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mercoledì 1 luglio 2009

Weekend a Otranto: il Castello Aragonese e Joan Mirò


Se avete in mente di trascorrere un periodo di vacanza in Puglia o siete già in zona, potreste inserire Otranto nel vostro itinerario/weekend.
Oltre all’originario borgo intatto, l’antica “Porta d’Oriente” salentina custodisce, tra i suoi monumenti più importanti, il massiccio Castello Aragonese.
Protagonista della storia secolare della città, fu costruito sulla costa, a ridosso del mare, tra il 1485 e il 1498, per volere di Ferdinando d’Aragona.
Nel 1480, infatti, in seguito al tragico attacco dei Turchi, la città, sprovvista di cannoni e rimasta isolata, aveva subito una pesante disfatta.
Dopo quella triste esperienza, la costruzione del castello e le successive opere di ampliamento e potenziamento delle fortificazioni, contribuirono a rafforzare le difese della città.

In seguito (1764) la fortezza divenne, inspiegabilmente, centro d'ambientazione e "protagonista" di un’opera letteraria dal titolo "Il Castello di Otranto” (The Castle of Otranto), oggi ritenuta piuttosto scadente e pubblicata da Horace Walpole.
Il romanzo, forse ispirato da un sogno, a dispetto della sua mediocrità, rimane il primo esempio del brillante e fortunato genere letterario "gotico".
La storia, narrata come una vicenda medievale, sarebbe tratta da un manoscritto italiano del Cinquecento e si sviluppa secondo una trama con torbidi intrecci, tesi al compimento di una cupa maledizione, e con personaggi ed ambientazioni angoscianti.



Nella più felice e solare storia contemporanea, invece, l’imponente Castello riconquista il suo importante ruolo di fulcro centrale della vita culturale e artistica della vivace città, quale sede di importanti convegni e iniziative museali.
Tra i progetti più recenti si segnala un evento di notevole interesse artistico: dal 27 Giugno al 27 Settembre, proprio nei locali del castello Aragonese è allestita la mostra di Joan Mirò, con esposizione di diverse litografie del geniale artista spagnolo, tra i maggiori esponenti del surrealismo.

Un motivo in più per segnare Otranto tra le mete Pugliesi dell’estate…

Anna Righeblu Ideeweekend

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lunedì 19 maggio 2008

Otranto e...

Ancora Puglia, qualche immagine di Otranto e un'intrusa... Quale?
Il grande mosaico pavimentale della cattedrale di Otranto

per Michelangelo: la chiesetta di S. Pietro
© Anna - righeblu ideeweekend

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giovedì 8 maggio 2008

I trappeti di Presicce

A Presicce il sottosuolo è percorso da cunicoli di grotte scavate nella roccia, resti di quelli che anticamente erano i tradizionali frantoi salentini, i “trappeti”.
Si tratta di frantoi ipogei utilizzati in epoche storiche e, secondo alcune testimonianze, fino ai primi anni del 1900.
La scelta di creare i trappeti nel sottosuolo si deve non solo alla necessità di creare le migliori condizioni per la conservazione dell’olio, ma anche a questioni di natura economica.
Lo scavo, infatti, richiedeva manodopera meno esperta e più a buon mercato.
I locali, illuminati solo dalle lanterne e poco aerati, erano organizzati per la molitura e per ospitare gli animali e gli operai. Questi ultimi vi trascorrevano periodi molto lunghi, da Novembre a Maggio, e tornavano in famiglia solo per le festività più importanti di Natale e Capodanno.
Un lavoro duro in condizioni difficili, in luoghi che oggi sono stati rivalutati quali simboli di una cultura legata alla sobrietà, al lavoro e alle tradizioni della propria terra. Oltre ai trappeti, a Presicce si può visitare il museo della civiltà contadina, ospitato nel palazzo ducale e, passeggiando nelle viuzze del piccolo centro, si possono ammirare le facciate di antichi e nobili palazzi e alcune chiese barocche come Sant’Andrea e Santa Maria degli Angeli. © Anna - righeblu ideeweekend

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giovedì 24 aprile 2008

Gallipoli – il mare...

Se state pensando di trascorrere un periodo di vacanza in Puglia, tra le mete possibili potreste inserire Gallipoli, in Salento. Sì, è davvero bella come si dice e non è ancora piena di turisti.
Alcuni “trattamenti di restyling” in corso, con qualche ponteggio, non consentono di ammirare l’antica Fontana Greca, ma dal porto al borgo antico, il castello e il mare sono un magnifico
biglietto da visita per questa città così particolare. Il borgo antico è raccolto su un’isola, adagiata sullo Ionio e collegata alla terraferma tramite un ponte. Tra le mura, le case bianche di calce hanno un’impronta orientaleggiante, con i tetti a terrazza e i caratteristici ballatoi. Molte stradine terminano in un vicolo cieco o in una piazzetta racchiusa tra case a formare una “corte”. Tra quelle storiche, la corte Gallo rappresenta uno dei migliori esempi di tipica corte gallipolina. In centro, tra i monumenti da vedere, la Cattedrale di Sant’Agata presenta una facciata dalle forme barocche e un interno ricco di opere pittoriche.Lungo la Riviera si trova l’antica chiesa della Purità (martedì pomeriggio era chiusa…) con all’interno tele del seicento e un variopinto pavimento di maiolica.
A Gallipoli la vita sembra scorrere lentamente ed è piacevole osservare i locali che, il pomeriggio, si ritrovano nelle panchine accanto alla cattedrale, mentre alcuni giovani, a bordo di scooter, percorrono instancabilmente le vie centrali. Infine, se amate i piatti a base di pesce, della migliore cucina tradizionale pugliese, non perdete l’occasione per provarli, proprio qui. © Anna – righeblu ideeweekend

