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22 marzo 2023

Acqua due O

Io devo fare a miccino con l'acqua in doccia? (lo faccio)

Io devo razionalizzare l'utilizzo dello sciacquone in capo alle pipì che deposito? (lo faccio)

Io devo chiudere il rubinetto mentre mi spazzolo i denti? (lo faccio)

Io capisco che a forza di gocce si fa un oceano e soprattutto capisco che ognuno si deve impegnare, pur nel suo piccolo, per non sprecare acqua.

Però mi manda in bestia quando si cerca di pompare questi comportamenti virtuosi come risolutivi per la siccità, magari gravando di sensi di colpa il coglione di cittadino che, putacaso, si scorda di chiudere il rubinetto o è costretto a tirare sciacquoni a gogò perché ha mangiato asparagi.

Che la rete idrica disperda circa la metà del carico di acqua che distribuisce è una roba nota da anni, da decine di anni, ma nessuno fa o ha fatto niente. E nessuno ha mai cominciato a fare qualcosa.

E allora saremo noi a salvare il mondo, noi che mentre ci insaponiamo spegniamo il getto.

Ma per piacere.

15 maggio 2017

La mia deriva bio

A parte che quando andavo a scuola io non c'erano manco i Sumeri, secondo me, di sicuro però non c'era l'impronta ecologica.
Infatti come ci dice wiki, è un concetto che nasce nel 1996 (Our Ecological Footprint: Reducing Human Impact on the Earth - Mathis Wackernagel;  William Rees) e quindi faccio una gran fatica a memorizzarlo, quando mi capita di rinquartarlo tra i compiti di France.
In soldoni (ma qui c'è tutto spiegato a garbo) l'impronta ecologica misura l'area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria a rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana (o da uno Stato, una regione, un individuo) e ad assorbire i rifiuti prodotti. Si misura in ettari di superficie.
Per abbatterla ci sono mille modi, ma ne riporterò qualcuno dei più semplici, cosicché possiate applicarvi e dare il vostro contributo al pianeta.
Vi propongo qui un articolo - di parte, per carità! - giusto per un'infarinata su come ognuno di noi potrebbe, in maniera del tutto autonoma e agevole, impattare positivamente su 'sta benedetta impronta, riducendola.
Ne riporto anche alcuni passi per chi non ha voglia di leggerselo tutto:

  • Il 70% dell’acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e dall'agricoltura finalizzata agli allevamenti;
  • la principale causa di deforestazione sono gli allevamenti dei bovini e non il taglio del legname;
  • le sole deiezioni provenienti dagli allevamenti intensivi USA inquinano l’acqua più di tutte le altre fonti industriali raggruppate.

In ogni caso e per par condicio possiamo anche continuare a mangiare carne, avvalendoci persino di ottimi e inconfutabili motivi qui e davvero avremo tanta salute.

Per quel che mi riguarda, cercherò di vegetarizzarmi il più possibile (no vegan, che devo gestire anche il mio aspetto burrariano). La settimana scorsa ho messo in fila 5 giorni cinque di vegetarismo assoluto. Non è stato proprio facile, cazzo, devi tener conto di un sacco di tempo per cucinare e stanziare un budget più alto di spesa (o sono incapace io, o devo solo prenderci la mano), ma mi ha fatto bene, alla fine. Fisicamente non so, ma psichicamente di sicuro.
Con questo, continuerò a concedermi della carne (buona!), credo, ma sarà come fosse un premio.


8 marzo 2017

A qualcuno serve un semiperimetro?


Sempre a margine della scuola del figlio e della cultura a giorni alterni.
Ora posso capire, ed è un aspetto senz'altro positivo, che gli argomenti di studio siano aggiornati rispetto a 40 anni fa per l'effettiva necessità di trattare temi che erano ignoti o non così impellenti.
Tipo tutti i risvolti legati all'ecosostenibilità, dettati dal fatale declino del pianeta. Vedi l'impronta ecologica, sapete cos'è l'impronta ecologica?
Io non lo sapevo cos'era, e adesso comunque lo so solo a grandi linee, ma è necessario che i nostri ragazzi la studino e comincino a ragionarci sopra (certo anche noi).
Epperò materie e argomenti sviscerati dai più grandi studiosi di sempre e rimasti inalterati negli anni, ma perché dovrebbero cambiare?
A parte i Sumeri, dei quali ho già parlato a suo tempo.
Ma l'aritmetica e la geometria non dovrebbero essere la stessa pappa di mille anni fa? Numero di decimali attribuibili al pi greco escluso.
Il perimetro che 40 didattici anni fa era p e basta, adesso pare che sia diventato 2p. 2p?
Cioè p pare che sia il semiperimetro, un concetto utilissimo in natura, immagino.
A chi serve la metà del perimetro di qualcosa? Proprio non dovrebbe essere una misura degna di possedere un'abbreviazione propria, figuriamoci poi usurpare la fottuta p del perimetro.
Nasce qui e oggi il movimento per l'abolizione del semiperimetro.
Firma sotto la petizione se vuoi anche tu una p che stia per perimetro e basta.
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