Credo che non ci sia evento al mondo in grado festeggiare con più efficacia il crollo delle due torri (altro che commemorare le vittime) di un prete che organizza un rito bruciando pubblicamente il libro sacro di un'altra religione.
Ciò detto mi rimane difficile capire perchè l'idea incendiaria di un idiota qualsiasi, che in questi ultimi anni ha visto sfoltire la sua parrocca o diocesi (o quello che cazzo hanno gli evangelici) fino ad arrivare ad avere un gregge di non più di una cinquantina di pecorelle (nere, sia chiaro) possa nel giro di niente diventare tema di turbativa globale, tra dichiarazioni preoccupate e di condanna dell'onu, della Santa Sede, e del Dipartimento di Stato americano, nonchè lividi mugugni della stampa araba e manifestazioni di indignazione.
Disegno di Roland Topor
giovedì 9 settembre 2010
benza sul fuoco. aggratis.
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mercoledì 14 aprile 2010
il mistero misterioso
E' impressionante - me ne sono accorta discutendo sul newsgroup dei cristiani - quanto da una parte vivendo in Italia il cattolicesimo sia la amalgama primigenia, ma quanto - al di là dei diktat culturali e del folklore o della superstizione - si fondi sostanzialmente e proprio sulla enunciazione di realtà misteriose e potenti proprio perchè inspiegabili.
Discutevo con un signore colà di ascesi. Io - come scrivevo nel post precedente - non ho proprio nulla contro una scelta di distacco dal sesso (o da qualunque altra cosa "mondana"). Penso, semplicemente, che per chi voglia intraprenderlo si tratti di un percorso complesso e progressivo, fatto di successi e fallimenti, e che l'illusione di rinunciare per sempre e per patto divino alla pulsione più potente dell'essere umano - subito dopo quella ad alimentarsi - negandola, sia illusorio e anche rischioso.
Questa considerazione sta generando una discussione che mi mette a contatto, appunto, con il mistero. Un cattolico colà mi spiega che qualsiasi ascesi lontana dal Cristo è "male", perchè l'ascesi, il sacrificio, senza "amore" è egoismo.
Io non ho capito bene cosa significhi, ma questa considerazione mi ha generato delle considerazioni che riporto qui:
Il "desiderio" per il buddismo (ma forse non solo) è considerato fonte di sofferenza, e la coppia
piacere/sofferenza una inscindibile trappola. L'ascesi è la tendenza ad uscire dalla dualità, ovvero dalla trappola di cui sopra, e aspirare all'unità. Da atea, sono assai meno duale dei buddisti, perchè per me esiste solo ed esclusivamente la carne/materia. Nulla di ciò che è da chi ha fede considerato "anima" è separabile da quella. Ma il loro disegno (mandala, vah), quello dei buddisti, lo vedo e lo capisco, anche se non me ne faccio avvincere fino in fondo.
Arduo è invece il compito di comprendere, a livello emotivo e razionale, il cristianesimo, per chi come me non ne abbia il background familiare e non voglia fermarsi ai puri aspetti di folklore.
Per il cristiano/cattolico Dio è uomo, e già iniziamo con una sorta di paradosso, perchè se per l'ateo esiste solo la carne/materia, e per il buddista esiste l'uno, l'assoluto, che entra nella ruota del mondo, che si "incarna" per diventare duale e comprendere e ritornare a se' stesso, il cristiano non ricompone la dualità. Umano e divino sono separati nel mondo ma...uniti in Cristo.
In questa visione quindi l'ascesi non è l'allontanamento dalla carne, così come concepita dal buddismo, come rappresentazione delle pulsioni umane che fatalmente portano alla sofferenza.
