Ogni violenza è a suo modo terribile, ma le immagini trasmesse al Tg degli scontri in piazza a Tbilisi, per chi come me è cresciuto nell'immagine favolosa e delicatissima che ce ne ha lasciato l'amato Tonino Guerra nei suoi libri, sono una cosa da spezzare il cuore.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
venerdì 29 novembre 2024
domenica 6 ottobre 2024
l'ultimo desiderio
domenica 23 aprile 2023
polvere di sole
Una foto del 2018, quando per quella cosa strana che gli altri chiamano Giornata del Libro (ma strana per me, visto che ogni mia giornata è dedicata a quello) leggevo Polvere di sole di Tonino Guerra in piazza Vittorio a Locorotondo (durante un evento organizzato dalla libreria L'Approdo). C'era persino un pubblico che qui sembra ascoltarmi, in realtà si godeva il sole di metà aprile e approfittava delle sedie per sonnecchiare.
domenica 24 gennaio 2021
ombra
Sull’amore è l’ultimo ricordo che mi lega a Michelangelo Antonioni e al film Eros. In realtà si tratta di una delusione perché è stata tradita la nostra idea di rendere poetico l’amore di un’anziana che, passeggiando sul mare, rimane affascinata da una ragazza che dorme a testa in giù, fino a sognare di possederla, entrando nella sua ombra: un’immagine poetica che Michelangelo non è riuscito a realizzare perché il produttore aveva fretta di finire il film. Una poesia incompiuta che rimarrà per sempre nella mia memoria.
mercoledì 11 novembre 2020
transfert
A pagina 31 della Solitudine del Satiro, Flaiano scrive: «Questa moda di presentare i nuovi libri, come i re dal balcone presentavano alla folla il principe ereditario appena nato, è recente: pochi anni fa avrebbe coperto di ridicolo gli autori; oggi si accetta come una forma di persuasione palese, un postulato della cultura di massa». È un appunto datato 1962, strettamente legato a La Notte di Antonioni, dell’anno prima, di cui Flaiano fu sceneggiatore con Antonioni stesso e Tonino Guerra. Nel film, Marcello Mastroianni, scrittore di successo, si prepara alla presentazione del suo nuovo libro, che viene descritta come un vero e proprio evento mondano, un elegante e vacuo vernissage con tanto di ospiti illustri (i veri Quasimodo, Eco, Bompiani); intanto il suo amico e opposto Bernhard Wicki, in tutto e per tutto, persino nei baffi, la copia sputata di Flaiano, è sofferente in ospedale, inappagato nella salute (dunque nella vita), nell’arte e anche nell’amore per Jeanne Moreau, moglie infelice di Mastroianni. Nella seconda parte del film nulla si aggiusta: mentre Wicki muore dimenticato quasi da tutti (pure da noi), Mastroianni, non pago del proprio successo, va a una festa, riceve una ricca ma poco etica proposta di lavoro e già che c’è seduce Monica Vitti. Insomma, se la fortuna non è cieca è di sicuro stronza. Ho sempre immaginato che tanta snobistica antipatia per le presentazioni sia derivata a Flaiano da quella sorta di transfert cinematografico per cui, a rivedersi nell’opposto di Mastroianni – che a sua volta era attore feticcio di Fellini, con cui Flaiano avrebbe litigato di lì a poco proprio perché Fellini, da regista, si prendeva ogni merito e successo del loro lavoro artistico – il Nostro un po’ sghignazzava divertito e un po’ stringeva i denti.





