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sabato 21 agosto 2021

MUSICA E MISTERO : Ballo in Fa diesis minore - Danza macabra (Branduardi)

Nel precedente articolo Schiarazula Marazula (danza del 1500) sul blog LE MUSE avevo riportato il link dove si spiegava l'origine della danza medievale a cui Branduardi aveva attinto. 

In questo articolo altri particolari esoterici.

Mysterium

losbuffo.com

Si potrebbe pensare che il Medioevo non abbia tanto a che vedere con la musica attuale. In realtà, Angelo Branduardi ha fatto a più riprese riferimento a testi e musiche antiche. Uno degli esempi più eclatanti di questo suo eclettismo è Ballo in Fa diesis minore¸ un brano inserito nell’album La pulce d’acqua, datato 1977.

Angelo Branduardi nasce in provincia di Milano nel 1950. Trasferitosi in giovane età a Genova, si diploma in violino al Conservatorio Niccolò Paganini a soli sedici anni: è tra i più giovani diplomati al Conservatorio d’Italia. Una volta tornato a Milano, conosce negli anni ’70 colei che sarà sua moglie e l’autrice di gran parte dei suoi testi, Luisa Zappa. La pulce d’acqua è il suo quarto album, vi sono contenuti brani che si ispirano a miti, leggende e poesie di diverse epoche.


Ballo in Fa diesis minore è il primo brano dell’album. Il lavoro di Angelo e Luisa Branduardi su questa canzone non è stato tanto compositivo, quanto di riarrangiamento, lavoro comunque notevole, che ha reso attuali e piacevoli un testo e una musica di più di quattrocento anni fa. 

Il tema di fondo di questa canzone è quello della danza macabra, presente anche nel film Il settimo sigillo, in cui i protagonisti danzano con la Morte. Nelle arti figurative, tale tema compare a fine XIV secolo. Il significato sotteso è l’inesorabilità della morte: bisogna porsi nell’ottica medievale, in cui la morte era temuta per l’inconoscibilità del giudizio divino in merito alla vita ultraterrena. 
Sono numerosissime le rappresentazioni di uomini che danzano con il loro scheletro-alter ego, come quella della chiesa di Hrastovlje (Slovenia) qui riportata.

Tuttavia, il testo ripreso nella canzone è del XVI secolo e si riferisce alla “danza della cintura” centro europea, ma anche al “ballo tondo” sardo. L’incisione a cui si rifà il brano è quella di Simone Baschenis (1495-1555) presente sulla facciata della chiesa di Pinzolo. Il testo e l’affresco di Baschenis doveva fungere da memento mori, ma il finale della canzone di Branduardi ne capovolge il senso. La Morte viene sconfitta danzandoci insieme, il tempo si ferma e quindi la Morte non può più essere “signora e padrona” del tempo e degli uomini. Branduardi stesso ha riferito che si tratta di “un esorcismo della morte attraverso la musica e la danza”.


Per quanto riguarda la musica che Branduardi ha posto come accompagnamento a un testo in questo modo reinterpretato, le sue origini sono da ricercarsi in Friuli. L’opera ci è giunta in un’opera del 1578 di Giorgio Mainerio, Il primo dei libri accomodati per cantar et sonar d’ogni sorte de instromenti. Il titolo del brano è Schiarazula marazula, motivo tipico friulano precedente al Cinquecento, con origini medievali. Il riarrangiamento di Branduardi, comunque, è notevole: sebbene il motivo sia lo stesso, gli strumenti utilizzati sono molti di più. Anche il ritmo subisce delle variazioni notevoli, anche se mantiene l’andamento di marcata accelerazione verso la fine, che però si ferma nel momento in cui inizia il cantato.

Un lavoro di ricerca, quello dei coniugi Branduardi: la scelta di un motivo tradizionale friulano come accompagnamento a un testo che da lugubre si ricopre di un senso nuovo è degno di nota. Non sono molti gli artisti che in Italia si dedicano alla riscoperta di motivi quasi sconosciuti; ancor più difficile è attualizzarli, pur lasciandoli ancorati alla loro realtà storica e sociale. Nell’apostrofe alla Morte queste sono le parole con cui gli uomini la invitano alla danza:

Sei l’ospite d’onore del ballo che per te suoniamo
Posa la falce e danza tondo a tondo
Il giro di una danza e poi un altro ancora
E tu del tempo non sei più signora.

Una rivalutazione della morte che non è una svalutazione, ma un’accettazione di essa come parte integrante della vita: in questo consiste il salto che compie l’umanità di Branduardi rispetto a quella medievale.

TESTO :

Sono io la morte e porto corona,
Io Son di tutti voi signora e padrona
E così sono crudele, così forte sono e dura
Che non mi fermeranno le tue mura.
Sono io la morte e porto corona,
Io non di tutti voi signora e padrona
E davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare
E dell 'oscura morte al passo andare.
Sei l'ospite d'onore del ballo che per te suoniamo,
Posa la falce e danza tondo a tondo:
Il giro di una danza e poi un altro ancora
E tu del tempo non sei più signora
Sei l'ospite d'onore del ballo che per te suoniamo,
Posa la falce e danza tondo a tondo:
Il giro di una danza e poi un altro ancora
E tu del tempo non sei più signora
Sono io la morte e porto corona,
Io Son di tutti voi signora e padrona
E così sono crudele, così forte sono e dura
Che non mi fermeranno le tue mura.
Sono io la morte e porto corona,
Io non di tutti voi signora e padrona
E davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare
E dell 'oscura morte al passo andare.
Sei l'ospite d'onore del ballo che per te suoniamo,
Posa la falce e danza tondo a tondo:
Il giro di una danza e poi un altro ancora
E tu del tempo non sei più signora
Sei l'ospite d'onore del ballo che per te suoniamo,
Posa la falce e danza tondo a tondo:
Il giro di una danza e poi un altro ancora
E tu del tempo non sei più signora

Fonte: Musixmatch

Compositori: Angelo Branduardi

domenica 21 giugno 2020

Musica e mistero : IL TRILLO DEL DIAVOLO (Giuseppe Tartini, 1692 - 1770)