La carne è - può essere - divina, ma sempre, solo ed esclusivamente nella sua polarità di sofferenza. L'altra polarità, quella del desiderio, del piacere è annullata, cancellata e negletta. Demoniaca. Il diamante della ascesi cristiana è la negazione del piacere per l'estasi della sofferenza, perchè Cristo è sì umano - ma solo ed esclusivamente nel suo aspetto più
tragico. L'altra faccia della medaglia è Dio, l'Uno, l'estasi assoluta. E' come se le due polarità fossero un divino necessariamente e sempre "estatico" che deve essere controbilanciato da un umano necessariamente e sempre sofferente.
Qualsiasi percorso di sofferenza - mi pare - avvicina il cattolico a Dio, e qualsiasi percorso di piacere è in se' demoniaco. Non ci sarebbe alcuna contrarietà da parte mia a questa particolare "forma" religiosa, se non fosse destinata a tutti, per amore o per forza, che in Italia anche solo far passare l'uso della terapia del dolore è un problema: io, ebrea atea di osservanza buddista, se avessi una malattia terminale sarei costretta a "dosare" la morfina per potermi gustare a pieno le spine, e i chiodi, di un racconto che non mi appartiene, ne' per nascita ne' per elezione.
E' un po' come se i cultori del BDSM, nei confronti dei quali non provo alcuna acrimonia, beninteso - una volta andati al potere fornissero tacchi a spillo e frustino a tutti e proibissero per legge qualsiasi altra espressione nel sesso. Sarebbe nel contempo una cosa molto misteriosa e ancor più preoccupante.
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martedì 13 aprile 2010
se chi predica razzola come razzola...
Se è vero quindi che non esiste una specifica "tendenza pedofila" tra i preti, si può inferire senza passare per maliziosi che tutti i preti facciano sesso, da soli o in compagnia. Vabbeh, diciamo molti, via: la sessualità umana è variabile e anche tra i laici c'è chi ha un interesse per il sesso blando, c'è chi lo pratica poco, c'è chi non lo pratica affatto.
Prendiamo l'Africa: non si tratta solo di AIDS : non ci vuole Malthus per sapere che qualsiasi gruppo umano o cresce fino ad esaurire spazio e risorse (e poi si contrae per miseria, fame e malattia) oppure si autoregola.
Il controllo delle nascite quindi è una necessità che - mi pare - non viene negata neppure dai cattolici, che infatti propongono la castità come soluzione sia per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, sia per la sovrappopolazione.
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martedì 6 aprile 2010
aborto e carriere dei ginecologi
rendere il più dolorosa possibile l'interruzione di gravidanza.
Ma "tenere in magazzino" la RU 486 ha un altro effetto, secondo me. Passare dall'aborto chirurgico all'aborto chimico significherebbe (significa, alla faccia loro) liberare i ginecologi disponibili ad abortire dal giogo cui sono costretti dagli - innumerevoli - colleghi obiettori. I non obiettori infatti - pochi rispetto alla richiesta - sono a tutt'oggi costretti a non occuparsi di altro che di quello, avendone la carriera totalmente distrutta. L'aborto chimico, io credo, fa paura perchè libera le carriere dei ginecologi che non si rifiutano di fare il loro dovere rendendoli più competitivi, l'obiezione di coscienza è purtroppo anche questo: un comodo sistema per mettere KO i propri colleghi con la benedizione del Papa.
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domenica 22 novembre 2009
eppure ci somigli, a quella scimmia
E mentre nessun distributore in Italia compra Agorà, il film sulla filosofa Ipazia vittima dell'integralismo cristiano (qui la petizione per vederlo anche in Italia), al tg2 ci raccontano che la teoria dell'evoluzione è una cazzata nazista, dimostrando di non conoscere neppure a livello scolastico la teoria di Darwin - che mai ha teorizzato alcuna "sopraffazione del più forte", ma la sopravvivenza del più adatto. [hat tip: in minoranza]
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mercoledì 4 novembre 2009
croci e bandiere
Cari cattolici del NG,
fin da bambina sono stata istruita, da non cattolica, ad avere un comportamento distante ma corretto durante le preghiere a scuola. Mi alzavo - per rispetto - e non pregavo.
