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mercoledì 15 aprile 2026

WONDER MAN... NO, NON È IL MARITO DI WONDER WOMAN

 Parallelamente alle produzioni Marvel dedicate ai grossi nomi, ogni tanto arriva qualche serie tv che fa conoscere anche i personaggi meno famosi.


Wonder Man è una di queste serie in cui un attore, per poter interpretare un supereroe storico della sua infanzia, deve nascondere il fatto che lui abbia davvero dei superpoteri. Scoprire questo segreto fa gola a certe persone che mettono al suo fianco un altro attore, Trevor Slattery, interpretato da Ben Kingsley in versione capellone (nella locandina è quello giù in basso) con lo scopo di avere delle prove concrete ed è con questa coppia che la serie prende l'aspetto di un buddy movie sostanzialmente dallo spirito drammatico, ma con Ben, che aveva interpretato il Mandarino nel terzo Iron Man e in Shang-Chi, ci sono dei continui incontri con gente che lo riconosce per quel ruolo e sarà lui a fare spesso la spalla comica della situazione ottimamente doppiato da Stefano De Sando, cioè la voce attuale italiana di De Niro e naturalmente Walter White di Breaking Bad. 
Ci sono anche attori veri che interpretano loro stessi come Joe Pantoliano e Josh Gad e l'unico problema potrebbe essere un finale che non finisce, come succede ormai quasi regolarmente per lasciare aperta la possibilità di una seconda stagione che secondo alcuni haters o leoni da tastiera non dovrà esserci perché è una serie brutta. 
E invece io dico che non è vero che è brutta e anzi la consiglio a tutti. 
Poi comunque è sempre una questione di gusti. 

venerdì 2 gennaio 2026

I FANTASTICI 4 - GLI INIZI: VALÀ CHE FORSE CI SIAMO

 I Fantastici 4, ovvero il cruccio della Marvel che finora con loro non ne ha imbroccata una giusta (ricordiamo che i primi due film con Jessica Alba e Joan Gruffudd erano usciti per la Fox), finalmente ci ha preso il verso grazie a quell'ambientazione retro vintage futuristica, un pò come i Pronipoti di Hanna & Barbera e che troviamo anche in Fallout.


Adesso che come Sue Storm sia meglio Vanessa Kirby o Jessica Alba non saprei dire per non fare un torto a nessuno, ma per i baffi di Pedro Pascal di cui tanto si era parlato prima dell'uscita del film, non ho avuto problemi di sorta. 
Un pezzo di Stranger Things salta fuori anche qui perché Johnny Storm è interpretato da Joseph Quinn ovvero il chitarrista Eddie della quarta stagione, ma sfido chiunque a riconoscerlo.

Quello che poi vediamo nel film è che l'antefatto della mutazione per fortuna stavolta viene raccontato in un rapido recap iniziale e che la famiglia unita, neonato compreso, con l'aiuto dell'amico Ben Grimm (che non vuole dire "è tempo di distruzione") si prende l'onere di salvare la terra dalla minaccia di Galactus mangiatutto il cui araldo

stavolta non era il classico Silver Surfer maschio che avevamo già visto portato sullo schermo da Doug Jones, bensì femmina e qualche rumour aveva dato che fosse Anya Taylor Joy ad interpretarlo, mentre invece si trattava di Julia Garner, ma andava bene lo stesso.

Fate attenzione alla canzone finale dal titolo quanto mai adatto LET US BE DEVOURED di Andrea Datzman perché è bellissima. 

venerdì 24 ottobre 2025

KICK-ASS E IL MICROONDE

 Ci sono quei film che cambiano la vita e quelli che cambiano il cinema, e in questo caso Kick-Ass, quando è uscito nel 2010, ha decisamente cambiato il modo di vedere i supereroi come ce li aveva fino ad allora proposti la MARVEL e la DC.


A dire il vero non è stato soltanto questo film che ha riletto i super in quel periodo in effetti (e magari ne parlerò in un altro post), ma diciamo che Kick-Ass pareva un film della Marvel diretto da Quentin Tarantino o Robert Rodriguez tante erano le cose che vedevi sullo schermo e ti facevano dire "nooo, non ci credo!!!" molto tempo prima che in tv arrivassero THE BOYS e Gen-V (a proposito... vista la SECONDA STAGIONE?).
Tra le tante scene ultra splatter di Kick-Ass c'era quella del microonde usato come arma letale.

