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martedì 13 ottobre 2020

autonomia e secessione

Sono tre giorni che è venuta fuori la notizia che in Lombardia non ci sono vaccini antiinfluenzali, situazione che rischia di tramutarsi in un nuovo disastro medico per moltissimi anziani. Da più parti si ascoltano appelli al venirsi incontro fra regioni in questo difficile momento. E senza contare i già innumerevoli problemi nel sistema scolastico. Eppure, esattamente un anno fa, 2019, pre Covid, la stessa Lombardia insieme al Veneto e all'Emilia Romagna chiesero e si mossero fortemente per ottenere l'autonomia, ovvero una secessione irreversibile dal paese (complici Lega e PD), così da non condividere le proprie risorse con le altre regioni "inefficienti" dell'Italia (definizione di Fontana). Se quel progetto insano fosse andato in porto, oggi altro che chiedere aiuti allo Stato e alle regioni per avere dei vaccini necessari, la Lombardia da sola sarebbe completamente affondata. E il bello in tutto questo è che il Veneto, che invece i vaccini ce li ha eccome, da bravo complice in quella follia, sarebbe stato fermo a guardare, a guardarli affondare tutti, proprio in nome di quell'autonomia per cui l'unica cosa che conta è il mio, o come diceva Verga, la roba.

venerdì 1 maggio 2020

primo maggio 2020

Non avevo mai considerato, prima di sentire le tante testimonianze di mio fratello e di molti amici insegnanti dispersi fra Piemonte, Lombardia e Veneto, l’enorme e talvolta offensiva attività di semi-strozzinaggio e affitti in nero che c’è dietro l’emigrazione degli insegnanti del Sud, che in molte zone di provincia non solo vengono trattati con atavico sospetto contadino, ma ancora più vengono guardati, più che come persone che vanno lì a guadagnarsi il pane col lavoro, come chi va ad appropriarsi delle poche risorse del territorio e perciò da spremere come limoni, perché quello che prendono rimanga lì e non vada disperso altrove; questo in cambio di case sporche e fatiscenti affittate a prezzi altissimi e mai dichiarati da gente che poi fa la morale sulla legalità e fa da zoccolo duro alla Lega. Solo una volta mio fratello, che sta in Piemonte, si è sentito rivolgere un vero sentimento fraterno da una affittacamere, la quale gli diceva che non dovevano essere più nemici loro due, perché ora c’erano da combattere gli africani e i cinesi che venivano a rubare il lavoro a tutti.

giovedì 14 febbraio 2019

verso la secessione

Domani, venerdì 15 febbraio, il governò firmerà l’intesa per l’autonomia differenziata di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Si tratta di una richiesta di devoluzione pressoché totale, una secessione mascherata da autonomia. 
La Lega sta per riuscire ad ottenere l’obiettivo per cui è nata: separare il Nord dal resto d’Italia.
L’obiettivo ultimo è quello di trattenere sul territorio i 9/10 del gettito fiscale. Il tutto mascherato da una procedura tecnica: da ora in avanti, infatti, per gestire le risorse che le Regioni potranno trattenere, verranno stabiliti dei bisogni standard parametrati sul gettito fiscale. L’idea è semplice: se un territorio è più ricco ha diritto ad avere più servizi e di miglior qualità. In questo modo, come ben spiega Giancarlo Viesti nel pamphlet "Verso la secessione dei ricchi" (Laterza) si fa tranquillamente passare il concetto che i diritti di cittadinanza “a cominciare da istruzione e salute, possono essere diversi fra i cittadini italiani; maggiori laddove il reddito pro-capite è più alto”. 
L’avvio di questa trattativa “segreta” fra Stato e Regioni si deve al bellunese Gian Claudio Bressa, in qualità di sottosegretario di Stato dell’ultimo governo Gentiloni. 

giovedì 30 agosto 2018

servizio

Stamattina ho visto un servizio al Tg Norba che nel succo parlava di un ragazzo ipovedente di Lecce che sognava di scrivere un libro, ne ha scritto uno tutto in dialetto salentino, si è rivolto a varie case editrici locali che gli hanno chiesto un contributo e alla fine è dovuto andare al nord (come al solito!) per farsi pubblicare il libro seriamente, cioè aggratis. Poche copie che hanno realizzato il suo sogno. Ora, io non so niente di questo ragazzo e del suo libro, né mi voglio esprimere a riguardo, perché ognuno ha diritto e dovere di coltivare i propri sogni. Non so nemmeno a chi si è rivolto. Però ho trovato scorretto il messaggio lanciato dal servizio, per il modo in cui poneva la questione editoriale al sud. È sembrato quasi intendere che tutte le case editrici meridionali non sono in grado di pubblicarti se prima non le paghi, e che per ottenere un po’ di serietà e onestà devi andare necessariamente al nord. Che è un messaggio non solo venato di pregiudizio, ma offensivo per tanti che come me restano al sud e fanno al meglio che possono il proprio lavoro.