Non ho mai avuto piacere nel vedere un simbolo così prettamente religioso e a me estraneo come il crocifisso in un aula che avrei voluto condividere con i miei compagni, insieme ai suoi muri verdolini, alle carte geografiche e i nostri disegni e non subire con simboli di molti ma non di tutti - e di sicuro non miei.
Oggi trovo però piuttosto disgustosa la canea di tutto l'arco costituzionale, e la solita reverenziale sottomissione di quelli per cui voto, riguardo alla decisione della sentenza della corte europea sulla legittimità del pretendere l'assenza dalle aule pubbliche di qualsiasi simbolo particolaristico, così come d'uso in tutti i paesi occidentali - dalla Francia agli Stati Uniti.
E qui vengo alla mia domanda. Quanti - dei parlamentari ululanti - ostentano quel simbolo nelle loro case? Quanti di voi, cattolici praticanti, lo appendono nelle stanze da letto, o nei salotti, o negli studi, quel simbolo? Non siete in molti, ad addobbare le vostre case con quel simbolo così denso di significati e di sapori... ospedale, confessionale, dolore della croce, contrizione...eppure quello che non mostrate nelle vostre privatissime case lo volete nelle classi di tutti, e più che mai adesso che di tutti non è.
E' diventata una bandiera, quel simbolo che volete imporre. Non vi offende questo? Non vi offende che quella croce - simbolo per voi di redenzione e di sacrificio diventi una sorta di "spada etnica"? Non vi turba che sia uno strumento invece che di amore di offesa, invece che di sacrificio di violenza? Non vi preoccupa che il messaggio universalista sia imposto come manifesto di identità, non da scegliere ma da subire? Che sai accostato alle "tradizioni" nostrane, al pari della tarantella o della amatriciana? Non pensate che questa serrata identitaria impoverisca di significato , invece che approfondirlo, quel simbolo che sostenete di amare?
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venerdì 18 settembre 2009
un augurio per Socci
Mi unisco, nella sostanza e nella forma all'augurio di Giovanni Fontana ad Antonio Socci.
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domenica 5 aprile 2009
lo zampino di Dio
Eugenio Mastroviti recensisce un film - Knowing - che non ho visto e che, dopo la sua recensione, non andrò mai a vedere: il tema è irritante e Nicholas Cage mi provoca -da sempre - una reazione da shock anafilattico. Mi basta una dose minima a mandarmi in ospedale (guardate la vignetta, da Eugenio, voi che non soffrite di edema di Quinkle: è spettacolare).
Mastroviti commenta così uno dei concetti che - pare - viene propagandato da questo film:
4) Postulare una volontà superiore alla base di tutto per via che la distanza fra Terra e Sole è quella giusta per far sviluppare la vita è come postulare un disegno intelligente perché orecchie e naso sono nella posizione giusta per appoggiarci gliPostulare una volontà superiore alla base di tutto per via che la distanza fra Terra e Sole è quella giusta è una affermazione straordinariamente cretina, che Eugenio giustamente liquida con una battuta lampo: il design degli occhiali (lui sì, intelligent) è conseguenza della distanza delle orecchie e non causa. Ma il paragone - se pure divertente e azzeccato - non esaurisce l'evidenza dell'idiozia e dell'illogicità dell'assunto di cui sopra, tanto praticato dagli assertori dell'esistenza del ID.
occhiali.
Se la selezione naturale avvantaggia le forme e funzioni più adatte ad un ambiente, gli organismi - allora - tenderanno a vivere in ambienti nei quali una serie di condizioni sono quelle "adatte": è superfluo rilevarlo e non dimostra l'esistenza di alcuna divinità, ma soprattutto è ridicolmente illogico pensare che una cosa possa esistere... là dove non potrebbe esistere! Osservare che la distanza tra il sole e la terra è quella giusta per far vivere flora, fauna e uomo è una tautologia, perchè se così non fosse - se la distanza della terra fosse invece quella sbagliata - non esisterebbe alcun uomo in grado di postulare l'esistenza di Dio o di studiare i meccanismi dell'evoluzione, ne' - e questo dimostra che non tutto il male vien per nuocere - esisterebbe Nicholas Cage.
