Pasqua

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8 mag 2011

Festa della mamma



Oggi é la tua festa cara mamma, ma  non per me , perché non so e non ti posso dimenticare.


17 gen 2010

Neve che va, neve che viene


I santi mercanti di fiocchi sono per tradizione i vescovi Ilario e Mauro e gli abati Antonio e Bassano. Se ne trovano la comprano e la portano via,se invece non ce n'é la fanno arrivare.

La seconda decade di gennaio, secondo la sapienza popolare , segna un'inversione delle condizioni meteorologiche: se fino a quel momento l'inverno é stato mite, si avrà un netto peggioramento; se invece fino allora é stato particolarmente rigido, il clima si addolcirà e comincerà a correre velocemente verso la primavera, perciò quest'anno vista la neve caduta, ci lascia ben sperare...
Ecco allora la tradizione dei santi "mercanti di neve".

Questi santi sono quattro :
Sant'Ilario (13 gennaio) di nascita era francese di Poitiers, venuto al mondo fra il 310 e il 320. Teologo e storiografo, si distinse soprattutto nel combattere l'eresia ariana. A Cremona gli é dedicata una chiesa parrocchiale, della quale é contitolato Sant'Apollinare, in ricordo di un tempio che sorgeva a poche centinaia di metri. Di lui si dice che "el pòorta l'argenteria de san Basiàan"
(porta l'argenteria di S. Bassiano) dove per argenteria si intendono i cristalli di neve e di ghiaccio.

Due giorni dopo, il 15 gennaio ecco S. Mauro, benedettino, compì un miracolo che in qualche modo lo accosta a Gesù: infatti secondo la tradizione, salvò un fanciullo di nome Placido, che stava annegando, camminando sull'acqua; ma volle che questo miracolo fosse attribuito a S. Benedetto. Morì di peste.C'era un tempo l'usanza di distribuire nella giornata di S. Mauro dei piccoli pani, che venivano conservati e mangiati a piccoli bocconi quando si era ammalati. Il proverbio collegato é "I michin di San Mauriin i fa stàa benin: insomma, se proprio non fanno guarire del tutto, recano comunque giovamento a chi li usa.
Ancora oggi, in qualche paese , soprattutto tra il cremonese ed il milanese , si conserva questa usanza dove i "michiin" (la michetta di pane") vengono distribuiti ai fedeli nelle chiese, durante la messa.

Oggi é Sant'Antonio Abate. E' proprio una grande festa nella piazza di alcuni paesi a cominciare dalla benedizione degli animali e dei trattori; dalla distribuzione di ciccioli, di caldarroste e di dolci.
Il clou della festa però consiste nell' accensione di un grande falò, attorno al quale si fa un grande girotondo propiziatorio per esorcizzare la paura e sconfiggere ogni malanno.(Credo proprio che il grande Fellini, si sia ispirato proprio a questo rito, quando ha girato la scena del suo film Amarcord).
Sant'Antonio Abate, tradizionalmente segna l'inizio del Carnevale "Per sàant Antòni abàt sàalta fòora toti i màt" (per S.Antonio saltano fuori tutti i matti).

A chiudere la sfilata dei mercanti di neve ecco, il 19 gennaio S. Bassiano o Bassano particolarmente venerato a Lodi, ma ben presente anche nel cremonese. Questo santo visse più o meno nella stessa epoca di S. Ilario e anch'esso si distinse per la lotta alle eresie. In questa impresa fu molto vicino al grande vescovo di Milano, Ambrogio.
A proposito lo sapete che Ambrogio era romano di nascita (con buona pace dei meneghini?).
Per completare il quadro, vi dirò che il cambiamento di tempo più o meno alla metà di gennaio é confermato da due proverbi, esattamente uguali e contrati, che riguardano i santi Fabiano e Sebastiano che vengono ricordati il 20 Gennaio.
Il primo dice: San Fabiàan e Sebastiàan i riiva cun la nèef in màan; (S. Fabiano e S. Sebastiano arrivano con la neve in mano) Il secondo recita: San Fabiàan e Setastiàan i riiva cun la viòola in màan (S. Fabiano e S. Sebastiano arrivano con la viola in mano).
Oggi queste "previsioni" possono far sorridere, ma vi assicuro che non sbagliavano, come ci confermano alcuni nostri vecchi, le cui testimonianze vengono raccolte in alcuni testi per non cancellare del tutto le nostre radici.



