli, diciamo mezzo centimetro di lato. E' tutto tempo risparmiato. Arrivato a casa lo infarini ben bene e lo setacci, ma non tanto prima!!
Sbatti in padella il giusto burro e quando è sciolto butti il pollo e incominci a rosolarlo. Aiutati con un bicchiere di rum invecchiato, fuoco e fiamme sono belli in cucina!



Due lime ce li puoi spremere tranquillamente dentro, a mano. Manca solo la menta fresca, spezzettata a mano, anche se non è la hierba buena.
Lo servirai con le fragole e l'aceto balsamico.

Varianti nate nella mia testa:
1 - usare anche cubetti di melanzana. Ma ho avuto paura.
2 - usare il basilico al posto della menta. Qualcuno mi dirà "non c'entra più niente col mojito". Error! guarda qui: Baxeichito.

Ecco il mio pollo al mojito:





venerdì 19 aprile 2013

Avanzi di pollo arrosto 2: l'aspic - Restes de poulet rôti 2: l'aspic - Remnants of roast chicken 2: the aspic

Avanzi 2 perché la ricetta, grazie ai consigli del Maestro, si è evoluta ed è diventata un piattino di tutto rispetto, da leccarsi i peli delle orecchie.....

Quindi: il pollo arrosto te lo puoi anche comperare, il più buono che riesci a trovare, naturalmente, e con tanto amore ti metterai a spolparlo e a ridurre la polpa in piccoli pezzi. I cetriolini ok, sono perfetti.
Si tratta di aggiungerci ancora: carote, fagiolini e punte di asparagi, tutti cotti rigorosamente al vapore uno per uno e ridotti in piccoli pezzi o cubetti.
La mitica gelatina Ideal (mitica perché è buonissima di gusto, almeno a me piace da morire, con uno spruzzo di aceto) rimane ed è l'amalgama del nostro meraviglioso antipastino.

Nota bene: il meraviglioso antipastino se lo metti nello stampo grosso avrai gli stessi problemi di taglio che ho avuto io. Oddio, se te lo fai solo per te va benissimo così, ci immergi dentro il cucchiaio e non lo levi neanche dallo stampo..... invece se hai gli ospiti del "cuoco per amore" ti consiglio vivamente stampini monoporzione.
Eccolo, gioite!!!



















Ed ecco la versione monoporzione con prosciutto e formaggio invece del pollo, e con gli asparagi....























martedì 16 aprile 2013

Filetto di maiale arrosto, mele e ananas - Roasted pork tenderloin with apples and pineapple - Filet de porc rôti avec les pommes et l'ananas

Quando ho cercato in rete questa preparazione ne ho trovate più di una ma ognuna aveva qualcosa che non mi piaceva. E il mio filettino di maiale giaceva nello scomparto a 0 °C da un paio di giorni di troppo. Per cui ho dovuto fare buon viso a cattiva sorte e sono andato a orecchio, con un risultato giudicato più che discreto.

Il filetto l'ho semplicemente bardato con rosmarino e salvia, avvolto nell'alluminio e sbattuto in forno, diciamo sui 200 °C: non ero in casa mia per cui non sono riuscito a regolare la temperatura con precisione. Una mezzoretta, circa.

Intanto che il filetto "lavora" mi faccio questa salsina. Affetto un paio di porri e li soffriggo. Quando sono morbidi aggiungo una Granny Smith fatta cubetti e un cucchiaino (ma se dovessi cucinare solo per me due o tre) di curry, profumatissimo. E cerco di portare le mele a cottura e di farle disfare.

Già così andrebbe bene ma voglio strafare, per cui in un'altra padella metto cubetti di ananas, zucchero di canna e li flambo con un po' di distillato (il Calvados è perfetto).
Intanto che il gioco con i pentolini si avvia al termine il filetto sarà già pronto, a meno che non abbiate messo in forno il maiale intero. 
Lo sfasci e lo fai asciugare ancora cinque minutini. Poi lo affetti e lo cospargi col contenuto delle padelline.