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lunedì 21 aprile 2008

Lecce barocca e le fantasie di carta

Impossibile non rimanere colpiti dalle contraddizioni architettoniche di questa città.
Non avevo mai visto Lecce e tanto sfarzo, compiuto ed incompiuto, dentro e fuori le cattedrali, mi ha sconcertata non poco.
Le ricche decorazioni del barocco, ostentato soprattutto all’esterno con colonne tortili, festoni, mascheroni, cariatidi e putti, rendono unico il nucleo storico di questa città.
Qui, tra i vicoli e le piazzette, ovunque si affaccino edifici dalle monumentali facciate, si ritrovano fastosi decori e fantastiche scenografie.
Senza dubbio, lo spazio più scenografico è quello di Piazza del Duomo, con il monumentale ingresso ornato di statue.
Sulla piazza, al momento interessata da lavori di restauro, si affacciano alcuni degli edifici più rappresentativi del barocco leccese: il Duomo con le due facciate, il Seminario, il Palazzo Vescovile e lo splendido campanile.
Il centro della città, nella piazza dedicata al Santo Oronzo, oltre alla colonna con la statua, comprende i resti dell’anfiteatro romano e il particolare palazzo del Seggio.
Più in là si trova la basilica di S. Croce che, con l’attiguo Palazzo del Governo nell’ex convento dei Celestini, rappresenta la più fastosa ed elaborata espressione della fantasia e del gusto barocco.Fantasiosi elementi zoomorfi e simbolici sostengono la balconata sulla quale spicca la ricchissima facciata superiore, con la cornice che inquadra il rosone, e il fregio sovrastante.
All’interno di molti edifici religiosi, si trovano statue e fregi di cartapesta. La tradizione del laboratorio leccese della cartapesta è molto antica, risale al seicento e ha portato alla realizzazione di numerose statue che arricchiscono l’interno degli edifici religiosi. Le motivazioni erano diverse: per alleggerire le statue da condurre nelle processioni o per questioni economiche.Attualmente la produzione moderna si è orientata verso l’oggettistica da arredamento, ma conserva le antiche tecniche di lavorazione artigianale in modo da consentire un rilancio di questa interessante forma d’arte minore.


© Anna - righeblu ideeweekend

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sabato 22 settembre 2007

Ostuni – la città bianca

La "città bianca" si presenta così, arroccata sul colle più alto, con le facciate delle case che si sovrappongono e continuano una nell’altra, una sull’altra! Sembra un miraggio in lontananza, illuminata dal sole nelle terse giornate d’agosto, o quando spicca sullo sfondo rossastro dell’orizzonte al tramonto. Oltre le mura, sembra di entrare in un labirinto di viuzze che si intersecano e poi si aprono all’improvviso, con logge affacciate su uno splendido panorama. La vista spazia lontano, catturata dal verde argenteo del “mare di ulivi” fino all’azzurro del mare, poco distante.
L’atmosfera semplice e la genuinità della gente locale incantano. Chi vive nelle case dagli usci bassi, spalancati sulla strada a mostrare scene di vita quotidiana, è abituato a questa esposizione in vetrina, soprattutto in estate, quando il viavai e gli sguardi dei turisti sono la normalità fino a notte inoltrata.
I luoghi di richiamo per giovani e meno giovani sono un po’ ovunque: ristoranti, piano bar, sale da the, pub, discoteche, ben inseriti e mimetizzati nelle strutture antiche, segnalati da file di suggestive candeline o piccole lanterne. Non c’è rumore: il traffico è quasi inesistente e i turisti, consapevoli di passeggiare "in casa" dei loro ospiti, si “muovono” con naturale rispetto.
Tra i maggiori gioielli d’arte della città sono presenti la Cattedrale e la Piazza della Libertà. La prima si trova nella parte più alta e la sua facciata, abbellita dal magnifico rosone centrale e da tre portali, è il risultato di una mescolanza di diversi stili architettonici. La piazza della Libertà, con al centro la guglia di S. Oronzo, ha forma triangolare ed è circondata da eleganti palazzi.
La campagna ostunese, quella che io conosco, come nella contrada S. Giovanni, è aspra ma accogliente: la terra rossa, con le rocce che affiorano qua e là, è ideale per gli ulivi, le viti, i fichi d’india. I muretti a secco, fatti di pietre bianche, segnano tutta la campagna e, con le loro imperfezioni, diventano punti di riferimento per seguire i percorsi che portano alle masserie, alle lamie, ai trulli. Di queste ultime caratteristiche strutture, disseminate qua e là, molte sono abbandonate e molte altre sono oggetto di una intensa rivalutazione edilizia, da parte di non residenti, per lo più stranieri incantati dalle bellezze del territorio. Anche la costa offre punti incantevoli, con scogli e acqua limpidissima, spiaggette deliziose e piccole insenature. Alcune sono poco frequentate e ideali per fare bagni e rilassarsi, come quelle nella zona di Torre Pozzella e Gorgognolo. Non mancano i villaggi: Rosa Marina, Villanova con l’antico porto, nonché il villaggio di moda superorganizzato, per gli amanti del genere.
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