Il sogno di Tartini, illustrazione di Louis-Léopold Boilly
(1761-1845) riferita all'aneddoto del sogno che avrebbe ispirato la composizione della sonata.

it.wikipedia.org

Il trillo del diavolo 


Sonata per violino e basso continuo
(Il trillo del diavolo)
CompositoreGiuseppe Tartini
Tonalitàsol minore
Tipo di composizionesonata barocca
Durata media15 minuti
Organicoviolinobasso continuo
Movimenti
  • Larghetto
  • Allegro
  • Andante-Allegro-Adagio



La Sonata per violino in sol minore, più notoriamente conosciuta come Il trillo del diavolo, è una sonata per violino e basso continuo scritta dal compositore Giuseppe Tartini (1692–1770), famosa per essere tecnicamente molto impegnativa.
Ci sono diverse ipotesi sulla sua datazione: il 1713 se si dà fede al racconto del viaggiatore francese Jérôme Lalande, ma l'analisi dello stile musicale la colloca più verosimilmente negli anni 1740.

La composizione è strutturata in tre movimenti:

Larghetto affettuoso, in 12/8. È il tema principale della sonata, che rappresenta il tema base sul quale sono costruiti gli altri movimenti. Ha una struttura molto semplice e lineare, salvo per qualche accordo e qualche trillo.

Allegro, in 2/4. È la prima variazione sul tema del larghetto. Ha una struttura molto più complessa rispetto al precedente movimento: per quanto riguarda il basso, mentre nel primo movimento si limitava a delle cadenze, qui fa anche degli accenni di melodia, mentre il violino per la prima volta in questo brano assume parecchi passaggi virtuosistici.

Andante-Allegro-Adagio, con alternanza di 2/4 (Allegro) e 4/4 (Andante, Adagio).

Aneddoto sulla nascita della sonata

Secondo un aneddoto, riportato dall'astronomo francese Jérôme Lalande nel libro "Voyage d'un Français en Italie, fait dans les années 1765 et 1766" ("Viaggio di un francese in Italia, fatto negli anni 1765 e 1766"), l'ispirazione che porterà alla nascita della sonata Il trillo del diavolo deriva da un sogno, fatto in una notte del 1713, descritto così dal compositore:

«Una notte sognai che avevo fatto un patto e che il diavolo era al mio servizio. Tutto mi riusciva secondo i miei desideri e le mie volontà erano sempre esaudite dal mio nuovo domestico. Immaginai di dargli il mio violino per vedere se fosse arrivato a suonarmi qualche bella aria, ma quale fu il mio stupore quando ascoltai una sonata così singolare e bella, eseguita con tanta superiorità e intelligenza che non potevo concepire nulla che le stesse al paragone. Provai tanta sorpresa, rapimento e piacere, che mi si mozzò il respiro. Fui svegliato da questa violenta sensazione e presi all'istante il mio violino, nella speranza di ritrovare una parte della musica che avevo appena ascoltato, ma invano. Il brano che composi è, in verità, il migliore che abbia mai scritto, ma è talmente al di sotto di quello che m'aveva così emozionato che avrei spaccato in due il mio violino e abbandonato per sempre la musica se mi fosse stato possibile privarmi delle gioie che mi procurava.»


Bari Cattedrale di S. Sabino
Orchestra Sinfonica Metropolitana
Direttore: Nicola Colafelice
Violino: Maria Serena Salvemini

Orchestrazione: Michele Cellaro

sabato 4 febbraio 2017

Musica e mistero : DANZA MACABRA (Saint-Saëns)


it.wikipedia.org

Danza macabra



La danza macabra è un tema iconografico tardomedievale nel quale è rappresentata una danza fra uomini e scheletri.

Descrizione


Gli scheletri sono una personificazione della morte, mentre gli uomini sono solitamente abbigliati in modo da rappresentare le diverse categorie della società dell'epoca, dai personaggi più umili, come contadini e artigiani, ai più potenti, come l'imperatore, il papa, principi e prelati.

Il soggetto ha la funzione di memento mori ("ricordati che devi morire") e, rispetto ai soggetti apocalittici più diffusi nell'alto medioevo, come le rappresentazioni del giudizio universale, esprime una visione più individualistica della morte e talvolta anche una certa ironia nei confronti delle gerarchie sociali dell'epoca. È importante notare che con il tempo la figura della Morte come agente della volontà divina scompaia, lasciando iconograficamente soltanto i cadaveri, simboli del conturbante richiamo dell'aldilà, laicizzando l'ideale della morte stessa.

Questa parentesi però dura per poco tempo: a breve, componimenti come La Danza macabra delle donne (Martial d'Auvergne) e La Danza dei ciechi (Pietro di Michault) riconsegnano il tema della Danza Macabra al moralismo ed alla sfera religioso-sacrale cristiana.

La diffusione del tema, assieme ad un certo compiacimento nella rappresentazione di scheletri e di morti, è stata messa in relazione con la grande peste del 1348, che infuriò in tutta Europa e che rese la morte un fenomeno familiare nei vari paesi europei. Alberto Tenenti sottolinea come il "senso di pietà" per la propria sorte e l'ironia tragica, tipica di questi componimenti, siano stati passaggi fondamentali per liberare l'uomo dall'ideale cristiano della morte.

I dipinti dedicati a questo tema sono visitabili in varie località d'Europa: Italia, Croazia (Cristoglie, Vermo), Francia, Germania[1], Polonia (Cracovia), Svizzera[2], Estonia ecc.
Una delle più antiche raffigurazioni conosciute della "Danza macabra" è senza dubbio quella che venne realizzata, a Parigi, lungo una delle mura del vecchio Cimitero degli Innocenti, nel 1424. Da qui il nome venne consacrato con il suo termine latino Chorea macabæorum. Questo murale andò distrutto nel 1669, ma venne subito copiato su mura di altri cimiteri europei, come quello vicino la Cattedrale di Saint Paul, a Londra.