Esiste ciò che può esistere, non esiste ciò che non può esistere: sai che scoperta, e Dio dove sta?
Un giorno una signora che conosco, che era andata a Lourdes a farsi spillare quattrini nella speranza di guarire un nipote gravemente cerebroleso, al ritorno dal suo viaggio mi spiegò che aveva personalmente assistito ad un miracolo.
Mi raccontò che mentre erano a Lourdes, una notte, si era scatenata una tempesta e un fulmine si era scaricato proprio nel cortile davanti al loro albergo: il fatto che il fulmine si fosse scaricato lì e non sulle loro teste dimostrava che la Madonna li aveva miracolosamente protetti.
Non l'aveva sfiorata l'idea che se fossero rimasti a casa loro invece che andare a Lourdes avrebbero corso meno rischi e - miracolosamente - risparmiato un sacco di soldi. Ogni giorno debbo onorare l'Invisibile perché me ne sto a casa mia invece che a Lourdes a scampare fulmini e perdere soldi?
E se scampare alla morte ogni giorno è un "segno del divino", morire allora cos'è?
A tutt'oggi non esiste nessuno che si sia - legittimamente - iscritto all'UUAR dopo essere morto sotto un fulmine: suppongo che sia anche questa la dimostrazione dell'esistenza di Dio.
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martedì 16 settembre 2008
il papa e le unioni civili
Ora, avrei davvero bisogno dell'aiuto di qualche cattolico.
Premesso che il matrimonio civile è a tutti gli effetti una forma di unione civile, il Papa ha per caso intenzione di opporvisi?
Se no, ritiene che il matrimonio civile sia un "sacramento"? Premesso che il mestiere del Papa è quello di far fare al suo gregge le cose che ritiene più corrette sotto il profilo religioso, lui ovviamente vuole estendere questa sua facoltà anche a chi religioso non è, quando parla di "opporsi alle leggi". Conta di opporsi anche alle leggi correnti, come il divorzio? O solo a quelle che potrebbero entrare in vigore?
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giovedì 11 settembre 2008
tollera il prossimo tuo, se ci riesci
Ho sempre nutrito un certo scetticismo per l'imperativo cristiano di "amare il prossimo".
Una più terrena tolleranza mi parrebbe già un successo meraviglioso, ma forse è perchè - non possedendo immobili - non ho mai partecipato a una riunione di condominio, altrimenti anche quella mi parrebbe utopia.
L'altissimo standard etico richiesto al cattolico è davvero impossibile, a mio avviso, tranne che per pochissime illuminate eccezioni, perchè non richiede una norma di comportamento ma un sentimento, e - come è ben noto - al cuor non si comanda.
E' così che le società che pretendono di fondarsi sull'etica cattolica sono costrette o all'ipocrisia o alla "distrazione" dei sedicenti fedeli dal proprio defatigante dovere religioso. E' da un po' che sospetto che l'enfasi ossessiva posta sulla "famiglia" da parte dei politici cattolici sia una forma di copertura dell'assoluto maniacale autismo che caratterizza ogni giorno di più le nostre relazioni sociali. Al di là di un peloso appello alla solidarietà, che si risolve con la monetina dell'obolo, esiste sempre meno la collettività e la cittadinanza, mentre la "famiglia", il luogo cioè dove si coltivano i propri memi e i propri geni, la fa da padrona.
E' per questo che questo prete, idealista e sincero, e assai scoraggiato, mi ha fatto molta molta simpatia.
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giovedì 4 settembre 2008
niente reni ai bizzochi
L'osservatore Romano mette in discussione la morte cerebrale, e con questa i trapianti.
