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13 aprile 2023

I giorni in cui gioca Sinner e quelli no

Non c'è niente da fare, quando gioca questo ragazzo - come oggi - la giornata è diversa.

Ci ha stregato un po' tutti, noi appassionati di tennis e anche noi tifosi in generale.

Non lo so bene perché, è forte e va bene, ma altri campioni italiani hanno in questo momento storico potenzialità simili alle sue, vedi Berrettini o vedi Musetti, ma Sinner acchiappa di più.

Forse perché lo vediamo già tutti come il prossimo italiano che vincerà un torneo dello Slam? Forse per quel chilometro di buona sorte che l'ha fatto nascere in Italia piuttosto che in Austria, o forse per quella cesta di capelli rossi da musical anni settanta. Chissà.

Era da tanto, direi da Alberto Tomba, che non mi appassionavo con tanto trasporto alle vicende sportive di qualcuno.

E quando gioca ti fa stare meglio.

Forza Jannik.

p.s. intanto è sotto 0-3 con Hurkacz a Montecarlo. (edit: alla fine ha vinto Jannik, in rimonta, annullando un matchpoint. E son soddisfazioni.)

1 settembre 2014

Anguria e diecimila passi al giorno (*)

C'è questa tipa che tra l'altro stava a Roma agli Internazionali di Tennis proprio il giorno che c'eravamo noi e aperta parentesi si è fatta un book di foto con Pietrangeli e la Pericoli chiusa parentesi che non si sa bene come è diventata amica di una ex-tennista Nara Mara qualche cosa (Santangelo? Sì sì quella) che mentre giocava con una delle Williams le era presa una fitta a un piede si era ritirata dalla partita e poi anche definitivamente dal circuito insomma la Mara era stata in riviera al campionato mondiale di beach tennis e raccontava che tutti gli atleti ma tutti nessuno escluso a colazione si mangiavano solo dell'anguria e i carboidrati tipo le brioscine eran banditi e poi un'altra cosa che per stare in forma devi fare almeno mille passi al giorno mille no forse no forse diecimila sì diecimila e si è scaricata un'app che conta i cazzosi passi che fai ed è ganzissima perché la tieni sempre accesa con te e ti misura tutti i passi anche quando fai la spesa e le cose tue eccetera e tanta anguria sì l’anguria non dimenticatela

(*) Questo testo fa parte dei PAV (Post Al Volo) e può nascere da una pausa caffè, un intervallo mensa o anche solo da due chiacchiere in un corridoio. Solitamente il PAV appartiene alla categoria PSP (Post senza Punteggiatura).

18 luglio 2014

El comprava i scarp del tennis

Carissimi San Gugol Motore Martire e gli dei tutti del web advertising, o chi per voi, una cosa ve la voglio dire, perché bravi siete bravi non si discute, ma per l'eccellenza dovete ancora lavorare.
Poniamo il caso che mi serva un oggetto e che per farmi un'idea, o per comprarlo proprio, mi metta navigando per siti che ne hanno. Valuto, leggo, confronto e voi vi pigliate il mio IP (d'altro canto avrò sicuramente flaggato un "acconsento" incastonato in una proposta che non potevo rifiutare) e registrate che mi urge 'sta cosa, chessò, un paio di scarpe da tennis. Bene è nel vostro diritto (almeno credo).
E quindi nei giorni a venire mi bombardate con banner di ostinazione pneumatica e mi mostrate in bella vetrina il mio modello e i millemila del suo segmento affinché io mi decida.
E vi portate a casa il meritato compenso da tutti i venditori di scarpe online che io fatalmente cliccherò.
E questo, molto cocciantemente, era già tutto previsto.
Il bug del processo si manifesta nel momento che io da un negozio online, o da Calzature Roberta sottocasa, mi doterò del mio nuovo paio di scarpe.
Chiaro come la sambuca che non avrò più bisogno di vedere alcun banner che mi proietti calzature sportive, anzi, prego il cielo che non se ne apra uno con un'offerta migliore di quella a cui ho aderito io.
Ma sembra che il flusso visivo di scarpe non si possa arrestare facilmente.
Sedetevi un attimo voi di AdSense e pensate a quanti milioni di inutili o fastidiosi banner si palesano sugli schermi di chi ha modificato il proprio status da ipotetico compratore a possessore dell'oggetto.
Milioni di visualizzazioni senza senso al posto delle quali potreste sparare ogni altro prodotto della sfera mercato, sia attinente l'articolo precedentemente cercato che non: ne guadagnerebbe chi la vende la pubblicità e chi la paga.
Probabilmente, ma questo lo dico io, dopo enne giorni (enne giorni sprecati) durante i quali il possessore di nuove e candide scarpe da tennis non avrà più cliccato, nemmeno per errore, su nessuna fottuta finestra pubblicitaria di imprese calzaturiere, l'IP in questione verrà scollegato per sfinimento dai desiderata dell'utente scarpomunito.
E alla fine della pappardella arriva anche la mia fattiva proposta:
Ma perché non mi mettete a disposizione una finestrella dove poter digitare, o un apposito numero verde liberatorio dove poter comunicare: “LE HO COMPRATE, CAZZO!”

