26 agosto 2013

Albe in Malga, l’inizio delle mie vacanze.

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Lunga pausa quest’anno. Quasi un recupero di quello che l’anno passato non ho fatto. Strana la vita. Sembra a volte che quello che ti toglie una volta te lo restituisce con gli interessi subito dopo. Basta avere pazienza e saper aspettare.
Le mie vacanze sono state piene. Di serate rilassanti, di cene bellissime, di notti di stelle, di giorni di mare, di incontri interessanti con gente nuova e speciale.
Ho iniziato accettando un invito in montagna. In un posto che amo e che, sapevo già, avrebbe rigenerato le mie forze, intorpidite nell’inverno. Pur consapevole che avrei dovuto affrontare un viaggio lunghetto fino al Trentino, ho accettato di buon grado di seguire un evento chiamato Albe in Malga’ soprattutto per sentire sulla pelle l’aria frizzante di un alba in montagna.
E così, in compagnia di gente fantastica e molto professionale, come Daniela, Elisabetta e Claudia, Alessandra solo per chat, i ragazzi di GnamBox, e tutta la gente del posto che ci ha dato davvero delle forti emozioni, abbiamo vissuto questa fantastica avventura.
Cosa abbiamo fatto?
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Sveglia alle 4 di mattina per andare da Commezzadura alla Malga Di Dimaro per essere pronti a mungere le mucche e fare il mitico formaggio Casolèt alle ore 5,30 con Stefano, il suo papà e tutta la sua famiglia. Aria frizzantissima, odori di mucche pulitissime e luogo magico. Abbiamo visto l’alba che colora di rosso le montagne. Una vera magia, unica. Poi dopo il lavoro, abbondantissima colazione con latte appena munto, ancora caldo, caffè, burro di malga (WOOOOOOOOW, buono da svenire), miele puro con pane caldo e ricotta, salumi e formaggi. Quindi, passeggiata fino al lago delle Malghette in compagnia dell’accompagnatore di territorio, Luca. Pranzo con taglieri e piccolo riposino per l’alzataccia fatta la mattina.
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Pomeriggio visita ad un apiario, preceduta da due ore di lezione fantastica sulle api, che, avremmo voluto non finisse mai per quanto è stata interessante. Il presidente dell’Associazione apicoltori di Val di Sole, Pejo e Rabbi, il sig. Francesco Moratti, ci ha fatto innamorare del mondo delle api, e ci ha stupito raccontandoci, dice lui, solo una piccola parte di questa società perfetta e operosa. Poi vestiti come alieni siamo andati all’apiario a ‘toccare con mano’ le api. Subito dopo degustazione di mieli e formaggi, e yogurt con polline ‘rubato’ alle api. Scusate ma io sono una foodblogger e devo assolutamente assaggiare i sapori del posto per poter capire appieno l’emozionalità del viaggio. Spero che le foto parlino per me.
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Giorno dopo discesa di 12 km dall’alto di una montagna, in bici, con tutta l’allegra compagnia. Unico particolare…. erano 20 anni che non prendevo la bici. All’improvviso mi sono scrollata di dosso tutti i vent’anni e son ritornata pimpante e attiva e spericolata. Belloooooooooooo.
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Pranzo luculliano e interessantissimo presso un ristorante che vi consiglio assolutamente… ‘La Corte dei Toldi’ a Terzolas, dove abbiamo conosciuto un attento ristoratore che coniuga tradizione e innovazione con la creatività di un ingegnere/architetto/filosofo. Fantastica scoperta.
Il ritorno a casa è stato lento e tranquillo, ‘intermezzato’ da una sosta a casa della mia mitica Laura a Massa, dove saremmo rimaste abbracciate tutto il tempo per la felicità di esserci riviste….
Poi durante il rientro ci sono state altre storie, che appena possibile vi racconterò. Ora ho voglia di tornare a cucinare e ad assaporare cose semplici e buone….
Aspettatemi eh?
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25 luglio 2013

Il tempo pieno (Pescespada grigliato con melanzane bianche)