Beh un microonde certo non come quelli che ormai tutti abbiamo in casa, ma invece grande abbastanza da metterci dentro una vittima umana. 
La cosa che però non tutti sanno è che tale elettrodomestico vedeva la luce nel lontano 1955, e proprio domani compirà 70 anni. 
Il primo esemplare venne messo in commercio dalla ditta Tappen nell'Ohio, ma allora era grande come un forno tradizionale

e costava una cifra che, tradotta nella valuta di oggi, si aggirava intorno ai 10.000 euro perciò non esattamente alla portata di tutti, cioè la stessa cosa dei telefoni cellulari che appena vennero messi sul mercato erano GROSSI COME MATTONI (infatti erano chiamati "the brick") e pesavano uguale con un costo elevatissimo. 
Altra cosa curiosa era che inizialmente l'apparato a microonde era stato inventato come apparecchio per intercettare gli aerei nemici in guerra e una cosa simile (ma tutta fantasiosa) la si vede nel film AVVENTURA NEL TEMPO che fu l'ultima apparizione di Peter Cushing,  mentre adesso, opportunamente ridimensionato anche nel costo, quell' elettrodomestico ci dà una mano in cucina. 
Ah... comunque restando nel cinema, tale apparecchio ha dato l'ispirazione per venire usato come strumento di morte in altre pellicole e non solo in Kick-Ass di cui torno a parlare in coda perché Aaron Taylor Johnson,

il protagonista allora giovanissimo con l'ancora più giovane Chloe Grace Moretz e il veterano Nicolas Cage, pareva già candidato al ruolo di 007, ma in realtà non ci sono mai state vere conferme dei vari gossip, e poi perché è un film questo che mi ha spinto a leggere anche il fumetto da cui deriva con i relativi seguiti e spinoff, e che a tratti prende strade diverse, è vero, specie nella scena finale, ma sono entrambi due cose che nella tua vita devi poter dire "si, li conosco" perché, metti caso, sei ad un raduno di cosplayers e almeno non rischi di confondere Hit Girl con il Tenente Ellis della serie tv UFO.


E nel frattempo, mentre leggi il fumetto o guardi il film, ti scaldi un bel caffellatte nel microonde... 

lunedì 25 agosto 2025

STITCHERS: APPICCICATA COME UNA MAGLIETTA BAGNATA

 Mi chiedo oggi quanti conoscano Stitchers, una serie tv "fantascientifica" andata in onda su Rai 4


(ok la foto sembra ancora una volta quella di Dr. House e del suo CLONE TURCO, è vero) dove abbiamo una protagonista affetta da displasia temporale (cioè non si rende conto del tempo che passa, tipo quando ti diverti un botto) e che, grazie a certe tecnologie del solito fantomatico ente governativo, quando sta immersa in una vasca non come Alex Britti, ma bensì tutta vestita in tutina nera aderente come quelle di Zelig,

ma appunto non così colorata, riesce ad entrare negli ultimi ricordi delle persone vittime di omicidio e a risolvere così casi complicati senza apparente soluzione. Una premessa un po' simile al THE CELL con Jennifer Lopez, ma molto meno visionario poiché Tarsem Singh qui non c'entra. 
Tre stagioni durante le quali l'outfit


della bella Kirsten Clark (ma non si può definire un'attrice con una carriera folgorante) viene anche rinnovato da un semplice catsuit elasticizzato ad un qualcosa quasi simile alla divisa di Black Widow by Marvel,

dove comunque l'attenzione cade inevitabilmente su di lei, che vabbè chiaramente non è per niente male, anzi, ma magari un po' meno fanservice stile "maglietta bagnata" (anche se nera) avrebbe giovato alla credibilità... 
Sempre se si riesce a crederci... 

venerdì 8 agosto 2025

THUNDERBOLTS*: I LOOK INSIDE MYSELF AND SEE MY HEART IS BLACK

 Finalmente ho visto i Thunderbolts* per i quali nutrivo molte ASPETTATIVE.