Spero che nessuno pensi che questa è una ricetta difficile: non lo è. 
Ma è molto divertente!

Eccolo, il mio filettino di maiale














venerdì 22 marzo 2013

Avanzi di pollo arrosto - Restes de poulet rôti - Remnants of roast chicken

Raramente ho degli avanzi, non importa per quante persone cucini.
Può capitare, come in questo caso, che il mio ultimo pollo arrosto, dopo il pasto resti privo di petto, cosce e ali, e la carcassa finisca in frigo un paio di giorni.

Devi solo trovare il tempo di sederti una mattina e di metterti con le dita a raschiare ogni pezzettino di polpa residua. Vedrai, ne verrà abbastanza per questo bel piattino, che la sera potrai servire con grande soddisfazione.

Col pollo potrai mettere ciò che vorrai: io ho deciso di metterci solo cetriolini affettati, i migliori che ho trovato. E poi tanta bella gelatina.... fatta col mitico cubetto Ideal.

E' bellissimo, me lo dico da solo..... anche se ne ho fotografato solo metà.

Bon appetit







martedì 22 gennaio 2013

Brasato al Barolo - Braisé au vin Barolo - Braised beef with Barolo wine

Come sempre nulla di nuovo. E' che, a suo tempo, erano arrivate queste due splendide bottiglie di Barolo e non era giusto che rimanessero lì. Il tempo freddo ha avuto la sua parte nella decisione.
Avrei voluto far precedere il titolo della ricetta da "Ricette semplici 1 - " ma non mi è sembrato rispettoso.
Ma davvero non è una ricetta difficile!
La cosa più importante non è il vino ma la carne che sceglierai. Questa lunga cottura secondo me ne mette in evidenza tutto il sapore. Motivo per cui sceglierai vitellone piemontese "della Fassone" o "della coscia", va bene anche un quarto anteriore tipo sottopaletta. Ricordati che lo devi legare: sarai aiutato negli spostamenti e lo taglierai meglio.
Non tutti i libri che ho letto consigliano la marinatura per una notte. Trovo che sia una cosa furba, di poca fatica. Ci vuole il contenitore giusto, di poco più grosso del pezzo di carne, cosicché il vino lo coprirà tutto.  Assieme al vino metterai pezzettoni di sedano, cipolla e carota. La cannella e il chiodo di garofano. Il pepe nero. Copri con la pellicola e vai a dormire, o a fare dell'altro. La mattina dopo troverai che la tua carne ha preso il colore dei tannini del tuo Barolo. Se devi preparare il pranzo ti svegli alle otto, se no puoi tranquillamente dormire un po' di più e cominciare alle tre.
Levi la carne dalla marinata. Con il colino recuperi il vino ma butti via gli odori esausti.
Incominci a rosolare, senza fretta, da tutti i lati, senza bruciare la carne, aiutandoti con lo spago. Devi mettere gli odori nuovi, sempre a pezzettoni, con in più l'alloro (è imperativo) e il rosmarino. Non dimenticare la cannella e il chiodo di garofano, e, se vuoi, anche una grattata di noce moscata. Quando è tutta bella rosolata - uno spettacolo a vedersi - la metti nella pentola finale assieme alle verdurine e agli odori. E versi la tua bottiglia di Barolo della sera.
Adesso incomincia la cottura, ben incoperchiata e lunga. Dovresti cercare di ottenere una carne "che si spezza con un grissino" ah, ah, ah. Minimo tre ore, meglio quattro. Ogni mezzora controlli che non si sia appiccicata alla pentola (di coccio) e che il liquido non evapori. [certo che non evapora se il coperchio è a tenuta!].
Quando sei a tiro levi la carne e la tieni in caldo, coperta dall'alluminio.
Il tuo sugo, anche a seconda della quantità di verdurine che avrai messo, sarà più o meno denso. Deve diventare molto denso. Non c'è nessun problema: dopo avere levato i rametti di rosmarino e le foglie di alloro, ci butti dentro il minipimer e ci dai dentro alla grande. E' troppo denso: aggiungi un po' di brodo (acqua bollente ed estratto di carne Liebig). E' troppo liquido: aggiungi la farina di riso, piccolo trucco del professionista. A tutto c'è rimedio in cucina, eccetto che agli aiutanti disobbedienti. E' per questo che io cucino da solo.
Tiri fuori la carne e la fai a fettine di un centimetro. La tuffi nella crema, perché è quella che hai ottenuto e tieni in caldo.
Il purè di patate quarantine non potrà che starci bene.
Non dimenticare cara/o Amica/o che il Barolo che darai da bere ai tuoi commensali dovrà essere stappato un paio d'ore prima del servizio e scaraffato. Assolutamente.