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Son quasi le due di notte e ho già scritto e riscritto questo post per 4 volte. Il taglio serio e sognante non corrisponde a quello che sento dentro di me. Allora cancello e ricancello ancora. Preparo due fette di melone bianco freschissimo e dolce. MI risiedo e ricomincio. Intorno, giù per strada il silenzio totale da più di un’ora… non riesco a dormire e in rete vedo che, come me, aumentano gli insonni, che invocano ‘Morfeo’…

E la mia mente è affollata e presa dagli ultimi avvenimenti che stanno dando nuova linfa alle mie giornate. Inviti a eventi che mi stanno portando in giro dalla Sicilia al Trentino, alla punta piu estrema della mia regione…. Ho deciso di collaborare con un fantastico Tour di una persona vulcanica e incredibile, Thelma, che ha appena iniziato il suo viaggio da sola in  camper armata di Ultrabook Intel, alla ricerca di posti da visitare, cose pazze da fare, gente nuova a incontrare. E io sulla sua strada ci sarò, appena approderà in Puglia e un pezzetto di strada lo faremo assieme, dal mio trullo in giro, qui nella mia terra.  E tanto e tanto altro ancora… Cene in meravigliosi castelli leccesi, ospite di una piccola grande newchef Sara, per condividere con lei i suoi sogni che si avverano.

E progetti e speranze che prendono forma…

Insomma è un tempo pieno questo… pieno di cose belle da fare, da dire e condividere con chi passa di qui o mi incrocia su fb. D’altro canto che senso avrebbero le cose belle se vissute in solitudine? C’è sempre bisogno degli altri per goderne appieno. Altri che sono accanto a te fisicamente, anche solo per trovare conferma che quello che vedi o fai è vero. Anche per dire ‘che meraviglia’ a qualcuno e gioirne insieme… E chi non può essermi accanto fisicamente, lo posso ritrovare qui e raccontare… Anche le parole possono portare con se la stessa luce di entusiasmo di quando si racconta dal ‘vivo’… Dicono che quando spiego mi si potrebbe seguire anche solo guardando come gesticolo. Una sorta di linguaggio non verbale che comunica da solo le mie emozioni….  E chi mi guarda negli occhi trova stupori di bambina. E parte con me attraverso i miei discorsi. Spero sia così per davvero… E questo non significa che il mio mondo ora sia fatto solo di viaggi.

Sembra che io non stia più cucinando, ma non è così. Grazie alla dieta,  al caldo e alla ‘solitudine’ dovuta agli impegni di tutto il resto della mia famiglia che è spesso fuori a pranzo/cena,  ho messo a riposo il forno e cerco di preparare cose veloci, ma buone e belle. Mi piace coccolarmi, anche perchè la solitudine assumerebbe un significato diverso da quello di ‘libertà’, ma solo di solitudine appunto.

Giorni fa ho preparato un pranzo buonissimo, che aveva anche un sapore particolare, il sapore dell’amicizia e dei doni fatti con il cuore. Una mia amica mi ha regalato i primi frutti del suo orto, 7 peperoni verdi carnosi, 1 barattiere e 3 melanzane bianche bellissime. E così ho comprato una fetta di pescespada, l’ho cotto alla griglia,  contemporaneamente alle melanzane tagliate a fette e ai peperoni tagliati a rondelle. Ho fatto un battuto di olio, prezzemolo e limone e ho irrorato il tutto…. Ecco qui una ‘ricetta’ per volersi bene….

alla prossima

melanzane bianche

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16 luglio 2013

Scozia on the road e il libro della sopravvivenza

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E ancora una volta, la terza, l’ho accompagnato alla partenza per il suo nuovo viaggio. dall’Inghilterra alla Scozia on the road. Desiderato, sognato, studiato, atteso, arrivato e realizzato. Tante le nostre reticenze, le nostre paure, dapprima i nostri no che piano piano sono passati dal ni al si. Ma come si fa a dire di no a quegli occhi che brillano quando, spiegando, ti mostrano la sua idea del viaggio? Quando gli chiedi ‘perchè non viaggi in treno?’, ‘perchè non dormi in un ostello almeno?’, ‘Perchè non partite in tanti, tutti insieme?’, e lui, calmo, ti spiega che il viaggio è anche la gente che incontrerai, la gente che si fermerà a darti un passaggio e le parole che verranno, per conoscersi. Perchè non c’è limite alla libertà, perchè i muri proteggono solo dalla pioggia e dalle tempeste. Perchè ‘insieme’, ‘in tanti’ si perde di vista se stessi e le proprie mete…. Cosa gli puoi rispondere? Come puoi cancellare i suoi sogni con le proprie paure?