27 set 2008

Dolci per un compleanno



E' sempre la cara Alda che mi viene in aiuto, anche in questo mio genetliaco, (non dovrei proprio festeggiare, quando si superano i cinquanta virgola... ) o forse é proprio ora che bisogna festeggiare? Ma..... evviva me!

Torta sbriciolata di pere e nocciole (Streusel)
Questa ricetta (tedesca) è del tipo Streusel, cioè la superficie è cosparsa di briciolone di
pasta tipo frolla, come il crumble inglese. Non spaventi la spiegazione lunga: tra l'altro, la
pasta, le pere cotte e la crema possono essere preparate il giorno prima e tenute in frigo
senza problema.
per la base:
225 g farina,
150 g burro,
1 uovo, 75 g zucchero.
Per il ripieno: 750 g pere,
250 ml vino bianco,
125 g zucchero (75 g per la cottura delle pere
e 50 per la crema)
3 tuorli,
1 cucchiaio ben colmo di maizena, un po' di zenzero o cannella.
Streusel:
80 g burro,
50 g farina,
50 g nocciole tritate fini,
75 g zucchero,

2 o 3 cucchiai di
nocciole tritate.

Preparare una frolla con gli ingredienti per la base. Mettere al fresco. Sbucciare le pere, dividerle a metà e togliere il torsolo. In un tegame portare ad ebollizione il vino e 75 g di zucchero (ridurre lo zucchero se il vino è già dolce), aggiungere lo zenzero, le pere e cuocere a fuoco basso una decina di minuti (non devono spappolarsi), togliere delicatamente le pere e metterle su un piatto inclinato a scolare. A me è successo che le pere abbiano 'dato' molto liquido, dunque ho lasciato il vino sul fuoco ancora qualche minuto perchè si addensasse un po'. Battere i tuorli con i restanti 50 g di zucchero e la maizena, diluire con il vino di cottura delle pere e rimettere sul fuoco, procedendo come per una crema pasticcera, ossia mescolando a fuoco basso fino a che non è addensata (ma resta piuttosto liquida). Scaldare il forno a 180°. Stendere la pasta e foderare una teglia (25-26 cm diametro) facendo un bordo di circa 3 dita; spargere sul fondo 2 o 3 cucchiai di nocciole tritate, disporvi le pere con taglio in basso e versarvi sopra la crema al vino. Impastare brevemente gli ingredienti per lo streusel e fare cadere questo impasto, sbriciolando, sulla torta e infornare.

E poi questi pasticcini per chi deve mangiare poco, perché una fetta di torta é sempre troppo grande, certo che il mondo é bello perché é "avariato"
La pasta frolla é questa:
Ingredienti:
350 g di farina
150 g di zucchero
vanillina e buccia di 1/2 limone grattugiata
100 g di mandorle spellate e macinate
250 g di burro o margarina
1 uovo
Sul tagliere mescolare la farina, lo zucchero, la vanillina, la buccia di limone e le mandorle, aggiungere il burro a pezzetti e l' uovo e con un coltello a lama lunga tagliuzzare gli ingredienti e poi impastare velocemente la frolla con le mani e tenere in frigorifero
Ho fatto i pasticcini con gli stampini farcendoli con:
crema al cioccolato cosparsa di briciole di meringhe e chicco d'uva
marmellata ai frutti di bosco
marmellata di pere e mele con ciliegina sciroppata,le tortine sono ripiene di crema pasticcera e lucidate con gelatina di mele cotogne.