Varianti: una l'ho già detta, è quella di non fare la marinatura.
Un'altra è quella di lardellare la carne: a parte il fatto che ci vuole l'attrezzo ad hoc, che non tutti hanno, questo potrebbe essere utile se userai carne di quarti posteriori, con minore contenuto di grasso. La sottopaletta secondo me non ne ha di bisogno. Il gourmet golosastro aggiungerà in cottura un piedino di vitello, che darà alla salsa maggiore viscosità e più sapore (e più colesterolo, naturalmente).

Mi pregio di sottoporvi una miserabile fotografia, che è proprio l'ultimo pezzettino avanzato con l'ultimo cucchiaio di salsa.... e vi va già bene così. L'idea della crema comunque la dà chiaramente.






domenica 13 gennaio 2013

Pollo alla cacciatora - Poulet chasseur - Hunter's chicken stew

Oggi ho fatto anche questo, sennò come facevo a stare tre ore nette in cucina?
Nulla di nuovo o di non reperibile sul web, per carità, il fatto è che l'abbiamo fatto a scuola, e se a scuola è venuto buonissimo (con gli ingredienti "economici" che passa il convento) figuriamoci come sarebbe venuto  quando l'avrei fatto a casa!!!
Detto fatto.
Iersera mi sono comperato un mezzo pollo di quelli non del supermercato, che sono poco saporiti, ma da un  certo pollivendolo che frequento. Peso del mezzo pollo: 1,1 kili, una bestia non delle più piccole ;-)

Incominci passando con grande impegno il pollo sulla fiamma. Poi lo tagli a pezzi, secondo i sacri canoni dell'alta cucina (ah, ah, ah) o come meglio ti riesce, levi il filo della schiena (un buon brodo lo potrebbe ancora dare) e rosoli tutti i pezzi bene in padella, con l'olio di arachide. Sfuma col vino bianco. Non dimenticare naturalmente, come ho fatto io, di salarlo e di peparlo.
E lo metti da parte.
Prima, nel frattempo o dopo, ti fai il tuo bel sughetto, facendo rosolare il trito aromatico (ebbene sì ne avevo fatto il doppio quando ho fatto la bisque), poi aggiungi un pugnetto di funghi secchi spugnati e tritati - e non butti via la loro acqua - e aggiungi due lattine di pelati, quelli buoni, o i pomodori freschi se hai più tempo di me. Aggiungi anche due cucchiai di acqua dei funghi. Porti a bollore e aggiusti di sale e di pepe. Ancora dentro le olive (Gaeta, s'il vous plait) e una manciatina di pinoli. Rosmarino, timo, salvia a piacere, dico io. Abbassi e fai asciugare un pochino.
Nel frattempo ti salti gli champignon in padella a fuoco vivace, sbucciati ma interi, e quando sono pronti, con il loro bel colore marroncino, li affetti e ci sbatti dentro anche loro.

Ok, adesso sei pronto a mettere tutto insieme, nel forno caldo a 180 °C, in idoneo contenitore che tenga tutti i pezzi di pollo e la salsa, sopra e sotto. Una manciata di prezzemolo non potrà non dargli un fresco profumino.
Il pollo, si sa, deve essere ben cotto, meglio un pochino di più che un po' di meno. Motivo per cui, anche perché il mio aveva una coscia clamorosa, gli ho dato tre quarti d'ora di forno e, nella paura che la salsa mi si asciugasse, l'ho avvolto con la carta d'argento.