Iconografia

Nel XX secolo

In concomitanza di periodi particolarmente sanguinosi, il tema della danza macabra o della danza degli scheletri è stato talvolta riproposto dall'arte figurativa pittorica o scultorea. Un curioso esempio di danza macabra, dal valore più grottesco che didattico, è messa persino su pellicola da Woody Allen, nel film Amore e guerra.[3] Ben più drammatica è la rappresentazione della danza macabra messa in scena dal regista Ingmar Bergman nella scena finale de Il settimo sigillo.

Danza macabra in musica



it.wikipedia.org

Danza Macabra (Saint-Saëns)


Danza Macabra
Compositore Henri Cazalis (parole) / Camille Saint-Saëns
Tonalità sol minore
Tipo di composizione chanson, strumentata in poema sinfonico
Numero d'opera op. 40
Epoca di composizione 1874
Prima esecuzione Concerts Colonne, Parigi, 25 gennaio 1874
Dedica Gustave Jacquet
Durata media 7 minuti
Organico chanson originale: voce e pianoforte strumentazione sinfonica: ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti in si♭, 2 fagotti, 2 corni in sol ordinari, 2 corni in re cromatici, 2 trombe in re cromatiche, 3 tromboni e tuba, xilofono, 3 timpani in re, la, sol, triangolo, piatti, grancassa, arpa, violino solo scordato (mi♭/la/re/sol), archi
Movimenti
unico (Moderato di valzer)

Danza Macabra op. 40 (Danse macabre) è un breve poema sinfonico composto nel 1874 da Camille Saint-Saëns che nacque come chanson (voce e pianoforte) e fu successivamente strumentata.

Storia della composizione


La Danza Macabra è stata eseguita per la prima volta il 25 gennaio 1874 ai Concerts Colonne di Parigi, dove qualche settimana prima era stato presentato il "Phaéton op. 39", il secondo lavoro del genere di Camille Saint-Saëns.
Tra le numerose fonti d'ispirazione - la danza macabra, amata dall'iconografia medievale, fu soggetto ispiratore di musiche (Totentanz di Liszt, ad esempio) e trasfigurazioni letterarie (come La maschera della morte rossa di Edgar Allan Poe) - il compositore si rivolse al poemetto grottesco scritto da Henri Cazalis sulla scorta della rinomata ballata di Goethe aveva creato una scena parodistica in cui la morte suonava un violino scordato in un cimitero.
La musica di Saint-Saëns non accoglie le ordinarie suggestioni demoniache ma prende le mosse dall'originale rilettura per cercare il "caratteristico" in una strumentazione ammiccante e spiritosa.

Testo

Qui è la traduzione italiana del testo di Henri Cazalis.
« I raggi della luna filtrano a intervalli fra nuvole a brandelli. Dodici cupi rintocchi risuonano dal campanile della chiesa. Svanito l'ultimo di essi, si odono strani rumori dall'attiguo cimitero, e la luce della luna investe una fantomatica figura: la Morte, che suona il violino, seduta su una pietra tombale. Si odono strida dai sepolcri circostanti e il vento ulula fra le cime degli alberi spogli.
Le note sinistre dello scordato violino della Morte chiamano i morti fuori dalle tombe; e questi, avvolti in bianchi sudari, volteggiano attorno in una danza infernale. La quiete del sacro recinto è distrutta da grida sorde e risa orribili. La ridda degli scheletri, col rumore secco delle ossa, diviene sempre più selvaggia, e la Morte, nel mezzo, batte il tempo col suo piede scricchiolante di scheletro. Improvvisamente, come presi da un sospetto terribile, i morti si arrestano. 

Nel vento gelido si sentono le note della Morte. Un fremito percorre i ranghi dei trapassati: i teschi sogghignanti si rivolgono in ascolto verso la pallida luna. Ma le note stridenti della Morte di nuovo rompono il silenzio, e i morti riprendono a danzare più selvaggiamente di prima. L'ululo del vento si unisce al coro dei fantasmi, gemendo fra i rami nudi dei tigli. D'improvviso la Morte smette di suonare, e nel silenzio che segue si ode il canto del gallo. I morti si affrettano verso le tombe e la fatale visione svanisce nella luce dell'alba. »

Analisi della composizione


I dodici rintocchi della mezzanotte sono eseguiti pizzicando una corda d'arpa (quella del Re).
Si odono strani passi nel cimitero, riprodotti da un contrabbasso pizzicato e allora appare la Morte che suona il violino. Il violino della Morte, oltre ad avere la corda più alta "scordata" appositamente, suona anche in tonalità diversa: infatti esegue degli accordi di Mi minore, mentre il brano è in Mi maggiore. Questo tema, il tema del richiamo, rappresenta la Morte che accorda il violino ed è costituito da tre suoni: Re, Mi♭ e Sol.

Il tema A rappresenta i corpi dei defunti che si levano dalle tombe. Tutta la melodia si svolge sulla successione cromatica di sei semitoni: Sol, La♭, La, Si♭, Si e Do. Inizia con un'introduzione "spettrale" del flauto accompagnato dall'arpa per poi passare agli archi. Una terzina di timpani e riappare la Morte che comincia a suonare la sua lamentosa melodia con il suo violino scordato. Gli scheletri escono dalle tombe: sono rappresentati dal flauto e dopo la loro introduzione sulla scena riappare il violino della Morte. Avvolti in bianchi sudari si mettono a ballare forsennatamente: questa scena è descritta dal violino e dall'orchestra, sotto i rintocchi cadenzati del triangolo e dei timpani, tutti in fortissimo.

La danza vera e propria è formata da contrabbassi e violoncelli (sempre in fortissimo) che ripropongono il tema B inframmezzati da suoni "animaleschi" degli ottoni: le grida e le risa dei defunti. Nel quadro successivo riappare il tema A suonato dal violino scordato della Morte e a intervalli si presenta lo xilofono, una rappresentazione comica del rumore secco delle ossa degli scheletri che danzano. Il tema B diventa una fuga, una variazione sul famoso tema del Dies irae, suonato da tutta l'orchestra e poi presentato prima dai legni e poi dai tromboni. 

