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venerdì 30 settembre 2011

....a volte ritornano.


....ma niente sarà più come prima.

Innanzitutto perchè  gli animali non
sono miei ma ho solo affittato la stalla,
poi non ci sono le vacche in mungitura
ma solo le manze che verranno trasferite
in un'altra stalla al momento del parto.



Inevitabilmente riaffiorano i ricordi e, pensando alle tante
difficoltà di questo lavoro, soprattutto in un
momento così difficile per tutti, non posso far altro che 
fare i migliori auguri ai nuovi allevatori.



venerdì 19 novembre 2010

Correva l'anno 1996....


Premessa - 1) Ieri il blog ha compiuto il suo primo anno e chi mi segue sa 
                   che i miei post  sono poco più di un commento alle foto,
 quindi questo sarà un eccezione;   
2) si parlerà di " quote latte "  

La vicenda è balzata agli onori della cronaca nel gennaio '96 in seguito
ad un taglio di quota sfacciatamente fuori legge. L'assegnazione della quota
per la campagna '95-'96, quindi per il periodo 1/4/95 - 31/3/96 doveva 
avvenire entro il 31/1/95, a fine dicembre '95 giunge una prima comunicazione
riguardante il taglio del 47% della quota B a campagna quasi conclusa.
Migliaia di allevatori si sono ritrovati fuori quota e hanno deciso di far sentire
la loro voce bloccando per 16 giorni l'aeroporto di Linate.
Le proteste portano all'istituzione di una commissione d'indagine, presieduta
dal generale Lecca della guardia di finanza, che mette in evidenza le storture
del sistema e i numerosi illeciti commessi da chi doveva gestire il sistema, come 
ad esempio l'assegnazione di quote a chi non ne aveva diritto.
Nel mirino finiscono anche le principali associazioni di categoria che, a questo 
punto, scatenano la battaglia per togliere di mezzo i promotori delle proteste,
ovvero i "COBAS DEL LATTE" e indicano come soluzione al problema
l'acquisto di quote che, essendo insufficienti, raggiungono prezzi esorbitanti.
Un ulteriore presa per il c..o arriva a campagna conclusa con la comunicazione
che porta il taglio della quota B al 75% con effetto retroattivo, quando 
ormai il latte è stato munto.


I cobas "irriducibili", oltre a chiedere che l'Italia ottenga più quote dalla
CEE, continuano a mungere, fatturare e ricorrere al TAR e tribunali vari
per ottenere l'annullamento delle multe che puntualmente arrivano, 
mentre gli "altri" acquistano quote e, alcuni, vendono latte in nero (non
fatturato) per non incorrere nelle multe.
Il passare degli anni rende sempre più difficile trovare una soluzione che
 accontenti tutti, ognuno ha fatto le sue scelte ma va ricordato che la
quota non è un obbligo ma un indicazione produttiva che porta ad una 
sanzione solo nel caso in cui l'Italia superi il suo quantitativo di riferimento
rendendo impossibile la compensazione tra produttori.
Negli ultimi anni, purtroppo, si è sempre verificato uno splafonamento
dell'esiguo quantitativo ottenuto a suo tempo dai nostri politici che
l'hanno barattato a livello europeo con vantaggi per altri settori.
Nel 2009 finalmente si ottiene un cospicuo aumento che consente 
all'Italia di rimanere in quota e agli splafonatori di essere compensati.
La vicenda potrebbe considerarsi conclusa se non fosse per il fatto che
le multe pregresse vanno pagate.
Lo Stato sembra voler tendere una mano agli splafonatori concedendo
una rateizzazione MA..
(c'è sempre un MA), vuole in cambio il ritiro dei ricorsi..
.....??????.....
Alcuni (pochi) vista l'esiguità della loro multa, aderiscono, altri,
anche per una questione di principio, aspettano le sentenze che ,
come sempre tardano ad arrivare.

Tutto questo per dire che il 16/09/2010 è entrato in vigore il nuovo
codice amministrativo e l'art. 1 dell'allegato 3 stabilisce che per i ricorsi
pendenti da oltre 5 anni bisogna presentare una nuova istanza di 
fissazione d'udienza pena la decadenza.
Dopo 14 anni devo affrontare nuove spese per chiedere che il TAR
del Lazio si pronunci.
Senza contare che il "superprelievo" causato dal taglio dei circa 
30000 litri di quota B mi sono stati trattenuti nel lontano 1996
dalla Nestlè in veste di sostituto d'imposta.



domenica 27 dicembre 2009

tori

Nei commenti al post del 23 dic.
è stato toccato l'argomento dei riproduttori.
Oggi voglio ampliare il discorso con un paio di foto.




Questo toro ha dato il suo contributo al ripopolamento
della stalla negli anni cinquanta.




Quello a sinistra è stato il primo toro ad essere entrato
nella nuova stalla costruita nel 1980.
Il suo successore, data la scarsa attitudine a svolgere
la sua "professione", ha avuto il merito di indirizzarci verso
l'utilizzo dell' inseminazione artificiale praticata dal veterinario dal
1982 al 1985 , anno in cui ho iniziato a inseminare personalmente.


domenica 6 dicembre 2009

Amarcord

C'è stato un tempo in cui tutta l'attività
ruotava intorno alla stalla, era un'attività che
copriva tutte le 24 ore della giornata e i
365 giorni dell'anno e che mi ha lasciato una
quantità enorme di ricordi.
In questa foto potete vedere le mie "campionesse"
all'adunata rancio. Nelle vacche in primo piano
si può notare il collare che, munito di trasmettitore,
ne permetteva il riconoscimento nel robot di mungitura.
Questo impianto mi ha regalato un po' di celebrità fra
gli addetti al settore per essere stato fra i primi in Italia
ad averlo installato(12°).
La particolarità sta nel fatto che non ci sono le due mungiture
tradizionali ma le vacche entrano nel robot spontaneamente
seguendo i loro ritmi. Qui, senza la presenza del mungitore,
vengono premiate con del mangime e munte grazie a un lettore laser
che guida il braccio meccanico nell'attacco delle tettarelle, il tutto
seguendo una serie di impostazioni stabilite dall'allevatore (io).
Tutta l'operazione dura 7/8 minuti dopo di che il latte, se supera
determinati parametri, viene pompato nel refrigeratore e .....
.....Heidi può andare in cuccetta a ruminare e a
pensare (??) ..
.. al futuro dei sui figli o a come è stata fortunata
a vivere nella stalla di Emilio.