Come puoi ben vedere, cara/o Amica/o, cucina più che classica, ma che buona!!!!










Mi piace citare la versione di Jamie Oliver, che qui vi allego:
hunter's chicken stew





sabato 5 gennaio 2013

Polpettone alla Guinness - Big meatball with Guinness - Grand boulette de viande avec la Guinness

Pessime traduzioni, ne sono consapevole.

Eccomi qui, al ritorno dalle vacanze, lunedì si ricomincia.
Tanto per incominciare Buon 2013 a tutte e a tutti, vi voglio bene e grazie che ci siete.

Oggi pomeriggio, arrivato stanco, non ho trovato niente di meglio da fare che aprire il frigo. Lo so, devo dimagrire ma questo piatto che ho fatto, giudicherete voi, non è proprio grassissimo....
Nel frigo ho trovato certa carne che a suo tempo avevo comperato, non vorrei dire quando. Dato che io ho uno scomparto a zero gradi mi ritengo autorizzato a farvi soggiornare la carne per periodi forse esagerati. L'ho aperta, guardata, odorata, tutto ok. E' un po' ossidata, certo ma l'odore mi convince. Ne approfitto per giocare un pochino al piccolo macellaio, con il nuovo accessorio tritatcarne del mio robot, comperato di recente. Ho deciso di tritarla, tanto per cominciare, poi vedremo.
Quando comperi un qualche attrezzo ti dovresti domandare se la presenza di un pieghevole di carta stampata con certi disegnini possa avere un qualche significato. Io la metto direttamente in un cassetto, perché se no non mi diverto davvero. Per cui tritare la carnina è diventata un'impresa da mille e una notte, ma alfine ho avuto ragione io. Credo di averci impiegato il quadruplo del tempo che se avessi letto quel foglietto, ma io sono fatto così, e ormai, alla mia età, mi devo prendere come sono.
Guardando quella carne tritata, forse è meglio dire polverizzata, ho pensato che fosse furbo fare un
polpettone, anche perché non risente di una lunga cottura, che mi garantiva la tranquillità dal punto di vista igienico.
Allora sono andato a prendermi una ricettina sull'enciclopedia di Repubblica, che di polpettoni ne ha tanti, e l'ho modificata così. Ai miei circa otto etti di carne di b.a. ho aggiunto un panino secco bagnato nel latte, una mezza cipolla, uno spicchio d'aglio, sale e pepe e due o tre dita di Guinness. Un mezzo cucchiaino di  comino, con il suo inconfondibile profumo. Questa volta persino i miei commensali hanno dovuto ricredersi su questa spezia meravigliosa.
Una volta datagli una forma "normale" l'ho fatto rosolare con un po' di olio, questa volta ne ho messo poco davvero. Dopo due belle rosolate ha finito di cuocere per una quarantina di minuti aiutato da una lattina di Guinness.
Alla fine dei quaranta minuti il sugo residuo l'ho un po' addensato con un cucchiaio di farina.
Contorno: broccoli al vapore, tristemente perché saltati in padella con aglio, olio peperoncino e acciughe sono più buoni.
Me ne farò una ragione.

Comunque è bellissimo:



lunedì 15 ottobre 2012

La daube

Quando questo piatto mi è tornato in mente ha risvegliato tanti ricordi, una trattoria in un paesino del ponente, poco distante dalla Francia, due vecchietti, lei in cucina e lui in sala, pochissimi tavoli, troppo presto chiusa, chez Ugo, si chiamava.
Il ricordo della "doba", come la chiamavano italianizzandola, è sicuramente molto sfumato, assieme ai ricordi di quegli anni, comunque migliori di questi. Ricordo però che ci piaceva molto, e quelle poche volte che siamo andati "alla casa" di Ugo l'abbiamo sempre gustata.