Tuttavia non è andata esattamente come speravo. 
Cioè a parte la bella apertura con Florence Pugh/Yelena Belova che racconta in voice over le sue depressioni mentre la vediamo impegnata a "fare le pulizie" a modo suo,

poi per almeno metà film, cioè un'oretta, qualcosa non mi ingrana e forse è anche per la scelta di una fotografia cupa, oscura, livida che mi ha infastidito anche in altre pellicole.
Ma certo non è questo un film caciarone e variopinto sulle VACANZE DI NATALE, anzi è una rassegna di personaggi depressi (tra cui troviamo il figlio di Kurt Russell, Wyatt, e Olga Kurylenko, vecchia conoscenza bondiana) e confusi, con passato oscuro (e qui sta la citazione dei Rolling Stones nel titolo del post) che si trovano manovrati da una villain (non è spoiler perché lo si scopre a nemmeno mezz'ora dall'inizio) che li vuole far eliminare a vicenda per cancellare certe prove compromettenti. 

Questi invece, dopo l'incontro/scontro, si confessando e presentano l'un l'altro tipo come negli incontri degli alcolisti anonimi (ecco qui sopra un altro figlio d'arte, Lewis Pullmann) e quindi si alleano per dirgliene quattro alla tipa.

Anzi, a dar loro man forte arrivano anche Red Guardian e Winter Soldier a completare una Squad che può ricordare in effetti la Suicide della DC, ma qui il background e il movente sono del tutto differenti.

Ecco, mentre la DC con James Gunn ha alzato il livello di cretineria leggera da riderci su, qui invece troviamo una Marvel molto più cupa e solo dopo questa prima ora molto interlocutoria, ma forse necessaria per presentare al meglio la squadra, poi le cose vanno un po' meglio e siamo ad un livello un pochino superiore dopo quel nuovo Capitan America che non ha convinto nessuno se non gli Amazon Studios che hanno capito di aver fatto centro con A-Train dei Seven,

dato che alla Marvel glielo hanno copiato pari pari nell'outfit e nell'etnia al punto da sembrare la stessa persona, solo che Cap non SPAPPOLA ROBIN, la fidanzata di Hughie/Jack Quaid, come invece fa A-Train quando passa di lì correndo a velocità supersonica.

E film quello del Capitano che viene citato all'inizio in tribunale parlando di Harrison Ford/Red Hulk come anche altri riferimenti sparsi qui e là. 
Cosa questa che dà un po' fastidio se non hai visto tutto tutto, ma proprio tutto quello che è uscito prima dei Thunderbolts*, che sono in poche parole i nuovi Avengers, ma ormai lo sappiamo che in casa Marvel/Disney sta ormai da tempo scorrendo un film lungo circa 256 ore considerando anche le serie tv, e se non sei preparato son cavoli tuoi e ti devi accontentare degli pseudo spiegoni/accenni che ti fanno. 
This is Hollywood Disney, baby. 

mercoledì 6 agosto 2025

WAR OF THE WORLDS (COSÌ... PER ESORCIZZARE LE GUERRE VERE)

 Ho visto un film oppure uno spot Amazon come quelli visti di recente dove c'è un protagonista che, grazie al colosso dell'e-commerce, trova una soluzione ad un problema, ma tutto ciò in versione extended?


Questo è il piccolo, ma significativo dubbio che mi è rimasto dentro dopo la visione di War Of The Worlds nella nuova, ennesima versione 2025 presentata su Prime Video (appunto Amazon) che, al contrario delle precedenti edizioni dove il titolo italiano era La Guerra Dei Mondi, stavolta mantiene il titolo originale e dove il protagonista è Ice Cube nel ruolo di un analista della CIA che, già che c'è, con i mezzi mica da poco che ha a disposizione, sorveglia anche la figlia Faith futura mamma, il relativo genero, e il figlio.
Come comprimari vi ritrovo Clark Gregg probabilmente per un contratto con gli Amazon Studios, dato che l'avevo già rivisto in G20) dal mondo degli Avengers,


e l'ex "Desperate Housewife" Eva Longoria, sempre benvenuta anche se con un minutaggio molto ridotto e pure un ruolo non così fondamentale.