Un'altra variazione sul tema B: introduzione del violino, passaggio ai legni, ritorno al violino e ripresa da tutti gli archi. Il silenzio è rotto dalla Morte che riprende a suonare prima il tema A e poi il tema B, sotto forma di canone, presentato da violino, trombe e xilofoni. A questo segue un breve tema di passaggio eseguito dall'orchestra al completo, poi decrescere in un pianissimo: l'orchestra ripropone frammenti del tema A interrotti dal rullare in crescendo dei timpani. Il tema passa poi alle trombe.

Inizia un folle crescendo: gli archi imitano le folate del vento mentre il violino scordato suona di nuovo il tema A e il tema B (quest'ultimo variato): il crescendo arriva a un fortissimo, fatto dalla sovrapposizione del tema A suonato dagli archi e del tema B, riproposto dagli ottoni, il tutto scandito dall'assordante esplodere degli archi. Persino il vento (rappresentato ancora dagli archi) si unisce al coro degli spiriti (orchestra).

Improvvisamente si arresta tutto. Si sente solo un oboe, che rappresenta il canto del gallo, ovvero l'alba. Un rabbioso colpo di timpani e il tremolo d'archi segna la fine della ridda e la Morte, vinta dall'arrivo dell'alba, suona il tema conclusivo con il suo scordato violino. La scena (e la composizione) si conclude con un pizzicato d'archi.

venerdì 11 maggio 2012

Musica e mistero dei grandi del rock'n roll : Ghost riders in the sky - Cavalieri fantasma nel cielo (Johnny Cash)




 

 



 
Ghost Riders In The Sky

Johnny Cash



An old cowboy went ridin out one dark and windy day
upon a ridge he rested as he went along his way
when all at once a mighty herd of red-eyed cows he saw
plowin through the ragid skies and up a cloudy draw

their brands were still on fire and their hooves were made of steel
their horns were black and shiny and their hot breath he could feel
a bolt of fear went through him as they thundered through the sky
for he saw the riders comin hard and he heard their mournful cries

chorus:

yippie i ohhh ohh ohh
yippie i aye ye ye
ghost riders in the sky

their faces gaunt, their eyes were blurred
their shirts all soaked with sweat
he's ridin hard to catch that herd
but he aint caught em yet
cause they got to ride forever in that range up in the sky
on horses snortin fire as they ride on hear their cries

as the riders loped on by him he heard one call his name
''if you wanna save your soul from hell a-ridin on our range
then cowboy change your ways today or with us you will ride
tryin to catch the devil's herd across these endless skies"

yippie i ohhh oh oh
yippie i aye ye ye
ghost riders in the sky
ghost riders in the sky
ghost riders in the sky



Cavalieri Fantasma Nel Cielo

Un vecchio cowboy stava cavalcando un giorno buio e tempestoso
si fermò al passo mentre andava per la sua strada
quando tutto ad un tratto vide una possente mandria di mucche dagli occhi rossi
farsi strada attraverso uno squarcio nel cielo nuvoloso

i loro marchi erano ancora infuocati e i loro zoccoli erano fatti d'acciaio
le loro corna erano nere e splendenti e si riusciva a sentire il loro fiato caldo
un brivido di paura lo percorse mentre loro tuonavano nel cielo
perchè vide i cavalieri irrompere ed udì il loro lugubre canto

coro :

yippie i ohhh ohh ohh
yippie i aye ye ye
cavalieri fantasma nel cielo



i volti magri, gli occhi velati
le camicie zuppe di sudore
Cavalcavano incessantemente per catturare quella mandria
ma non erano ancora riusciti a catturarlo
perchè devono correre per sempre in quel pascolo su nel cielo
su cavalli che grugniscono fuoco mentre continuano a correre, ascolta il loro lamento

mentre i cavalieri passavano sopra di lui egli udì qualcuno chiamare il suo nome
"se vuoi salvare la tua anima dall'inferno di cavalcare per sempre
allora cowboy cambia il tuo atteggiamento oggi, o cavalcherai con noi
tentando di catturare la mandria del diavolo per questi cieli infiniti"

yippie i ohhh oh oh
yippie i aye ye ye
cavalieri fantasma nel cielo
cavalieri fantasma nel cielo
cavalieri fantasma nel cielo




JOHNNY CASH



Johnny Cash, alla nascita J. R. Cash (Kingsland, 26 febbraio 1932 – Nashville, 12 settembre 2003), è stato un cantautore statunitense, interprete di numerose canzoni folk e di celebri talking blues.

Infanzia e giovinezza

Uno dei sette figli (oltre a Johnny: Jack, della cui tragica morte Johnny soffrirà molto, Joanne, Louise, Reba, Roy, e Tommy, anche quest'ultimo artista country di successo) di una numerosa e povera famiglia contadina, Cash aiuta da bambino i genitori nella coltivazione del cotone in un piccolo appezzamento di terreno fornito dal governo in seguito al New Deal. Cash riferirà di avere sangue indiano nelle vene, fatto mai provato.
Si appassiona alla musica attraverso i canti nella chiesa e l'ascolto della musica country alla radio.
Nel 1950 si arruola in aviazione e conosce Vivian Liberto, all'epoca studentessa liceale. Compie una parte del servizio militare in Germania dove acquista una chitarra e comincia ad imparare a suonare da solo. In quel periodo terrà una fitta corrispondenza con Vivian che sposerà, dopo il congedo, il 7 agosto 1954. Il matrimonio finirà nel 1967 a causa dei problemi di dipendenza dalle droghe di Cash e del suo comportamento libertino.

Primo contratto

Ottiene il primo contratto nel 1955 con la Sun Records di Memphis (Tennessee), per cui incide i primi singoli, tra cui Cry, Cry, Cry (sua prima incisione) e Folsom Prison Blues. Nel 1957 è il primo solista dell'etichetta Sun a pubblicare un disco long playing, Johnny Cash with His Hot and Blue Guitar. Nel 1960 il passaggio alla Columbia dove incide un album gospel, Hymns by Johnny Cash. Il successo ha un impatto devastante sulla sua fragile psiche: la frenetica attività porta Cash a fare uso di stimolanti e anfetamine per reagire allo stress dei tour e di conseguenza a sonniferi per riuscire a dormire. Non capiterà di rado che il musicista debba annullare numerosi concerti a causa di questi abusi. A ciò si aggiungono problemi familiari, dipendenza da droghe e guai giudiziari (nel 1965 viene arrestato a El Paso (Texas) per introduzione illegale di pillole di anfetamina; nel 1967 viene salvato da un collasso per overdose).