Ovvio che era golosa l'occasione di prepararla, non foss'altro per ricreare quei momenti attraverso un piatto.
Ma quando qualcosa è radicato nei tuoi ricordi il volerlo ricreare è sempre un (piccolo) fallimento, perché il tuo passato è trasfigurato, e il piatto che fai oggi avrà sempre un gusto diverso.

All'uopo ho anche comperato un libro di cucina provenzale (vedi sezione "i libri di euge" che quanto prima aggiornerò), ché è da lì che proviene questo piatto, ma non sono stato premiato e la ricetta non c'era, per cui mi sono dovuto fidare esclusivamente della rete: la memoria non sarebbe servita perché offuscata dalle emozioni.

Trattasi in particolare di stufatino di carne, marinato con vari odori nel vino e stracotto il giorno dopo per 3-4 ore. Oh, ragazzi, non vorrei che pensaste che non sia granché buono.... è buonissimo, invece.

Ho comperato un kilo e duecento di bovino adulto, reale, muscolo e punta di petto.
L'ho fatti a cubetti, 4-5 cm di lato e li ho messi nella boulle insieme a: cipolla a pezzi col chiodo di garofano, carota, pepe e ginepro pestati nel mortaio, una stecca di cannella, un po' di noce moscata, due foglie di alloro, strisce di buccia d'arancio, olive nere e le mie amate erbe di Provenza: timo, origano, rosmarino, salvia, santoreggia. Il cacao, citato in rete, non ho ritenuto di metterlo.

Il giorno dopo ho scolato la carne e l'ho rosolata insieme alle cipolle, tagliate a fettine. In Provenza usano pentola di terracotta chiamata "daubiére".Occhio che non ti puoi aspettare che diventi "dorata", è violacea. Ho aggiunto un po' della roba della marinata, timo, salvia e rosmarino freschi - ho comperato proprio sabato tre mega piante, così li avrò sempre freschi - e ho portato a cottura con il vino della marinata e altro, della stessa bottiglia. Non ho usato il  Côte du Rhône, forse più filologico, ma il Barbera è andato bene lo stesso.

Il sugoso risultato è questo, che mi ha fatto venire in mente che è quasi come cucino il cinghiale, ma va bene lo stesso........



domenica 23 settembre 2012

Coda di bue con le cipolle - Queue de boeuf aux oignons - Oxtail with onions


Ho tirato fuori dal freezer una coda di bovino adulto, 2,2 kilogrammi. Un'oretta per scongelarla con il microonde.
Dato che mi secca fare più di una volta le ricette ho deciso che non avrei fatto la coda alla vaccinara.
Sulla rete ho trovato soltanto una ricetta, che è la stessa del libro “Le ricette degli altri” di Allan Bay, per cui quella ho seguito e fatto. E' la coda con le cipolle, dal capitolo Germania.
Come noto le mi dosi sono megalomaniche per cui seguirò quello di Bay.

Un kilo di coda, una cipolla, una carota e un gambo di sedano e fai bollire la coda coperta a filo di acqua per due ore. Mi sono permesso di aggiungere uno spicchio di aglio e qualche bacca di ginepro.
Prima che finisca affetta tre cipolle (io le ho tritate) nella casseruola con l'olio, tre chiodi di garofano e tre foglie di alloro (avevo pensato che il mitico concentrato di pomodoro ci sarebbe stato bene vicino, ma me ne sono dimenticato). A cipolle appassite unisci due cucchiai di farina e bagni con due mestoli del brodo bollente.
Ci sbatti la carne scolata e prosegui la cottura a fuoco basso per un'altra mezz'ora, e se asciuga troppo ti aiuti sempre col brodo.
Totale cottura: due ore e mezzo, forse poco
Alla fine (e su questo si può non essere d'accordo) aggiusti di sale e pepe.