Tutto il film, ma proprio tutto viene visto tramite videoscreen da computer, da cellulari e da telecamere di sorveglianza, il che può dare qualche fastidio se si pensa di stare per vedere qualcosa di tradizionale. 
Fastidio che può arrivare anche dal fatto che si mostra che la nostra privacy viene totalmente violata in mille modi come già accadeva nel film Nemico Pubblico con Will Smith e GENE HACKMAN,

ma questo è un altro discorso perché in effetti succede davvero e spesso siamo noi stessi a dare il permesso di farci violare acconsentendo a cose che non capiamo quando apriamo un sito internet (occhio!), mentre è di una natura diversa la spinosa vicenda degli audio di Raoul Bova (che poi chemmenefrega ammè?). 
E, mentre la versione originale del 1953 diretta da Byron Haskin mostrava dei pseudo dischi volanti fluttuanti molto più semplici da realizzare grazie a dei cavi che li tenevano sospesi, qui, come nel romanzo e nella versione di Steven Spielberg con Tom Cruise, ci sono i tripods

che inizialmente camminano seminando morte e distruzione, ma sempre tutto filtrato attraverso schermi, per cui potremmo anche paragonarlo ad un cugino di BLACK MIRROR, per restare negli esempi più recenti, ed escamotage che probabilmente ha anche permesso di risparmiare sugli effetti speciali che così non fa nulla se non sono sempre perfetti dato che le immagini sono spesso balenghe, sgranate, pixelate a mosaico come quando la nostra tv digitale non riceve bene il segnale. 
Addirittura posso affermare che tali effetti speciali erano molto più realistici nel brutto quarto episodio di Scary Movie,

dove si parodiava proprio la versione di Spielberg, ma purtroppo non faceva ridere quasi mai. 
C'è da dire che tutto ciò paradossalmente rende la storia più reale, un po' come aveva fatto Orson Welles nel 1938 alla radio portando in scena l'invasione extraterrestre narrata nel romanzo di H.G. Wells come fosse una radiocronaca in diretta, e seminando il panico tra gli ascoltatori che si erano sintonizzati poi quando il programma era già cominciato e avevano preso tutto come fosse la realtà.

Le critiche verso il film sono state parecchio feroci definendolo addirittura "il peggior film dell'anno" (ma siamo solo a poco più della metà, dai), mentre per me il film ha funzionato poiché ho usato il metodo di valutazione che ultimamente utilizzo per valutare anche le serie tv, cioè i colpi di sonno che stavolta non mi hanno preso, perciò lo considero una cosa positiva, con solo quel piccolo tarlo che Amazon ci abbia giocato davvero a farsi lo spot, e se lo vedrete capirete. 
Poi, vabbè, senza nulla togliere al lavoro di Steven e Tom nel 2005 (ma anche quello aveva avuto le sue critiche negative all'epoca), il classico del 1953 rimane un grande film

anche per gli effetti speciali pazzeschi per l'epoca (ripeto... 1953!), e non ci sono storie... 

giovedì 31 luglio 2025

WATERWORLD: QUANDO UN FILM FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI

 Verso la fine del luglio 1995, precisamente il 28 (per l'Italia sarà il 15 settembre), usciva nelle sale il film che da allora viene ricordato come un grande flop, ovvero Waterworld con Kevin Costner per la regia di Kevin Reynolds.


Entrambi i Kevin, dopo quell'avventura non esattamente edificante, finiranno in una china discendente rispetto ai grandi successi che avevano entrambi avuto in precedenza. 
Ma tutto sommato, a pensarci bene, Waterworld non era un brutto film, anche perché anticipava di molto quello a cui stiamo assistendo oggi, cioè il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai con il conseguente aumento del livello delle acque che, nel film, vanno a coprire buona parte del pianeta, ma Greta Thunberg allora non era ancora nata sennò sai che promozione per entrambi? 

Proprio per realizzare tale situazione Reynolds e Costner, che pure produceva il film, vollero girare davvero in mare aperto alle Hawaii, senza ascoltare i consigli di Steven Spielberg che ancora ricordava i problemi avuti sul set de LO SQUALO proprio perché girato in mare. 
In effetti mica tutti siamo James Cameron che mette un TITANIC dentro una maxi piscina

oppure vi fa immergere Ed Harris come se fosse giù negli abissi più profondi e lì dentro tutto lo staff può muoversi con maggior comodità grazie anche alla CGI.