E non ci provi nemmeno a fargli cambiare idea. Gli strappi solo qualche compromesso, sul Paese, sulla durata, sulle telefonate, sulla compagnia, almeno una persona con te. Ma poi devi imparare a fermarti. E lo avvolgi, con l’aiuto degli occhi e degli abbracci con uno strano rito che crea fili invisibili per proteggerlo. E lo vedi allontanarsi, con il suo zaino essenziale, con la sua fedele compagna, la chitarra, e la sua musica nel cuore e nella mente, mentre cerchi di tenere un capo di quei fili, per illuderti di poterlo seguire e tenere con te anche da lontano. e resti collegata con il pensiero sempre a lui, anche di notte e cerchi di non staccare mai il ‘contatto’. Questo ti rassicura, come un amuleto da tenere stretto nella mano per tutto il tempo. Ma non vedi l’ora che il tempo passi e che finalmente torni a casa, ‘ricco di esperienze’ e di cose da raccontare, ma con un piede già e ancora verso fuori, perchè la sua strada continua. Lontano. Che strano desiderare l’autonomia dei propri figli ed esserne orgogliosi, e allo stesso tempo sperare che non si allontanino….

E prima di partire abbiamo preparato insieme itineriari e imparato cosa fare se non ci si sente bene, quali medicine prendere, (ma prima chiamami!), cosa cucinare con un solo fornello. E via tutta una serie di ricette che torneranno utili perchè badano al risparmio e alla velocità, oltre che alla sazietà… Salvo poi non poter imbarcare il fornelletto da campeggio, perchè, ovviamente sull’aereo non lo fanno passare. Pazienza, torneranno utili quando andrà via per l’università. Ma si, che lo stampiamo pure questo libro (se c’è qualche editore in ascolto!!!), così potrà tornare utile anche ad altri ragazzi!!! E abbiamo anche imparato a fare il pane e la focaccia alla barese, quella con origano e pomodorini… Non si sa mai, può tornare utile sempre e ovunque questa antica abilità…

E non è stato mica facile. Noi mamme che diamo tutto per scontato, mica lo sapevamo che dovevamo spiegare anche solo per le patate, dimensioni e tempi di cottura, modalità diverse di cuocerle per dare origine a mille piatti diversi. E anche saper dosare i condimenti. ECC….. E così anche per imparare un’insalata di patate e fagiolini, ci abbiamo impiegato un’ora di lezione.

E così, dopo le paste ‘tutt’uno’ e le frittate con le verdure e vari ‘piatti unici’, ecco qui una buona e semplice insalata di patate e verdure. Da preparare quando tornerà….

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Insalata di patate fagiolini eccetera

- due patate grosse a testa

- 150 g di fagiolini

- 5 o 6 pomodorini

- un peperone rosso arrostito e spellato

- un cetriolo ( o cocomero o un barattiere)

- una scatoletta di tonno buono (facoltativo)

- origano, sale e pepe

- menta e basilico

- olio extravergine di oliva

Lessare le patate intere, con la buccia, fino a quando la forchetta entra con facilità. Lavare e tagliare a metà i pomodorini. Lavare, sbucciare e tagliare a tocchetti il cetriolo. Unire tutti gli ingredienti e aggiungere il tonno e il peperone tagliato a listarelle. Salare, oliare abbondantemente e spolverizzare anche un pò di pepe nero e origano. A piacere si possono aggiungere anche olive snocciolate. Per dare un tocco di freschezza aggiungere qualche foglia di menta e/o basilico.