Buona, a me è piaciuta molto, non puoi fare il paragone con quella alla vaccinara perché è molto più delicata. Da provare.



giovedì 16 agosto 2012

Cevapcici

Ed eccoci al secondo piatto del pranzo est-europeo, come già scritto sulla base della ricetta di Allan Bay.
A seconda del numero e dell'appetito dei commensali dovrai comperarti un misto di carne bovina, suina e ovina (castrato, se riesci a trovarlo). Diciamo che hai otto etti di carne che dovrai, con la collaborazione del macellaio o con gli attrezzi che hai in casa tritare e mescolare. Dopodiché aggiungerai un quarto del peso, nel nostro caso due etti, di lardo tritato, il migliore che puoi trovare (Colonnata o Arnad, non altro), Bene bene. Triti anche lui, sarà l'amalgama della tua carne, non c'è uova. A seconda del tuo gusto metterai una o due cipolle tritate. Sono questi i casi in cui il trito fatto al coltello è meno utile di quello fatto con la macchinetta. E mescoli, mescoli tutto assieme, "alla disperata", come dice Bay.
Quando sarai sicuro dell'intima commistione delle molecole di carne con quelle del lardo e quelle della cipolla ecco che ti puoi applicare, con le tue manine delicate, a fare dei bei salsicciotti, di diametro diciamo tre centimetri e lunghezza 10-12 cm. Non più grossi perché altrimenti stentano a cuocere.
Verranno infatti cotti nella padella, senza grassi, evidentemente, e con una bella pinzetta che li prenda, li giri e non li rompa.
Ricordati che devono cuocere più di quel che sembrerebbe, perché se no poi dentro non sono cotti a puntino. Quindi è meglio un po' di nero. Lui dice: "serviteli solo quando si sono molto scuriti", ipse dixit.

Li servirai in tavola con cipolla cruda tagliata a fette.
Eccoli, et bon appetit!!!!!



sabato 21 luglio 2012

Involtini rapidi

Eccoli, rapidi e indolori, anche perché ho usato un artificio di cottura.....

Mi restavano quelle quattro fettine di fesa, con le quali era anche possibile farsi un po' di pizzaiola, ma non ne avevo punto voglia.
Un peperone me lo sono affettato e, come sempre, gli ho fatto dare l'acqua in padella. Poi ho fatto a striscioline l'avanzo di quella provola dei Nebrodi e infine mi sono fatto anche a striscioline  l'avanzo di melenzana. Perfect, due foglie di basilico, anche quelle in fondo al frigorifero.

La prossima volta che faccio gli involtini li cucio (specie se dentro ci metto del formaggio) ma questa volta ho ancora messo gli stecchini.
Di corsa a rosolare bene in padella, e poi, udite udite, 10 minuti di microonde a 750 watt.Cottura perfetta, il termine involtini "rapidi" è quindi appropriato, "gustosi" è altro termine che c'azzecca....

Eccoli:


sabato 14 luglio 2012

Carne all'uccelletto


Tutto è cominciato qualche tempo fa. Facendo la spesa, ho trovato una confezione di carne di bovino adulto tagliata a striscioline, con sopra scritto “per uccelletto”.
Bene, questa è una delle centomila cose che devo imparare. Ne ho comperate due.
Mal me ne incolse! In effetti bisogna prima studiare, poi comperare (e poi cucinare). Se si fa come me si rischia di pigliare delle facciate.

Arrivato a casa, con la carne nella borsa, mi sono messo a cercare. Avevo certi vaghi ricordi di carne con le cipolle, ma veramente troppo vaghi.
Nel mio librone sulla cucina ligure ho trovato questa:

“Vitella (ahi, ahi!) all’uccelletto
Ingredienti: 600 g di vitella “da fare all’uccelletto” e già tagliati a pezzettini (i pezzettini dovrebbero ricavarsi strappandoli con le mani dalle fette di carne tagliate sottilissime), vino bianco, noce di burro, 4 cucchiai di olio, due foglie di alloro, due di salvia, sale e pepe.
Esecuzione: nella padella far soffriggere appena a fuoco lento il burro, l’olio, l’alloro e la salvia. Alzare il fuoco e unire la carne. Pepare, salare e scottare appena. Spruzzare la carne con il vino bianco e lasciare che evapori. Servire.
Vengono segnalate due varianti non ortodosse: aggiungere, prima della carne, due carciofi di Alberga tagliati a fettine ovvero, quasi alla fine, una manciata di olive nere liguri (taggiasche, nota di euge). Servire su un letto di rucola che verrà condita dal sugo di cottura”.