Il matrimonio con June Carter

Si trasferisce a Nashville, dove tenta di cambiare vita e dove sposa nel 1968 June Carter, la quale nel 1963 scrive per lui il brano Ring of Fire, ritenuto uno dei suoi più grandi successi. Due anni più tardi la coppia avrà un figlio, John Carter Cash.
La versatilità nell'interpretare ballate, gospel, blues, country e rockabilly e l'incisività delle sue composizioni, ispirate alla vita e al lavoro quotidiano, fanno di Cash un vero e proprio punto di congiunzione tra la tradizione, il country moderno e il pop commerciale.
A quegli anni risale la collaborazione con il cantante Bob Dylan con cui incide 20 canzoni che appariranno nel bootleg Big River, The Nashville Session tra cui il brano Girl from the North Country che apparirà nell'LP Nashville Skyline.
Nel 1969 inizia un fortunato programma televisivo sul network ABC.
Nel 1971 interpreta A Gunfight, (Quattro tocchi di campana), film western con Kirk Douglas; poi partecipa a The Gospel Road, pellicola imperniata sulla figura di Gesù Cristo e compare nella serie televisiva del Tenente Colombo con Peter Falk dove impersona un cantante Country.
Anche la produzione musicale è di alto livello e mantiene Cash ai vertici delle classifiche con album come What is Truth, Man in Black e Flesh and Blood.
Pubblica un'autobiografia nel 1975, Man in Black, che ottiene una vendita di 1.300.000 copie (una seconda autobiografia compare nel 1998, Cash: The Autobiography).
Negli anni ottanta ha inizio il declino artistico, nonostante lo circondi la stima di colleghi e appassionati: resta comunque in classifica specialmente con Johnny 99 in cui interpreta canzoni di Bruce Springsteen.
Nel 1993 partecipa all'album Zooropa degli U2 dove canta il brano di chiusura del disco, The Wanderer, canzone che appare nel medesimo anno con un missaggio leggermente diverso anche sulla colonna sonora del film Così lontano, così vicino di Wim Wenders.
Nel 1994, con il nuovo contratto con la American Records di Rick Rubin, avviene la resurrezione di Johnny Cash. Il primo disco, American Recordings, è accolto trionfalmente, e così i seguenti Unchained (1998), American III: Solitary Man e American IV: The Man Comes Around, il suo ultimo CD, che esce quasi in contemporanea con un album-tributo che gli dedicano colleghi di tutte le generazioni.

La morte a breve distanza da quella di June

Il 15 maggio 2003, all'età di 74 anni, muore la moglie June. Nel settembre dello stesso anno Cash viene ricoverato nel Baptist Hospital di Nashville per complicazioni diabetiche, e vi muore il 12 settembre. Viene sepolto accanto alla moglie nel cimitero Hendersonville Memory Gardens a Hendersonville nel Tennessee.

Il film

Nel novembre 2005 debutta nelle sale cinematografiche statunitensi Quando l'amore brucia l'anima (Walk the Line), film su Cash interpretato da Joaquin Phoenix, diretto da James Mangold, e con Reese Witherspoon nella parte di June Carter, che riceverà l'Academy Award come miglior attrice protagonista 2006. Il nome Johnny Cash viene anche citato nel famoso film "Apollo 13".

L'incendio della casa "storica"

La casa dei Cash/Carter a Hendersonville (sul lago Old Hickory Lake, 30 km a nord-est di Nashville) fu costruita su tre piani nel 1967 in legno, pietra e mattoni rossi da Braxton Dixon. I Cash vi abitarono dal 1968. La dimora - i cui interni compaiono anche nell'ultimo video, Hurt (premiato postumo nel 2004 con il Grammy Award ), in cui Cash esegue la canzone dei Nine Inch Nails - è andata distrutta in un incendio il 10 aprile 2007[1] mentre erano in corso gli ultimi lavori di ristrutturazione.
Dal 2006 l'abitazione è di proprietà di Barry Gibb, leader del gruppo dei Bee Gees, che si era detto impegnato a conservarla in onore del cantante country. Sarebbe dovuta diventare la casa estiva del nuovo proprietario, alla ricerca di un buen retiro in cui rifugiarsi a comporre nel periodo degli uragani di Miami.
Johnny e June Carter possedevano anche una casa in Giamaica e una terza in Tennessee, ma consideravano quella di Hendersonville la loro dimora principale, celebrata anche dalla figlia di Cash, Rosanne Cash, nella canzone House On the Lake del LP Black Cadillac.


 Fonte : http://barzi.jimdo.com/i-grandi-del-rock-n-roll/

martedì 25 gennaio 2011

Musica rock satanica ?


Carica i fucili e porta con te i tuoi amici
È divertente perdere fingere
Lei è molto annoiata e sicura di sé
Oh no, conosco una parolaccia

Ciao, ciao, ciao quanto stai giù?

In quel che faccio meglio sono il peggiore
E per questo dono mi sento benedetto
il nostro piccolo gruppo c'è sempre stato
E ci sarà sempre, fino alla fine

Ciao, ciao, ciao quanto stai giù?

E dimentico anche quel che assaggio
Oh si, credo che mi faccia sorridere
L'ho trovato difficile, difficile da trovare
Oh beh, in ogni caso, non importa

Ciao, ciao, ciao quanto stai giù?

Con le luci spente è meno pericoloso
Siamo qui adesso, intratteneteci
Mi sento stupido e contagioso
Un mulatto
Un albino
Una zanzara
La mia libidine
Si, un rifiuto

*Teen Spirit: marca di profumo per ragazzi

 

Si è sempre parlato di connubio musica rock-satanismo come in questa discussione (vedere link) citando, una tra tante, la famosa Smells Like Teen Spirit dei Nirvana. Verità o invenzioni di bacchettoni?