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29 giugno 2013

La Compagnia delle donne e lo Sciroppo di limone

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Strana stagione questa estate. Sembra arrivare, ma poi si nasconde. E pensare che proprio quest’anno ho bisogno di caldo. Si cambia in maniera inaspettata. Fino a qualche mese fa camminavo in mezzo alla neve anche a mezze maniche e d’estate mi rifugiavo in casa aspettando la sera per cercare quiete. Poi lentamente qualcosa succede. Forse ho semplicemente saltato un’estate quella scorsa, chiusa in me stessa e in casa, per il bisogno interiore di solitudine e pace. Ma evidentemente il ritmo naturale delle cose chiede prima o poi il suo conto. E quest’anno chiede di recuperare sole e caldo e estate. E aspetterò che tornino.

Qualche giorno caldo però l’abbiamo avuto. Un pò spaventata per tutto questo mio desiderio nuovo, ho deciso di cogliere al volo qualche ora di mare. Telefonata di prima mattina ad un’amica che lavora solo di pomeriggio, si infilano asciugamani, bottiglietta d’acqua, mela e taralli nella borsa. Addosso il costume. Cappello in testa, e si parte. Tanto il mare è qui vicino, solo una trentina di km. E già alla partenza si assapora una strana sensazione.

Come mai ci si sente più leggere, con un peso in meno sul cuore, allegre e rilassate, con tanta voglia di parlare, ma anche con la certezza che i silenzi non peseranno, ma saranno un balsamo per queste poche ore che ci stiamo regalando? E’ la compagnia delle donne, delle amiche. Non devi spiegare niente, perchè i nostri mondi si somigliano. Non devi cercare parole strane per spiegare le angosce del quotidiano, perchè le nostre giornate sono uguali. Non devi temere di non essere capita se parli delle delusioni e dei progetti mai realizzati, ma lasciati li nel cassetto, non chiuso a chiave, perchè sempre pronto per essere riaperto, perchè delusioni e progetti noi li abbiamo sempre nel cuore. E quando si cominciano a confrontare i sogni, ci si illuminano gli occhi perchè capiamo che basterebbe unire le forze o semplicemente appoggiarsi l’un l’altra per decollare verso la realizzazione. Anche piangere su racconti dolorosi è facile, perchè sappiamo piangere insieme senza vergognarci. E parlare del nostro passato vissuto a volte insieme in mezzo a risate di viaggi lontani, e abbracciarci per i dolori presenti. E sognare di cose da fare e dirsi' ‘ ma si dai, che lo possiamo fare’. Le donne, le amiche. Un balsamo per i momenti bui, un volano per i momenti belli, che così arrivano sempre più in alto, se condivisi.

E questa estate, quando e se comincerà per davvero, la riempirò con risate e racconti, e passeggiate al mare o spaghettate in campagna. Con tutte le amiche che vorranno essere con me, e con gli uomini della vita mia.

E frugando nel passato, ho ritrovato una ricetta di un sapore semplice e antico. Per bambini o per i bambini che siamo anche noi. Lo sciroppo di limone. Da diluire semplicemente con acqua e arricchire con ghiaccio, tanto, e fette di limone fresco. O da usare per servire la frutta a pezzi, come se fosse un dolce prezioso.

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Sciroppo di limone

250 g di succo di limone filtrato

2 limoni freschissimi, non trattati

350 g di zucchero

Spremere il succo dei limoni e versarlo in una pentola di acciaio dove avrete già messo lo zucchero. Mescolare fino a far sciogliere il tutto e portare ad ebollizione. Far cuocere per altri 5 minuti e spegnere.

Grattugiare la scorza dei limoni e aggiungerla allo sciroppo. Coprire con un panno pulito.  Aspettare che si raffreddi e quindi filtrare il tutto. Imbottigliare e conservare.

Quello che resta nel colino dopo aver filtrato il tutto, io l’ho diluito con poca acqua ancora e ho fatto dei ghiaccioli.

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26 giugno 2013

Nocino di Noci

noci x nocino

Seduta fuori nel mio balcone, tra vasi di surfinie e lantane, assaporo finalmente l’aria fresca del tramonto. E’ giugno. Desiderato per quasi un anno, è arrivato. Ci ha regalato una ventata di caldo soffocante, ma oggi ha avuto pietà di noi. Oggi è fresco, e mi sto godendo un momento di relax, prima di continuare ancora la mia corsa. Di fronte a me un barattolo di vetro, messo al sole durante il giorno, e che devo ricordare di mettere all’interno della casa per la notte. E si, perchè io, che abito in un paese che si chiama Noci, sto preparando il nocino.