No, e infatti sul set di Waterworld accadde di tutto, dalle tempeste tropicali agli incidenti gravi a cui uno scampó per un pelo proprio Kevin Costner che interpretava il protagonista Mariner, un uomo in un futuro post apocalittico alla ricerca della ormai ridotta terra emersa e mutato con branchie e dita palmate, che secondo alcuni era anche un riferimento a Sub-Mariner, il principe Namor della Marvel.

Ma chiaramente l'analogia più grande è quella con la saga di Mad Max però in versione acquatica invece che desertica, cioè l'esatto opposto. 
Tali inconvenienti di cui sopra insieme ai problemi tecnici nel girare, fecero allungare a dismisura i tempi di lavorazione (con penali da pagare) e sforare anche di parecchio il budget iniziale.
Quindi il flop è stato probabilmente più sul lato economico poiché gli incassi non ripagarono le ingenti spese sostenute, mentre poi andò un po' meglio con la distribuzione home video. 
Anche perché ricordiamoci che nel film c'era quello che era un villain perfetto incarnato da uno schizzato Dennis Hopper,

per cui una buona parte del lavoro era bella che pronta dato che un "buon cattivo" (pare un ossimoro eh?) ha sempre una grande importanza. 

lunedì 7 luglio 2025

IL TRAGICO DESTINO DEL DOTTOR DESTINO

 Proseguono gli addii famosi nel cinema e anche nelle serie tv aprendo questa nuova settimana dato che è morto Julian McMahon, attore australiano ben noto anche in Italia per Streghe e Nip/Tuck.


Julian aveva anche interpretato il Dottor Destino (non esattamente memorabile), ovvero Victor Von Doom, nel primo film di Tim Story su I Fantastici 4, dove perlomeno i personaggi somigliavano a quelli dei fumetti (ok, Ben Grimm mutato ne La Cosa forse non era esattamente un colosso) mentre in quello più recente quel Reed Richards con i baffi e la faccia di Pedro Pascal non piace granché.

Film che comunque guarderò non appena mi sarà possibile poiché Sue Storm mi va benissimo così con le fattezze di Vanessa Kirby (ed ho comunque sempre supportato anche Jessica Alba).

Con un plauso anche ai costumi che riprendono quelli della prima serie a fumetti come in quel film perduto (nel senso di girato, ma mai distribuito in sala per una serie di beghe di cui avevo parlato e riparlato QUI) del 1994 prodotto da Roger Corman del quale si trovano solo poche edizioni home video di bassa qualità,

perciò l'unico problema stavolta sembrano questi baffetti da Zorro, ma saprò dire di più dopo la visione. 
Tornando a Julian, l'attore aveva 56 anni ed era malato di cancro. 
Goodbye Julian. 

giovedì 12 giugno 2025

THE GOONIES: QUEI RAGAZZINI DI QUARANT'ANNI FA

 Era il giugno del 1985, e per la precisione era il giorno 7, quando usciva nelle sale americane uno dei film fondamentali degli anni 80 ovvero I Goonies, pellicola che verrà ripetutamente citata in opere cinematografiche e televisive successive quando si parla di ragazzini e mistero.


Per l'Italia il film diretto da Richard Donner, sceneggiato da Chris Columbus e prodotto da Steven Spielberg (che trio, eh?) arriverà il 20 dicembre dello stesso anno, ovvero quel periodo coincidente con le festività natalizie cominciando così a far rivaleggiare la Amblin con il colosso Disney.

Gli allora ragazzini sono nel frattempo cresciuti e Sean Astin, dopo essere stato Sam nella trilogia de Il Signore Degli Anelli, lo abbiamo ritrovato anche in Stranger Things nel ruolo di Bob.

Josh Brolin digitalizzato È stato il colossale Thanos per la Marvel (ma non solo), mentre il ciccio Chunk, ovvero Jeff Cohen, ha lasciato da tempo il cinema e i chili in eccesso ed ora è diventato avvocato.