SATANISMO E MUSICA ROCK
Carlo Climati
Negli ultimi anni i mezzi di comunicazione hanno dato spesso notizia dei rapporti tra satanismo, esoterismo e musica moderna. Si é parlato di dischi che spingono alla violenza, al suicidio, alla droga, all’adorazione del diavolo. Ma qual é la reale dimensione di questo fenomeno? Esiste davvero il “rock satanico”, o si tratta di una leggenda?
La questione dev’essere affrontata con grande equilibrio. Di fronte al tema del “rock satanico” esistono diversi atteggiamenti, che si possono riassumere in due schieramenti opposti: gli “scettici” e i “catastrofisti”.
I “catastrofisti” sono quelli che vedono il diavolo dappertutto. Considerano il rock intrinsecamente satanico e vorrebbero cancellare ogni forma di musica moderna.
Gli “scettici”, invece, amano così tanto i loro idoli musicali da rifiutare di metterli in discussione. Non accettano critiche e tendono a giustificare ogni eccesso del rock con la scusa della “libertà d’espressione”. 
Entrambi gli schieramenti, pur trovandosi su fronti opposti, hanno qualcosa in comune: la mancanza di approfondimento e di obiettività. Per questa ragione, sono caduti spesso in bugiarde esagerazioni o in faziosi riduzionismi.
Al contrario, il fenomeno del rock satanico non dev’essere né gonfiato, né sottovalutato. Dev’essere semplicemente analizzato alla luce dei fatti, evitando di scadere in valutazioni superficiali ed estremiste.

 


Il primo segnale

Il primo, timido riferimento al mondo del satanismo compare sulla copertina di uno dei dischi più famosi della storia del rock: “Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles (1967). Sulla copertina dell’album compaiono tanti personaggi noti: Karl Marx, Stanlio e Ollio, Marlon Brando, Bob Dylan ed altri.
Il batterista Ringo Starr, all’epoca, dichiarò: “Abbiamo pensato di raggruppare i volti delle persone che amiamo ed ammiriamo”. (1) E tra questi, in alto a sinistra, spicca l’immagine di un uomo calvo. E’ l’occultista inglese Aleister Crowley (1875 - 1947), padre del satanismo moderno ed ispiratore della maggior parte dei gruppi esoterici contemporanei.
Il motto di Crowley era “Fai ciò che vuoi”. Un invito a godersi la vita senza limiti o regole morali, nella continua ricerca della soddisfazione personale e del piacere egoistico. L’uomo, secondo, l’occultista inglese, ha il diritto di mettersi al posto di Dio e di scegliere le leggi della sua vita.
Negli ambienti rock degli anni sessanta, in cui fioriva l’interesse per l’esoterismo, Aleister Crowley era considerato un personaggio “di moda”. Era apprezzato per la sua natura trasgressiva e per l’invito a rifiutare ogni regola imposta dall’alto. Per questa ragione, probabilmente, i Beatles lo inserirono sulla copertina del loro disco più famoso.


Un tocco esoterico

Negli anni settanta, il rock comincia ad assumere toni più accesi. Nasce l’hard rock (rock duro), caratterizzato da suoni metallici, chitarre elettriche distorte e voci potenti. Tra i pionieri del genere ci sono gli inglesi Led Zeppelin, gruppo fondamentale nella storia dei rapporti tra musica e satanismo.
Leader dei Led Zeppelin é il chitarrista Jimmy Page, accanito sostenitore delle dottrine di Aleister Crowley. Il suo interesse nei confronti dell’occultista inglese é tale da spingerlo a collezionare tutti i suoi oggetti personali: libri, manoscritti, cappelli, canne da passeggio, quadri e perfino le tuniche utilizzate durante i rituali. Page vive, addirittura, nella casa in cui Crowley abitava. Un antico cottage nei pressi del Loch Ness.
I Led Zeppelin sono il primo gruppo rock a fare uso di simboli satanici sulla copertina di un disco. Nell’album “IV” del complesso troviamo, infatti, un carattere magico che viene comunemente utilizzato per fare i patti con il diavolo. (2)
Un altro richiamo al satanismo é contenuto nell’album “III” del Led Zeppelin. Vicino all’etichetta del disco, Jimmy Page fece incidere il motto di Aleister Crowley: “Fai ciò che vuoi”. Ad un giornalista che gli chiedeva spiegazioni su quella frase, la rock-star rispose in modo evasivo: “L’idea é stata mia. La storia che c’é dietro é troppo lunga da raccontare. Ma l’intenzione era quella di dare un piccolo tocco esoterico. Speravo che nessuno la vedesse”. (3)


Il satanismo esplicito

Negli anni ottanta e novanta la corrente dell’hard rock si farà sempre più dura, dando vita al filone dell’heavy metal (metallo pesante). Ed é proprio in questo genere musicale che il satanismo diventa esplicito, con una forte tendenza all’uso di tematiche esoteriche nei testi delle canzoni e nelle immagini delle copertine.
Tra i gruppi più rappresentativi ci sono i danesi Mercyful Fate. Una loro canzone, “Don’t break the oath”, riproduce la formula di un vero e proprio giuramento al diavolo: “Io bacerò il caprone e giuro di dedicarmi mente, corpo ed anima, senza riserve, per promuovere i piani del nostro signore Satana”.
Dello stesso genere sono i Deicide, il cui leader, Glen Benton, é arrivato al punto di farsi bruciare una croce rovesciata sulla fronte, mantenendo perennemente l’ustione prodotta. La croce raffigurata al contrario, che rappresenta l’Anticristo, é un tipico simbolo dei satanisti, che compare su molte copertine di dischi rock.
Tra i gruppi italiani spiccano i Death SS, guidati dal cantante Steve Sylvester. In un loro disco, “Black Mass”, viene descritto nei minimi particolari un rituale satanico celebrato alle undici di sera in una chiesa sconsacrata. La canzone che dà il titolo all’album dice: “La gola del bambino sarà tagliata, sopra il corpo di una strega. Mischia il suo sangue con il suo seme ed unisciti all’Esercito Nero”.