Identificare una persona con le sole attività cerebrali - dicono - va contro la dottrina cattolica.
Io sono "relativamente" relativista: ci sono dei limiti ovviamente, ma se l'escarificazione è fondamentale per un animista, la circoncisione per gli ebrei o rinunciare a donare organi per essere tenuti in vita quando si è in morte cerebrale è fondamentale per un cattolico, non ho problemi.
Credo però che un minimo di coerenza sia la base per la convivenza civile. Se qualcuno, per la sua particolare superstizione, non considera "morte" l'annientamento delle funzioni cerebrali (e pretende che il suo corpo sia tenuto in vita dal Sistema Sanitario Nazionale) allora deve conseguentemente essere considerato fuori dalla possibilità di ottenere un trapianto in caso di bisogno. Chi è disposto a donare, può ricevere.
Semplice, lineare, coerente, e molto etico.
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mercoledì 3 settembre 2008
la percezione dell'insicurezza
E' proprio vero, la percezione dell'insicurezza è aumentata.
Si provi infatti ad andare, dotati di tappetino e cintura, a fare yoga in un parco romano, magari sfoggiando un rutilante incarnato magrebino, dovuto a geni sefarditi più piscina estiva. Nel giro di niente il sereno happening verrà trasformato in una rumba di paranoia. Che il fruscio alle spalle sia un vigile pronto a mettere la multa per riposo abusivo su pubblico suolo? Che il palestrato col pitbull - inosospettito dalla tua carnagione scura - stia meditando di battersi per la giusta riappropriazione del suo spazio etnico? Che le suorine appena uscite dalla cappella, preoccupate dalle esotiche posizioni della ginnastica filosofica orientale - stiano avanzando verso di te, armate di crocifisso, per riavvicinarti alla cultura della nostra civiltà?
Le nostre città, e purtroppo non solo quelle governate da ex-picchiatori fascisti, stanno diventando luoghi tristi e pericolosi, sempre più insicuri. Nella percezione e purtroppo anche nella realtà.
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sabato 16 agosto 2008
il terrore corre sulla spiaggia
Il titolo è questo: "violenta la figlia di otto anni in spiaggia".
Ora - a parte il fatto di essere nudi, che si chiama "nudismo" e non ha niente a che fare con lo stupro - quello che è successo sulla spiaggia così come viene raccontato da chi ha assistito, è assolutamente routine. Sistemi i bambini al mare, suggerisci alla piccola di giocare col secchiello, dai una carezza a tua figlia: tutto questo assomiglia a uno stupro come un ciuccio può ricordare un sex toy.
L'uomo è stato linciato e arrestato, però.
A me ricorda moltissimo la famigerata zingara che qualche mese fa avrebbe tentato di "rubare" un figliolo sulla spiaggia: naturalmente non si può escludere che ci sia qualche mentecatto deficiente che si mette a molestare le figlie in pubblico, o a rapire pupi ficcandoli sotto la gonna, ma lo trovo altamente improbabile: tendo a pensare che le campagne di terrore abbiano fatto una nuova vittima.
Pronta a ricredermi, naturalmente.
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domenica 3 agosto 2008
riflessioni teologiche
Dio crea la respirazione, la cessazione della medesima, il respiratore. Dio crea l'alimentazione, l'impossibilità ad alimentarsi, la fleboclisi. Dio crea il dolore e crea gli antidolorifici, ma niente terapie del dolore: chissà mai un malato terminale si portasse in paradiso una dipendenza da oppiacei: ad ogni buon conto la dipendenza e l'oppio sono fuori dal creato. Per lo meno in Italia, per via del Raggio Energetico Vaticano.
Dio crea la riproduzione, la sterilità e la provetta, ma è scritto: "tu non coltiverai ovuli in eccedenza come fossero viole del pensiero, ma li limiterai nel numero di tre".
