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15 febbraio 2013

La tofeja canavesana





Arriva il Carnevale, ma da me, più che dolci, si mangia la Tofeja, o anche fagioli grassi.
E' una zuppa tipida del territorio Canavesano, come potete vedere dagli ingredienti è molto calorica, infatti insieme ai fagioli viene cotta la  cotenna del maiale.
Non ho la fortuna di cucinarli io a casa, perchè mi manca sia la tofeja che il forno a legna, infatti questi della foto li ho presi al Carnevale di Agliè.
Comunque di ricette ce ne sono tante, c'è chi mette anche i piedini del maiale e il codino, c'è chi semplicemente usa la cotenna e delle patate.
I fagioli che vengono usati sono quelli bianchi, poi se uno vuole fare le cose per bene, dovrebbe usare i fagioli bianchi di Cortereggio (li avete visti al Salone del Gusto?).
Questo piatto prende il nome dalla pentole di terra cotta che viene utilizzata per cucinare i fasoi e quaiette (in dialetto).



http://www.canavesegallery.com/ceramiche_artigianali_camerlo.html


Ed eccovi la ricetta:





per 8 persone

fagioli secchi bianchi g 500
  cotenne di maiale g 200
un cotechino
 un mazzetto di aromi
 aglio osmarino
  noce moscata
 sale e pepe


Ammollare i fagioli in acqua fredda, per alcune ore.
 Se volete potete prepararvi voi la cotenna, insaporendola con pepe, noce moscata, aglio e rosmarino finemente tritati, arrotolateli e legateli strettamente con lo spago.
Porre nella Tofeja la e il mazzetto di aromi.
Coprire il tutto con acqua e portare a ebollizione.
Aggiungete i fagioli e fate cuocere in forno, a una temperatura non tropo elevata, almeno 4 ore, il forno migliore e quello a legna, ma se uno vuole può cucinarla anche in quello elettrico anche se i risultati non sono uguali.
A cottura ultimata salate e servite nel caratteristico contenitore.



Porcellane Wald

7 febbraio 2012

Arriva il Carnevale: le castagnole





Nonostante la neve, il Carnevale qua è incominciato alla grande!
Già lo scorso fine settimane, nei vari paesini limitrofi, hanno incomincito a distribuire i fagioli con le cotiche, noi abbiamo deciso di iniziare il nostro Carnevale con dei bei dolcetti che preparavamo io e mia mamma quando ero piccolina, sicuramente sono conosciutissimi.
Il loro nome è dato dalla forma che ricorda quello delle castagne.
Anche per questo dolcetto fatevi aiutare dai vostri bimbi, la mia piccola Viola si è divertita tantissimo a formare le palline.
Oggi in questo post inauguro la piccola rubrica "i piccoli consigli dalla mia cucina".

2 uova
un cucchiaio di zucchero
un cucchiaio si liquore all'anice
un cucchiaio di olio
scorza di mezzo limone grattuggiato
un pizzico di sale
400g di farina binaca
olio per friggere


Amalgamate le uova, con lo zucchero, il liquore, l'olio, la scorza del limone, il sale e la farina in modo da formare un'impasto piuttosto sodo.
Lavoratelo a lungo per renderlo omogeneo.
Successivamente formate dei cilindretti di circa 1 cm e tagliateli a pezzetti di circa 2 cm, arrotolateli fra le mani (qui mi raccomando fatevi aiutare dai vostri bimbi) formando delle palline.
Friggete in abbondante olio bollente poche alla volta, fatele asciugare bene sulla carta assorbente.
Spolverizzatele di zucchero a velo e servitele.





Piccoli consigli dalla mia cucina:

Per la frittura io uso preferibilmente l'olio di arachidi,  un po' più caro degli altri olii vegetali ma solitamente molto meno caro degli olii venduti come specifici da frittura.
Quando acquistate un olio per friggere, dicimo quelli misti che vendono al supermercato ideali per la frittura, fate attenzione e leggere sempre le etichette, molte volte hanno olio di palma e poi solo una piccola parte di olio di arachidi, quindi perchè non comprare subito quello di arachidi risparmiando, visto che costano sempre parecchio?
L'olio per eccellenza però rimane l'extra vergine di oliva, sia per le frittura che per condire, ma visto il costo elevato è uno spreco utilizzarlo per la frittura, ma oltre a questo anche perchè non sempre ha un gusto delicato, molte volte va a comprire il sapore dei nostri cibi.

Indicativamente ve lo consiglio per il pollo fritto e la salvia, meno per il pesce che ha un sapore molto più delicato.

Ricordatevi che il successo per una buona frittura, oltre alla qualità dell'olio è dovuto a piccole semplici regole:
- buttate l'olio dopo l'uso, sempre. Ricordatevi anche di smaltirlo come si deve  (conferendolo al centro di raccolta olii esausti del vostro paese) e non dentro il lavandino.

-friggete sempre poche cose alla volta.
- non portatelo a temperature troppo elevate, oltre a cuocere solo esternamente le cose, l'olio bruciato non fa bene alla saluta.

- al contrario non immergete il cibo nell'olio freddo, si inzupperebbe soltanto.