Corey Feldman nonostante abbia continuato nel cinema non è riuscito a mantenere la popolarità ricevuta allora, provando

anche a riciclarsi come cantante, mentre è andata molto meglio a Ke Huy Quan, premio Oscar per EVERYTHING, EVERYWHERE, ALL AT ONCE e co-protagonista nella seconda stagione della serie LOKI.

Purtroppo qualcuno non c'è più ed è l'ex giocatore di football americano John Matsuzak, l'interprete di Sloth, che è mancato nel 1989 a soli 38 anni per un'intossicazione dovuta ad un antidolorifico.

Nel film c'è anche una fulminea apparizione di Cyndi Lauper alla quale era stata affidata la canzone THE GOONIES R GOOD ENOUGH il cui videoclip è lui stesso un minifilm.

E dopo essere tornato nelle sale in versione 4k, nel frattempo è stato annunciato anche il sequel che uscirà nell'estate del 2026 (ma potrebbe anche andare all'anno successivo) con quasi tutti i protagonisti dell'epoca che già si erano riuniti per festeggiare il compleanno di Ke Huy Quan, e una nuova squadra di ragazzini, un po' come abbiamo visto nei più recenti sequel dei gloriosi Ghostbusters. 
L'importante, cari miei producers con il simbolo del dollaro stampato nelle pupille, è non fare delle porcherie immonde come purtroppo abbiamo già visto in certi sequel non richiesti, sennò vi avverto che come minimo vi beccate la maledizione di Willy L'Orbo, eh... 

venerdì 23 maggio 2025

G20: BELL'IDEA, MA...

 Ecco il post slittato di una settimana per lasciare spazio alla kermesse canora più pazza del mondo, ed è quello che riguarda Prime Video, la quale va sicuramente orgogliosa di questo nuovo film realizzato in tandem con la Metro Goldwin Mayer dal titolo G20,


film con protagonista il premio Oscar Viola Davis che ci crede moltissimo e infatti partecipa personalmente alla produzione. 
Viola qui fa la parte di una presidentessa americana donna con marito e figli, un po' come se le elezioni le avesse vinte Kamala Harris, che forse dalle parti di Amazon un po' ci avevano creduto, ma tant'è... 
Fatto sta che alla classica riunione dei grandi potenti della terra, cioè il G20 del titolo dove stavolta, per far vedere che è un film attuale, che sta sul pezzo ed è "gggiovane", si parla di cryptovalute, succede che un tizio che in pratica è Patriota dei Seven, perché è interpretato da Antony Starr,

psicopatico uguale, ma con la barba che sennò era troppo una fotocopia, ti organizza bello bello un attentato/rivolta contro questi grandi. 
Ma la presidentessa ha dalla sua un passato militare che Soldato Jane levati e non sarà facile domarla. 
Bene, le premesse c'erano e magari se il progetto lo prendeva in mano la Marvel poteva uscirci anche un film discreto. 
Ho citato la Marvel non a caso poiché nel film oltre a venire nominata esplicitamente Wakanda, c'è anche Clark Gregg,

ovvero l'agente Coulson dello S.H.I.E.L.D. 
Tuttavia il problema più grosso sono proprio le scene action perché non ci si capisce letteralmente un tubo e capirai che in un film così la parte action deve valere almeno il 50 per cento. 
Così, durante ste benedette scene, ti devi solo mettere l'animo in pace e pensare che sta succedendo qualcosa aspettando che la finiscano di randellarsi. 
E tutto sommato sui dialoghi al limite del luogo comune si può anche sorvolare, dato che non è quello il problema più grosso in film come questi come anche The Rock sa bene (difatti si parla di famiglia anche qui come con Dwayne Johnson e Vin Diesel). 
Ah... infine, come sempre quando fa capolino, Hal Yamanouchi

mi fa scappare la risata poiché anche qui presta la sua voce da spot Suzuki al personaggio orientale di turno, cioè il presidente sudcoreano.
Altra chicca di doppiaggio (pessimo) è quello della nostra Sabrina Impacciatore su sé stessa. 
Insomma, l'idea era buona, ma poteva essere sviluppata molto meglio. 

IL MATRIMONIO DEL SECOLO

 In effetti in seguito ce ne saranno altri di matrimoni eclatanti, ma allora, quello che la Metro Goldwyn-Mayer trasmise in diretta il 19 ap...