Circondato da leggende, tra racconti di streghe e folletti, circola in rete in una miriade di ricette tutte diverse una dall’altra, per dosi e modalità di esecuzione.

Un giovane albero della mia campagna, mi ha regalato tante noci quest’anno, e allora diligentemente ho aspettato la notte di San Giovanni, come da tradizione, e ho fatto la mia raccolta.  Ma…. tra magie e incantesimi bisogna sapere che:

noci e spezie per nocino

1) ancora non esiste un numero ufficiale di noci. Chi dice grandi, chi piccole e tenere. Chi dice 33 per litro, chi 20, chi 22, chi 40… insomma ancora il numero è variabile.

2) Considerate le leggende dovrebbero essere raccolte da ‘una donna esperta, che a piedi nudi deve salire sull’albero e sceglierle una per una…’ Ma su un libro antico di ricette dei padri benedettini, ho letto che invece le noci devono essere colte ‘da mani di vergini ma che, considerati i tempi, possiamo anche raccogliercele da noi’.

3) chi dice all’alba, chi dice al tramonto, chi di notte.

4) chi dice di tagliarle e basta, chi invece consiglia il coltello di ceramica.

5) chi dice di mettere prima lo zucchero, chi dopo. Chi con acqua, chi senza.

6) per fortuna lo sbattimento del contenitore e l’esposizione al sole prolungata per 40 giorni è uguale per tutte le ricette.

Insomma, anche per fare il nocino diventa una questione di scelte.

E io ho scelto di farlo così….

(Certo per il risultato ci vediamo a Natale)

noci x nocino in infusione

Nocino

Il giorno che precede la festa di san Giovanni (e cioè il 23 giugno), verso il tramonto raccogliere con delicatezza 30 noci acerbe. In realtà ne serviranno 20, ma non si sa mai, ce n’è qualcuna ammaccata o avariata…

lavarle accuratamente, tagliarle in 4 con un coltello possibilmente di ceramica per evitare che ossidandole si anneriscano e versarle in un contenitore di vetro abbastanza capiente.

Aggiungere un pezzo di stecca di cannella, 5 chiodi di garofano, la buccia di mezzo limone e, secondo il gusto personale di mio marito, anche un fiore di anice stellato.

Coprire con 750 g di alcool a 95°. Chiudere il barattolo, agitare il tutto per farlo amalgamare ed esporlo al sole per 40 giorni e rientrarlo in casa di notte. Scuoterlo di tanto in tanto.

Fra 40 giorni cosa farò…..

Bollirò 2 dl di acqua con 500 g di zucchero. Farò raffreddare e aggiungerò l’alcool con le noci e le spezie, filtrando il tutto. Imbottiglierò e lo lascerò al buio fino a Natale. E poi vi dirò!

noci x nocino tagliate

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21 maggio 2013

L’albero delle ciliege di mezzanotte (Crostata semi-integrale morbida di fragoline e ciliege)

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Potrebbe essere il titolo di un libro. E chi lo sa, potrebbe anche diventarlo. Potrei parlare dell’amore che da sempre ho per le campagne. Si, al plurale, perchè ce ne sono state tante e tutte hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia vita. Ognuna una sua storia da raccontare. Sono apparse all’improvviso, nel momento in cui avevo bisogno di un luogo in cui sognare. Possederne una è sempre stato il mio sogno. La strada per realizzarlo è stata un pò lunga, ma alla fine ci siamo arrivati. E sono comparse sempre durante una passeggiata, sbucate dal nulla o in mezzo ad un prato di iris o venute fuori dalla nebbia di autunno. E mi hanno sempre regalato la voglia di viaggiare con la fantasia, di condividere con chi amo perfino l’aria da respirare. MI hanno donato generosamente, chi frutti da cogliere, chi fiori per rallegrare le mie giornate.

Vi racconto della campagna del mio trullo.