Gli oltraggi blasfemi

Particolarmente sgradevoli sono le copertine di dischi che propongono immagini blasfeme ed anticristiane. Il più colpito é certamente Gesù Cristo, che viene raffigurato in tutti i modi: squartato (dai Mortuary e dai Deicide), bucherellato (dai Messiah) o usato come fionda per lanciare un proiettile (dai Celtic Frost).
L’immagine più agghiacciante é quella di una copertina dei Torr, in cui Gesù viene ritratto come un cadavere in decomposizione sulla croce. La scelta non é casuale. Il disegno, infatti, sta a significare che Cristo non sarebbe risorto.
Anche gli stessi nomi dei complessi, a volte, hanno contenuto blasfemo. Ci sono, ad esempio, i finlandesi Impaled Nazarene, che significa “il Nazareno Impalato”. Ma anche i polacchi Christ Agony (Agonia di Cristo), i torinesi Burn The Crucifix (Brucia il crocifisso)  e i newyorkesi Fallen Christ (Cristo decaduto).
Il fatto incredibile é che questi gruppi, invece di essere censurati, godono dell’appoggio di molti critici musicali. Il caso più clamoroso é quello del giornalista Stefano Marzorati, curatore dell’Almanacco della paura del fumetto Dylan Dog. Secondo Marzorati, al gruppo Impaled Nazarene “andrebbe una nota di merito per aver scelto un nome così blasfemamente suggestivo”. (4)


Musica contro la vita

Tra gli eccessi di certi gruppi rock non c’é soltanto l’adorazione del diavolo. Argomenti ricorrenti, nei testi delle canzoni, sono anche l’esaltazione del suicidio e dell’eutanasia.
Alcuni cantanti invitano apertamente l’ascoltatore ad uccidersi, dicendogli che la vita é triste, che il mondo fa schifo e che non vale la pena di restare su questa Terra.
Un esempio lampante di questa “musica contro la vita” lo troviamo nella canzone “Suicide solution” (La soluzione del suicidio), di Ozzy Osbourne. All’interno del brano si può trovare un messaggio seminascosto che invita l’ascoltatore a spararsi con una pistola: “Ah, nessuno. Tu solo sai realmente dove si trova. Tu ce l’hai. Perché? Prova! Prendi la pistola e provala. Spara! Spara! Spara!”.
Sulla copertina interna di un disco dei Christian Death troviamo la scritta in francesce “L’invitation au suicide” (L’invito al suicidio). Mentre il disco “Stained class” dei Judas Priest raffigura l’immagine di una testa attraversata da un colpo di pistola.
All’eutanasia é dedicato il disco “Youthanasia” dei Megadeth, ispirato alla vicenda del “Dottor Morte” Jack Kevorkian, medico tristemente noto per aver “aiutato” alcuni pazienti a farla finita. Secondo i Megadeth, l’eutanasia non sarebbe altro che una metafora della vita. “Se si può scegliere come vivere, perché non si può scegliere come morire?”, hanno dichiarato in un’intervista. (5)


Un ponte verso il satanismo

Negli ultimi anni il rock satanico é diventato una vera e propria moda, che si esprime attraverso le correnti musicali più estreme, i cui nomi parlano chiaro: “death” (morte), “black” (nero), “grind” (frantumare, stritolare), “doom” (rovina, tragico destino).
Alcuni complessi “recitano” la parte dei satanisti come trovata pubblicitaria per vendere dischi. Ma c’é anche chi fa sul serio, operando a stretto contatto con le sette. Negli Stati Uniti, ad esempio, numerosi artisti rock collaborano con la Chiesa di Satana. Fra questi ci sono King Diamond e gli Acheron, che tendono a dipingere il satanismo come una sorta di “religione alternativa”, rassicurante e non pericolosa.
Dal semplice ascolto di un disco é possibile entrare in contatto con ambienti esoterici. Come nel caso del complesso Psychic Tv, che ha fondato il “Tempio della Gioventù Psichica”. Per aderire a questa setta, i fans del gruppo devono prendere parte ad un disgustoso rituale di tipo magico-sessuale.
Anche le riviste rock rappresentano un punto di contatto con gli ambienti del satanismo. Uno dei più noti mensili musicali italiani, “Flash”, ha pubblicato l’indirizzo della Chiesa di Satana americana, descrivendola come “l’associazione più seria ed affidabile a cui si possano rivolgere gli amanti e i cultori delle teorie occulte”. L’articolo in questione termina con un chiaro invito ai lettori: “Se pensate che vi possa aiutare la conoscenza del satanismo, e se volete far parte di quella grande palestra del pensiero che é la filosofia satanica, la Chiesa di Satana vi aspetta”. (6)


Dal rock alle profanazioni

L’idea di una musica che può spingere alla pratica del satanismo, fino a qualche tempo fa, era considerata una semplice ipotesi. Ma alcuni fatti di cronaca, accaduti proprio in Italia, hanno dimostrato che i messaggi lanciati da alcuni cantanti possono avere effetti devastanti. Soprattutto quando vengono ricevuti da ragazzi psicologicamente fragili ed influenzabili.
Il caso più noto é quello di un giovane satanista di La Spezia, protagonista di “visite notturne” nei cimiteri, con profanazioni di tombe e furti di teschi ed ossa. Il ragazzo, oggi completamente pentito, ha dichiarato: “Mi dispiace per quello che ho fatto. Mi sono lasciato trascinare dalla musica black metal, che seguo da più di dieci anni. In particolare i testi di alcuni gruppi norvegesi e svedesi, tra cui i Mayhem, i Darkthrone e i Marduk. Mi hanno condizionato a tal punto che ripetevo come un automa quello che loro raccontavano nelle canzoni. (...) Quella musica, che ascoltavo anche dieci ore al giorno, mi prendeva a tal punto che non mi rendevo conto della gravità dei miei gesti”. (7)
La procura di La Spezia, dopo la confessione del giovane, ha condotto una vasta indagine denominata “Operazione Diablo”, in seguito alla quale si ritrovano indagati nove giovani dai diciotto ai ventisette anni. Le accuse vanno dal danneggiamento e violazione di sepolcro al furto aggravato di arredi sacri. Daniele Murgia, ispettore della questura di La Spezia che ha seguito l’operazione, ha dichiarato: “Il filo conduttore che legava queste persone nel loro culto del male era la musica black metal. I loro contatti avvenivano sia a livello epistolare, sia ai concerti di rock satanico”. (8)


