Dissolvenza
Labile specchio
schermo di paura
su cui campeggia il vuoto.
Imprime alla freccia
il moto e glissa a lato
la mano timorosa.
E il mondo incappa
nella rete
tolto alla nebbia
colto e richiamato
nei tratti del gesso
che si incide, gratta,
striscia, stride:
mostro di scrittura.
Così, dal buio fermo,
la lastra polverosa
fissa su dal fondo
il bordo della cosa.
La forma
Fragile freddo cupo
colmo trasparente:
fonte di pace e di ristoro
schermo e diga al niente
tramite fermo
al liquido scorrere
del mondo. Giace
l’opaco di calcare
depositatosi nel fondo.
Augurio e benvenuto
e sogno in perfezione:
il sugo il filtro la pozione.
Sbrecciato caduto
frantumato. Forma
incontenibile
di un contenuto.
Pensiero
L’accendersi e
lo spegnersi
(per caso?) della vita
la traccia luminosa
la scia che lascia
dietro a sé
quello che è stato
amato o non amato
comunque sconosciuto
la gioia e il lutto:
precipitato, tutto,
nel cieco vaso
tra le braccia del buio.
L’orma appassita
eppure, intanto,
rifiorita
di ogni cosa.
L’ombra e l’odore
neppure più il colore
il pensiero pensato
della rosa.
Doppio gioco
Diga barriera spartiacque
– isola e ponte –
tunnel cunicolo passaggio
da cui filtrare a sé
il resto del mondo.
Invisibile e curiosa
cucitura
che pesca su dal fondo
innesca ansia
e assicura integrità.
Il doppio gioco:
entrata uscita
paura e confidenza
la pausa e il moto.
La verità che si apre
e si richiude sull’ignoto.
Sogno e realtà
Nel gioco di specchi
sogno e realtà,
moltiplicandosi
nell’effetto miscuglio
– cocktail o frullato
intruglio o elisir –
hanno inventato
ed, ecco, rivelato
l’universo della vita
in una sfida stravagante
facendo eterno andare
di ogni istante,
oceano del poco mare
attraversato
e transatlantico
del piccolo natante
che vi si è sopra avventurato.
(Inediti, 2011)
***

Sento molto mia la penultima, anche per la scelta delle metafore.
Bellissima proposta di un poetare sapiente e incisivo.
Davvero un piacere leggere,
grazie!
Francesca
……che meraviglia,che musica,che parola.E’ sempre un grande piacere leggere. Grazie ancora a Paolo Ruffilli!