Perfect, ho solo sbagliato la carne, me ne farò una ragione. Di cipolle noto che non se ne parla. Noto anche la (dannosa) abitudine di cucinare con olio e burro.

Poi sulla rete ho trovato qualcos’altro: nel sito di Tigullio vino, ho trovato la ricetta spiegata molto nel dettaglio da uno chef, che, ma guarda i casi della vita, prima di fare il cuoco ha fatto il medico: deve essere un segno premonitore, ah ah ah.
Il link è comunque questo, vitello all'uccelletto.
Tigullio vino è un sito molto interessante, andate a darci un’occhiata.

VITELLO ALL' UCCELLETTO
Per 6
Fettine di vitello g. 600, olio ex ligure, aglio 3 spicchi, erba aromatica della guarnizione, sale, pepe bianco

- Pulire le fettine dai cordoni tendinei
- Battere le fettine di carne a carpaccio col pestacarne e stracciarle a mano in piccole pezzature
- Marinare la carne in olio, aglio schiacciato, erba aromatica della guarnizione per 10 minuti
- Versare la marinata in padella, scaldarla ad alta temperatura e saltare velocemente e continuamente la carne
- Toglierla appena inizia a dare liquidi o fare la schiuma e terminare la cottura col calore residuo della padella
- Regolare di sale e pepe e servire immediatamente

Guarnire con:
Carciofi salatati con aglio e alloro
Porcini salati con aglio e nepitella
Patate saltate morbide con aglio e rosmarino
”.

Bene, bene. Il burro per fortuna se ne è andato. Le fettine sottili da stracciare dovrei averle già pronte. La marinatura mi pare un’ottima idea. La cottura breve mi pare un’idea ancora più geniale. Di guarnizione farò le patate, che (a scuola ho imparato che) sono sempre buone.
Cosa cambierà mai se uso il manzo, del resto il vitello non lo uso, ho paura degli ormoni.
Primo errore! Se c’è scritto vitella ci sarà un motivo!!!! Ma questo l’ho imparato solo con il senno di poi. Secondo errore: se c'è scritto stracciata non vuol dire tagliata a strisce più o meno spesse.


Quindi, previa marinatura con le mie adorate erbe di Provenza, olio e aglio, ho versato la carne nella saltiera, e dato che sono un uomo che vive di ricordi ho pensato che fare un soffritto di cipolla non potesse starci male. 
Forse il manzo, forse il taglio, forse non so cosa, la carne stentava a cuocere e poi cedeva liquido, e più cuoceva e più cedeva. E i minuti passavano. Quando in  cucina mi succede qualcosa che non ho previsto/immaginato mi arrabbio di brutto. Ho tirato su la carne l’ho messa nel piatto con le patate e l’ho servita così, all’uso non era neanche poi così male. La prossima volta compero il vitello.

Eccola:



Mi restava la brodazza, che peraltro era profumata e saporita, era un peccato alienarla………

In realtà il vero post di oggi è questo che vi sto per raccontare, a cui non saprei dare il nome, perchè "sugo di avanzo liquido di carne all'uccelletto sbagliata" mi sembra lungo.
Bastava addensarla e allora ho fatto un roux con 20 grammi di burro e 20 di farina e la cremina, voilà, è venuta perfetta.
Una fettina di bacon spessa, tagliata a cubetti e rosolata in padella con un minimo di olio e il sugo per i maccheroni del giorno dopo ha fatto faville.

Come si può cominciare malaccio e finire in gloria

Bon appetit!