Si tratta del libero arbitrio, che è sì una creatura di Dio ma però va proibito, perchè anche la proibizione del libero arbitrio è - a tutti gli effetti - una creatura di Dio.
Dio crea la legge, il libero arbitrio, e la proibizione ad applicarlo. Dunque la proibizione ad applicare il libero arbitrio, il dolore, i respiratori e le fleboclisi fanno parte del creato mentre gli ovuli in eccedenza e gli oppiacei sono distorsioni tecnologiche frutto del senso d'onnipotenza dell'uomo, che vuole esercitare il libero arbitrio il quale però deve essere a lui inibito, in nome del Dio che l'ha prima concesso ma poi vietato, sicuramente per quel che concerne gli oppiacei e altre cose, come per esempio il preservativo. Perché Dio crea l'AIDS, ma però anche la castità. Non bisogna mai dimenticarlo: dimenticarsi della castità è una cosa che da un punto di vista delle categorie sta insieme agli ovuli in eccedenza e agli oppiacei: tecniche create dalla presunzione umana.
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domenica 20 luglio 2008
domenica 13 luglio 2008
antichi memi, nuovi furori
La profanazione dell'ostia è peccato mortale non da oggi, è la violenza e la ingordigia mediatica a fare la differenza: l'autore del brano che pubblico qui sotto era un bambino ebreo, ed era nascosto in un collegio dei Salesiani, con suo fratello, nel '44.
Dopo la Messa, mio fratello mi si avvicinò con l'aria assonnata che assume tuttora quando, in presenza di un dramma, vuole manifestare il supremo controllo dei nervi che non ha. "Dì un po'..." mi disse " mi è successa una disgrazia orribile, mi sono inginocchiato con gli altri, come gli altri ho tirato fuori la lingua e ho visto che il Prete faceva leccare a tutti un pezzetto di carta assorbente; vincendo lo schifo, per prudenza, ho tenuto la lingua fuori, ma quando è arrivato a me, che ero l'ultimo, il prete quella carta assorbente leccata da tutti, dal Maestro Ferrara, pensa, dal Maestro Ferrara con la lingua viola tutta bitorzoluta! me l'ha lasciata in bocca e io per paura l'ho mandata giù. Volevo sputarla, ma il prete mi guardava con una faccia strana, sembrava quasi spaventato, e io ho fatto che inghiottirla. Mi prenderò di sicuro qualche infezione, forse è il caso che vada dall'Infermiere". Allibito per la stranezza di quel rito sconosciuto e indifferente alle infezioni che Roberto si era preso, lo convinsi a non dire niente a nessuno e anzi lo informai che la carta assorbente era disinfettata.
Subito dopo si avvicino Monsignor C. con l'aria niente affatto assonnata, anzi, spaventata "dì un po'..." esclamò stringendomi per un braccio " è vero che tuo fratello ha preso la Comunione?" "Temo di sì" gli risposi con l'aspetto addolorato di chi è conscio di un grave avvenimento cui non ha potuto porre rimedio e dal quale, pur innocente, è sconvolto. Io naturalmente non sapevo in che cosa consistesse la Comunione, se non dal racconto di Roberto, ma ero già in grado di simulare conoscenze che non avevo e sentimenti che non provavo. "è un fatto gravissimo" gemette il povero Prete, "ma non lo potete capire, non lo potete sapere, non fatelo più". E di qui venne il catechismo pratico che Monsignor C. ci impartì nel suo studio, cercando però di non spaventarci, ponendo limiti a una simulazione che lui stesso pretendeva la più perfetta possibile. La clandestinità comporta un continuo andirivieni tra contraddizioni insanabili: per questo è tanto difficile e affascinante.
La domentica successiva, Monsignor C. tenne lui la predica, salì sul pulpito e spiegò a tutti i Collegiali che assumere l'Ostia consacrata in peccato mortale con l'anima immonda, senza essersi confessati, era come costringere il corpo vivente del Cristo a imputridire, avvinto ad un cadavere in disfacimento. Solo io e mio fratello comprendemmo chi era il cadavere marcio e puzzolente, gli altri Collegiali presero la predica come una delle solite, intese genericamente a indurre comportamenti meno spregevoli di quelli ai quali erano adusi.