domenica 6 maggio 2018

poesie tristi

“Noi poeti del Sud siamo stati 'truffati' da gente come Cucchi, De Angelis e tutti quei milanesi che girano intorno allo Specchio, gente triste che scrive poesie tristi modellate sulle loro vite, che per molto tempo ci hanno spinto a credere che l’unica poesia possibile fosse la loro. Così ci siamo sforzati di imitarli, e imitandoli ci siamo rattristati anche noi, privando la nostra poesia di qualsiasi originalità e della possibilità di crearsi una propria strada.” 
Fra le tante cose che ha detto Franco Arminio nell’ultimo incontro che abbiamo fatto insieme durante Disimpegno. appunti intorno all'abitare c’è anche questa, che cito a memoria (quindi col beneficio del dubbio sulle sue parole esatte, ma il cui senso resta identico). Non sempre sono stato d’accordo con lui, ma in questo caso gli do piena ragione. E so di non essere il solo.

martedì 6 giugno 2017

statistiche

Ho letto una recente statistica per cui oggi, in Italia, ci sono circa due milioni di poeti (due milioni!). Ancora meglio: due milioni di persone che hanno pubblicato almeno un libro di poesie, senza contare tutti quelli che non pubblicano, che pubblicano solo su riviste o sui siti, che fanno slam, insomma una marea di imboscati del verso. Quando leggi una cosa così, ovviamente, la prima cosa che pensi da editore di poesia è che se ognuno di questi fenomeni letterari comprasse almeno un libro di un collega, il mercato del libro non solo non sarebbe in crisi, ma anzi sarebbe più sano di quello del romanzo. Eppure la cosa davvero straordinaria di questa ricerca è stata scoprire che di questi due milioni di poeti (due milioni!) circa 700.000 (settecentomila!) sono in Lombardia! Una calca immensa! Ma tu immagina le invidie, le maldicenze dietro i sorrisi amichevoli, le lotte spietate per il controllo del territorio. Immagina la paura in metropolitana, quando ti guardi intorno sospettoso e pensi che magari sei circondato da altri poeti e non lo sai! E io che ingenuo chiedevo a Carlo Tosetti come avesse fatto, lui milanese, a venire giù da noi in Puglia. Invece, lui furbissimo, cercava scampo prima che qualche altro poeta lo accoltellasse nel buio per rubargli il posto auto.

sabato 15 agosto 2015

fare i conti con la realtà delle cose

Sento un servizio al Tg Norba in cui dicono che, nello sfacelo generale del Sud, un dato positivo c'è, ed è il turismo. Dopo il rilevante afflusso di turisti che dal Nordeuropa hanno invaso le nostre coste (loro possono, gli africani no), finalmente ci accorgiamo, soprattutto in Puglia, che il turismo potrebbe fare economia. Certo, occorre lavorare per sciogliere alcuni nodi: quello dei rifiuti ad esempio, e ancora più quello dei trasporti. Ricordo che Alitalia ha eliminato quasi tutti i voli diretti per il Sud e che non c'è un solo Frecciarossa da Roma in giù, nemmeno per collegare le due città maggiori, Napoli e Bari; Matera, capitale europea della Cultura nel 2019, è come un'oasi nel deserto, non un treno, non un aeroporto, e attraversare la Calabria comporta il Calvario. Pensa che ironia, mi dico, se finalmente ci risolvono il problema dei trasporti, ma non perché è nostro diritto di cittadini, solo per agevolare le vacanze dei "nordici". Detto così fa un po' colonia, perlomeno colonia balneare. Ma forse è ora di crescere e fare i conti con la realtà delle cose: sempre meglio essere una colonia coi treni che un libero stato delle banane.

sabato 24 gennaio 2015

nord e sud



Stamattina, in riproduzione casuale, mi è capitato di sentire una dietro l’altra due canzoni diversissime fra loro ma realizzate nello stesso anno di grazia, il 1979. Fegato, fegato spappolato di Vasco Rossi e subito dopo Basta ‘na jurnata e sole di Pino Daniele. Tanto l’una è profondamente pervasa dello spirito underground della provincia emiliana, lo stesso che puoi trovare nei fumetti di Pazienza o nei romanzi di Tondelli, quanto l’altra è pregna della Napoli internazionale e meticcia che si spalanca sul Mediterraneo. Poi si possono emettere tutti i giudizi di valore sui due artisti, ma questo non mi interessa. Di entrambi quei mondi senti l’odore, il sapore, i colori, ne puoi toccare il cuore e anche la merda. Cosa che, mi pare, non succede più oggi nella musica che si sente in giro, tutta perfettina e asettica, intercambiabile, persino quella dei nuovi cantautori che non sai più da dove arrivano, perduti come sono in una provincia modellata all’Ikea, non hanno né nord né sud, né perfezione né errore.

sabato 6 settembre 2014

conversazione telefonica

Conversazione telefonica con mio fratello. È a La Spezia, in un bar.
Parliamo del più e del meno, quando si sente qualcuno che lo interrompe.
È un vecchio che gli dice:
“Terrone, qui nessuno li vuole sentire i tuoi problemi.”
“Prego?” risponde mio fratello.
“Mi dà fastidio la tua voce” gli risponde acido il vecchio.
Mio fratello esce dal bar.
“Perché non ci hai litigato?” gli ho chiesto.
“C’erano così tante cose che gli volevo dire, che alla fine non mi andava di sprecarne nessuna.”

venerdì 10 maggio 2013

assurdità

Scene di comune assurdità sono anche a Nord, cose che non si erano mai viste. La crisi ti prende per fame come mi scrive una mia amica, tocca il tuo compagno, il tuo stesso fratello. Le aziende saltano per aria come i grilli, una per una, e quando tornano a terra la terra intorno è tutta bruciata. Ieri un uomo, per fame, ha cominciato a colpire i passanti con un martello.