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domenica 21 aprile 2024

uno

Ho appena letto che secondo una ricerca dell'Istat i pugliesi sono la popolazione più triste d'Italia, quella con meno soddisfazione nel presente e fiducia nel futuro. Uno su dieci si dichiara infelice. Uno, ovviamente, sono io.

sabato 11 marzo 2023

la vita triste

Mi chiama Mimmo dalla panchina dove siede tutti i giorni davanti al Comune. – Antò, ho avuto un’idea, tu che sei poeta devi scrivere un libro sulla mia vita. Ho già il titolo: La vita maledetta di Mimmo Maffei. – La vita maledetta? – Hai ragione, può essere che le persone si spaventano. Allora scrivi: La vita triste di Mimmo Maffei. – La vita triste mi piace, è romantico. – Mi raccomando, sotto il titolo devi mettere: regia di Mimmo Maffei. – Regia? – Antò, è un libro che deve diventare un film, se no non li facciamo i soldi. – E la regia la fai tu? – No, io non sono capace, ma meglio se lo scriviamo prima, ancora ci rubano l’idea.

venerdì 9 settembre 2022

una cosa triste

La cosa veramente triste – pensavo oggi, mentre ero in fila dal geriatra – è sapere che, se va bene, un giorno qualcuno riuscirà a far soldi con ciò che scrivo, ma non sarò io. Perché non è vero il luogo comune che non si riesce a campare di scrittura, ma nella maggior parte dei casi a campare è sempre qualcun altro. Infatti il mercato editoriale di oggi campa al 90% con gli scritti di quelli morti ieri o trapassati (i cosiddetti classici), mica con quelli dei vivi oggi. Sono gli scritti dei morti di fame di ieri che fanno da fondamenta al mercato editoriale di oggi. Così, se va bene, un giorno ciò che scrivo nutrirà le famiglie di illustri sconosciuti che diranno di sapere tutto di me, senza avermi mai toccato.

mercoledì 9 gennaio 2019

breve storia triste (ma tragicamente vera)

Dovevo uscire con una ragazza. Lei mi dice di essere affascinata da quello che scrivo e dalla mia attività di editore, ma propone di andare in una serie di locali che consiglia lei, dove si possono bere delle cose buone che, sottintende, costano un po’, ma ne vale la pena. Io tentenno. “Tanto tu sei editore!” ripete ogni tanto per convicermi. (Questa non ha capito nulla, penso io). Io che ho sempre pochi soldi in tasca e soprattutto odio buttarli in alcolici, visto che dice di essere tanto sensibile alle parole, le propongo di fare una cosa alternativa: andiamo piuttosto per librerie e ci compriamo dei libri, uno dei quali ce lo regaliamo con dedica in ricordo della giornata passata insieme. Lei mi guarda e fa: “Ascoltami, sei tanto dolce, ma se continui così stasera non te la do”. Ecco, la mia storia triste finisce prima ancora di cominciare.

domenica 6 maggio 2018

poesie tristi

“Noi poeti del Sud siamo stati 'truffati' da gente come Cucchi, De Angelis e tutti quei milanesi che girano intorno allo Specchio, gente triste che scrive poesie tristi modellate sulle loro vite, che per molto tempo ci hanno spinto a credere che l’unica poesia possibile fosse la loro. Così ci siamo sforzati di imitarli, e imitandoli ci siamo rattristati anche noi, privando la nostra poesia di qualsiasi originalità e della possibilità di crearsi una propria strada.” 
Fra le tante cose che ha detto Franco Arminio nell’ultimo incontro che abbiamo fatto insieme durante Disimpegno. appunti intorno all'abitare c’è anche questa, che cito a memoria (quindi col beneficio del dubbio sulle sue parole esatte, ma il cui senso resta identico). Non sempre sono stato d’accordo con lui, ma in questo caso gli do piena ragione. E so di non essere il solo.

lunedì 29 agosto 2016

il panettiere

Il panettiere è la terza traccia del primo lato di Secondo te... che gusto c’è?, album del 1977 che appartiene al periodo più maturo dell’artista Enzo Jannacci. Viene subito prima di Rino, lettera di un alcolizzato pronto al suicidio, e subito dopo Jannacci arrenditi, brano parlato di follia e comicità assoluti. L’album, nel suo insieme, non è allo stesso livello dei coevi Quelli che... e Fotoricordo, eppure proprio grazie a questo pezzo, ritratto del panettiere Giovanni che va al mare per annegarsi, a Rino e a La costruzione sul secondo lato, terzo pezzo a tema sulla morte (stavolta sul lavoro) in un disco di appena mezz’ora, raggiunge una sua oscura grandezza, inusuale per il panorama italiano dell’epoca persino per un cantautore, e paragonabile piuttosto a quella che negli stessi anni si può ritrovare in alcuni dischi di Tom Waits. Rappresenta, inoltre, la prima avvisaglia del dolente pessimismo che da qui in avanti caratterizzerà l’opera di Jannacci.

lunedì 2 febbraio 2015

felicità

Oggi il mio amico Mimmo è diventato papà. L'ho saputo poco fa, proprio da lui. Fra le altre, ha detto una cosa che mi ha lasciato stupito e contento, ha detto: "Sono felice", con una semplicità diretta e disarmante, a cui non sono abituato. Credo che sia stata la prima volta, da quando lo conosco, che gliel'ho visto ammettere. Anzi, sono sicuro, è stata proprio la prima volta. Mimmo è un poeta, e i poeti (non è un luogo comune) sono gente strana, sanno sempre come vedere il lato avverso di ogni cosa, per cui è difficile che siano mai felici al 100%. Eppure (io non lo so, perché non mi è capitato, ma) pare che i figli sappiano aggiustare tutto, anche l'umore dei poeti. Oggi ne ho avuto la prova. E sono felice con lui.

giovedì 6 novembre 2014

cos’è male e cos’è farsi male

Cos’è male: svegliarsi la mattina coi brividi, mal di schiena e la febbre, e per di più fuori piove un’acqua marroncina e la casa è umida e antipatica. Continuare a lavorare per delle consegne, con nessunissima voglia di fare alcunché e la capa che gira, il naso che comincia a colare sui tasti del pc.
Cos’è farsi male: in tutto questo farsi venire, per segreto masochismo forse, la malsana idea di riascoltare l’intera discografia di Luigi Tenco. Alle 13.30 ho deciso, mi suicido col brodino.