Ah, non cito l'autore - che m'è stretto consanguineo - ne' la casa editrice e lascio agli stalker professionisti l'onere dell'indagine.
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venerdì 6 giugno 2008
baciapile di tutto il mondo, unitevi - 2
"Per quel che riguarda l'ONU, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo è morta. La libertà di espressione non è più un diritto ma anzi una violazione del diritto, e soggetti di diritto non sono più (solo) gli esseri umani ma le idee, più precisamente le idee religiose."
Da "E' stato bello, addio" su "In Minoranza".
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martedì 27 maggio 2008
baciapile di tutto il mondo, unitevi 1
Una Bibbia, un Corano e una Foresta rischiano di bruciare per mano di un losco individuo, che ha aperto il sito unethical ransoms. Il tipo non scherza, il ricatto è di 10.000 dollari, accorrete numerosi.
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sabato 17 maggio 2008
relativismo culturale
E' un giorno qualsiasi di un inverno qualsiasi, la scuola materna chiusa per derattizzazione e una babysitter con l'influenza, e così la piccola Mirna gioca nel suo box, sotto una lama di luce che riscalda l'immensa stanza del laboratorio.
Attacca dei piccoli brandelli di carta alla rete del box, e quando cadono ride forte. Ride forse dell'imperizia delle sue manine, o forse della forza di gravità - per lei ancora non scontata.
Sua madre - Medico della Riproduzione - è nell'atrio della clinica a godersi il suo secondo caffè: in laboratorio Guglielmo, il tecnico, sorride a distanza alla bimba e risponde ai suoi gridolini con dei buffi suoni gutturali, distraendola momentaneamente dal suo gioco e distraendosi mentre sistema i risultati di alcune analisi sulla scrivania.
All'improvviso, una specie di sordo rombo dalle viscere della terra gela il sangue del tecnico, la terra trema.
Trema la terra e trema il laboratorio, all'ottavo piano. Tremano gli armadi, le scansie, i pensili, cadono le carte dalla scrivania.
Una lunga lampada al neon si è parzialmente staccata dal soffitto: pochi secondi e cadrà sulla testa di Mirna, ora sospesa in un istante di silenzio tra la gioia del gioco, bruscamente finito, e il terrore istintivo della terra in rivolta. Cadrà sulla testa di Mirna, uccidendola. Sul lato opposto della vasta stanza, ovociti fecondati pronti per l'impianto tremano vigorosamente nel liquido delle provette: è effetto del sisma, non è paura.
Sono quattrocentocinquantasette, e l'armadio che li contiene ha una zampa bagigia. Pochi istanti, e cadrà.
Il tecnico può salvare Mirna o 457 ovociti, ma deve scegliere, perchè il tempo stringe.
Questo per qualcuno può rappresentare un dilemma etico.
Il mio dilemma etico invece è un altro: posso arrivare ad essere così relativista da accettare che per qualcuno questo...rappresenti un dilemma etico e non una scelta ovvia e obbligata?
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mercoledì 13 febbraio 2008
ma Ferrara a sua moglie
...dico a lei, a letto, la sera. Non so. Ma che cosa le dice, tipo: "haahahahahaha c'è caduto faccia di velluto" pensando a Casini, si scola mezza boccia di gin la mette a pecora e la tromba, oppure veramente tra di loro si raccontano che insomma, che c'è lo scontro di civiltà, che bisogna davvero contrapporre idee forti per fermare l'avanzata dei mori? Che cosa?
La domanda è: per mentire con efficacia agli altri, fino a che punto si può essere sinceri con se' stessi e con i propri cari più prossimi?
Cosa si dicono in privato, a letto, Ferrara e sua moglie?
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