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domenica 11 gennaio 2015

il buio l’amore la tosse e lo scolo

è tutta qui la nostra vita – mi ripete
Girgenti provata
immobile a letto con un libro – non altro
che un esame un altro ancora e poi
la notte – la notte
e poi più nulla. Non scappi – mi ripete.

Eppure – mio cactus – passa qui la bottiglia
ti mostrerò un modo
di confondere le tracce nella nebbia
dei suffumigi avernali.

Ciò detto – le sue ali fortissimo
un passero si sentì agitare.

mercoledì 1 ottobre 2014

ecco girgenti già morde la gastrite...

Ecco Girgenti già morde la gastrite
né ci si offre più mite
stagione. L'inverno umido
attecchisce al cuore, lo infracida.

martedì 30 settembre 2014

la montagna

Con Girgenti parliamo di sogni, i miei bagnati, i suoi più raffinati, in quest’aria tropicale. Quali sono, quali sono i tuoi, le chiedo e lei di rimando a me. Nessuno parla eppure i nostri sogni sono palpabili. Il suo di un vecchio amore mal guarito, il mio di una terra senza peso, senza più fatica. Sogni impossibili come rimpianti, feroci a volte, con bocche dentellate dal buio. E io, io le chiedo, io forse non ti basto? Non sei il mio tipo, mi risponde ridendo, ma piuttosto uno specchio, una spalla, un compagno di bevute nascosto fra i miei piedi, poco prima del sonno. Mi sei cara, le dico. Anche tu, mi risponde. Ma qui, lo sai, non c’è spazio per altro che tempo, tempo e sogni, bestemmie, e una parola che regga meglio allo sconforto dei tanti amanti che passano senza mai far rumore. Anch’io sono perduto, Girgenti, ma cerco ancora vie d’uscita verso il cielo. E cosa conta più per ritrovare la strada? L’affetto, mia stella, l’affetto, mi canta Girgenti con la sua voce di donna, l’affetto è la cosa più bella. Guardo dal basso, nascosto fra i suoi piedi, la sua fronte ostinata, l’altissima montagna dei suoi sogni, che ronfa e ribolle di fuoco come l’Etna.

lunedì 22 settembre 2014

girgenti qui piove fra gli appunti...

Girgenti
qui piove fra gli appunti
del mio viaggio
sulla terra di Sicilia
che ti ha fatta
e l’aria si riavvolge
intorno al tuo ombelico
come a un mare leggero
che soffia man mano
che soffio nel tuo orecchio
parole a doppia lama
che più sono gentili
e più vorrebbero scavarti
nel ventre per tema
di lussuria o di speranza
l’amore qui non c’entra
e la distanza
non affina che il dente
alla voglia
di una doppia solitudine
stracciata finalmente
nel buio.

giovedì 18 settembre 2014

non sono che una nuvola grassoccia...

Non sono che una nuvola grassoccia
chiarisce Girgenti, corta miccia che s’infoca
e poi si scioglie in una pioggia
d’oro lieve, luminosa.

Ti odio – mi dice – ti odio, mai
nessuno mi scrive mai
cose belle come fai.

mercoledì 17 settembre 2014

girgenti

Se un giorno, poeta, vorrai
scrivere senza censure
di una stupida senza più denti
un’adorabile canaglia
ecco il mio nome: Girgenti
Elena, di professione
blasfema, bevitrice, culo d’oro,
avvocato e infermiera,
cuoca rinomata, cuore
per i cuori come il tuo, affamati.

La parte di te che preferisco
è il baffo sottile da gatto
la vibrissa che vibra nascosta
sul tuo sorriso e muta
in base ai giorni alla tensione
o come adesso pigramente
dall’alto del mio tavolo
mi guardi indifferente / finto indifferente
da brava cacciatrice.