Averti addosso – Gino Paoli

Se non so dire cosa sento dentro
Come un cieco, come un sordo
Se non so fare quel che si deve fare
Come una scimmia, come un gatto
Se non so amare come si deve amare
Come un bambino, come un cretino
Se non so dare come una tasca vuota
Come un problema ormai risolto

Averti addosso
Sì, come una camicia, come un cappotto
Come una tasca piena, come un bottone
Come una foglia morta, come un rimpianto
Averti addosso
Come le mie mani, come un colore
Come la mia voce, la mia stanchezza
Come una gioia nuova, come un regalo

E se il mio cuore vuole essere una bocca
Che ti cerca e che ti inghiotte
Così mi porto dentro la tua vita
Questa canzone mai finita

Averti addosso
Sì, come una camicia, come un cappotto
Come una tasca piena, come un bottone
Come una foglia morta, come un rimpianto
Averti addosso
Come le mie mani, come un colore
Come la mia voce, la mia stanchezza
Come una gioia nuova, come un regalo

Averti addosso
Come la mia estate di San Martino
Come una ruga nuova, come un sorriso
Come un indizio falso, come una colpa
Averti addosso
Come un giorno di sole a metà di maggio
Che scalda la tua pelle e ti scioglie il cuore
E che ti da la forza di ricominciare

Averti addosso
Averti insieme
Restare insieme, volerti bene

Averti addosso
Averti insieme
Restare insieme, volerti bene

© Gino Paoli

Braccia conserte

Il dolore ha braccia conserte
un silenzio inaudito
spezza parole con lacrime
scrive su fibre di cuore
Il dolore sfida il relitto
spiaggiato all'ultimo nervo
di Nettuno. Non ci sono braccia
tanto forti da vincerlo in prima battuta, bisogna guardarlo
negli occhi finché allenta presa.
Finché diventa cicatrice viva
dolente al primo scafo in acqua.

Daniela Cerrato

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