"Gesù, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che sicuramente gli era trasùto nel Dna, nel patrimonio genetico.
Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali ... Il giorno appresso si pripara un risotto.. ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre... Doppo, tutti gli arancini s’infilano in una padeddra d’oglio bollente e si fanno friggere ... Si lasciano scolare sulla carta.
E all fine, ringrazziannu u Signiruzzu, si mangiano!"
Riuscite a percepirne il sapore? Credo di si! E' chiaro,preciso come la dedizione della signora nel prepararli e la passione del commissario nel mangiarli.
Ieri li ho fatti io e devo dire che hanno riscosso un discreto successo.. sebbene, Adelina mi perdonerà, non abbia seguito (credo di non averlo mai fatto) la ricetta alla lettera.
| Ed eccoli i miei arancini! |
Ora, sicuramente il loro ricordo non penetrerà nel patrimonio genetico di nessuno ma credetemi.. erano buoni! Tuttavia, se qualcuna di voi volesse cimentarsi nella ricetta ufficiale ..bè allora, vi consiglio di leggere questa raccolta di racconti brevi di Camilleri forse non i migliori su Montalbano, ma sempre e comunque interessanti.
Un buon Venerdì a tutte!
Con questa ricetta partecipo al contest di dolcipensieri