Era autunno e passeggiavamo in una di quelle giornate di novembre in cui, nonostante la pioggerellina, c’è una calma intorno e una temperatura che ti fa capire che anche l’autunno o l’inverno imminente possono essere magici. IL cartello ‘VENDESI’ era affisso su un cancelletto arrugginito, tutto svolazzi e ghirigori. Tutto intorno alberi spogli, e solo una macchia di colore: una melagranata spaccata che lasciava intravvedere i suoi semi fucsia, e ce li offriva, nonostante fossimo solo ospiti di passaggio. Era come una mano che ci invitava ad entrare e a riflettere sul cartello e sul dono. E così, in un momento in cui la natura si offre non certo al meglio, come un cane spelacchiato che vuole essere adottato, ma che ti entra nel cuore senza un motivo, decidemmo che sarebbe stata nostra. Li avremmo portato a giocare i nostri figli, in quel posto isolato, dove avrebbero potuto gridare a loro piacimento, avremmo potuto suonare e cantare a squarciagola, e ci saremmo sorpresi, con la nuova primavera, nello scoprire la bellezza che quel posto ci avrebbe riservato con la sua rinascita.

con noi c’era un amico che abitava li vicino. Grande sognatore, che riesce a vedere al di la della realtà, quelli che sono i confini da varcare per entrare nel mondo della fantasia. Sorrise e condivise con noi quel progetto.

Quando la firma fu messa in calce sul contratto di acquisto, decidemmo che per suggellare quel momento, in cambio di quella strana coincidenza di eventi che ti portano sulla strada che hai sempre cercato, avremmo regalato a lui e alla sua famiglia i frutti del primo albero di ciliege mature. E lui avrebbe deciso come e quando andare a raccoglierli.

E da allora, son passati 10 anni, appena l’aria diventa calda, c’è un albero che matura prima di tutti. Le sue ciliege sono piccole e dolci, tantissime e si trova nella parte a valle della campagna del trullo. Il primo anno il messaggio fu ‘le ciliege del tuo albero son mature’. E lui a mezzanotte, con la torcia e sotto la luce della luna, con le sue figlie, allora piccoline ora grandicelle, da allora, va a mangiare le ciliegie direttamente dall’albero, senza raccoglierle per portarle a casa.

E’ diventato un rito il nostro. Solo che ora il messaggio è ‘L’albero delle ciliege di mezzanotte è pronto’

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Crostata morbida semiintegrale con ciliege e fragoline di bosco

- 150 di farina 00

- 50 g di farina integrale

- 6 cucchiai di zucchero

- 150 di margarina (o burro, o quello che volete, senza pontificare)

- 3 uova grandi

- mezza bustina di lievito per dolci

- un pizzico di sale

- 50 ml di latte (se serve per raggiungere la giusta consistenza)

- una bagna per ammorbidire (acqua e zucchero, oppure succo di frutta, oppure acqua e liquore profumato)

- marmellata morbida di fragole

- ciliege fresche snocciolate

- fragoline di bosco

- una banana

- gelatina per torte (a piacere se si vuole ottenere un effetto lucido e se si vuole preparare il giorno prima)

 

Impastare prima tutti gli ingredienti solidi (le farine, lo zucchero,il sale, il lievito). Poi aggiungere prima la margarina ( o il burro o olio), e le uova una per volta. Se la consistenza è troppo solida e si fa fatica a lavorare con il cucchiaio di legno, aggiungere un pò di latte.

Ungere e infarinare una teglia per crostata. Versare il composto e infornare per circa 30 minuti a 180°. una volta tolta dal forno, far raffreddare nella teglia stessa, capovolgere in un piatto da portata.

Spennellare la base della crostata morbida con una bagna a piacere (acqua e zucchero, oppure succo di frutta, oppure acqua e liquore profumato)- Distribuire con un cucchiaio la marmellata di fragole. Decorare con fettine di banana, ciliege e fragoline.

Se si vuole preparare il giorno prima per impedire che la frutta annerisca o si disidrati, preparare della gelatina per torte, seguendo le istruzioni riportate sulla confezione, e versarla su.

Questa è una torta che fa bene al cuore…..

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