Violenza e razzismo

In Italia il rock satanico ha causato “soltanto” profanazioni di tombe e furti nelle chiese. In Norvegia, purtroppo, il fenomeno ha avuto conseguenze ben peggiori. I componenti di alcuni gruppi rock, riuniti nella corrente di pensiero della “Black Metal Mafia”, hanno organizzato attentati terroristici a chiese cattoliche, trasformando il loro odio musicale in veri e propri atti di vandalismo.
In questo clima rovente non sono mancati gli omicidi. Count Grishnackh, cantante dei Burzum, é stato condannato a ventun anni di prigione per aver ucciso un altro musicista, Oysten Aarseth, capo storico del complesso Mayhem e suo (ex) grande amico. Stessa sorte é toccata a Bard G. Eithun, batterista degli Emperor: quattordici anni di carcere per omicidio.
Per comprendere lo spirito che caratterizzava la “Black Metal Mafia” é sufficiente ascoltare alcune dichiarazioni di Count Grishnack: “Io sono orgoglioso di essere un uomo bianco di razza ariana, con una figlia bianca ariana che ha anche una madre della sua stessa razza. Sono fiero dei miei occhi blu, dei miei capelli biondo scuro e della mia pelle bianca”. (8)
Dal satanismo al razzismo, dunque, il passo é breve. Non a caso, molti gruppi di rock satanico sono anche antisemiti ed attaccano le persone di colore. Trey Azagtoth, chitarrista dei Morbid Angel, afferma senza mezzi termini di “abbracciare lo spirito di Hitler”.  (9) Mentre gli italiani Deviate Ladies si dichiarano “cultori della razza bianca unica e dominatrice”. (10)


I messaggi nascosti

Un altro fenomeno che ha destato molta curiosità, oltre al satanismo esplicito, é quello dei “messaggi nascosti” nei dischi di famose rock-star.
I messaggi nascosti vengono registrati al contrario, in sala di incisione. E si possono decifrare facendo girare il disco al rovescio. Ad esempio, ascoltando al contrario la canzone dei Led Zeppelin “Stairway to heaven” si otterrà una voce che dice: “Ecco il mio dolce Satana, la cui piccola via non mi renderà triste, e della quale il potere é Satana. Egli darà il progresso, dandoti il sei, sei, sei” (numero biblico dell’Anticristo).
Questo tipo di tecnica si può ricondurre all’antica tradizione dei satanisti di recitare preghiere cattoliche al contrario, durante le “messe nere”, per dissacrarle e rivolgerle al diavolo.
In linea con questo tipo di rituali é un disco del complesso Christian Death, “Prayer”, in cui é stato registrato il Padre Nostro al contrario. Ovviamente, trattandosi di una preghiera al demonio, sono state eliminate le ultime due frasi: “Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male”. Satana, di sicuro, non le avrebbe gradite.  
I messaggi rovesciati rappresentano il tentativo di realizzare dei piccoli rituali esoterici attraverso la musica. Non mancano, comunque, i gruppi rock che li hanno utilizzati semplicemente come forma di scherzo o di provocazione. Tra questi ci sono i Pink Floyd, che nell’album “The Wall”’ hanno inserito la frase: “Congratulazioni! Hai appena scoperto il messaggio segreto. Per favore, manda la tua risposta ai vecchi Pink, presso la buffa fattoria, Chalfont”.


Un fenomeno in espansione

La questione dei messaggi nascosti, da sempre, suscita molta curiosità, ma non é l’aspetto più importante del problema. Ciò che desta maggiori preoccupazioni é la corrente del rock satanico esplicito, attualmente in grande espansione.
Negli ultimi tempi, in Italia, sono sorti negozi specializzati in questo genere di musica. Oltre ai comuni dischi, vendono libri di satanismo e magia nera. E’ il caso del negozio “Demos” di Napoli, che ha nel suo catalogo l’intera opera dell’occultista inglese Aleister Crowley.
Anche la stampa musicale si sta adeguando. Un vero fenomeno editoriale é la rivista italiana “Grind Zone”, specializzata in dischi satanici. Nata come semplice esperimento, si é trasformata in un periodico a tutti gli effetti, con tanto di edizioni in lingua spagnola e tedesca. Fioriscono, poi, le cosiddette “fanzine”, riviste amatoriali che vengono distribuite al di fuori del normale circuito delle edicole. Alcune di esse hanno contenuti satanici, come “Mortualia’zine”, “Grief’zine” e “Koito’zine”. La peggiore é certamente “Cancrena ‘zine”, che non risparmia ai suoi lettori neppure le bestemmie.
Un ulteriore mezzo di diffusione del rock satanico é Internet, che ospita numerosi siti dedicati ai seguaci del diavolo. Perfino i razzisti Burzum, o i blasfemi Marduk, hanno a disposizione una loro pagina sulla “rete delle reti”.


Un grande “spot” per il diavolo

Tutti gli elementi elencati finora dimostrano in modo schiacciante come una parte della musica moderna sia diventata, senza ombra di dubbio, un efficace mezzo di diffusione del satanismo tra i giovani.
Fortunatamente non tutto il rock propone messaggi negativi. Ma non si può negare che 
qualcuno abbia deciso di utilizzarlo per promuovere la non-cultura dell’occultismo, della morte e della disperazione.
I “venditori di Satana” sanno bene che, attraverso un disco, é possibile raggiungere il cuore di milioni di giovani in tutto il mondo. Quale spot pubblicitario potrebbe mai garantire una simile diffusione del proprio “prodotto”?
Un’ulteriore, clamorosa conferma di questa tesi é rappresentata dalla serie di trasmissioni che il satanista Efrem Del Gatto ha condotto sull’emittente televisiva laziale “Magic TV”, specializzata in programmi musicali (24 ore su 24).
Del Gatto, fondatore di una confraternita luciferiana, é una delle figure più note del satanismo italiano contemporaneo. Ed é significativo che, per parlare in tv, abbia scelto un’emittente musicale. Chissà quanti ragazzi, tra una canzone e l’altra, avranno abboccato al suo amo.    


http://digilander.libero.it/rinnovamento/documenti/reli_41.html