9 giugno 2014

Che Palle! ®

Ho mai dedicato un post a dolcemetà?
Questo... questo non credo, direbbe Crozza/Razzi. Epperò mi sa che è giunta l'ora.
Ma non voglio strombazzare pomposamente i suoi meriti, perché non gradirebbe, questo lo so per certo. Proverò sottovoce.
C'è che per rimpinguare le defunte casse scolastiche è stato messo su un mercatino, l'idea risale almeno a tre mesi fa, che si sarebbe tenuto domenica 8 giugno.
Beh, le beghe che si è sciroppata questa santa donna in tre mesi lo sa il cielo! Non ve le elencherò, ovviamente, ma tra mail, telefonate e incontri garantisco che se ne sono andati un bel po' di tempo e di serenità. E questo tacendo sulla meravigliosa bigiotteria che ella stessa ha prodotto convertendo a miglior vita le capsule usate di un noto marchio di caffè - what else? - durante lunghi e laboriosi dopocena.
L'aspetto più sconfortante nell'organizzazione dell'evento è stata la difficoltà, se non l'impossibilità, di coinvolgimento di certi genitori, ché i figli a scuola si mandano tutti.
Un aspetto che definire demotivante è volergli bene.
Ora che tutto è finito, cosa fa dolcemetà quando scrive alla maestra dettagliando la giornata di mercato, gli incassi, gli articoli venduti e l'esperienza vissuta? Pensate che abbia dato soddisfazione agli assenteisti? Macché.
Questo scrive alla maestra, tra le altre cose:
Non tutti i genitori hanno partecipato allo stesso modo, alcuni proprio non li abbiamo mai visti e neanche sentiti da quando si è cominciato a parlare del mercatino fino a ieri. Ma alla fine, sono loro a perderci qualcosa. Si sono persi i sorrisi dei nostri bambini, che ieri scorrazzavano per le strade del paese senza l'occhio troppo vigile dei genitori, occupati ai banchini, e si sono persi l'entusiasmo di noi genitori, che lavoravamo insieme, nonostante il caldo torrido di questa domenica.

p.s. nella foto gli articoli preparati da me e France per il suddetto mercatino: 27 recycled tennis ball pronte a tutto, attaccabili al frigo o sulle piastrelle del bagno. Vendute tutte entro la mattinata. Sono le Che Palle!®

15 maggio 2014

Gita a Roma con delitto

Che se i miei compagni non fossero stati previdenti e forniti di crema solare a questo punto sarei già stato bello che venduto a fette al banchino della porchetta.
- Dai Serenaaa! -
Ad ogni modo, vedere Federer ieri non è che sia stata tutta quell'esperienza religiosa che il buon DFW aveva anche giustamente preconizzato pescando in altri contesti. Se qualcosa di religioso c'è stato, si è trattato di sofferenza: un cilicio zuppo di caldo terrifico e di strabuzzo d'occhi alla non può giocare così.
- Dai Serenaaa! -
Poi alla fine l'ha quasi vinta Roger - quasi -, ma il francesino Jeremy Chardy (Ciardi per lo speaker non propriamente francofono), coi suoi missili in battuta, non ha rubato nulla e ha servito il delitto in salsa brandy.
Può capitare, del resto Federer sul rosso ha perso da ben più noti carneadi, nell'ossimorica accezione/eccezione che un carneade possa essere più noto.
- Dai Serenaaa! -
All'arrivo, al mattino sul Pietrangeli, abbiamo assistito al match della meraviglia delle meraviglie Camila Giorgi, che - ve lo dico adesso e lo ripeto da un anno - è l'unica italiana che può raggiungere il livello delle Top 5 e rimanerci a lungo.
- Dai Serenaaa! -
Camila dopo la partita, peraltro persa, ha dichiarato: "Non snaturo il mio gioco, non è che se non mi entrano mi metto a fare la pallettara". Mitica. Mi ricorda lo "sbaglia meglio"(*) che Wawrinka dev'essersi tatuato su qualche parte del corpo e che guarda un po' dove l'ha portato.
- Dai Serenaaa! -
Ah, abbiamo assistito anche a una partita dello scozzese Murray che ha strapazzato lo spagnolo Granollers. Era la prima volta che mettevo piede al Centrale, una bella emozione: e ho sentito odor di Panatta. L'avete mai sentito l'odor di Panatta? È un aroma di sudore, terra rossa e nostalgia.
- Dai Serenaaa! -
Prima di ripigliare la strada di casa ci siamo goduti anche un set di Flavia Pennetta contro la talentina Bencic (è svizzera, manco a dirlo).
- Dai Serenaaa! -
Ma a metà pomeriggio abbiamo avuto anche la fortuna di assistere a un match di una delle sorelle Williams, ora però mi sfugge il nome, ma comunque è quella più piazzata, la numero uno del mondo, quella con le tettone, insomma. E proprio dietro di noi c'era la sua fan numero 1 a livello planetario che, con un timbro di voce in stile suora di The Voice, l'ha sostenuta e incoraggiata in ogni singolo punto giocato.
E niente, è come se mi fosse rimasto un fastidoso ritorno in cuffia.
- Dai Serenaaa! -

 (*) È una citazione di Samuel Beckett: "Ho provato. Ho fallito. Non importa. Riproverò. Fallirò meglio"
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